CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


giovedì 9 luglio 2026

La glicina

 La glicina

Il tuo corpo produce 3 grammi al giorno di questo aminoacido. Ne servono 10. Ecco cosa succede nel mezzo.

Esiste un aminoacido che per decenni la scienza ha considerato irrilevante.

Il corpo lo produce da solo, dicevano, quindi non serve preoccuparsene. Era classificato come "non essenziale" e nessuno ci pensava più.

Poi qualcuno ha fatto i conti.

Il corpo produce circa 2-3 grammi al giorno di glicina. Il fabbisogno reale stimato è di 10-15 grammi al giorno. Quel gap di 7-10 grammi ogni singolo giorno deve arrivare da fuori.

E la dieta moderna, che ha sostituito il brodo di ossa con il dado, la pelle del pollo con il petto senza pelle, le lunghe cotture con i piatti pronti, e le frattaglie con la fettina magra, ne fornisce circa 2-3 grammi.

Il risultato: la maggior parte delle persone cammina con un deficit cronico di glicina di 5-10 grammi al giorno. Non abbastanza da causare una malattia conclamata, ma abbastanza da far funzionare parecchi sistemi peggio di come dovrebbero.

Una review del 2025 su Metabolism (Holeček, Charles University) ha ufficialmente riclassificato la glicina come "condizionalmente essenziale": il corpo ne produce, ma non abbastanza per le sue necessità reali.

Vediamo cosa fa questa molecola e perché il deficit si sente.


🧱 È IL MATTONE FONDAMENTALE DEL COLLAGENE

Il collagene è la proteina strutturale più abbondante del corpo: circa il 30% di tutte le proteine. Tendini, legamenti, cartilagine, ossa, dischi vertebrali, parete intestinale, pelle. È l'impalcatura su cui tutto si regge.

La glicina è l'aminoacido che definisce il collagene: deve occupare ogni terza posizione nella tripla elica (la struttura Gly-X-Y), e nessun altro aminoacido può sostituirla. Se la glicina non c'è, la tripla elica non si forma. Punto.

Il collagene è fatto per il 33% di glicina. Il corpo produce circa 10 grammi di collagene al giorno in condizioni normali, e solo per quello servono circa 3 grammi di glicina. In fase di riparazione (dopo un allenamento, dopo un infortunio) il fabbisogno sale.

Cosa succede quando la glicina scarseggia: i tendini si riparano più lentamente, le articolazioni perdono qualità, la pelle invecchia prima del previsto, la barriera intestinale (fatta di tessuto connettivo) si indebolisce. Quei dolorini ai tendini che non passano mai, quella rigidità articolare che si cronicizza, quel recupero dopo l'allenamento che sembra non finire mai? Il deficit di glicina è una delle cause possibili che nessuno indaga.


😴 È LA MOLECOLA DEL SONNO CHE COSTA CENTESIMI

Questa è l'applicazione più immediatamente percepibile, e la più supportata da studi controllati.

Bannai e colleghi hanno condotto una serie di studi (pubblicati su Journal of Pharmacological Sciences e Frontiers in Neurology) dando 3 grammi di glicina in acqua calda 30-60 minuti prima di dormire.

I risultati: il tempo per addormentarsi si riduce significativamente. La qualità soggettiva del sonno migliora. La stanchezza e la sonnolenza il giorno dopo calano. Le prestazioni cognitive al risveglio migliorano. E la polisonnografia (la misurazione oggettiva del sonno) ha confermato un aumento del sonno a onde lente, la fase più ristorativa.

Il meccanismo è elegante: la glicina provoca una vasodilatazione periferica (più sangue a mani e piedi) che abbassa la temperatura corporea interna. Questo calo è esattamente il segnale fisiologico che il corpo usa per avviare l'addormentamento. La glicina accelera un processo naturale che in molte persone, soprattutto sotto stress, funziona male.

Uno studio del 2023 sull'European Journal of Nutrition ha confermato il quadro: 15 grammi di peptidi di collagene (ricchi di glicina) prima di dormire hanno ridotto la frammentazione del sonno e migliorato la cognizione al risveglio.

Tre grammi in acqua calda prima di dormire. Nessuna dipendenza, nessuna sonnolenza residua, nessun effetto collaterale. E costa meno di un caffè al mese.


🛡️ È UNO DEI TRE MATTONI DEL GLUTATIONE

Il glutatione è l'antiossidante intracellulare più potente del corpo. È fatto di tre aminoacidi: glutammato, cisteina e glicina. Senza uno dei tre, non si produce.

Con l'età la produzione di glutatione crolla. Uno dei motivi: la sintesi di glicina declina. Rajagopal Sekhar alla Baylor College of Medicine ha dimostrato in un trial clinico randomizzato del 2023 (Journal of Gerontology) che integrando contemporaneamente glicina e NAC (il precursore della cisteina) in 24 anziani per 16 settimane, il glutatione si ripristina ai livelli di un giovane adulto, e con esso migliorano stress ossidativo, funzione mitocondriale, infiammazione, forza muscolare e cognizione.

