"La Chiesa è il luogo dove tutte le verità si incontrano"................. Gilbert Keith Chesterton
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su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo
giovedì 19 settembre 2024
proteggi la grazia del mio cuore
giovedì 22 aprile 2021
La Razza In Estinzione
Non mi piace la finta allegria
Non sopporto neanche le cene in compagnia
E coi giovani sono intransigente
Di certe mode, canzoni e trasgressioni
Non me ne frega niente
E sono anche un po' annoiato
Da chi ci fa la morale
Ed esalta come sacra la vita coniugale
E poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
Ma io non riesco a tollerare
Le loro esibizioni
Non mi piace chi è troppo solidale
E fa il professionista del sociale
Ma chi specula su chi è malato
Su disabili, tossici e anziani
È un vero criminale
Ma non vedo più nessuno che s'incazza
Fra tutti gli assuefatti della nuova razza
E chi si inventa un bel partito
Per il nostro bene
Sembra proprio destinato
A diventare un buffone.
Ma forse sono io che faccio parte
Di una razza
In estinzione.
La mia generazione ha visto
Le strade, le piazze gremite
Di gente appassionata
Sicura di ridare un senso alla propria vita
Ma ormai son tutte cose del secolo scorso
La mia generazione ha perso.
Non mi piace la troppa informazione
Odio anche i giornali e la televisione
La cultura per le masse è un'idiozia
La fila coi panini davanti ai musei
Mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
Ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano
C'è di buono che la scuola
Si aggiorna con urgenza
E con tutti i nuovi quiz
Ci garantisce l'ignoranza.
Non mi piace nessuna ideologia
Non faccio neanche il tifo per la democrazia
Di gente che ha da dire ce n'è tanta
La qualità non è richiesta
È il numero che conta
E anche il mio paese mi piace sempre meno
Non credo più all'ingegno del popolo italiano
Dove ogni intellettuale fa opinione
Ma se lo guardi bene
È il solito coglione
Ma forse sono io che faccio parte
Di una razza
In estinzione.
La mia generazione ha visto
Migliaia di ragazzi pronti a tutto
Che stavano cercando
Magari con un po' di presunzione
Di cambiare il mondo
Possiamo raccontarlo ai figli
Senza alcun rimorso
Ma la mia generazione ha perso.
Non mi piace il mercato globale
Che è il paradiso di ogni multinazionale
E un domani state pur tranquilli
Ci saranno sempre più poveri e più ricchi
Ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
Senza alcun rimedio
Una specie di massa
Senza più un individuo
E vedo il nostro stato
Che è pavido e impotente
È sempre più allo sfascio
E non gliene frega niente
E vedo anche una Chiesa
Che incalza più che mai
Io vorrei che sprofondasse
Con tutti i Papi e i Giubilei
Ma questa è un'astrazione
È un'idea di chi appartiene
A una razza
In estinzione
martedì 11 agosto 2020
La sua figura
La sua figura
Giunni Russo
Foglie dorate gocciolano giù
Apro le braccia al suo declinare stancoE lascia la Tua luce in me
Stelle cadenti incrociano i pensieri
I desideri scivolano giù
Mettimi come segno sul tuo cuore
Ho bisogno di te
Sai che la sofferenza d'amore non si cura
Se non con la presenza della sua figura
Baciami con la bocca dell'amore
Raccoglimi dalla terra come un fiore
Come un bambino stanco ora voglio riposare
E lascio la mia vita a te Tu mi conosci non puoi dubitare
Fra mille affanni non sono andata via
Rimani qui al mio fianco sfiorandomi la mano
E lascio la mia vita a te
Sai che la sofferenza d'amore non si cura
Se non con la presenza della sua figura
Solitudine che ristora e che innamora
Come un bambino stanco ora voglio riposare
E lascio la mia vita a te
Mi manca la presenza della sua figura
sabato 7 marzo 2015
Il Rock e l'Assoluto: "Holy Mother", la preghiera di Eric Clapton
| Il Rock e l'Assoluto: "Holy Mother", la preghiera di Eric Clapton | |||
