CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


giovedì 23 aprile 2026

Tumori Acceleratore di particelle che cura i tumori inoperabili. A Pavia


Acceleratore di particelle che cura i tumori inoperabili. A Pavia 


A Pavia c'è un acceleratore di particelle

che cura i tumori inoperabili.

Si trova a Pavia in un

Non è un laboratorio di fisica. 

È un Ospedale, e ogni giorno, dentro un

bunker con pareti di cemento armato

spesse fino a 6 metri, un sincrotrone

spara ioni di carbonio contro tumori

che la medicina tradizionale non riesce

nemmeno-a raggiungere: esse

Si chiama CNAO Centro Nazionale di

Adroterapia Oncologica ed è nascosto

tra le strutture del Policlinico San

Matteo, a due passi dal centro di Pavia.

Inaugurato nel 2010, ha iniziato a

trattare i primi pazienti nellottobre

2011. La macchina al suo interno è un

sincrotrone circolare: 25 metri di

diametro, 80 metri di circonferenza,

collocato in un bunker di 1.600 metri

quadrati. E la stessa tecnologia dei o

laboratori del CERN di Ginevra ma

invece di studiare la materia, questo

acceleratore la usa per distruggere le

cellule tumorali. E qui arriva il punto che

cambia tutto: 

Non è chemioterapia

Non è radioterapia classica.

Gli ioni di carbonio le particelle più

pesanti e potenti che il centro è in

grado di produrre colpiscono il tumore

con precisione millimetrica, rilasciando

la loro energia esattamente dove serve,

risparmiando quasi completamente i

tessuti sani intorno. Spoiler: è l'unico

centro in Italia capace di estrarre ioni di carbonio dall'atomo e usarli 

clinicamente.

Nel mondo, esistono solo altri cinque

centri con questa tecnologia. I tumori

che arrivano al CNAO sono quelli che

altrove non hanno risposta: cordomi

alla base del cranio, sarcomi ossei,

neoplasie in sedi anatomicamente

impossibili da operare o resistenti a

qualsiasi trattamento radioterapico

convenzionale. Dal 2011 a oggi, il

centro ha trattato oltre 4.000 pazienti.

Dal 1 gennaio 2014, il trattamento è

erogabile dal Servizio Sanitario

Nazionale. Quattromila persone con

diagnosi senza via d'uscita. Trattate a

Pavia, con un sincrotrone, 

gratuitamente. Nel frattempo il CERN

cercava bosoni. In breve: II CNAO di

Pavia usa un sincrotrone stessa

tecnologia del CERN per curare tumori

inoperabili con ioni di carbonio. È

l'unico centro in Italia con questa

tecnologia e uno dei 6 al mondo: dal

2011 ha trattato oltre 4.000 pazienti.

Dal 2014 il trattamento è gratuito

tramite SSN.

Non ho nulla, tu lo sai

 Cosa renderti 


1. Cosa renderti, come offrirmi a te, come dirti il mio grazie

Non ho nulla, tu lo sai non ho altro che la mia povertà Padre accettala, Padre accoglila nel tuo pane con Gesù.

2. Ogni cosa mia appartiene a Te, ogni attimo è tuo dono.

3. Questi doni, o Signore, ti presento sull’altare.

4. Quest’offerta della sera tu trasformala nel tuo Cristo.

5. Io ti lodo, o Signore, in eterno e per sempre. 

Persona Dott. Versace

 

“Persona” da sempre indica la natura umana che porta in sè               la natura divina
Da: http://www.diocesidicagliari.it/aspPages/Funzioni/showArticle.asp?idArticolo=319
Intervista a Renato Versace, primario di chirurgia toracica all’Ospedale Binagli (Cagliari) 22/05/2005
Renato Versace, medico, master in Bioetica all’Università Lateranense, da due anni primario di chirurgia toracica all’Ospedale Binaghi.
Dobbiamo essere rigorosi. Lo ripete spesso Renato Versace, medico da una vita, master in Bioetica all’Università Lateranense, da due anni primario di chirurgia toracica all’Ospedale Binaghi, consapevole che non c’è in gioco solo un referendum. 
“Sarebbe poca cosa – spiega – bisogna invece comprendere bene di cosa si parla: è un problema che va affrontato dal punto di vista biologico, medico e, per chi crede, scritturistico”. Quella che segue è l’insufficiente trascrizione di una conversazione avuta pochi giorni fa.

Entriamo subito nel merito del terzo quesito: l’embrione è persona?
Sì, da tutti i punti di vista, dal primo momento. Non lo dico per un sentimento, ma per  tutti gli studi compiuti. Del resto è quello che dice anche la 194, che dovrebbe tutelare la vita fin dal suo concepimento, salvo poi contraddirsi. Il rigore scientifico mostra una convergenza di conclusioni biologiche, giuridiche e filosofiche sul riconoscimento della natura umana all’embrione.

Partiamo dal punto di vista biologico: il fatto che l’embrione sia una realtà umana autonoma non significa automaticamente che è persona.
Che sia ‘persona’ potremmo dirlo sulla base di presupposti non biologici, ma sapere che l’embrione è assolutamente indipendente dalla mamma è utile. Il suo processo di sviluppo non dipende dalla madre: c’è un ordine nella procreazione in cui la mamma non c’entra. Quando lo spermatozoo entra nell’ovocita, si scatena una serie organizzata di azioni e reazioni e viene organizzato un nuovo genoma. Come un mazzo di carte che viene mischiato. Quando entra lo spermatozoo, vengono attivati 1185 nuovi geni, che saranno 11483 quando l’embrione dalla tuba va nell’utero, in sesta giornata. Stiamo parlando delle prime ore dal concepimento. La nuova cellula – l’ootide – è totalmente indipendente, va per i fatti suoi.

Dicono che sia soltanto un mucchio di cellule.
Anche quando sono solo due cellule, ognuna ha la sua funzione: una darà luogo all’embrione, l’altra agli annessi nutritivi. Non è un mucchio di cellule disordinato.

Cosa succede nello sviluppo?
Le cellule comunicano al massimo tra di loro, e si riorganizzano secondo precisi funzioni e localizzazioni. Non c’è scritto in nessun libro di embriologia che sono solo un gruppetto di cellule.

A che fenomeni del suo sviluppo si riferisce?
Tra il quinto e sesto giorno si forma del liquido dentro la blastocisti. Chi glielo avrà ordinato? Certo non la mamma. Nella blastocisti si registra anche una forte produzione di proteine di comunicazione, che non si registrerà più. Al decimo giorno produce i villi: nessuno gli ha dato l’ordine, è una cosa totalmente nuova. Entro il 30° giorno il disco embrionario darà luogo a cuore, ossa e muscoli (dal mesoderma), intestino, rene, polmoni (dall’endoderma) e la pelle e il sistema nervoso (dall’ectoderma).

Entro il 30° giorno?
Sì, con la legge sull’aborto che permette l’aborto entro il 90° giorno...

