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domenica 18 agosto 2024

La libertà

 Sono giunto alla conclusione spaventosa che io sono l'elemento decisivo della mia vita.

Io possiedo il potere tremendo per rendere la mia vita miserabile o allegra. Con gli altri e per me stesso io posso essere uno strumento di tortura o uno strumento di ispirazione.

È la mia risposta che decide se una crisi si riduce o no.

Sono le mie azioni che decidono se io mi innalzo o mi degrado e se umanizzano o disumanizzano gli altri.

Sono il potere della mia vita.


Goethe

lunedì 31 ottobre 2022

necessario ripetere la verità

 «È necessario ripetere la verità più e più volte, perché anche la menzogna intorno a noi è costantemente ripetuta. Non per gli individui, ma per le masse; sui giornali e sulle enciclopedie; nelle scuole e nelle università. Ovunque la falsità è al top, comoda e sicura che la coscienza della maggioranza è dalla loro parte».

 Wolfang von 

venerdì 22 febbraio 2013

Goethe,

:  
"La religione naturale, in realtà, non ha bisogno di una fede, poiché la convinzione, che dietro la natura si nasconda un grande essere creatore che ordina e guida, una tale convinzione è evidente a tutti",nella sua autobiografia
 «L’Europa è nata in pellegrinaggio e la sua lingua madre è il cristianesimo». Goethe,

sabato 29 settembre 2012

Per il ministro Profumo 'l'ora di religione non ha senso'. Io, studente senza fede, vi spiego l'ignoranza di queste parole

Per il ministro Profumo 'l'ora di religione non ha senso'. Io, studente senza fede, vi spiego l'ignoranza di queste parole

pubblicata da Papa Benedetto XVI il giorno Martedì 25 settembre 2012 alle ore 15.49



E' ora di cena quando sento dire al telegiornale: «Credo che l'insegnamento della religione nelle scuole così come concepito oggi non abbia più molto senso. Probabilmente quell'ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica». Parole di Francesco Profumo, pronunciate lo scorso venerdì sera, alla festa di ‘Sinistra, ecologia e libertà’, basando il suo ragionamento su di un dato preciso: «Nelle nostre classi il numero degli studenti stranieri e, spesso, non di religione cattolica tocca il 30%»; di qui la conclusione: «sarebbe meglio adattare l'ora di religione trasformandola in un corso di storia delle religioni o di etica».

Da subito resto perplesso, non tanto per l'idea del gran postribolo delle religioni, ma perchè si è parlato di etica. Mi domando, in una società multietnica e pluralista, permeata profondamente da quel relativismo che toglie sonno al Papa, chi avrà l'ardire di fissare la 'giusta' etica valida a livello universale. La stabilirà il ministro, certamente, per quanto da due millenni nè filosofi nè politici nè preti siano riusciti a convincere il mondo.
Poi mi soffermo sulle ragioni che motivano la proposta, rifletto per qualche minuto; la perplessità cede il passo all'amarezza: ho concluso gli studi liceali classici da poco, ho appena ventun anni, non ho neppure il dono della fede, ma ritengo di dover contestare, sul piano giuridico e culturale, quanto affermato da un Ministro dell'Istruzione della mia Repubblica.

1) 'Sbandata giuridica'

Se Profumo conoscesse il diritto, non sarebbe incorso in un così grave errore d’interpretazione quando parla di anacronismo dell’ora di religione cattolica. Infatti, l'Accordo di Villa Madama del 1984, che rivede i Patti Lateranensi del 1929 firmati da Santa Sede e Regno d’Italia, nell’articolo 9.2 stabilisce:

“Lo Stato, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche”.

