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mercoledì 1 novembre 2023

I miei amici

 I miei amici 

I miei amici sono tutti così: metà follia, metà sacralità. Non li scelgo dalla pelle, ma dalla pupilla, che deve avere un bagliore indagatore e una tonalità inquietante.

Scelgo i miei amici dalla faccia pulita e l’anima esposta. Non voglio solo la spalla e l’abbraccio, voglio anche la loro più grande allegria. L’amico che non sa ridere con me, non sa soffrire con me.

I miei amici sono tutti così: metà gioco, metà riflessione.

Non voglio risate prevedibili né pianti pietosi. Voglio amici seri, di quelli che fanno della realtà la loro fonte di apprendistato, ma che danno la vita affinché la fantasia non svanisca.


Non voglio amici adulti o dozzinali. Li voglio metà infanzia e metà vecchiaia. Bambini, perché non dimentichino il valore del vento in faccia, e anziani, affinché non abbiano mai fretta.

Ho degli amici per sapere meglio chi sono, perché vedendoli folli, giocherelloni e seri, anziani e fanciulli, non dimenticherò mai che la normalità è una sterile illusione.

[Fernando Pessoa]

sabato 20 agosto 2022

 

Mi ero alzato presto e mi attardavo a prepararmi ad esistere [147]

La generazione cui appartengo, quando è nata, ha trovato un mondo sprovvisto di fondamenta per chi abbia cervello e un cuore.

Il lavoro di distruzione delle generazioni anteriori aveva fatto in modo che il mondo, sul quale siamo nati, non ci potesse dare nessuna sicurezza sul piano religioso, nessun aiuto sul piano morale, nessuna tranquillità sul piano politico. Siamo nati ormai in piena ansia metafisica, in piena ansia morale, in piena agitazione politica. Ebbre delle formule esteriori, dei meri procedimenti della ragione e della scienza, le generazioni che ci hanno preceduto hanno abbattuto i fondamenti della fede cristiana… [173

]da Il libro dell’inquietudine

Fernando Pessoa



"Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati.



"Ebbre di una cosa non certa che hanno chiamato Positività, queste generazioni hanno criticato ogni morale, analizzato ogni regola di vita e, di un tale scontro di dottrine, sono restati solo la certezza che nessuna di esse è sicura, e il dolore di non avere questa certezza (...)"


Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l'incapacità di pensare, l'amoralità e l'ipereccitazione"

Bernardo Soares Libro dell'Inquietudine



Il Re, la cui corona d'oro è luce fissa dall'alto trono i suoi meschini. Il mio Re Lo incoronarono di spini e per trono Gli dettero una croce.

Lo sguardo fisso del Re a sé attira gli sguardi fissati e vicini ma più mi fissano, e morte senza carezze, le palpebre calate di Gesù.

Il Re parla, e un suo gesto tutto riempie, il suono della sua voce tutto trasforma. Il mio Re morto ha grande maestà:

parla la Verità in quella bocca muta; le sue mani legate sono la Libertà.

La Chiesa materna coprì come campana i miei giorni sereni. La chiamo, adesso, a ragione, la Chiesa di Roma. So più o sono meno? (...)

Ma mai il mio cuore.

Di che fui diseredato dalla verità?

(...) Oh, la nostalgia della Chiesa Cattolica! Qualcosa in me si è rotto, come una mola che cada male.

Da piccolo andavo, magnanimamente solo senza nulla fatale.


Ave Maria

Ave Maria, così pura Vergine mai contaminata Ascolta la preghiera fatta Nel mio seno di amarezza.

Tu che sei piena di grazia Ascolta la mia preghiera, Guidami per mano Per questa vita che passa.

Benedetta sei tu, Maria, Tra le donne della terra E la tua anima è piena Di una dolce immagine di gioia.

Beata Santa Maria, Tu che sei la Madre di Dio E che abiti in cielo Prega per noi ogni giorno.



domenica 19 febbraio 2012

pessoa


Il guardiano di greggi
***


Il Fanciullo Eterno mi accompagna sempre.
La direzione del mio sguardo è nel suo indice teso.
Il mio udito gioiosamente attento a tutti i suoni
è il solletico ch'egli mi fa scherzandomi nelle orecchie.
Ce la intendiamo così bene l'un con l'altro
nella compagnia di tutto,
che mai pensiam l'uno all'altro,
ma viviamo uniti e due
con un accordo intimo
come la destra e la sinistra mano.

Al tramonto giochiamo alle cinque pietruzze
sul gradino della porta di casa,
gli avi come si addice a un dio e ad un poeta,
e come se ogni pietra
fosse tutto l'universo
e perciò fosse il gran guaio per essa
lasciata cadere per terra.

Poi io gli conto storie di cose solo umane
ed egli sorride; perché tutto è incredibile.
Ride dei Re e di quelli che non sono Re,
e s'attrista a sentir parlar delle guerre,
e dei commerci, e delle navi
di cui sol fumo resta nell'aria degli alti mari:
perché egli sa che a tutto questo manca quel vero
che un fiore ha nel fiorire
e che con la luce del sole
varia i monti e le valli
e fa dolere gli occhi sui muri calcinati.

Poi egli si addormenta ed io lo corico:
lo porto al collo in casa
e lo corico spogliandolo lentamente
e come seguendo mi antico rito molto innocente
e tutto materno fin ch'egli resta nudo.

Egli dorme dentro dell'anima mia
e a volte si sveglia di notte
e scherza coi miei sogni.
Li fa caprioleggiare,
li sovrappone a vicenda,
e batte le mani da solo
sorridendo al mio sonno.

Quando io mi muoia, figlietto,
sia io il bambino, il più piccolo,
e tu prendimi in collo
e portami dentro alla tua casa.
Spoglia l'essere mio spossato e umano
e coricami sul tuo letto.
E contami le storie, s'io mi svegli,
perché io ritorni a dormire.
E dammi i sogni tuoi perché io scherzi,
fino a che nasca il tal giorno
che tu ben sai qual è.
Questa è la storia del mio Bambino Gesù.
PESSOA FERNANDO Il guardiano di greggi


Postato da: giacabi a 18:56 | link | commenti
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