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martedì 1 luglio 2025

Khalil Gibran La poesia

 🔖<<La poesia è capire la completezza. Come farla comprendere a chi concepisce solo il particolare?>>🔖 


*Massima tratta dal libro 'Spiritual Sayings' del poeta, pittore, filosofo e teologo libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran (Bsharre, 1883 - New York, 1931), uno degli scrittori più famosi nel mondo.


Dopo William Shakespeare e Laozi, l'artista ed intellettuale mediorientale è l'autore più letto della storia, in particolare grazie alla sua raccolta di poesie in prosa 'Il Profeta', tra i più grandi successi editoriali del mondo. 


Pensatore di culto soprattutto per i giovani, che considerano le sue opere come breviari mistici, Gibran unì nei suoi componimenti la cultura orientale con quella occidentale.


"La poesia -recita una sua celebre lirica- è il salvagente cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire." 


Nel volume 'Thoughts and Meditations' approfondisce la sua riflessione sul ruolo della scrittura in versi con queste parole: "La poesia, cari amici, è la sacra incarnazione di un sorriso. La poesia è un sospiro che asciuga le lacrime. La poesia è un pensiero che risiede nell’anima, il suo nutrimento è il cuore, il suo vino è l’affetto. La poesia che non si presenta sotto questa forma è un falso messia."


#Poesia #Poeti #Gibran #KhalilGibran #WilliamShakespeare #Laozi

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🔴IL POETA

  (Jubrān Khalīl Jubrān, famoso come Khalil Gibran)


Un anello tra questo mondo e l’aldilà;

una fonte di acqua limpida per gli assetati;

un albero cresciuto sulle rive del fiume della bellezza,

carico di frutti maturi ai quali anelano i cuori affamati.

Un uccello canterino che saltella sui rami del discorso,

gorgheggiando melodie che colmano le creature di dolcezza e tenerezza.

Una nube bianca nel cielo della sera,

che sorge e cresce fino a riempire i cieli,

e poi riversa la sua generosità sui fiori nei campi della Vita.

Un angelo inviato dagli dèi per insegnare agli uomini le vie degli dèi.


Una lampada risplendente inattaccabile dal buio,

perché non è nascosta sotto il moggio.

Astarte la riempì d’olio, Apollo la accese.

Solo, vestito di sincerità e nutrito dalla tenerezza;

siede in grembo alla natura imparando a creare,

e veglia nella quiete della notte

aspettando la discesa dello spirito.


Un contadino che sparge i semi del suo cuore

nel giardino del sentimento,

dove essi danno frutto

per quelli che raccolgono.

Questo è il Poeta, ignorato dagli uomini durante la sua vita,

e riconosciuto da loro solo quando abbandona il mondo per far ritorno alla sua dimora celeste.

Questi è colui che non chiede nulla agli uomini se non un piccolo sorriso;

il cui respiro si leva e riempie il firmamento di perenni visioni di bellezza.

Eppure la gente gli rifiuta nutrimento e rifugio.

Fino a quando, o Uomo,

fino a quando, o Vita,

costruirete palazzi di onore

a quelli che impastano la terra col sangue

e scanserete quelli che vi danno pace e armonia?


Fino a quando esalterete gli assassini

e quelli che fanno curvare il collo sotto il giogo dell’oppressione?

Dimenticando coloro che diffondono nel buio della notte

la luce dei loro occhi per mostrarvi lo splendore del giorno?

Coloro che hanno trascorso un’esistenza miserabile

affinché voi poteste gustare la felicità e il diletto.


E voi, Poeti, vita di questa vita:

avete conquistato il tempo

a dispetto della sua tirannia,

e meritato una corona d’alloro

affrontando le spine dell’inganno.

