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venerdì 14 agosto 2026

MIOCHINA proprietà


MIOCHINA proprietà


Le miochine sono piccole proteine (citochine) secrete dalle cellule del muscolo scheletrico in risposta alla contrazione muscolare durante l'esercizio fisico.

Grazie alla scoperta delle miochine, oggi il muscolo non è più considerato un semplice organo di movimento, ma un vero e proprio organo endocrino in grado di comunicare con cervello, fegato, tessuto adiposo, ossa e sistema immunitario.
Ilenia Spallino
Principali Proprietà e Benefici delle Miochine
Le miochine svolgono azioni ad ampio raggio su tutto l'organismo (autocrine, paracrine ed endocrine):

Azione Antinfiammatoria: Durante il movimento, il muscolo rilascia specifiche miochine che bloccano i segnali pro-infiammatori e riducono l'infiammazione cronica di basso grado.

Conversione del Grasso ("Browning"): Stimolano la trasformazione del tessuto adiposo bianco (di riserva) in tessuto adiposo bruno (che brucia energia per produrre calore).

Miglioramento del Metabolismo e Glicemia: Aumentano la sensibilità all'insulina e facilitano l'assorbimento del glucosio da parte dei muscoli, aiutando a prevenire e gestire il diabete di tipo 2.

Neuroprotezione e Salute del Cervello: Attraversano la barriera ematoencefalica stimolando la memoria, la neurogenesi e proteggendo il cervello dal declino cognitivo e da malattie neurodegenerative.
Rinforzo Muscolare e Osseo: Favoriscono la sintesi proteica e la rigenerazione del muscolo (contrastando la sarcopenia) e stimolano gli osteoblasti nel tessuto osseo, migliorando la densità minerale.
Protezione Cardiovascolare e Antitumorale: Promuovono la formazione di nuovi vasi sanguigni sani (angiogenesi) e rilasciano fattori capaci di inibire la proliferazione di alcune cellule tumorali.
Le Miochine più Conosciute
MiochinaFunzione

 Principale Irisina

Promuove la perdita di peso (browning del grasso) e migliora la salute di cuore e ossa.

Interleuchina-6 (IL-6)

Secreta durante sforzi prolungati; ha un potente effetto antinfiammatorio e stimola la riparazione muscolare

.BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor)

Favorisce la plasticità neuronale, la memoria e la formazione di nuove sinapsi.

Interleuchina-15 (IL-15)

Stimola la riduzione del  viscerale e il mantenimento della massa magra.

Miostatina

Inibitore della crescita muscolare; l'esercizio fisico ne riduce i livelli per consentire l'ipertrofia.
In sintesi: Le miochine sono la ragione scientifica principale per cui il movimento fisico agisce come una vera e propria "medicina" preventiva per l'intero corpo

Le miochine

Le miochine 

Le miochine sono molecole (proteine e peptidi) prodotte e rilasciate dai muscoli scheletrici durante la contrazione muscolare, in particolare durante l'esercizio fisico. Agiscono come veri e propri "messaggeri" che il muscolo usa per comunicare con altri organi.

Come funzionano:

Il muscolo, quando si contrae, non è solo un tessuto passivo che consuma energia — si comporta anche come un organo endocrino, rilasciando queste sostanze nel sangue che vanno ad agire su altri tessuti (fegato, tessuto adiposo, cervello, ossa, sistema immunitario).

Le miochine principali:

IL-6 (interleuchina-6): la più studiata, rilasciata durante lo sforzo; ha effetti antinfiammatori (paradossalmente, nonostante sia una citochina infiammatoria) e favorisce l'uso dei grassi come energia

Irisina: coinvolta nella conversione del grasso "bianco" in grasso "bruno" (più metabolicamente attivo), potenzialmente utile nel controllo del peso

BDNF (fattore neurotrofico): sostiene la salute e la plasticità del cervello, collegato ai benefici cognitivi dell'esercizio

IL-15: coinvolta nel metabolismo dei grassi e nella crescita muscolare

Perché sono importanti:

Le miochine spiegano scientificamente perché l'esercizio fisico ha benefici che vanno oltre il semplice consumo calorico: riducono l'infiammazione cronica, migliorano la sensibilità all'insulina, proteggono il cervello e le ossa, e contrastano alcuni effetti della sedentarietà.

In sintesi: più ti muovi, più il muscolo "parla" al resto del corpo mandando segnali positivi.

 Le miochine sono molecole segnale — soprattutto citochine, peptidi e fattori di crescita — prodotte e rilasciate dal muscolo scheletrico, in particolare durante la contrazione. Il muscolo funziona quindi anche come un organo endocrino, comunicando con fegato, tessuto adiposo, ossa, cervello e sistema immunitario.

Principali proprietà

Metaboliche: favoriscono l’utilizzo del glucosio e degli acidi grassi, contribuendo alla sensibilità insulinica e all’equilibrio energetico.

Antinfiammatorie: alcune, come IL-6 in determinati contesti e IL-10, aiutano a modulare l’infiammazione; l’effetto dipende da durata, intensità dell’esercizio e stato metabolico.

Muscolari: partecipano all’adattamento all’allenamento, alla riparazione e al rimodellamento del tessuto muscolare.

Ossee: IL-15, irisina e SPARC sono associate alla comunicazione muscolo-osso e ai processi di formazione o mineralizzazione ossea.

