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sabato 18 luglio 2026

Guarita dalla Sclerosi Multipla con la dieta: La storia di Terry Wahl

 

Guarita dalla Sclerosi Multipla con la dieta: La storia di Terry Wahls

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Questa è la storia della Dott.ssa Terry Wahls, una donna a cui, all’età di 45 anni, viene diagnosticata una gravissima malattia: la sclerosi multipla. Per chi non lo sapesse la sclerosi multipla è una malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale. Una malattia invalidante ancora oggi ritenuta incurabile.
Viene curata tramite farmaci, come l’interferone e le immunoglobuline, che hanno l’unico scopo di rallentare il processo degenerativo e di migliorare quanto possibile la qualità di vita del paziente.
La dottoressa, dopo esser passata per la terapia tradizionale a base di farmaci e dopo attenti e approfonditi studi e ricerche, ha deciso di provare per un altra via: l’alimentazione.

Per ben 15 anni prima dell’arrivo della malattia, la dieta della Dott.ssa Terry Wahls è stata di tipo vegetariano, ovvero una dieta priva di carne e pesce e parecchio sbilanciata sul consumo di cereali.
Per curare la sua malattia decide di apportare un cambio radicale alla sua alimentazione, passando dalla dieta vegetariana a una sorta di paleodieta.

dott.ssa Terry Wahls

Anche se non prende in considerazione i gruppi sanguigni, osservando la paleo dieta seguita dalla Dott.ssa Wahls per curare la sua malattia, potrete notare parecchie analogie con la dieta del Dott. Piero Mozzi.
In primia battuta l’eliminazione totale dei cereali, considerati degli alimenti nocivi e primi responsabili del deterioramento cellulare.

NB: il Dr. Mozzi non esclude il consumo di cereali, ma consiglia di eliminare quelli contenenti glutine e di moderare il consumo di tutti gli altri tipi. Inoltre consiglia di eliminarli completamente in caso di malattie autoimmuni.

Gli altri alimenti, che parimenti alla dieta del dott. Mozzi vengono considerati nocivi sono latte e derivati (tranne alcune eccezioni come lo yogurt, il kefir e il ghee) e anche la frutta viene elencata tra i cibi da limitare, preferendo il consumo di alcune bacche come mirtilli, more, lamponi e ribes.
La Dott.ssa Terry Wahls non esclude il consumo di solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, ecc.), ma avverte che molte persone possono essere intolleranti. Dalla dieta del gruppo sanguigno sappiamo che queste persone sono sopratutto quelle del gruppo A.

La Dott.ssa Wahls consiglia di mangiare carne e/o pesce tutti i giorni, specificando però che devono essere tutti animali tenuti allo stato selvaggio e non allevati in maniera intensiva.

Infine la Dott.ssa Wahls, come il Dott. Mozzi, consiglia di tenere un diario alimentare dove annotare quello che si ha mangiato prima di una qualsiasi sintomi di malattia, o reazione allergica.

MENU – LA GUARIGIONE DALLA SCLEROSI MULTIPLA DELLA DOTT.SSA TERRY WAHLS

  1. La storia di Terry Wahls
  2. I mitocondri
  3. Zonulina e permeabilità intestinale
  4. La dieta della Dott.ssa Wahls
  5. Eliminare le tossine
  6. La guarigione

La storia di Terry Wahls

Prima della malattia (sclerosi multipla), la Dott.ssa Wahls (professoressa di medicina presso l’Universita dell’Iowa) era una persona molto sportiva: era infatti solita correre maratone, scalare montagne in Nepal, partecipare a gare di Triathlon, in oltre conquistò la cintura nera di Taekwondo e vinse una medaglia di bronzo in full contact ai giochi Pan Americani del 1978 a Washington.
Poi è arrivata la malattia, dopo decenni di sintomi ignorati e la diagnosi definitiva nel 2000. Nel 2007, a 52 anni, era costretta su una sedia a rotelle gravità zero, con iniezioni di Copaxone, sintomi che peggioravano ogni giorno ed una sclerosi recidivante-remittente che a 3 anni dalla diagnosi si è trasformata in sclerosi multipla secondaria progressiva.

Dopo momenti di disperazione, ha ripreso gli studi interrotti ai tempi dell’università, leggendo ogni sera gli studi disponibili su PubMed relativi alla sua malattia. Fino ad incontrare le ricerche del Dr. Embry e del Prof. Loren Cordain da cui è iniziata la sua rinascita.
Da queste ricerche Terry Wahls si rese conto che le cellule del cervello colpite dalla malattia tendono nel corso del tempo a rimpicciolire. Questo perchè i mitocondri, le batterie del nostro organismo, smettono a un certo punto di funzionare, come in altre patologie neurologiche similari, proprio perchè a loro volta non consumano i nutrienti corretti.

I Mitocondri

Quando i nostri mitocondri lavorano al massimo, le nostre cellule hanno tutta l’energia di cui hanno bisogno per svolgere le proprie funzioni in modo che l’organismo possa funzionare nel modo in cui dovrebbe, senza dover compensare carenze di energia e nutrienti. Le cellule produrrano una minor quantità di radicali, minimizzando il danno cellulare. Una dieta adeguata faciliterà questo precesso.

Una dieta squilibrata farà deragliare questo processo, generando stress mitocondriale, invecchiamento precoce e insorgenza di malattie croniche.

Tutti i processi chimici implicano degli sprechi, ed i radicali liberi sono alcuni dei rifiuti che il corpo produce per generare l’energia di cui abbiamo bisogno. I radicali liberi causano problemi modificando la forma di una proteina, una membrana cellulare, o del DNA, cambiando così la loro funzione.

Se una cellula viene danneggiata eccessivamente dai radicali liberi, può smettere di lavorare correttamente, ed anche morire in modo prematuro. Una morte cellulare troppo prematura può risultare in un invecchiamento rapido degli organi interni e quindi della persona.

Gli antiossidanti che si trovano naturalmente nelle piante agiscono stimolando la produzione di enzimi nelle nostre cellule che neutralizzeranno i radicali liberi prima che questi danneggino le nostre cellule. Rendendo quindi il meccanismo biochimico molto più efficiente ed efficace nel proteggere le cellule dai radicali liberi.

Zonulina e permeabilità intestinale

Una delle condizioni più pericolose che una dieta moderna occidentale causa è l’aumentata permeabilità intestinale (leaky gut). La sindrome della leaky gut è una condizione in cui buchi o perdite si sviluppano nella parete tra il piccolo intestino e e i vasi sanguigni. Se si è in presenza di batteri patogeni, funghi o parassiti nell’intestino – in particolare i funghi affamati di carboidrati come la Candida Albicans – essi sono più inclini a produrre tossine che interferiscono con il sistema che regola il “collante” che tiene insieme la parete cellulare ed il piccolo intestino (collante intracellulare).

La zonulina è una proteina che regola il funzionamento di questo collante intracellulare. Quando la zonulina viene attivata in modo improprio, il collante che mantiene le cellule serrate inizia ad aprirsi, permettendo al contenuto del piccolo intestino di fuoriuscire e filtrare nel circolo sanguigno.

Altre cose che possono causare o aumentare la probabilità di sviluppare leaky gut possono essere: terapie antibiotiche ripetute, una dieta ricca di zuccheri ed amidi, sviluppo di intolleranze a proteine specifiche come glutine nei cereali e caseina nei latticini, ed esposizione a sostanze chimiche artificiali e tossine come il tabacco.