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«Santa Madre, dove sei, stanotte mi sento spezzato in due; vedo le stelle cadere dal cielo, e non riesco a trattenere le lacrime». Era il 1986 ed Eric Clapton (insieme a Stephen Bishop) scriveva e incideva questa preghiera-canzone, Holy Mother, una delle più significative della sua lunga carriera, una delle più toccanti per storia, produzione artistica, melodia ed armonia. Pochi mesi prima della sua incisione in August (disco che contiene anche buoni pezzi come Bad influence and Tearing us apart), si toglieva la vita a 43 anni Richard Manuel, tastierista e membro storico di The Band, il gruppo guidato da Robbie Robertson che a lungo tempo era stato a fianco di Bob Dylan e che aveva inciso alcune delle più importanti canzoni dell'intera storia del rock (The Weight, The Night They Throw Old Dixie Down, It Makes No Difference): Holy Mother è dedicata a lui. È una canzone di sofferenza indifesa, di completa povertà, di assoluta incomprensione di fronte a certi inspiegabili fatti della vita. Clapton non è nuovo alle canzoni di forte religiosità, come mostra in Presence of The Lord e Hold me Lord, ma in Holy Mother raggiunge uno dei suo livelli più alti e belli, perché intensità e partecipazione hanno la dimensione del raccoglimento, visto che parole e musica sgorgano di fronte ad un amico grandissimo musicista che muore. Da dove viene questa preghiera? Dal cuore, dalla vita e dall'antica educazione. In un'intervista Clapton mi confessò: «È mia nonna che mi ha insegnato a pregare con le preghiere di una volta. Ed ogni tanto mi ritornano alla bocca, soprattutto nei momenti più difficili». Questa canzone appartiene a quella stessa radice di famiglia e tradizione, quasi a dimostrare che certi semi prima o poi saltano fuori e generano in modo imprevedibile. Cosi bella e cosi poderosa nella sua semplicità, Holy Mother è anche una delle più evidenti prove che la preghiera è una forma ben presente nel guazzabuglio artistico che chiamiamo "musica rock". Altre canzoni come What do you want me to do di Mike Scott o Hallelujah di Leonard Cohen ne sono ulteriore riprova, e sarebbe strano il contrario, visto che la "mendicanza" è un atteggiamento radicalmente connesso all'essere umano che solo la mancanza di realismo di certe culture vorrebbe trasformare in "sovrastruttura culturale". Invece è sempre interessante (e forse anche commovente) notare come la preghiera salti fuori nel rock (come nella vita) in momenti inattesi, definitivi, strani e imprevedibili. Sono quelle cose che accadono e che nel rock non hanno spiegazione immediata, ma parlano un linguaggio preciso e conducono fino in fondo all'uomo, fino al fondo dell'uomo e di ciò che cerca, soprattutto quando non ha scuse o altri appigli. Come quella sera del 20 aprile 1992, quando David Bowie - al termine della sua esibizione durante il concerto di tributo a Freddy Mercury, scomparso per Aids pochi mesi prima - si inginocchiò davanti a un miliardo di persone in diretta televisiva e disse: «Non abbiamo modo migliore per ricordare Freddy e tutti i nostri amici morti come lui, che recitare tutti insieme il Padre Nostro». In molte parti del mondo, ne sono certo, qualcuno ascoltò questa preghiera per la prima volta. 25 ottobre 2012 .
Santa Madre, dove sei?
Stasera mi sento spezzato in due.
Ho visto le stelle cadere dal cielo.
Santa Madre, non ci si può trattenere dal piangere
ho bisogno del tuo aiuto stavolta,
accompagnami attraverso questa notte sola.
Dimmi per favore che strada prendere
per ritrovare di nuovo me stesso.
Santa Madre, ascolta la mia preghiera,
in qualche modo so che sei ancora lì.
Mandami ti prego un po 'di serenità;
portami via questo dolore.
Non posso aspettare, non posso aspettare,
non posso aspettare più.
Non posso aspettare non posso aspettare,
non posso aspettarti.
Santa Madre, ascolta il mio grido,
ho maledetto il tuo nome migliaia di volte.
Ho sentito la rabbia attraversare la mia anima;
Santa Madre non riesco più a mantenere il controllo.
Sento di essere arrivato alla fine,
le mie gambe non correranno più a lungo.
Tu lo sai che io vorrei essere
tra le Tue braccia stanotte.
Quando le mie mani non si muoveranno più,
la mia voce si andrà affievolendo.
