CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


Visualizzazione post con etichetta bioetica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bioetica. Mostra tutti i post

martedì 25 marzo 2014

Il Dottor Money e i martiri della follia gender


Il Dottor Money e i martiri della follia gender

***




Un libro racconta la tragedia dei gemelli Reimer


Miguel Cuartero Samperi










© Public Domain Il triste caso dei gemelli Reimer. Che gioia nella famiglia Reimer quando il 22 agosto del 1965 nacquero i due gemellini omozigoti Bruce e Brian, due bei maschietti identici che, come tutti i bebè, vennero al mondo con quell'aria innocente di chi non sa immaginare quali avventure, quali gioie e quali dolori avrebbero dovuto affrontare in questa vita. Nessuno, in quel momento, avrebbe potuto minimamente sospettare le dolorose e atroci vicende che attendevano i due piccoli neonati di Winnipeg (Canada). Gli ingredienti che hanno rovinato l'esistenza delle due creature furono un maldestro errore chirurgico degno dei peggiori casi di malasanità e l'intervento di un folle dottore più interessato alle sue fantomatiche teorie scientifiche che al benessere dei suoi pazienti: lo psicologo e sessuologo neozelandese John William Money.



Un tragico errore. A circa sette mesi dalla nascita fu diagnosticato ai gemelli un problema di fimosi risolvibile con una piccola operazione.  Quello che doveva essere un semplice intervento chirurgico di circoncisione si convertì in una tragedia quando, a causa di un errore del medico o per il malfunzionamento del cauterizzatore, l'organo sessuale del piccolo Bruce venne bruciato e irrimediabilmente compromesso. Fu così che il piccolo Bruce perse l'uso del pene, ustionato per errore, e iniziò il suo doloroso calvario.

L'incontro col mostro. Fu a questo punto che i genitori, disperati per la situazione del piccolo Bruce, incontrarono sul loro cammino il fondatore della "teoria del genere", il dottore John William Money (che in italiano si tradurrebbe "dottor Denaro"). Nel febbraio del 1967 lo videro in un programma televisivo: lo psicologo si presentava come un luminare, un pioniere nel campo del cambio di sesso, fu tra i primi a contrapporre il "genere" al sesso biologico e ad affermare, con pretesa di rigore scientifico, che la cultura e l'educazione potevano imprimere sull'individuo un progetto diverso da quello previsto dalla natura. In altre parole: se la natura definiva il sesso biologico, il genere veniva deciso dalla persona, "creato" e rafforzato  dall'esterno (prescindendo dal patrimonio sessuale genetico) tramite operazioni chirurgiche, cure ormonali e - soprattutto - una educazione sociale e culturale al "genere" scelto. Dopo essersi occupato di persone affette da ermafroditismo, Money iniziò a sperimentare le sue teorie operando veri e propri cambiamenti di sesso diventando l'esperto numero uno nel campo della riassegnazione sessuale e gestendo la prima clinica al mondo dedicata a questi interventi.


Una malsana idea. I genitori disperati per il futuro di Bruce e colpiti dalla sicurezza con cui si presentava il dottor Money, decisero di incontrarlo e di affidare alla sua esperienza il caso dei due gemelli. Il disperato bisogno di aiuto di Ron e Janet coincise con la necessità di ulteriori esperimenti e di affermazione professionale da parte del dottore Money che non perse la ghiotta occasione per mettere in pratica le sue teorie con il povero Bruce. Money consigliò una riassegnazione del sesso e cominciò ad intervenire sul piccolo (di due anni) prima cambiando il suo nome in Brenda, poi iniziando una cura ormonale, infine imponendogli una vita da femminuccia tramite l'uso di vestiti, giochi, modi, atteggiamenti femminili. Nel luglio del 1967 Bruce venne operato: gli venne costruita chirurgicamente una rudimentale vagina. Così il piccolo corpo di Bruce (ha due anni!) fu trasformato in un corpo femminile. Il dottore decise inoltre di incontrare i due gemelli una volta all'anno per valutare lo stato del suo esperimento. Dopo alcuni  anni fu lo stesso ragazzo ad affermare: "E' stato come un lavaggio del cervello" (cfr. “Bruce, Brenda e David”, San Paolo 2014).

