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giovedì 16 maggio 2024

I vecchi

 Ma i vecchi, che odorano di urina, che sono malfermi sulle gambe, temono di essere scherniti e non più necessari a questa tremenda delazione

della cattiveria.

I vecchi, che si mettono sul cuscino ad ascoltare le parole della loro giovinezza, vedono miriadi di angeli che salgono dalla terra al cielo, e senza leggere più, perché sono ciechi, odono parole superbe.


@(Alda Merini--dal La Carne degli Angeli) pag 90

domenica 18 dicembre 2022

L’amore

L’amore

L’amore è sofferenza,

pianto, gioia, sorriso.

L’amore è felicità

tristezza e tormento.

Non si ama con il cuore,

si ama con l’anima

che si impregna di storia.

Non si ama se non si soffre

e non si ama

se non si ha paura di perdere.

Ma quando ami vivi,

forse male, forse bene, ma vivi.

Allora muori

quando smetti di amare,

scompari quando non sei più amato.

Se l’amore ti ferisce,

cura le tue cicatrici

e credici, sei vivo…

Perchè vivi per chi ami

e per chi ti ama.

Quelle come me…

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.

Quelle come me donano l’anima,

perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.

Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,

pur correndo il rischio di cadere a loro volta.

Quelle come me guardano avanti,

anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.

Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,

tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.

Quelle come me quando amano, amano per sempre.

e quando smettono d’amare è solo perché

piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.

Quelle come me inseguono un sogno

quello di essere amate per ciò che sono

e non per ciò che si vorrebbe fossero.

Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,

sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.

Quelle come me vorrebbero cambiare,

ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.

Quelle come me urlano in silenzio,

perché la loro voce non si confonda con le lacrime.

Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,

perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.

Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,

non riceveranno altro che briciole.

Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,

purtroppo, fondano la loro esistenza.

Quelle come me passano inosservate,

ma sono le uniche che ti ameranno davvero.

Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,

rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti

e che tu non hai voluto.

........   Alda Merini


lunedì 3 ottobre 2022

Perchè vivi per chi ami e per chi ti ama.

 L’amore è sofferenza

pianto, gioia, sorriso.
L’amore è felicità,
tristezza e tormento.
Non si ama con il cuore,
si ama con l’anima

che si impregna di storia.
Non si ama se non si soffre
e non si ama
se non si ha paura di perdere.
Ma quando ami vivi,
forse male, forse bene, ma vivi.
Allora muori
quando smetti di amare,
scompari quando non sei più amato.

Se l’amore ti ferisce,
cura le tue cicatrici
e credici, sei vivo…
Perchè vivi per chi ami
e per chi ti ama.

Alda Merini

venerdì 26 agosto 2022

Quelle come me di Alda Merini

 

Quelle come me di Alda Merini

Poesia "Quelle come me" di Alda Merini

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Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…

lunedì 18 luglio 2022

La semplicità

 La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.

E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.

Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,

di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.

Non ci esponiamo mai.


Perché ci manca la forza di essere uomini,

quella che ci fa accettare i nostri limiti,

che ce li fa comprendere,

dandogli senso e trasformandoli in energia,

in forza appunto.


Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.

Mi piacciono i barboni.

Mi piace la gente che sa ascoltare

il vento sulla propria pelle,

sentire gli odori delle cose,

catturarne l'anima.

Quelli che hanno la carne a contatto

con la carne del mondo.


Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza,

lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.


Alda Merini <3




giovedì 10 marzo 2022

Gesù

 Io che sono vicina alla morte,

io che sono lontana dalla morte,

io che ho trovato un solco di fiori

che ho chiamato vita

perché mi ha sorpresa, 

enormemente sorpresa

che da una riva all’altra 

di disperazione e passione

ci fosse un uomo chiamato Gesù.

Io che l’ho seguito senza mai parlare

e sono diventata una discepola

dell’attesa del pianto,

io ti posso parlare di lui.

Io lo conosco: 

ha riempito le mie notti con frastuoni orrendi,

ha accarezzato le mie viscere,

imbiancato i miei capelli per lo stupore.

Mi ha resa giovane e vecchia 

a seconda delle stagioni,

mi ha fatta fiorire e morire 

un’infinità di volte.

Ma io so che mi ama 

e ti dirò, anche se tu non credi,

che si preannuncia sempre

con una grande frescura in tutte le membra

come se tu ricominciassi a vivere

e vedessi il mondo per la prima volta.