Santa Madre, allora sarò
abbandonato e protetto tra le tue braccia.
|
sabato 27 settembre 2014
non sono quando non ci sei
Vorrei Francesco Guccini
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo o dei giorni andati
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero
le strisce delle lumache nei loro gusci
e resto solo coi pensieri miei, ed io...
Vorrei con te da solo sempre viaggiare
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d'un rabbuiarsi o del tuo gioire
vorrei tornare nei posti dove son stato
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un gregge dell'Appennino dove risuona
fra gli alberi un'usata e semplice tramontana
e lo vorrei perché non sono quando non ci sei
domenica 1 giugno 2014
HOY ARRIESGARÉ
HOY ARRIESGARÉ
El drama de la existencia
busca encontrar su verdad,
quiere ocultar su Presencia
su Encarnación olvidar.
Mi voluntad luchará
por mantener su justicia
mi vida es su pertenencia,
nada me lo impedirá.
Hoy cantaré, cantaré mi vida o mi muerte.
Hoy arriesgaré, arriesgaré toda mi suerte.
Hoy cantaré, cantaré mi vida o mi muerte.
Hoy annunciaré, annunciaré
que El sigue presente.
He conocido la fuente
Que salva al hombre del mal,
en mi carne es grito fuerte
y en mi sangre tempestad.
Mi nueva ley es la historia,
que me ha tocato seguir,
grande es su misericordia
aunque non lo merecí.
Traduzione:
Il dramma dell'esistenza cerca la verità. Vuole nascondere la sua presenza, dimenticare la sua incarnazione. La mia volontà lotterà per mantenere la sua giustizia. La mia vita è appartenere a lui. Niente me lo potrà impedire. Oggi canterò, canterò la mia vita o la mia morte. Oggi rischierò, rischierò tutto il mio destino. Oggi canterò canterò la mia vita o la mia morte. Oggi annuncerò, annuncerò che lui continua ad essere presente. Ho conosciuto la fonte che salva l'uomo dal male, nella mia carne c'è un grido forte e nel mio sangue la tempesta. La mia nuova legge è la storia, che mi è accaduto di seguire, grande è la sua misericordia anche se non l'ho meritata.
Nazione:spagnola
Anno:
Genere:
venerdì 23 maggio 2014
Ojos de cielo
Víctor Heredia – Ojos de cielo (testo e traduzione)
***
se me borra el mundo con todo su infierno
se me borra el mundo y descubro el cielo
cuando me zambullo en tus ojos tiernos.
Ojos de cielo, ojos de cielo
no me abandones en pleno vuelo
ojos de cielo, ojos de cielo
toda mi vida por ese sueño
ojos de cielo, ojos de cielo
ojos de cielo, ojos de cielo…
Si yo me olvidara de lo verdadero
si yo me alejara de lo más sincero
tus ojos de cielo me lo recordaran
si yo me alejara de lo verdadero.
Ojos de cielo, ojos de cielo
no me abandones en pleno vuelo
ojos de cielo, ojos de cielo
toda mi vida por ese sueño
ojos de cielo, ojos de cielo
ojos de cielo, ojos de cielo…
Si el sol que me alumbra se apagara un día
y una noche oscura ganara mi vida
tus ojos de cielo me iluminarían
tus ojos sinceros, mi camino y guía.
Ojos de cielo, ojos de cielo
no me abandones en pleno vuelo
ojos de cielo, ojos de cielo
toda mi vida por ese sueño
ojos de cielo, ojos de cielo
ojos de cielo, ojos de cielo…”.
—————————————————-
Traduzione.
“Se guardo il fondo dei tuoi teneri occhi
si cancella il mondo con tutto il suo inferno
si cancella il mondo e scopro il cielo
quando mi tuffo nei tuoi teneri occhi.
Occhi di cielo, occhi di cielo
non abbandonarmi in pieno volo
occhi di cielo, occhi di cielo
tutta la mia vita per questo sogno
occhi di cielo, occhi di cielo
occhi di cielo, occhi di cielo…
Se dimenticassi ciò che è vero
se mi allontanassi da ciò che è sincero
i tuoi occhi di cielo me lo ricorderebbero
se mi allontanassi dal vero.
Occhi di cielo, occhi di cielo
non abbandonarmi in pieno volo
occhi di cielo, occhi di cielo
tutta la mia vita per questo sogno
occhi di cielo, occhi di cielo
occhi di cielo, occhi di cielo…
Se il sole che mi illumina un giorno si spegnesse
se una notte buia vincesse la mia vita
i tuoi occhi di cielo mi illuminerebbero
i tuoi occhi sinceri, mio sentiero e guida.
