8 LUGLIO MADONNA DI KAZAN: LA RIVELAZIONE A STALIN CHE CAMBIO' LE SORTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. PREGHIAMO PERCHE' FERMI LA GUERRA IN UCRAINA
Un’icona dal fascino misterioso che appare nel momento del bisogno per sostenere tutto il popolo russo, attraverso le preghiere accorate di Zar e governanti. Non farà mancare la sua intercessione fino a mettere pace tra le religioni grazie all’intervento di Giovanni Paolo II.
L’icona della Madre di Dio di Kazan, secondo gli esperti, si farebbe risalire al secolo XIII. Maria vi è ritratta a mezzo busto con il volto reclinato verso il Bambino, che si regge in piedi sulle ginocchia della Madre e benedice con la mano destra. Venuta da Costantinopoli, la sacra icona sarebbe stata posta in un monastero di Kazan, dal quale scomparve nel 1209, durante l’invasione dei Tartari.
Dopo che lo zar Ivan il Terribile nel 1552 rioccupò il vasto territorio, gran parte della città di Kazan fu bruciata da uno spaventoso incendio. Fu allora che la Madre di Dio apparve tre volte ad una ragazza di dieci anni, Matrëna (Matrona), per invitarla a ricercare sotto le macerie di una casa distrutta una sua icona, nascostavi da alcuni fedeli durante la dominazione tartara.
La ragazza non fu creduta, né dall’arcivescovo, né dal clero, né dai governanti, per cui, sola con la madre, cominciò a scavare la terra nel luogo indicato fino a che non fu trovata l’icona, avvolta da vecchi cenci, assolutamente intatta e come irradiata di luce. Era l’8 luglio 1579. La notizia si diffuse presto nella città e l’arcivescovo stesso si recò sul luogo della scoperta, poi, in una processione solenne, trasportò l‘icona nella vicina chiesa di S. Nicola.
Nel giorno del “ritrovamento” due ciechi, Giuseppe e Nikita, ricuperarono la vista. In seguito, gli zar Ivan IV il Terribile, Fedor Ivanoviç e Caterina II innalzarono chiese sontuose in onore della Vergine di Kazan. L’importanza dell’icona prodigiosa veniva riconosciuta da tutta la Russia, soprattutto nei momenti più difficili della sua storia.
Nel 1612, allorché Mosca era assediata dai rivoltosi, i soldati presero con sé la venerata icona come “Bandiera di vittoria”, “Liberatrice della Russia” e il 27 novembre liberarono la città. Parimenti Pietro il Grande, nel 1709, prima di sferrare la battaglia decisiva contro le truppe di Carlo XII di Svezia, trascorse tre giorni di digiuno e di preghiera davanti a questa immagine con tutto il suo esercito. Fu ancora all’intercessione di Nostra Signora di Kazan che fu attribuita la disfatta delle armate napoleoniche, iniziata il 22 ottobre 1812, giorno di una delle tre feste annuali dell’icona.
Sfortunatamente, nella notte del 29 giugno 1904, la sacra icona, ricca di ori e di brillanti, venerata dal 1721 nella cattedrale di Kazan a San Pietroburgo, fu rubata e da allora non se n’è saputo più nulla. Qualcuno ha scritto che “per vie ancora ignote, è arrivata a Fatima, dove è custodita dall’Armata Azzurra”. Sta di fatto, che dietro la basilica portoghese di Fatima, s’innalza una cappella di rito bizantino del centro dell’Armata Azzurra”, dove il 21 luglio 1970 fu portata processionalmente dal vescovo di Leiria la miracolosa icona e là sistemata il 26 luglio seguente, in attesa che possa un giorno ritornare al suo santuario di Russia.
A favore della sua autenticità un autore ha avanzato un’ipotesi accettabile. Quando nel 1923 la basilica di Kazan a San Pietroburgo fu trasformata in “Museo della storia delle Religioni”, fu messo all’asta tutto quel che conteneva, non esclusa l’icona miracolosa, che andò a finire prima in Polonia, poi in Inghilterra, finché nel 1960 non fu acquistata da alcuni americani e dal centro dell'”Armata Azzurra”, che le fece raggiungere Fatima, legata alla Russia per l’apparizione del 1917 ai tre pastorelli.
È un’ipotesi suggestiva che potrà anche riuscire realtà in un futuro prossimo o lontano. Comunque le copie della Madre di Dio di Kazan attualmente sono numerose in tutta la Russia e nelle chiese e nei monasteri russi sparsi nel mondo. Tra le chiese dedicate alla Madonna di Kazan meritano di essere ricordate quella di San Pietroburgo, che richiama la basilica romana di S. Pietro per la sua cupola e il colonnato antistante, e due nella città di Mosca, la prima nel settore Kolomenskoe, rimasta aperta al culto anche durante il regime comunista, l’altra, sulla piazza Rossa, restaurata e officiata.
La Madonna di Kaza ha fatto un miracolo nella sua patria: la pace tra le religioni. Il papa Giovanni Paolo II ha riconsegnato il 28 agosto 2004, festa della Dormizione della Madonna nel calendario ortodosso, al patriarca di Mosca, la sacra icona della Madonna di Kazan custodita in Vaticano nel palazzo pontificio. Ma ad accoglierla vi erano anche musulmani ed ebrei.