Due aminoacidi economici che insieme ripristinano il sistema di protezione cellulare che l'invecchiamento deteriora.


🔥 È UN ANTINFIAMMATORIO DIRETTO

La glicina non agisce solo indirettamente (via glutatione): ha un effetto antinfiammatorio diretto sulle cellule immunitarie. I macrofagi hanno sulla loro superficie canali del cloro sensibili alla glicina. Quando la glicina si lega, il macrofago si "calma": produce meno TNF-alfa, meno IL-1beta, meno IL-6.

In parallelo, la glicina inibisce l'NF-kB (lo stesso interruttore infiammatorio su cui agiscono gli omega-3).

Per chi segue i miei post sull'infiammazione cronica: la glicina lavora sugli stessi rubinetti, dall'interno della cellula immunitaria.


🧠 È UN NEUROMODULATORE DOPPIO

Nel sistema nervoso la glicina fa due cose apparentemente opposte, entrambe essenziali.

È un neurotrasmettitore inibitorio: calma il sistema nervoso, regola il tono muscolare, modula la trasmissione del dolore nel midollo spinale.

Ed è un co-agonista obbligatorio dei recettori NMDA: i recettori della plasticità sinaptica che governano apprendimento e memoria. Senza glicina nel sito co-agonista, i recettori NMDA non si aprono, indipendentemente da quanto glutammato ci sia.

In pratica: calma quando serve calma, e attiva quando serve attivare. Non è un sedativo, è un modulatore.


🔗 IL COLLEGAMENTO CON IL MAGNESIO BISGLICINATO

Il magnesio bisglicinato è magnesio legato a due molecole di glicina. Ogni volta che assumi questa forma di magnesio, stai assumendo magnesio E glicina contemporaneamente.

Il magnesio serve per le 300+ reazioni enzimatiche del muscolo. La glicina serve per il collagene, il sonno, il glutatione e l'infiammazione. Il bisglicinato li consegna insieme, con un assorbimento superiore (attraverso il canale degli aminoacidi) e una tollerabilità gastrica eccellente.

È la forma che abbiamo scelto per il nostro De-Block: la combinazione più elegante che conosciamo per consegnare due molecole fondamentali in un'unica assunzione.

PER RIASSUMERE

La glicina è l'aminoacido più piccolo che esiste, e il suo impatto è il più grande. Tiene insieme il collagene, permette la produzione del glutatione, migliora il sonno, riduce l'infiammazione direttamente nelle cellule immunitarie, e modula il sistema nervoso.

Il corpo ne produce 2-3 grammi al giorno. Ne servono 10-15. La dieta moderna ne fornisce 2-3. Il gap è reale, quotidiano, e si accumula nel tempo.


Tre grammi prima di dormire per il sonno. Cinque-dieci grammi al giorno per la salute generale. Il brodo di ossa come abitudine. Sono interventi semplici, economici e documentati.

Lo trovi qui: https://fitshub.short.gy/guidaintegratori

mercoledì 8 luglio 2026

MADONNA DI KAZAN

  MADONNA DI KAZAN

MADONNA DI KAZAN: LA RIVELAZIONE A STALIN CHE CAMBIO' LE SORTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


. PREGHIAMO PERCHE' FERMI LA GUERRA IN UCRAINA

8 LUGLIO

Un’icona dal fascino misterioso che appare nel momento del bisogno per sostenere tutto il popolo russo, attraverso le preghiere accorate di Zar e governanti. Non farà mancare la sua intercessione fino a mettere pace tra le religioni grazie all’intervento di Giovanni Paolo II. 


L’icona della Madre di Dio di Kazan, secondo gli esperti, si farebbe risalire al secolo XIII. Maria  vi è ritratta a mezzo busto con il volto reclinato verso il Bambino, che si regge in piedi sulle ginocchia della Madre e benedice con la mano destra. Venuta da Costantinopoli, la sacra icona sarebbe stata posta in un monastero di Kazan, dal quale scomparve nel 1209, durante l’invasione dei Tartari. 


Dopo che lo zar Ivan il Terribile nel 1552 rioccupò il vasto territorio, gran parte della città di Kazan fu bruciata da uno spaventoso incendio. Fu allora che la Madre di Dio apparve tre volte ad una ragazza di dieci anni, Matrëna (Matrona), per invitarla a ricercare sotto le macerie di una casa distrutta una sua icona, nascostavi da alcuni fedeli durante la dominazione tartara.


La ragazza non fu creduta, né dall’arcivescovo, né dal clero, né dai governanti, per cui, sola con la madre, cominciò a scavare la terra nel luogo indicato fino a che non fu trovata l’icona, avvolta da vecchi cenci, assolutamente intatta e come irradiata di luce. Era l’8 luglio 1579. La notizia si diffuse presto nella città e l’arcivescovo stesso si recò sul luogo della scoperta, poi, in una processione solenne, trasportò l‘icona nella vicina chiesa di S. Nicola. 


