Qual è il risultato? L'uomo moderno è staccato da se stesso, dai suoi simili, dalla natura.
È stato trasformato in un oggetto, sente le sue forze vitali come un investimento che gli deve dare il massimo profitto ottenibile alle condizioni di mercato del momento. Le relazioni umane sono essenzialmente quelle degli automi, ognuno dei quali basa la propria sicurezza tenendosi vicino al gregge e non divergendo nel pensiero, nei sentimenti o nell'azione. Mentre ognuno prova a essere il più vicino possibile agli altri, ognuno rimane disperatamente solo, pervaso da un profondo senso d'insicurezza, ansia e colpa, che sempre si verificano quando la separazione umana non può essere vinta. La nostra civiltà offre molti palliativi che aiutano la gente a essere "coscientemente inconscia" di questa solitudine: primo fra tutti la stretta routine del lavoro meccanico, burocratico, che aiuta la gente a restare inconscia dei più fondamentali desideri umani, del desiderio di trascendenza e unità. Finché la routine da sola non ci riesce, l'uomo supera la propria inconsapevole disperazione mediante la routine dei divertimenti, della consumazione passiva dei suoni e delle immagini offerti dall'industria del divertimento; oltre a ciò, mediante la soddisfazione di comprare sempre nuove cose, per subito scambiarle con altre. L'uomo moderno è in realtà vicino al quadro che Huxley descrive ne Il mondo nuovo: ben nutrito, soddisfatto sessualmente, eppure unito solo superficialmente ai propri simili, guidato dagli slogans di Huxley: "Quando l'individuo sente, la comunità vacilla", oppure: "Mai rimandare a domani il divertimento che potete avere oggi"; o: "Tutti sono felici, al giorno d'oggi". La felicità odierna dell'uomo consiste nel "divertirsi". Divertirsi significa consumare e comprare cibi, bevande, sigarette, gente, libri, film - tutto è consumato, inghiottito. Il mondo è un grosso oggetto che suscita i nostri appetiti, una grossa mela, una grossa bottiglia, un grosso seno; noi siamo i consumatori, gli uomini in eterna attesa, gli speranzosi, e gli eterni delusi. Il nostro carattere è congegnato in modo dascambiare e ricevere, da barattare e consumare; tutto, sia le cose spirituali sia quelle materiali, diviene oggetto di scambio e di consumo. La situazione, per quanto riguarda l'amore, corrisponde al carattere sociale dell'uomo moderno. Gli automi non possono amare; possono scambiarsi i loro "fardelli di personalità", e sperare in uno scambio leale. Una delle più significative espressioni d'amore, e specialmente di matrimonio in questa moderna struttura, è il concetto del "gruppo". L'ideale agognato è il gruppo efficiente. Questo concetto non è molto diverso dal concetto di un funzionario efficiente; egli deve essere "ragionevolmente indipendente", cooperante, tollerante e, al tempo stesso, ambizioso e aggressivo. Il consulente matrimoniale ci dice che il marito deve "capire" la moglie e esserle di aiuto. Deve commentare favorevolmente il suo abito nuovo e il piatto saporito che gli ha preparato. Lei, a sua volta, deve capirlo quando torna a casa stanco e di cattivo umore, deve ascoltare attentamente i suoi guai, non deve offendersi se lui si dimentica del suo compleanno. Questo genere di rapporto porta a una relazione senza ostacoli tra due persone che restano estranee tutta la vita, che non arrivano mai a una "relazione autentica", ma che si trattano con reciproca cortesia e cercano di farsi del bene l'un l'altra. In questo concetto d'amore e matrimonio lo scopo principale è di trovare un rifugio a un insopportabile senso di solitudine. Nell'"amore" si è trovato, alla fine, un rifugio alla solitudine. Si forma un'alleanza a due contro il mondo, e questo egoismo a due è scambiato per amore e intimità.