Lei dice che l’embrione è totalmente diverso dalla mamma.
E’ talmente diverso che deve produrre degli antigeni che impediscano il rigetto. Si deve proteggere dalla madre, che se lo mangerebbe se non producesse gli antigeni. Se gli dai da mangiare va avanti perchè il suo cervello funzionale c’è già. E’ diverso, tanto che produce i geni antirigetto. E’ coordinato, ha una sua continuità e una sua gradualità”.

Perchè dice che è autonomo?
Perché è sempre lui fin dalla fecondazione, anche se cambia forma, esattamente come me, che resto me stesso anche se ingrasso. E’ individuo, diverso dal padre e dalla madre; e pur nella sua complessità, è unico.

Alcuni scienziati, per indicare le fasi iniziali che lei sta descrivendo, usano termini come pre-embrione...
Sono neologismi assolutamente arbitrari da un punto di vista scientifico, servono per creare un far-west manipolatorio in cui tutto è possibile.

Lei dice che l’embrione è individuo. Come attribuirgli anche il concetto di persona?
Aristotele diceva nelle opere finali che l’animazione dell’embrione è immediata...

Ma questo non fa legge. E Aristotele distingueva tra l’uomo in atto e l’atto in potenza.
Sì, ma diceva che ciò che conta è ciò che esiste in atto. Ogni persona è in atto il suo presente. Tertulliano diceva “ciò che sarà l’uomo, lo è”. Il 
concetto di persona nasce nei primi 4 secoli dopo Cristo: prima esisteva solo il cittadino, che era tale solo se era libero. Il concetto fu introdotto nella cultura cristiana di allora per risolvere un problema intorno a Gesù.

Quale?
La sua natura umana e la sua natura divina. La natura umana è servita per contenere la natura divina, è una maschera della natura divinaSi è posto il problema del termine da usare. E’ stato utilizzato Il termine maschera, e poi persona: la maschera copriva la voce di uno che non vedevi, da qui il termine “
per-sonam”, “per-sonum”, parlare per un altro. Persona è dunque colui che porta in sè una natura che parla attraverso un’altra natura. Nell’embrione c’è la presenza delle due nature, è un corpo che porta la natura divina.

Entriamo in campo di fede?
Sì, l’uomo è persona perchè la sua natura umana è portatrice della natura divina fin dal principio. Un cristiano non si pone il problema del ‘quando’: l’embrione porta il progetto di Dio, quindi non lo puoi toccare, perché porta in sè la natura di Dio. Ecco perchè per la Chiesa il peccato più grande è toccare l’embrione.

I laicisti grideranno allo scandalo. Chi non crede cosa fa?
Levare Dio dalla storia significa impoverire l’uomo, ridurlo alla sola natura umana. Se toglie Dio dalla storia, l’uomo perde tutta la sua forza, specie quando è debole: embrione, bambino o vecchio. L’uomo è persona perchè la natura di Dio che porta in sè, lo rende tale a prescindere da età, sesso, morfologia e intelligenza. Gloria di Dio è l’uomo vivente.

E’ un concetto che, secondo lei, molti cristiani hanno dimenticato?
Sì, molti non sanno tanto della parola ‘persona’. Dio lo ha detto nella Scrittura: nel Genesi, ad esempio, ‘Dio plasmò l’uomo con la polvere e soffiò nelle sue narici e l’uomo divenne essere vivente’. E’ persona perchè Dio lo fa persona. Se si toglie questo, l’uomo deve stare attento al suo simile, che lo farà fuori. Homo hominis lupus, diceva Hobbes. ‘Persona’ da sempre indica la natura umana che porta in sè la natura divina.

Torno alla domanda di prima: e se uno non crede?
Rimane il discorso biologico e medico che si regge in piedi a prescindere dalla metafisica, ma il concetto di persona discende dalla fede. Non serve fare discorsi o dibattiti: persona e individuo hanno un significato diversoE’ la rivoluzione francese che ha introdotto il termine ‘individuo’, che vuol dire che l’uomo è uomo a prescindere dal suo legame con Dio. Per 1700 anni l’uomo è stato persona perchè ha portato in sè la natura divina: non possiamo dare alla parola ‘persona’ significati diversi. E’ l’incontro con l’esperienza cristiana che mi ha fatto scoprire la mia dignità di persona.

Propongono di sostituire la parola ‘concepito’ con la parola ‘embrione’.
Il concepito ha diritto di nascere. L’embrione può rimanere tale per tutta la vita, ed ognuno lo vede come vuole. Le parole hanno un peso.

Propongono di tutelare la salute della donna.
Se il soggetto è la madre, di cui bisogna tutelare la salute psico-fisica, il rischio è che poi si possa fare qualunque cosa, come prevede la Legge 194. Se il soggetto è questo, gli altri diventano oggetti: e lo puoi fare in qualunque momento, non solo con l’embrione.

Che male c’è a conservare congelati gli embrioni?
Se si conserva a –196 gradi, dal 30 al 90% un embrione avrà malformazioni genetiche. Vogliono fare una legge eugenetica, e rischiano di impiantare un embrione malatissimo? Solo il 12-16% nascono, gli altri muoiono. L’embrione impiantato con questa tecnica è enormemente debole. Tutto questo viene fatto passare come una melassa buona, ma può aprirsi un girone infernale.

IO SCIENZIATA ATEA, CREDO NEI MIRACOLI

 IO JACALYN DUFFIN, SCIENZIATA ATEA, CREDO NEI MIRACOLI

«La Chiesa voleva prove scientifiche per una guarigione e io gliele ho date. Non credo in Dio, ma non posso escludere che sia stato Lui» 


La scienziata canadese ha scritto un articolo per la Bbc in cui racconta il suo ruolo nella canonizzazione di Marie-Marguerite d’Youville: «Quella prima paziente è ancora viva 30 anni dopo essere stata toccata dalla leucemia


Duffin è una prestigiosa ematologa e storica della medicina canadese atea, chiamata a sua insaputa dal Vaticano nel 1986 ad analizzare un campione di sangue di una donna che affermava di essere stata miracolata da Marie-Marguerite d’Youville, oggi prima santa canadese. Duffin, tutt’oggi atea convinta, ha contribuito da “testimone cieca” in modo fondamentale alla santificazione e oggi scrive di «credere nei miracoli».


Scrutando nel mio microscopio, ho visto una cellula leucemica mortale e ho deciso che la paziente di cui stavo esaminando il sangue doveva essere morta. Era il 1986 e stavo esaminando una grande pila di campioni “ciechi” di midollo osseo senza che mi avessero detto perché.


Data la diagnosi maligna, ho immaginato che fosse per una causa legale. Forse una famiglia in lutto stava facendo causa al dottore per una morte per la quale davvero non si poteva fare niente. Il midollo osseo raccontava una storia: la paziente ha fatto la chemioterapia, il cancro è andato in remissione, poi ha avuto una ricaduta, ha fatto un altro trattamento ed il cancro è andato in remissione per la seconda volta.