Voi siete sovrani sui cuori

e il vostro regno non avrà fine.

sabato 10 febbraio 2024

Liberatemi da colui

 "Liberatemi da colui che dice la verità solo ferendo, da chi si comporta irreprensibilmente ma ha cattive intenzioni, da chi acquista stima di se stesso solo vedendo l'errore degli altri"

 Khalil Gibran

sabato 8 aprile 2023

 

"Ogni anno, in questo giorno, l’Umanità si desta col ritorno della Primavera, e si raduna piangente ai piedi del Nazareno che soffre. Allora, essa chiude gli occhi e si abbandona ad un sonno profondo. Ma la Primavera resta desta, sorride e va avanti finché si unirà all’Estate che indossa un abito d’oro pieno di profumi.

L’umanità è simile alla donna dolente che ama piangere gli eroi ed i ricordi del passato … Se l’umanità potesse capire, si rallegrerebbe della loro gloria.

L’Umanità è come un fanciullo che ride vicino ad un animale ferito. L’umanità ride di fronte al torrente in piena che porta verso l’oblio i rami secchi delle piante e trascina con risolutezza tutto ciò che non è ben ancorato.

L’Umanità considera Gesù di Nazareth come un essere povero di nascita che ha sofferto miseria e umiliazione assieme agli altri miseri. E si ha pietà di Lui, perché l’Umanità crede che è stato crocifisso con dolore … E l’Umanità gli offre solo pianti, gemiti e lamenti. Per secoli l’Umanità ha adorato la debolezza nella persona del Salvatore.

Il Nazareno non era un debole! Era forte, ed è forte! Ma la gente si rifiuta di capire il vero significato della forza.

Gesù non ha vissuto una vita timorosa, né è morto soffrendo o lamentandosi… Ha vissuto da Maestro. E’ stato crocefisso come un Crociato. E’ morto con un eroismo che ha spaventato i suoi persecutori e assassini.

Gesù non era un uccello dalle ali spezzate. Era un’impetuosa tempesta che spezza le ali distorte. Non temeva né persecutori né nemici. Non ha sofferto davanti ai suoi assassini. Era libero, coraggioso e audace. Ha sfidato i despoti e gli oppressori. Ha visto le pustole purulenti e le ha estirpate … Ha imbavagliato il Male, ha schiacciato la falsità, ha soffocato la malignità.

Gesù non è giunto dal cuore del cerchio di Luce per distruggere le dimore umane e costruire sulle loro rovine conventi e monasteri. Non ha convinto l’uomo forte a farsi monaco o prete, ma è venuto su questa terra per propagare uno Spirito novello, con il potere di minare le fondamenta di ogni monarchia fondata sulle ossa e crani umani … E’ venuto per distruggere i palazzi maestosi, edificati sulle tombe dei deboli, per abbattere gli idoli eretti sui corpi dei poveri.

Gesù non ci è stato inviato per insegnare al popolo come costruire sontuose chiese e magnifici templi in mezzo a capanne fredde e fatiscenti e tristi tuguri … E’ venuto per trasformare in tempio il cuore dell’uomo, in altare la sua anima ed in sacerdote il suo Spirito.

Questa è stata la missione di Gesù di Nazareth, e questi sono gli insegnamenti per i quali è stato crocefisso.

Se l’umanità fosse saggia, sorgerebbe e canterebbe a squarciagola un inno di conquista e di trionfo."

lunedì 16 gennaio 2017

Il Profeta di Gibran Khalil Gibran
INDICE
Capitolo precedente - Capitolo successivo

 

Il Dolore

***

 

Prese la parola una donna che disse: Parlaci del Dolore.
Ed egli disse:

 

Il vostro dolore è il rompersi del guscio che racchiude il vostro intendimento.
Come il nocciolo del frutto deve rompersi perché il suo seme possa ricevere il sole, così dovete conoscere il dolore.

