LA CROCE
1
Quando io nacqui, mi disse una voce:
«Tu sei nato a portar la tua croce».
Io piangendo la croce abbracciai,
Che dal cielo assegnata mi fu;
Poi guardai, guardai, guardai…
Tutti portan la croce quaggiù.

Sotto il peso di cupi pensieri;
Vidi un re tra baroni e scudieri
E al valletto che stava alla porta
Domandai: a che pensa il tuo re?
Mi rispose: la croce egli porta,
Che il Signore col trono gli die!
3a
Vidi un giorno tornare un soldato

Dalla guerra col braccio troncato:
Perché mesto, gli chiesi, ritorni?
Non ti basta la croce di onor?
Ei rispose: passare i miei giorni, 
Altra croce mi ha dato il Signor.
Vidi al letto del figlio morente
Una ricca signora piangente,
E le dissi: dal cielo conforto
D’altri figli a te, o donna, verrà…
Mi rispose: contenta mi porto
Quella croce, che il cielo mi da.
5a
Vidi un uomo giulivo nel volto,
In mantello di seta ravvolto,
E gli dissi: a te solo, o fratello,
Questa vita è cosparsa di fior?
Non rispose, ma aperse il mantello.
La sua croce l’aveva nel cor.
Più e più allor mi abbracciai la fatica
Ch’è la croce dei poveri amica.
Del mio pianto talor la bagnai;
Ma non voglio lasciarla mai più.
O fratelli, guardai e guardai…
Tutti portan la croce quaggiù.
PIETRO PAOLO PARZANESE