E questa è la fede, e questo è Lui,

che ti cerca per ogni dove

anche quando tu ti nascondi 

per non farti vedere.


"Corpo d'amore"

Alda Merini


domenica 9 gennaio 2022

Natale

 Un meraviglioso testo di Alda (in gran parte inedito) del 2005, riportato sull'Eco di Bergamo. 



Noi, pastori

***


Rapida come un fulmine

scende la gioia del Divin

Bambino.

Scende a rallegrare le stelle

e noi erranti pastori

sulla Terra.

Di nuovo scende, nonostante

così come insiste

sulla fronte

di un bimbo malato -

il mondo -

la carezza di una madre.

Non abbiamo nulla nelle mani

se non la nostra ostentata ricchezza

l'idea falsa di libertà.

È la notte di Natale.

È la notte della povertà.

Un albero disadorno,

un antico presepe

attendono da secoli

il nostro sguardo.

O piccolo Gesù

ridacci quell'innocenza,

quello spirito caritatevole

che nessun'altra ragione,

nessun altro albero ricolmo

sanno offrire

a noi sperduti viandanti.


#aldamerini #

sabato 2 novembre 2019

Bisogna essere santi per essere anche poeti

Bisogna essere santi 
per essere anche poeti

Bisogna essere santi 
per essere anche poeti: 
dal grembo caldo d’ogni nostro gesto, 
d’ogni nostra parola che sia sobria, 
procederà la lirica perfetta 
in modo necessario ed istintivo.
Noi ci perdiamo, a volte, ed affanniamo 
per i vicoli ciechi del cervello, 
sbriciolati in miriadi di esseri 
senza vita durevole e completa; 
noi ci perdiamo, a volte, nel peccato 
della disconoscenza di noi stessi.
Ma con un gesto calmo della mano, 
con un guardar “volutamente” buono, 
noi ci possiamo sempre ricondurre 
sulla strada maestra che lasciammo, 
e nulla è più fecondo e più stupendo 
di questo tempo di conciliazione.

(Alda Merini) “Santi e poeti"

domenica 30 aprile 2017

La semplicità

La semplicità  (di Alda Merini)
***

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, 
in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.

giovedì 29 dicembre 2016



«Quando il cielo baciò la terra nacque Maria»: il canto mistico di Alda Merini alla Madonna 

***

Arricchire la spiritualità del Natale con i versi della poetessa dei Navigli dedicati alla Madre di Gesù

Come non pensare a Maria in questi giorni di Natale? Come non contemplarla nel presepe accanto al Bambino Gesù e a San Giuseppe? Come non restare rapiti dalla sua fedeltà, dalla sua umiltà e dal suo stupore?
«Questa è l’esperienza della Vergine Maria: davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia. È lo stupore di vedere che Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazareth, che non vive nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie, ma che è aperta a Dio, sa fidarsi di Lui, anche se non comprende tutto(…)». (Papa Francesco)
Maria non comprende ogni cosa, non ha un piano chiaro davanti a sé, è stupita, sorpresa, spaventata, ma si lascia meravigliare dal Signore e pronuncia il “Sì” che cambia la storia del mondo.
La poetessa Alda Merini nella sua opera Magnificat. Un incontro con Maria (Frassinelli editore, 2002) celebra in prosa e in versi la Madre di Gesù e madre di ogni uomo. La maternità e la bellezza di Maria sono al centro di ogni testo e composizione, dall’Annuncio dell’angelo, fino ad arrivare alla morte in croce di Gesù e alla sua resurrezione. Abbiamo tratto dall’opera un gruppo di brani che riteniamo particolarmente intensi ed evocativi, gustarli in questi giorni darà ancora più sapore al vostro Natale.
Quando il cielo baciò la terra nacque Maria
che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell’anima,
è l’ultimo soffio dell’uomo.
Maria discende in noi,
è come l’acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.
___


Germogliava in lei luce
come se in lei in piena notte
venisse improvvisamente il giorno.
Ed era così piena della voce di Lui
che Maria a tratti diventava grande
come una montagna,
e aveva davanti a sé
il Sinai e il Calvario,
ed era ancora più grande di loro,
di queste montagne ardenti
oltre le quali lei poneva
il grande messaggio d’amore
che si chiamava Vita.
E intanto si lavava
nelle fonti più pure
e le sue abluzioni
erano caste
perché Maria era fatta
di sola acqua.
___
Maria vuol dire transito,
ascolto, piedi lieve e veloce, 
ala che purifica il tempo.
Maria vuol dire una cosa che vola
e si perde nel cielo.