Nel giorno del “ritrovamento” due ciechi, Giuseppe e Nikita,  ricuperarono la vista. In seguito, gli zar Ivan IV il Terribile, Fedor Ivanoviç e Caterina II innalzarono chiese sontuose in onore della Vergine di Kazan. L’importanza dell’icona prodigiosa veniva riconosciuta da tutta la Russia, soprattutto nei momenti più difficili della sua storia.


Nel 1612, allorché Mosca era assediata dai rivoltosi, i soldati presero con sé la venerata icona come “Bandiera di vittoria”, “Liberatrice della Russia” e il 27 novembre liberarono la città. Parimenti Pietro il Grande, nel 1709, prima di sferrare la battaglia decisiva contro le truppe di Carlo XII di  Svezia, trascorse tre giorni di digiuno e di preghiera davanti a questa immagine con tutto il suo esercito. Fu ancora all’intercessione di Nostra Signora di Kazan che fu attribuita la disfatta delle armate napoleoniche, iniziata il 22 ottobre 1812, giorno di una delle tre feste annuali dell’icona.


Sfortunatamente, nella notte del 29 giugno 1904, la sacra icona, ricca di ori e di brillanti, venerata dal 1721 nella cattedrale di Kazan a San Pietroburgo, fu rubata e da allora non se n’è saputo più nulla. Qualcuno ha scritto che “per vie ancora ignote, è arrivata a Fatima, dove è custodita dall’Armata Azzurra”. Sta di fatto, che dietro la basilica portoghese di Fatima, s’innalza una cappella di rito bizantino del centro dell’Armata Azzurra”, dove il 21 luglio 1970 fu portata processionalmente dal vescovo di Leiria la miracolosa icona e là sistemata il 26 luglio seguente, in attesa che possa un giorno ritornare al suo santuario di Russia.


A favore della sua autenticità un autore  ha avanzato un’ipotesi accettabile. Quando nel 1923 la basilica di Kazan a San Pietroburgo fu trasformata in “Museo della storia delle Religioni”, fu messo all’asta tutto quel che conteneva, non esclusa l’icona miracolosa, che andò a finire prima in Polonia, poi in Inghilterra, finché nel 1960 non fu acquistata da alcuni americani e dal centro dell'”Armata Azzurra”, che le fece raggiungere Fatima, legata alla Russia per l’apparizione del 1917 ai tre pastorelli. 


È un’ipotesi suggestiva che potrà anche riuscire realtà in un futuro prossimo o lontano. Comunque le copie della Madre di Dio di Kazan attualmente sono numerose in tutta la Russia e nelle chiese e nei monasteri russi sparsi nel mondo. Tra le chiese dedicate alla Madonna di Kazan meritano di essere ricordate quella di San Pietroburgo, che richiama la basilica romana di S. Pietro per la sua cupola e il colonnato antistante, e due nella città di Mosca, la prima nel settore Kolomenskoe, rimasta aperta al culto anche durante il regime comunista, l’altra, sulla piazza Rossa, restaurata e officiata.


La Madonna di Kaza ha fatto un miracolo nella sua patria: la pace tra le religioni. Il papa Giovanni Paolo II ha riconsegnato il 28 agosto 2004, festa della Dormizione della Madonna nel calendario ortodosso, al patriarca di Mosca, la sacra icona della Madonna di Kazan custodita in Vaticano nel palazzo pontificio. Ma ad accoglierla vi erano anche musulmani ed ebrei. 


Fonti: mariadinazareth.it/apparizione%20kazan.htm; - mariancalendar.org/kazan-icon-of-the-mother-


UNA RIVELAZIONE SORPRENDENTE


Nel giugno del 1941 la Germania attaccò con ogni forza disponibile l’Unione Sovietica, cogliendo di sorpresa Stalin. Quell’avanzata del Terzo Reich, che non andò a buon fine, poteva cambiare le sorti della Seconda Guerra Mondiale. La Russia si trovò effettivamente in un momento di grande difficoltà. E in quel frangente Stalin iniziò a dare ordini piuttosto “strani”, inattesi.  Agli ufficiali fu ordinato di ritornare all’antica prassi zarista, secondo la quale le truppe erano avviate alla battaglia con un: “Avanti, con Dio!”.


Stalin ebbe paura di un “avvertimento” arrivato proprio dalla Madonna, attraverso la testimonianza di un mistico libanese. Al dittatore si era presentato il capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, generale Boris Shaposhnikov, con una lettera proveniente dal Libano. Lettera che il dittatore prese molto sul serio, anche perché il disastro era alle porte. Il generale, un eroe di guerra da non prendere sottogamba, spiegò che un venerato asceta ortodosso libanese, tal padre Elia, sgomento all’idea che i pagani nazisti potessero calpestare il sacro suolo della Madre Russia (che, pur in mano ai comunisti, restava la Terza Roma), aveva passato tre giorni e tre notti nella cripta della sua chiesa, senza bere né mangiare né dormire, in ginocchio e in preghiera.


