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giovedì 21 agosto 2025

CHEMIOTERAPIA NATURALE

 CHEMIOTERAPIA NATURALE 

Qui cercherò di elencare una serie di sostanze che possono essere utili in caso di tumore, talvolta sono indispensabili. Ma non mi dilungherò sui meccanismi di azione perché l’esposizione diventerebbe troppo lunga. Per ogni sostanza potete consultare le singole voci che vi ho posto nel Forum.

Vit D3 il cui valore deve essere di almeno 95 ng/dl ( fare un dosaggio subito della Vit D; se bassa assumere due fiale di Dibase da 300.000 UI subito per os, e poi fare un dosaggio fra un mese della Vit D). La Vit D ha un azione anti-angiogenetica, cioè strozza i capillari del tumore, questo è stato dimostrato da innumerevoli studi.

- Vit A il cui valore deve essere di 1200 ng/l (Rovigon 3 cp al giorno per 10 giorni, poi 2 cp al giorno per un mese)

- Curcuma longa; meglio i prodotti estratti con lecitina di soia e con pepe nero; un ottimo sistema per estrarre la curcumina è porre la polvere di curcuma in un vaso di vetro, coprire con alcool puro da liquori e lasciar riposare cinque giorni, in tal modo si estrae la curcumina; si assuma 1 cucchiaino di questa pasta mattina e sera in Yogurt

- Graviola polvere alla dose di 300 mg per tre volte/die

- Aglio e Cipolla a volontà sempre crudi, tagliuzzati in verdura fresca

- Liquirizia purissima, 8 tronchetti mattina e sera ( sono i bioflavoni della liquirizia che hanno azione positiva sui recettori G di comunicazione intracellulare); perché non si alzi la pressione con la liquirizia è sufficiente assumere due litri di acqua al giorno con il succo di 4 limoni ( che sono pure ricchi di bioflavoni)

- Aloe estratto: due cucchiai/die

- Te verde: più tazze di infuso/die

- Ascorbato di potassio: fino a 3 gr /die in caso di tumore con molta acqua affinchè non si formino calcoli di ossalato

- Calcio carbonato o Calcio citrato 1-2 gr al giorno associati con molta acqua; è un ottimo alcalinizzante, penetra nelle cellule molto meglio del bicarbonato di Simoncini (il calcio è un elettrolita endocellulare, il sodio esocellulare), non solo ma ripristina i recettori G di comunicazione se associato a Vit D e retinolo.

- Magnesio: il magnesio può essere assunto anche come solfato di magnesio; oltretutto i gruppi S-H hanno azione antitumorale 2 cucchiaini/die; il Magnesio regola 300 reazioni enzimatiche.

- Zinco ossido 10 mg/die

- Rame solfato: 1 mg/die ( 1 gr di rame solfato va diluito in 100 ml di acqua, se ne prendono 10 gocce

-Iodio da assumere come Iodopovidone (Betadine 4 gocc/die), importantissimo non solo per prevenire i tumori della Tiroide, ma anche della Mammella e di tutti gli Organi Genitali oltre che del Cervello (Substanzia Nigra Cerebrale), infatti tutti questi a livello fetale sono strettamente collegati alla tiroide, ed anche in età adulta le loro cellule per replicarsi e per stabilizzarsi a livello Ionico, hanno un grande bisogno di Iodio. Se viene a mancare lo Iodio non è da escludere che oltre alla Tiroide, anche nelle Mammelle, Organi Genitali e Cervello si sviluppino tumori maligni(inizialmente possono essere interpretate come Cisti, successivamente degenerano in forme maligne). Si tenga presente che il Sale Iodato può non essere sufficiente, dal momento che dipende da quanto se ne assume e generalmente se ne assume poco per non andare incontro ad ipertensione (secondo i cardiologi). Infatti, da ricerche fatte, si è visto che è carente nel 95% della popolazione. I più carenti sono i bambini, forse perché ne hanno bisogno per lo sviluppo degli organi e cervello e non è da escludere che molti tumori cerebrali dei bambini siano causati proprio da una carenza di Iodio.

- Il Selenio è già pronto in erboristeria in tavolette dosate. Il Selenio è importantissimo per un buon funzionamento dello Iodio, i due metalli sono strettamente collegati.

- Alimentazione aproteica ricca di grassi (olio di oliva extra vergine con i quale si condiscono le verdure)affinchè si formino corpi chetonici

Se vogliamo restare nel NATURALE sarebbe utile associare anche la Termoterapia Oncologica: questa non fa altro che scaldare il tumore fino a farlo morire. Si tenga presente che esiste anche una Termoterapia Oncologica Total Body, che si usa quando il tumore è diffuso con metastasi.

venerdì 27 giugno 2025

distruggere le cellule tumorali utilizzando luce infrarossa.

 Una luce contro il cancro: una scoperta rivoluzionaria in laboratorio

Niente farmaci. Niente chemioterapia. Solo… luce.


Un gruppo di ricercatori americani ha sviluppato una tecnica innovativa per distruggere le cellule tumorali utilizzando luce infrarossa.

Il segreto? Un fenomeno che hanno chiamato “martello pneumatico molecolare”.


🔬 Come funziona?

Si utilizza un colorante chiamato aminocianina, già usato in ambito medico per le immagini diagnostiche.

Questo colorante viene legato alle cellule cancerose.

Quando viene colpito da luce infrarossa, inizia a vibrare con una forza tale da rompere la membrana cellulare, facendo esplodere la cellula tumorale.


✅ Risultati ottenuti in laboratorio e su animali:


99% delle cellule di melanoma eliminate in provetta.


Nei topi, circa la metà è entrata in remissione completa.


🧠 Cosa rende questa tecnica promettente:


Nessun utilizzo di sostanze chimiche aggressive.


Nessun effetto collaterale grave osservato (per ora).


La luce penetra in profondità senza danneggiare i tessuti sani.


Nessuna resistenza da parte delle cellule, come avviene con certi farmaci.


👨‍⚕️ Importante:

Questa tecnologia è ancora in fase sperimentale.

Non è ancora stata testata sugli esseri umani e non sostituisce le terapie attuali.

Ma se i risultati venissero confermati negli studi clinici, potremmo assistere a una vera svolta nella lotta contro il cancro.


📌 Studio condotto dalla Rice University, in collaborazione con Texas A&M e l’Università del Texas.

📸 Crediti immagine: Hashem Al-GhailiUna luce contro il cancro: una scoperta rivoluzionaria in laboratorio

Niente farmaci. Niente chemioterapia. Solo… luce.


Un gruppo di ricercatori americani ha sviluppato una tecnica innovativa per distruggere le cellule tumorali utilizzando luce infrarossa.

Il segreto? Un fenomeno che hanno chiamato “martello pneumatico molecolare”.


🔬 Come funziona?

Si utilizza un colorante chiamato aminocianina, già usato in ambito medico per le immagini diagnostiche.

Questo colorante viene legato alle cellule cancerose.