___

Ella era di media statura e di straordinaria
bellezza, le sue movenze erano quelle di una
danzatrice al cospetto del sole.
La sua verginità era così materna che tutti i
figli del mondo avrebbero voluto confluire nelle
sue braccia.
Era aulente come una preghiera, provvida come
una matrona, era silenzio, preghiera e voce.
Ed era così casta e ombra, ed era così ombra
e luce, che su di lei si alternavano tutti gli
equinozi di primavera.

___

Se alzava le mani le sue dita diventavano uccelli,
se muoveva i suoi piedi pieni di grazia la
terra diventava sorgiva.
Se cantava tutte le creature del mondo facevano
silenzio per udire la sua voce.
Ma sapeva essere anche solennemente muta.
I suoi occhi nati per la carità, esenti da qualsiasi
stanchezza, non si chiudevano mai, né
giorno né notte, perché non voleva perdere di
vista il suo Dio.

___

Salvate la madre di Gesù,
ella è dimora degli angeli,
ella è dimora della Parola.
La parola fiat
ha tagliato il suo grembo in due:
metà tenebra e metà dolore.

Salvate la valle del Signore.
Per camminare Dio bambino
ha bisogno di un prato,
per camminare Dio
ha bisogno del mondo.

Salvate la madre di Dio,
ella è tenera,
ella è solo una fanciulla,
ma tiene i coltelli della sapienza
nel grembo
per aprire un varco al demonio.

Lei lo affronterà,
la madre di Dio,
la migliore,
lo prenderà per sempre
lo caccerà all’inferno.
Lei,
l’eroina di tutti i tempi,
la dolce madre di Dio,
la tenera fanciulla d’amore,
lei aprirà un varco alla poesia,
lei aprirà un varco al sole.

Salvate la tenera madre di Dio,
i suoi seni acerbi,
le sue braccia bianchissime,
le sue mani che culleranno
il Dio vero.

Salvate i suoi fianchi di giada,
i suoi occhi che paiono stelle,
la sua pelle che è bianca
come il respiro.

Fu trapiantato in lei
l’albero e la luce,
il pesce dell’immanenza,
il Dio secolare,
ambrosia di tutte le genti.
Benedite la tenera ancella di Dio
e la sua signoria.
Ella diventerà la regina,
la regina dei cieli,
ella diventerà il manto secolare
che coprirà di gioia gli umani.

Salutate in lei
la porta del sorriso beato
e l’onniscienza futura:
ella ha previsto tutto
perché pur non avendo radici
Maria è la sola radice del mondo.

___

Ti è stato insegnato il peccato come legge
del demonio e tu non ti sei infuriata.

Hai solo guardato l’uomo come una terra
inondata di errori e hai tolto da lui le erbacce
del desiderio, la fame, la sete, il sonno, la grande
paura del dolore.
Chi ti guarda, chi ti conosce depone le armi
della difesa contro il dolore e capisce che solo
tu lo puoi annientare col senso della misericordia
di Dio.
Tu sei la legge divina ma sei anche un canestro
di pace e di fermento, tu sei la terra che
sorge, la terra che ti adora e ti ringrazia, tu
conosci i movimenti del cielo, la parola ignuda, e
i tuoi grandi occhi celesti sono degli antidoti
contro la morte.
Poter morire in te è la consolazione dell’uomo.
Fidarti la nostra anima vuol dire ingiuriare
quell’ala che è demonio e che pasce i nostri
visceri.
___


Tu sei bella, pellegrina di fede, nessuno è
mai riuscito a rappresentarti perché sei un
sospiro, e anche se Dio ha voluto vestirti di panni
di materia, lo Spirito ha guidato talmente in
alto il tuo cuore da rapirti perennemente in
estasi.

___

Il tuo grande uomo era Gesù, la tua spiritualità
si è incarnata in lui. Gesù è ridisceso nelle
tue viscere un’infinità di volte e tu l’hai
rivestito del tuo pianto secolare, del tuo pianto che
attraversa i secoli.
I secoli e la storia non moriranno mai finché
tu li attraverserai come una spada.

___

Sei la povertà e la ricchezza, il sogno e la
contraddizione, la volontà di Dio e la volontà
dell’uomo, che tu educhi alla contemplazione.
Il dolore è la tua casa, è la casa del mondo,
eppure tu sei la regina degli angeli, la regina
nostra, la regina di tutti i tempi.

