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giovedì 5 novembre 2026

 

Ecco il testo completo della Prima Parola ai Giovani (Prima parola: La chiamata), pronunciata da Padre Gheorghe Calciu-Dumitreasa nella chiesa della Facoltà di Teologia di Bucarest durante la Quaresima del 1978:

«Chi sei tu, che te ne stai nell’ombra del tuo secolo e non ti chiedi perché vivi? Qual è il senso della tua esistenza? Per quale motivo sei venuto al mondo?

Ti si dice che sei nato dal nulla e che ritornerai nel nulla. Ti si insegna che il tuo corpo è soltanto una combinazione fortuita di atomi, che la tua anima è un’illusione o un semplice prodotto del cervello, che il pensiero è una secrezione della materia. Ti dicono che sei solo materia, una macchina che produce e consuma, destinata a finire nella polvere.

Io ti dico: no! Tu sei un figlio di Dio!

Tu porti dentro di te l’impronta del Creatore. Sei stato chiamato alla vita non dal caso, ma dall’amore assoluto. Sei stato portato nel mondo per la luce, per la libertà e per la vita eterna. Non sei un semplice frammento di materia destinato a dissolversi, ma un’anima immortale dotata di una dignità infinita.

Il comunismo vuole che tu sia un ingranaggio cieco di una macchina collettiva, un uomo senza Dio e senza speranza. Ma Cristo ti chiama alla libertà. Ti chiama a uscire dalle tenebre della menzogna e del nichilismo.

Svegliati! Non accontentarti delle briciole che ti offre una visione del mondo mutilata e vuota. Non permettere che uccidano la tua anima prima ancora che il tuo corpo muoia. Guarda dentro di te, ascolta la voce di Dio che ti chiama e riprenditi la tua dignità di figlio della Luce

perché c'erano due bambini nella mangiatoia.

 Nel 1994, due americani risposero all'invito del Dipartimento dell'Istruzione russo a insegnare la moralità (basata sulla Bibbia) nelle scuole pubbliche. Fu chiesto loro di insegnare nelle prigioni, nelle aziende industriali, nei vigili del fuoco e in un grande orfanotrofio dove c'erano un centinaio di ragazzi e ragazze abbandonati, picchiati e affidati alle cure di un programma gestito dal governo. Raccontano la seguente storia con parole proprie:

 

Era vicino alle vacanze di Natale del 1994, un buon momento per gli orfani di ascoltare per la prima volta la tradizionale storia del Natale.

 

Ho parlato con Santa Maria e Giuseppe di come arrivarono a Betlemme e di come non trovarono posto nella locanda della città e andarono in una stalla dove nacque il bambino Gesù e furono messi in una mangiatoia. Durante tutta la storia, i bambini e gli educatori degli orfanotrofi sono rimasti fermi ad ascoltare.

 

Alcuni bambini erano seduti sul bordo della sedia cercando di non perdere una parola. Dopo finendo la storia, ho dato a ogni bambino tre pezzi di cartone per realizzare una mangiatoia, non importa quanto primitiva. Ogni bambino ha ricevuto anche un pezzo di carta quadrata da alcuni tovaglioli gialli che avevo portato con me. In tutta la città non si trovava carta colorata.

 

Seguendo le nostre istruzioni, i bambini strapparono il foglio di carta e misero queste strisce nella mangiatoia come paglia. Alcuni stofå påtråt del pigiama di una signora americana che ha gettato nella spazzatura quando ha lasciato la Russia sono stati usati come pannolini per il bambino. Dai fogli colorati che abbiamo portato dagli Stati Uniti è stato ricavato un påpuså infantile. Gli orfani erano molto impegnati a montare la mangiatoia, mentre io camminavo tra loro sala våd dacå non avevano bisogno di aiuto. 

Tutto andava bene, finché non sono arrivato al tavolo di Misha, che era un bambino di circa sei anni e aveva appena finito il suo lavoro. Guardando la sua mangiatoia tremai vedendoci dentro due bambini.