Cerebrali: l’attività muscolare può influenzare fattori neurotrofici come BDNF, coinvolti nella plasticità neuronale, nell’apprendimento e nell’umore.

Tessuto adiposo: l’irisina è stata studiata per il possibile ruolo nel “browning” del grasso bianco, ma negli esseri umani l’entità e l’importanza clinica di questo effetto restano oggetto di ricerca

Cirano Guccini


Cirano
Venite pure avanti, voi con il naso corto
Signori imbellettati, io più non vi sopporto
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
Perché con questa spada vi uccido quando voglio
Venite pure avanti poeti sgangherati
Inutili cantanti di giorni sciagurati
Buffoni che campate di versi senza forza
Avrete soldi e gloria, ma non avete scorza
Godetevi il successo, godete finché dura
Che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
E andate chissà dove per non pagar le tasse
Col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
Però non la sopporto la gente che non sogna
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco
Facciamola finita, venite tutti avanti
Nuovi protagonisti, politici rampanti
Venite portaborse, ruffiani e mezze calze
Feroci conduttori di trasmissioni false
Che avete spesso fatto del qualunquismo un arte
Coraggio liberisti, buttate giù le carte
Tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
In questo benedetto, assurdo bel paese
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato
Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco
Ma quando sono solo con questo naso al piede
Che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
Si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
Che a me è quasi proibito il sogno di un amore
Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute
Per colpa o per destino le donne le ho perdute
E quando sento il peso d' essere sempre solo
Mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo
Ma dentro di me sento che il grande amore esiste
Amo senza peccato, amo, ma sono triste
Perché Rossana è bella, siamo così diversi
A parlarle non riesco
Le parlerò coi versi
Le parlerò coi versi
Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti che vendete a tutti un'altra vita
Se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito
Guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali
Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali
Tornate a casa nani, levatevi davanti
Per la mia rabbia enorme mi servono giganti
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
Ma in questa vita oggi non trovo più la strada
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo
Dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
Dove non soffriremo e tutto sarà giusto
Non ridere, ti prego, di queste mie parole
Io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole
Ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
Perché oramai lo sento, non ho sofferto invano
Se mi ami come sono
Per sempre tuo
Per sempre tuo
Per sempre tuo
Cirano
Fonte: Musixmatch
Compositori: Giancarlo Bigazzi / Giuseppe Dati / Francesco Guccini

Venite pure avanti, voi con il naso corto
Signori imbellettati, io più non vi sopporto
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
Perché con questa spada vi uccido quando voglio
Venite pure avanti poeti sgangherati
Inutili cantanti di giorni sciagurati
Buffoni che campate di versi senza forza
Avrete soldi e gloria, ma non avete scorza
Godetevi il successo, godete finché dura
Che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura

E andate chissà dove per non pagar le tasse
Col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
Però non la sopporto la gente che non sogna
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco
Facciamola finita, venite tutti avanti
Nuovi protagonisti, politici rampanti
Venite portaborse, ruffiani e mezze calze
Feroci conduttori di trasmissioni false
Che avete spesso fatto del qualunquismo un arte
Coraggio liberisti, buttate giù le carte
Tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
In questo benedetto, assurdo bel paese
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato
Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco
Ma quando sono solo con questo naso al piede
Che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
Si spegne la mia rabbia e ricordo con 7
Che a me è quasi proibito il sogno di un amore
Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute
Per colpa o per destino le donne le ho perdute
E quando sento il peso d' essere sempre solo
Mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo
Ma dentro di me sento che il grande amore esiste
Amo senza peccato, amo, ma sono triste
Perché Rossana è bella, siamo così diversi
A parlarle non riesco
Le parlerò coi versi
Le parlerò coi versi
Venite gente vuota, facciamola finita
Voi preti che vendete a tutti un'altra vita
Se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito
Guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso
Che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso
Le verità cercate per terra, da maiali
Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali
Tornate a casa nani, levatevi davanti
Per la mia rabbia enorme mi servono giganti
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
E al fin della licenza io non perdono e tocco
Io non perdono, non perdono e tocco
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
Ma in questa vita oggi non trovo più la strada
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo
Dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
Dove non soffriremo e tutto sarà giusto
Non ridere, ti prego, di queste mie parole
Io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole
Ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
Perché oramai lo sento, non ho sofferto invano
Se mi ami come sono
Per sempre tuo
Per sempre tuo
Per sempre tuo
Cirano
Fonte: Musixmatch
Compositori: Giancarlo Bigazzi / Giuseppe Dati / Francesco Guccini

MIOCHINE

 MIOCHINE

il muscolo che si contrae manda molecole che proteggono cervello, cuore e fegato

Quando pensi all'organo che regola l'umore, tiene puliti i vasi e alleggerisce il fegato, ti vengono in mente la tiroide, il cuore, magari il fegato stesso. Il muscolo della coscia non lo consideri nemmeno.

Eppure è proprio lì, dentro i muscoli che usi per alzarti e camminare, che si nasconde una delle scoperte più affascinanti della fisiologia degli ultimi vent'anni. 

Ogni volta che si contrae spedisce nel sangue dei messaggeri chimici che vanno a parlare con organi lontani, organi che il muscolo non tocca mai.