In seguito ho saputo che lei era ancora viva sette anni dopo le sue traversie. Il caso non era per un processo, ma è stato tenuto in considerazione dal Vaticano come un miracolo nel dossier per la canonizzazione di Marie-Marguerite d’Youville . Nessun santo era ancora mai nato in Canada. Ma il Vaticano aveva già rigettato il caso come miracolo. I suoi esperti affermavano che lei non aveva avuto una prima remissione e una ricaduta; invece, sostenevano che il secondo trattamento avesse portato alla prima remissione. 


Questa sottile distinzione era cruciale: noi pensiamo infatti che sia possibile guarire in prima remissione, ma non dopo una ricaduta. Gli esperti di Roma hanno accettato di riconsiderare la loro decisione solo se un testimone “cieco” avesse di nuovo esaminato il campione e scoperto quello che io ho visto. Il mio rapporto è stato inviato a Roma.


Non avevo mai sentito parlare di un processo di canonizzazione e non potevo immaginare che la decisione richiedesse così tante considerazioni scientifiche. (…) Dopo un po’ di tempo sono stata invitata a testimoniare al tribunale ecclesiastico. Preoccupata per quello che avrebbero potuto chiedermi, ho portato con me alcuni articoli della letteratura medica sulla possibilità di sopravvivere alla leucemia, evidenziando in rosa i passaggi principali. (…) Anche La paziente e i medici hanno testimoniato in tribunale e la paziente ha spiegato come si fosse rivolta a d’Youville durante la ricaduta.


Passato ancora altro tempo, abbiamo saputo l’eccitante notizia che d’Youville sarebbe stata santificata da Giovanni Paolo II il 9 dicembre 1990. Le suore che avevano aperto la causa di santificazione mi invitarono a partecipare alla cerimonia. All’inizio, ho esitato non volendo offenderle: io sono atea e mio marito ebreo. Ma loro erano felici di includerci nella cerimonia e non potevamo passare sopra al privilegio di assistere di persona al riconoscimento del primo santo del nostro paese.


La cerimonia fu a San Pietro: c’erano le suore, il medico e la paziente. Subito dopo, abbiamo incontrato il Papa: un momento indimenticabile. A Roma, i postulanti canadesi mi hanno fatto un regalo, un libro che ha cambiato radicalmente la mia vita. Era una copia del Positio, la testimonianza intera del miracolo di Ottawa. Conteneva i dati dell’ospedale, le trascrizione delle testimonianze. Conteneva anche il mio rapporto. (…) 


All’improvviso, ho realizzato con stupore che il mio lavoro medico era stato riposto negli archivi vaticani. La storica che è in me ha subito pensato: ci saranno anche tutti i miracoli per le passate canonizzazioni? Anche tutte le guarigioni e le malattie curate? La scienza medica era stata considerata in passato, così come oggi? Che cosa avevano visto e detto i medici allora?


Dopo vent’anni e numerosi viaggi agli archivi vaticani ho pubblicato due libri sulla medicina e la religione. (…) La ricerca metteva in luce storie eclatanti di guarigioni e coraggio. Rivelava alcuni paralleli sconvolgenti tra la medicina e la religione in termini di ragionamento e obiettivi, e mostrava che la Chiesa non metteva da parte la scienza per pronunciarsi su ciò che è miracoloso.


Anche se sono ancora atea, io credo nei miracoli, fatti sorprendenti che accadono e per i quali non riusciamo a trovare alcuna spiegazione scientifica. Quella prima paziente è ancora viva 30 anni dopo essere stata toccata dalla leucemia mieloide acuta e io non sono in grado di spiegare perché. Lei invece sì.

Fonte: tempi 


SIGNORE AIUTAMI A CREDERE IN TE


Signore, aiutami a credere in Te, sempre. Anche quando mi sento troppo infelice o scoraggiato, aiutami a credere in Te, e nella Tua Presenza amorevole accanto a me. Anche quando per amare gratuitamente e veramente devo fare scelte che comporteranno anche sofferenza, aiutami a credere in Te. 


Quando sono tentato di avere paura di Te, donami la fiducia in Te, rassicurami con il Tuo Amore nel mio cuore. Aiutami a credere a Te e non ai miei dubbi e paure, o a come mi sento. Aiutami a credere in Te non solo in eventi dove mi sento amato, capito, e dove intuisco la Tua presenza, aiutami a credere in Te non solo in eventi “religiosi”, ma sempre, nel mio tempo quotidiano, anche quando mi sembra noioso o ripetitivo.


Fa o mio Signore che io viva ogni situazione e anche ogni dolore come occasione per imparare a fidarmi di Te e lasciarmi amare e sorprendere da Te, perché Tu sempre mi ami. Allontana in me la tentazione di crederti un dio cattivo e assente quando amare significa anche perdere qualcosa o lasciare libero qualcuno, o scegliere con onestà e verità rischiando il giudizio o le incomprensioni degli altri. 


Aiutami a testimoniare con la mia vita di ogni giorno la certezza del Tuo Amore a tutti, anche a chi ti crede assente o colpevole dei suoi dolori. Grazie, perché sempre mi ami e sempre, anche nelle prove e difficoltà, mi conduci per mano, perché Tu sai come portarmi alla Gioia Eterna. Amen

mercoledì 22 aprile 2026

piombo avvelenamento Herbert Needleman

 ‎‎Avvelenamento da piombo

Herbert Needleman era un giovane pediatra a Filadelfia nel 1957.

‎Una bambina di tre anni venne portata nel suo ospedale. Quasi priva di sensi. Sospesa tra il sonno e qualcosa di molto peggio.

‎Avvelenamento da piombo.

‎Lui la curò. Lei guarì. La rimandò a casa.

‎Ma qualcosa di quella bambina rimase con lui.

‎Continuava a notare che i bambini sopravvissuti all'avvelenamento da piombo tornavano diversi. Più silenziosi. Più lenti. Con difficoltà a scuola che nessuno riusciva davvero a spiegare.

‎L'establishment medico diceva che se si sopravviveva alla fase acuta, si stava bene. Caso chiuso.

‎Needleman non ne era così sicuro.

‎E se il piombo fosse ancora lì? Nascosto nelle loro ossa. Nei loro cervelli. Che faceva danni silenziosi che nessuno poteva vedere.

‎Quella domanda consumò i successivi 40 anni della sua vita.

‎Il problema era pratico.

‎Per dimostrare che l'esposizione a bassi livelli di piombo danneggiava lo sviluppo dei bambini, doveva misurare quanto piombo un bambino aveva assorbito negli anni. Non solo in quel momento. Nel tempo.

‎Gli esami del sangue mostravano solo l'esposizione attuale.

‎Le biopsie ossee potevano fornire dati a lungo termine. Ma nessun genitore avrebbe acconsentito per uno studio di ricerca.

