CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


Visualizzazione post con etichetta Hesse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hesse. Mostra tutti i post

giovedì 31 luglio 2025


Noi che abbiamo maggiori pretese,

che abbiamo le aspirazioni

dimensione di troppo

e una

non potremmo neanche vivere se,

oltre all'aria di questo mondo,

non ci fosse anche un'altra atmosfera

respirabile, se oltre al tempo

non esistesse anche l'eternità


Hermann Hesse

Il lupo della steppa

sabato 7 giugno 2025

 "Se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, i divertimenti di massa, la gente americana che si contenta di così poco, vuole dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l’animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l’aria, il nutrimento...

Noi vecchi studiosi e ammiratori dell’Europa di una volta, della vera musica di una volta, della poesia vera di un tempo, siamo forse soltanto una piccola stupida minoranza di nevropatici complicati che domani saranno dimenticati e derisi? Quello che chiamiamo “cultura”, che chiamiamo spirito, anima, che diciamo bello, sacro, è forse soltanto un fantasma morto da gran tempo e considerato autentico e vivo soltanto da quel paio di pazzi che siamo noi? O non è stato forse mai una cosa così autentica e viva? Quello che noi cerchiamo di raggiungere nella nostra pazzia è forse stato sempr⁶e un fantasma?"


Hermann Hesse, Il lupo della steppa, 1927

giovedì 10 aprile 2025

La vita di ogni uomo è un cammino verso se stesso,

 "La vita di ogni uomo è un cammino verso se stesso, la ricerca di un cammino, la traccia di un sentiero. Mai nessun uomo è stato in tutto e per tutto se stesso; ognuno lotta per diventarlo, uno cupamente, l’altro più luminosamente, ognuno come può. Ognuno porta con sé i residui della propria nascita, muco e frammenti del guscio di un mondo originario, fino alla fine. Qualcuno non diventa mai uomo, rimane rana, rimane lucertola, rimane formica. Qualcuno è uomo sopra e pesce sotto. Ma ognuno è uno sforzo della natura per partorire l’uomo. E le origini sono comuni a tutti, le madri, noi tutti veniamo dallo stesso abisso; ma ognuno lotta, un progetto e una spinta dal profondo, per raggiungere il proprio traguardo. Possiamo capirci l’un l’altro, ma ognuno può interpretare soltanto se stesso."

Hermann Hesse, Demian, 1919

mercoledì 5 marzo 2025

perché leggere Dostoevskij


Hermann Hesse: perché leggere Dostoevskij

Dobbiamo leggere Dostoevskij quando ci sentiamo a terra, quando abbiamo sofferto sino ai limiti del tollerabile e tutta la vita ci duole come un’unica piaga bruciante e cocente, quando respiriamo la disperazione e siamo morti di mille morti sconsolate. Allora, nel momento in cui – soli e paralizzati in mezzo allo squallore – volgiamo lo sguardo alla vita e non la comprendiamo nella sua splendida, selvaggia crudeltà e non ne vogliamo più sapere, allora, ecco, siamo maturi per la musica di questo terribile e magnifico poetallora, infatti, non siamo più spettatori, non siamo più giudici e degustatori, ma siamo dei poveretti in mezzo a tutti i poveri diavoli dei suoi romanzi, e soffriamo le loro pene, fissiamo anche noi, ammaliati e senza respiro, il vortice della vita, la macina instancabile della morte. E in quei momenti avvertiamo anche la musica di Dostoevskij, il suo conforto, il suo amore, e solo allora sperimentiamo il senso meraviglioso del suo terrificante e spesso così infernale mondo poetico.

Due forze ci afferrano nei suoi libri. La prima è la disperazione, l’accettazione del male, il subire, il non più opporsi alla crudele, sanguinosa durezza e problematicità della natura umana. Di questa morte bisogna morire, quest’inferno deve essere attraversato, se si vuole che anche l’altra voce del maestro, quelle celestiale, giunga fino a noi. La nuda sincerità con cui si confessa che la nostra vita umana è una cosa misera, incerta e forse disperata, è l’indispensabile premessa. Dobbiamo esserci arresi al dolore, abbandonati alla morte, il ghigno infernale della realtà nuda e cruda deve aver raggelato i nostri occhi, prima che si possa essere in grado di accogliere la profondità e la verità dell’altra, della seconda voce.