 
Gli applausi del mondo e il dramma interiore. Nel 1972 in un libro intitolato "Man&Woman, Boy&Girl", il dottore Money esposte con orgoglio e trionfalismo i suoi risultati: era riuscito a creare con successo una identità femminile in un bambino che era nato maschietto a tutti gli effetti. Con ciò Money offriva la "prova conclusiva" che "non si nasce maschi né femmine, ma lo si diviene" (p. 95). I suoi studi ed esperimenti richiamarono l'attenzione e il plauso del mondo accademico e della stampa non specializzata: il mondo intero ammirava le sensazionali scoperte del dottore Money; diversi settori progressisti, come il movimento femminista e i circoli omosessuali credettero di trovare una base scientifica per le loro battaglie per la liberazione dallo schema tradizionale maschio-femmina stabilito una volta per tutte dalla natura. Ma dietro questo apparente successo il dramma vissuto da Bruce-Brenda smentiva i risultati paventati dal dottore Money. Brenda si comportava da maschio, si sentiva impacciata nei vestiti femminili, voleva giocare coi giochi del fratello, aveva la voce maschile, rimaneva in piedi per fare la pipì e, col passare degli anni, capiva di essere diversa, qualcosa in lei non andava, qualche cosa non le era stato detto. Il fratello Brian ricordando Brenda disse: "Quando dico che non c'era nulla di femminile in Brenda... intendo proprio nulla" (p. 81).

La situazione precipita, la verità emerge. A nulla servirono i consigli di Money, la situazione di Bruce-Brenda continuò a degenerare. Gli incontri tra il dottore Money e il piccolo paziente divennero sempre più intimi e invasivi (cfr. pp. 107-126): linguaggio esplicito, visioni di immagini e film pornografici, simulazioni di rapporti, i gemelli venivano costretti a spogliarsi per confrontarsi... Il dottore propose ai genitori visite psichiatriche, diagnosticò a Brenda una depressione, affermò che aveva tendenze bisessuali o omosessuali perché provava attrazione verso le femmine, consigliò di girare nudi per casa e di frequentare circoli nudisti. A 12 anni iniziò il bombardamento ormonale per far sviluppare a Brenda i caratteri femminili, ma il bambino, oltre a rifiutare i farmaci, iniziò a mangiare a dismisura per camuffare i fianchi e i seni che iniziavano a crescere (pp. 159-161). Nel 1978 dopo che il professore Money organizzò a Brenda un incontro con un transessuale, il bambino - che già soffriva di attacchi di panico, ansia e sintomi associati al suicidio - decise di farla finita con i test e le sedute minacciando di togliersi la vita se fosse stata costretto ad incontrare ancora il dottore (pp. 169-172).


"Voglio tornare ad essere maschio!". Finalmente i genitori svelarono a Brenda il suo segreto; saputa la verità sulla sua storia, Brenda decise di tornare ad essere come la natura lo aveva fatto: un maschio. Diverse operazioni chirurgiche ripristinarono i suoi organi sessuali, eliminò il seno e cambiò nuovamente nome: nel 1980 iniziò una nuova vita col nome di David. David si sposò e, assieme a sua moglie Jane, adottarono dei figli ma per tutta la vita si portò dentro i conflitti e le atroci ferite procurategli da quella triste infanzia.

Martiri dell'ideologia gender. Il 5 maggio del 2004 David si tolse la vita sparandosi mentre viaggiava in auto. A far precipitare la situazione fu l'improvvisa morte del fratello Brian che fu trovato morto nel suo appartamento nella primavera del 2002 dopo un aver assunto mix letale di antidepressivi e alcool. La depressione portò Brian a perdere il lavoro, a separarsi dalla moglie e a rifugiarsi nell'alcool. Un tragico epilogo per la vita dei due gemellini di Winnipeg immolati sull'altare della teoria gender, utilizzati come cavie per i macabri esperimenti del dottore Money e la sua battaglia socio-politica, vittime innocenti di una ideologia che oggi, nel 2014, torna di moda e viene innalzata a modello dai politici, professori, maestri, dottori della nostra società. Il libro scomodo. Fu grazie all'interesse del giornalista canadese John Colapinto (Toronto, 1958) che la vera storia dei gemelli Reimer fu resa pubblica senza travisamenti né vizi ideologici per la prima volta in un articolo su Rolling Stone nel 1998, a 30 anni di distanza dalla vicenda. L'articolo provocò un grande scalpore in tutto il mondo perché raccontava una versione della storia diversa da quella raccontata dallo stesso Money; ma già il dottore Milton Diamond aveva dimostrato il fallimento dell'esperimento su Bruce, in un articolo specializzato pubblicato nella rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.  Tutti i dettagli della storia furono raccolti presentati a un pubblico più ampio col libro As nature made him ("Come Natura lo ha fatto") pubblicato da Colapinto nel 2000. Finalmente oggi, grazie alle edizioni San Paolo, il libro è stato tradotto e pubblicato in italiano col titolo "Bruce, Brenda e David" (San Paolo 2014): un documento imprescindibile per il dibattito sull'ideologia del genere che in questo periodo si è acceso vivamente in Europa e nel nostro paese.