‎Era bloccato.

‎Poi arrivò la risposta dal posto più improbabile.

‎La Fatina dei denti.

‎Alla fine degli anni Sessanta, Needleman reclutò insegnanti di scuola elementare nel Massachusetts per raccogliere i denti da latte dei loro studenti quando cadevano naturalmente.

‎Niente aghi. Niente biopsie. Niente traumi.

‎Solo un piccolo dente. Che portava silenziosamente dentro di sé una dettagliata registrazione chimica di ogni anno in cui si era formato.

‎Il suo team ne raccolse migliaia.

‎Analizzò il contenuto di piombo in ognuno di essi.

‎Per la prima volta nella storia ebbe un quadro chiaro di quanto piombo i bambini nelle città americane stessero effettivamente assorbendo.

‎Quello che trovò fu devastante.

‎I bambini con alti livelli di piombo nei denti avevano QI più bassi. Scarse capacità linguistiche. Minore capacità di attenzione. Ritardi nella lettura.

‎Non erano bambini malati. Erano bambini a cui non era mai stata diagnosticata alcuna malattia.

‎Considerati perfettamente sani.

‎Il piombo li stava silenziosamente privando della piena capacità delle loro menti.

‎Il suo studio fu pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 1979.

‎Le implicazioni erano enormi.

‎Il piombo era ovunque nella vita americana. Nella vernice sui muri. Nei tubi che portavano l'acqua potabile. E in modo più pervasivo, nella benzina che bruciava in ogni auto su ogni strada in ogni città del paese.

‎Ogni volta che un veicolo accelerava, emetteva una sottile nebbia di piombo nell'aria.

‎I bambini lo respiravano. Giocavano nel terreno contaminato da decenni di piombo. Vivevano in case dipinte con vernici al piombo.

‎Un'intera generazione che cresceva in una nebbia silenziosa di bassi livelli di piombo.

‎Nessuno si era mai seriamente chiesto cosa stesse facendo ai loro cervelli in via di sviluppo.

‎Needleman se lo era chiesto. E aveva risposto.

‎L'industria del piombo era furiosa.

‎Seguì uno degli attacchi aziendali più aggressivi contro uno scienziato nella storia americana moderna.

‎L'industria assunse i propri ricercatori. Finanziò i propri studi. Lavorò sistematicamente per distruggere la sua credibilità.

‎Furono presentate accuse formali di cattiva condotta scientifica contro di lui presso la sua stessa università.

‎La sua reputazione. La sua carriera. Il suo sostentamento. Tutto messo a rischio.

‎Non perché la sua scienza fosse sbagliata.

‎Ma perché era scomodamente giusta.

‎Needleman chiese un'udienza pubblica completa.

‎Ottenne il diritto di averne una.

‎L'EPA (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente) riesaminò i suoi dati in modo indipendente. Giunse alle stesse identiche conclusioni.

‎Scagionato. Completamente. Ogni accusa respinta.

‎In seguito si batté e vinse il diritto, per qualsiasi scienziato accusato di cattiva condotta, di ricevere un'udienza pubblica con rappresentanza legale. Una tutela che da allora ha beneficiato l'intera comunità scientifica.

‎Gli attacchi dell'industria erano falliti.

‎La scienza reggeva.


‎1. La benzina con piombo per i veicoli stradali fu vietata negli Stati Uniti.

‎   In gran parte grazie alla ricerca di Needleman.

‎   La Consumer Product Safety Commission vietò il piombo nelle vernici per interni.

‎   I CDC (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) emanarono linee guida nazionali per la diagnosi e la gestione dell'avvelenamento da piombo nei bambini.

‎I risultati furono straordinari.

‎I livelli di piombo nel sangue dei bambini americani scesero del 94 per cento.

‎Il QI medio dei bambini nati in America aumentò di circa 5 punti.

‎Milioni di bambini sono cresciuti più intelligenti. Più sani. Più capaci. Più pienamente se stessi.

‎Di quanto sarebbero mai stati.

‎Il dottor Herbert Needleman morì il 18 luglio 2017. Aveva 89 anni.

‎60 anni a lottare per bambini che non potevano lottare per se stessi.

‎Contro un'industria che spese decenni e somme enormi per cercare di metterlo a tacere.

‎Attaccato. Indagato. Accusato di frode.

‎Scagionato ogni singola volta.

‎Pensa a cosa ha fatto Needleman. Un pediatra che non riusciva a smettere di pensare a una bambina. Passò anni a cercare di risolvere un problema che nessun altro pensava fosse un problema. Trovò la risposta nei denti da latte. Dimostrò che il piombo invisibile stava silenziosamente rubando le menti dei bambini. Fu attaccato da un'industria miliardaria. La sua carriera fu minacciata. Furono presentate accuse di frode contro di lui. Combatté ogni volta. Vinse ogni volta. La sua ricerca portò al bando della benzina con piombo. Ridusse l'avvelenamento da piombo infantile del 94 per cento. Aumentò il QI di un'intera generazione di 5 punti. Morì a 89 anni ancora in gran parte sconosciuto ai bambini la cui vita aveva cambiato.

‎C'è un bambino, proprio ora, che sta leggendo un libro.

‎Risolvendo un problema. Costruendo qualcosa. Sognando qualcosa.

‎Il cui cervello funziona meglio di quanto sarebbe potuto funzionare.

‎Che è più sveglio. Più capace. Più pienamente se stesso.

‎Non saprà mai il suo nome.

‎Lui è comunque la ragione.

La Chiesa cattolica romana

 La Chiesa cattolica romana è l’unica chiesa che non è né una chiesa nazionale

"Nessuna argomentazione può confutare l'evidenza del fatto che, a parte Roma, esistono solo chiese nazionali come quella armena o quella greca, chiese di Stato come quella russa o anglicana, oppure sette fondate da singoli individui, come i luterani, i calvinisti, gli irvingiti e così via.

 La Chiesa cattolica romana è l’unica chiesa che non è né una chiesa nazionale, né una chiesa di Stato, né una setta fondata da un uomo; 

è l’unica chiesa al mondo che mantiene e afferma il principio dell’unità sociale universale contro l’egoismo individuale e il particolarismo nazionale; 

è l’unica Chiesa che mantiene e afferma la libertà del potere spirituale contro l’assolutismo dello Stato; in una parola,

 è l’unica Chiesa contro la quale le porte dell’inferno non hanno prevalso."