La prima voce dice di sì alla morte, di no alla speranza, rinuncia a tutti gli abbellimenti, a tutti gli eufemismi concettuali e poetici con cui siamo abituati a lasciarci mascherare i pericoli e le efferatezze dell’esistenza umana da parte di certi piacevoli scrittori. Ma la seconda voce ci indica un elemento diverso dalla morte, un’altra realtà, un’essenza differente: cioè la coscienza dell’uomo. Sia pure, tutta la vita umana, guerra e dolore, bassezza e atrocità: c’è però pur sempre qualcos’altro, la coscienza, ossia la facoltà insita nell’uomo di contrapporsi a Dio. Certo, anche la coscienza ci conduce attraverso il dolore e il terrore della morte, ci porta alla miseria e alla colpa, ma ci fa uscire dall’insopportabile solitudine dell’assurdo, ci mette in contatto col senso delle cose, con la loro essenza, con l’eternità.

[…]

Questi due messaggi li ho sentiti in Dostoevskij quando ero un buon lettore dei suoi libri, cioè nelle ore in cui il dolore e la disperazione mi avevano preparato a capirlo. C’è un artista che mi ha fatto sentire qualcosa di analogo, un musicista che non in ogni momento sono disposto ad amare e ad ascoltare, così come non sempre avrei voglia di leggere Dostoevskij. È Beethoven. Egli ha quella conoscenza della felicità, della saggezza e dell’armonia, che però non si trovano lungo facili sentieri, ma lampeggiano a tratti lungo la via che costeggia l’abisso, che non si colgono sorridendo, ma solo tra le lacrime ed esausti dal dolore.

Questo testo è un estratto dai “Saggi – Poesia scelte”  di Hermann Hesse, edito da Mondadori nella traduzione di Italo Alighiero Chiusano

domenica 3 settembre 2023

«La felicità è amore, nient’altr

 «La felicità è amore, nient’altro. 

Felice è chi sa amare. 

Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. 

Felice è dunque chi è capace di amare molto. 

Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. 

L’amore è il desiderio fattosi saggio; 

L’amore non vuole avere; vuole soltanto amare.»


Hermann Hesse

giovedì 6 luglio 2023

Sull’amore

  - “Sull’amore

“Quanto più invecchiavo, quanto più insipide mi parevano le piccole soddisfazioni che la vita mi dava, tanto più chiaramente comprendevo dove andasse cercata la fonte delle gioie della vita. Imparai che essere amati non è niente, mentre amare è tutto, e sempre più mi parve di capire ciò che da valore e piacere alla nostra esistenza non è altro che la nostra capacità di sentire. Ovunque scorgessi sulla terra qualcosa che si potesse chiamare “felicità”, consisteva di sensazioni. Il denaro non era niente, il potere non era niente. Si vedevano molti che avevano sia l’uno che l’altro ed erano infelici. La bellezza non era niente: si vedevano uomini belli e donne belle che erano infelici nonostante la loro bellezza. Anche la salute non aveva un gran peso; ognuno aveva la salute che si sentiva, c’erano malati pieni di voglia di vivere che fiorivano fino a poco prima della fine e c’erano sani che avvizzivano angosciati per la paura della sofferenza. Ma la felicità era ovunque una persona avesse forti sentimenti e vivesse per loro, non li scacciasse, non facesse loro violenza, ma li coltivasse e ne traesse godimento. La bellezza non appagava chi la possedeva, ma chi sapeva amarla e adorarla. C’erano moltissimi sentimenti, all’apparenza, ma in fondo erano una cosa sola. Si può dare al sentimento il nome di volontà, o qualsiasi altro. Io lo chiamo amore. La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare."

Hermann Hesse


martedì 3 gennaio 2023

HERMANN HESSE SULL'AMORE.

 HERMANN HESSE  SULL'AMORE.