Vale per tutti i muscoli, ma siccome quelli delle gambe sono i più grandi, la ricerca si è concentrata li.

📮 OGNI CONTRAZIONE È UNA LETTERA SPEDITA

Immagina il muscolo come un enorme ufficio postale. Finché resta fermo le lettere restano nei cassetti, ma nel momento in cui si contrae parte una spedizione: decine di molecole messaggere, le miochine, entrano in circolo e raggiungono destinatari sparsi in tutto il corpo.

È una delle acquisizioni più solide che abbiamo sul corpo umano: il muscolo che si contrae si comporta come un vero organo endocrino, capace di rilasciare nel sangue le miochine, con un effetto anti-infiammatorio su tutto l'organismo.

E da lì decine di conferme hanno rafforzato il concetto: il muscolo parla al cervello, ai vasi, al fegato, al sistema immunitario. E qui sta la differenza con la tiroide: quella lavora sempre, il muscolo invece spedisce le sue lettere solo quando si contrae. Se resta fermo l'ufficio postale è chiuso e le lettere non partono.


🧠 LE LETTERE CHE ARRIVANO AL CERVELLO

Una parte di questi messaggeri prende la strada  cervello, ed è qui che la storia diventa sorprendente, perché parliamo di molecole nate in un muscolo delle gambe che finiscono per influenzare umore e memoria.

Queste molecole sono uno dei canali con cui il movimento sostiene la lucidità mentale e l'equilibrio dell'umore. Non è una sensazione vaga del tipo "quando mi muovo sto meglio", è un dialogo chimico tra il muscolo e il tessuto nervoso, osservato in laboratorio.

Ecco perché capita spesso di sentire la testa più limpida nei periodi in cui ci si allena con regolarità. Non è solo questione di distrarsi, è il muscolo che spedisce al cervello i suoi messaggeri.


❤️ CUORE E VASI PIÙ PULITI


Altre lettere hanno come indirizzo il cuore e le pareti dei vasi. Le miochine rilasciate durante la contrazione hanno un'azione anti-infiammatoria che aiuta a mantenere in ordine l'endotelio, cioè il rivestimento interno dei vasi sanguigni.

È un punto importante, perché gran parte dei problemi cardiovascolari nasce da un'infiammazione lenta che, anno dopo anno, logora quella parete sottile. I messaggeri del muscolo lavorano nella direzione opposta e aiutano a tenere basso quel fuoco.

Non è una promessa che allenarsi cancelli ogni rischio. È il motivo fisiologico per cui muovere i muscoli fa bene a un organo, il cuore, che con quei muscoli non ha alcun contatto diretto.

Ed è il motivo per cui:  

➡️ dopo un bell'allenamento hai una sensazione di benessere diffuso

➡️ i dolori migliorano quando inizi a muoverti

➡️ chi ha una buona muscolatura è meno soggetto a qualsiasi problema


🫀 UN FEGATO PIÙ LEGGERO

Poi c'è il fegato, e qui la faccenda diventa ancora più concreta. Una delle destinazioni preferite delle miochine è proprio il tessuto epatico, dove questi messaggeri aiutano a mobilitare e ridurre il grasso che tende ad accumularsi dentro il fegato.

Il grasso epatico è uno di quei problemi silenziosi che non danno sintomi per anni e intanto peggiorano tutto il quadro metabolico. Il muscolo che lavora manda al fegato il segnale di rimettersi in moto e di alleggerirsi.

È lo stesso principio, ancora una volta: un organo che sta lontano dai muscoli riceve comunque le loro istruzioni, per via chimica, attraverso il sangue.

🔥 IL FUOCO LENTO CHE TENGONO A BADA

Il filo che lega cervello, cuore e fegato è uno solo: l'infiammazione cronica di basso grado, quella che gli studiosi chiamano "inflammaging". È un fuoco lento che con gli anni cova sotto la cenere e logora un po' tutti gli organi.

Le miochine sono uno dei pochi freni naturali che il corpo ha su questo fuoco. 

Ed è probabilmente il motivo per cui l'esercizio si comporta come un anti-infiammatorio prodotto in casa, proprio grazie al rilascio di queste molecole dal muscolo, e lo fa anche a prescindere dal dimagrimento.

Tradotto: non serve per forza perdere peso per accendere questo effetto, serve far contrarre i muscoli con regolarità, perché è la contrazione a spedire i messaggeri. 

Ed ecco il rovescio della medaglia: meno muscolo che lavora significa meno di questi messaggeri protettivi in circolo, e un freno in meno su quel fuoco lento.


🏋️ COME SI TIENE APERTO IL CANALE

La buona notizia è che questo canale si apre con poco, e non serve nulla di estremo. Serve un allenamento che faccia lavorare tanti muscoli insieme, con costanza.

Il lavoro che apre di più questo dialogo è quello che unisce rinforzo e movimento: rinforzare i muscoli che ne hanno bisogno accende la produzione delle miochine, mentre la mobilità distende le zone rigide e tiene il corpo libero di muoversi. 


Un allenamento funzionale a corpo libero  entrambe le cose in un'unica sessione, senza attrezzi e senza ore da dedicare 💪


Se vuoi provare, puoi accedere GRATUITAMENTE alle mie lezioni di "Funzionale Totale a Corpo Libero": un percorso completo che integra rinforzo, mobilità e movimento funzionale, e che tiene aperto proprio quel canale con cui il muscolo protegge gli organi che stanno lontani da lui.