<Ho chiamato subito il traduttore per chiedere a Misha perché c'erano due bambini nella mangiatoia. Misha si portò le mani al petto e cominciò a recitarci la storia della nascita di Gesù con grande serietà e accuratezza. Questo bambino, che aveva appena ascoltato per la prima volta la storia biblica del Natale ci ha raccontato molto correttamente tutto quello che aveva sentito da noi, fino al momento in cui la Vergine Maria ha messo il bambino nella mangiatoia. Da quel momento in poi, Misha cominciò ad aggiungere da lui, inventando la sua parte della storia.

Ha detto:

Poi la Vergine Maria mise il bambino nella mangiatoia. Gesù mi guardò e mi chiese se avevo una casa dove dormivo. Gli ho detto che non ho una madre, non ho un padre né una casa dove vivo. Poi Gesù mi ha detto che posso restare con Lui. Ho detto che ho risposto che Non posso restare con Lui perché non posso fargli alcun dono, come gli hanno fatto coloro che sono venuti a Lui. Volevo davvero restare con Gesù nella mangiatoia e pensavo di poterlo tenere al caldo, il che avrebbe potuto essere un regalo piacevole per lui. E gli ho chiesto: «Se ti tenessi al caldo, sarebbe un bel regalo per te?»

E Gesù mi rispose: «Se mi tieni al caldo, åsta è il dono più grande che qualcuno possa farmi.» Poi dormii nella mangiatoia accanto a Lui e Gesù mi guardò e mi disse che potevo restare con Lui per sempre.

Quando Misha finì la sua storia, i suoi occhi erano pieni di lacrime che gli scorrevano lungo le guance. Si coprì il viso con i palmi delle mani, appoggiò la testa sul tavolo e continuò a piangere, scuotendo le spalle. Il piccolo orfano aveva finalmente conquistato qualcuno che gli aveva promesso che non avrebbe mai fatto il påråsi (abbandonato) e che questo non lo avrebbe mai tormentato, qualcuno con cui avrebbe potuto stare per sempre.

Come Misha, ho anche capito che non puoi avere nella tua vita ciò che vorresti, ma che hai ciò che, reliquie, conta per te.

 Rallegratevi, pregate senza sosta, date gloria a Dio per ogni cosa, perché questa è la Sua volontà, in Gesù Cristo Signore. Amen.

PADRE GHEORGHE CALCIU DUMITREASA 1925-2006

 PADRE GHEORGHE CALCIU DUMITREASA 1925-2006

‘in cella senza Dio, senza fede e senza perdono, non si sopravvive’

Padre Gheoghe Calciu Dumitreasca nato il 23 novembre 1925 a Mahmudia provincia di Tulcea, è uno dei testimoni più rinomati dell’epoca comunista rumena, dissidente e attivista nella lotta per i diritti umani, ha manifestato contro il regime per tutta la vita dimostrando una profonda devozione verso la chiesa ortodossa, verso il popolo rumeno e l’amata patria.

Dopo più di 21 anni passati nelle diverse prigioni comuniste di Pitesti, Gherla, Jilava e Aiud padre Gheorghe Calciu afferma: ‘ in cella senza Dio, senza preghiera e senza perdono, non si sopravvive’

La maggior parte della sua condanna l’ha trascorsa in isolamento. Durante la prigionia è stato maltrattato, umiliato e tenuto a digiuno.

Chi è padre Gheorghe?

All’età di 19 anni nel 1949 quando studiava medicina presso l’università di Bucarest, fu arrestato per la prima volta insieme a un gruppo di studenti che si opponevano all’instaurazione del regime comunista in Romania.

Nel 1951 venne condannato a morte, pena commutata successivamente in 20 anni di prigionia. Nel ‘58 venne trasferito nel carcere di Jilava, per trascorrere un periodo di ‘riabilitazione’, procedimento che si basava su torture psicologiche e fisiche fortemente debilitanti, nel reparto dello sterminio casimca ( cellule sotterranee, buie senza luce dove l’unica aria che si poteva respirare proveniva da tre fori situati sulle porte dalle quali scorreva continuamente acqua).

