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giovedì 29 giugno 2023

il Cristo è l esempio più straordinario di fragilità umana

Cristo è l' esempio più straordinario di fragilità umana

Mi il Cristo è l esempio più  innamorato dei septem verba Christi in cruce. 

Quest uomo, il Cristo, , probabilmente poiché se si è fatto uomo, non poteva che essere uomo totale, esempio di umanità

L uomo della fragilità, l uomo del dolore, l uomo della solitudine. Deus meus, Deus meus ut quid dereliquisti me? 

Parole per una grande lezione di umanesimo, e quella che mi piace molto è forse l espressione più breve. 

Nel silenzio, in quella condizione drammatica egli dice Sitio, il bisogno più elementare dell uomo, del suo corpo. 

L umanesimo non è complicato, mentre il potere deve essere continuamente in maschera; l uomo della fragilità presenta veramente il volto e nonostante i bonobo ci stiano rincorrendo, siamo gli unici a sorridere, gli unici a mostrare lo sguardo, la nostra sofferenza, il dolore. 

Il dolore come espressione della fragilità. 

L Antico Testamento. 

Da qui ho cominciato ad amare la fragilità, e sono sicuro che voi tutti, molti di voi, saprebbero parlare di questo grandissimo uomo, il più grande, Gesù di Nazareth; e sono sicuro che molti potranno leggere anche parte dell Antico Testamento come storia della fragilità, addirittura come storia del passaggio dal potere alla fragilità.

V. Andreoli

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mercoledì 22 febbraio 2023

La fine dell'uomo

 "L'uomo sta perdendo la mente e anche l'anima, e quindi si riduce a corpo, a muscoli che gli consentono di svolgere le mansioni dell'Homo faber, che corre, consuma sesso, mangia e usa le mani: un tempo per lavorare, adesso per gli hobby.

Si tratta di una profonda regressione antropologica, non soltanto di un effetto secondario del progresso tecnologico.

Se cadono non solo le facoltà ideative, ma anche i desideri, il piacere di sapere, tutto riporta al fare come segno di essere.

Non più il "cogito ergo sum", ma "faccio dunque non sono morto"


[Vittorino Andreoli]

lunedì 14 marzo 2022

 Regressione antropologica


L'uomo sta perdendo la mente e anche l'anima, e quindi si riduce a corpo, a muscoli che gli consentono di svolgere le mansioni dell'Homo faber, che corre, consuma sesso, mangia e usa le mani: un tempo per lavorare, adesso per gli hobby.

Si tratta di una profonda regressione antropologica, non soltanto di un effetto secondario del progresso tecnologico.

Se cadono non solo le facoltà ideative, ma anche i desideri, il piacere di sapere, tutto riporta al fare come segno di essere. Non più il cogito ergo sum, ma faccio dunque non sono morto.


[Vittorino Andreoli]