 Quanto più invecchiavo, quanto più insipide mi parevano le piccole soddisfazioni che la vita mi dava, tanto più chiaramente comprendevo dove andasse cercata la fonte delle gioie della vita. Imparai che essere amati non è niente, mentre amare è tutto, e sempre più mi parve di capire ciò che da valore e piacere alla nostra esistenza non è altro che la nostra capacità di sentire. Ovunque scorgessi sulla terra qualcosa che si potesse chiamare “felicità”, consisteva di sensazioni. Il denaro non era niente, il potere non era niente. Si vedevano molti che avevano sia l’uno che l’altro ed erano infelici. La bellezza non era niente: si vedevano uomini belli e donne belle che erano infelici nonostante la loro bellezza. Anche la salute non aveva un gran peso; ognuno aveva la salute che si sentiva, c’erano malati pieni di voglia di vivere che fiorivano fino a poco prima della fine e c’erano sani che avvizzivano angosciati per la paura della sofferenza. Ma la felicità era ovunque una persona avesse forti sentimenti e vivesse per loro, non li scacciasse, non facesse loro violenza, ma li coltivasse e ne traesse godimento. La bellezza non appagava chi la possedeva, ma chi sapeva amarla e adorarla.C’erano moltissimi sentimenti, all’apparenza, ma in fondo erano una cosa sola. Si può dare al sentimento il nome di volontà, o qualsiasi altro. Io lo chiamo amore. La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare.”

domenica 3 luglio 2022

Amore

 Hermann Hesse - “Sull’amore”


“Quanto più invecchiavo, quanto più insipide mi parevano le piccole soddisfazioni che la vita mi dava, tanto più chiaramente comprendevo dove andasse cercata la fonte delle gioie della vita. Imparai che essere amati non è niente, mentre amare è tutto, e sempre più mi parve di capire ciò che da valore e piacere alla nostra esistenza non è altro che la nostra capacità di sentire. Ovunque scorgessi sulla terra qualcosa che si potesse chiamare “felicità”, consisteva di sensazioni. Il denaro non era niente, il potere non era niente. Si vedevano molti che avevano sia l’uno che l’altro ed erano infelici. La bellezza non era niente: si vedevano uomini belli e donne belle che erano infelici nonostante la loro bellezza. Anche la salute non aveva un gran peso; ognuno aveva la salute che si sentiva, c’erano malati pieni di voglia di vivere che fiorivano fino a poco prima della fine e c’erano sani che avvizzivano angosciati per la paura della sofferenza. Ma la felicità era ovunque una persona avesse forti sentimenti e vivesse per loro, non li scacciasse, non facesse loro violenza, ma li coltivasse e ne traesse godimento. La bellezza non appagava chi la possedeva, ma chi sapeva amarla e adorarla.C’erano moltissimi sentimenti, all’apparenza, ma in fondo erano una cosa sola. Si può dare al sentimento il nome di volontà, o qualsiasi altro. Io lo chiamo amore. La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare."


https://ilcenacolointellettuale.blogspot.com/2022/07/hermann-hesse-sullamore.html?m=1

Felicità

  Ho imparato a essere felice là dove sono. Ho imparato che ogni momento di ogni singolo giorno racchiude tutta la gioia, tutta la pace, tutti i fili di quella trama che chiamiamo vita. Il significato è riposto in ogni istante, non c'è un altro modo per trovarlo. Percepiamo solo e soltanto ciò che permettiamo a noi stessi di percepire, tutti i giorni, un istante dopo l'altro.

Hermann Hesse

venerdì 29 aprile 2022

Essere felici

Essere felici

Non Essere felici alcun dovere della vita,

vi è solo il dovere dell’essere felici.

Per questo solo, noi siamo al mondo,

e con tutti i doveri

e con tutta la morale

e con tutti i comandamenti

difficilmente ci si rende felici l’un l’altro,

perché non si rende felici se stessi.


Se l’uomo può essere buono,

lo può essere solo

se egli è felice,

se egli ha in se stesso armonia,

quindi se egli ama.

Questo è stato l’insegnamento,

il solo insegnamento del mondo;

Questo diceva Gesù,

questo diceva Budda,

questo diceva Hegel.


Per ognuno l’unica cosa importante al mondo è:

la propria interiorità

la propria anima

la propria capacità di amare.

Se queste sono in ordine

si possono mangiare miglio o dolci,

portare stracci o gioielli.