Vladimir S. Solov'ëv, "La Russia e la Chiesa Universale", 1889

lunedì 20 aprile 2026

L'ailanto

 L'ailanto

L'ailanto o anche albero del paradiso (Ailanthus altissima (Mill.) Swingle) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Simarubacee, originario della Cina[1][2] e delle isole Molucche[3]; è naturalizzato in Italia e in altri paesi europei, oltre che in diversi paesi asiatici, negli Stati Uniti d'America, in Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda


Quell'albero che spunta tra i muri, nelle crepe dei marciapiedi e lungo le ferrovie abbandonate — quello che cresce più veloce di qualsiasi pianta tu abbia mai piantato — è un distruttore di ecosistemi che nessuno affronta seriamente


L'ailanto cresce fino a tre metri in un solo anno. Le radici penetrano nelle fondamenta, sollevano i marciapiedi, spaccano i muri di contenimento. Un singolo albero produce fino a trecentomila semi alati che il vento trasporta per centinaia di metri.


Ma il vero danno è chimico. Le radici rilasciano ailantone, una sostanza che avvelena le piante circostanti. Erbe, arbusti, giovani querce e lecci muoiono nel raggio delle sue radici. Dove l'ailanto si insedia, la flora nativa scompare progressivamente.


Nelle città italiane cresce nei siti archeologici di Roma, nelle mura medievali di Firenze, nei cortili di Napoli. Spacca monumenti che hanno resistito a secoli di terremoti e guerre. In campagna invade i margini dei boschi e i bordi dei campi coltivati, soffocando le specie autoctone che sostengono decine di specie di uccelli, insetti e mammiferi.


Perché è quasi impossibile eliminarlo:


Tagliarlo stimola le radici a produrre decine di polloni — un albero diventa venti

— Frammenti di radice di pochi centimetri rigenerano piante intere

Resiste a siccità, inquinamento, terreni poveri — prospera dove nient'altro sopravvive

— È inserito nella lista delle specie esotiche invasive dell'Unione Europea con il Regolamento 1143/2014, ma il contenimento resta cronicamente sottofinanziato


L'unica tecnica efficace documentata è la cercinatura — rimozione di un anello completo di corteccia che uccide l'albero lentamente senza stimolare la risposta dei polloni. Richiede pazienza e monitoraggio, ma ogni ailanto rimosso è spazio riconquistato per le querce, i lecci e le siepi che erano lì prima.


Il giardino che difendi inizia dal nemico che riconosci. L'ailanto non è un albero. È un'occupazione.


#Ailanto #SpecieInvasive #Biodiversità #EcologiaUrbana #ConsiglidiGiardinaggio

domenica 19 aprile 2026

microprocessore 4004 Faggin

Il cuore di ogni smartphone, laptop e processore che stai usando adesso lo ha progettato un fisico di Vicenza.


E Intel, al lancio, non gli riconobbe nemmeno la paternità pubblica.


Si chiama Federico Faggin. Nel novembre 1971 presentò l'Intel 4004: il primo microprocessore commerciale della storia, su un singolo chip delle dimensioni di un'unghia.


Prima di quel chip, un computer occupava un'intera stanza. L'Intel 4004 aveva 2.300 transistor, girava a 704 kHz ed eseguiva 60.000 operazioni al secondo — la stessa potenza di calcolo dell'ENIAC, la macchina da 27 tonnellate che nel 1945 occupava 167 metri quadrati.


Ma Faggin non si limitò a progettare il 4004. Quello che rese tutto possibile era una tecnologia che aveva inventato tre anni prima, alla Fairchild: la tecnologia MOS silicon-gate con porta auto-allineante. Una soluzione che permetteva frequenze di clock 5 volte superiori usando metà dell'area di silicio rispetto a tutto ciò che esisteva prima.


Senza quella tecnologia, il microprocessore su singolo chip non sarebbe stato realizzabile nel 1971. Forse nemmeno nel 1975.


Faggin arrivò in Intel nell'aprile del 1970 come capo-progetto. Il design del 4004 era bloccato. Lo completò in nove mesi, convincendo poi i manager Intel a commercializzarlo al grande pubblico — non solo alla Busicom giapponese che lo aveva commissionato.


Il risultato: Intel costruì un impero. Faggin, al lancio del prodotto, non vide il suo nome da nessuna parte.


Ci volle una sua protesta formale perché il credito gli venisse riconosciuto pubblicamente.


Nel 2009, Barack Obama gli consegnò la National Medal of Technology and Innovation — 38 anni dopo l'invenzione. La stessa onorificenza andò anche a Ted Hoff e Stanley Mazor, che avevano lavorato all'architettura del chip. Ma il design fisico, la tecnologia che lo rese possibile, il completamento del progetto: tutto Faggin.


Ogni volta che sblocchi il telefono, stai usando qualcosa che esiste perché un ragazzo di Vicenza non si fermò quando altri si erano già arresi.


In breve:

Federico Faggin, fisico di Vicenza, progettò l'Intel 4004 nel 1971: il primo microprocessore commerciale della storia

La sua tecnologia MOS silicon-gate rese possibile miniaturizzare milioni di transistor su un singolo chip

Intel non riconobbe pubblicamente il suo contributo al lancio: servì una protesta formale. Obama gli consegnò la National Medal of Technology nel 2009

mercoledì 15 aprile 2026

LO ZINCO ok

 UNA BOMBA ATOMICA  LO ZINCO

DOTTOR CLAUDIO SAURO

Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza della Vit D3 cronicamente carente nella popolazione perché non legata all’alimentazione ma all’esposizione al sole. La carenza di tale vitamina è già una bomba atomica per la salute dal momento che entra nella funzione di 4200 geni. Una mia ricerca aveva evidenziato che il livello medio di questa vitamina nella popolazione è di 13 ng/ml quando dovrebbe essere di 30-100 ng/ml. Ho già esposto nei Post precedenti quello che causa tale carenza. Ma ora stà emergendo un'altra bomba atomica che spiega numerose patologie che sono emerse in modo esponenziale negli ultimi decenni. Come ben già sapete nel ultimo secolo si è passati da una civiltà agricola ad una civiltà industriale e questo ha comportato oltre all’inquinamento ed ad un tipo di lavoro stressante anche ad un cambio radicale nell’alimentazione. Se prima l’alimentazione era più povera, soprattutto più povera di proteine non mancava di alcuni oligoelementi essenziali che attualmente sono diventati cronicamente carenti. La carenza si è determinata anche in conseguenza all’aumento esponenziale nel consumo di zuccheri che determinano l’impoverimento di alcuni elementi essenziali. Lo zucchero attualmente lo mettiamo ovunque, nel caffè, quasi in qualsiasi bevanda e la fetta di dolce molto spesso non manca a fine pasto. E poi chi non rinuncerebbe al panettone di Natale ed alla Colomba di Pasqua. Ora, in seguito al consumo di zuccheri c’è stato un aumento esponenziale del diabete soprattutto negli ultimi cinque decenni. Io che sono medico di famiglia posso testimoniare quanti ipoglicemizzanti ed insulina prescrivo. La percentuale dei diabetici è altissima. E tutto quello che comporta il diabete sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede. Ora se si era già constatato che la cronica carenza di vitamina D3 ha un qualche ruolo nell’insorgenza del diabete, stà emergendo un'altra constatazione che è ancora più rivoluzionaria, e cioè che è la carenza di Zinco che è alla base del diabete. Quando pane, pasta e riso non venivano raffinati tale carenza non esisteva perché gli alimenti integrali sono ricchi di questo elemento. Fino a poco tempo fa si pensava che la carenza di Zinco fosse secondaria nell’insorgenza del diabete perché i dosaggi ematici di questo elemento evidenziavano una carenza modesta. Ma lo Zinco è uno ione prevalentemente endocellulare e la quantità che si trova nel sangue è irrisoria (10%) e non rispecchia il valore reale e tanto meno quello endocellulare. C’è un altro punto fondamentale, il fabbisogno di Zinco aumenta con l’introito di zuccheri. Se voi avete un alimentazione ricca di zuccheri semplici e di amidi complessi(pasta, pane, riso ecc) avete un grande fabbisogno di zinco. Oltre quanto sia importante questo elemento ce lo dicono gli studi che sono emersi negli ultimi anni. Basta dire che lo Zinco regola 300 funzioni enzimatiche della cellula, senza le quali la cellula non può sopravvivere. Questo vi rende conto della sua importanza. Ma quello che è più sconvolgente è che si è visto in seguito ad analisi del plasma endocellulare che è stato possibile eseguire in seguito ad innumerevoli prelievi autoptici è che c’è una grave carenza nel 80-90% della popolazione. Questo soprattutto nei paesi industrializzati, e sono proprio quelli che hanno la maggior incidenza di diabete e guarda caso anche di tumori. Ma vediamo un po alcune funzioni dal momento che sarebbe impossibile elencarle tutte:

Stimola la produzione degli anticorpi TH1 e TH2 (antitumorali, antivirali ed antibatterici) pertanto la sua carenza provoca predisposizione tumorale per diminuite difese ed inoltre caduta delle difese immunitarie verso virus e batteri

• Durante lo sviluppo del feto interviene in una corretta strutturazione del DNA tanto che una sua carenza predispone fortemente ad aborti spontanei ed a malformazioni fetali (voi mi direte: ma le malformazioni fetali sono poche!! In effetti perché questo si verifichi devono intervenire altre carenze di oligoelementi indispensabili).

• Una carenza di Zinco provoca anche una carenza di numerosi enzimi che sono predisposti anche a ritardare l’invecchiamento cellulare

• La somministrazione di zinco (se carente) aumenta in modo straordinario la velocità di cicatrizzazione delle ferite. Questa constatazione ha un grande valore quando si considerano i grandi ustionati.

• E’ indispensabile nella corretta formazione delle parete cellulari e sembra coinvolto nel trasporto ionico anche di altri oligoelementi.

Stimola la produzione del GH e del Testosterone

• Dal momento che è alla base dell’enzima Delta -6-Desaturasi permete la trasformazione del Testosterone in Diidrotestosterone, cioè la forma attiva

La mancanza Diidrotestosterone può causare infertilità perché questo contribuisce alla corretta formazione del liquido spermatico

• La sua presenza è indispensabile perché si formi insulina a livello delle isole pancreatiche del Langherans non solo ma aumenta i recettori per l’insulina a livello cellulare. Questa azione viene fatta in concomitanza con la Vit D per cui se è presente in abbondanza questa vitamina bastano quantità molto ridotte di Zinco perché si esplichi questa funzione (pare che in questo processo sia molto importante anche la presenza di Cromo)

• Si è visto che stimola la mineralizzazione ossea e questo in concomitanza alla Vit B3

• Quello che è più sconvolgente ed attuale ed emerge da un grosso studio di Pfeiffer è che il 90% delle depressioni sia causato da una carenza di Zinco e di Vit B6. Lo studio ha evidenziato che dando Zinco e Vit B6 ai depressi si risolveva la depressione senza ricorrere a farmaci che hanno un infinità di controindicazioni (io vi consiglierei anche un po di Vit . D)

• Lo zinco data la sua azione di stabilizzazzione delle membrane neuronali ha una significativa azione sul sistema nervoso come stabilizzante le sue funzioni. In particolare 1 - favorisce e regolarizza il sonno (una sua carenza può causare disturbi del sonno: si pensi a quanti induttori del sonno si vendono ai giorni nostri) 2- risulta efficace in molte forme epilettiche ed in associazione con antiepilettici ne aumenta l'efficacia 3- Il Dott Gaubio ha curato con successo molte convulsioni infantili esclusivamente servendosi di zinco 4 - il Dott Hagger lo ha trovato molto efficace contro le tossi convulsive. 5 - molte osservazioni ne hanno constato l'efficacia come antispasmodico ed ansiolitico 6- il Dott. Steinau ha curato con successo una forma dissociativa con fiori di zinco 6- si è visto che una grave carenza di zinco nell'infanzia può predisporre a gravi malattie mentali che molto spesso si accompagnano anche a diabete.

Vi ho elencato solo alcuni punti molto interessanti. In base a queste considerazioni possiamo tranquillamente dedurre che se avete un alimentazione ricca di amidi (pasta, pane, riso, dolci ecc) vi conviene assumere almeno 50 mg di Zinco al giorno (tenete conto che la quantità che si assorbe è circa il 30%)Così se avete un infezione e tutte le altre patologie che ho elencato. In farmacia troverete delle compresse di Solfato di Zinco da 200 mg, vi consiglio di prenderne un quarto al giorno, una compressa intera ha un dosaggio eccessivo che può dare nausea ed il surplus inoltre non serve

Ancora sullo Zinco

Lo zinco contribuisce al normale metabolismo acido base, al normale metabolism o dei carboidrati, alla normale funzione cognitiva, alla normal e sintesi del DNA, alla normale fertilità e alla normale ripro duzione, al normale metabolismo dei macronutrienti, a l normale metabolismo degli acidi grassi, al normale metabolismo della vitamina A, alla normale sintesi proteica, al mantenimento di ossa normali, al mantenimento di capelli normali, al mantenimento di unghie normali, al mantenimento di una pelle normale, al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue, al mantenimento della capacità visiva normale, alla normale funzione del sistema immunitario, alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Caratteristiche: L’importanza dello zinco come prezioso oligoelemento è spesso sottovalutata. Non a caso oltre l’80% delle persone ne è carente. Eppure sono oltre 300 le funzioni e gli enzimi che vengono attivati dalla sua presenza! Lo zinco è presente in discrete quantità nell’organismo, quasi 2 g. E’ assorbito nel tenue con percentuale media del 25-30% ed è eliminato attraverso le feci. La maggior parte del minerale è intracellulare; per questo motivo il test ematici non sono affidabili per valutare la sua presenza. I tessuti che hanno maggiori depositi sono la carotide, il nervo ottico, la prostata e la cute. Lo zinco ha circa 300 proprietà benefiche per il nostro intero organismo:

Ha una grossa funzione nella crescita: stimola infatti il GH ed il Testosterone. A livello del sistema immunitario ritarda l’atrofia del TIMO. I linfociti T sono prodotti dal Timo. Secondo i dosaggi di integrazione si stimola: Per 2-3 mesi a 5-7 mg stimoleremo la produzione di TH1 (anticorpi antitumorali e antivirali); per 2-3 mesi 15mg aumenteremo il TH2(anticorpi antibatterici). Un buon equilibrio linfocitario lo otteniamo con 7.5 mg per 2-3 mesi

La sua carenza provoca predisposizione tumorale per diminuite difese. Interviene nell’ attivazione dell’enzima delta6desaturasi (sistema delle prostaglandine): i sintomi sono le smagliature, rughe (anche per carenza di retinolo) macchie bianche sulle unghie deficit sensoriali (olfatto e gusto). Nei soggetti con insufficiente polmonari è facile associare carenza di Zinco Contribuisce alla corretta formazione del liquido spermatico: quindi la sua scarsità può essere causa di infertilità. La sua carenza provoca la creazione e di insulina mal funzionante (sindrome da insulino resistenza) l’elevato livello di insulina conseguente trasforma gli zuccheri in trigliceridi con in abbinamento un abbassamento ematico degli HD Le un ‘innalzamento dell’LDL HmgCoa Redattasi: un’ enzima attivato dall’ insulina che fa aumentare l’ LDL. Interviene nel fattore d’intolleranza al glucosio assieme al Cromo e alla vitamina B3

Secondo lo studio di Pfeiffer che ha studiato 1025 pazienti con depressione maggiore la carenza di Zn è determinante nel causare la depressione; l'azione antidepressiva si è visto che è potenziata da alte dosi di Vit B6 (250 mg x3). Inoltre sempre secondo Pfeiffer lo Zn avrebbe un ruolo determinante anche nel disturbo bipolare.

Altre funzioni dello Zn

-Stimola gli osteoblasti e gli osteociti : sinergia con Ca, con attenzione alle dosi di Zn eccessivamente elevate (200 mg di Solfato di Zinco possono dare nausea e vomito).

-Azione antiossidante : Il SOD (superOssidoDismutasi) dipende dallo Zn, questo enzima blocca un radicale pericolosissimo il SuperOssidoAnione che poi diviene H2O 2poi ridotto dal Glutatione e Selenio. Regola anche i livelli estrogenaci .La mancanza dipende da costante mal nutrimento specie nelle zone i cui terreni sono poveri di zinco ma soprattutto dalla raffinazione degli amidi e da un eccessivo introito di zuccheri (l'introito di . Gli effetti più clamorosi della carenza di questo minerale riguardano il ritardo della crescita del bambino. Dopo una supplementazione di zinco si è riscontrata una ripresa della crescita e della maturazione sessuale.

-Altri sintomi riguardano lesioni cutanee, anosmia, anoressia, tendenza all’infezione, sterilità, depressione, disturbi della vista.Sono più di 80 gli enzimi zinco dipendenti appartenenti a tutte sei le classi enzimatiche.

-Lo zinco è inoltre implicato nel metabolismo dei glucidi dei lipidi, nella sintesi proteica compresi gli acidi nucleici.

-Stabilizza la membrana cellulare e di conseguenza la struttura di proteine e le glicoproteine come insulina.

-Ritardo nella crescita: i bambini e gli adolescenti carenti di zinco presentano a dolori articolari nella crescita il nanismo se è legato a carenza di zinco regredisce rapidamente.

-Apparato genitale: la sua presenza è legata al corretto sviluppo e funzionamento dei genitali femminili e maschili. La carenza di questo minerale può portare calo della libido maschile e all’ipertrofia della prostata.

-Risulta chiaro che lo zinco è utilissimo in tutte le fasi della vita: nell’ adolescenza per un corretto sviluppo; nell’ adulto per una normale attività sessuale; nella terza età per prevenire disturbi alla prostata

-Gravidanza, culturismo hanno più facile tendenza alla formazione di stie. Lo zinco infatti è legato alla formazione delle fibre elastiche del tessuto connettivo. Un altro importante impiego si ha con uso topico, nelle bruciature e nelle ustioni: permette una più veloce cicatrizzazione.

§Disturbi visivi: la cecità notturna può dipendere da una diminuita attività legata ad una carenza di zinco

Antivirale: lo zinco ha un sicuro effetto antivirale, in particolare sui Rino virus

§Sistema immunitario: stabilizzando la membrana cellulare con attività antiossidante può aiutare anche nella prevenzione della degenerazione cellulare. Sembra inoltre che la carenza di zinco conduca a patologie psichiatriche come l’autismo alla schizofrenia

§Fanere: la carenza di zinco è legata alla salute di capelli e unghie. La presenza di macchie bianche indica una carenza relativa di zinco, possono calare rapidamente i valori di Zinco durante situazioni di stress, digiuno mestruazioni

§Diabete: perché zinco è legato all’ insulina in suo corretto apporto può aiutare a controllare l’ipoglicemia, sempre che ne esista ancora una produzione

§Lo zinco è distrutto e antagonizzato da: estrogeni, i farmaci antitubercolosi, antidepressivi IMAO, corticosteroidi, diuretici, alcol, fitati, metalli pesanti.

Michael E. Murray ricercatore della Seattle University

lunedì 13 aprile 2026

EUGENIO BERSANTI


EUGENIO BERSANTI

Per curare le anime ci vuole ingegno

Come scrisse alla fine della vita in una lettera a Pio IX, il suo lavoro aveva un solo scopo: inventare qualcosa di utile per il popolo. Storia del sacerdote-ingegnere che inventò il primo motore a scoppio.

Cultura 08_12_2012
motore a scoppio Barsanti Matteucci

Tratto da Scienziati, dunque credenti di Francesco Agnoli, pubblichiamo il capitolo che l'autore dedica alla figura di padre Eugenio Barsanti, il vulcanico sacerdote toscano che con Felice Matteucci inventò il primo motore a scoppio. Del libro è uscita da poco per i tipi di Cantagalli una nuova edizione ampliata.

Tutti conoscono il nome dei tedeschi Nikolaus August Otto, di Rudolf Diesel e di Karl Friedrich Benz, perché questi nomi sono legati indissolubilmente alla storia dell’automobile. Pochi sono, invece, quelli che saprebbero dare una identità a padre Eugenio Barsanti. Eppure fu proprio lui, insieme all’ingegner Felice Matteucci, l’inventore del motore a scoppio che ancora oggi, con le opportune modifiche inevitabili nel corso degli anni, ci permette di volare, di precorrere le strade del mondo, di solcare i mari e di far compiere alle macchine faticosi lavori di ogni genere. Sì, un sacerdote, all’origine di uno degli strumenti più innovativi della modernità: non dovrebbe stupire chi sa, per esempio, che al sacerdote francese Claude Chappe (1763-1805) dobbiamo il primo telegrafo, al sacerdote italiano Giuseppe Zamboni (1776-1846) l’invenzione della pila a secco, al monaco senese Giovanni Caselli (1815-1891) il primo fax (detto pantelegrafo)…

Chi fu dunque, Padre Barsanti, sepolto oggi in santa Croce a Firenze, nella stessa chiesa di Michelangelo e Galilei?