Tutte queste cose possono ulteriormente compromettere l’integrità della parete intestinale.

Il collante che sigilla la parete intestinale è lo stesso composto che fodera i vasi sanguigni, per cui se inizia a rompersi, potete scommettere che la parete dei vasi sanguigni – compresi quelli che arrivano al cervello – con molta probabilità si romperanno anch’essi. Potreste quindi avere un intestino che perde (leaky gut), vasi sanguigni che perdono ed un cervello che perde! E’ possibile avere anche una pelle che perde. Con vasi sanguigni che perdono, le cellule immunitarie avranno più probabilità di scavare nelle pareti e depositare colesterolo e molecole infiammatorie nel vasi sanguigni, otturando ed assottigliando vene ed arterie.

Nel cervello, la barriera sangue-cervello (emato-encefalica) che fornisce uno strato protettivo extra per il cervello contro i batteri infettivi diverrà meno efficace. Il cervello è più soggetto a permettere cellule immunitarie eccessivamente attive, aumentando la probabilità di infiammazione inappropriata e problemi peggiorativi relativi a disturbi dell’umore e neurologici come la sclerosi multipla. Nella pelle, ci saranno molte più probabilità di sviluppare ogni tipo di fastidiose eruzioni cutanee e problemi della pelle che vanno e vengono.

Questo è il motivo per cui un intestino che perde (leaky gut) non ha solo a che vedere con problemi gastrointestinali, ma ha che fare con l’intero sistema e la salute generale della persona. Questa non è una condizione auspicabile. Eppure è presente in molte persone, spesso a causa di diete a base di cibi raffinati e cereali.

La dieta della Dott.ssa Wahls

La dieta messa a punto dalla Dott.ssa Wahls prevede tre livelli, per iniziare da quello con cui vi sentite più a vostro agio fino a raggiungere il terzo livello.

  1. Livello 1: Questo è il livello più semplice, “the Wahls diet“: per avviare il sistema ad un’alimentazione ricca di nutrienti, rimuovendo gran parte dei cibi che contribuiscono al declino dello stato di salute.
  2. Livello 2: Il livello successivo è denominato, “Wahls Paleo“: questo è il livello con cui la gran parte delle persone decide di procedere, fornendo una buona organizzazione per eliminare successivamente i cibi che possono compromettere l’integrità dell’intestino.
  3. Livello 3: L’ultimo livello, “Wahls Paleo Plus“: il livello più difficile e quello che porta i migliori benefici per chi presenta condizioni di autoimmunità. E’ particolarmente indicato per chiunque abbia problemi di natura neurologica o psicologica (qualunque sia la causa primaria dello stato patologico), e persone con situazioni pregresse di tumore.

Queste diete sono disegnate per massimizzare l’apporto di vitamine, minerali, elementi antiossidanti e grassi essenziali di cui il cervello e i mitocondri hanno bisogno per proliferare.

Terzo livello: Wahls Paleo Plus

verdure salute

Riporto di seguito solo le indicazioni della Wahls Paleo Plus. I due livelli precedenti hanno meno restrizioni ma seguono la stessa logica.

1) Eliminate tutti i cereali (compresi riso, quinoa ed altri pseudo-cereali), legumi e patate.

2) Consumare 6 tazze* (uomini) e 4 tazze (donne) di vegetali suddivisi tra foglia verde, colorati e verdure sulfuree. Considerate che una tazza contiene circa 236 ml di acqua.

Verdure a foglia verde: rucola, cavolo cinese, bietola, tarassaco, cavolo (tutti i tipi), lattuga (tutti i tipi eccetto iceberg), senape indiana, prezzemolo, spinaci.

Verdure colorate
Verdi: asparagi, carciofi, avocado, cavolo, sedano, cetrioli con buccia, lime, olive, peperoni verdi, zucchini con buccia.
Rosse: cavolo rosso, ciliegie, mirtillo rosso, pompelmo rosso, melograno, peperoni rossi, radicchio, lamponi, rabarbaro, fragole, pomodori.
Blu, viola, nere: more (gelsi), mirtilli, melanzane, cavolo viola, olive nere, lampone nero.
Gialle, arancio: carote, pompelmo giallo, limone, peperoni arancioni e gialli, zucca, batate.
Sulfuree: asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, erba cipollina, daikon, aglio, porri, funghi, cipolle (rosse, gialle e bianche), ravanello, rapa, scalogno.

3) Ridurre il consumo di frutta ad una porzione al giorno (1 tazza), preferendo bacche come mirtilli, lamponi ribes e more. Evitando invece frutti come banane, pere, mele, uva, pesche, ananas e mango. Va esclusa la frutta disidratata, sciroppata e succhi di frutta del supermercato. Limitare le verdure amidacee a due porzioni alla settimana e sempre abbinate ad una generosa porzione di grassi come olio di cocco o di oliva.

4) Consumare carni di animali allevati al pascolo, selvaggina o pesce selvaggio. Proteine animali tutti i giorni.

5) Aggiungete alghe e frattaglie alla dieta

6) Aggiungete cibi fermentati (crauti, kombucha, yougurt e kefir al latte di cocco o mandorle), semi e noci e cibi crudi il più possibile. Alcune persone con problemi di candida non possono tollerare nessun tipo di lievito o bevande fermentate come aceto, o vino, o semplicemente funghi. In questi casi, astenersi dal consumo di questi cibi.

7) Aggiungere grassi sotto forma di olio di cocco (almeno 5 cucchiai al giorno) o latte di cocco (3/4 di una lattina, 270 ml circa). Ma anche olio d’oliva, o ghee (burro chiarificato, per chi lo tollera).

8) Consumare solo due pasti al giorno in una finestra di 8 ore, digiunando per le restanti 16 (di cui circa metà dormendo). Mangiando proteine e grassi con pochi carboidrati si tenderà a ridurre di molto il vostro appetito. Durante le fasi di digiuno, l’organismo si concentra sull’eliminazione delle tossine, la produzione di ormoni e sulla guarigione. Se trovate difficile mangiare solamente due volte al giorno, fate 3 pasti, ma assicurandovi di far trascorrere sempre 16 ore tra la cena e la colazione. Questo aumenterà in modo significativo il vigore ed il numero dei mitocondri nelle cellule. E il vostro cervello ve ne sarà grato.

9) Alcol (tipo il vino) riservatelo solo per le occasioni speciali. Per il resto meglio evitarlo.

10) Se con questa dieta state perdendo troppo peso, aumentate un po’ il consumo di frutta e di qualche verdura amidacea.

Piccola Nota della Dott.ssa Wahls per i vegetariani

Non raccomando una dieta vegetariana, ma capisco che alcuni abbiano serie motivazione per seguirla e per cui ho totale rispetto. In questo caso però, al fine di ottenere il giusto apporto calorico, la dieta dovrà includere qualche legume e grano, purché siano tenuti a mollo e fatti germogliare per ridurre al minimo la presenza di anti-nutrienti.

Terry Wahls sulle Solanacee

Per alcune persone più sensibili, le lectine contenute nelle solanacee, (che sono molecole proteiche che vanno ad occupare i recettori per l’insulina, impedendo a questa di legarsi agli zuccheri per svolgere la loro normale funzione: l’utilizzo degli zuccheri per produrre energia), causano eccessiva infiammazione ed aumentano il rischio di autoimmunità. Altre persone invece, non avranno problemi con le solanacee, alcune delle quali sono ottime fonti di nutrienti.