martedì 31 gennaio 2012

Il filosofo americano: prive di un fondamento divino tutte le morali sono socialmente e storicamente condizionate

***

TRISTRAM H. ENGELHARDT
torino


Che senso possiamo dare all’affermazione secondo cui «tutti gli uomini sono stati creati uguali» in una cultura «dopoDio» e post-metafisica? Se Dio non viene riconosciuto come colui che crea gli uomini in un qualche senso uguali, in che senso gli esseri umani sarebbero uguali? Quale sarebbe la forza morale canonica della pretesa dell’uguaglianza, a fronte delle enormi disparità e disuguaglianze tra esseri umani, e dell’irriducibile pluralismo morale?


Verso la fine del XX e all’inizio del XXI secolo, Richard Rorty (1931-2007) e altri si sono confrontati con il radicale venir meno della morale. Essi hanno riconosciuto l’inevitabile riformulazione delle forze della morale secolare. In particolare, Rorty ha riconosciuto il motivo per cui è impossibile fornire una fondazione alla morale, o, per quel che ci riguarda, della bioetica.

Rorty sostiene che è necessario riconoscere «che non esiste la possibilità di fuoriuscire dai diversi vocabolari che sono stati utilizzati e di trovare un metavocabolario che in qualche modo renda conto di tutti i possibili vocabolari, di tutti i modi possibili di sentire e giudicare. Una cultura storicista e nominalista come quella che ci sta di fronte si accontenterebbe piuttosto di narrative che connettano il presente al passato, da una parte, e alle utopie future, dall’altra».


Rorty conclude che «possiamo conservare la nozione di “morale” solo nella misura in cui possiamo smettere di pensare la morale come la voce del divino dentro di noi e possiamo pensare a essa come la voce di noi stessi in quanto membri di una comunità, portavoci di un comune linguaggio. Possiamo conservare la distinzione tra morale e prudenza se non la pensiamo come la differenza tra il richiamo all’incondizionato e il richiamo al condizionato, ma come la differenza tra il richiamo agli interessi della nostra comunità e il richiamo ai nostri privati, confliggenti, interessi».


La difficoltà della morale e della bioetica secolari, riconosce Rorty, è che non possiamo stabilire quali siano la morale e la bioetica canoniche, se anche esistessero. Ma si potrebbe andare al di là delle posizioni di Rorty. Senza petizioni di principio, che finiscono in un circolo vizioso, o senza impegnarsi in un regresso all’infinito, non si può neppure affermare la priorità morale di una comunità di individui anonimi (il cosiddetto punto di vista morale) nei confronti delle pretese della comunità particolare di coloro a cui siamo intimamente legati da un punto di vista socio-culturale, la comunità della nostra famiglia, dei nostri amici, dei nostri vicini prossimi.


Senza fondamenti, e senza una prospettiva divina, non si può dimostrare che abbiano una priorità razionale cogente né la comunità anonima di tutti gli individui, né la comunità di coloro che amiamo e a cui restiamo fedeli. Il tentativo di Rorty di preservare qualcosa della priorità tradizionale della morale sulla prudenza è destinato al fallimento. Si resta con una pluralità di morali come strutture normative (alcune delle quali rifiutano persino un punto di vista morale), sostenute da discorsi morali differenti supportati da differenti condizioni narrative socio-culturali. Come ha fatto notare Immanuel Kant (1724-1801) due secoli prima di Rorty, la morale non può mantenere la propria pretesa tradizionale di un contenuto singolare canonico e la priorità della morale sulla prudenza se non agendo, quantomeno, come se esistessero Dio e l’immortalità.

Una volta separate dal proprio ancoraggio in Dio e/o nell’essere (il che significa in una metafisica), tutte le morali e le bioetiche secolari diventano più o meno chiaramente narrative morali particolari, socio-storicamente condizionate, che affermano configurazioni particolari di intuizioni morali che si muovono nella dimensione del finito e dell’immanente.

A differenza delle affermazioni di obblighi morali fondati su una comune origine divina, che potrebbero essere riconosciute persino da un ateo come putativamente fondate nell’essere - nonostante l’ateo consideri falsa tale pretesa - la morale secolare contemporanea è necessariamente contingente e storicamente condizionata. Tale sradicamento e tale contingenza hanno implicazioni drammatiche riguardo alla forza delle pretese normative avanzate dalla teoria morale contemporanea dominante di stampo secolare su questioni come il significato morale di autonomia, uguaglianza, uguaglianza di opportunità, diritti umani, giustizia sociale e dignità umana.