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mercoledì 25 gennaio 2023

la rosa bianca

 Non è anche questo un mistero, 

che tutto sia così bello? 

Nonostante l’orrore, 

continua ad essere così. 

Nel mio godere della bellezza 

si è inserito un elemento sconosciuto, 

un presagio del creatore, 

che ogni creatura innocente 

loda la sua bellezza. 

Per questo soltanto l’uomo è capace 

di essere veramente crudele, 

perché è libero di dissociarsi 

da questo canto di lode. 

E adesso si potrebbe spesso 

pensare che lo faccia, 

coprendo questo canto col rumore di cannoni…

Ma il canto di lode ha il sopravvento… 

ed io voglio fare 

tutto quello che è possibile

per associarmi alla sua vittoria.


Sophie Scholl 

da “La Rosa Bianca”

giovedì 11 luglio 2013

I volantini della "Rosa Bianca"

 
***
Non c'è nulla di più indegno per un popolo civile che lasciarsi "governare", senza alcuna opposizione, da una cricca di irresponsabili dominati dai propri istinti. Non è forse vero che ogni onesto tedesco oggi si vergogna del suo governo? E chi di noi ha idea delle dimensioni dell'infamia che un giorno cadrà su di noi e sui nostri figli, quando sarà caduto il velo dai nostri occhi e saranno venuti alla luce i crimini più orribili, infinitamente superiori ad ogni misura? Se il popolo tedesco è già così corrotto e deteriorato nella sua più intima essenza, da rinunciare, senza alzare neppure una mano e in una sconsiderata fiducia nella discutibile legittimità della storia, al bene supremo che un uomo possiede e che lo eleva al di sopra di ogni creatura, ovvero alla libera volontà; se rinuncia alla libertà dell'uomo di intervenire sul corso della storia e sottoporlo alle proprie decisioni razionali; se i tedeschi, così privi di ogni individualità, sono ormai diventati una massa tanto insulsa e vile, allora davvero meritano la rovina.

Goethe parla dei tedeschi come di un popolo tragico, simile agli ebrei ed ai greci, ma oggi esso sembra piuttosto una mandria, insignificante e priva di volontà, di adepti, privati, negli strati più profondi, del proprio midollo e rapinati della propria essenza, pronti a lasciarsi condurre alla rovina. Sembra così, ma non è così; piuttosto, con una violenza lenta, ingannevole e sistematica, ogni singolo è stato indotto in una prigione spirituale e solo quando ci si è trovato incatenato, è divenuto consapevole della sventura. Solo pochi hanno riconosciuto la rovina imminente, ed il premio per i loro eroici avvertimenti è stata la morte. Occorrerà parlare ancora del destino di questi uomini.

Se ognuno aspetta che sia l'altro ad iniziare, i messaggeri della Nemesi vendicatrice si avvicineranno sempre di più, senza limiti, e allora anche l'ultima vittima sarà stata gettata senza senso nelle fauci del demone insaziabile. Per questo, in quest'ultima ora, ogni singolo, consapevole della propria responsabilità come consociato della civiltà cristiana e occidentale, deve opporsi finché può, lavorare contro il flagello dell'umanità, contro il fascismo e contro ogni sistema di Stato assoluto simile ad esso. Fate resistenza passiva - resistenza -, ovunque vi troviate, impedite che questa ateistica macchina da guerra continui a funzionare, prima che sia troppo tardi, prima che le ultime città diventino, come Köln, un cumulo di macerie e prima che l'ultima gioventù del popolo sparga il suo sangue per l'arroganza di un essere subumano.(1) Non dimenticate che ogni popolo merita il regime che sopporta!


venerdì 17 febbraio 2012

la rosa bianca


***
Mi sento al sicuro solo laddove mi accorgo che c'è un amore assolutamente disinteressato.
(Sophie Sholl, Briefe und Aufzeichnungen, p.292, La Rosa Bianca)

Postato da: giacabi a 15:20 | link | commenti
la rosa bianca

domenica, 27 settembre 2009

Obbedire alla realtà
***
foto: Hans Scholl
costruire una bella casetta con dei fiori alla finestra e un
bel giardino sul davanti
e lì lodare il Signore,
e ringraziarLo, e voltare
le spalle al mondo
e alla sua sporcizia?”
 “Non posso
Hans Scholl