Fu rilasciato nel ’65 in seguito all’amnistia riservata a 250.000 detenuti politici; mosso da un forte richiamo spirituale, segue i corsi di filologia e teologia e riesce a laurearsi in Lingue moderne e Teologia diventando prete e docente presso il seminario ortodosso di Bucarest.

Il terremoto del ’77 dove numerosi suoi alunni perdono la vita, suscita in lui un richiamo alla testimonianza, un ‘terremoto delle coscienze’ (ndr Paul Coma, scrittore dissidente). Dopo il terremoto nella chiesa del seminario, il padre cominciò a predicare apertamente ai giovani che accorrevano numerosi ad ascoltarlo e per la prima volta nella chiesa Radu Voda, cominciò a pronunciare la prima delle sette prediche chiamate ‘parole rivolte ai giovani’ cuvinte catre tineri che hanno raccolto l’adesione di migliaia di giovani studenti provenienti da tutte le università della capitale.

Le sue prediche e le numerose proteste che continua a sostenere lo riportano continuamente nel mirino della securitate che reagiscono chiudendo la chiesa dove predicava e imprigionando gli studenti seminaristi.

I suoi sermoni portavano messaggi di speranza e soprattutto di protesta contro l’ateismo e i diversi indottrinamento del regime comunista. Nonostante l’intervento immediato della securitate e la chiusura del seminario centinaia di studenti universitari continuavano ad assistere alle sue prediche. Intorno al prete, ritenuto un pericoloso ex detenuto politico, si formò un gruppo compatto di persone disposte a seguirlo ad ascoltarlo e ad assumersi tutti i rischi che tali azioni comportavano.

Nel frattempo padre Gheorghe fonda il sindacato indipendente degli operai (Slomr) per la difesa dei diritti dei lavoratori e il dialogo con le autorità.

Successivamente nel 1979, dopo numerose minacce venne di nuovo arrestato sottoposto a pesanti interrogatori, condannato a 10 anni di prigione e alla confisca di tutti i suoi beni. Mentre il padre scontava la sua pena nelle prigioni già conosciute nella sua gioventù, la moglie e i figli restarono per strada, il sindacato venne sciolto e i giovani seguaci indagati e minacciati di morte.

La sua nuova condanna ha determinato l’accesa delle proteste da parte degli intellettuali già esiliati, nomi rinomati quali : Mircea Eliade, Virgil Ierunca, Eugen Ionescu, Monica Lovinescu, Paul Goma e di numerosi giornali occidentali che insieme si impegnarono per sostenere una campagna di solidarietà con la causa di Calciu.

Nonostante la violenza e il terrore che inculcava, il regime fu costretto a riconoscere l’esistenza di detenuti politici sul territorio. Allora anche le grandi organizzazioni non governative Amnesty International, Human Rights Watch, Radio Europa Libera si mobilitarono.

Dopo 5 anni e mezzo il 20 agosto 1984 sotto una forte pressione internazionale Ceausescu fu costretto a liberarlo grazie anche alla pressione internazionale da parte dei leader mondiali, personaggi illustri quali Margaret Thatcher, Ronald Reagan e perfino l’intervento di Giovanni Paolo II.

Contro la sua volontà nel 1985 venne espulso dalla Romania, nello stesso anno si trasferisce negli Stati Uniti. Tra l’85 e l’88 vive insieme alla famiglia a Cleveland. Lavora come muratore, come operaio, svolge qualsiasi tipo di lavoro non qualificato per assicurare una vita dignitosa alla famiglia.

Nel 1989 si trasferisce a Washington DC mettendosi a servizio della comunità rumena presso la parrocchia di ‘Santa croce’. Da quando ha cominciato a lavorare nella chiesa il numero dei fedeli è cresciuto in modo inequivocabile. Molte persone anche di credo diverso si sono convertite alla chiesa ortodossa grazie a padre Calciu.