Il motivo per cui non escludo le verdure solanacee dalla dieta sta nel fatto che se indicassi ai pazienti di eliminare tutti i cibi che sono potenzialmente problematici o dannosi, non ci rimarrebbe da mangiare quasi niente.

Alcune persone sono intolleranti al cavolo! Per cui, elimino dalla dieta solo i cibi che ritengo possano essere deleteri (glutine e caseina) per chiunque abbia una malattia cronica e che possano provocare problemi di intolleranza. Se avete reazioni di intolleranza oltre alle indicazioni generali della dieta, esistono vari modi per capirlo.

Il principale è quello di tenere un diario segnando tutti i cibi che consumiamo con le reazioni. Se reagite male alle solanacce, eliminatele dalla vostra dieta. Se non avete reazioni avverse, non c’è alcun motivo per eliminarle dalla vostra alimentazione.

Eliminare le tossine

Gli organi che si occupano principalmente di smaltire le tossine sono: fegato, reni e ghinadole sudoripare.

La maggior parte delle tossine sono liposolubili, per cui devono essere convertite in sostanze idrosolubili per essere espulse nella bile (attraverso il fegato), l’urina (attraverso i reni) o il sudore. Questo processo accade in due fasi.

PRIMA FASE: nella prima fase le tossine vengono convertite per riattivare i metaboliti utilizzando processi chimici come l’ossidazione, riduzione, idrolisi e dealogenazione. In altre parole, questi vengono rilasciati dal grasso e liberati nel corpo. La tossina diventa più attiva ed anche più tossica perché non è più imprigionata nel grasso della cellula. Ma il corpo ha un piano.

SECONDA FASE: Nella fase due, le cellule attaccano una parte della catena della nuova tossina attiva. Questa potrebbe essere un’altra struttura chimica, come un gruppo sulfureo, un gruppo metilico o un amminoacido specifico. Ciò rende la tossina idrosolubile in modo che possa essere eliminata dall’organismo. Ogni parte di questo processo deve funzionare comunque, affinché il rilascio della tossina avvenga correttamente.

Se la tossina viene convertita nel metabolita reattivo (fase uno), senza però essere convertita in uno stato idrosoluble (fase due), può diventare ancora più dannosa.

Questo è il motivo per cui le persone certe volte hanno esperienze negative con la detossificazione. Una volta che le tossine sono pronte per essere eliminate, dobbiamo aiutarle ad uscire in modo che non continuino a circolare nel corpo, liberate dal grasso (la forma più dannosa).

Esistono modi validi per fare questo. Il modo migliore è quello di consumare le vostre 4-6 tazze di verdure oltre ad alghe e frattaglie per facilitare la seconda fase del processo ed eliminare efficacemente le tossine.

Questo fornirà al corpo tutte le sostanze di cui ha bisogno per raffinare le tossine fino ad uno stato in cui possono essere espulse. Nello specifico, assicuratevi di fare il pieno di:

  • selenio e iodio (alghe);
  • zinco e coenzima Q (frattaglie);
  • tioli (verdure sulfuree e verdure a foglia verde);
  • flavonoidi (verdure colorate);
  • minerali (sale marino iodato e alghe);
  • amminoacidi completi (proteine animali).

Aggiungere spezie con un impatto favorevole sulla detossificazione può aiutare l’organismo a compiere questo sforzo. Le spezie aiuteranno a garantirsi un equilibrio adeguato degli enzimi detossificanti necessari per eliminare le tossine quotidiane. Le spezie ed erbe consigliate sono:

La guarigione

In barba a questa malattia progressiva e cronica per cui non esisteva alcuna cura, iniziai un esperimento su me stessa. Quello che non mi aspettavo erano i risultati sbalorditivi che ottenni dal mio esperimento: non solo fermai la mia malattia, ma ottenni anche un incredibile ripristino della mia salute e delle mie funzioni.

sclerosi multipla: la guarigione di Terry Wahls

Per sette anni ho avuto la migliore assistenza, i migliori medici, i farmaci più recenti ed innovativi. Ciònonostante la mia disabilità è peggiorata.
Per sedermi ero obbligata ad usare una carrozzella a sedile ribaltabile, sia a casa che al lavoro. Potevo camminare per brevi tragitti facendo uso di due bastoni.
Tre mesi dopo aver iniziato la nuova dieta (la paleodieta) potevo camminare per due stanze dell’ospedale utilizzando un solo bastone. Il mese successivo potevo camminare per tutto l’ospedale senza bastone. Dopo cinque mesi sono potuta risalire sulla bici per la prima volta dopo ben 10 anni, pedalando fino a fare il giro dell’isolato. Dopo nove mesi dal cambio di alimentazione ho pedalato per 30 km e l’anno successivo feci un lungo giro a cavallo tra le montagne rocciose canadesi.

Quello che ho imparato, ha cambiato per sempre il modo in cui vedo i mondi duellanti della salute e della malattia. Oltre cento anni fa, Thomas Edison diceva:

Il medico del futuro non prescriverà medicine, ma interesserà i suoi pazienti alla cura della struttura umana, ad una dieta appropriata e alla causa ed alla prevenzione della malattia

Questo è diventato il mio nuovo corso, la mia passione e la mia missione. Ho approcciato la salute e la malattia in un modo totalmente nuovo. Sono diventata una persona nuova, sia fisicamente che emozionalmente, sia personalmente che professionalmente. Mi sono anche impegnata con passione ad aiutare gli altri a diventare persone nuove.

Dott.ssa Terry Wahls

Fonte: Codicepaleo.com

I video di Terry Wahls

Di seguito riporto i video in inglese, con sottotitoli in italiano, dove la Dott.ssa Terry Wahls parla della sua malattia (la sclerosi multipla) e di come sia definitivamente guarita.

https://www.youtube.com/watch?v=tlqSVUTLTQw
https://www.youtube.com/watch?v=z5g4lYmZ4gg/

giovedì 16 luglio 2026

IL MIRACOLO DELLA GAMBA RICRESCIUTA

 IL MIRACOLO DELLA GAMBA RICRESCIUTA 

 PER INTERCESSIONE DELLA VERGINE DEL PILAR, ACCADRA' ANCHE A MEDJUGORJE DOPO IL SEGNO CHE DARA' LA REGINA DELLA PACE


Entrando nella chiesa di Calanda c'è una cappella dedicata al "miracolo dei miracoli" , come viene chiamata nella terra di Spagna, ed è commemorata da una lapide vicino alla cappella stessa:


"In questo stesso luogo e per intercessione della Beata Vergine Pilar, la gamba che era stata amputata da lungo tempo è stata restituita al suo devoto Miguel Juan Pellicer". Calanda è una piccola città di Teruel, in Aragona. 


Un miracolo straordinario, quello di un arto amputato improvvisamente riattaccato, che solo Dio, l’autore e il padrone delle leggi della natura può compiere. Se il fatto e vera, allora la conclusione si impone: Dio esiste. Ma ci vogliono le prove. Le prove ci sono, eccome. 


E sono tante, tutte concordi, ben fondate, ottimamente documentate, al punto che Messori si spinge a dire: ”dovrebbe dubitare di tutta quanta la storia umana, compresi i fatti più certi perchè più attestati, chi rifiutasse la verità di quanta successo a Calanda quella sera di marzo della settimana di Passione del 1640”. Vediamole in sintesi.