Postato da: giacabi a 20:56 | link | commenti
reale, la rosa bianca

venerdì, 01 agosto 2008

***
Dimenticanza
è sciagura,
 mentre
memoria è riscatto.
Anneliese Knoop-Graf - La Rosa Bianca
Grazie a : Dixit Definitivo


Postato da: giacabi a 14:24 | link | commenti
la rosa bianca

domenica, 27 luglio 2008

Sull’amore
***

 
Mi sento al sicuro solo laddove mi accorgo che c'è un amore assolutamente disinteressato.”
Sophie Sholl, Briefe und Aufzeichnungen, p.292, La Rosa Bianca)
grazie a:Definitivo.it

Postato da: giacabi a 08:54 | link | commenti
la rosa bianca

sabato, 17 maggio 2008

La Rosa Bianca

***

 La Rosa Bianca è il nome di un gruppo di studenti tedeschi che pagarono con la vita la loro opposizione al regime nazista. La Weiße Rose era composta da Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf, tutti poco più che ventenni, cui si unì successivamente il professor Kurt Huber.
Hans
e Sophie Scholl sono due dei figli di Robert Scholl, sindaco di Ingersheim, liberale, pacifista e anti-nazionalista, e Magdalene Müller, infermiera.
Nel 1932 la famiglia Scholl si trasferisce a Ulm.
Nonostante la contrarietà del padre, anche Hans e Sophie subiscono il fascino del regime nazista e iniziano a partecipare alle attività delle organizzazioni giovanili, a cominciare dalla Hitler-Jugend, la Gioventù Hitleriana. Tuttavia, dopo un paio di anni, se ne allontanano, avendo compreso che non sono quegli spazi di realizzazione personale e comunitaria che avevano inizialmente immaginato.
Al distacco degli Scholl dalle idee naziste contribuisce la vasta preparazione culturale che acquisiscono nel loro cammino di ricerca umana e spirituale. Leggono Platone, Aristotele, Agostino, Anselmo di Canterbury, Abelardo, Tommaso d'Aquino, Pascal, Kierkegaard, Newman, Maritain, Bernanos, Nietzsche, Dostoevskij, Tommaso Moro, Lao-Tze, scritti buddhisti e confuciani, il Corano, e tanti altri testi. Ma al centro della loro attenzione restano il Vangelo e le ragioni di un cristianesimo depurato dai compromessi con il potere. La lettura degli autori del rinnovamento cattolico francese, sarà alla base del loro progressivo avvicinamento al cattolicesimo.
Ad influenzare le loro scelte è anche l'amicizia con Otto (Otl) Aicher, che vive a Söflingen, un quartiere in cui è presente una forte resistenza cattolica al nazismo, animata dal parroco Franz Weiss. Otl diffonde le idee del Quickborn (Sorgente di vita), un movimento cattolico guidato da Romano Guardini, che si propone di rinnovare la liturgia e la concezione della Chiesa, vede solo in Cristo la guida della gioventù e proclama il triplice diritto dei giovani nella formula «Gioventù, Libertà e Gioia».
Nel 1937 comincia il rapporto sentimentale ed epistolare tra Sophie e Fritz Hartnagel, allievo della scuola ufficiali di guerra a Potsdam e poi ufficiale in servizio attivo su diversi fronti della seconda guerra mondiale. Pur volendo rimanere fedele al suo compito, Fritz condivide lo stesso desiderio di giustizia e libertà di Sophie, che lo porterà ad abbracciare idealmente le ragioni della resistenza.
Il 1° settembre 1939, con l'invasione della Polonia, comincia la seconda guerra mondiale.
La primavera del 1941 è l'anno dell'incontro dei membri della futura Rosa Bianca con Carl Muth e Theodor Haecker, due intellettuali cattolici anti-nazisti, il cui pensiero influenzerà molto le scelte di resistenza del gruppo.
A dare ad Hans l'idea dei futuri volantini è probabile che sia stato l'arrivo in casa Scholl dei fogli clandestini con le prediche e le lettere pastorali del vescovo cattolico di Münster Clemens August von Galen, che si schiera coraggiosamente contro il nazismo.
Nel giugno 1941 inizia l'attacco all'Unione Sovietica.