Quando viene colpito da luce infrarossa, inizia a vibrare con una forza tale da rompere la membrana cellulare, facendo esplodere la cellula tumorale.


✅ Risultati ottenuti in laboratorio e su animali:


99% delle cellule di melanoma eliminate in provetta.


Nei topi, circa la metà è entrata in remissione completa.


🧠 Cosa rende questa tecnica promettente:


Nessun utilizzo di sostanze chimiche aggressive.


Nessun effetto collaterale grave osservato (per ora).


La luce penetra in profondità senza danneggiare i tessuti sani.


Nessuna resistenza da parte delle cellule, come avviene con certi farmaci.


👨‍⚕️ Importante:

Questa tecnologia è ancora in fase sperimentale.

Non è ancora stata testata sugli esseri umani e non sostituisce le terapie attuali.

Ma se i risultati venissero confermati negli studi clinici, potremmo assistere a una vera svolta nella lotta contro il cancro.


📌 Studio condotto dalla Rice University, in collaborazione con Texas A&M e l’Università del Texas.

📸 Crediti immagine: Hashem Al-Ghaili

domenica 28 settembre 2014

Melatonina


Scandalo melatonina: “vi spiego come è stata approvata una grande truffa”
***


Di Gioia Locati


Mariano Bizzari è uno di quegli oncologi che, nella sfortuna di avere un cancro, è una fortuna incontrare. Responsabile del Systems Biology group del dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza di Roma, autore di svariati studi sulle proprietà antitumorali della melatonina ( d’accordo in proposito con la posizione di Di Bella -padre e figlio – e di Paolo Lissoni, “non si cura un tumore senza melatonina“), non vede solo le quattro mura del suo laboratorio, ma anche i malati. Per questo indirizza le scelte dei colleghi del Policlinico I: “Diamo sempre melatonina ad alte dosi ai pazienti, insieme a radio e chemioterapie. È una molecola dalle molteplici proprietà, la definiamopleiotrofica perchè agisce in base alle esigenze dell’organismo”.
Bizzarri ha pubblicato svariati lavori sulle proprietà antitumorali della melatonina. Qui evidenzia l’effetto killer sui tumori di seno, prostata, colon, sarcomi, melanomi e del sangue. Cliccate.
Ci siamo rivolti a lui e al professor Giulio Bellipanni, chirurgo a Roma e studioso della ghiandola pineale, sia per avere conferma delle capacità di contrastare il cancro che ha questa molecola ( cosa che non viene riconosciuta nè dai medici di base, nè dagli oncologi), che per capire COME MAI, dall’inizio dell’anno, PER ACQUISTARE 2mg di MELATONINA serve la ricetta medica, mentre per comprare 1000 mg di paracetamolo non occorre alcuna ricetta.
IN PRATICA Ė STATA BREVETTATA da un’azienda Big Pharma UNA SOSTANZA NATURALE, cosa che non dovrebbe essere permessa.
Il brevetto delle pasticche da 2mg è stato rilasciato in Inghilterra. Potevano tenerselo gli inglesi, assieme alla loro guida a sinistra, ma l’interesse della Big Pharma è quello di procacciarsi clienti guadagnando il più possibile. Così il prezzo, da un mese all’altro, è cresciuto di 10 volte. “Se fino a gennaio, per una confezione di melatonina con pastiglie da 3 mg, spendevo 7 euro, oggi ne verso 70 in cambio di compresse da 2 mg” calcola Giulio Bellipanni. Ma quel che è grave è che “dopo la registrazione europea, l’Italia ha recepito il nuovo farmaco brevettato senza interrogarsi sugli studi di farmacocinetica -probabilmente assenti – e ha dato indicazioni sul limite di melatonina da inserire negli integratori, non più di un milligrammo”.
Cosa sono gli studi di farmacocinetica? Ce lo spiega Bizzarri.

“Due milligrammi è una dose ridicola, da acqua fresca. Una presa in giro legalizzata, una frode scientifica. Gli studi di farmacocinetica stabiliscono gli effetti di una tal quantità nel sangue. I valori fisiologici di melatonina in un uomo che pesa 70 chili, sono 8 mg. Cosa producono 2mg di melatonina?”
Abbiamo chiesto da mesi di poter parlare col ministro o con il responsabile che ha accolto la pasticca new entry a prezzo rincarato. Mai nessuna risposta. Non vogliamo credere che ministero, ISS e Aifa non abbiamo valutato gli studi e abbiano accolto il Circadin solo per favorire un’azienda, quindi restiamo in attesa di repliche.
Professor Bizzarri come si spiega questa frode scientifica?
“Per ignoranza e per un atteggiamento di chiusura mentale. In passato l’oncologo Paolo Lissoni e altri ricercatori non hanno mai trovato fondi per finanziare i loro studi sulla melatonina per via del fatto che è sostanza naturale. Oggi spunta un’azienda che riesce addirittura a brevettare un dosaggio così basso. Il Parlamento ce lo dovrebbe spiegare…”
Identico sconcerto da parte di Bellipanni. “È il frutto di una concertazione ben organizzata fra multinazionali e il danno ai consumatori non è stato segnalato da nessuno. Sulla melatonina, invece di andare avanti, grazie alla spinta degli studi, si sta tornando indietro”.
Professor Bizzarri quali sono gli effetti principali della melatonina?
“Svolge molte funzioni, riduce i radicali liberi, regola il sonno e il tono dell’umore, è antitumorale, migliora la circolazione cerebrale, la consiglio ai bimbi nati prematuri e a chi soffre di ritardi cerebrali, aumenta il numero delle piastrine nel sangue, riduce il rischio di malattie cardiovascolar
i”.
Con quali dosaggi?
“Come preventivo si calcola un mg ogni dieci chili di peso corporeo più un mg. Un uomo di 70 chili dovrebbe prenderne 8 mg al d
ì. In caso di tumore dosaggi maggiori, sulle lesioni cerebrali gli effetti sono proporzionali alle quantità”.

Coniugate la melatonina?
“Sì, con adenosina perchè facilita l’assorbimento. La melatonina si scioglie nelle membrane grasse”.

Fra i suoi lavori ce n’è uno apparso sul Journal Pineal Research nel 2011 che mette in evidenza l’azione antitumorale sinergica di melatonina e vitamina D3. Eccolo.
“Sì, una ricerca su linee cellulari di tumori della mammella e del colon: l’azione della melatonina è potenziata da quella della vitamina D3, se con le due sostanze, prese singolarmente, la morte cellulare si verifica nel 45-50% delle cellule, con entrambe le molecole si arriva al 90% di apoptosi. Sempre a proposito di tumori mammamri, abbiamo scoperto che la melatonina inibisce una molecola (MDM2) che favorisce la “resistenza” della cellula tumorale”.
È stato invece Giulio Bellipanni a indagare gli effetti della melatonina sulle donne in menopausa, “in alcune di loro è tornato il ciclo mestruale, regolando la pineale, a cascata gli ormoni tiroidei e luteinizzanti riprendono a funzionare”. Ecco lo studio.
E pensare che non hanno ancora tolto la cattedra alla ginecologa Rossella Nappi che raccomanda la Tos (terapia ormonale sostitutiva) alle donne in menopausa, “anche se fra gli effetti collaterali può provocare il tumore al seno”. Parole (incoscienti) sue. Cliccate qui. Pur di sponsorizzare Big Pharma…
Così il cerchio si chiude.
Ma chi farà luce su questa truffa? Si aprirà un inchiesta? Ci sarà un’interrogazione parlamentare?