II miracolo viene attestato solo sessanta ore dopo da tutte le autorità locali: il vicario parrocchiale don Jusepe Herrero, il justicia (il giudice e insieme il responsabile dell’ordine pubblico) Martin Corellano, il sindaco Miguel Escobedo, il suo vice Martin Galindo e, soprattutto, il notaio reale Lazaro Macario Gomez. 


In pochissimi giorni viene istituito un processa pubblico in cui sfilano decine e decine di testimoni oculari, nel frattempo, viene visitato il luogo dove era stata sepolta dai medici la gamba amputata, ma viene trovato vuoto (come riportato da un Aviso Historico, un giornale del tempo). Dopo quasi undici mesi di lavoro e con quattordici sedute pubbliche e plenarie, si pronuncia la sentenza del processo di Saragozza in data 27 aprile 1641: 


”Perciò affermiamo e dichiariamo che a Miguel Juan Pellicer, contadino di Calanda, fu restituita la gamba che gli era stata amputata due anni e cinque mesi prima; e che non fu un fatto di natura, ma opera mirabile e miracolosa, ottenuta per intercessione della Vergine del Pilar”. I ventiquattro testimoni oculari, scelti dal tribunale di Saragozza tra innumerevoli possibili, possono essere suddivisi in cinque gruppi.


Quattro sono ecclesiastici, sia di Saragozza che di Calanda. Sei ”vari”, tra cui l’oste, nella cui bettola vicino al Pilar Miguel Juan, storpio, passava la notte quando rimediava quattro soldi di elemosina e un altro oste, di Samper, dal quale aveva alloggiato sulla strada del ritorno a casa. I testimoni sono scelti per dar conto, sotto giuramento, delle differenti tappe della storia di Miguel Juan Pellicer: la frattura, l’amputazione, la mendicità al Pilar, il ritorno al paese natale, l’evento miracoloso del 29 marzo e i fatti dei giorni successivi. 


E` così straordinario quanto è accaduto a Calanda, che il giovane contadino Miguel Juan venne ricevuto addirittura dal re Filippo IV, il più orgoglioso sovrano del mondo, il monarca dell’impero dove ”non tramontava mai il sole”. Il sovrano, dopo aver sentito la sua testimonianza e l’inequivocabile sequenza di eventi da parte delle più importanti autorità spagnole, si inginocchia davanti al contadino, gli bacia con devozione la cicatrice, rimasta là dove l’arto era stato amputato e poi riattaccato.


A MEDJUGORJE ACCADRA' SECONDO VICKA UN MIRACOLO SIMILE 


Storia incredibile da Medjugorje, che riguarda il cognato della veggente Vicka, Ivo Juric, ex giovane promessa del basket croato, questi si ammalò di un tumore, al seguito del quale gli venne amputata la gamba e dal quale è stato già miracolato.  


Gli erano stati prospettati solo 2 anni di vita. Ma non è la sua guarigione dal cancro che fa parlare, ma la dichiarazione della veggente Vicka, che ha assicurato che quando apparirà l’atteso segno sulla collina delle apparizioni, come promesso dalla Madonna la gamba di Ivo ricrescerà miracolosamente,  questo sarà soltanto uno dei tanti miracoli che avverranno in quel momento.


Padre Janko parlò di questa situazione con la veggente Vicka. Ecco il resoconto, ed al termine un video documento.


P.JANKO : Mi hai parlato di un giovane che è senza la gamba sinistra.


Che la Madonna lo guarirà senza nessuna condizione, dopo il Segno promesso.


Vicka: Se ti ho detto questo ti ho detto la verità. La Madonna ha detto che in quel momento molti guariranno  ci saranno e con quel giovane si comporterà così


P.Janko: Cosa vuoi dire con questo?


Vicka: Lui quasi tutti i giorni veniva alle apparizioni della Madonna e la Madonna ha dimostrato di amarlo particolarmente.


P:Janko: Come lo sai?


Vicka: Ecco come. In un’occasione, poco prima del Natale del primo anno, ci ha fatto vedere la sua gamba malata. Ha tolto via dalla gamba la parte artificiale, di plastica, e al suo posto ci ha mostrato  la gamba sana.


P.Janko: Perché questo?


Vicka: Non lo so. Può darsi che la Madonna volesse dire che egli guarirà.


P.Janko: Ma lui, in quel momento, sentiva qualcosa?


Vicka: Dopo ci ha detto che gli sembrava che qualcuno lo toccasse sulla testa. Qualcosa del genere.


P.Janko: Va bene. Però la Madonna non ha detto che egli guarirà!


Vicka: Va’ piano; non ho ancora finito. Due o tre giorni dopo, sono venuti da noi dei giovani. Abbiamo suonato e cantato; in mezzo a loro c’era anche quel ragazzo.


P.Janko: E poi?


Vicka: Dopo un po’ ci è apparsa la Madonna, prima del solito. Accanto a lei ci stava quel ragazzo, tutto avvolto in una luce. Lui non lo sapeva, però ci ha detto, subito dopo, che durante l’apparizione sentiva qualcosa, come una corrente elettrica che gli passava attraverso la gamba.


P.Janko: Attraverso quale gamba?


Vicka: Quella malata.


P.Janko: E poi?


Vicka: Ti ho detto quello che sapevo.


P.Janko: Però non mi hai detto se la gamba guarirà o no!


Vicka: La Madonna ci ha detto di sì, ma più tardi.


P.Janko: Quando?


Vicka: Dopo che ci darà il suo Segno, allora egli guarirà completamente. Questo ce lo ha detto verso la metà del 1982


P.Janko: A chi ha detto questo: a voi o a lui?


Vicka: A noi. E noi lo abbiamo riferito a lui.


Fonte: papaboys.org


PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO PER UNA GRAZIA RICEVUTA


Con l’anima esultante eccomi innanzi a te, o Madre, 


a manifestare la più viva riconoscenza. 


Tu hai saputo aprire per me 


il tesoro infinito della bontà misericordiosa di Dio. 


Al mio bisogno tu hai recato soccorso, 


al mio dolore hai concesso conforto, 


al mio desiderio hai ottenuto esaudimento. 


Il tuo aiuto mi accompagni ancora perché io usi i doni divini, 


a tuo esempio, a salvezza mia 


e lode eterna della Trinità Santissima.  AmenIL MIRACOLO DELLA GAMBA RICRESCIUTA PER INTERCESSIONE DELLA VERGINE DEL PILAR, ACCADRA' ANCHE A MEDJUGORJE DOPO IL SEGNO CHE DARA' LA REGINA DELLA PACE


Entrando nella chiesa di Calanda c'è una cappella dedicata al "miracolo dei miracoli" , come viene chiamata nella terra di Spagna, ed è commemorata da una lapide vicino alla cappella stessa:


"In questo stesso luogo e per intercessione della Beata Vergine Pilar, la gamba che era stata amputata da lungo tempo è stata restituita al suo devoto Miguel Juan Pellicer". Calanda è una piccola città di Teruel, in Aragona. 


Un miracolo straordinario, quello di un arto amputato improvvisamente riattaccato, che solo Dio, l’autore e il padrone delle leggi della natura può compiere. Se il fatto e vera, allora la conclusione si impone: Dio esiste. Ma ci vogliono le prove. Le prove ci sono, eccome. 