SARCOPENIA

 SARCOPENIA


ecco i sintomi e le conseguenze che non ti aspetti


"Sarcopenia" sembra una di quelle parole fatte apposta per gli anziani, per gli altri, per un futuro lontano. E invece descrive una cosa che riguarda tutti, molto prima di quanto si creda.

Ti spiego cos'è nel modo più onesto possibile. La sarcopenia è la perdita progressiva di muscolo che accompagna gli anni che passano. Una piccola quota se ne va comunque, è fisiologica, fa parte del pacchetto dell'età e su quella fetta lì c'è poco da discutere.

Il problema è un altro, ed è tutto nostro.  vita moderna la maggior parte delle persone ne perde MOLTO di più di quella quota naturale, per un mix di cose che si sommano: poco movimento, nessun allenamento specifico che chieda ai muscoli di lavorare, un'alimentazione spesso povera degli stimoli giusti e un'infiammazione di fondo che lavora sotto traccia.

Il risultato è che quello che chiamiamo "invecchiamento" del muscolo, nella pratica, è quasi sempre un invecchiamento ACCELERATO: non la velocità naturale scritta nei tuoi anni, ma una molto più rapida che ci costruiamo addosso senza accorgercene. Oggi ti racconto quali segnali manda e quali conseguenze nasconde.

🪞 NON È UN PROBLEMA DELLO SPECCHIO (ANZI, È MOLTO PEGGIO E MOLTO MEGLIO)

Quando pensiamo al muscolo che se ne va, pensiamo quasi sempre a una cosa estetica: il tono che cala, le braccia meno sode, la forma che cambia. Ed è la trappola più grande, perché è la parte più piccola e meno importante di tutta la storia.

Il muscolo non è un ornamento appeso alle ossa, è un organo funzionale e metabolico che lavora ogni giorno. E qui arriva la cosa più sorprendente scoperta dalla ricerca: a raccontare come stai davvero non sono i chili di muscolo che hai, ma quanta FORZA quel muscolo riesce a esprimere.

Un'analisi del Sarcopenia Definition and Outcomes Consortium (Cawthon e colleghi, 2020), su circa 18.831 persone, ha visto che è la forza della presa della mano a predire mobilità, rischio di cadute, disabilità e perfino mortalità, mentre la massa muscolare misurata con la densitometria non è un buon indicatore. E il documento di consenso degli stessi ricercatori (Bhasin e colleghi, 2020) ha messo al centro della definizione di sarcopenia la forza e la velocità del cammino, non i chili sulla bilancia.

Tradotto in parole semplici: non ti serve muscolo grosso, ti serve muscolo che funziona. Ed è una notizia liberatoria, perché l'obiettivo non è gonfiarsi in palestra, ma riportare forza e qualità nel corpo che hai già.

🔎 I SEGNALI CHE QUASI NESSUNO COLLEGA ALLA SARCOPENIA

I primi segnali si travestono da normalità, e per questo passano inosservati. Sono le cose che una volta erano automatiche e adesso chiedono un pizzico di fatica in più.

la presa che molla: il barattolo che non si apre, la borsa della spesa che pesa più di prima
➡ la fatica in gesti che davano zero pensieri: salire una rampa di scale, rialzarsi da terra, portare un peso per pochi metri
➡ un senso di instabilità, gambe un po' meno sicure quando ti fermi o cambi direzione


Queste sono le conseguenze che si vedono. Ma sotto la superficie ce ne sono altre, molto più silenziose e importanti, ed è qui che la sarcopenia smette di essere una questione di forma e diventa una questione di salute.
SARCOPENIA e INFIAMMAZIONE: il circolo silenzioso per cui perdere muscolo ti infiamma, e l'infiammazione ti fa perdere altro muscolo

Partiamo dicendo le cose come stanno? E allora diciamolo: invecchiare è un PRIVILEGIO, prima che una scocciatura.

Detto questo, è sicuramente vero che dopo i 35, e ancora di più dopo i 45/50, il corpo presenta dei cambiamenti dei quali faremmo volentieri a meno, sia dal punto di vista di ciò che si "vede" sia del "come ci si sente".

Attenzione però: in questo post ti racconterò come funzionano e quanto sono legati tra loro i due problemi principali, ovvero l'INFIAMMAZIONE e la SARCOPENIA (perdita di massa muscolare).

Scoprirai che più il tuo corpo genera infiammazione (in risposta allo stress) più tendi a perdere muscolo, ma anche viceversa: più perdi muscolo, più aumenta il tuo livello infiammatorio.

Conoscere e fermare questo meccanismo ti permette di sentirti meglio e anche di vederti meglio.

La sarcopenia si può minimizzare ed in certi casi anche invertire, ma quello che conta di più è che allenarci per farlo crea benefici enormi sulla nostra salute.

🔄 IL CIRCOLO CHE SI ALIMENTA DA SOLO

Partiamo dall'inizio della catena. Meno muscolo significa un metabolismo più lento, perché il muscolo è il tessuto che consuma di più anche quando sei fermo. Meno muscolo vuol dire meno energia bruciata a riposo, e quindi più spazio per il grasso, soprattutto quello viscerale, quello profondo che si deposita intorno agli organi della pancia.

