La Rosa Bianca
La Rosa Bianca è il nome di un gruppo di studenti tedeschi che pagarono con la vita la loro opposizione al regime nazista. La Weiße Rose era composta da Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf, tutti poco più che ventenni, cui si unì successivamente il professor Kurt Huber.
Hans e Sophie Scholl
sono due dei figli di Robert Scholl, sindaco di Ingersheim, liberale,
pacifista e anti-nazionalista, e Magdalene Müller, infermiera.
Nel 1932 la famiglia Scholl si trasferisce a Ulm.
Nonostante la contrarietà del padre, anche Hans e Sophie subiscono il fascino del regime nazista e iniziano a partecipare alle attività delle organizzazioni giovanili, a cominciare dalla Hitler-Jugend, la Gioventù Hitleriana. Tuttavia, dopo
un paio di anni, se ne allontanano, avendo compreso che non sono quegli
spazi di realizzazione personale e comunitaria che avevano inizialmente
immaginato.
Al distacco
degli Scholl dalle idee naziste contribuisce la vasta preparazione
culturale che acquisiscono nel loro cammino di ricerca umana e
spirituale. Leggono Platone, Aristotele, Agostino, Anselmo di
Canterbury, Abelardo, Tommaso d'Aquino, Pascal, Kierkegaard, Newman,
Maritain, Bernanos, Nietzsche, Dostoevskij, Tommaso Moro, Lao-Tze,
scritti buddhisti e confuciani, il Corano, e tanti altri testi. Ma al
centro della loro attenzione restano il Vangelo e le ragioni di un
cristianesimo depurato dai compromessi con il potere. La lettura degli
autori del rinnovamento cattolico francese, sarà alla base del loro
progressivo avvicinamento al cattolicesimo.
Ad
influenzare le loro scelte è anche l'amicizia con Otto (Otl) Aicher, che
vive a Söflingen, un quartiere in cui è presente una forte resistenza
cattolica al nazismo, animata dal parroco Franz Weiss. Otl
diffonde le idee del Quickborn (Sorgente di vita), un movimento
cattolico guidato da Romano Guardini, che si propone di rinnovare la
liturgia e la concezione della Chiesa, vede solo in Cristo la guida
della gioventù e proclama il triplice diritto dei giovani nella formula
«Gioventù, Libertà e Gioia».
Nel 1937 comincia il rapporto sentimentale ed
epistolare tra Sophie e Fritz Hartnagel, allievo della scuola ufficiali
di guerra a Potsdam e poi ufficiale in servizio attivo su diversi fronti
della seconda guerra mondiale. Pur volendo rimanere fedele al suo
compito, Fritz condivide lo stesso desiderio di giustizia e libertà di
Sophie, che lo porterà ad abbracciare idealmente le ragioni della
resistenza.
Il 1° settembre 1939, con l'invasione della Polonia, comincia la seconda guerra mondiale.
La primavera del
1941 è l'anno dell'incontro dei membri della futura Rosa Bianca con Carl
Muth e Theodor Haecker, due intellettuali cattolici anti-nazisti, il
cui pensiero influenzerà molto le scelte di resistenza del gruppo.
A dare ad Hans l'idea dei futuri volantini è
probabile che sia stato l'arrivo in casa Scholl dei fogli clandestini
con le prediche e le lettere pastorali del vescovo cattolico di Münster
Clemens August von Galen, che si schiera coraggiosamente contro il
nazismo.
Nel giugno 1941 inizia l'attacco all'Unione Sovietica.
Nel gennaio 1942 Robert Scholl è denunciato da una sua
impiegata per aver espresso critiche verso Hitler e la guerra alla
Russia. Prelevato dalla Gestapo e interrogato, viene rilasciato, ma
successivamente verrà condannato a quattro mesi di carcere, che
significheranno anche la rovina economica della famiglia.
All'inizio di maggio 1942 Sophie Scholl si trasferisce a
Monaco per iniziare a frequentare l'Università, e qui conosce le persone
con cui condividerà le sorti della Rosa Bianca: i commilitoni di suo
fratello nella seconda compagnia studentesca Willi Graf e Alexander
Schmorell, l'amico di quest’ultimo Christoph Probst, e il professor Kurt
Huber, che tiene un corso di filosofia su Leibniz.
I primi quattro
volantini della Rosa Bianca sono scritti a macchina da Hans Scholl e
Alexander Schmorell, ciclostilati e spediti in qualche centinaio di
copie, tra il 27 giugno e il 12 luglio 1942, a indirizzi scelti a caso
negli elenchi telefonici, privilegiando professori e intellettuali, o
lasciati in locali pubblici, alle fermate dell'autobus, nelle cabine
telefoniche, o gettati dai tram di notte.
Subito la Gestapo si mette a indagare sugli autori degli scritti, senza esito.
Nell'estate 1942, Hans Scholl, Schmorell e Graf partono per
un tirocinio medico di tre mesi sul fronte russo, un viaggio attraverso
la Polonia che li rende ulteriormente consapevoli degli orrori della
guerra, e fa loro conoscere la grandezza del popolo russo e dei suoi
intellettuali.
Rientrati a Monaco, nelle notti del 1, 8 e 15 febbraio 1943,
i membri della Rosa Bianca scrivono sui muri dell'Università e di altri
edifici un'ottantina di slogan anti-hitleriani.
Distribuiscono un
quinto volantino, firmato «Movimento di resistenza in Germania», cui
collabora Kurt Huber, l'unico professore di Monaco che osa fare commenti
anti-nazisti nelle sue lezioni, autore anche del volantino successivo.
Il 18 febbraio 1943 Hans e Sophie Scholl si recano
all'Università con una valigia contenente 1500 copie del sesto
volantino, da distribuire clandestinamente. Dopo averli diffusi per i
vari piani dell'edificio, Sophie dà una spinta ad una risma di volantini
appoggiata sulla balaustra del secondo piano, che volano nell'atrio. Un
impiegato dell'Università li nota e li ferma, portandoli dal rettore,
senza che essi oppongano resistenza. Vengono arrestati. Nel giro di
pochi giorni, la stessa sorte tocca agli altri membri della Rosa Bianca e
a circa ottanta persone ad essi anche lontanamente collegate.
I fratelli Scholl e Cristoph Probst vengono processati a Monaco il 22 febbraio 1943. Dichiara Sophie durante il processo: «Sono in tanti a pensare quello che noi abbiamo detto e scritto; solo che non osano esprimerlo a parole». Dopo
cinque ore, il giudice Roland Freisler emette il verdetto,
condannandoli a morte per aver «propagandato idee disfattiste, fatto
appello al sabotaggio dell'organizzazione militare e all'abbattimento
del sistema di vita nazionalsocialista del nostro popolo e insultato il
Führer nel mondo più infame e con ciò favorito il nemico del Reich e
demoralizzato le nostre forze armate». Nello stesso giorno, vengono ghigliottinati.
Altri membri
esponenti della resistenza riconducibile all'attività della Rosa Bianca
verranno successivamente giustiziati, reclusi in carcere, deportati nei
lager.
 
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