Occhi di cielo, occhi di cielo
non abbandonarmi in pieno volo
occhi di cielo, occhi di cielo
tutta la mia vita per questo sogno
occhi di cielo, occhi di cielo
occhi di cielo, occhi di cielo…”.
—————————————————-
Víctor Heredia, Ojos de cielo – 4:12
Razón De Vivir
Razón De Vivir
***
Ragione per vivere
Per decidere se continuare a dare questo sangue alla terra,
questo cuore che batte di giorno e di notte,
per continuare a camminare sotto il sole in questi deserti,
per riaffermare che sono vivo in mezzo a tanti morti,
per decidere, per continuare, per riaffermare e rendersi conto delle cose
ho bisogno solamente che tu stia qui con i tuoi occhi chiari.
Ah fuoco d’amore e guida, ragione per la quale io vivo.
Per alleggerire questo pesante fardello dei nostri giorni,
questa solitudine che abbiamo tutti, isole perdute,
per evitare questa sensazione di perdere tutto,
per capire la via da seguire e scegliere il modo,
per alleggerire, per evitare, per capire e rendersi conto delle cose
ho bisogno solamente che tu stia qui con i tuoi occhi chiari.
Ah fuoco d’amore…
Per mettere insieme la bellezza e la luce senza perdere la distanza,
per stare con te senza perdere l’angelo della nostalgia,
per scoprire che la vita passa senza chiederci niente,
e per rendersi conto che tutto è bello e non costa niente,
per mettere insieme, per stare con te,
per scoprire e rendersi conto delle cose
ho bisogno solamente che tu stia qui con i tuoi occhi chiari.
Ah fuoco d’amore…
Razón De Vivir
Para decidir si sigo poniendo esta sangre en tierra,Este corazón que bate su marcha a sol y tinieblas.
Para continuar caminando al sol x estos desiertos,
Para recalcar que estoy viva en medio de tantos muertos.
Para decidir, para continuar, para recalcar y considerar
Solo me hace falta que estés aquí con tus ojos claros
Ay fogata de amor y guía, razón de vivir mi vida .
Ay fogata de amor y guía, razón de vivir mi vida.
Para aligerar este duro peso de nuestros días,
Esta soledad que llevamos todos, islas perdidas!.
Para descartar esta sensación de perderlo todo,
Para analizar por donde seguir y elegir el modo.
Para aligerar, para descartar, para analizar y considerar
Solo me hace falta que estés aquí con tus ojos claros
Ay fogata de amor y guía, razón de vivir mi vida .
Ay fogata de amor y guía, razón de vivir mi vida.
Para combinar lo bello y la luz sin perder distancia,
Para estar con vos sin perder el ángel de la nostalgia.
Para descubrir que la vida va sin pedirnos nada
Y considerar que todo es hermoso y no cuesta nada.
Para combinar, para estar con vos, para descubrir y considerar
Solo me hace falta que estés aquí con tus ojos claros
Ay fogata de amor y guía, razón de vivir mi vida .
Ay fogata de amor y guía, razón de vivir mi vida
venerdì 18 aprile 2014
La Passione di Bruce Springsteen
La Passione di Bruce Springsteen
***
"Jesus was an only son" ecco la versione del Boss sulle ultime ore di Gesù
TESTO
“Gesù era un figlio unico
mentre saliva il Golgota
Maria sua madre gli camminava al fianco
lungo la strada che si tingeva del suo sangue
Gesù era un figlio unico
sulle colline di Nazareth
mentre leggeva i Salmi di David
sdraiato ai piedi della madre
Una madre prega
“Dormi bene, figlio mio, dormi bene
perché io sarò al tuo fianco
Che nessuna ombra, nessuna oscurità
nessuna campana a morto
possa farsi strada
fra i tuoi sogni questa notte”
Nel giardino di Getsemani
pregava per la vita che non avrebbe vissuto
pregò il suo Padre celeste perché rimuovesse
quella coppa da lui
C’è una perdita che non può essere compensata
una destinazione che non può essere raggiunta
una luce che non troverai in un altro viso
un mare la cui vastità non può essere abbracciata
Gesù baciò le mani di sua madre
e sussurrò “Madre, ferma le tue lacrime
e ricorda che l’anima dell’universo
ha voluto un mondo ed esso è comparso”.