LE RICHIESTE DELLA MADONNA


L’ultimo giorno gli era apparsa, su una colonna di fuoco, la Madre di Dio. Questa aveva detto che per salvare Leningrado bisognava che le chiese e i monasteri russi venissero riaperti, che il clero in carcere fosse liberato e l’icona della Madonna di Kazan portata in processione a Leningrado, Mosca e Stalingrado. Quell’icona, la più venerata delle Russie, era arrivata da Costantinopoli a Kazan nel XIII secolo, ma poi era stata fatta sparire per sottrarla alle invasioni dei tartari di Tamerlano. Se ne era perso il ricordo fino al 1579, quando un grande incendio aveva devastato la città. Una bambina di nome Matrjona aveva allora sognato la Vergine che le indicava il luogo in cui scavare. Lì fu effettivamente trovata l’icona, che da quel momento si produsse in strepitosi miracoli.


LA SCELTA DI STALIN


Sappiamo che Stalin diede ordine di eseguire quanto gli venne richiesto nella lettera, e pure gli storici agnostici sanno che da allora, e fino alla fine della guerra, la persecuzione religiosa fu sospesa.   - (Il Giornale, 5 dicembre 2015) - 


PREGHIERA ALLA MADONNA DI KAZAN


Gloriosa Madre di Gesù, che «procedi davanti al popolo di Dio sulle vie della fede, dell'amore e dell'unione con Cristo» (cfr Lumen gentium, 63), sii benedetta! Ti chiamano beata tutte le generazioni, perché «grandi cose ha fatto in Te l'Onnipotente e Santo è il suo nome» (cfr Lc 1,48-49).


Sii benedetta ed onorata, o Madre, nella tua Icona di Kazan, in cui da secoli sei circondata dalla venerazione e dall'amore dei fedeli ortodossi, essendo diventata protettrice e testimone delle particolari opere di Dio nella storia del popolo russo, a noi tutti molto caro.


La Provvidenza divina, che ha la forza di vincere il male e di trarre il bene perfino dalle cattive opere degli uomini, ha fatto sì che la tua santa Icona, scomparsa in tempi lontani, ricomparisse nel santuario di Fatima, in Portogallo. Successivamente, per volontà di persone a Te devote, essa è stata accolta nella casa del Successore di Pietro.


Madre del Popolo ortodosso, la presenza in Roma della tua santa Immagine di Kazan ci parla di una unità profonda tra l'Oriente e l'Occidente, che perdura nel tempo malgrado le divisioni storiche e gli errori degli uomini. Eleviamo ora a Te con speciale intensità la nostra preghiera, o Vergine, mentre ci accomiatiamo da questa tua suggestiva Immagine. Con il cuore Ti accompagneremo lungo il cammino che Ti ricondurrà verso la santa Russia. Accogli la lode e l'onore che Ti rende il popolo di Dio che è in Roma.


O benedetta tra tutte le donne, venerando la tua Icona in questa Città segnata dal sangue degli Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo di Roma si unisce spiritualmente al suo Fratello nel ministero episcopale, che presiede quale Patriarca alla Chiesa ortodossa russa. E Ti chiede, Madre Santa, di intercedere affinché si affretti il tempo della piena unità tra l'Oriente e l'Occidente, della piena comunione tra tutti i cristiani.


O Vergine gloriosa e benedetta, Signora, Avvocata e Consolatrice nostra, riconciliaci con il tuo Figlio, raccomandaci al tuo Figlio, presentaci al tuo Figlio! Amen


Giovanni Paolo II

domenica 5 luglio 2026

La nostalgia russa per l'Italia

 "La nostalgia russa per l'Italia è quella nostalgia che si prova nei confronti di una particolare creatività, nei confronti di una particolare, struggente sovrabbondanza di forza, nei confronti di una particolare solarità gioiosa, nei confronti di una particolare bellezza, di una bellezza pura, che non necessita altro che se stessa. Ed è per questo motivo che l'Italia dovrà diventare una componente costante dell'anima russa. L'anima italiana dovrà aiutarci a curare le ferite della nostra anima, della nostra tormentata, malata coscienza; dovrà guarirci dal nostro costante senso di responsabilità per il destino del mondo, di ogni essere umano, di ogni singola cosa.

Dovremo andare in Italia per scappare da tutto ciò che è russo, e quindi non solo dalla tristezza, ma anche dalla grandezza dell'essere russo. Dovremo scappare, oltre che da tutto quello che v'è di gravoso e di penoso, anche da Gogol', da Dostoevskij, da Tolstoj. Dovremo andare in Italia per respirare la libertà e la creatività della sua aria. L'esclusivo spirito etico che caratterizza l'anima russa è alla ricerca di un completamento nell'altrettanto esclusivo spirito etico che contraddistingue l'anima italiana. L'Italia possiede un potere misterioso, magico, capace di risvegliare l'anima, di alleggerire il peso di una vita priva di gioia. Tutto ciò è l'eterna, immortale, indistruttibile Italia."


Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, "Чувство Италии", 2 luglio 1915

giovedì 2 luglio 2026

fu data un' uniforme e credettero di essere la razza superiore

 "Non sono stati Hitler o Himmler a deportarmi, picchiarmi, ad uccidere i miei familiari. Furono il lattaio, il vicino di casa, il calzolaio, il dottore, a cui fu data un' uniforme e credettero di essere la razza superiore.“


(Karel Stojka, sopravvissuto ad Auschwitz)

martedì 30 giugno 2026

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.»

sabato 27 giugno 2026

 «Con l'annuncio della morte di Dio, Nietzsche non proclama un evento storico, ma la fine dell'uomo come ente capace di fondare il proprio senso. L'abisso che si apre non è un vuoto da riempire, ma lo spazio in cui l'uomo deve finalmente decidere se essere padrone della propria nullità o restare un manichino nelle mani del destino.»


​(M. Heidegger, Nietzsche, trad. it. di F. Volpi, Adelphi, 1994, p. 115)

venerdì 19 giugno 2026

PIEGA INGUINALE


PIEGA INGUINALE

 PIEGA INGUINALE: il "cancello" da cui deve passare TUTTO il drenaggio delle gambe (e che stando seduti si chiude)


Le gambe leggere al mattino e pesanti la sera, il segno della calza che resta impresso sulla caviglia, le scarpe che alle 18 sembrano una taglia in meno rispetto alla mattina.

Sono sensazioni molto comuni nella popolazione femminile, e vengono sempre attribuite alla "circolazione".

Cosa che è sicuramente vera, ma il termine "circolazione" racconta solo una piccola parte della storia: quello che non si dice mai è che la circolazione, in particolar modo quella LINFATICA, è estremamente legata ai MUSCOLI.

Il sistema linfatico non ha una pompa come il cuore, si basa sul movimento muscolare: e se i muscoli sono poco efficienti, i liquidi tendono a ristagnare.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non si tratta di un difetto della tua circolazione, ma di un cancello che durante la giornata si chiude. E questo cancello ha un nome ed un posto preciso nel tuo corpo.

🚪 LA PIEGA INGUINALE È IL CANCELLO OBBLIGATO DI TUTTO IL BASSO CORPO

La piega inguinale è quell'angolo che si forma tra la coscia ed il bacino, quella riga che vedi quando ti siedi. Sembra solo una piega della pelle, e invece è uno dei crocevia più importanti di tutto il corpo.

Tutta la linfa che arriva dalle gambe ha una sola strada per tornare verso l'alto: deve risalire e passare attraverso la pelvi, esattamente in quel punto. È come una cruna dell'ago attraverso cui deve passare ogni goccia di liquido che scende verso i piedi durante il giorno.


Qui serve una premessa che cambia tutto, perché è la chiave di tutto il discorso: la linfa, a differenza del sangue, non ha un cuore che la spinge. Non esiste una pompa centrale dedicata a lei, e quindi può risalire solo grazie al movimento dei muscoli che la spremono verso l'alto, un po' come si fa scorrere il dentifricio strizzando il tubetto dal basso.

Tieni a mente questi due fatti messi insieme, perché spiegano davvero perché ti si gonfiano le gambe: c'è un unico passaggio obbligato, e quel passaggio si apre solo se ti muovi.

DA SEDUTI SCATTA UNA DOPPIA PINZA CHE STROZZA IL DRENAGGIO


Hai presente un tubo di gomma che afferri tra il pollice e l'indice? L'acqua dentro smette di scorrere. Ecco, quando stai seduto, sulla tua piega inguinale succede esattamente questo, ma con due dita che premono da due lati diversi.

Da una parte c'è la pinza esterna: l'angolo chiuso dell'anca, con la coscia piegata verso la pancia, schiaccia meccanicamente i vasi linfatici dall'esterno. Più stai piegato in quella posizione, più il passaggio si stringe, come un tubo da giardino piegato in due da cui l'acqua fatica ad uscire.

Dall'altra parte c'è la pinza interna, ed è la parte che quasi nessuno racconta. Proprio lì, dentro la piega, passa lo psoas, il grande muscolo che collega la colonna alla coscia, e che attraversa il corridoio dei linfonodi inguinali. Quando stai seduto per ore lo psoas resta accorciato, e da accorciato non solo non pompa più, ma comprime quegli stessi vasi dall'interno.


Pinza esterna più pinza interna sullo stesso punto: il cancello si chiude da entrambi i lati, e la linfa che dovrebbe risalire dalle gambe rallenta e ristagna. Ora forse capisci perché spesso le gambe pesano di più dopo una giornata alla scrivania che dopo una camminata: non è il movimento che ti gonfia, è la sedia.

🌊 LA POMPA CHE RIAPRE IL CANCELLO SEI TU CHE TI MUOVI E CHE RESPIRI

Visto che la linfa non ha un cuore, l'unica pompa che può rimetterla in moto è il tuo corpo, e lavora da due direzioni opposte che si danno il cambio.