PS. SUGLI EFFETTI DELLA MELATONINA SULLE PIASTRINE e SUL LEGAME CON ADENOSINIA ecco una sintesi di GIUSEPPE DI BELLA. Cliccate qui. E cliccate anche qui.

Fonte: blog.ilgiornale.it

venerdì 15 agosto 2014

l'artemisia

Artemisia, ecco la verità sull' "erba magica" contro il tumore
***

Per il direttore scientifico dell'Istituto dei Tumori di Milano, Marco Pierotti, potrebbe essere "una goccia di speranza". Ma ci vorranno ancora molti anni.



Sarebbe in grado di distruggere il 98% delle cellule tumorali in pochissime ore, solo 16.

 






Si chiama Artemisia Annua ed è stata rinominata "erba magica" proprio per questo suo presunto "potere". A sostenere l'efficacia delle cure a base di questa erba di origine cinese sono soprattutto alcuni medici dell'Università della California che, come riporta la rivista Spirit Science and Metaphysic , hanno condotto studi che "mostrano che l'artemisina ferma il fattore di trascrizione 'E2F1' e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro"

Per il dottor Len Saputo si tratta addirittura di una cancer smart bomb, una bomba intelligente contro il cancro: l'artemisia, infatti, si sarebbe rivelata efficace nella distruzione del 75% delle cellule tumorali resistenti alle radiazioni, nel cancro al seno, ovvero dove un'elevata propensione ad accumulo di ferro, in sole 8 ore, balzate fino al 100% dopo soltanto 24 ore.



Ma questa "erba magica" è davvero così efficace?

"Si tratta di studi interessanti che hanno un fondamento" spiega a Panorama.it Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano . "Anche se a prima vista si potrebbe pensare ad una di quelle notizie da lasciar perdere, esistono studi in proposito fin dal 2001, mentre quello più recente risale al 2011, quando sono stati condotti esperimenti in vitro".



Come funziona l'Artemisia Annua?

Questa erba era usata nella medicina cinese, poi venne dimenticata per un lungo periodo, fino a quando negli anni '70 si ritrovarono manoscritti che ne indicavano l'uso come antimalarico. Diciamo che può dare degli effetti positivi là dove c'è un'alta concentrazione di ferro, situazione che si verifica in alcuni tipi di tumore (non tutti, però), per garantire la rapida riproduzione delle cellule tumorali, sulle quali questa erba risulta "tossica". Insomma, non si tratta di una sorta veleno di scorpione..



Insomma, non è proprio una "bufala", ma cosa dicono gli studi in proposito?

L'ultimo lavoro, come accennato, risale al 2011 quando una company, che detiene un "mezzo brevetto", ha creato in laboratorio una molecola sintetica che riproduce gli effetti dell'erba. Al momento dunque esistono dati sperimentali in vitro, ma perché si possa davvero usare il principio alla base dell'azione dell'Artemisia Annua ci vorranno ancora diversi passaggi, dalle procedure su animali fino alle sperimentazioni cliniche. Insomma, occorrono ancora anni.



Cosa bisogna pensare allora della notizia dell'efficacia di questa erba?

L'atteggiamento corretto è partire dal presupposto che il cancro è una malattia complicata, dovuta alla complessità del nostro organismo e al fatto che la vita media si è allungata. Dunque non bisogna assumere un atteggiamento di chiusura verso eventuali cure non convenzionali, purché queste siano razionali e rispettino la metodologia della comunità scientifica. Il caso Stamina, ad esempio, dimostra che forse i 3 milioni di euro destinati alla sperimentazione sono stati tolti ad un'altra cura con la quale si potevano salvare delle vite.



Fonte: Panorama








Nel panorama della ricerca delle terapie integrate non possono certo mancare le novità in campo fitoterapico per l’uso di sostanze in grado di aumentare le prospettive dei pazienti oncologici.

Una novità di questi ultimi anni è una molecola, l’artemisinina principio attivo estratto dalla pianta, Artemisia annua;

è un lattone sesquiterpene altamente ossigenato, contenente un unico 1,2,4-triossano struttura ad anello; questo prodotto naturale è impiegato nella lotta alla malaria e pertanto rientra nella categoria degli antimalarici.

Ha una tossicità relativamente bassa negli esseri umani, anche se sono stati riportati effetti indesiderati anche di notevole entità soprattutto legati alla somministrazione prolungata con difetti di escrezione (viene infatti sottolineto le attuali conoscenze sulla neurotossicità, embriotossicità, genotossicità, emato- immunotossicità, cardiotossicità, nefrotossicità, e reazioni allergiche) ed è attivato da eme e / o ferro intracellulare che porta alla formazione di radicali liberi intracellulari.





La sua azione molto potente è legata alla struttura chimica che lega il ferro intracellulare.

Il meccanismo d’azione, diverso dagli altri antimalarici, lo rende un farmaco privo di farmaco-resistenza.

Esistono inoltre derivati, la di-idro-artemisina, l’artemetere, l’artesunato, che hanno una diversa via di somministrazione (orale, intramuscolo, endovenosa).



L’Artemisinina e i suoi derivati stanno riscuotendo molto interesse nel campo della ricerca per la loro capacità di eliminare selettivamente le cellule tumorali.

È interessante notare che i dimeri dell’artemisinina hanno mostrato attività anti-cancro più potente diella forma monomerica.

La captazione del ferro intracellulare è regolata dal recettore di transferrina (TfR), e l’attività di artemisinina dipende dalla disponibilità di ferro.

I ricercatori hanno visto che all’Artemisinina, liberando radicali liberi, colpisce selettivamente le cellule contenenti eccessive quantità di ferro (le cellule tumorali ne contengono molto più della media) portandole all’eliminazione. L’ Artemisinina contiene una porzione endoperossidasica che può reagire con il ferro per formare radicali liberi citotossici.



Le cellule tumorali contengono significativamente più ferro libero intracellulare delle cellule normali ed è stato dimostrato che artemisinina e suoi analoghi selettivamente possono causare arresto della crescita cellulare e apoptosi in molte linee cellulari tumorali.

Inoltre sia l’artemisinina che i suoi composti hanno dimostrato di avere effetti anti-angiogenetici, interruzione della migrazione, modulazione della risposta recettoriale nucleare, anti-infiammatori, anti-metastatici e perturbazione di molte vie di trasduzione del segnale.

Queste caratteristiche rendono i composti dell’artemisinina interessanti candidati farmaci chemioterapici anti cancro.

