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domenica 28 aprile 2024

Mantieni i tuoi pensieri positivi

 "Mantieni i tuoi pensieri positivi,

perché i tuoi pensieri diventano parole.

Mantieni le tue parole positive,

perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.

Mantieni i tuoi comportamenti positivi,

perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.

Mantieni le tue abitudini positive,

perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.

Mantieni i tuoi valori positivi,

perché i tuoi valori diventano il tuo destino."


Mahatma Gandhi

sabato 1 gennaio 2022

Prendi un sorriso,


 Prendi un sorriso,

regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fai bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

Mahtma Gandhi

lunedì 2 febbraio 2015

Cosa deve il Mahatma Gandhi a Gesù di Nazareth?

Cosa deve il Mahatma Gandhi a Gesù di Nazareth?

***

“Senza lo studio di Cristo, la mia vita era diventata incompleta”. Gandhi ammirava profondamente il discorso della montagna

 Varie volte, nei suoi scritti, Gandhi ha affermato apertamente che il discorso della montagna ha rivoluzionato la sua vita e ha gettato le basi della sua dottrina della non violenza. Quest'uomo, padre spirituale e creatore dell'India moderna, ha avuto Gesù come maestro di etica.   Mohandas Karamchand Gandhi, creatore della nozione di disobbedienza civile e applicatore nel mondo moderno dei principi pacifisti sbocciati in India fin dall'antichità, è un personaggio noto a tutti. Avvocato educato all'inglese, tipico prodotto di un Governo coloniale, rivoluzionò le basi sociali delle minoranza in Sudafrica, e anni dopo condusse il suo Paese all'indipendenza con un'arma politica eminentemente morale: la non violenza. Per questo, la sua figura è riverita non solo in India, ma in tutto il mondo, e logicamente è ritenuta da molti un modello di condotta e di ideali.   Di fronte a personaggi del suo calibro sorge sempre la domanda relativa alle loro più intime convinzioni e all'origine concettuale della forza e dell'integrità necessarie per svolgere un compito come il suo. Gandhi era induista, ma accanto alle fonti induiste esiste un'altra vena religiosa, che merita di essere conosciuta.   La formazione religiosa e morale del Mahatma ha un debito di gratitudine nei confronti del cristianesimo. “Senza lo studio di Cristo, la mia vita era diventata incompleta”, diceva. L'ammirazione per Gesù e per i suoi insegnamenti è ben documentata e si può constatare nei testi che scrisse tra il 1920 e il 1940, fondamentalmente in articoli apparsi sulle due riviste che diresse (Young India e Harijan) e nella sua autobiografia spirituale, intitolata Storia dei miei esperimenti con la verità.   Va detto che quello di Gandhi non è un caso isolato. Nel corso della storia dell'India, l'influenza del cristianesimo è stata continua. Non si deve infatti dimenticare che dal I secolo della nostra era ci sono stati cristiani in quel Paese. Gli indiani si sono sempre distinti per la loro tolleranza e la capacità di sincretismo, e quindi ci si trova davanti al fatto paradossale per cui gli induisti, pur senza abbracciare il cristianesimo, hanno sempre accettato Gesù come incarnazione divina. Era un'interpretazione aperta, e Gesù nell'induismo è stato il simbolo di una verità spirituale e metafisica. Per secoli, accanto ai loro dei – rappresentazione dei fenomeni naturali –, gli induisti hanno venerato anche Gesù.   Durante il XIX secolo questo interesse per Gesù – che è arrivato fino a Gandhi – si è cristallizzato a livello intellettuale. È stato il momento del cosiddetto neo-induismo, una fusione di induismo e cristianesimo accettato da tutti i filosofi e pensatori importanti. Questa varietà religiosa continuava a mantenere i postulati induisti per quanto riguardava la metafisica, ma adottava pienamente i principi cristiani per ciò che si riferiva all'etica.   Quasi nessuno dei protagonisti del neo-induismo, da Ram Mohan Roy – il suo iniziatore – a Radhakrishnan – il più importante filosofo indiano del XX secolo –, sono rimasti indifferenti alla figura di Cristo. Si è verificata un'ammirazione per cui che ha portato ad analizzarlo e ad esaltarlo da vari punti di vista. Il suo ritratto appariva in un posto d'onore in numerosi edifici induisti e nelle scuole di filosofia e di yoga. Attorno a lui si è sviluppata un'abbondante letteratura, come in nessun altro Paese non cristiano. Filosofi e poeti, come K.C. Sen, Vivekananda, Akhilananda e Tagore, hanno scritto pagine brillanti e commoventi su Gesù e sulla verità della sua religione.   