Fonti: mariadinazareth.it/apparizione%20kazan.htm; - mariancalendar.org/kazan-icon-of-the-mother-
UNA RIVELAZIONE SORPRENDENTE
Nel giugno del 1941 la Germania attaccò con ogni forza disponibile l’Unione Sovietica, cogliendo di sorpresa Stalin. Quell’avanzata del Terzo Reich, che non andò a buon fine, poteva cambiare le sorti della Seconda Guerra Mondiale. La Russia si trovò effettivamente in un momento di grande difficoltà. E in quel frangente Stalin iniziò a dare ordini piuttosto “strani”, inattesi. Agli ufficiali fu ordinato di ritornare all’antica prassi zarista, secondo la quale le truppe erano avviate alla battaglia con un: “Avanti, con Dio!”.
Stalin ebbe paura di un “avvertimento” arrivato proprio dalla Madonna, attraverso la testimonianza di un mistico libanese. Al dittatore si era presentato il capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, generale Boris Shaposhnikov, con una lettera proveniente dal Libano. Lettera che il dittatore prese molto sul serio, anche perché il disastro era alle porte. Il generale, un eroe di guerra da non prendere sottogamba, spiegò che un venerato asceta ortodosso libanese, tal padre Elia, sgomento all’idea che i pagani nazisti potessero calpestare il sacro suolo della Madre Russia (che, pur in mano ai comunisti, restava la Terza Roma), aveva passato tre giorni e tre notti nella cripta della sua chiesa, senza bere né mangiare né dormire, in ginocchio e in preghiera.
LE RICHIESTE DELLA MADONNA
L’ultimo giorno gli era apparsa, su una colonna di fuoco, la Madre di Dio. Questa aveva detto che per salvare Leningrado bisognava che le chiese e i monasteri russi venissero riaperti, che il clero in carcere fosse liberato e l’icona della Madonna di Kazan portata in processione a Leningrado, Mosca e Stalingrado. Quell’icona, la più venerata delle Russie, era arrivata da Costantinopoli a Kazan nel XIII secolo, ma poi era stata fatta sparire per sottrarla alle invasioni dei tartari di Tamerlano. Se ne era perso il ricordo fino al 1579, quando un grande incendio aveva devastato la città. Una bambina di nome Matrjona aveva allora sognato la Vergine che le indicava il luogo in cui scavare. Lì fu effettivamente trovata l’icona, che da quel momento si produsse in strepitosi miracoli.
LA SCELTA DI STALIN
Sappiamo che Stalin diede ordine di eseguire quanto gli venne richiesto nella lettera, e pure gli storici agnostici sanno che da allora, e fino alla fine della guerra, la persecuzione religiosa fu sospesa. - (Il Giornale, 5 dicembre 2015) -
PREGHIERA ALLA MADONNA DI KAZAN
Gloriosa Madre di Gesù, che «procedi davanti al popolo di Dio sulle vie della fede, dell'amore e dell'unione con Cristo» (cfr Lumen gentium, 63), sii benedetta! Ti chiamano beata tutte le generazioni, perché «grandi cose ha fatto in Te l'Onnipotente e Santo è il suo nome» (cfr Lc 1,48-49).
Sii benedetta ed onorata, o Madre, nella tua Icona di Kazan, in cui da secoli sei circondata dalla venerazione e dall'amore dei fedeli ortodossi, essendo diventata protettrice e testimone delle particolari opere di Dio nella storia del popolo russo, a noi tutti molto caro.
La Provvidenza divina, che ha la forza di vincere il male e di trarre il bene perfino dalle cattive opere degli uomini, ha fatto sì che la tua santa Icona, scomparsa in tempi lontani, ricomparisse nel santuario di Fatima, in Portogallo. Successivamente, per volontà di persone a Te devote, essa è stata accolta nella casa del Successore di Pietro.
Madre del Popolo ortodosso, la presenza in Roma della tua santa Immagine di Kazan ci parla di una unità profonda tra l'Oriente e l'Occidente, che perdura nel tempo malgrado le divisioni storiche e gli errori degli uomini. Eleviamo ora a Te con speciale intensità la nostra preghiera, o Vergine, mentre ci accomiatiamo da questa tua suggestiva Immagine. Con il cuore Ti accompagneremo lungo il cammino che Ti ricondurrà verso la santa Russia. Accogli la lode e l'onore che Ti rende il popolo di Dio che è in Roma.
O benedetta tra tutte le donne, venerando la tua Icona in questa Città segnata dal sangue degli Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo di Roma si unisce spiritualmente al suo Fratello nel ministero episcopale, che presiede quale Patriarca alla Chiesa ortodossa russa. E Ti chiede, Madre Santa, di intercedere affinché si affretti il tempo della piena unità tra l'Oriente e l'Occidente, della piena comunione tra tutti i cristiani.
O Vergine gloriosa e benedetta, Signora, Avvocata e Consolatrice nostra, riconciliaci con il tuo Figlio, raccomandaci al tuo Figlio, presentaci al tuo Figlio! Amen
Giovanni Paolo II