Tuttavia gli analoghi semplici della artemisinina sono meno potenti degli agenti chemioterapici tradizionali per il cancro e dato che ha nel plasma una breve emivita, ciò richiederebbe alto dosaggio e la somministrazione frequente per essere efficace per il trattamento del cancro.

Composti artemisinici più potenti ed a bersaglio selettivo sono in fase di sviluppo.

Questi includono dimeri e trimeri artemisinina, artemisinina composti ibridi, e di tagging di composti artemisinina alle molecole che sono coinvolte nel meccanismo di consegna del ferro intracellulare.

 

Questi composti sono potenti promettenti composti antitumorali che producono effetti collaterali significativamente inferiore rispetto ai tradizionali agenti chemioterapici.

L’azione della artemisinina è stata studiata su molte linee cellulari (prostata, ovaio, colon, leucemia, melanoma, pancreas) ed in modelli animali da xenotrapianto (dimostrando in questo caso una riduzione di volume e della diffusione).

Infine, ART e ATM sono stati combinati con il comuni agenti anti-cancro oxaliplatino, gemcitabina e talidomide

Studi in vivo ed in vitro hanno dimostrato, fra l’altro, una migliore azione sinergica se in associazione con flavonoidi.

Sono stati presentati inoltre 2 casi pazienti con recidiva di melanoma uvale politrattati che hanno riposto in maniera positiva con l’uso combinato della chemioterapia e della artemisinina.

 

Il principale effetto collaterale riportato in numerosi studi clinici su animali di grossa taglia è stato la neurotossicità.

Confrontando i dati vengono evidenziati legami con il dosaggio, la modalità di somministrazione ed il tempo di somministrazione.

Il dosaggio pertanto non deve essere prolungato nel tempo (3-5 gg a ciclo) per evitare l’effetto sopraindicato.

Questa molecola dovrebbe avere un maggior spazio di ricerca ed applicazione in campo oncologico, anche perché potrebbe essere uno di quei farmaci da utilizzare in combinazione con i classici farmaci antiblastici con lo scopo di aumentare non solo l’efficacia, ma anche la sopravvivenza dei pazienti oncologici.

Questo breve approfondimento sulle implicazioni terapeutiche della Artemisinina è stato possibile valutando i dati raccolti dalle numerose pubblicazioni in merito:



Anticancer Agents Med Chem.2013; Targeting eme per l'identificazione di agenti citotossici.

J Biomed Biotechnol.2012; Attività antitumorale di artemisinina ei suoi derivati: da un noto agente antimalarico a un farmaco antitumorale potenziale.

CancerChemother Pharmacol.2011 Studio in vitro degli effetti anti-cancro di artemisone solo o in combinazione con altri agenti chemioterapici.

Toxicology.2011; Tossicocinetica e tossicodinamica (TK / TD) valutazione per determinare e prevedere la neurotossicità di artemisinins.

Molecules.2010; I flavonoidi di Artemisia annua L. come antiossidanti e il loro potenziale sinergia con artemisinina contro la malaria e il cancro.

CancerLett.2010; Targeting percorsi di apoptosi nel cancro dalla medicina cinese.

Anticancer Drugs.2010; Effetto di derivati ??di artemisinina in apoptosi e ciclo cellulare in cellule tumorali della prostata.

JCancer Res Clin Oncol.2010; Effetti di inibizione della crescita di diidroartemisinina sulle cellule tumorali del pancreas: il coinvolgimento di arresto del ciclo cellulare e l'inattivazione di fattore nucleare-kB.

Crit Rev Toxicol.2010; Tossicità del antimalarico artemisinina ei suoi dervatives.

Oncol Rep. Artesunato nel trattamento del melanoma uveale metastatico - prime esperienze.


MASSIMO BONUCCI M.D. Spec.
Oncologia Medica/ Anatomia Patologca Resp.
Servizio Patologia clinica ed Anatomia Patologica Amb.
Oncologia integrata Casa di Cura SAN FELICIANO – ROMA Presidente A.R.T.O.I.
Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate

Fonte: Artoi






L’Artemisia annua distrugge i tumori?






Questa notizia circola da un po’ e l’ho vista circolare sia su siti di dubbio gusto che su testate giornalistiche nazionali!

Non so bene come mai stia circolando ora visto che l’ultimo studio in merito risale al 2011…ma non è una bufala, solo sensazionalismo medico, ma basato su fatti reali! Panorama aveva pubblicato un articolo in merito a Febbraio dove intervistavano Marco Pierotti direttore scientifico dell’istituto Nazionale dei tumori di Milano che così si esprimeva:



“Si tratta di studi interessanti e che hanno un fondamento. Anche se a prima vista si potrebbe pensare ad una di quelle notizie da lasciar perdere, esistono studi in proposito fin dal 2001, mentre quello più recente risale al 2011, quando sono stati condotti esperimenti in vitro… …

L’ultimo lavoro, come accennato, risale al 2011 quando una company, che detiene un “mezzo brevetto”, ha creato in laboratorio una molecola sintetica che riproduce gli effetti dell’erba. Al momento dunque esistono dati sperimentali in vitro, ma perché si possa davvero usare il principio alla base dell’azione dell’Artemisia Annua ci vorranno ancora diversi passaggi, dalle procedure su animali fino alle sperimentazioni cliniche. Insomma, occorrono ancora anni. …

Non resta che aspettare, perché la cura con l’erba Artemisia non è al momento una cura disponibile: possiamo considerarlo come un farmaco in via di sviluppo, una goccia di speranza, dal momento che ogni giorno in Italia si diagnosticano mille casi di cancro.



Che vuol dire tutto e il contrario di tutto, si è vero esiste uno studio in vitro del 2011 e le proprietà medicali della pianta sono studiate in maniera seria ed approfondita dal 2001, ma perché si possa dire qualcosa con certezza, e si possa sapere se gli esperimenti in vitro siano replicabili anche su pazienti malati la strada è in salita e ancora molto lunga. I siti che spacciano la cosa come FATTO e non come studio, e suggeriscono ai malati di smettere trattamenti di altro tipo per iniziare a curarsi con le piante sono siti che andrebbero IMHO chiusi…

Però resta la speranza che magari in qualche anno da questa pianta si possa ricavare qualche beneficio per i malati di tumori, se non una vera cura. Il fatto che dal 2011 ad oggi le cose non si siano evolute più di tanto è un dispiacere, ma non significa che gli studi siano stati abbandonati.

E’ un caso di sensazionalismo medico, come a suo tempo successe con gli studi della brava Roberta Benetti, spacciati come la risposta alla lotta contro il cancro anche se si trattava di studi che necessitano ancora di anni di sperimentazioni. Il cammino della scienza è un cammino fatto di prove e test, lanciare notizie di questo tipo in quest maniera, oltretutto sostenendo che la pianta in merito sia ignorata dalla comunità medica è da idioti…come dimostra l’articolo di Panorama la comunità scientifica sa bene quali possano esser gli sviluppi, e sta cercando risultati.