E sono tante, tutte concordi, ben fondate, ottimamente documentate, al punto che Messori si spinge a dire: ”dovrebbe dubitare di tutta quanta la storia umana, compresi i fatti più certi perchè più attestati, chi rifiutasse la verità di quanta successo a Calanda quella sera di marzo della settimana di Passione del 1640”. Vediamole in sintesi.


II miracolo viene attestato solo sessanta ore dopo da tutte le autorità locali: il vicario parrocchiale don Jusepe Herrero, il justicia (il giudice e insieme il responsabile dell’ordine pubblico) Martin Corellano, il sindaco Miguel Escobedo, il suo vice Martin Galindo e, soprattutto, il notaio reale Lazaro Macario Gomez. 


In pochissimi giorni viene istituito un processa pubblico in cui sfilano decine e decine di testimoni oculari, nel frattempo, viene visitato il luogo dove era stata sepolta dai medici la gamba amputata, ma viene trovato vuoto (come riportato da un Aviso Historico, un giornale del tempo). Dopo quasi undici mesi di lavoro e con quattordici sedute pubbliche e plenarie, si pronuncia la sentenza del processo di Saragozza in data 27 aprile 1641: 


”Perciò affermiamo e dichiariamo che a Miguel Juan Pellicer, contadino di Calanda, fu restituita la gamba che gli era stata amputata due anni e cinque mesi prima; e che non fu un fatto di natura, ma opera mirabile e miracolosa, ottenuta per intercessione della Vergine del Pilar”. I ventiquattro testimoni oculari, scelti dal tribunale di Saragozza tra innumerevoli possibili, possono essere suddivisi in cinque gruppi.


Quattro sono ecclesiastici, sia di Saragozza che di Calanda. Sei ”vari”, tra cui l’oste, nella cui bettola vicino al Pilar Miguel Juan, storpio, passava la notte quando rimediava quattro soldi di elemosina e un altro oste, di Samper, dal quale aveva alloggiato sulla strada del ritorno a casa. I testimoni sono scelti per dar conto, sotto giuramento, delle differenti tappe della storia di Miguel Juan Pellicer: la frattura, l’amputazione, la mendicità al Pilar, il ritorno al paese natale, l’evento miracoloso del 29 marzo e i fatti dei giorni successivi. 


E` così straordinario quanto è accaduto a Calanda, che il giovane contadino Miguel Juan venne ricevuto addirittura dal re Filippo IV, il più orgoglioso sovrano del mondo, il monarca dell’impero dove ”non tramontava mai il sole”. Il sovrano, dopo aver sentito la sua testimonianza e l’inequivocabile sequenza di eventi da parte delle più importanti autorità spagnole, si inginocchia davanti al contadino, gli bacia con devozione la cicatrice, rimasta là dove l’arto era stato amputato e poi riattaccato.



domenica 12 luglio 2026

IL VELO DI MANOPPELLO

 IL VELO DI MANOPPELLO. LE SINGOLARI TRACCE CHE PORTANO AL VOLTO DI CRISTO


Conservato in un Santuario poco distante da Chieti il “Volto Santo” di Manoppello fa discutere gli studiosi della Sindone. Secondo il gesuita Heinric Pfeiffer tra Sindone e “velo” della Veronica c’è un preciso legame che prova dell’immagine di Cristo.


In un santuario costruito nel XVII secolo a un passo da Manoppello, antico borgo non distante da Chieti, è conservato un eccezionale documento iconografico che, accuratamente studiato da pochi anni da una monaca trappista tedesca, suor Blandine Paschalis Schloemann, e da un gesuita tedesco, padre Heinrich Pfeiffer, docente di storia dell’arte all’università Gregoriana, si è rivelato come una straordinaria conferma dell’autenticità della Sindone di Torino. Si tratta del non troppo famoso, in verità, “Volto Santo” di Manoppello: un velo sottilissimo, quasi una diapositiva su tessuto, sul quale si è formata, in modo del tutto inspiegabile, una “icona” del volto di Cristo che coincide perfettamente, anche nei minimi particolari, con il volto della Sindone.

Rispetto a questa, tuttavia, il Volto Santo di Manoppello è molto più nitido, positivo, colorato e in apparenza privo di tracce di sangue. Anzi, pur riproducendo tutte le ferite del volto di Cristo, le mostra in un momento che parrebbe successivo a quello della Sindone, cioè mentre si era iniziata la loro rimarginazione.


Secondo padre Pfeiffer è questa l’autentica “Veronica” che un tempo era venerata a Roma in una cappella della basilica vaticana situata dove ora si trova Ia Pietà del Michelangelo. Veronica non è la santa che, secondo la tradizione, avrebbe asciugato con un panno il volto di Cristo, come dice la sesta stazione della Via Crucis, ma è quel panno stesso, quel velo sul quale sarebbe rimasta impressa la “vera icona” (da cui “veronica”) del Signore.

Quella “Veronica” di cui si diceva all’inizio si trovava a Roma almeno dal XII secolo. Durante gli Anni Santi i pellegrini venivano soprattutto per vedere quel Volto, che venne esposto anche nel lunghissimo giubileo del 1475, durato fino al 1479. Poi sparì agli inizi del 600 e il “velo” che si trova ora in San Pietro non ha nulla a che fare con l’originale Veronica. La tesi di padre Pfeiffer, confortata da una serie corposa di argomentazioni e documentazioni iconografiche, è che la Veronica sia proprio il Volto Santo del santuario abruzzese.

Quel velo, infatti comparve a Manoppello agli inizi del 600, quando a Roma venne distrutta la cappella della Veronica. I Cappuccini lo hanno fatto studiare, ma senza metterlo in relazione con una serie di altri documenti che invece, dice Pfeiffer, portano tutti a una conclusione: il volto di Cristo, così come risulta sia dalla Sindone che dalla Veronica prese isolatamente sia dalla loro sovrapposizione, era assai noto agli artisti in epoche assai precedenti alla ricomparsa della Sindone a Lirey, nella Francia settentrionale.


L’iconografia antica di Gesù presenta straordinarie coincidenze. Per esempio a cominciare da un affresco (assai discusso, in verità) della metà del terzo secolo ritrovato nel 1953 nell’ipogeo degli Aureli in viale Manzoni a Roma e frequentato dalla setta gnostica dei Carpocraziani, per arrivare alle formelle del 420 delle porte di Santa Sabina, alle monete coniate dall’imperatore Giustiniano II nel 692 a Costantinopoli. Questa coniazione, a sua volta, riproduce i tratti di Cristo che si vedevano su un “velo” che da Camulia, in Cappadocia, era stato portato in quella capitale nel 574 da Giustino II, e coincide con molte altre immagini del volto di Cristo che denunciano una conoscenza della Sindone e della Veronica in epoche precedenti al ritrovamento della Sindone stessa.

Tutte queste immagini presentano infatti un volto un pò rotondo, la barba bipartita, i capelli ondulati e paralleli, un piccolo ciuffo di capelli che scende sulla fronte dall’attaccatura e una specie di acconciatura alta sulla fronte (come Cristo “pantocrator” del convento di S. Caterina sul Sinai, del secolo XII), che appare soltanto nella sovrapposizione del Volto di Manoppello sulla Sindone. Quest’ultima operazione è stata fatta nel 1978 in grandezza naturale, mediante fotografie e con metodo scientifico dalla monaca trappista tedesca, con risultati, come si diceva, di una coincidenza incredibile.