martedì 16 luglio 2013
"Se Non Ami"
puoi scalare le montagne oltre i limiti che hai
potrai essere qualcuno se ti va
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
non ha senso tutto quello che fai
puoi creare un grande impero intorno a te
costruire grattaceli e contare un po' di più
puoi comprare tutto quello che vuoi tu
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
se non ami
non hai il senso delle cose più piccole
le certezze che non trovi e che non dai
l' amore attende e non è invadente e non grida mai
se parli ti ascolta tutto sopporta crede in quel che fai
e chiede di esser libero alle porte
e quando torna indietro ti darà di più
se non ami
se non ami
tutto il resto sa proprio di inutile
se non ami
non ti ami
non ci sei...
senza amore noi non siamo niente mai..
Nek Un'altra Direzione (2009)
domenica 19 agosto 2012
Nek e la rinascita della fede a Medjugorje
Nek e la rinascita della fede a Medjugorje
***
lunedì 23 luglio 2012
LA SUA FIGURA
La Sua Figura
Foglie dorate gocciolano giù
Apro le braccia al suo declinare stanco
E lascia la tua luce in me
Stelle cadenti incrociano i pensieri
I desideri scivolano giù
Mettimi come segno sul tuo cuore
Ho bisogno di te Sai che la sofferenza d'amore non si cura
Se non con la presenza della sua figura
Baciami con la bocca dell'amore
Raccoglimi dalla terra come un fiore
Come un bambino stanco ora voglio riposare
E lascio la mia vita a te
Tu mi conosci non puoi dubitare
Fra mille affanni non sono andata via
Rimani qui al mio fianco sfiorandomi la mano
E lascio la mia vita a te
Sai che la sofferenza d'amore non si cura
Se non con la presenza della sua figura
Musica silenziosa è l'aurora
Solitudine che ristora e che innamora
Come un bambino stanco ora voglio riposare
E lascio la mia vita a te
Mi manca la presenza della sua figura
giovedì 12 aprile 2012
E tu in cosa credi quando tutto crolla?
PACIFICO/
E tu in cosa credi quando tutto crolla?
***
dal: ilsussidiario.netPochi album all'attivo, solo cinque, (tra cui segnalerei "Musica leggera" e "Dentro a ogni casa"), molte collaborazioni (Celentano, Mannoia, Nannini, Venditti...), una buona scrittura testuale accompagnata a un gusto musicale che ruota attorno al De André degli ultimi dischi.
Napoletano nato a Milano, Gino de Crescenzo — all'anagrafe — ha appena pubblicato il suo ultimo lavoro, "Una voce non basta", che vede a raccolta un bel gruppo di artisti Italiani accompagnarlo nell'interpretazione di quattordici sue canzoni, da Frankie Hi Nrg a Malika Ayane, da Samuele Bersani a Cristina Donà. Ci sono canzoni di pregio e grande inventiva (Second moon e Presto) e altre più di routine, ma soprattutto c'è un brano che entra di potenza inarrestabile tra le migliori canzoni pubblicate sino ad ora nell'annata musicale italiana: In cosa credi.
Due voci si rincorrono nel brano in questione, quella di Pacifico e quella di Manuel Agnelli (Afterhours) e nel testo scorrono immagini non facili:
"In una valle a due passi dal mare
Ora galleggia un paese
In una minestra scura
Di ruote, di corda, di navi, elicotteri e case.
Lo vedi che non c'è preghiera,
Che non c'è muro forte abbastanza,
E non c'è altezza né distanza, che basti
E allora in cosa credi?".Di fronte a una tragedia, di fronte all'incomprensibile quotidiano, all'incrociarsi di affetti e paure, rabbie e ingiustizie, noi — ognuno — chi siamo?
Mentre la ballata si inerpica attorno all'albero dell'esistenza, dove tragedie, nascite e morti si avvitano, mentre archi e chitarre creano un tessuto drammatico e fremente, Pacifico e Agnelli danno voce a una canzone che farebbe bella mostra nella produzione di Ivano Fossati, con una tensione tangibile, che ricorda quella di Cosa sarà (Dalla-De Gregori) o quella implacabile di O que sera di Chico Buarque (riletta all'italiana proprio da Fossati). Insomma: qui è la tradizione della grande canzone italiana che bussa forte.