Negli USA ha continuato la sua lotta per gli interessi dei rumeni essendo lui l’ideatore del Romfest, la più grande festa dei rumeni all’estero e uno dei fondatori dell’evento biennale a capo del Comitato Internazionale.

Venne anche ricevuto alla casa bianca da ben due presidenti R. Reagan e Bush senior che lo ringraziarono per la sua dedizione all’educazione dei giovani alla libertà, per il suo sacrificio e per la difesa dei diritti umani.

Si spegne negli USA all’età di 80 anni. Secondo il suo desiderio viene sepolto nell’amata patria nel cimitero del Monastero Petru Voda, nella provincia Neamt.

Al momento della sua morte il 21 novembre 2006, i quotidiani inglesi Washington Post(www.washingtonpost.com ) e The Guardian (www.theguardian.com ) hanno riportato un grande omaggio alla figura del prete ortodosso rumeno. Considerato un eroe per i suoi confratelli, per gli anticomunisti, per i giovani per aver difeso con forza e fermezza inaudita le proprie convinzioni nonostante i lunghissimi anni di prigionia, di torture e minacce di morte.

Per avere maggiori informazioni su Padre Gheorghe Calciu e sulla prigione comunista di Pitesti visitate il sito : http://parintelecalciu.wordpress.com/beyond-torture-the-gulag-of-pitesti-romania/ dove troverete un’intervista del Padre.

oppure consultate il sito http://parintelecalciu.wordpress.com/

dott.ssa Claudia Bolboceanu

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martedì 3 novembre 2026

Riforma un Male inimitabile.

"Sono fermamente convinto che la Riforma sia stata la più vicina in assoluto tra le cose umane ad un Male inimitabile.

Anche le parti di essa che paiono illuminate da un punto di vista puramente secolare si sono rivelate marce e reazionarie, anche da un punto di vista puramente secolare. Sostituendo la Bibbia al Sacramento, ha creato una casta pedante di coloro che potevano leggerla, superstiziosamente identificati con coloro che potevano pensare. Distruggendo i monaci, ha preso il lavoro al servizio della Società, togliendolo ai poveri filantropi che rinnegavano se stessi per darlo ai ricchi filantropi che volevano affermare se stessi. Predicando l'individualismo, ha preservato le disuguaglianze e ha prodotto il capitalismo moderno. Ha distrutto l'unica lega di nazioni, quella della Res publica christiana, che abbia mai avuto una possibilità nella storia. Ha prodotto le peggiori guerre di nazioni che siano mai esistite. Ha prodotto la forma più efficiente del protestantesimo, che è la Prussia. E sta producendo la parte peggiore del paganesimo, che è la schiavitù."

Gilbert K. Chesterton

lunedì 2 novembre 2026

il potere terapeutico della luce finsen

 il potere terapeutico della luce finsen


Il potere terapeutico della luce studiato e applicato dal medico e scienziato danese Niels Ryberg Finsen (1860-1904) rappresenta l'atto di nascita della fototerapia moderna. Per queste ricerche pionieristiche, Finsen fu insignito del Premio Nobel per la Medicina nel 1903.   

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La sua intuizione ha trasformato la luce da semplice elemento naturale a vero e proprio strumento farmacologico e curativo, ponendo le basi per lo sviluppo di molte terapie mediche attuali.   

Lunardon Dr. Lorenzo


1. Le origini e le scoperte di Niels Finsen

Finsen, affetto da una grave malattia cronica (la malattia di Pick, che lo costringeva a una vita sedentaria e alla ricerca costante del sole per trovare sollievo), iniziò a osservare scientificamente come la luce influenzasse gli organismi viventi.   

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Il vaiolo e i raggi rossi (1893): Inizialmente, Finsen studiò gli effetti della luce solare sulle lesioni cutanee del vaiolo. Notò che filtrando la luce attraverso dei vetri rossi (escludendo quindi i raggi chimicamente più attivi, come gli ultravioletti), si riusciva a impedire la suppurazione delle pustole, riducendo le cicatrici e accelerando la guarigione.   