PROPRIETÀ dell'Artemisia






L'artemisia E utilizzata per favorire la DIGESTIONE e venire antispasmodico per regolarizzare i Disturbi mestruali .

Mançano comunque Dati di Carattere scientifico circa la SUA Efficacia e Sicurezza.

La medicina popolare e La Tradizione descrivono l'artemisia Come una Pianta diuretica , amaro-tonica, emmenagoga (riattiva le cessate mestruazioni , Calmando i Dolori Che le accompagnano), antispasmodica, Sudorifera, febbrifuga , colagoga , Sedativa, antielmintica , anoressizzante , digestiva . In liquoreria, l'artemisia TROVA Impiego Nella Preparazione di amari. Il decotto E Usato per lavande vaginali e rettali, inoltre ë astringente .

 

Artemisia - Effetti collaterali ed Avvertenze Important

Effetti Collaterali della Pianta Sono nausea, vomito , diarrea e crampi addominali; Sono Frequenti Reazioni allergiche ( pollinosi ); EVITARE in gravidanza per la Potenziale abortività; l'artemisia E controindicata in soggetti con gastrite , ulcera peptica , epilessia o ipersensibilità accertata verso Uno o Più Componenti.



Nota

L'artemisia e presente in diverse Varietà e riconosce ONU Ampio utilizzo Nella medicina popolare. Nella medicina Tradizionale Cinese viene utilizzata per la moxibustione , Cioè Bruciata Sugli aghi da agopuntura.

Dall ' Artemisia annua SI estrae Oggi l'artemisina la Quale, con i Suoi Derivati, E utilizzata come Farmaco antimalarico.

Il Dragoncello ( Artemisia dracunculus L.), chiamato Estragone , E Molto utilizzato in gastronomia, ma non esiste Sufficiente Letteratura per ONU Impiego una di scopo curativo; Contiene tuttavia ONU Olio Essenziale particolarmente Ricco di estragolo, costituente con PROPRIETÀ carcinogenetiche. Il Genepì ( Artemisia genipi L.) E invece Una tipica Pianta di montagna, utilizzata dall'industria dei liquori.















Sull'onda della notizia di pochi giorni fa - dove un signore di nome Amedeo Gioia dichiara di essere guarito in pochi giorni da un cancro terminale utilizzando l'estratto idroalcolico di Artemisia Annua prodotto dalla ditta Sarandrea Moreno & C







Ho deciso di acquistare 2 bottiglie da 500 cl, sapete che io non credo ai miracoli e neppure alle strade brevi, io sto camminando nella strada meno battuta del bosco, una strada lunga e faticosa....
Tuttavia come sapete sto archiviando protocolli di riserva nel caso l'attuale protocollo " SIA FATTA LA TUAVOLONTA' " un giorno dovesse esaurire la sua funzione anti-carcinoma epatico...




L'ho ordinata in farmacia ed è arrivata in 2 giorni ;-) - costo 38 euro








Ultime notizie relative all'argomento

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23987499

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24459940

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24316259

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23973523

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23875764

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22935909

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22174561

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21824099

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21666770

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21643453

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21130862

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20685036

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20657468

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20541036

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20514391

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20336009

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20334621

 
 
 
 
 

da
da:http://www.carcinomaepatico.it/

sabato 29 marzo 2014

L’Artemisia Annua, l’erba miracolosa


Artemisia, ecco la verità sull' "erba magica" contro il tumore

Per il direttore scientifico dell'Istituto dei Tumori di Milano, Marco Pierotti, potrebbe essere "una goccia di speranza". Ma ci vorranno ancora molti anni

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di Eleonora Lorusso
Sarebbe in grado di distruggere il 98% delle cellule tumorali in pochissime ore, solo 16. Si chiama Artemisia Annua ed è stata rinominata "erba magica" proprio per questo suo presunto "potere". A sostenere l'efficacia delle cure a base di questa erba di origine cinese sono soprattutto alcuni medici dell'Università della California che, come riporta la rivista Spirit Science and Metaphysic , hanno condotto studi che "mostrano che l'artemisina ferma il fattore di trascrizione 'E2F1' e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro".
Per il dottor Len Saputo si tratta addirittura di una cancer smart bomb, una bomba intelligente contro il cancro: l'artemisia, infatti, si sarebbe rivelata efficace nella distruzione del 75% delle cellule tumorali resistenti alle radiazioni, nel cancro al seno, ovvero dove un'elevata propensione ad accumulo di ferro, in sole 8 ore, balzate fino al 100% dopo soltanto 24 ore.
Ma questa "erba magica" è davvero così efficace?
"Si tratta di studi interessanti e che hanno un fondamento" spiega a Panorama.it  Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano . "Anche se a prima vista si potrebbe pensare ad una di quelle notizie da lasciar perdere, esistono studi in proposito fin dal 2001, mentre quello più recente risale al 2011, quando sono stati condotti esperimenti in vitro".
Come funziona l'Artemisia Annua?
Questa erba era usata nella medicina cinese, poi venne dimenticata per un lungo periodo, fino a quando negli anni '70 si ritrovarono manoscritti che ne indicavano l'uso come antimalarico. Diciamo che può dare degli effetti positivi là dove c'è un'alta concentrazione di ferro, situazione che si verifica in alcuni tipi di tumore (non tutti, però), per garantire la rapida riproduzione delle cellule tumorali, sulle quali questa erba risulta "tossica". Insomma, non si tratta di una sorta veleno di scorpione...
Insomma, non è proprio una "bufala", ma cosa dicono gli studi in proposito?
L'ultimo lavoro, come accennato, risale al 2011 quando una company, che detiene un "mezzo brevetto", ha creato in laboratorio una molecola sintetica che riproduce gli effetti dell'erba. Al momento dunque esistono dati sperimentali in vitro, ma perché si possa davvero usare il principio alla base dell'azione dell'Artemisia Annua ci vorranno ancora diversi passaggi, dalle procedure su animali fino alle sperimentazioni cliniche. Insomma, occorrono ancora anni.
Cosa bisogna pensare allora della notizia dell'efficacia di questa erba?
L'atteggiamento corretto è partire dal presupposto che il cancro è una malattia complicata, dovuta alla complessità del nostro organismo e al fatto che la vita media si è allungata. Dunque non bisogna assumere un atteggiamento di chiusura verso eventuali cure non convenzionali, purché queste siano razionali e rispettino la metodologia della comunità scientifica. Il caso Stamina, ad esempio, dimostra che forse i 3 milioni di euro destinati alla sperimentazione sono stati tolti ad un'altra cura con la quale si potevano salvare delle vite.
Dunque non resta che aspettare?
Esatto, non resta che aspettare, perché la cura con l'erba Artemisia non è al momento una cura disponibile: possiamo considerarlo come un farmaco in via di sviluppo, una goccia di speranza, dal momento che ogni giorno in Italia si diagnosticano mille casi di cancro.
da:scienza.panorama.it/
 


L’Artemisia Annua, l’erba miracolosa che sarebbe in grado di distruggere il 98% delle cellule cancerogene in 16 ore !!