Dal basso lavora lo psoas: ad ogni passo si allunga e si accorcia, e questo movimento massaggia i linfonodi inguinali e spreme i vasi spingendo la linfa verso l'alto, aprendo proprio quel cancello che da seduto era chiuso. Dall'alto lavora invece il diaframma: ad ogni respiro profondo scende, crea una pressione negativa nel torace ed aspira sangue e linfa dalla metà inferiore del corpo, un po' come tirare un liquido su con una cannuccia.

Quando questi due muscoli funzionano, hai una pompa che spinge dal basso ed una che aspira dall'alto, e la cruna dell'ago resta aperta tutto il giorno. Quando invece resti seduto e respiri corto, la pompa di sotto è ferma e quella di sopra lavora a metà, ed ecco la pesantezza serale che torna sempre uguale.

💧 COSA FARE NEL CONCRETO

La maggior parte dei gonfiori "non patologici" e delle sensazioni di stanchezza migliora in modo evidente quando i muscoli tornano a funzionare bene.

La buona notizia è proprio questa: psoas e diaframma sono muscoli, e i muscoli rispondono in fretta agli stimoli giusti. Aprire spesso la piega inguinale, alzarsi dalla sedia ogni tanto e respirare a fondo bastano già a tenere il cancello più aperto.

In concreto puoi cominciare così:

➡ apri la piega inguinale con un allungamento dello psoas, tipo l'affondo basso (il cosiddetto cavalier servente), portando il bacino in avanti finché senti tirare davanti all'anca
non restare in posizione seduta per ore di fila, alzati spesso anche solo per qualche passo, perché è il movimento che riattiva la pompa
accompagna tutto con qualche respiro profondo, buttando fuori tutta l'aria fino in fondo, per rimettere in moto l'aspirazione del diaframma

Quando questi muscoli tornano a fare il loro lavoro, le gambe smettono di "trattenere" e tornano leggere anche dopo una giornata lunga 💪

Ma i risultati migliori li hai quando applichi questi principi a TUTTI i muscoli.

Sbloccare tutte le rigidità che hai accumulato e lavorare sulle debolezze può darti risultati incredibili in termini di benessere: schiena, gambe, digestione.... i muscoli sono connessi ad una quantità incredibile di funzioni.

Muscoli più efficienti e postura migliore non sono solo più belli da vedere, ti fanno stare meglio!

domenica 14 giugno 2026

Iniziano i Mondiali, inventati da un devoto cattolico

 

Iniziano i Mondiali, inventati da un devoto cattolico

mondiali invenzione rimet

Jules Rimet inventò i Mondiali ispirato dall’enciclica “Rerum Novarum” e dagli ideali di fratellanza tra popoli e nazioni.


 

Miliardi di persone seguiranno il Campionato del Mondo FIFA 2026.

E’ il primo organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico. Si svolgerà da oggi, 11 giugno, fino al 19 luglio.

Pochi sanno però che dietro la nascita della competizione sportiva più seguita del pianeta si trova la figura di un cattolico francese profondamente influenzato dalla dottrina sociale della Chiesa: Jules Rimet.

Ispirato dalla “Rerum Novarum”

E’ lui l’uomo che trasformò il calcio in un fenomeno globale.

Nato nel 1873 nel villaggio francese di Theuley, Rimet crebbe in una famiglia cattolica praticante.

Da giovane rimase colpito dall’enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, pubblicata nel 1891, che denunciava le ingiustizie sociali della rivoluzione industriale.

Animato da questi ideali, si impegnò in iniziative di assistenza ai poveri e maturò la convinzione che lo sport potesse favorire la fraternità tra persone di ogni condizione sociale

Iniziano i Mondiali, inventati da un devoto cattolico

mondiali invenzione rimet

Jules Rimet inventò i Mondiali ispirato dall’enciclica “Rerum Novarum” e dagli ideali di fratellanza tra popoli e nazioni.


 

Miliardi di persone seguiranno il Campionato del Mondo FIFA 2026.

E’ il primo organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico. Si svolgerà da oggi, 11 giugno, fino al 19 luglio.

Pochi sanno però che dietro la nascita della competizione sportiva più seguita del pianeta si trova la figura di un cattolico francese profondamente influenzato dalla dottrina sociale della Chiesa: Jules Rimet.

 


Croazia finalista ai Mondiali. L’allenatore Dalic: «Domenica? Andrò a Messa»
(12/07/2018)


 

Ispirato dalla “Rerum Novarum”

E’ lui l’uomo che trasformò il calcio in un fenomeno globale.

Nato nel 1873 nel villaggio francese di Theuley, Rimet crebbe in una famiglia cattolica praticante.

Da giovane rimase colpito dall’enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, pubblicata nel 1891, che denunciava le ingiustizie sociali della rivoluzione industriale.

Animato da questi ideali, si impegnò in iniziative di assistenza ai poveri e maturò la convinzione che lo sport potesse favorire la fraternità tra persone di ogni condizione sociale.

 


 

Rimet e l’invenzione dei Mondiali

A soli 24 anni fondò il club Red Star, aperto a tutti senza distinzioni di classe. Nel 1904 contribuì poi alla nascita della FIFA.