Nato da uno scalpellino di Pietrasanta (Lucca), nel 1821, questo futuro inventore è accolto ancora giovinetto a studiare presso l’Ordine degli Scolopi (da schola e pius), a Pietrasanta. Di lì, non senza una certa disapprovazione del padre, decide di rimanere tra gli scolopi e si trasferisce in un’altra casa dell’ordine, detta “il Pellegrino”, in quel di Firenze, per approfondire gli studi nei quali si è rivelato, precocemente, molto versato. Il luogo è quello adatto: sia per l’origine popolare di Barsanti, sia per la sua predilezione per le materie scientifiche (che non gli impediscono, però, di amare anche la filosofia, la letteratura, la teologia…).

Infatti proprio il fondatore degli Scolopi, il santo spagnolo Giuseppe Calasanzio, si contende con un altro santo, francese, Giovan Battista de la Salle, il titolo di “fondatore della scuola popolare”: nelle Scuole Pie da lui fondate i figli dei ricchi e i figli dei poveri siedono allo stesso banco, e imparano gratuitamente, oltre alle discipline umanistiche, quelle tecnico-professionali.

Calasanzio era stato poi, oltre che un grande educatore, un amico personale di Galileo Galilei, presso il quale aveva mandato vari suoi discepoli, e a cui era rimasto vicino anche dopo la sua caduta in disgrazia presso il pontefice Urbano VIII. Il suo ordine, inoltre, avrebbero accolto e mantenuto, in una casa religiosa, a Roma, il grande matematico galileiano Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679) e avrebbe fornito alla scienza, nel Settecento, personalità come Gregorio Fontana e Carlo Barletti, colleghi di Alessandro Volta all’Università di Pavia, e Giovanni Battista Beccaria.

Proprio a Firenze, presso il già citato istituto detto il Pellegrino, aveva dimorato uno dei cosiddetti “scolopi galileiani”, cioè gli scolopi che, come padre Francesco Michelini, erano stati eminenti scienziati con un profondo legame con Galilei: il padre Clemente Settimi. Oggi il suo nome è dai più ignorato: eppure lo scolopio Settimi fu uno degli più intimi angeli custodi ed amici, insieme al padre Castelli, del grande scienziato pisano. Scrive Michele Camerota, nel suo “Galileo Galilei”: “Il sopravvenire della cecità costrinse lo scienziato ad avvalersi della continua assistenza di amici e discepoli, il cui aiuto risultava indispensabile non solo per il proseguimento dell’incessante scambio epistolare che egli intratteneva con numerosi corrispondenti, sia italiani che stranieri, ma anche, ed anzi, soprattutto, in vista del perseguimento dei diversi studi che andava sviluppando a dispetto del buio in cui ormai era definitivamente immerso. A fungere da amanuensi si alternano, nel tempo, personaggi quali Dino Pieri, successore di Niccolò Aggiunti nella cattedra di matematica a Pisa, il sacerdote fiorentino Marco Ambrogetti – che tra il giugno 1637 e il gennaio 1639, attenderà alla traduzione latina de Il Saggiatore, delle Lettere solari e del Discorso intorno alle cose che stanno in su l’acqua, in vista di una progettata edizione da stamparsi in Olanda-, Evangelista Torricelli, lo scolopio Clemente Settimi e, infine, il giovanissimo Vincenzo Viviani, che resterà preso il Maestro dall’ottobre 1639 fino alla di lui morte, avvenuta nel gennaio 1642” . Si aggiunga che il Viviani, cui dobbiamo una breve biografia di Galilei e le sue notizie sulla fede sincera di quest’ultimo, era stato allevato proprio dal Settimi, e da lui presentato e raccomandato, prima di entrare nel suo cuore, al Galilei stesso.

Quando arriva ad approfondire gli studi presso il Pellegrino, dunque, il Barsanti si trova, consapevole o meno, in un luogo che ha fatto storia e che continua a sfornare sacerdoti, educatori e scienziati. Compiuto il noviziato al Pellegrino, mutato il suo nome originario, Niccolò, in Eugenio dell’Addolorata, il Barsanti viene trasferito a san Giovannino, sempre in quel di Firenze, per proseguire ulteriormente negli studi. Qui, presso il convento annesso alla chiesa di san Giovanni, il gesuita Leonardo Ximenes, astronomo, ingegnere civile e idraulico, cui si deve l'avvio della bonifica della Maremma toscana e del Padule di Bientina, aveva fondato nel Settecento l’Osservatorio Ximeniano, passato sotto la direzione degli scolopi dopo che i Gesuiti erano stati costretti a lasciare Firenze nel 1775.

anche della costruzione di parafulmini con l'incarico di rinnovare i parafulmini che già esistevano e di porne dei nuovi sulla cupola di S. Maria del Fiore a Firenze, dove, insieme al p. Antonelli, restaurò il celebre gnomone solstiziale costruito nel 1468 dal Toscanelli. Durante l'esecuzione dei lavori, essi idearono di ripetere, su scala più vasta, la celebre esperienza di L. Foucault con la quale fu dimostrata in modo sensibile la diurna rotazione della Terra. Si servirono di un pendolo lungo 90 metri con appesa una palla di kg 33 che compiva oscillazioni in 9 secondi e, abbandonato a se stesso, continuava a oscillare per circa 6 ore”; “eseguì osservazioni nuove sulla direzione dei venti che agitano le alte regioni dell'atmosfera, studiando il moto delle nubi. A tal proposito ideò uno speciale nefoscopio” e vari strumenti efficaci per la sismologia (inventa il Sismografo elettrico a carte affumicate scorrevoli e il Sismografo a carte affumicate non scorrevoli, diffusi molto rapidamente negli osservatori italiani e stranieri: “gli meritarono la medaglia d'oro all'Esposizione nazionale di Torino del 1884. Fece costruire nel 1882 un avvisatore sismico e nello stesso anno un sismografo a registrazione continua, presentato al Congresso meteorologico di Napoli nel 1882”)

.lettera al pontefice, Pio IX, illustrandogli lo scopo del suo lavoro: inventare qualcosa di utile per il popolo, per aumentare la sicurezza, ridurre la fatica ed i costi, e dimostrare ancora una volta ai suoi “nemici”, come la Chiesa “promuova e coltivi i trovati della scienza e dell’industria”, quando essi non sono “ostacolo al congiungimento di quel bene che più all’uomo interessa, cioè la salute eterna”. Oggi Barsanti e Matteucci, scippati in vita, come l’italiano Antonio Meucci, della loro scoperta, sono universalmente riconosciuti come i padri del motore a combustione interna.