Su questo tema padre Pfeiffer sta curando una edizione di due volumi in Germania. In breve, Ia sua convinzione è che il cosiddetto mandilion o asciugamano con cui Gesù, secondo Ia leggenda, si sarebbe deterso il volto lasciandovi impressa miracolosamente la propria immagine, donandolo poi a re Abgar (di cui si parla nei vangeli apocrifi), sia volto in realtà il sudario di Cristo. Da Camelia, in Cappadocia, il sudario o Santo Volto sarebbe stato trasportato prima a Costantinopoli e poi a Roma, dove era conosciuto come immagine acheropita (non dipinta da mano umana) nel Patriarchio lateranense dove è oggi la Scala Santa. 


Da Roma arrivò infine a Manoppello, dove fu venduto per ricavarne il prezzo del riscatto di un soldato prigioniero e arrivò nelle mani dei cappuccini. Invece quello che si credeva fosse il mandilion di Edessa (l’attuale Urfa, nella regione sud-orientale della moderna Turchia, che fa parte del Curdistan) sarebbe la vera Sindone che, trasportata a Costantinopoli, ne sparì per riapparire molto più tardi a Lirey e finire a Torino.


PREGHIERA DI PAPA BENEDETTO XVI


Signore Gesù, come già i primi apostoli, ai quali dicesti: “Che cercate ?”, ed accolsero il tuo invito: “Venite e vedrete”, riconoscendoti come il Figlio di Dio, l’atteso e promesso Messia per la redenzione del mondo, anche noi, discepoli tuoi di questo difficile tempo vogliamo seguirti ed esserti amici, attratti dal fulgore del tuo volto desiderato e nascosto. Mostraci, ti preghiamo, il tuo volto sempre nuovo, misterioso specchio dell’infinita misericordia di Dio. Lascia che lo contempliamo.  Con gli occhi della mente e del cuore: volto del Figlio, irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza (cf. Eb 1, 3), volto umano di Dio entrato nella storia per svelare gli orizzonti dell’eternità.


Volto silenzioso di Gesù sofferente e risorto, che amato ed accolto cambia il cuore e la vita. “Il tuo volto, Signore, io cerco, Non nascondermi il tuo volto” (Sal 27, 8s).Nel corso di secoli e millenni quante volte è risuonata Tra i credenti questa struggente invocazione del Salmista ! Signore, anche noi la ripetiamo con fede: “Uomo dei dolori, davanti a cui si copre la faccia” (Is. 53,3), non nasconderci il tuo volto ! Vogliamo attingere dai tuoi occhi,  che ci guardano con tenerezza e compassione. La forza di amore e di pace che ci indichi la strada della vita,  ed il coraggio di seguirti senza timori e compromessi, per diventare testimoni del tuo Vangelo, con gesti concreti di accoglienza, di amore e di perdono.


Volto Santo di Cristo, luce che rischiara le tenebre del dubbio e della tristezza, cita che ha sconfitto per sempre il potere del male e della morte, sguardo misterioso che non cessa di posarsi sugli uomini e i popoli, volto celato nei segni eucaristici e negli sguardi di coloro che ci vivono accanto, rendici pellegrini di Dio in questo mondo, assetati d’infinito e pronti all’incontro dell’ultimo giorno. Quando ti vedremo, Signore, “faccia a faccia (1Cor, 13,12), e potremo contemplarti in eterno nella gloria del Cielo.


Maria, Madre del Volto Santo, aiutaci ad avere “mani innocenti e cuore puro”, mani illuminate dalla verità dell’amore e cuori rapiti dalla bellezza divina, perché, trasformati dall’incontro con Cristo, ci doniamo ai poveri e ai sofferenti, nei cui volti riluce l’arcana presenza del tuo Figlio Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen!


Fonti: (Avvenire 7/6/1991) / - voltosanto.it

giovedì 9 luglio 2026

La glicina

 La glicina

Il tuo corpo produce 3 grammi al giorno di questo aminoacido. Ne servono 10. Ecco cosa succede nel mezzo.

Esiste un aminoacido che per decenni la scienza ha considerato irrilevante.

Il corpo lo produce da solo, dicevano, quindi non serve preoccuparsene. Era classificato come "non essenziale" e nessuno ci pensava più.

Poi qualcuno ha fatto i conti.

Il corpo produce circa 2-3 grammi al giorno di glicina. Il fabbisogno reale stimato è di 10-15 grammi al giorno. Quel gap di 7-10 grammi ogni singolo giorno deve arrivare da fuori.

E la dieta moderna, che ha sostituito il brodo di ossa con il dado, la pelle del pollo con il petto senza pelle, le lunghe cotture con i piatti pronti, e le frattaglie con la fettina magra, ne fornisce circa 2-3 grammi.

Il risultato: la maggior parte delle persone cammina con un deficit cronico di glicina di 5-10 grammi al giorno. Non abbastanza da causare una malattia conclamata, ma abbastanza da far funzionare parecchi sistemi peggio di come dovrebbero.

Una review del 2025 su Metabolism (Holeček, Charles University) ha ufficialmente riclassificato la glicina come "condizionalmente essenziale": il corpo ne produce, ma non abbastanza per le sue necessità reali.

Vediamo cosa fa questa molecola e perché il deficit si sente.


🧱 È IL MATTONE FONDAMENTALE DEL COLLAGENE

Il collagene è la proteina strutturale più abbondante del corpo: circa il 30% di tutte le proteine. Tendini, legamenti, cartilagine, ossa, dischi vertebrali, parete intestinale, pelle. È l'impalcatura su cui tutto si regge.

La glicina è l'aminoacido che definisce il collagene: deve occupare ogni terza posizione nella tripla elica (la struttura Gly-X-Y), e nessun altro aminoacido può sostituirla. Se la glicina non c'è, la tripla elica non si forma. Punto.

Il collagene è fatto per il 33% di glicina. Il corpo produce circa 10 grammi di collagene al giorno in condizioni normali, e solo per quello servono circa 3 grammi di glicina. In fase di riparazione (dopo un allenamento, dopo un infortunio) il fabbisogno sale.

Cosa succede quando la glicina scarseggia: i tendini si riparano più lentamente, le articolazioni perdono qualità, la pelle invecchia prima del previsto, la barriera intestinale (fatta di tessuto connettivo) si indebolisce. Quei dolorini ai tendini che non passano mai, quella rigidità articolare che si cronicizza, quel recupero dopo l'allenamento che sembra non finire mai? Il deficit di glicina è una delle cause possibili che nessuno indaga.


😴 È LA MOLECOLA DEL SONNO CHE COSTA CENTESIMI

Questa è l'applicazione più immediatamente percepibile, e la più supportata da studi controllati.

Bannai e colleghi hanno condotto una serie di studi (pubblicati su Journal of Pharmacological Sciences e Frontiers in Neurology) dando 3 grammi di glicina in acqua calda 30-60 minuti prima di dormire.

I risultati: il tempo per addormentarsi si riduce significativamente. La qualità soggettiva del sonno migliora. La stanchezza e la sonnolenza il giorno dopo calano. Le prestazioni cognitive al risveglio migliorano. E la polisonnografia (la misurazione oggettiva del sonno) ha confermato un aumento del sonno a onde lente, la fase più ristorativa.