È questa la base della quale si è nutrito Gandhi. La sua formazione britannica a Londra lo ha inoltre messo in contatto con varie persone di orientamento religioso che hanno contribuito a risvegliare ancor di più il suo interesse per tutto ciò che era cristiano. Il Mahatma ha assistito a innumerevoli riunioni cristiane di vario tipo (come la famosa Convenzione di Wellington), ha dibattuto con pastori e teologi e si è dedicato allo studio delle religioni comparate. In seguito avrebbe riconosciuto il grande influsso che le Scritture hanno avuto sulla formazione del suo carattere: “Ci sono stati momenti nei quali non sapevo dove andare. Mi sono rivolto alla Bibbia, in particolare al Nuovo Testamento, e ho ricevuto forza dal suo messaggio”.   La sua conoscenza dei testi cristiani è facilmente apprezzabile nella sua opera scritta, nella quale non ha esitato a parafrasare passi e a impiegare la risorsa dell'intertestualità. Concluse il suo articolo intitolato Ethical Religion con queste parole: “Cercate prima il Regno di Dio e tutto vi sarà dato in aggiunta”.   Va specificato che questa evoluzione religiosa non significa una conversione, totale o parziale, e men che meno un'imitazione dell'elemento occidentale. Gandhi non rifiutò mai l'induismo o gli insegnamenti positivi della Bhagavad Gita, ma non volle rimanere senza una verità che riconosceva come ovvia.   Fu tuttavia critico nei confronti di alcuni aspetti. Si potrebbe dire che amava Gesù ma non era del tutto soddisfatto dello sviluppo del cristianesimo. Riteneva che l'Europa avesse tradito in parte i principi di Gesù e avvertiva i suoi compatrioti che non dovevano confondere gli insegnamenti di Cristo con ciò che si apprezzava della civiltà moderna occidentale.  In quei momenti, gli induisti poco istruiti conoscevano molto poco l'essenza del cristianesimo in sé. Credevano che convertirsi al cristianesimo obbligasse a mangiare carne bovina, bere alcool e indossare il cappello, e gli induisti più colti constatavano la contraddizione tra gli insegnamenti basati sull'amore per il prossimo e un Occidente colonialista, bellicoso, egoista e materialista a oltranza come quello che li opprimeva e li disprezzava.   Per questo, Gandhi dedicò grandi sforzi a chiarire che il messaggio di Gesù era molto diverso da quello che si poteva dedurre a giudicare dall'esperimento occidentale. Riconobbe il grande debito di gratitudine che l'India aveva nei confronti delle missioni e cercò sempre di separare nella mente del suo popolo i principi religiosi dal comportamento del Governo coloniale. “Voglio dire a voi induisti che la vostra vita sarà incompleta se non studiate con rispetto gli insegnamenti di Gesù”, diceva.  Gandhi ribadì il valore mistico di questi insegnamenti e arrivò alla conclusione che un punto chiave nella vita di Gesù era la sua intimità con Dio. Affermava che Gesù aveva espresso come nessun altro avrebbe potuto lo spirito e la volontà di Dio, ma il suo interesse non si concentrava solo su questi aspetti del trascendente. Era essenzialmente pratico, aveva davanti a sé un compito importante – raggiungere l'indipendenza di una Nazione di trecento milioni di abitanti – e una grande sfida: realizzarlo senza violenza, senza sangue, senza attentare contro l'etica né tradire i propri principi.   Per questa elaborazione di un codice etico applicabile alla nuova società indiana, Gandhi impiegò gli insegnamenti del suo passo preferito: il discorso della montagna, dal quale trasse la nozione che avrebbe definito “i sette peccati attuali”: 1) politica senza principi etici; 2) ricchezza senza lavoro; 3) piacere senza coscienza; 4) conoscenza senza forza di carattere; 5) commercio senza moralità; 6) esercizio della professione senza senso umanitario; 7) religione senza sacrificio. Questa era a suo avviso l'applicazione del discorso della montagna al mondo di oggi.   Nei suoi scritti, Gandhi approfondì l'aspetto dell'universalità di Gesù. In un Paese come l'India, culla di religioni e luogo di passaggio di molti popoli, dominava la tendenza a identificare la religione con una connotazione geografica (gli ebrei giunti dalla Palestina, i parsi fuggiti dalla Persia o i buddisti indiani che si erano diretti in Cina e in Giappone). Il Mahatma si opponeva a questo, sottolineando la diffusione dei principi cristiani e il fatto che Gesù non è un tesoro privato di un popolo o di una comunità. Scriveva:   “Rifiuto di credere che esista ora, o che sia esistita in passato, una persona sulla quale non abbiano mai influito gli esempi di Gesù, anche senza rendersene conto. La vita di tutte le persone è stata più o meno cambiata dalla sua presenza, dalle sue azioni e dalle parole pronunciate dalla sua voce divina. Credo che Gesù appartenga non solo al cristianesimo, ma al mondo intero, a tutte le razze e a tutti i popoli”.  Gandhi è morto nel 1948. Negli ultimi anni della sua vita, nella sua stanza dominava solo l'immagine di Cristo.   [Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti] s