___

Maria,
ci sono dei venti
che ardono e gemono in noi,
e dividono le nostre intime parti
in tanti flagelli
e ci rompono le ossa
e sono le tentazioni,
i progetti sbagliati,
le orme indisciplinate,
i feretri dei morti
che secondo noi non hanno reserrezione.

Quanto è immodesto l’uomo
che pensa che l’inverno congeli tutto
e non spera nella primavera.
L’uomo beve il proprio odio
come un buon vino,
e più odia e più si sente ebbro,
e più si sente ebbro
e più abbandona
le rive della tua giovinezza.

___

Gesù è una fiamma d’amore,
lui purificherà il mondo,
brucerà le scorie del dolore,
ma per fare questo, figlio,
abbiamo patito sopra un legno ignudo
senza vesti
trafitti da misere spade.
Il tuo è un dolore di carne,
il mio è un dolore dell’anima.
La mia anima urla, Gesù,
le mie carni soffrono.
Ridatemi le spoglie del mio bambino.
Non l’avessi mai visto correre per i prati,
non l’avessi mai sentito gridare dalla gioia,
non avessi mai incontrato il suo volto
così beato,
da rendermi beata tra le genti.

___

Le mie ginocchia
avide di molto cammino
sono state generate
dalla tua grazia.
Ho dovuto riposare
ai piedi della montagna
senza mai sormontarla
ma Ti ringrazio
per avermi destinata a servire.
Non ad essere
una regina potente
ma un’umile serva.
Tu mi hai concesso
la contemplazione.
Ho contemplato la Tua Sapienza,
ho contemplato la Tua Creazione.
Ho visto da vicino
come Tu mi hai creata
e come Tu mi hai benedetta.
Ho saputo tutto di Te,
come ogni donna terrena
sa tutto dell’uomo che ama.
Ella lo conosce dalla sua infanzia,
lo brama nei suoi destini,
lo imprigiona nei suoi deliri.
Così è la donna che ama.
Ma Tu,
che non avevi principio,
mi hai sprofondata
nella carne angelica
dove non si nasce
e non si muore
se non con la sua resurrezione
e il suo grido.
Io, Maria,
sono il tuo grido, o Signore.
Col tuo grido mariano
Tu hai sconvolto le genti,
con i veli della mia castità
hai messo pudore
dove c’era vizio e odio.
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lunedì 15 agosto 2016

Madre di Alda Merini

Madre


di Alda Merini
Poema della croce (Frassinelli, 2004)

La Madre,
quella che come me
mangiò la terra del manicomio credendola pastura divina,
quella che si legò ai piedi del figlio
per essere trascinata con lui sulla croce e ne venne sciolta
perché continuasse a vivere nel suo dolore.

Potevano uccidere anche Maria,
ma Maria venne lasciata libera di vedere
la disfatta di tutto il suo grande pensiero.

Ed ecco che Dio dalla croce guarda la madre,
ed è la prima volta che così crocifisso
non la può stringere al cuore,
perché Maria spesso si rifugiava in quelle braccia possenti,
e lui la baciava sui capelli e la chiamava «giovane»
e la considerava ragazza.

Maria, figlia di Gesù
Maria non invecchiò mai,
rimase col tempo della croce
nei suoi lunghi capelli
che le coprivano il volto.

«lo credo, madre,
che qualsiasi senso del cuore
sia dentro il tuo sguardo.

Come Figlio di Dio sono un bambino felice,
come Gesù sono colui che camminerà con te
sulle acque dell’incredulità.

Io, madre, ho visto il tuo seno pieno d’obbedienza
e bianco come il tuo pensiero.

E io so che l’amore di Dio è impalpabile
come le ali di una farfalla.

Io ho creduto, madre, al tuo volto,
ma ho anche creduto al Padre.

Non potrebbe ingiuriarti nessuno
al di fuori di quella voce
che ti ha percossa come un nubifragio:
l’addio del messaggero celeste.»

«Quante lacrime, madre, su quella tua
visitazione.

È stato un lavacro per tutti i peccati degli uomini,
e solo Giuseppe ha creduto che il tuo mantello
contenesse tanto dolore.

Non ti ha mai levato di dosso quel mantello di luce,
Maria,
con cui Dio ti ha coperta
per non far vedere
che le tue spalle tremavano d’amore.