Dopo aver combattuto nella Prima guerra mondiale, ne divenne presidente nel 1921 e mantenne l’incarico per ben 33 anni, un record tuttora imbattuto.

Fu proprio Rimet a promuovere la creazione della Coppa del Mondo, la cui prima edizione si svolse in Uruguay nel 1930.

Il suo progetto andava oltre il semplice spettacolo sportivo: immaginava un torneo capace di avvicinare popoli e nazioni, contribuendo a ridurre tensioni e conflitti attraverso la competizione leale. Per questo motivo venne persino candidato al Premio Nobel per la Pace.

La sua eredità rimase impressa anche nel trofeo mondiale, che fino al 1970 portò il nome di “Coppa Jules Rimet”.

 

lunedì 8 giugno 2026

Boswellia Serrata

 Boswellia Serrata: 

il "cortisone naturale" che spegne l'infiammazione senza danneggiare il sistema immunitario


Svegliarsi con le articolazioni rigide, convivere con un dolore sordo alla schiena o dipendere quotidianamente dai classici antinfiammatori che, puntualmente, finiscono per "bruciare" lo stomaco e distruggere il sistema immunitario: è una realtà comune a molti. Nella ricerca di un equilibrio tra efficacia e tollerabilità, la scienza moderna ha riscoperto un tesoro millenario della medicina ayurvedica: la Boswellia serrata, nota anche come incenso indiano.


Ma cosa rende questa pianta così rivoluzionaria? Non si tratta di una semplice alternativa "erboristica". La ricerca clinica ha dimostrato che la Boswellia agisce con una precisione quasi chirurgica, offrendo una via d'uscita radicalmente diversa rispetto ai farmaci sintetici tradizionali.


1. Un meccanismo d'azione "pulito" (5-LOX vs COX)


A differenza dei comuni farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che agiscono in modo generalizzato spegnendo diversi processi enzimatici, la Boswellia è estremamente selettiva. Mentre i farmaci classici bloccano gli enzimi COX (ciclossigenasi), la Boswellia prende di mira l’enzima 5-lipossigenasi (5-LOX).


Questa distinzione tecnica cambia tutto. Inibendo il 5-LOX, la pianta blocca la produzione di leucotrieni, i mediatori chimici responsabili del dolore, del gonfiore e della distruzione dei tessuti, senza però interferire con la produzione di altre sostanze vitali per l'equilibrio del corpo.


"La Boswellia rappresenta un approccio 'chirurgico' all'infiammazione: inibisce selettivamente la via della 5-lipossigenasi e la produzione di leucotrieni, evitando lo spegnimento sistemico di funzioni utili e prevenendo gli squilibri tipici dei trattamenti farmacologici massicci."


2. L'amica dello stomaco (a differenza dell'aspirina)


Uno dei limiti più gravi di farmaci come l'aspirina o l'ibuprofene è il rischio di ulcere e irritazioni gastriche. Questo accade perché i FANS bloccano le prostaglandine "buone", quelle molecole che hanno il compito di proteggere la mucosa dello stomaco.


La Boswellia, grazie alla sua azione specifica sui leucotrieni, non interferisce con la protezione gastrica. Al contrario, alcuni studi suggeriscono addirittura un effetto protettivo sulla mucosa. Questo la rende la scelta d'elezione per chi soffre di dolori cronici e necessita di una terapia prolungata: si può gestire l'infiammazione garantendo una tollerabilità eccellente, senza il timore di bruciori o complicazioni digestive.


3. L'effetto "risparmio di steroidi" (Steroid-sparing)


Soprannominata spesso "cortisone naturale", la Boswellia non sostituisce il farmaco nelle fasi acute di emergenza, ma offre un supporto straordinario nella gestione sostenibile dell'infiammazione. In clinica si parla di effetto steroid-sparing: l'uso della pianta può permettere, sotto stretto controllo medico, di ridurre progressivamente il dosaggio di cortisone sintetico.


I vantaggi rispetto ai corticosteroidi sono evidenti:


* Assenza di alterazioni metaboliche: a differenza del cortisone, la Boswellia non causa picchi di insulina né favorisce l'accumulo di grassi o la ritenzione idrica.


* Gestione del mantenimento: è ideale per stabilizzare i risultati dopo una terapia d'urto, permettendo l'uso per lunghi periodi.


* Efficacia clinica superiore: la sua capacità di ridurre l'edema (gonfiore) è talmente rilevante da essere stata studiata con successo negli edemi cerebrali peritumorali, con risultati paragonabili a potenti farmaci come il desametasone.


4. Sinergie vincenti: oltre la "Coppia d'Oro"


L'associazione tra Boswellia e Curcuma è definita la sinergia antinfiammatoria più potente esistente in natura. Il motivo è biochimico: la Boswellia chiude la "via" del dolore legata al 5-LOX, mentre la Curcuma blocca quella del COX-2. Insieme, realizzano un blocco completo dell'infiammazione su più fronti.