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La lotta al Lupus Vulgaris: La sua intuizione più celebre riguardò il trattamento del Lupus vulgaris (una forma grave e deturpante di tubercolosi cutanea). Finsen scoprì che i raggi ultravioletti (UV) concentrati possedevano un forte potere battericida e stimolante sulla pelle, capaci di debellare i batteri responsabili della lesione.   

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2. La "Lampada di Finsen"

Poiché la luce solare naturale in Danimarca non era sempre disponibile o sufficiente (specialmente nei mesi invernali), Finsen inventò un apparecchio apposito noto come la lampada di Finsen.   

Lunardon Dr. Lorenzo


Si trattava di una grande lampada ad arco voltaico (o focalizzata tramite lenti di quarzo e filtri) che concentrava una luce artificiale ricca di raggi ultravioletti direttamente sulle piaghe dei pazienti. Questo macchinario permise di trattare con successo migliaia di pazienti affetti da patologie della pelle che fino ad allora erano considerate incurabili.   

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3. L'eredità e l'impatto sulla medicina moderna

Il lavoro di Finsen ha aperto la strada a numerosi rami della medicina contemporanea:


Dermatologia e Fototerapia UV: I lettini e le cabine a raggi ultravioletti oggi usati per trattare patologie croniche della pelle come la psoriasi, la dermatite atopica e la vitiligine derivano direttamente dai principi stabiliti da Finsen.


Fototerapia neonatale: L'intuizione che la luce potesse modificare i processi biologici del corpo ha portato, decenni dopo, all'uso della fototerapia per curare l'ittero nei neonati.   

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Evoluzione nella fotobiomodulazione: Oggi la scienza riconosce alla luce (sia UV che infrarossa o rossa) straordinarie capacità di stimolazione cellulare, riparazione tissutale e riduzione dell'infiammazione (fotobiomodulazione).

L'istituto fondato da Finsen a Copenaghen (il Finsen Institute) divenne un centro d'eccellenza mondiale nella ricerca oncologica e nella radioterapia, suggellando l'idea che la luce, opportunamente imbrigliata e dosata, possiede una profonda e insospettabile valenza terapeutica.   

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IL BUTIRRATO

 IL BUTIRRATO

🦠 IL SEGRETO DI UN INTESTINO SANO? UNA PICCOLA MOLECOLA CHE POCHISSIMI CONOSCONO: IL BUTIRRATO!


E se una delle chiavi del nostro benessere fosse nascosta proprio nell'intestino?


Si parla continuamente di probiotici, fermenti lattici, vitamine e minerali. Ma esiste una molecola fondamentale per la salute intestinale di cui ancora troppo poche persone conoscono l'importanza. La maggior parte delle volte pensiamo che aumentare i batteri buoni con integratori di probiotici da milioni di unita' sia la soluzione per il nostro colon. In realta' quello che conta veramente e' nutrire i batteri buoni dando nutrimento ed  energia solo ai nostri batteri amici, non a parassiti, funghi , muffe, virus e batteri patogeni.  


Si chiama ACIDO BUTIRRICO, o BUTIRRATO.


E il suo ruolo nel nostro organismo è davvero straordinario. 🔬


❤️ 1. NUTRE LE CELLULE DEL NOSTRO INTESTINO


Il butirrato è un acido grasso a catena corta (SCFA), prodotto naturalmente dal microbiota intestinale attraverso la fermentazione delle fibre alimentari.


È una delle principali fonti energetiche dei colonociti, le cellule che rivestono il colon.


Pensateci: il nostro intestino ha bisogno di energia per mantenersi sano, rinnovare le proprie cellule e svolgere correttamente le sue funzioni.


E il butirrato contribuisce proprio a questo processo!


🛡️ 2. PROTEGGE LA BARRIERA INTESTINALE


Il nostro intestino non serve soltanto a digerire e assorbire i nutrienti.