L’Artemisia Annua, per lo più ignorata dalla comunità medica, avrebbe effetti notevoli per la cura del cancro
NEW YORK (WSI) – Il cancro può essere considerata come una delle malattie più mortali sul nostro pianeta, dove si sono spesi molti soldi per la ricerca medica, cercando d
i trovare una cura definitiva.
Una delle tante cure è quella nota come “erba magica”, per lo più ignorata dalla comunità medica, ma che in realtà distrugge fino al 98% delle cellule cancerogene in sole 16 ore.
Secondo quanto riporta Spirit Science and Metaphysic questa tecnica veniva usata nella medicina cinese e il solo utilizzo dell’erba, chiamata Artemisia Annua, riduceva le cellule tumorali del polmone del 28% e, in combinazione con il ferro, sconfiggeva il cancro.
In passato l’artemisinina è stata utilizzata come un potente rimedio antimalarico ma ora è dimostrato che questa cura è efficace anche nella lotta contro il cancro. Questo perché quando si aggiunge del ferro alle cellule tumorali infettate, attacca selettivamente le cellule “cattive”, e lascia quelle “buone” intatte.
Gli scienziati che seguono le ricerche, condotte presso l’Università della California, hanno dichiarato: “In generale i nostri risultati mostrano che l’artemisinina ferma il fattore di trascrizione ‘E2F1′ e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro”.
Utilizzando una varietà resistente alle radiazioni delle cellule del cancro al seno (che aveva anche una elevata propensione per l’accumulo di ferro) l’artemisinina si è dimostrata avere un tasso di uccisione del cancro del 75% dopo appena 8 ore, e uno del quasi 100% dopo appena 24 ore.

ARTEMISIA ABSENTHIUM RICERCHE E DOVE TROVARLA

28 November 28 2001, Environmental News Network:Una pillola atossica potrebbe essere presa dai pazienti e dalle paziente per combattere il cancro al seno e la leucemia. Suona come una fantasia, ma questo trattamento sta diventando realtà grazie ad un team della University of Washington, che ha condotto ricerche su un antico rimedio cinese per la malaria.
Il prof. Henry Lai e il suo assistente prof. Narendra Singh hanno sondato le proprietà chimiche di un derivato dell'artemisia per la cura al cancro al seno. E i risultati sono stati sorprendenti.
"Non appare solo efficace, ma anche molto selettivo," ha detto Lai. "E' altamente tossico per le cellule cancerose ma ha un impatto marginale sulle normali cellule del seno."
L'uso dell'amara artemisia, non è nulla di nuovo. Usata per secoli per liberare il corpo dai vermi, è anche un ingrediente dell'assenzio, una bevanda alcolica, vietata in molti Paesi. Anche l'Artemisinina, il composto trovato da Lai e Singh per combattere il cancro, non è nulla di nuovo. Era estratto dalla Artemisia annua L., millenni fa, dai Cinesi che la usavano per combattere la malaria. Questo trattamento si perse poi nel tempo ma riscoperto negli scavi archeologici del 1970 che portarono alla luce ricette di antichi rimedi medici.

Ampiamente usato ora in Asia e Africa per combattere la malaria, l'artemisinina reagisce alle alte concentrazioni di ferro contenute nel parassita della malaria.
Quando l'artemisinina entra in contatto con il ferro, ne deriva una reazione chimica che depone atomi caricati, ciò che i chimici chiamano radicali liberi, che attaccano le membrane cellulari, smembrandole e ammazzando il parassita della singola cellula.
Intorno al 1994, Lai iniziò ad ipotizzare che il processo potesse funzionare anche con il cancro.
" Le cellule cancerose hanno bisogno di molto ferro per replicare il DNA quando si dividono" Ha spiegato Lai. "Come risultato, le cellule cancerogene hanno una maggior concentrazione di ferro, delle cellule normali. Quando cominciammo a comprendere come funzionava l'artemisinina, cominciai a chiedermi se potevamo usare quella conoscenza per intervenire sulle cellule cancerose".
Lai inventò un metodo potenziale per iniziare a cercare finanziamenti, ottenendo una sovvenzione dal Breast Cancer Fund in San Francisco. Nel frattempo L'università di Washington brevettò la sua idea.
L'idea fondamentale - affermano Lai e Singh- era di "gonfiare" le cellule cancerogene con il massimo di concentrazione di ferro, quindi introdurre artemisinina per uccidere, in modo selezionato, il cancro. Nello studio in questione, dopo 8 ore erano rimaste solo il 25% di cellule cancerogene. Ma dopo 16 ore quasi tutte le cellule erano morte.
Uno studio precedente, che riguardava la leucemia produsse risultati ancora più impressionanti: le cellule cancerogene furono eliminate in 8 ore. Una spiegazione potrebbe essere quella del livello di ferro nelle cellule della leucemia, che "hanno la concentrazione più alta di ferro di tutte le cellule cancerogene", spiegò Lai. "Le cellule di leucemia hanno più di 1000 volte la concentrazione di ferro delle cellule normali.
Il passaggio successivo, secondo Lai, è quello di testare sugli animali malati. Uno studio precedente fu fatto su un cane con un cancro alle ossa, così grave che non poteva nemmeno camminare: guarì in 5 giorni dal trattamento. Ma certo serve una campionatura più rigorosa.

domenica 19 gennaio 2014

DI CARNE SI MUORE MA LE ISTITUZIONI NASCONDONO LA VERITÀ

DI CARNE SI MUORE MA LE ISTITUZIONI NASCONDONO LA VERITÀ. GLI INTERESSI DELLE LOBBY PREVALGONO SUL DIRITTO DELLA GENTE DI SAPERE !