Se poteste mantenere in cuore tutta la meraviglia per il prodigio quotidiano della vita, anche il dolore non vi sembrerebbe meno stupefacente che la gioia;

 

E accogliereste le stagioni del cuore come avete sempre accolto le stagioni che passano sui vostri campi.
E vegliereste sereni nell'inverno della vostra sofferenza.
Molte pene le avete scelte voi.
È la pozione amara con cui il medico in voi cura il vostro io malato.
Fidatevi del medico e bevete il rimedio tranquilli e in silenzio;
Perché la sua mano, anche se rude e pesante, è guidata dalla
mano premurosa dell'Invisibile.
E la tazza che vi porge, anche se brucia le labbra, è stata modellata con l'argilla che il Vasaio ha bagnato con le Sue lacrime sacre.

giovedì 26 dicembre 2013

lunedì 16 luglio 2012

La perla

La perla è un tempio costruito dal dolore intorno a un granello di sabbia
 (Kahlil Gibran)

domenica 1 luglio 2012


l'amore è l'anello di una catena che inizia da uno sguardo e sfocia nell'eterno (Kahlil Gibran)
***

Quando volgi le spalle al sole non vedi che la tua ombra 
 (Kahlil Gibran)
***


La perla è un tempio costruito dal dolore intorno a un granello di sabbia (Kahlil Gibran)

domenica 12 febbraio 2012

Gibran


L’AMICIZIA
***
  «Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il vostro campo che seminate con amore
e che mietete con riconoscenza.
Ed è la vostra mensa e il vostro focolare.
Perché venite a lui pieni di fame e lo cercate per la vostra pace.
Quando un amico vi confida il suo pensiero,
non abbiate paura di dirgli “no” dentro di voi e non trattenete il vostro “si”.
E quando lui tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo;
perché senza parole, nell’amicizia, pensieri,  desideri
e attese nascono e sono condivisi, con una gioia che non si può esprimere.
Quando vi separate dall’amico, non abbiate dolore;
Perché in sua assenza può chiarificarsi ciò che più di lui amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo
se non l’approfondimento comune dello spirito.
Perché l’amore che non cerca
se non di rivelare il suo mistero, non è amore,

ma una rete lanciata avanti:
e solo ciò che è vano vi casca dentro.
E sia per l’amico la parte migliore di voi stessi.
Se egli deve conoscere il riflusso della
vostra marea, che ne conosca anche la  piena.
Per cosa è vostro amico,
se lo cercate nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Perché può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro vuoto.
E nella dolcezza dell’amicizia
ci sia il riso, e si condividano i piaceri.
Perché nella rugiada delle piccole cose il cuore
scopre il suo mattino e trova conforto».

Kahlil Gibran – il Profeta

Postato da: giacabi a 21:20 | link | commenti
amicizia, gibran

sabato, 24 ottobre 2009

Il dolore e la gioia
***

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la tua capacità di comprendere. E se potessi mantenere il cuore sospeso in costante stupore ai quotidiani miracoli della vita, il dolore non ti sembrerebbe meno meraviglioso della gioia; e accetteresti le stagioni del tuo cuore, come hai sempre accettato le stagioni che passano sui tuoi campi
Kahlil Gibran
  

Postato da: giacabi a 09:52 | link | commenti
gibran

giovedì, 24 settembre 2009

La Fede
***
La Fede coglie la Verità molto prima dell'Esperienza.   Gibran, Massime spirituali

Postato da: giacabi a 15:16 | link | commenti
fede, gibran

mercoledì, 23 settembre 2009

 ***
   La fede è il senso del cuore come la vista è il senso dell'occhio.
Kahlil Gibran


Postato da: giacabi a 21:32 | link | commenti
fede, gibran


La bellezza

 ***
   La bellezza non è nel viso, è nella luce del cuore.

Kahlil Gibran


Postato da: giacabi a 21:23 | link | commenti
gibran, bellezza

lunedì, 21 settembre 2009

 Amare se stessi
***
Senza amare se stessi non è possibile amare neanche il prossimo: l'odio di sé è identico al gretto egoismo e produce alla fine lo stesso orribile isolamento, la stessa disperazione.
Herman Hesse


Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso.
Kahlin Gibran



Postato da: giacabi a 23:45 | link | commenti
hesse, gibran

venerdì, 10 aprile 2009

Il vero amore
***
«C’è un amore che, nato fra l’insonnia e la noncuranza della giovinezza,
si accontenta della semplice presenza dell’altro
e cresce alimentandosi di baci e carezze.
Ma l’amore che nasce nell’infinità del cuore,
e sprofonda nei misteri della notte,
non riposa se non nell’eternità
e si apre allo stupore solo al cospetto della divinità».
 Kahlil Gibran