È anche una straordinaria barriera di protezione.

Il butirrato contribuisce al mantenimento delle giunzioni tra le cellule intestinali, le cosiddette tight junctions, e partecipa alla regolazione della produzione delle mucine, componenti essenziali del muco protettivo intestinale.

Questi meccanismi sono importanti per mantenere l'integrità della barriera intestinale e contrastare le alterazioni della permeabilità intestinale, spesso indicate con il termine leaky gut.

Un intestino sano non deve soltanto assorbire: deve anche saper proteggere.


💧 3. PARTECIPA ALL'EQUILIBRIO DI ACQUA ED ELETTROLITI


Pochi sanno che il colon svolge un ruolo essenziale nel recupero dell'acqua e degli elettroliti.

Il butirrato partecipa ai meccanismi fisiologici che regolano l'assorbimento di sodio e acqua a livello intestinale.

Non è un integratore di elettroliti, ma contribuisce alla fisiologia del colon e al suo corretto funzionamento.


🔥 4. DIALOGA CON IL SISTEMA IMMUNITARIO

Una parte importante delle nostre difese immunitarie è strettamente collegata all'intestino.

Il butirrato è studiato per la sua capacità di modulare alcune vie coinvolte nell'infiammazione e nella risposta immunitaria.

Tra i meccanismi più interessanti troviamo la regolazione dei linfociti T regolatori e l'influenza sull'espressione di alcuni geni attraverso l'inibizione delle istone deacetilasi (HDAC).

Non è semplicemente una fonte di energia: è anche una molecola di segnalazione biologica.

🧠 5. INTESTINO E CERVELLO: UNA CONNESSIONE AFFASCINANTE

Avete mai sentito parlare dell'asse INTESTINO–CERVELLO, o Gut–Brain Axis?

Il nostro microbiota comunica con il sistema nervoso attraverso segnali metabolici, immunitari, endocrini e nervosi.

Il butirrato è una delle molecole studiate in questa comunicazione.


La ricerca sta esplorando il suo possibile coinvolgimento nella neuroinfiammazione, nel metabolismo energetico e nella funzione cerebrale.

È un campo promettente, anche se molti effetti osservati in laboratorio devono ancora essere confermati nell'uomo.


⚡ 6. BUTIRRATO E MITOCONDRI: L'ENERGIA PARTE ANCHE DALL'INTESTINO

I mitocondri sono le centrali energetiche delle nostre cellule. Senza Butirrato i mitocondri intestinali perdono energia per svolgere le funzioni riparative, produrre muco , e prevenire leaky gut. 

Il butirrato viene utilizzato dai colonociti per produrre energia attraverso il metabolismo ossidativo, sostenendo così le loro funzioni fisiologiche.

Ecco perché oggi il rapporto tra MICROBIOTA, INTESTINO E MITOCONDRI è una delle aree più interessanti della ricerca nutrizionale.

👨‍👩‍👧‍👦 7. IMPORTANTE IN OGNI FASE DELLA VITA

Il butirrato svolge funzioni fisiologiche importanti nell'intestino sia degli adulti sia dei bambini.


Ma attenzione: questo non significa che tutti debbano assumerlo attraverso un integratore.


Il nostro organismo può produrlo naturalmente grazie a un microbiota sano e a un'alimentazione ricca di fibre fermentabili.

L'integrazione può essere valutata in situazioni specifiche, con particolare cautela nei bambini e nelle persone con patologie intestinali.

🌱 COME FAVORIRE LA PRODUZIONE NATURALE DI BUTIRRATO?

Il primo passo è nutrire correttamente il microbiota!

Verdure, legumi, avena certificata senza glutine, cereali integrali e alimenti contenenti amido resistente possono favorire la produzione intestinale di acidi grassi a catena corta.

Il butirrato non è propriamente un prebiotico: è un postbiotico, cioè una sostanza prodotta dall'attività metabolica dei microrganismi intestinali.

Oggi esistono anche integratori di butirrato, spesso sotto forma di butirrato di sodio, con formulazioni studiate per favorirne il rilascio intestinale.