Il meccanismo è elegante: la glicina provoca una vasodilatazione periferica (più sangue a mani e piedi) che abbassa la temperatura corporea interna. Questo calo è esattamente il segnale fisiologico che il corpo usa per avviare l'addormentamento. La glicina accelera un processo naturale che in molte persone, soprattutto sotto stress, funziona male.

Uno studio del 2023 sull'European Journal of Nutrition ha confermato il quadro: 15 grammi di peptidi di collagene (ricchi di glicina) prima di dormire hanno ridotto la frammentazione del sonno e migliorato la cognizione al risveglio.

Tre grammi in acqua calda prima di dormire. Nessuna dipendenza, nessuna sonnolenza residua, nessun effetto collaterale. E costa meno di un caffè al mese.


🛡️ È UNO DEI TRE MATTONI DEL GLUTATIONE

Il glutatione è l'antiossidante intracellulare più potente del corpo. È fatto di tre aminoacidi: glutammato, cisteina e glicina. Senza uno dei tre, non si produce.

Con l'età la produzione di glutatione crolla. Uno dei motivi: la sintesi di glicina declina. Rajagopal Sekhar alla Baylor College of Medicine ha dimostrato in un trial clinico randomizzato del 2023 (Journal of Gerontology) che integrando contemporaneamente glicina e NAC (il precursore della cisteina) in 24 anziani per 16 settimane, il glutatione si ripristina ai livelli di un giovane adulto, e con esso migliorano stress ossidativo, funzione mitocondriale, infiammazione, forza muscolare e cognizione.

Due aminoacidi economici che insieme ripristinano il sistema di protezione cellulare che l'invecchiamento deteriora.


🔥 È UN ANTINFIAMMATORIO DIRETTO

La glicina non agisce solo indirettamente (via glutatione): ha un effetto antinfiammatorio diretto sulle cellule immunitarie. I macrofagi hanno sulla loro superficie canali del cloro sensibili alla glicina. Quando la glicina si lega, il macrofago si "calma": produce meno TNF-alfa, meno IL-1beta, meno IL-6.

In parallelo, la glicina inibisce l'NF-kB (lo stesso interruttore infiammatorio su cui agiscono gli omega-3).

Per chi segue i miei post sull'infiammazione cronica: la glicina lavora sugli stessi rubinetti, dall'interno della cellula immunitaria.


🧠 È UN NEUROMODULATORE DOPPIO

Nel sistema nervoso la glicina fa due cose apparentemente opposte, entrambe essenziali.

È un neurotrasmettitore inibitorio: calma il sistema nervoso, regola il tono muscolare, modula la trasmissione del dolore nel midollo spinale.

Ed è un co-agonista obbligatorio dei recettori NMDA: i recettori della plasticità sinaptica che governano apprendimento e memoria. Senza glicina nel sito co-agonista, i recettori NMDA non si aprono, indipendentemente da quanto glutammato ci sia.

In pratica: calma quando serve calma, e attiva quando serve attivare. Non è un sedativo, è un modulatore.


🔗 IL COLLEGAMENTO CON IL MAGNESIO BISGLICINATO

Il magnesio bisglicinato è magnesio legato a due molecole di glicina. Ogni volta che assumi questa forma di magnesio, stai assumendo magnesio E glicina contemporaneamente.

Il magnesio serve per le 300+ reazioni enzimatiche del muscolo. La glicina serve per il collagene, il sonno, il glutatione e l'infiammazione. Il bisglicinato li consegna insieme, con un assorbimento superiore (attraverso il canale degli aminoacidi) e una tollerabilità gastrica eccellente.

È la forma che abbiamo scelto per il nostro De-Block: la combinazione più elegante che conosciamo per consegnare due molecole fondamentali in un'unica assunzione.

PER RIASSUMERE

La glicina è l'aminoacido più piccolo che esiste, e il suo impatto è il più grande. Tiene insieme il collagene, permette la produzione del glutatione, migliora il sonno, riduce l'infiammazione direttamente nelle cellule immunitarie, e modula il sistema nervoso.

Il corpo ne produce 2-3 grammi al giorno. Ne servono 10-15. La dieta moderna ne fornisce 2-3. Il gap è reale, quotidiano, e si accumula nel tempo.


Tre grammi prima di dormire per il sonno. Cinque-dieci grammi al giorno per la salute generale. Il brodo di ossa come abitudine. Sono interventi semplici, economici e documentati.

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mercoledì 8 luglio 2026

MADONNA DI KAZAN

  MADONNA DI KAZAN

MADONNA DI KAZAN: LA RIVELAZIONE A STALIN CHE CAMBIO' LE SORTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


. PREGHIAMO PERCHE' FERMI LA GUERRA IN UCRAINA

8 LUGLIO

Un’icona dal fascino misterioso che appare nel momento del bisogno per sostenere tutto il popolo russo, attraverso le preghiere accorate di Zar e governanti. Non farà mancare la sua intercessione fino a mettere pace tra le religioni grazie all’intervento di Giovanni Paolo II. 


L’icona della Madre di Dio di Kazan, secondo gli esperti, si farebbe risalire al secolo XIII. Maria  vi è ritratta a mezzo busto con il volto reclinato verso il Bambino, che si regge in piedi sulle ginocchia della Madre e benedice con la mano destra. Venuta da Costantinopoli, la sacra icona sarebbe stata posta in un monastero di Kazan, dal quale scomparve nel 1209, durante l’invasione dei Tartari. 


Dopo che lo zar Ivan il Terribile nel 1552 rioccupò il vasto territorio, gran parte della città di Kazan fu bruciata da uno spaventoso incendio. Fu allora che la Madre di Dio apparve tre volte ad una ragazza di dieci anni, Matrëna (Matrona), per invitarla a ricercare sotto le macerie di una casa distrutta una sua icona, nascostavi da alcuni fedeli durante la dominazione tartara.


La ragazza non fu creduta, né dall’arcivescovo, né dal clero, né dai governanti, per cui, sola con la madre, cominciò a scavare la terra nel luogo indicato fino a che non fu trovata l’icona, avvolta da vecchi cenci, assolutamente intatta e come irradiata di luce. Era l’8 luglio 1579. La notizia si diffuse presto nella città e l’arcivescovo stesso si recò sul luogo della scoperta, poi, in una processione solenne, trasportò l‘icona nella vicina chiesa di S. Nicola. 


Nel giorno del “ritrovamento” due ciechi, Giuseppe e Nikita,  ricuperarono la vista. In seguito, gli zar Ivan IV il Terribile, Fedor Ivanoviç e Caterina II innalzarono chiese sontuose in onore della Vergine di Kazan. L’importanza dell’icona prodigiosa veniva riconosciuta da tutta la Russia, soprattutto nei momenti più difficili della sua storia.


Nel 1612, allorché Mosca era assediata dai rivoltosi, i soldati presero con sé la venerata icona come “Bandiera di vittoria”, “Liberatrice della Russia” e il 27 novembre liberarono la città. Parimenti Pietro il Grande, nel 1709, prima di sferrare la battaglia decisiva contro le truppe di Carlo XII di  Svezia, trascorse tre giorni di digiuno e di preghiera davanti a questa immagine con tutto il suo esercito. Fu ancora all’intercessione di Nostra Signora di Kazan che fu attribuita la disfatta delle armate napoleoniche, iniziata il 22 ottobre 1812, giorno di una delle tre feste annuali dell’icona.