"Non hai una frase, una parola chiave?
Un altare per inginocchiarti,
Una statua antica da baciare?"
«È una canzone nata velocemente», ci ha raccontato lo stesso Pacifico, colto per una breve intervista un paio d'ore prima di una sua esibizione milanese, «in mezz'ora non di più. Sono stati giorni in cui si son inseguiti tanti fatti. Alla televisione vedevo queste immagini della tragedia di Fukushima, con una vallata in cui rifluivano nella melma animali, automobili, baracche, corpi ed elicotteri, tutti trasportati dall'acqua annerita. Erano giorni in cui vivevo anche personalmente insieme momenti di grande gioia e di profondo dolore. Erano giorni in cui chiedersi in cosa si può credere e sperare era la cosa più urgente, più impellente, più umana...».
Ci sono sempre giorni in cui, implicitamente, le mezze risposte inciampano e i medicamenti occasionali, per quanto intensi, non guariscono. Ma quali sono i nostri sotterfugi esistenziali? Come facciamo a riempirci la vita di risposte-non-risposte?
Questi libri di avventura e amore
Sono tetti di paglia, rifugi, trincee
per resistere a tanto insistito dolore
E gli abbracci, i sorrisi,
e le candele accese
i pochi mezzi di cui disponiamo,
le nostre piccole armi
E allora in cosa credi?"
In cosa credi: che razza di domanda. Inutile, fastidiosa, noiosa, saccente, faticosa, antiquata. Eppure sempre attuale, sempre presente. In cosa credi: canzone di autenticità fastidiosa, di semplice e trasparente sincerità, anche nel suo povero riconoscere l'immensa debolezza e grandezza dell'uomo. C'è dentro la vita che urge e non si può fare e meno di viverla, con gioia o disperazione perché la vita...:
"È una sfuriata e non resiste appiglio, e ricomincia tutte le mattine.
Si vive, è solo questo, si vive e non c’è altro da fare.
Ogni giorno è inaspettato,
E tutto arriva senza spiegazioni e ti confonde con le emozioni.
E ti commuove e non dà soluzioni"
Ci sono ancora canzoni capaci di domande? Di sfide in un certo senso finali? Finalmente si. E come reagisce il pubblico di fronte a queste parole? Pacifico, come reagiscono i tuoi spettatori, soprattutto i piu giovani...? «Per ora sto presentando questo album solo in alcuni show case, nulla di troppo teatrale o impegnativo. Eppure questa canzone, anche se eseguita con semplicità quasi acustica, provoca un silenzio profondo. Le domande che cerco di portare in scena sono le domande di un uomo che tra poco avrà cinquant'anni eppure vedo che in un certo modo attecchiscono anche tra i diciottenni che mi osservano, mi ascoltano. E vedo che la canzone un poco ritorna ad assumere quella funzione di provocazione a una riflessone sincera che aveva qualche decennio addietro...».
E tu, Pacifico, anzi, tu, Gino — se si puo scindere: l'uomo più che l'artista — di fronte a quelle domande, come te la cavi? «Difficile rispondere. Le domande ti costringono sempre a entrare in una sfera che potremmo dire di preghiera. A volte sacra, a volte religiosa, a volte inconsapevole. Credo che tutti quanti si rivolgano a un ignoto oppure a una presenza nota, perché è quasi impossibile farne a meno. Inutile mentire: siamo tutti fatti con questa ansia dentro, questa voglia di parlare sperando che qualcuno possa ascoltare».
E quella frase della tua canzone, "Credo alla stranezza del tutto, all’istante fatale in cui tutto si compie, che sia nascita, amore, morte o incontro", cosa volevi lasciare a chi ascolta? «Ma, forse il senso della potenza che c'è in quell'infinito mistero che chiamiamo vita...».
domenica 11 marzo 2012
canti. Io son cristiano
Io son cristiano
Io son cristiano, dal sacro fonte,
un'onda pura scese su di me.
Da quel momento sulla mia fronte,
pegno più sacro sceso non è.
Io son cristiano, questa è la gloria,
che fa ridenti questi miei dì.
E' il grido santo della vittoria:
io son cristiano e morrò così.
Io son cristiano, mio padre è Dio;
nella sua legge è il mio voler.
