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venerdì 8 maggio 2015

La cultura dello “scarto”

  La cultura dello “scarto” 
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Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa. Non si tratta più semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione, ma  di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bensì si sta fuori. Gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiuti, “avanzi”.

lunedì 20 febbraio 2012

povero


IL POVERO
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Per questo è povero colui che ha il cuore riempito dal desiderio della Sua presenza. Tutto il resto non è povertà. Tanto è vero che uno che ha questo desiderio non può pretendere, non riesce a pretendere.
…..Allora la dote del povero è questo desiderio. Il contrario di questa povertà è la presunzione.

Esercizi della Fraternità – Rimini 04-06 Maggio 2007



 


Postato da: giacabi a 18:56 | link | commenti
povero, giussani, carron

martedì, 24 luglio 2007

Beati i poveri di spirito
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Accumulare denaro. Accumulare cognizioni ed esperienze. Accumulare letture di libri. Collezionisti: re della numismatica, ricchi della carta da caramelle. Accumulare glorie: ancora una poesia, ancora una parte. Elenchi di donne. Provviste di ammiratori. Tacche sul calcio del fucile. Accumulare sofferenze: quanto ho patito, quanto ho subito. Viaggi. Inseguendo luminose sensazioni. Scoperte, conquiste, aumento dell'economia. Chi ha accumulato di più, è ritenuto migliore, più illustre, più colto, più intelligente, più popolare.
E in mezzo a tutto questo generale accumulare: -Beati i poveri di spirito!
A.Sinjavskij
 

Postato da: giacabi a 14:56 | link | commenti
povero, sinjavskij

domenica, 22 luglio 2007


Il povero
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"Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui -certo di alcune grandi cose - ti costruisce la cattedrale e vive nelle catapecchie, centomila volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo l'appartamento totalmente confortevole e poi, se viene, dà anche l'obolo per la Chiesa.
 Poveri: certi di alcune grandi cose. Perché povertà è essere certi? Perché la certezza vuole dire un abbandono di sé, vuole dire superamento di sé, vuole dire che io sono piccolino, sono niente, e la cosa vera e grande è un'altra: questa è la povertà. È questa povertà che rende pieni e liberi, che rende attivi, vivi, appunto perché la legge dell'uomo, cioè il dinamismo stabile del meccanismo naturale che si chiama uomo, è l'amore, e l'amore è l'affermazione di qualcosa d'altro come significato di sé. Per questo, se non è facile trovare tra di noi gente certa, è perché non c'è ancora povertà fra noi. La povertà, infatti, è una conquista molto adulta."
 Don Giussani-Certi di alcune cose


LUIGI GIUSSANI
Certi di alcune grandi cose. (1979-1981)
Prefazione di Julián Carrón
BUR - L'Equipe , Milano
2007
pp. 500
€ 11,80

 

Postato da: giacabi a 11:18 | link | commenti
povero, giussani


IL POVERO
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“Povero non è
chi possiede poco,
 ma chi desidera di più
SENECA
 

Postato da: giacabi a 10:16 | link | commenti
povero