Nel gennaio 1942 Robert Scholl è denunciato da una sua impiegata per aver espresso critiche verso Hitler e la guerra alla Russia. Prelevato dalla Gestapo e interrogato, viene rilasciato, ma successivamente verrà condannato a quattro mesi di carcere, che significheranno anche la rovina economica della famiglia
.
All'inizio di maggio 1942 Sophie Scholl si trasferisce a Monaco per iniziare a frequentare l'Università, e qui conosce le persone con cui condividerà le sorti della Rosa Bianca: i commilitoni di suo fratello nella seconda compagnia studentesca Willi Graf e Alexander Schmorell, l'amico di quest’ultimo Christoph Probst, e il professor Kurt Huber, che tiene un corso di filosofia su Leibniz.
I primi quattro volantini della Rosa Bianca sono scritti a macchina da Hans Scholl e Alexander Schmorell, ciclostilati e spediti in qualche centinaio di copie, tra il 27 giugno e il 12 luglio 1942, a indirizzi scelti a caso negli elenchi telefonici, privilegiando professori e intellettuali, o lasciati in locali pubblici, alle fermate dell'autobus, nelle cabine telefoniche, o gettati dai tram di notte.
Subito la Gestapo si mette a indagare sugli autori degli scritti, senza esito.
Nell'estate 1942, Hans Scholl, Schmorell e Graf partono per un tirocinio medico di tre mesi sul fronte russo, un viaggio attraverso la Polonia che li rende ulteriormente consapevoli degli orrori della guerra, e fa loro conoscere la grandezza del popolo russo e dei suoi intellettuali.
Rientrati a Monaco, nelle notti del 1, 8 e 15 febbraio 1943, i membri della Rosa Bianca scrivono sui muri dell'Università e di altri edifici un'ottantina di slogan anti-hitleriani.
Distribuiscono un quinto volantino, firmato «Movimento di resistenza in Germania», cui collabora Kurt Huber, l'unico professore di Monaco che osa fare commenti anti-nazisti nelle sue lezioni, autore anche del volantino successivo.
Il 18 febbraio 1943 Hans e Sophie Scholl si recano all'Università con una valigia contenente 1500 copie del sesto volantino, da distribuire clandestinamente. Dopo averli diffusi per i vari piani dell'edificio, Sophie dà una spinta ad una risma di volantini appoggiata sulla balaustra del secondo piano, che volano nell'atrio. Un impiegato dell'Università li nota e li ferma, portandoli dal rettore, senza che essi oppongano resistenza. Vengono arrestati. Nel giro di pochi giorni, la stessa sorte tocca agli altri membri della Rosa Bianca e a circa ottanta persone ad essi anche lontanamente collegate.
I fratelli Scholl e Cristoph Probst vengono processati a Monaco il 22 febbraio 1943. Dichiara Sophie durante il processo: «Sono in tanti a pensare quello che noi abbiamo detto e scritto; solo che non osano esprimerlo a parole». Dopo cinque ore, il giudice Roland Freisler emette il verdetto, condannandoli a morte per aver «propagandato idee disfattiste, fatto appello al sabotaggio dell'organizzazione militare e all'abbattimento del sistema di vita nazionalsocialista del nostro popolo e insultato il Führer nel mondo più infame e con ciò favorito il nemico del Reich e demoralizzato le nostre forze armate». Nello stesso giorno, vengono ghigliottinati.
Altri membri esponenti della resistenza riconducibile all'attività della Rosa Bianca verranno successivamente giustiziati, reclusi in carcere, deportati nei lager.



Sophie Scholl Hans Scholl Alexander Schmorell  Willi Graf Kurt HuberChristoph Probst


Postato da: giacabi a 08:52 | link | commenti
amicizia, la rosa bianca

martedì, 31 luglio 2007

L’amico
***
 
L'amico è l'unica persona che ti capisce e ti sostiene se tutto il mondo ti volta le spalle. l'amico è lo specchio della propria persona , guardando a lui si esprime la propria crescita e il proprio controllo di se, l'amico permette di rimanere in corrispondenza con se stessi grazie a lui si può domandare e si può rispondere. Chi non ha un amico crolla su se stesso.
Otl Aicher (un amico di Hans Scholl) Rosa Bianca
 
 
 
 

Postato da: giacabi a 21:33 | link | commenti
amicizia, la rosa bianca