In lui la pace del viver mio,
da lui la santa luce del ver.
Io son cristiano, sono fratello
di Gesù Cristo, mio Salvator;
e dar la vita è santo e bello
a Lui che è morto per santo amor.
sabato 4 febbraio 2012
canti, 3
Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è
***
RAF
Che vuoto che c'è!
La vita cos'è?
E' una gara senza senso e noi
siamo soli nell'immenso vuoto che c'è
la vita cos'è?
Agnus Dei,
non ci sarà redenzione per i nostri peccati,
e non c'è verità che non vada a pezzi,
siamo pazzi, siamo dannati.
Non prendersi mai e ritrovarsi qui
distratti e abbandonati.
Quante stelle nel chellophane questa notte avvolgerai?
Quanti sogni nell'anima come angeli incontrerai?
Non lo vedi? lo sai! Siamo fragili noi...
Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è
soli in fondo all'universo senza un perché
c'è bisogno di una luce quaggiù
non lasciarmi amore almeno tu come me...
Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è!
Dove sei? Come si fa a resistere in questi momenti?
Se non c'è chi dà neanche una certezza
una carezza siamo violenti!
Quante stelle hai raccolto già per il buio che vivrai?
Nei deserti dell'Anima quanti angeli incontrerai?
Non lo senti? lo sai! Siamo fragili noi...
Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è
condannati a dare un senso al nulla perché
c'è bisogno di una luce quaggiù
non lasciarmi amore almeno tu come me...
Dammi un segno che non vivo più
ne ho bisogno credi! Almeno tu...
Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è
soli in fondo all'universo senza un perché
e ho bisogno di una luce quaggiù
non lasciarmi amore almeno tu
dove sei?
Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è
e ho bisogno di te e ho bisogno di te
dove sei dove sei dove sei dove sei?
|
Postato da: giacabi a 20:29 |
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canti
|
L’iniziativa
***
In fondo io non c’ero e Lui mi ha creato, io non esistevo e Lui mi ha amato, in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo? Non c’era la luce, non c’era il colore, non c’era l’amicizia, il tempo e l’amore, in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo? Solo l’ingratitudine ci fa dimenticare che Dio non incomincia se non per terminare… Solo l’ingratitudine ci fa dimenticare che Dio non incomincia se non per terminare… In fondo tu non c’eri, non ci saremmo mai incontrati Se Dio che ci ha voluti non ci avesse amati in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo? Ed ora non ci resta che una cosa da fare: seguire la sua strada e cominciare a lavorare, per primo Lui ci ha amati fino in fondo e adesso ci regala il mondo e adesso ci regala il mondo. |
Postato da: giacabi a 14:09 |
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canti, chieffo
IL MIO VOLTO
***
Mio Dio, mi guardo ed ecco scopro
che non ho volto; guardo il mio fondo e vedo il buio senza fine. Solo quando mi accorgo che tu sei, come un’eco risento la mia voce e rinasco come il tempo dal ricordo. Perché tremi mio cuore? Tu non sei solo, tu non sei solo; amar non sai e sei amato, e sei amato; farti non sai e pur sei fatto, e pur sei fatto. Come le stelle su nei cieli, nell’Essere tu fammi camminare, fammi crescere e mutare, come la luce che cresci e muti nei giorni e nelle notti.
Adriana Mascagni
«Ricordo
perfettamente come andò. C'era un raduno. Era un brutto periodo, per
me, di crisi. Ricordo l'esperienza di quei momenti, dove arrivavano
quelle parole. Ecco che cos'è una canzone, che cos'è un'ispirazione: è
come vedere, c'è un momento in cui tu vedi. Allora esprimi: ma non
esprimi qualcosa come fossero tue vaghezze, bensì è qualcosa come una
testimonianza, come un riconoscimento di una evidenza, ecco». Dicci di
quel raduno. «Ero andata lì piena del mio vuoto, non avevo nulla, non
ero niente. Sentii don Giussani parlare di Dio, di
Cristo. Mi sono accorta che prendevo consistenza, che il mio essere
prendeva forma mano a mano che il mio sguardo si posava lì. Ho appuntato
subito quella cosa: quella sofferenza, e quell'accadere». Renato Farina (tracce novembre 1993)
Adriana Mascagni racconta come sono nati i primi canti nel movimento
.................................................................. a P.
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