E qui c'è il pezzo che cambia tutto. Quel grasso viscerale non è un deposito inerte, un magazzino tranquillo che sta lì buono ad aspettare. È un tessuto attivo, che rilascia di continuo sostanze infiammatorie nel corpo, come una piccola centralina accesa che manda segnali in giro.

Quell'infiammazione di fondo, silenziosa, sotto la soglia in cui la sentiresti, accelera a sua volta lo smontaggio del muscolo. Il cerchio così si chiude e si mette a girare da solo: meno muscolo, più grasso, più infiammazione, ancora meno muscolo. Ogni giro rende il successivo un po' più facile, e per questo va interrotto, non lasciato correre.

🔥 LA BRACE SOTTO LA CENERE

Il modo migliore per capire questa infiammazione è pensarla come una brace sotto la cenere.

Non è il fuoco alto e visibile della febbre, che senti addosso e ti manda a letto. È un fuoco basso, coperto, che non vedi e non percepisci come malattia. Se guardi il mucchio da lontano sembra spento, ma sotto continua a covare, e piano piano consuma quello che ha intorno.

Quella brace bassa consuma proprio il muscolo, giorno dopo giorno, senza rumore e senza dolore acuto. Ed è per questo che è così insidiosa: non ti allarma, non ti fa correre ai ripari, lavora nell'ombra per anni.

Il muscolo attivo, quello che alleni e usi, è l'acqua che tiene bassa quella brace. Un corpo che si muove sotto carico e mantiene la sua massa muscolare abbassa il livello di infiammazione di fondo, e toglie ossigeno al fuoco lento invece di alimentarlo.

🔬 QUELLO CHE DESCRIVE LA RICERCA

Su questo la ricerca ha ormai un quadro piuttosto chiaro, e vale la pena riportarlo con onestà.

La sarcopenia viene descritta come guidata anche da un'infiammazione cronica di basso grado, un fenomeno che gli studiosi hanno battezzato "inflammaging", cioè l'incontro tra invecchiamento e infiammazione. In gioco ci sono anche lo stress ossidativo e la disfunzione dei mitocondri, che sono i piccoli motori energetici dentro le cellule (lo descrivono rassegne pubblicate su Antioxidants nel 2025 e su Mechanisms of Ageing and Development nel 2024).

La condizione in cui poco muscolo e troppo grasso convivono nella stessa persona, che viene chiamata obesità sarcopenica, è proprio quella in cui infiammazione e resistenza all'insulina si sommano e si rinforzano a vicenda.

Qui serve una precisazione onesta, perché non voglio venderti miracoli. Parliamo di meccanismi e associazioni solidi, non di una cura miracolosa, e l'infiammazione di fondo ha anche altre cause, dal sonno all'alimentazione allo stress. Ma il muscolo resta una delle leve più concrete e alla tua portata su cui puoi agire davvero.

🌊 COME FAR GIRARE IL CERCHIO NEL VERSO GIUSTO

E la buona notizia, come sempre quando si parla di muscolo, è più grande del problema.

Il muscolo si ricostruisce a qualunque età, questo è ormai assodato: lo mostrarono già lavori storici su JAMA con persone ultranovantenni che guadagnavano forza allenandosi, e lo confermano ricerche più recenti su adulti maturi. Quando torni a costruire muscolo, il cerchio inizia a girare al contrario: più muscolo, metabolismo più vivo, meno grasso viscerale, meno infiammazione, e quindi ancora più facilità a costruire.

Non riaccendi soltanto la forma del corpo. Spegni un pezzo di quel fuoco lento che ti consumava nell'ombra, e togli terreno alla brace che tirava giù tutto il resto 💪

La funzionale a corpo libero lavora esattamente lì, sul muscolo inteso come organo che protegge e come spegni-infiammazione, non come semplice estetica. Se vuoi far girare il cerchio nel verso giusto, puoi accedere GRATUITAMENTE alle prime lezioni del mio percorso "Funzionale Totale a Corpo Libero", con esercizi pensati per ricostruire muscolo in modo funzionale, senza attrezzi, in allenamenti corti e gestibili anche per chi parte da zero.

Esattamente quello che serve per essere tu l'acqua che tiene bassa quella brace.

Link nel primo commento!


Il muscolo, tutto insieme, è il più grande organo metabolico che hai. Dopo un pasto è lui ad assorbire la gran parte dello zucchero che entra nel sangue, come una spugna che lo toglie dalla circolazione. Quando il muscolo cala, quella spugna si rimpicciolisce, lo zucchero resta in giro più a lungo e il metabolismo peggiora. È il pezzo di iceberg che sta sotto il pelo dell'acqua, quello che non guardi mai ma che regge tutto.

🔥 IL FUOCO LENTO CHE SI ALIMENTA DA SOLO

C'è un'ultima conseguenza, ed è quella che lega insieme tutte le altre. Quando il muscolo cala non resta un vuoto neutro: al suo posto tende ad accumularsi grasso, soprattutto quello profondo intorno agli organi, che non è un cuscinetto inerte ma un tessuto che rilascia molecole infiammatorie.