Allora il mondo risuonerà chiaramente con l’anima,

tutto è buono,

tutto è in ordine.


(Hermann Hesse)

sabato 26 marzo 2022

HERMANN HESSE SULL'AMORE

 HERMANN HESSE  SULL'AMORE.


 Quanto più invecchiavo, quanto più insipide mi parevano le piccole soddisfazioni che la vita mi dava, tanto più chiaramente comprendevo dove andasse cercata la fonte delle gioie della vita. Imparai che essere amati non è niente, mentre amare è tutto, e sempre più mi parve di capire ciò che da valore e piacere alla nostra esistenza non è altro che la nostra capacità di sentire. Ovunque scorgessi sulla terra qualcosa che si potesse chiamare “felicità”, consisteva di sensazioni. Il denaro non era niente, il potere non era niente. Si vedevano molti che avevano sia l’uno che l’altro ed erano infelici. La bellezza non era niente: si vedevano uomini belli e donne belle che erano infelici nonostante la loro bellezza. Anche la salute non aveva un gran peso; ognuno aveva la salute che si sentiva, c’erano malati pieni di voglia di vivere che fiorivano fino a poco prima della fine e c’erano sani che avvizzivano angosciati per la paura della sofferenza. Ma la felicità era ovunque una persona avesse forti sentimenti e vivesse per loro, non li scacciasse, non facesse loro violenza, ma li coltivasse e ne traesse godimento. La bellezza non appagava chi la possedeva, ma chi sapeva amarla e adorarla.C’erano moltissimi sentimenti, all’apparenza, ma in fondo erano una cosa sola. Si può dare al sentimento il nome di volontà, o qualsiasi altro. Io lo chiamo amore. La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare.”

domenica 4 agosto 2013

Quanto ti voglio bene

 Quanto ti voglio bene
***
Lascia che te lo dica oggi quanto ti voglio bene, quanto tu sei stato sempre per me, come hai arricchito la mia vita. Tu non puoi misurare ciò che significhi. Significa la sorgente in un deserto, l’albero fiorito in un terreno selvaggio. A te solo debbo che il mio cuore non sia inaridito, che sia rimasto in me un punto accessibile alla grazia.

Hermann Hesse

martedì 4 settembre 2012

Hesse e la nostalgia per le preghiere recitate davanti a un altare


Hesse e la nostalgia per le preghiere recitate davanti a un altare

A novant’anni dalla sua prima pubblicazione, Adelphi pubblica una nuova edizione di Siddharta, il più noto romanzo di Hermann Hesse, correlato con alcuni suoi scritti inediti. Uno di questi inediti è anticipato dalla Repubblica del 2 settembre. Hesse ha già abbandonato il protestantesimo per le religioni orientali, e scrive: «Lì nulla mi  incalzava da presso, lì non dominava il sentore di quei modesti pulpiti pitturati di grigio né delle pietistiche scuole domenicali: la mia fantasia poteva spaziare. io potevo accogliere in me senza resistenze i primi messaggi che mi giungevano dal mondo indiano e i cui effetti sarebbero durati per tutta la vita (…). In anni lontani questi pensieri mi inducevano a guardare con una certa invidia e reverenza alla Chiesa cattolico-romana, e il mio anelito di protestante verso la forma consolidata, la tradizione, l’epifania dello spirito mi aiuta ancor oggi a mantenere desta la mia venerazione per questa suprema entità culturale dell’Occidente. Eppure, anche questa mirabile Chiesa-cattolica mi appare degna di venerazione solo a una certa distanza: non appena mi avvicino, anch’essa, come qualsiasi creazione d’uomo, emana un intenso odore di sangue e violenza, di politica e bassezza. E nondimeno mi capita di tanto in tanto, d’invidiare al cattolico la possibilità di recitarle davanti a un altare, le sue preghiere, anziché nel chiuso di una stanzetta spesso troppo angusta, e di filtrarla attraverso la grata di un confessionale, la confessione dei suoi peccati, anziché esporli sempre e soltanto all’ironia di un’autocritica solitaria».

lunedì 13 febbraio 2012

Hesse


Il nostro compito, quali esseri umani
***
Il nostro compito, quali esseri umani, consiste nel compiere all’interno della nostra propria unica e personale esistenza un passo sulla strada che porta all’uomo.
( H. Hesse

Postato da: giacabi a 11:24 | link | commenti
hesse

martedì, 29 marzo 2011

***
L'arte della vita sta nell'imparare a soffrire e nell'imparare a sorridere.
(Hermann Hesse)

Postato da: giacabi a 16:46 | link | commenti
hesse

domenica, 13 dicembre 2009

Arte
***
 « Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio». 