Qui sta il punto: la religione cattolica s’insegna a scuola non come ora d’indottrinamento o di catechesi, ma per aiutare a comprendere una componente culturale della nostra storia e della nostra società. A maggior ragione se si vuole favorire l’integrazione di studenti di etnie e credi diversi, è giusto tutelare questo insegnamento. Ecco perchè la scusa degli studenti stranieri non regge. Non regge perchè la cultura di un Paese resta tale, indipendentemente dal credo di chi debba comprenderla tra i banchi di scuola. Sembra calzare a pennello l'allora cardinale Joseph Ratzinger, quando scriveva: «C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì, in maniera lodevole, di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L’Europa ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di se stessa, se vuole davvero sopravvivere. La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie. Ma la multiculturalità non può sussistere senza basi comuni, senza punti di orientamento offerti dai valori propri».
2) 'Strafalcione culturale'

Se è chiaro che Profumo non conosce i fondamenti dell'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il fatto che lo consideri alla strenua del catechismo parrocchiale, e dunque non consono all'ascolto di chi alla Chiesa di Roma non appartiene, dimostra uno sconvolgente vuoto culturale, imperdonabile per un ministro dell'Istruzione. Si, perché già dalle colonne de “L'Espresso” del 10 settembre 1989, il celebre scrittore Umberto Eco, ateo, si domandava: «Perché i ragazzi debbono sapere tutto degli dei di Omero e pochissimo di Mosé? Perché devono conoscere la Divina Commedia e non il Cantico dei cantici (anche perché senza Salomone non si capisce Dante)? Insomma è legittimo e fecondo affermare che la Bibbia ha il diritto di porsi come codice culturale, così come lo sono Platone, Aristotele, Kant, l’illuminismo».  Viene citato Immanuel Kant, lo stesso filosofo che afferma: «Il Vangelo è la fonte da cui è scaturita la nostra civiltà», quasi facendo eco all'immenso scrittore Johann Wolfgang von Goethe, quando dice: «Il Cristianesimo è la lingua materna dell'Europa».

Ecco, c’è una ragione se l’intera cronologia si serve del calendario fatto elaborare da Gregorio XIII e dell’Anno Domini, l’anno della nascita di Cristo, per ricostruire gli eventi storici globali. C’è una ragione se nella nostra letteratura si incontrano autori fortemente spirituali come Francesco Petrarca, Torquato Tasso, Dante Alighieri o Alessandro Manzoni; che le uniche due opere la cui lettura è d’obbligo nei nostri licei, e cioè la "Divina Commedia" e "I Promessi Sposi", siano la prima una delle espressioni più alte e fantasiose della teologia medievale e la seconda il romanzo della Provvidenza.
Caro ministro, lei mi riduce il Cattolicesimo a fatto puramente confessionale, e al contempo mi chiede di studiare il Manzoni, che però mi scrive in 'Osservazioni sulla morale cattolica': «Tutto si spiega col Vangelo, tutto conferma il Vangelo». 

Meglio poi che non faccia appello a Vittorino da Feltre Pico della Mirandola: si spaventerebbe. Nè vengo a riportarle le conclusioni di scrittori del rango di Fëdor Dostoevskij Lev Tolstoj: li scambierebbe per mistici deliranti.

Capisce quindi, eccellenza, il mio dilemma su se prestare ascolto a lei o agli autori che mi chiede di studiare? Son drammi, mi aiuti, perché mi confonde le idee anche il pittore Marc Chagall, quando confessa: «Le pagine della Bibbia sono l'alfabeto colorato in cui per secoli i pittori hanno intinto il loro pennello». Cerco di non badarci troppo, eppure mi sembra proprio che cupole e campanili sovrastino superbamente tutte le città europee, e che la grande maggioranza dei capolavori artistici del Vecchio continente narrino del Cristianesimo e dei suoi protagonisti. Nessuna sorpresa poi, se le due più celebri sculture al mondo siano il biblico Re David di Michelangelo e la Pietà vaticana.

Pare che questo Cristianesimo continui a perseguitarmi persino nella persona del filosofo agnostico Benedetto Croce, che arrivò a scrivere un noto saggio intitolato "Perché non possiamo non dirci cristiani", in cui leggo: «Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta (...). Tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate. Tutte, non escluse quelle che la Grecia fece della poesia, dell'arte, della filosofia, della libertà politica, e Roma del diritto (...). La ragione di ciò è che la rivoluzione cristiana operò nel centro dell'anima, nella coscienza morale, e, conferendo risalto all'intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fin allora era mancata all'umanità. Gli uomini, i geni, gli eroi, che vi furono prima del cristianesimo, compirono azioni stupende, opere bellissime, e ci trasmisero un ricchissimo tesoro di forme, di pensieri e di esperienze; ma in tutti essi manca quel sentimento di amore e carità che noi accomuna e affratella, e che il cristianesimo ha dato esso solo alla vita umana».