Qui si innesca un circolo che i ricercatori hanno descritto bene. Una revisione lo ha chiamato "metabaging cycle" (Li e colleghi, 2022): il muscolo che si riduce e il grasso viscerale infiammato si alimentano a vicenda, generando insulino-resistenza e un'infiammazione di basso grado che resta accesa nel tempo. E una revisione sull'invecchiamento (Kalykaki e colleghi, 2024) inquadra tutto questo dentro l'inflammaging, quel fuoco lento di fondo in cui la sarcopenia è una delle condizioni immerse.

Immaginalo come un fuoco a bassa intensità che cova sotto la cenere. Non brucia e non fa male, non ti dà un sintomo che puoi indicare col dito, ma resta acceso giorno e notte e prepara il terreno su cui, negli anni, attecchiscono più facilmente diversi problemi di salute. Ecco perché la sarcopenia non è una faccenda dello specchio.

🌱 LA NOTIZIA CHE RIBALTA TUTTO: IL MUSCOLO RISPONDE A OGNI ETÀ

E adesso la parte bella, quella su cui voglio chiudere, perché è la differenza tra rassegnarsi e agire. Il muscolo non ha una data di scadenza: risponde allo stimolo giusto a qualunque età, anche molto più in là di quanto crediamo.

In uno studio ormai storico (JAMA, 1990), un gruppo di anziani fragili di circa novant'anni, dopo appena otto settimane di allenamento di forza, ha aumentato la forza in media del 174%. E in un altro lavoro su nonagenari fragili (Cadore e colleghi, 2013), chi si allenava guadagnava forza e funzione mentre i coetanei che restavano fermi le perdevano nello stesso identico periodo. Sono studi piccoli, su persone molto fragili, e non promettono a nessuno quelle percentuali esatte: valgono come prova di principio, e la prova è enorme. Se il muscolo risponde così a novant'anni, immagina quanto può fare a cinquanta o a sessanta.

E la cosa più importante, dopo tutto quello che ci siamo detti, è che per riaccenderlo non serve la massa, serve la forza e la qualità del gesto. Non ti serve una palestra, non ti servono pesi enormi: ti serve ridare al muscolo lo stimolo giusto, in modo regolare, quel segnale che la vita comoda ha smesso di mandargli. Il corpo non aspetta altro, e te lo restituisce con gli interessi 💪

Se vuoi ridare al tuo corpo quel segnale, ma senza pesi, senza palestra e senza esercizi complicati, puoi accedere GRATUITAMENTE alle mie lezioni "Funzionale Totale a Corpo Libero": allenamenti corti e gestibili anche per chi non ha mai fatto un minuto di rinforzo in vita sua, pensati per riaccendere i muscoli e tenerli solidi e forti nel tempo.

Link nel primo commento!

Ti piace CAMMINARE? ATTENZIONE a questo ERRORE (lo fanno in tanti)!

Camminare è una delle cose più belle e più sane che si possano fare, e te lo dice uno che per primo ama farlo.

Nelle belle stagioni le piste pedonali si riempiono di gente che va avanti e indietro, e ogni volta penso che sia uno spettacolo bellissimo.

Il problema nasce in un punto preciso, cioè quando la camminata viene considerata come se fosse "il" nostro allenamento, quello che ci tiene forti e in forma nel tempo.

Perché lì, senza accorgersene, si commette un errore che a lungo andare si paga.

E attenzione, non sto per dirti che camminare non serve. Serve eccome, e tra poco ti spiego esattamente a cosa.

Ti dico solo che la camminata fa una parte del lavoro, e ne lascia scoperta un'altra parte, quella che con gli anni conta sempre di più.

🚶 QUELLO CHE LA CAMMINATA FA DAVVERO (ED È TANTO)

Partiamo dalle cose belle, perché sono vere e vanno riconosciute prima di tutto il resto.

Camminando, la colonna e le articolazioni si muovono di continuo con tante piccole micromobilizzazioni, ed è il motivo per cui tante persone con la schiena rigida da troppe ore in posizione seduta stanno meglio dopo una passeggiata.

Chi passa la giornata a una scrivania, con il cammino rimette semplicemente in moto un corpo che era rimasto troppo a lungo immobile.

Poi c'è tutta la parte ricreativa, che non è affatto un dettaglio, perché cammini e intanto pensi ai fatti tuoi, ascolti musica, chiacchieri e ti scarichi la testa.

E vale una regola semplice, quasi sorprendente: più si parte da una vita sedentaria, più la camminata regala benefici, perché aggiunge movimento dove prima non ce n'era quasi.

Fin qui la buona notizia. Ora però arriva il punto che quasi nessuno ti dice.

🔋 PERCHÉ CAMMINARE È UN GESTO "IN MODALITÀ RISPARMIO"

La camminata è l'attività di base del corpo umano, quella che la natura ha limato per milioni di anni con un solo obiettivo, cioè portarti da un punto all'altro spendendo la minor energia possibile.

È un po' come il tuo telefono quando entra in modalità risparmio, perché funziona e ti accompagna tutto il giorno, ma proprio per durare a lungo tiene ogni cosa al minimo e non spinge mai.

Il corpo, camminando, fa esattamente questo, cioè usa meno muscoli che può e quei pochi li impegna con il minimo sforzo, concentrando quasi tutto sulle gambe.

Ecco perché, come gesto, la camminata insegna pochissimo, dato che è talmente automatica e conosciuta che il corpo non deve imparare nulla di nuovo né adattarsi a niente.