Sfortunatamente, nella notte del 29 giugno 1904, la sacra icona, ricca di ori e di brillanti, venerata dal 1721 nella cattedrale di Kazan a San Pietroburgo, fu rubata e da allora non se n’è saputo più nulla. Qualcuno ha scritto che “per vie ancora ignote, è arrivata a Fatima, dove è custodita dall’Armata Azzurra”. Sta di fatto, che dietro la basilica portoghese di Fatima, s’innalza una cappella di rito bizantino del centro dell’Armata Azzurra”, dove il 21 luglio 1970 fu portata processionalmente dal vescovo di Leiria la miracolosa icona e là sistemata il 26 luglio seguente, in attesa che possa un giorno ritornare al suo santuario di Russia.


A favore della sua autenticità un autore  ha avanzato un’ipotesi accettabile. Quando nel 1923 la basilica di Kazan a San Pietroburgo fu trasformata in “Museo della storia delle Religioni”, fu messo all’asta tutto quel che conteneva, non esclusa l’icona miracolosa, che andò a finire prima in Polonia, poi in Inghilterra, finché nel 1960 non fu acquistata da alcuni americani e dal centro dell'”Armata Azzurra”, che le fece raggiungere Fatima, legata alla Russia per l’apparizione del 1917 ai tre pastorelli. 


È un’ipotesi suggestiva che potrà anche riuscire realtà in un futuro prossimo o lontano. Comunque le copie della Madre di Dio di Kazan attualmente sono numerose in tutta la Russia e nelle chiese e nei monasteri russi sparsi nel mondo. Tra le chiese dedicate alla Madonna di Kazan meritano di essere ricordate quella di San Pietroburgo, che richiama la basilica romana di S. Pietro per la sua cupola e il colonnato antistante, e due nella città di Mosca, la prima nel settore Kolomenskoe, rimasta aperta al culto anche durante il regime comunista, l’altra, sulla piazza Rossa, restaurata e officiata.


La Madonna di Kaza ha fatto un miracolo nella sua patria: la pace tra le religioni. Il papa Giovanni Paolo II ha riconsegnato il 28 agosto 2004, festa della Dormizione della Madonna nel calendario ortodosso, al patriarca di Mosca, la sacra icona della Madonna di Kazan custodita in Vaticano nel palazzo pontificio. Ma ad accoglierla vi erano anche musulmani ed ebrei. 


Fonti: mariadinazareth.it/apparizione%20kazan.htm; - mariancalendar.org/kazan-icon-of-the-mother-


UNA RIVELAZIONE SORPRENDENTE


Nel giugno del 1941 la Germania attaccò con ogni forza disponibile l’Unione Sovietica, cogliendo di sorpresa Stalin. Quell’avanzata del Terzo Reich, che non andò a buon fine, poteva cambiare le sorti della Seconda Guerra Mondiale. La Russia si trovò effettivamente in un momento di grande difficoltà. E in quel frangente Stalin iniziò a dare ordini piuttosto “strani”, inattesi.  Agli ufficiali fu ordinato di ritornare all’antica prassi zarista, secondo la quale le truppe erano avviate alla battaglia con un: “Avanti, con Dio!”.


Stalin ebbe paura di un “avvertimento” arrivato proprio dalla Madonna, attraverso la testimonianza di un mistico libanese. Al dittatore si era presentato il capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, generale Boris Shaposhnikov, con una lettera proveniente dal Libano. Lettera che il dittatore prese molto sul serio, anche perché il disastro era alle porte. Il generale, un eroe di guerra da non prendere sottogamba, spiegò che un venerato asceta ortodosso libanese, tal padre Elia, sgomento all’idea che i pagani nazisti potessero calpestare il sacro suolo della Madre Russia (che, pur in mano ai comunisti, restava la Terza Roma), aveva passato tre giorni e tre notti nella cripta della sua chiesa, senza bere né mangiare né dormire, in ginocchio e in preghiera.


LE RICHIESTE DELLA MADONNA


L’ultimo giorno gli era apparsa, su una colonna di fuoco, la Madre di Dio. Questa aveva detto che per salvare Leningrado bisognava che le chiese e i monasteri russi venissero riaperti, che il clero in carcere fosse liberato e l’icona della Madonna di Kazan portata in processione a Leningrado, Mosca e Stalingrado. Quell’icona, la più venerata delle Russie, era arrivata da Costantinopoli a Kazan nel XIII secolo, ma poi era stata fatta sparire per sottrarla alle invasioni dei tartari di Tamerlano. Se ne era perso il ricordo fino al 1579, quando un grande incendio aveva devastato la città. Una bambina di nome Matrjona aveva allora sognato la Vergine che le indicava il luogo in cui scavare. Lì fu effettivamente trovata l’icona, che da quel momento si produsse in strepitosi miracoli.


LA SCELTA DI STALIN


Sappiamo che Stalin diede ordine di eseguire quanto gli venne richiesto nella lettera, e pure gli storici agnostici sanno che da allora, e fino alla fine della guerra, la persecuzione religiosa fu sospesa.   - (Il Giornale, 5 dicembre 2015) - 


PREGHIERA ALLA MADONNA DI KAZAN


Gloriosa Madre di Gesù, che «procedi davanti al popolo di Dio sulle vie della fede, dell'amore e dell'unione con Cristo» (cfr Lumen gentium, 63), sii benedetta! Ti chiamano beata tutte le generazioni, perché «grandi cose ha fatto in Te l'Onnipotente e Santo è il suo nome» (cfr Lc 1,48-49).


Sii benedetta ed onorata, o Madre, nella tua Icona di Kazan, in cui da secoli sei circondata dalla venerazione e dall'amore dei fedeli ortodossi, essendo diventata protettrice e testimone delle particolari opere di Dio nella storia del popolo russo, a noi tutti molto caro.


La Provvidenza divina, che ha la forza di vincere il male e di trarre il bene perfino dalle cattive opere degli uomini, ha fatto sì che la tua santa Icona, scomparsa in tempi lontani, ricomparisse nel santuario di Fatima, in Portogallo. Successivamente, per volontà di persone a Te devote, essa è stata accolta nella casa del Successore di Pietro.


Madre del Popolo ortodosso, la presenza in Roma della tua santa Immagine di Kazan ci parla di una unità profonda tra l'Oriente e l'Occidente, che perdura nel tempo malgrado le divisioni storiche e gli errori degli uomini. Eleviamo ora a Te con speciale intensità la nostra preghiera, o Vergine, mentre ci accomiatiamo da questa tua suggestiva Immagine. Con il cuore Ti accompagneremo lungo il cammino che Ti ricondurrà verso la santa Russia. Accogli la lode e l'onore che Ti rende il popolo di Dio che è in Roma.


O benedetta tra tutte le donne, venerando la tua Icona in questa Città segnata dal sangue degli Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo di Roma si unisce spiritualmente al suo Fratello nel ministero episcopale, che presiede quale Patriarca alla Chiesa ortodossa russa. E Ti chiede, Madre Santa, di intercedere affinché si affretti il tempo della piena unità tra l'Oriente e l'Occidente, della piena comunione tra tutti i cristiani.


O Vergine gloriosa e benedetta, Signora, Avvocata e Consolatrice nostra, riconciliaci con il tuo Figlio, raccomandaci al tuo Figlio, presentaci al tuo Figlio! Amen


Giovanni Paolo II