E sul filone di Croce si inserisce ancora l'ateo Jürgen Habermas, filosofo, storico e sociologo, tra i massimi esponenti viventi della prestigiosa Scuola di Francoforte, che mi ricorda con schiettezza: «L'universalismo egualitario - da cui sono derivate le idee di libertà e convivenza solidale, coscienza morale individuale, diritti dell'uomo e democrazia - è una diretta eredità dell'etica ebraica della giustizia e dell'etica cristiana dell'amore. A tutt'oggi non disponiamo di opzioni alternative. Continuiamo ad alimentarci a questa sorgente. Tutto il resto sono chiacchiere postmoderne».

Ma allora com'è possibile che siamo arrivati a scordarci tutto? Asineria italica? Assenza di memoria? Secolarizzazione? Certamente. Ma anche gli insegnanti di religione non ci fanno una bella figura. Vero che l'impossabilità di compiere una valutazione di egual incidenza come quella del resto dei colleghi non li abbia aiutati nel guadagnarsi la giusta considerazione da parte degli studenti, ma è innegabile che molti di essi (certamente non la totalità) li si è visti tragicamente inadeguati al ruolo preposto, per sciatteria o ignoranza.

Chi si aspettava disquisizioni sull'estetica teologica, la natura dei Dogmi, il problema della teodicea o quello del peccato originale, la Grazia, i Concili e le eresie, la Scolastica, la teologia dei Dottori della Chiesa, la filosofia cristiana e l'apologetica, ecc, ha fin troppo spesso trovato insegnanti che si limitavano a lasciare spazio ad una normale ora di ricreazione, o fiera delle banalità da primo catechismo (neppure da cresima!). E di tutto questo possiamo davverno farne a meno.

Ecco perchè oggi ci tocca non solo difendere l'ora di religione cattolica da ministri che hanno smarrito il senso della storia, ma di reclamarne anche un dignitoso e autentico insegnamento. In nome della nostra stessa identità perchè, come ammonisce il poeta Thomas Stearns Eliot, vincitore del premio Nobel per la Letteratura: «Un cittadino europeo può non credere che il Cristianesimo sia vero e tuttavia quello che dice e fa scaturisce dalla cultura cristiana di cui è erede. Senza il Cristianesimo non ci sarebbe stato neppure un Voltaire o un Nietzsche. Se il Cristianesimo se ne va, se ne va anche la nostra cultura, se ne va il nostro stesso volto».

di Giacomo Diana

domenica 12 febbraio 2012

Goethe 2


Presenza
***
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui, spero
Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu,
e fiori, luna e stelle
a te s'inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.

Johann Wolfgang Goethe

Goethe


Il senso religioso
***
Nel profondo del nostro petto
si muove un anelito
ad abbandonarsi volontariamente
e per gratitudine
a un Ignoto più elevato e più puro,
sciogliendo l’enigma
di questo eterno Innominato
chiamiamo tutto ciò: essere religiosi!

J.W. Goethe

Postato da: giacabi a 11:39 | link | commenti
goethe, senso religioso

giovedì, 18 agosto 2011

L'audacia
***
C'è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui ci si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarla, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poterla fare, incominciala. L'audacia ha in se genio, potere e magia. Incominciala adesso.
(Goethe)

Postato da: giacabi a 17:19 | link | commenti
goethe

giovedì, 27 gennaio 2011

***
“Quelli che non sperano in un'altra vita sono morti perfino in questa.”
J.W. Goethe

Postato da: giacabi a 18:20 | link | commenti
goethe

domenica, 02 gennaio 2011

***
Se il sole al mattino sorge e promette una bella giornata, non posso fare a meno ogni volta d'esclamare: ecco un altro dono di Dio che gli uomini di Dio si rubano l'un l'altro.
(Goethe)

Postato da: giacabi a 20:13 | link | commenti
goethe

sabato, 09 ottobre 2010

  1. Il Creatore
  2. "La religione naturale, in realtà, non ha bisogno di una fede, poiché la convinzione, che dietro la natura si nasconda un grande essere creatore che ordina e guida, una tale convinzione è evidente a tutti".
    (Goethe, Viaggio in Italia, Mondadori 2006)