E un corpo a cui non chiedi mai niente di più di quello che già sa fare, molto semplicemente, resta dov'è.

🦴 COSA RESTA SCOPERTO, CIOÈ MUSCOLI, OSSA E MOBILITÀ

Sui muscoli il discorso è lineare, perché un gesto nato apposta per risparmiare fibre non può essere lo stesso gesto che poi le rinforza.

La camminata tiene attive le gambe, questo sì, ma come stimolo di forza per il resto del corpo offre davvero poco.

Sulle ossa vale un principio ancora più netto, perché l'osso si rinforza solo quando riceve un carico superiore a una certa soglia, e quella soglia il cammino non la raggiunge.

Una revisione di Castillo e colleghi (2015) descrive proprio questo, cioè che il carico meccanico è il regolatore principale della massa ossea, e che l'esercizio in cui reggi un peso sul corpo è la prima difesa contro la perdita di osso.

Detta semplice, all'osso non interessa "che ti stai muovendo", gli interessa "che stai reggendo un peso", e in una camminata quel peso, ben distribuito e ammortizzato a ogni passo, resta troppo basso.

Sulla mobilità funziona allo stesso modo, perché le micromobilizzazioni ci sono, ma la camminata non allarga di un centimetro l'escursione delle spalle o delle anche, e non rende i tuoi movimenti più efficienti.

Anche sul fronte del cuore, su un gesto così economico i benefici restano modesti, molto più piccoli di quanto di solito si tenda a credere.

Il succo è questo: più si ha già un minimo di vita attiva, meno la sola camminata può bastare a tenere il corpo davvero in forma.

🧩 LA SOLUZIONE NON È SMETTERE, È AFFIANCARE

E qui sta la parte bella, perché non devi rinunciare assolutamente a niente.

La camminata resta e va mantenuta, per tutti i motivi belli di cui abbiamo parlato, e semplicemente le affianchi il tassello che le manca, cioè un vero allenamento.

Un allenamento vero è la cosa che lavora contro gli acciacchi della vita di tutti i giorni e contro il passare degli anni tutti insieme, perché rende i muscoli più forti, le ossa più robuste, i movimenti più ampi ed efficienti, e porta beneficio anche al cuore.

E qui il lavoro a corpo libero è una manna, perché in un'unica seduta mette insieme quasi tutti questi tasselli, dato che usa il tuo peso come carico per muscoli e ossa e nello stesso momento allena la mobilità e il controllo dei movimenti.

Non serve neanche tanto tempo, e non serve partire da chissà quale livello, perché basta chiedere al corpo qualcosa in più di quello che già gestisce da solo ogni giorno 💪

Se vuoi dare al tuo corpo quel tassello che la camminata da sola non gli dà, puoi provare GRATUITAMENTE le prime lezioni del mio percorso "Funzionale Totale a Corpo Libero", pensato per costruire forza, ossa, mobilità ed efficienza insieme, in allenamenti corti e adatti anche a chi non ha mai fatto rinforzo prima.

Tu continua a camminare, e intanto dai al resto del corpo il motivo per rimettersi finalmente al lavoro.

Link nel primo commento!

















sabato 8 agosto 2026

Di che è mancanza questa mancanza, / cuore,


"Di che è mancanza questa mancanza, / cuore, /

 che a un tratto ne sei pieno?

di che? / 

Rotta la diga /t'inonda e ti sommerge /

 la piena della tua indigenza... / 

Viene, / forse viene, / da oltre te / un richiamo / 

che ora perché agonizzi non ascolti. /

 Ma c'è, ne custodisce forza e canto /

 la musica perpetua... ritornerà. / 

Sii calmo".

poesia di Luzi 

ACETO ED I SUOI BENEFICI

 ACETO ED I SUOI BENEFICI

Dr. Claudio Sauro 

·Domenica 16 ottobre 2016

.