Hermann Hesse


Postato da: giacabi a 12:59 | link | commenti
hesse, bellezza

lunedì, 21 settembre 2009

 Amare se stessi
***
Senza amare se stessi non è possibile amare neanche il prossimo: l'odio di sé è identico al gretto egoismo e produce alla fine lo stesso orribile isolamento, la stessa disperazione.
Herman Hesse


Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso.
Kahlin Gibran



Postato da: giacabi a 23:45 | link | commenti
hesse, gibran

giovedì, 20 novembre 2008

Il sonno della ragione
 ***
" Già mezza Europa è sulla via del caos, ebbra di fanatiche illusioni cammina sull'orlo dell'abisso e canta, canta un canto ebbro come cantava Dmitri Karamazov. Il borghese oltraggiato ride di questi canti, ma il santo e il veggente li ascoltano piangendo.
Hermann Hesse

Postato da: giacabi a 20:52 | link | commenti
hesse, ragione

mercoledì, 30 luglio 2008

Le lacrime

***

Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell'anima
H.Hesse


Postato da: giacabi a 22:19 | link | commenti
hesse

sabato, 28 giugno 2008

Canzone di viaggio
***
Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!
Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.
Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.
E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finché lieto posso tutte le forze celebrare,
e di ogni stella diventare ospite e amico.
Hermann Hesse

Postato da: giacabi a 08:06 | link | commenti (1)
hesse

mercoledì, 28 marzo 2007

IL CUORE DELL’UOMO

Il mio Credo

 “Credo che nonostante la palese assurdità, la vita abbia nondimeno un senso; io mi rassegno a non poter comprendere questo senso supremo con l’intelletto, ma sono pronto a servirlo, dovessi anche per questo sacrificare me stesso. Percepisco dentro di me la voce di questo senso nei momenti in cui sono realmente vivo e perfettamente sveglio. Ciò che la vita da me richiede in quei momenti voglio cercare di realizzarlo, anche se è cosa che va contro le mode e le leggi consuete. Questa fede non si può impartire per comando, né alcuno vi può costringere se stesso: è dato solo viverla.
Interroga la tua anima! Interrogala e il futuro acquisterà un senso, l’amore una voce. Non interrogare la tua intelligenza, non perlustrare la storia del mondo all’inverso! La tua anima non ti accuserà di esserti interessato poco di politica, di aver lavorato troppo poco, di non aver odiato abbastanza i nemici, di non aver munito a sufficienza i confini. Ma forse ti accuserà di aver avuto troppo spesso paura, di aver scantonato di fronte alle sue sollecitazioni, e di non aver mai avuto tempo per dedicarti a lei, la più giovane e ammirevole delle tue creature, per giocare con lei, per ascoltare il suo canto; ti accuserà di averla spesso venduta per denaro, tradita per qualche vantaggio. In essa non v’è’ alcun sapere, alcun giudizio, alcun programma: solo tensione, solo futuro, solo sentimento. E’ lei che seguono i grandi santi e i predicatori, gli eroi e i martiri, i grandi cavalieri e i conquistatori, i maghi e gli artisti, tutti coloro il cui cammino e’ cominciato nella quotidianità per finire nell’alta beatitudine. Altro e’ l’itinerario dei milionari, e finisce in una casa di cura. Anche le formiche fanno la guerra, anche le api hanno uno Stato, anche i castori accumulano beni di consumo. La tua anima cerca altre vie, e quando non vi riesce, quando tu ottieni successi a sue spese, non ti arride alcuna felicità. Perché «felicità» e’ qualcosa che solo l’anima può percepire, non l’intelligenza, ne’ lo stomaco, ne’ la testa o il portafoglio.”
Herman Hesse