Tuttavia, un vero approccio esperto prevede anche altre combinazioni:


* Con lo Zenzero: Ideale per chi presenta problemi digestivi o nausea associata allo stato infiammatorio.

* Con l'Artiglio del Diavolo: Una combinazione specifica per potenziare l'effetto analgesico in caso di dolori alla zona lombare e cervicale.


Consiglio pratico: per la curcuma, cercate sempre forme fitosomiali o l'aggiunta di pepe nero per garantirne l'assorbimento.


5. Non solo articolazioni: respirazione ed intestino


Grazie alla sua capacità di ridurre i leucotrieni, la Boswellia estende i suoi benefici ben oltre le ginocchia o la schiena:


* Apparato respiratorio: Riducendo la broncocostrizione (la contrazione dei bronchi mediata dai leucotrieni), è un coadiuvante prezioso in caso di asma bronchiale, bronchiti e sinusiti croniche.


* Salute intestinale: è uno dei rimedi naturali più documentati per le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). Aiuta a ridurre crampi e infiammazioni nel Morbo di Crohn e nella colite ulcerosa, offrendo sollievo anche a chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile (IBS) e gonfiore addominale.


Guida Pratica: come scegliere l'integratore giusto


Per ottenere risultati terapeutici, non basta acquistare un prodotto qualsiasi. È fondamentale saper leggere l'etichetta, dando priorità alla qualità dell'estratto rispetto al peso totale della compressa.


Cosa verificare in etichetta - Perché è fondamentale


Estratto secco titolato (min. 65%) - Garantisce la presenza reale di acidi boswellici, i principi attivi della resina.


Presenza di AKBA - L’acido acetil-11-keto-beta-boswellico è la frazione più potente e attiva per spegnere l'infiammazione.

Titolazione vs Peso È più importante la concentrazione dei principi attivi che il peso (mg) della compressa.


Suggerimento per l'assunzione: se hai uno stomaco particolarmente delicato, assumi la Boswellia sempre a stomaco pieno. Questo accorgimento migliora l'assorbimento dei principi attivi e azzera il rischio di rari fastidi gastrici.


Avvertenze ed interazioni farmacologiche


La Boswellia è sicura, ma la sua attività biologica impone cautela in alcuni casi:


* Anticoagulanti e antiaggreganti: può potenziare l'effetto di farmaci come il Warfarin (Coumadin) o la cardioaspirina, aumentando il rischio di sanguinamento.


* Farmaci per l'asma: interagendo con i leucotrieni, può potenziare l'effetto di farmaci come il Montelukast. Consultate sempre il medico per calibrare i dosaggi.


Conclusione: verso una gestione consapevole del benessere


La Boswellia serrata ci dimostra che non è sempre necessaria una "terapia d'urto" aggressiva per risolvere problemi cronici. Scegliere questo estratto significa optare per una strategia più rispettosa del nostro equilibrio biologico, capace di agire nel tempo senza "intossicare" l'organismo.


Siamo pronti a passare da una gestione emergenziale del dolore ad una strategia di benessere consapevole e naturale?


-----------------------------------

Nota bene: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo. Prima di iniziare un'integrazione con Boswellia, specialmente se si seguono terapie farmacologiche per asma o problemi di coagulazione, o in caso di gravidanza e allattamento, è indispensabile consultare il proprio medico curante.


Prodotti consigliati: 


- Boswellia: https://amzn.to/3Q8yQds

- Zenzero: https://amzn.to/4ec25UM

- Artiglio del diavolo: https://amzn.to/4v0FSQE

- Curcuma: https://amzn.to/3Q9DPKN


In qualità di Affiliati Amazon, riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei.

sabato 23 maggio 2026

li peccatore pentito

 IN UNA CHIESA 

Spagnola, si venera un Crocifisso antico, il cui braccio destro è schiodato e abbassato.

Su questo Crocifisso si racconta una storia significativa.

Ai suoi piedi un giorno si confessava un gran peccatore, dando segni vivissimi di pentimento.

Eppure il confessore esitava a impartirgli l’assoluzione: gli sembravano troppi i peccati.

Alla fine gli disse: ti assolvo ma fa attenzione per il futuro! Il penitente promise, ma debole com’era, dopo un po’ di tempo dovette di nuovo venire a confessarsi.

Il confessore gli disse severamente: ti assolvo per l’ultima volta da questi peccati!

Passarono alcuni mesi, ma ecco di nuovo il grande peccatore ai piedi del sacerdote.

Implorò: mi pento di vero cuore.

Faccio sinceramente il proposito, ma poi sono terribilmente debole.

Padre, perdonami ancora una volta.

Gli rispose il confessore: Dio, non lo si può prendere in giro.

Io non ti assolvo più!

Si udì allora un singhiozzo.

Partiva dal Crocifisso che miracolosamente schiodò la sua mano destra e tracciò sulla testa del povero penitente il segno del perdono.

Poi, rivolto al prete, disse: Io ho versato il sangue per lui, non tu!