martedì 14 maggio 2013

i sette peccati sociali :

sulla tomba di Gandhi, sono scritti 
 i sette peccati sociali :

politica senza principi
ricchezza senza lavoro
piacere senza coscienza
sapienza senza carattere
commercio senza moralità
scienza senza umanità
culto senza sacrificio


li elencò Gandhi sul settimanale «Young India»,
da lui fondato, il 22 ottobre 1925

lunedì 16 luglio 2012

Chi non controlla i propri sensi ***

Chi non controlla i propri sensi 
***
 Chi non controlla i propri sensi è come chi naviga su un vascello senza timone e che quindi è destinato a infrangersi in mille pezzi non appena incontrerà il primo scoglio. (Gandhi)

lunedì 2 luglio 2012

PERCHE' LE PERSONE GRIDANO

 PERCHE'
LE PERSONE GRIDANO

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: "Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate ?"
"Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato ?" disse nuovamente il pensatore
"Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti"
replicò un altro discepolo
E il maestro tornò a domandare:
"Allora non è possibile parlargli a voce bassa ?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:
" Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati ?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate ?
Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè ?
Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano.
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi.

I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
In fine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino,
non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in
cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.
"
Gandhi

domenica 12 febbraio 2012

Gandhi


***

Prendi un sorriso,regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore, fallo conoscere al mondo.
(M. Gandhi)

Postato da: giacabi a 20:31 | link | commenti
gandhi

martedì, 02 agosto 2011
Con che cosa si può distruggere l’uomo?
***
Con che cosa si può distruggere l’uomo?
Con la politica senza principi.
Conla ricchezza senza lavoro.
Con l’intelligenza senza sapienza.
Con gli affari senza morale.
Con la scienza senza umanità.
Con la religione senza fede.
Con l’amore senza il sacrificio di sé.