La ricerca è promettente, ma l'efficacia clinica dipende dalla formulazione, dal dosaggio e dalla condizione individuale.

Un intestino sano significa cellule intestinali ben nutrite, una barriera efficiente, un microbiota equilibrato e una comunicazione continua con il resto dell'organismo.

Il butirrato è uno dei protagonisti di questo equilibrio.

Non è una molecola miracolosa. Non sostituisce una buona alimentazione e non è una cura universale.

Ma conoscerne il ruolo significa comprendere meglio quanto sia importante prendersi cura del nostro intestino ogni giorno.

🔬 La salute comincia anche da ciò che accade dentro di noi, a livello cellulare.

IL TUO INTESTINO HA UN CARBURANTE SEGRETO.

Si chiama BUTIRRATO. Ecco perché è così importante.

Dott. Fabrizio Marrone – Farmacista

https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Mitobioma-Butirrato-di-Sodio-1200-mg-90-cps-z-1840

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giovedì 29 ottobre 2026

Epilobio

 Epilobio

Epilobio e prostata è un binomio molto conosciuto nel mondo dell'erboristeria. Questa pianta officinale, e in particolare l'Epilobium parviflorum, è tradizionalmente utilizzata per il benessere della prostata e delle vie urinarie.


In questo articolo ti spiegherò che cos'è l'epilobio, quali sono le sue proprietà, quali benefici può offrire alla prostata, come riconoscere la pianta, dove cresce, dove acquistarla e come preparare la tisana di epilobio.


Ti parlerò inoltre della differenza tra Epilobium parviflorum ed Epilobium angustifolium, dei principali principi attivi della pianta e di ciò che emerge dalla ricerca scientifica.


1. Quale scegliere? Epilobio angustifolium o parviflorum?

Esistono numerose varietà di epilobio, ma le più studiate e più utilizzate sono:

  • l’epilobium parviflorum (o epilobio dal fiore piccolo);
  • l’epilobium angustifolium (o garofanino di bosco).

Nel mondo dell'erboristeria l'Epilobium parviflorum è particolarmente conosciuto per il suo tradizionale impiego a sostegno della funzionalità della prostata e delle vie urinarie.

È tuttavia interessante sapere che la monografia dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) prende in considerazione sia Epilobium parviflorum sia Epilobium angustifolium come “willow herb” e ne riconosce l'uso tradizionale per il sollievo di alcuni sintomi delle basse vie urinarie associati all'iperplasia prostatica benigna.

Per questo motivo, non è corretto affermare in termini assoluti che una specie sia “curativa” e l'altra no.

Tuttavia noi di Erbe di Mauro teniamo in grande considerazione quella che è l'uso tradizionale dei grandi erboristi della storia e in tale ambito un grande contributo ce l'ha dato l'erborista Maria Treben.

L'esperienza di Maria Treben

Una delle figure di spicco che ha contribuito maggiormente alla diffusione dell'Epilobio, è stata l'erborista Maria Treben, che nel suo libro La Salute dalla Farmacia del Signore descrive l'impiego dell'epilobio in relazione ai disturbi della prostata.

Ecco un breve estratto di quanto riporta nel suo libro, riferendosi all’epilobio:

Il suo potere curativo è talmente grande che spesso libera di colpo da tutti i fastidi prostatici. Si è dato il caso di alcuni uomini che erano in attesa dell’operazione e che urinavano a gocce con grande difficoltà; bastava una sola tazza di tisana per farli migliorare. S’intende che la tisana va bevuta per un periodo prolungato per ottenere la guarigione.

Sempre riferendosi all’epilobio, Maria Treben prosegue elencando alcune testimonianze importanti di guarigione dei suoi pazienti.

Infine sottolinea: non va mai utilizzata, ne raccolta la varietà epilobio angustifolium.

Il motivo, purtroppo, non lo specifica, ma ci fidiamo della sua saggezza e della sua esperienza.