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“Nonostante la diffida e la denuncia avverso il precedente Ministro della Salute per mancata corretta informazione circa i danni, scientificamente e clinicamente dimostrati, derivanti dal consumo di carne alimentare, le Istituzioni continuano ad omettere la realtà. E’ profondamente ingiusto nascondere la verità soprattutto su un tema principale come la salute, ai cittadini è stato tolto l’inalienabile diritto alla corretta e libera informazione, senza omissioni o censure. Come sempre gli interessi delle lobby, nella fattispecie rappresentate dalle industrie della carne, prevalgono sul diritto del popolo di sapere”- dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli – “Non mi meraviglio se a dirigere l’ Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione era il Prof. Cannella  (ordinario di Scienza dell’alimentazione nella facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza,  dirigente  della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione e del Centro interuniversitario internazionale di studi sulle culture alimentari mediterranee nonché membro del Consiglio Superiore di Sanità) che elogiava le doti salutistiche e nobili della carne criticando addirittura l’alimentazione vegetariana i cui praticanti avrebbero dovuti fare i salti mortali per combinare gli alimenti. Ironia della sorte il salto mortale lo ha fatto lui, Cannella è morto all’età di soli 67 anni per tumore all’intestino.”
Malattie vascolari, cancri, ipertensione, diabete ed obesità i reali danni derivanti dall’assunzione alimentare di carne, il Prof. Umberto Veronesi direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia lo dichiara da anni: “Attenti all’alimentazione  innesca i tumori più del fumo, la prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola. I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi  inesistente nei paesi a dieta priva di carneMangiare carne fa male, è cancerogena.
L’oncologo ha spiegato che ad innescare il tumore sono nel 35% dei casi le cattive abitudini alimentari; seguono il tabacco (30%), le infezioni virali (10%), i fattori riproduttivi (7%), l’attività lavorativa e l’inquinamento (4%).  Dallo studio “ meat intake and mortality” pubblicato nel 2009 negli Stati Uniti sul bimestrale “ Archives of internal medicine” le conclusioni sono state che consumare carne lavorata, comunque di provenienza industriale, eleva il rischio di morte per tumore e malattie cardiache. La Food and Drug Administration americana conferma: “chi consuma più di 80 grammi quotidiani di carne alza di 8 volte il rischio di tumori allo stomaco ed all’intestino, oltre che alla prostata per gli uomini ed al seno per le donne”. Il World Cancer Research Fund (WCRF) e l’ American Institute for Cancer Research sottolineano come vi sia una chiara evidenza che le carni rosse e le carni lavorate siano causa di cancro al colon ponendo come obiettivo per la salute pubblica un consumo medio di 300 gr. a settimana (43 gr. al giorno) , e di evitare in modo assoluto carni processate, come pancetta, prosciutto, salame, salsicce, carne in scatola, ecc. Lo studio effettuato dalla Oxford University  – Unità cardiologica della Cornell University (ottobre 2010):”diminuendo il consumo di carne  si eviterebbero, soltanto in Inghilterra, 31 mila morti per malattie cardovascolari, 9 mila per cancro e 5 mila per ictus ed il servizio sanitario (inglese ndr) risparmierebbe almeno 1,3 miliardi di euro; con l’eliminazione totale  del consumo di carne le cifre aumenterebbero ancora di più“ . Il cittadino britannico medio consuma 125 kg di carne l’anno, l’italiano medio intorno ai 92 kg l’anno. La ricerca della Oxford University ha calcolato quello che avverrebbe diminuendo il consumo  a 11 kg l’anno ( 31 gr. giornalieri): si eviterebbero 45.361 morti.
La carne uccide anche in altri modi. La correlazione tra gli allevamenti intensivi, definiti dalla Food and Agricolture Organization, a nome delle Nazioni Unite, “un vivaio di malattie emergenti”e le sostanze chimiche somministrate nel settore carni: tirestatici, ormoni, beta agonisti, cortisonici, ormone della crescita, antibiotici metalli pesanti, mix di sostanze chimiche e mangimi inidonei, comporta lo sviluppo delle note pandemie ed episodi di straordinaria gravità come l’influenza aviaria nel 1999 e 2002, la cosiddetta mucca pazza nel 2001 o le carni suine irlandesi contaminate dalla diossina nel 2008 e l’influenza A suina del 2009 proveniente dal Messico, causando migliaia di decessi in tutto il mondo. “Ogni volta che un virus entra in un nuovo ospite, può mutare”, spiega Michael Greger, responsabile salute pubblica alla Humane Society of United States: “Nelle fattorie con 50 capi, un virus ha solo 50 probabilità di mutare. In quelle con 5 mila maiali ha 50 mila possibilità di trasformarsi in un virus in grado di compiere il salto di specie passando dall’animale all’uomo”. Salto di specie che si è verificato in Messico tra maiali e uomini.
Fonte: Agenpress

giovedì 14 novembre 2013

Gli avevano dato un mese. Dopo 7 anni, è vivo grazie al LIMONE. Perché ci nascondono i suoi benefici?

Gli avevano dato un mese. Dopo 7 anni, è vivo grazie al LIMONE. Perché ci nascondono i suoi benefici?