(Gandhi)

Postato da: giacabi a 16:17 | link | commenti
gandhi

giovedì, 30 dicembre 2010
La peggior solitudine è essere privi di un'amicizia sincera.
Francis Bacon



Dov'è il dolore, la il suolo è sacro.
(Oscar Wilde)

La vera bellezza, dopo tutto, sta nella purezza di cuore.
(Gandhi)


Le passioni sono, per il nostro cuore, ciò che è la tempesta per l'oceano. Solo il marinaio che si tiene saldamente alla nave riesce a salvarsi nella tempesta. E solo colui che si tiene unito a Dio con la fiducia, può trionfare sulla tempesta che si agita nel suo cuore. (Gandhi)

Postato da: giacabi a 12:41 | link | commenti
gandhi, wilde

lunedì, 23 agosto 2010

Gesù la fonte
La Chiesa cattolica conta, tra i suoi, migliaia di persone che hanno consacrato la vita al servizio dei lebbrosi. Varrebbe la pena di cercare a quale fonte si alimenta questo eroismo.
(Gandhi
).


Postato da: giacabi a 06:46 | link | commenti
gandhi

domenica, 21 marzo 2010


 Le Beatitudini sono l’espressione più alta di tutto il pensiero umano.
Gandhi


Postato da: giacabi a 22:31 | link | commenti
gandhi

martedì, 29 dicembre 2009

Il summum bonum della vita
***
"Penso che sia sbagliato aspettarsi certezze a questo mondo, dove tutto ciò che non sia Dio, che non sia Verità, è incertezza, tutto quello che appare e accade intorno a noi è incerto, effimero.
Ma c'è un Essere supremo che si nasconde la sotto come certezza e sarebbe una benedizione saper cogliere uno sprazzo di tale certezza e spingere il proprio carro verso di essa. La ricerca di quella Verità è il summum bonum della vita."

Gandhi


Postato da: giacabi a 21:42 | link | commenti
gandhi, gesù

martedì, 27 ottobre 2009

 quando sono arrabbiate?
***

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"
Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché
i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."

Infine il pensatore concluse dicendo: "
Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Mahatma Gandhi?

Postato da: giacabi a 09:45 | link | commenti
gandhi

mercoledì, 14 ottobre 2009

***
« Il mondo della politica e della stampa possono offrire pochi eroi
come Padre Damiano di Molokai. Varrebbe la pena di cercare la
fonte d’ispirazione di tanto eroismo! ».
Mahatma Gandhi


Postato da: giacabi a 19:00 | link | commenti
gandhi

martedì, 28 aprile 2009

In pratica il Vangelo
 ***
Vorrei che la vita di voi cristiani ci parlasse come una rosa, che non ha bisogno di parole, ma semplicemente diffonde il proprio profumo. Anche un cieco che non vede la rosa, ne percepisce la fragranza. La vostra vita di cristiani deve diffondere il profumo del messaggio di Cristo. Questo per me è il solo criterio di giudizio: mettete in pratica il Vangelo invece di fare lunghe discussioni su quello in cui credete.
Gandhi 1937

Postato da: giacabi a 20:23 | link | commenti
gandhi

lunedì, 29 dicembre 2008

Dio al centro del cuore
***
 " Ascolta i discorsi dei sapienti, studia le scritture, istruisciti. Tutto questo è bene. Ma finché non avrai posto Dio al centro del tuo cuore, non avrai acquistato nulla.
Gandhi

Postato da: giacabi a 09:43 | link | commenti
gandhi

giovedì, 20 novembre 2008

L'aborto è un crimine
 ***
" Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine

Mahatma Gandhi

Postato da: giacabi a 20:39 | link | commenti
gandhi, aborto

giovedì, 13 novembre 2008

La preghiera
***

La preghiera mi ha salvato la vita. Senza di essa sarei pazzo da molto tempo. Ho avuto la mia porzione delle più amare esperienze pubbliche e private che mi gettarono in una temporanea disperazione. Se riuscii a liberarmi di questa disperazione, fu grazie alla preghiera. Essa non è stata parte della mia vita come lo è stata la verità. Sbocciò semplicemente dalla necessità, quando mi trovai in una situazione nella quale non avrei assolutamente potuto essere felice senza di essa. E con il passare del tempo, la mia fede in Dio crebbe, il desiderio di pregare si fece più irresistibile. La vita mi sembrava monotona e vuota senza di essa.
Fino ad una tarda epoca della mia vita non sentii nulla che somigliasse ad un vuoto nella vita. Mai n quell’epoca sentii che, come il cibo è indispensabile al corpo, così la preghiera è indispensabile all’anima. In realtà il cibo non è così indispensabile al corpo come la preghiera all’anima. Perché il digiuno è spesso necessario per conservare la salute del corpo, mentre non esiste il digiuno della
preghiera. E’ impossibile saziarsi di preghiera. Tre dei grandi maestri del mondo – Buddha, Gesù e Maometto – hanno lasciato un’incontestabile testimonianza di aver trovato illuminazione nella preghiera e di non aver assolutamente potuto vivere senza di essa. Milioni di indù, mussulmani,cristiani trovano l’unico conforto della vita nella preghiera. Li chiamano menzogneri o illusi. Dirò che questa “menzogna” ha un grande fascino per me, cercatore della verità, se è proprio “menzogna” questa che mi ha dato forza o sostegno nella vita e senza la quale non potrei vivere un istante. Nonostante la disperazione che mi fissa in volto sull’orizzonte politico, non ho mai perso la mia pace. Questa pace viene dalla preghiera. Non sono un uomo di cultura, ma presumo umilmente  di essere un uomo di preghiera.
Sono indifferente alla forma. A questo riguardo ciascuno è legge a se stesso. Ma vi sono alcune strade ben tracciate ed è prudente seguire le vie battute, percorse dagli antichi maestri. Ho portato la mia testimonianza personale. Che ciascuno provi, e scoprirà che la preghiera quotidiana aggiungerà qualche cosa di nuovo alla sua vita.
Gandhi – Antiche come le montagne – ed. di Comunità


Postato da: giacabi a 16:08 | link | commenti
gandhi, preghiere

venerdì, 07 novembre 2008

  La vera bellezza
***

"La vera bellezza, dopo tutto, sta nella purezza di cuore."
Gandhi


Postato da: giacabi a 21:29 | link | commenti
gandhi, bellezza

sabato, 16 agosto 2008

L’Europa senza il cristianesimo
***
"Per me non c'è politica che non sia contemporaneamente religione. La politica serve la religione. La politica senza la religione è una trappola per gli esseri umani, perchè uccide l'anima. Sono fermamente convinto che oggi l’Europa non stia mettendo in pratica lo spirito di Dio e del cristianesimo, bensì lo spirito di Satana"
Mahatma Gandhi


Postato da: giacabi a 08:34 | link | commenti
gandhi, europa, cristianesimo

sabato, 21 giugno 2008

L'ansia
***
Nulla consuma il corpo quanto l'ansia e chi ha fede in Dio dovrebbe vergognarsi di essere preoccupato per qualsivoglia cosa.”

Mahatma Gandhi 

Postato da: giacabi a 12:27 | link | commenti
gandhi

sabato, 08 marzo 2008

La durezza del cuore

***


"Un giorno stavo seduto sulla riva di un fiume. Presi dall'acqua un bel sasso e lo spezzai. L'interno era perfettamente asciutto. Quel sasso giaceva in acqua da chissà quanti anni, ma l'acqua non vi era penetrata. Allora pensai che la stessa cosa succede agli uomini.
"Da secoli sono immersi nel cristianesimo, ma il cristianesimo non è penetrato, non vive in loro. L'errore non sta nel cristianesimo, ma nel cuore dei cristiani, che è duro ed impenetrabile come il sasso del fiume."
 Gandhi