Postato da: giacabi a 18:47 | link | commenti
gibran

venerdì, 07 novembre 2008

  L’amicizia
***
Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l'uno all'altro, e ognuno a se stesso, Fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia voce; e quando starò zitto dinanzi a te pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.
Kahlil Gibran



Postato da: giacabi a 19:38 | link | commenti
amicizia, gibran

domenica, 02 novembre 2008

La sofferenza
 ***
Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi mantenere il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.”
Kahlil Gibran "Il Profeta


Postato da: giacabi a 17:55 | link | commenti
gibran

sabato, 01 novembre 2008

Riconoscere per conoscere
 ***
La fede è il senso del cuore
come la vista è il senso dell'occhio.
Kahlil Gibran "A Treasury of Kahlil Gibran"


Postato da: giacabi a 09:37 | link | commenti
fede, gibran

venerdì, 31 ottobre 2008

 La  Bellezza
 ***
“La grande bellezza mi fa suo prigioniero ma una Bellezza ancora più grande mi libera anche da essa.”
"Viviamo solo per scoprire nuova bellezza.Tutto il resto è una forma d'attesa"
Gibran, da Sabbia e Spuma, ed. Newton

Postato da: giacabi a 12:06 | link | commenti
gibran


 L'uomo che ti comprende ti è affine
 ***
“L'uomo che ti comprende ti è affine
più di un fratello di sangue.
I tuoi stessi familiari infatti,
potrebbero non comprenderti
né conoscere il tuo vero valore.”
Gibran

Postato da: giacabi a 11:57 | link | commenti
gibran

giovedì, 30 ottobre 2008

SULLA RAGIONE E SULLA PASSIONE
 ***
E ancora la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della Passione. E lui rispose dicendo: La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione muovono guerra all'avidità e alla passione. Potessi io essere il pacificatore dell'anima vostra, che converte rivalità e discordia in unione e armonia. Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti di ogni vostro elemento ? La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l'anima vostra. Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare. Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione. Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta, affinché essa canti, E con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri. Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi come graditi ospiti nella vostra casa. Certo non onorereste più l'uno dell'altro, perché se hai maggiori attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi. Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi, condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani, allora vi sussurri il cuore: "Nella ragione riposa Dio". E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con riverente trepidazione: "Nella passione agisce Dio". E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua foresta, voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione.

Kahlil Gibran,il Profeta

Postato da: giacabi a 07:41 | link | commenti
gibran, ragione

mercoledì, 29 ottobre 2008

Un amico lontano
 ***
Un amico lontano
è a volte più vicino
di qualcuno a portata di mano.
 
E' vero o no
che la montagna ispira più reverenza
e appare più chiara al viandante della valle
che non all'abitante delle sue pendici ?
 

Kahlil Gibran Lettera a May Ziadeh
New York, 11 giugno 1919


Postato da: giacabi a 19:52 | link | commenti
amicizia, gibran


La parola io sono
 ***

Ecco una parola io sono:
una parola che significa
a volte nulla
a volte un infinito.
Kahlil Gibran "Prose Poems"

Postato da: giacabi a 19:32 | link | commenti
gibran

mercoledì, 30 luglio 2008

Ragione e passione

***

Ragione e passione sono timone e vela della nostra anima navigante
 (Gibran)

Postato da: giacabi a 22:30 | link | commenti
gibran, ragione

sabato, 19 aprile 2008

L’Amore
***
Quando l'amore chiama, seguitelo
anche se ha vie sassose e ripide.
E quando vi parla credete in lui
benchè la sua voce possa
disperdere i vostri sogni
come il vento del nord devasta il giardino
.

Poichè come l'amore vi esalta così
vi crocifigge e come vi matura così vi poterà.
E vi consegna al suo sacro fuoco
perchè voi siate il pane santo
della mensa di Dio
.

Tutto ciò compie l'amore in voi
affinchè conosciate il segreto del vostro cuore
e possiate diventare un frammento
del cuore della Vita.