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Tre medici e un cardiochirurgo mi avevano dato un mese di vita. Sono passati sette anni. Sono vivo grazie al LIMONE.
Ho preso per sei mesi antibiotici per curare una cistite. Mi ha curato il LIMONE.
Dopo sei mesi di una cistite devastante, dove a ogni antibiogramma risultava la morte di un batterio ma la vita di altri cinque o sei, dopo aver preso tutti gli antibiotici possibili e immaginabili, senza contare le visite specialistiche fino ad arrivare a un luminare di urologia, in preda alla più cupa disperazione e a bruciori da incubo, ho deciso di provare la “cura” di un amico dietologo, nutrizionista e gastroenterologo. Non gli credevo, ammetto. Non gli ho proprio dato credito convinta che – parliamo di quasi vent’anni fa – solo la medicina “ufficiale” avesse la risposta.
Quando poi arrivi “alla frutta”, in questo caso di nome e di fatto, ti arrendi e provi anche i rimedi…cui non credi. Tanto per non aver rimpianti.
Una spremuta di tre limoni succosi, seguiti da tre bicchieri d’acqua la sera prima di andare a dormire, con l’ordine tassativo di “tener duro” fino al mattino seguente. Convinzione, zero. Disperazione, diecimila. Immaginate la sorpresa quando, dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso, e all’ennesimo antibiogramma i valori erano perfetti?
Ma se il limone è riuscito a curare un disturbo come la cistite, forse possiede altre doti nascoste?
Comincia così, una ricerca lunga e laboriosa. Sapete che ricerche diverse hanno dimostrato che Il limone è in grado di uccidere le cellule tumorali, dimostrando un’efficacia 10.000 volte più forte della chemioterapia? Poi t’imbatti nelle dichiarazioni rilasciate a Ok Salute – di cui è garante scientifico – da Umberto Veronesi: “Una bella limonata fa da scudo contro il cancro. La ricerca ha evidenziato per questo frutto un ruolo speciale nella prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo efficace se non è inserito in una dieta e in uno stile di vita salutare. Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprietà antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (DNA) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro). In più, hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti. I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture Experiment Station di Chillicothe (Stati Uniti).  L’ideale è una spremuta di un limone il giorno. E una spruzzata di limone sull’insalata, è un gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso”.
Ulteriori ricerche confermano che il limone è un rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore. Non solo, è uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e i funghi, funziona come antidepressivo, utile contro stress e disturbi nervosi, regolatore di pressione alta, combattente naturale di parassiti interni e vermi.
Secondo uno studio statunitense, il limonene, sostanza contenuta nel limone, pare sia impiegata con successo nella distruzione dei calcoli nella cistifellea, e nella cura di tumori a pancreas, stomaco e intestino.
Ma torniamo ai flavonoidi: uno studio pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che queste sostanze sono in grado di limitare l’azione di particolari molecole con alto potenziale cancerogeno. Un’altra ricerca, pubblicata su Current Cancer Drug Targets, afferma che i flavonoidi hanno il potere di rallentare il processo di duplicazione delle cellule tumorali.
Allora perché siamo costretti ad assumere versioni sintetiche di sostanze naturali?
Un nostro lettore scrive che il limone gli ha salvato la vita. “Tre medici, un cardiochirurgo…un mese di vita…storia lunga ma sono vivo dopo più di sette anni, non assumo più alcun farmaco”. Come, scusa? “In poche parole dopo il ricovero, dopo aver fatto tre volte l’Ecocolordoppler (metodica diagnostica non invasiva, che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico al loro interno nda) tre medici diversi e un cardiochirurgo mi danno da un mese a una settimana di vita. Diagnosi: una necrosi ha compromesso già più del 25 % del cuore…Non si può più fare molto … Arrivederci e grazie! Una mia carissima zia mi consiglia “metti il Limone”. Così ho fatto, direttamente sul cuore: piano piano ho avuto miglioramenti fino alla completa guarigione” (qui l’intervista esclusiva).
Il succo di limone è utile nel prevenire e curare la malattia? Pare proprio di sì. Ha un sapore abbastanza gradevole e soprattutto non produce gli effetti terribili della chemioterapia. Ma interessante è l’effetto che produce su cisti e tumori.
Inevitabile continuare a cercare, il WEB e i libri sono fonte inesauribile di bufale, certo, ma anche di notizie.
Come diceva Agatha Christie: “Una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze fanno un indizio, tre coincidenze fanno una prova”.
Una delle fonti sulle proprietà anticancerogene del limone ha dell’incredibile, perché arriva nientemeno che da uno dei più grandi produttori di droga al mondo: dal 1970, dopo più di venti test di laboratorio, si rileva che distrugge le cellule maligne in dodici tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas.
Addirittura, secondo l’Istituto di Scienze della Salute di Baltimora, i composti dell’albero di limone hanno dimostrato un’efficacia 10.000 volte superiore di uno dei più usati farmaci chemioterapici. Non bastasse, pare che questo tipo di terapia a base di estratto di limone abbia la capacità di distruggere solo le cellule tumorali maligne senza influire su quelle sane.
Gli studi sul limone davvero si sprecano, così scopriamo che il limone è un valido aiuto anche per chi ha poche difese immunitarie perché può “aumentare” la produzione dei globuli bianchi. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente.
Studi scientifici in fase ancora embrionale, hanno individuato nella tangeritina, elemento presente nella buccia del limone, la possibilità di controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Allo stesso tempo, sono all’esame i suoi effetti positivi nella cura del morbo di Parkinson.
Secondo la Reams Biological Ionization Theory, il limone sarebbe l’unico alimento anionico al mondo, caratteristica che lo renderebbe particolarmente benefico per la salute, grazie al contributo dato nell’interazione tra cationi e anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.
Per le proprietà depurative e disintossicanti, sarebbe opportuno bere una spremuta di limone il mattino a digiuno. Tutti siamo convinti delle sue proprietà astringenti? Ebbene, bevuto il mattino, il limone aiuta a regolare l’intestino…e combatte la cellulite.
Ma l’uso del limone è davvero infinito: tarmicida naturale, è sufficiente appendere negli armadi qualche sacchetto di tela contenente scorze di limone secche per tenere alla larga le tarme.
Gli antichi Egizi ne usavano il succo per curare le dermatiti. Potremmo andare avanti all’infinito, ma se gli antichi usavano il limone come vera e propria medicina naturale in grado di curare e prevenire malattie, dov’è finita tutta questa conoscenza?
Concludiamo con una breve sintesi, una sorta di “Bignami” dei benefici effetti del limone:
  • Ostacola l’insorgere dell’osteoporosi
  • Riequilibra il Ph del corpo
  • Migliora la digestione
  • Favorisce il riposo
  • Previene raffreddore e influenze
  • Depura il fegato
  • Elimina gli acidi urici
  • Favorisce l’attività intestinale
  • Dissolve i calcoli biliari, renali e i depositi di calcio che si accumulano nei reni
  • Previene la calcolosi urinaria
  • Contrasta i radicali liberi
  • Previene l’invecchiamento cellulare dell’organismo
  • Abbassa il colesterolo
  • Favorisce la digestione
  • Ha proprietà antibatteriche
  • Elimina i parassiti intestinali
  • Rafforza i vasi sanguigni
  • Regola la pressione del sangue
  • Ha proprietà anticancro
  • Favorisce la produzione di energia
Se una mela il giorno toglie il medico di torno, cosa ci costa aumentare l’utilizzo del limone nella nostra vita quotidiana, partendo dal famoso bicchiere il mattino?
Dedicato a mio padre, che del limone non sapeva nulla…agli amici persi per la via, e a quelli che ancora stanno male…la cui vita, probabilmente, grazie al limone avrebbe potuto avere un sapore diverso.
Cristina Colombera
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Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono state raccolte da varie fonti: libri, Internet, documenti stilati da persone che cercano ogni giorno di aiutare altre persone con rimedi naturali, confronti con medici cui ho garantito l’anonimato. Questo articolo non vuole dare una soluzione contro il cancro, ma fornire un panorama sulle alternative naturali che potrebbero aiutare, affiancare, o comunque potrebbero far sì che le persone cerchino risposte alternative, come ho fatto io. E se leggete bene, ho fatto indigestione di antibiotici prima di curare la mia cistite col limone. Il paradosso è che me l’ha consigliato un medico, della medicina ufficiale, che opera in una clinica.
Alcune delle fonti:
“The Health Benefits of Citrus Fruits – Report to Horticulture Australia, Ltd.” Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization, June 2003,
austcitrus.org.au
“An Orange a Day May Keep Some Cancers Away” Reuters Health, 12/3/03, reutershealth.com
“Health Benefits Boost Citrus Sales” NutraIngredients.com, 12/4/03, nutraingredients.com
“Flavonoid Intake and Risk of Chronic Diseases” American Journal of Clinical Nutrition, vol. 76, no. 3, September 2002, ajcn.org
“Dietary Fiber Intake and Reduced Risk of Coronary Heart Disease in US Men and Women” Archives of Internal Medicine, Vol. 163, No. 16, 9/8/03, archinte.ama-assn.org
Glinksy Vladislav and Avraham Raz. (2009). Modified citrus pectin anti-metastatic properties: one bullet, multiple targets. Carbohydrates Research. 28;344(14):1788-91
BW Guess et. al (2003). Modified citrus pectin (MCP) increases the prostate-specific antigen doubling time in men with prostate cancer: phase ll pilot study. Prostate Cancer and Prostatic Diseases. 6, 301-304
Polouse SM, Harries ED, and Patil BS. (2005) Citrus limonoids induce apoptosis in human neuroblastoma cells and have radical scavenging activity. Journal of Nutrition. 135(4): 870-7
http://hsionline.com/
http://hsionline.com/2003/12/17/eating-citrus-fruits-may-dramatically-decrease-some-cancer-risks/
http://naturalhealingplants.com/lemon-10-000-times-more-powerful-than-chemotherapy/