Postato da: giacabi a 21:50 | link | commenti
gandhi

lunedì, 11 febbraio 2008

Gandhi e il crocifisso
***

“Se non può vedere il papa, almeno riesce a visitare coi segretari i Musei Vaticani, fuori orario, per uno strappo concessogli in segno di cortesia. Mahadev Desai, uno del seguito, riferirà che ad attirare specialmente Gandhi non sono i tesori d'arte, ma il grande Crocifisso del XV secolo che sovrasta l'altare della Cappella Sistina. Così avviene che la porta chiusa dalla realpolitik vaticana apra al profeta della nonviolenza l'incontro con la figura del Cristo in croce, nel cuore del Vaticano ed è questo Cristo che lo emoziona nel profondo. Per molti minuti Gandhi rimane a contemplare il grande Crocifisso, gli si avvicina, lo  osserva sempre più rapito e commosso; torna sui propri passi, gli gira intorno più volte, come per eseguire il rito indiano della circumambulazione di un oggetto di culto: «Non si può fare a meno di commuoversi fino alle lacrime", e il suo commento immediato. Tornerà più volte a ricordare la commozione provata allora, fino al pianto, di fronte alla rappresentazione di un Uomo che aveva saputo morire sulla croce per la salvezza dell'umanità.
Giancarlo Zizola  da:  il Foglio 11-02-08


Postato da: giacabi a 15:15 | link | commenti
gandhi, gesù

martedì, 22 gennaio 2008

SE L’EUROPA SI DIMENTICA DELLE SUE RADICI CRISTIANE
***
«Per me non c'è politica che non sia contemporaneamente religione. La politica serve la religione. La politica senza la religione è una trappola per gli esseri umani, perché uccide l'anima.
Sono fermamente convinto che oggi l'Europa non stia mettendo in pratica lo spirito di Dio e del cristianesimo,  bensì lo spirito di Satana».

Mahatma Gandhi


Postato da: giacabi a 15:09 | link | commenti
gandhi, cristianesimo

mercoledì, 02 gennaio 2008

Il Natale visto da Gandhi
***
Finché l’anelito della pace resterà insoddisfatto
e finché non avremo sradicato la violenza
dalla nostra civiltà,
il Cristo non è ancora nato
.
Quando la pace autentica si sarà affermata,
ogni dimostrazione sarà inutile,
tale sarà l’irradiazione della nostra vita
non solo individuale, ma anche sociale
.
Solo allora diremo che il Cristo
è nato in mezzo a noi
.

Allora non penseremo tanto
a un giorno che è un anniversario.
Ma a un avvenimento che può realizzarsi
in tutta la nostra vita.
L’importante e vivere la vita
che non si ferma mai,
che sempre avanza verso la pace.
Se, dunque, si augura un “ Buon Natale”
senza dare un senso profondo a questa frase,
tale augurio resta una semplice formula vuota.
Chi non vuole la pace per tutti
non la vuole nemmeno per se stesso.

La pace non è possibile se da tutte le parti,
contemporaneamente,
non c’è un’ intensa aspirazione alla pace.

È possibile, certo, sentire la pace
anche in clima di lotta,
ma solo a condizione di sacrificare
e di crocifiggere se stessi,
per far scomparire le cause dei conflitti.
Sicché, come la nascita miracolosa
è un avvenimento, anche la croce
è un avvenimento in questa vita di lotta
.
Ecco perché noi non abbiamo diritto
di pensare alla natività,
senza pensare anche alla morte sulla croce.
Cristo vivo significa croce viva,
senza di essa la vita
non è che una morte agitata
.

MAHATMA GANDHI

Young India, 31 dic.1931                                               grazie a MariaTeresa

Postato da: giacabi a 15:56 | link | commenti
gandhi, natale

lunedì, 17 dicembre 2007

Il Natale visto da Gandhi
***
Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all'anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi. Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da Lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell'amore pieno. Là dove regna senza idea di vendetta e di violenza, il Cristo è vivo. Allora potremmo dire che il Cristo non nasce soltanto un giorno all'anno: è un avvenimento costante che può avverarsi in ognuna delle nostre vite. Quando la legge suprema dell'amore sarà capita e la sua pratica sarà universale, allora Dio regnerà sulla terra come regna in cielo. Il senso della vita consiste nello stabilire il Regno di Dio sulla terra, cioè nel proporre la sostituzione di una vita egoista, astiosa, violenta e irragionevole con una vita di amore, di fraternità, di libertà, di ragione. Quando sento cantare "gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà" mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l'invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell'inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato.
Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che "Cristo è nato in mezzo a noi". Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita. Se dunque si augura un "buon Natale" senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota.
Mahatma Gandhi