E. Fromm

![Foto: “L’autorità alla metà del ventesimo secolo ha mutato il suo carattere; essa non si presenta più come autorità manifesta, bensì come autorità anonima, invisibile, alienata. Non c'è nessuno che ordini, né una persona, né una idea, né una legge morale. Però tutti ci conformiamo come o più di quanto non si farebbe in una società fortemente autoritaria. Infatti, non c’è nessuna autorità, al di fuori di «oggetti». Quali sono questi «oggetti»? Il guadagno, le necessità economiche, il mercato, il senso comune, l’opinione pubblica, quel che «si» fa, «si» pensa, «si» sente. Le leggi dell’autorità anonima sono invisibili quanto le leggi del mercato, e altrettanto incontestabili. Chi può attaccare l’invisibile? Chi può ribellarsi contro Nessuno?
La scomparsa, dell'autorità manifesta è chiaramente osservabile in tutti i campi della vita. I genitori non comandano più; essi formulano con il bambino l’ipotesi che «abbia voglia di far questo». Poiché i genitori stessi non hanno né principi né convinzioni, tentano di guidare i bambini a fare quel che vuole la legge del conformismo, e spesso, essendo maggiori d’età e dunque meno al corrente del «nuovo», essi imparano dai figli qual è l’atteggiamento richiesto. La stessa cosa vale anche negli affari e nell’industria: non si danno ordini, ma si «propone»; non si comanda, ma si persuade e si influenza. Persino l’esercito americano ha accolto molte delle forme nuove di autorità. L’esercito è presentato come si trattasse di un'interessante impresa commerciale; il soldato dovrebbe sentirsi come un membro di una «squadra», anche se rimane l'aspra realtà che egli deve esser addestrato a uccidere e ad esser ucciso. Fino a che c'era una autorità manifesta, c'era contrasto e c'era ribellione contro l'autorità irrazionale. Nel conflitto con gli imperativi della propria coscienza, nella lotta contro l’autorità irrazionale si sviluppava la personalità – e particolarmente si sviluppava il senso dell’io. lo riconosco me stesso come «io» in quanto dubito, protesto, mi ribello. Anche se mi sottometto e prevedo la sconfitta, mi sento «io»: «io», lo sconfitto. Ma se non sono consapevole di sottomettermi e di ribellarmi, se sono guidato da una autorità anonima, perdo il senso di me stesso e divento «uno qualsiasi», una parte dell'«oggetto».
Il meccanismo attraverso cui l’autorità anonima agisce è il conformismo. lo dovrei fare quel che tutti fanno, e perciò devo conformarmi, non essere diverso, non sporgere dalla fila; devo esser pronto e disposto a cambiare secondo i cambiamenti del modello, non devo chiedermi se ho ragione o torto, ma se sono adattato, se non sono «strano», differente. La sola cosa immutabile in me è proprio questa disposizione a cambiare. Nessuno ha potere sopra di me al di fuori del gregge di cui sono parte, benché vi sia soggetto. [...] Come ho indicato sopra, l’autorità anonima e il conformismo automatico sono in larga misura il risultato del nostro metodo produttivo, che richiede rapido adattamento alla macchina, disciplinato comportamento collettivo, gusti comuni e obbedienza senza l’uso della forza. Un altro aspetto del nostro sistema economico, il bisogno di consumi collettivi, è servito come strumento per creare una fisionomia del carattere sociale dell’uomo moderno che costituisce uno dei più evidenti contrasti col carattere sociale del diciannovesimo secolo. Mi riferisco al principio per cui ogni aspirazione deve esser soddisfatta immediatamente, nessun desiderio deve essere frustrato. Il principio che i desideri devono esser soddisfatti senza indugio ha anche determinato il comportamento sessuale, specialmente dalla fine della prima guerra mondiale. Una rozza forma di frainteso freudismo servì a dare la appropriata giustificazione razionale: l'idea che le nevrosi risultino da desideri sessuali «repressi» e che le frustrazioni siano «traumatiche», e perciò meno ci si reprime tanto più sani si è. Persino i genitori preoccupati di dare ai loro figli qualsiasi cosa essi desiderassero per paura che fossero frustrati, acquistarono un «complesso». Disgraziatamente, molti di questi figli, così come i loro genitori, finivano sul lettino dello psicanalista, sempre che potessero permetterselo”.
(Erich Fromm, da “Psicoanalisi della società contemporanea”)
Immagine - "Sera sul viale Karl Johan", di Edvard Munch](https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/c92.0.403.403/p403x403/532850_3748206632397_816458857_n.jpg)