Ma io, Maria, credo in te,
e credendo in te
credo in Lui.5»

Maria

 Maria
***


Quando il cielo baciò la terra nacque Maria.
Che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell’anima,
è l’ultimo soffio dell’uomo.
Maria discende in noi,
è come l’acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.

Sei la povertà e la ricchezza,
il sogno e la contraddizione,
la volontà di Dio e la volontà dell’uomo,
che tu educhi alla contemplazione.
Il dolore è la tua casa, è la casa del mondo,
eppure tu sei la regina degli angeli,
la regina nostra, la regina di tutti i tempi.

Maria,
ci sono dei venti
che ardono e gemono in noi,
e dividono le nostre intime parti
in tanti flagelli
e ci rompono le ossa
e sono le tentazioni,
i progetti sbagliati,
le orme indisciplinate,
i feretri dei morti
che secondo noi non hanno resurrezione.
Quanto è immodesto l’uomo
che pensa che l’inverno congeli tutto
E non spera nella primavera.
L’uomo beve il proprio odio
come un buon vino,
e più odia e più si sente ebbro
più abbandona
le rive della tua giovinezza.

Alda Merini

domenica 28 dicembre 2014

IO LO SO

IO LO SO
***
Io lo so
che il figlio mio e Tuo
non lo vedrà nessuno
e che tutti lo vedranno.
Ma a Giuseppe
cosa dirò?
Lui che piange nascosto in una lacrima,
in un canto?
Cosa dirò?
Che Tu prima di lui
hai visto la mia solitudine
e ne hai fatto un corpo?
Cosa dirò a Giuseppe mio sposo?
Dirò che l’ho ingannato?
Dirò che l’ho tradito con Te?
Ma come si può tradire un uomo
con un’essenza divina?
Cosa dirò a Giuseppe, Signore?
Questo compito ingrato,
questo dubbio atroce,
tutti gli uomini l’avranno in cuore
quando vedranno una vergine incinta
della Tua Stessa Parola.

martedì 16 dicembre 2014

Alda Merini: «il femminismo è contro la donna, una bestemmia»

Alda Merini: «il femminismo è contro la donna, una bestemmia»

***

Alda MeriniLa poetessa italiana Alda Merini (1931-2009) è stata per anni arruolata dal mondo femminista nelle sue guerre di liberazione femminile e al sostegno all’interruzione di gravidanza. L’associazione “Iniziativa femminista Europea”” ad esempio,  ritiene i suoi versi un «portafortuna», la femminista Dacia Maraini parla di lei in continuazione, elogiandola ed ammirandola.
Curioso che in questi giorni sia emersa un’intervista inedita della Merini del giugno 1995, che aiuta a sgombrare il campo dai vecchi cliché e a restituire la grande poetessa alla sua autenticità. Parla del suo «fortissimo istinto materno», così come rivela un profondo senso del sacro: «Se perdo la religione, perdo l’arte. La fede è la moneta più valida nella vita di un uomo, la chiave di volta. Senza di quella, l’uomo non riuscirebbe né a creare né a demolire se stesso».
Alla faccia di chi ha voluto arruolarla tra le “femministe”, ha invece spiegato di ritenere assurdo tentare di modificare la natura del genere femminile, sottraendole dignità e bellezza: «Non capisco proprio il femminismo. La donna che vuole diventare uomo sovverte tutta la cultura passata. La donna deve essere se stessa».
Nel 2008 la rivista “MicroMega” ha promosso un appello contro “l’offensiva clericale contro le donne”, arruolando la Merini tra le prime firmatarie (assieme alle solite femministe-comuniste firmaiole, come Cristina Comencini, Rossana Rossanda, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini e Lidia Ravera). Ma la poetessa volle intervenire prendendo le distanze da tale iniziativa: «Mi ha telefonato una voce femminile e mi ha chiesto se sarei stata d’accordo con un appello a favore delle donne e dei loro diritti fondamentali. Ho risposto che ovviamente i diritti vanno salvaguardati, ma non ho firmato alcunché e d’altra parte mai mi sognerei di annoverare l’aborto tra i diritti. Semmai posso arrivare ad accettare che sia una dolorosa necessità in casi davvero estremi, ma figuriamoci se Alda Merini, la cui biografia è tutto un inno alla maternità, chiede la pillola abortiva libera alla portata delle ragazzine». I casi estremi, dice possono essere un figlio gravemente deforme e la disperazione della madre, «non giudico perché posso capire la debolezza umana. Ma il vero diritto di una donna è quello alla maternità: il figlio è il più grande atto d’amore e il suo mistero resta intatto. L’occasione che la madre dà al suo bambino è ogni volta un miracolo, ed è una bestemmia negare tutto questo in nome di un femminismo che è l’opposto dell’essere femmina, nel senso più alto del termine».
Non risparmia certo critiche agli uomini di Chiesa del passato per il giudizio sulle donne (ma «questi sono gli errori degli uomini»), ma «il bambino non si può annientare, nasce da un atto di poesia. Davide Maria Turoldo, quando prese in braccio la mia prima figlia Manuela, mi disse “è la tua poesia più bella”. Queste donne se la prendono con la Chiesa, ma io dico che certi rigori invernali sono caduti o stanno cadendo, ora è primavera, tempo di mandorli in fiore. Della Chiesa si può rifiutare l’autoritarismo, non l’autorevolezza. Queste controversie su vita o morte di un figlio mi lasciano senza parole. Noi un tempo ci donavamo al nostro compagno con tutta la dedizione corpo-spirito e il bambino era una benedizione. Non so niente di pillola abortiva o del giorno dopo: non erano di moda. Le donne giovani che mettono in bocca all’anziano certe parole sbagliano, perché noi eravamo ben lontani da questo “utilizzo” del bambino. Posso soltanto dire che dopo i dolori del parto subito dimenticavo quella crocifissione per gioire della vita nuova. Non sono in grado di dare altri giudizi e sono ben lontana dal fare politica o dall’essere femminista, solo vorrei che tra uomo e donna si stabilisse quell’intesa meravigliosa che si chiama amore, in cui il figlio rappresenta la chiave della verità».
La redazione