Postato da: giacabi a 20:05 | link | commenti
goethe

giovedì, 11 febbraio 2010

Dio
***


"Chi può dare a Dio un nome e proclamare: Io credo in lui? Colui che tutto comprende, che tutto regge, non comprende e regge me, te, se stesso? Non s'incurva lassù la volta del cielo? Non si stende quaggiù ferma la terra? E non salgono in alto, di qua e di là, eterne stelle? Non si specchia il mio occhio nel tuo? E l'universo tutto non s'impone alla tua mente e al tuo cuore, agitandosi in eterno mistero, visibile, invisibile, a te d'intorno? Riempiene il tuo cuore quant'è grande e se questo sentimento ti rende interamente beata, chiamalo come vuoi, chiamalo felicità! cuore! amore! Dio! Io non ho un nome per esso! Sentire è tutto, il nome è un suono e un fumo, che annebbia lo splendore celeste!"
Goethe, Johann Wolfgang Urfaust, pag.190

Postato da: giacabi a 18:01 | link | commenti
goethe

sabato, 17 ottobre 2009

***
Cerco di osservare ciò che ho sempre sotto gli occhi: il giardino di casa, la mia strada. E tutto mi sorprende. La Vita è un’inspiegabile magia."
Goethe



Postato da: giacabi a 23:49 | link | commenti
goethe

giovedì, 11 giugno 2009

Occorre invocare il Nome
***
                                 
”chiamalo fortuna! Rumore! Amore! Dio! . Io non ho nessun nome per questo.  Tutto è sentimento: il nome è rumore e fumo, annebbiante brace del cielo.”
Goethe
“poichè in verità il nome non è mero rumore e fumo, ma parola e fuoco . occorre invocare il Nome e confessare:io credo questo Nome

Postato da: giacabi a 21:36 | link | commenti
goethe

sabato, 07 marzo 2009

L’amore
Da dove siamo nati?
***
Da dove siamo nati?
Dall'
amore.
Come saremo perduti?
Senza
amore
Cosa ci aiuta a superarci?
L'
amore.
Si puo trovare anche l'amore?
Con
amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'
amore.
Cosa deve unirci sempre.
L'
amore.
Johann Wolfgang Ghoethe


Postato da: giacabi a 08:29 | link | commenti
goethe

domenica, 13 luglio 2008

 Presenza
***
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui,spero.


Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.


Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.


Notte!E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna
.

Seducente e soave sei tu,
e fiori,luna e stelle
a te s'inchinano,o sole
!

Sole,sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita,è eternità
 Goethe Johann Wolfgang

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goethe

domenica, 06 luglio 2008

***
"Grigia è la teoria,
verde è l'albero della vita"

  Goethe   


Postato da: giacabi a 09:24 | link | commenti
goethe

lunedì, 16 giugno 2008

***
"Io sono solo un pellegrino sulla terra;
voi siete di meglio?"

Göethe  da “I dolori del giovane Werther”


Postato da: giacabi a 21:32 | link | commenti
goethe


***
“Solo se si è pronti a considerare possibile l'impossibile si è in grado di scoprire qualcosa di nuovo.

Amo quelli che desiderano l'impossibile.

Göethe .

a: E



Postato da: giacabi a 21:19 | link | commenti
goethe


***
Ciascuno vede ciò che si porta nel cuore”
Göethe .




Postato da: giacabi a 20:54 | link | commenti
goethe

sabato, 07 giugno 2008

La bellezza del creato
***
“Ma voi, figlioli autentici di Dio, gioite alla bellezza che trabocca da tutto ciò che vive!
 Goethe
 (Antonio Socci - Uno strano cristiano - pag.48)

Postato da: giacabi a 15:24 | link | commenti
goethe

giovedì, 22 maggio 2008


Conoscere qualcuno
***
Conoscere qualcuno, ovunque egli sia, con cui comprendersi nonostante le distanze e le differenze, può trasformare la terra in giardino.
Wolfgang Goethe                   a M.

Postato da: giacabi a 15:10 | link | commenti (1)
goethe

giovedì, 01 maggio 2008

Presenza
***
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui, spero
Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu,
e fiori, luna e stelle
a te s'inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.

Johann Wolfgang Goethe