L'amore non dà nulla fuorchè se stesso
e non coglie nulla se non in se stesso.
L'amore non possiede
né vorrebbe essere posseduto
perchè l'amore è sufficiente all'amore.


E non pensate di dirigere l'amore
perchè se vi trova degni è lui che vi conduce.
L'amore non desidera altro che consumarsi!

Se amate davvero siano questi i vostri desideri:
destarsi all'alba con un cuore alato
e ringraziare per un'altro giorno d'amore;
addormentarsi a sera
con una preghiera per l'amato nel cuore
e un canto di lode sulle labbra.


Gibran Kahlil Gibran

Postato da: giacabi a 09:29 | link | commenti
gibran

giovedì, 13 marzo 2008

***
Quando volgi le spalle al sole, vedi solo la tua ombra.
Gibran Kahlil Gibran

Postato da: giacabi a 15:19 | link | commenti
perle, gibran

domenica, 28 ottobre 2007

Dare
***
Allora un uomo ricco disse: Parlaci del Dare.
E lui rispose:
Date poca cosa se date le vostre ricchezze.
E' quando date voi stessi che date veramente
.
Che cosa sono le vostre ricchezze se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani?
E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l'osso nella sabbia senza traccia, mentre segue i pellegrini alla città santa?
E che cos'è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso?
Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?
Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, e per avere riconoscimento, e questo segreto desiderio contamina il loro dono.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.
Essi hanno fede nella vita e nella sua munificenza, e la loro borsa non è mai vuota.

Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa.

Vi sono quelli che danno con rimpianto e questo rimpianto è il loro sacramento.
E vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito. Essi sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell'aria la sua fragranza. Attraverso le loro mani Dio parla, e attraverso i loro occhi sorride alla terra.
E' bene dare quando ci chiedono, ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto.
Per chi è generoso, cercare il povero è gioia più grande che dare.
E quale ricchezza vorreste serbare?
Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.
Perciò date adesso, affinché la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.

Spesso dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli".
Le piante del vostro frutteto non si esprimono così né le greggi del vostro pascolo. Esse danno per vivere, perché serbare è perire
.
Chi è degno di ricevere i giorni e le notti, è certo degno di ricevere ogni cosa da voi.
Chi merita di bere all'oceano della vita, può riempire la sua coppa al vostro piccolo ruscello.
E quale merito sarà grande quanto la fiducia, il coraggio, anzi la carità che sta nel ricevere?
E chi siete voi perché gli uomini vi mostrino il cuore, e tolgano il velo al proprio orgoglio così che possiate vedere il loro nudo valore e la loro imperturbata fierezza?
Siate prima voi stessi degni di essere colui che dà e allo stesso tempo uno strumento del dare.
Poiché in verità è la vita che dà alla vita, mentre voi, che vi stimate donatori, non siete che testimoni.
E voi che ricevete - e tutti ricevete - non permettete che il peso della gratitudine imponga un giogo a voi e a chi vi ha dato.
Piuttosto i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme.
Poiché preoccuparsi troppo del debito è dubitare della sua generosità che ha come madre la terra feconda, e Dio come padre.
Kahlil Gibran



 

Postato da: giacabi a 08:39 | link | commenti
gibran

lunedì, 16 aprile 2007

            Sull'Amicizia
***
E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
   E lui rispose dicendo:
   Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
   E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
   E' la vostra mensa e il vostro focolare.
   Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

   Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
   E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
   Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
   Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
   La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
   E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
   Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

   E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
   Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
   Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
   Cercatelo sempre nelle ore di vita.
   Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
   E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
   Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora
Gibran Il Profeta

Postato da: giacabi a 14:52 | link | commenti
amicizia, gibran

martedì, 10 aprile 2007

Sui Figli
E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
   E lui disse:
   I vostri figli non sono figli vostri.
   Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
   Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
   E benché vivano con voi non vi appartengono.


   Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
   Essi hanno i loro pensieri
.
   Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
   Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
   Potete tentare di essere simili a loro, ma non farvi simili a voi:
   La vita procede e non s'attarda sul passato.
  
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
   L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
   Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
   Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.
_Gibran Il Profeta