sabato 1 novembre 2014

Quelle come me di Alda Merini

Quelle come me di Alda Merini
***
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive…
Quelle come me donano l’Anima, perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto…
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano, tentano di insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre…e quando smettono d’amare è solo perché piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno…quello di essere amate per ciò che sono e non per ciò che si vorrebbe fossero
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai, sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare, ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio, perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore, perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio, non riceveranno altro che briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso, purtroppo, fondano la loro esistenza
Quelle come me passano innosservate, ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti e che tu non hai voluto…
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"Nessuno è felice
come chi sa di essere amato"
                                                                     Alda Merini
 

sabato 13 settembre 2014

ALL’AMORE NON SI RESISTE

ALL’AMORE NON SI RESISTE (Alda Merini)
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All’amore non si resiste perché le mani vogliono possedere la bellezza e non lasciare tramortite anni di silenzio. Perché l’amore è vivere duemila sogni fino al bacio sublime.

sabato 22 giugno 2013

La tenerezza

La tenerezza !!!
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La permanenza della tenerezza e quindi della letizia che ne nasce – la tenerezza è il crepuscolo del possesso, il crepuscolo del mattino o il crepuscolo della sera –, la permanenza della tenerezza esige che sia una tenerezza vera; deve essere proprio una tenerezza vera per resistere, per permanere. Per essere una tenerezza vera deve amare in modo vero l’oggetto e l’oggetto deve essere percepito per quello che veramente è. Come faresti tu ad avere tenerezza verso un essere che ti dà la vita come tua madre e poi ti abbandonasse, perché a un certo punto muore? È una tenerezza oggi che, se ci pensi, annega già da oggi in un bidone di tristezza. Tu vuoi bene particolarmente a una persona, ma come fai a voler bene particolarmente a una persona, a sentirne tenerezza, pensando che domani non la vedi più, che domani muore o che domani va nel Kamciatka, che è in fondo, a est della Russia? Come faresti? Solo se tu percepisci l’eternità della compagnia con questa persona, solo se tu percepisci che il rapporto con questa persona, ciò che essa suscita in te, è segno del tuo rapporto con l’eterno, allora il rapporto con questa persona è un rapporto eterno, l’amore per questa persona è un amore eterno.

L.Giussani - Si può vivere così?


Abbiamo fame di tenerezza,

in un mondo dove tutto abbonda

siamo poveri di questo sentimento

che è come una carezza

per il nostro cuore

abbiamo bisogno di questi piccoli gesti

che ci fanno stare bene,

la tenerezza

è un amore disinteressato e generoso,

che non chiede nient’altro

che essere compreso e apprezzato.

(Alda Merini)