Non l’ho ancora riferito ma volevo avere qualche conferma. Circa 20 giorni fa, aprendo la credenza mi è balzata all’occhio la bottiglia dell’aceto, aceto di mele per la verità, ma penso che sia indifferente. Quella bottiglia l’avevo acquistata circa due anni prima quasi per curiosità, visto che di aceto io ne facevo uso praticamente zero. Alla sera mi cuocevo spesso una patatina ma la condivo solo con olio di oliva extra vergine e sale. La vista dell’aceto mi ha fatto venir la voglia di provare a condire la patata anche con aceto oltre che con olio di oliva; forse questo è dipeso da un ricordo atavico di quando ero bambino ghiotto di aceto, che mi portava a metterlo un po su tutto, non so per quale ragione. Fatto stà che su quella patata ho messo un bel po di aceto. Il giorno dopo, mentre stavo in ambulatorio, in un momento di assenza di pazienti, mi sono misurato con il SATURIMETRO l’ossigenazione del sangue e la frequenza: strano, mi sono detto, di solito ho 80 battiti (a riposo) e 97 di ossigenazione, in quel momento avevo 67 battiti e 99 di ossigenazione (99 di ossigenazione è l’ossigenazione massima visto che il saturimetro non può misurare oltre). Che diavolo ho fatto, mi sono chiesto per meritarmi un ossigenazione di 99; pensandoci bene non avevo fatto assolutamente nulla. Comunque la cosa passò inosservata per tre giorni e la frequenza cardiaca ritornò nella norma , 89 battiti/minuito, e così pure l’ossigenazione, 97. Tutto ciò fino a quando non mi sono cotto un'altra patatina ed ho pensato anche quella sera di condirla con una buona dose di aceto. Miracolo, il giorno dopo i battiti erano ritornati a 66-67, e l’ossigenazione a 99. Fu in quel momento che cominciai a fare un ACETO ED I SUOI BENEFICI con l’aceto. Perdio, mi sono detto, che l’aceto abbia sulla frequenza una funzione rallentante come un Beta-Bloccante, e nel contempo una funzione opposta ad un Beta Bloccante, anziché abbassare l’ossigenazione la aumenta. Sarebbe cosa ovvia che abbassando la frequenza si riducesse anche l’ossigenazione (ciò che comunemente fa un Beta Bloccante), ma come è possibile che abbassando la frequenza aumenti l’ossigenazione??? Per avere un ulteriore conferma bastava bere un paio di cucchiai di aceto e monitorare poi frequenza ed ossigenazione, cosa che feci subito spinto anche dalla curiosità, ebbene dopo 30 minuti la frequenza era scesa a 60 battiti/minuto e l’ossigenazione si era attestata su 99( non potendo misurare oltre). Era la conferma che il tutto era legato all’aceto, visto che 60 battiti/minuto non ricordo di averli mai avuti. Era come se avessi preso una compressa di Tenormin 100, però in questo caso avrei avuto l’ossigenazione a 90 e forse meno. Cominciai a fare ricerche sull’aceto e sull’acido acetico, però non ho trovato nessuna pubblicazione che mi dicesse che l’acido acetico rallenta i battiti ed aumenta l’ossigenazione del sangue. Mediamente l’aceto contiene il 15% di acido acetico. Quello che ho trovato interessante è che l’acido acetico si trasforma nell’organismo in ossalacetato che stà alla base del ciclo della respirazione aerobica o Ciclo di Krebs.  https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_di_Krebs  “”I catabolismi glucidico e lipidico (attraverso la glicolisi e la beta ossidazione) producono acetil-CoA, un gruppo acetile legato al coenzima A; l'acetil-CoA costituisce il principale substrato del ciclo: il suo ingresso consiste in una condensazione con OSSALACETATO per generare citrato e al termine del ciclo stesso, i due atomi di carbonio immessi dall'acetil-CoA verranno ossidati in due molecole di CO2, RIGENERANDO NUOVAMENTE OSSALACETATO IN GRADO DI CONDENSARSI CON ACETIL-COA. La produzione rilevante dal punto di vista energetico, tuttavia, è quella di una molecola di GTP (immediatamente utilizzata per rigenerare una molecola di ATP), di tre molecole di NADH e una di FADH2.”” Quindi la somministrazione di acido- acetico incrementa il Ciclo di Krebs, il ciclo fondamentale dell’ossigenazione, quello che le cellule tumorali hanno messo a tacere adottando la glicolisi anaerobica (CICLO DEI PENTOSI). Mi sono chiesto, non potrebbe darsi che l’acido acetico possa riattivare i mitocondri silenti ancora presenti nelle cellule tumorali?? In questo caso l’aceto sarebbe un potente antineoplastico. In un altro sito trovo scritto: “”“”Il gruppo acetile, derivato dall'acido acetico, è fondamentale nella biochimica di virtualmente tutte le forme di vita. Quando è legato al coenzima A è centrale nel metabolismo di carboidrati e grassi; comunque, la concentrazione di acido acetico nelle cellule è mantenuto a un livello basso per evitare di interrompere il controllo del pH del contenuto delle cellule.”” L’acido acetico certamente, ma non l’OSSALACETATO che si forma normalmente quando l’acido acetico lega il gruppo carbossilico, visto che l’ossalacetato ha un PH neutro. Ma l’aceto ha un altro ruolo fondamentale, ed è quello del TRASPORTO IONICO, dal momento che ha una grande facilità a passare la membrana cellulare, prima di entrare viene neutralizzata la sua acidità dagli ioni endocellulari, magnesio, potassio, e calcio purchè li trovi all’esterno della cellula, in questo modo li lega e li trasporta all’interno ed in questo senso può letteralmente saltare le proteine G di membrana regolate prevalentemente dal 1-25-OH- colecalciferolo. I canali del calcio, del potassio e del magnesio vengono in questo modo elusi da un altro meccanismo di fondamentale importanza che è legato all’acido acetico. Intendo dire che l’acetato di magnesio, di potassio e di calcio possono passare la membrana cellulare con un meccanismo molto semplice che elude altri meccanismi complessi. In questo senso l’acido acetico diventa uno dei principali fattori dal PH endocellulare perché ha un ruolo fondamentale nel trasporto all’interno della cellula di ioni endocellulari che basificano la cellula. In questo senso l’acido acetico ha un doppio ruolo antitumorale: quello di riattivare la respirazione aerobica attraverso l’OSSOLACETATO e quello di basificare la cellula con il trasporto ionico. CHI L’AVREBBE DETTTO CHE L’ACIDO ACETICO E’ MOLTO PIU’ EFFICACE DEL CISPLATINO E DELL’OSSALIPLATINO NEL CURARE I TUMORI??? Chiaramente questa per l’Oncologia Ufficiale è una bestemmia, ma si basa su dei dati reali anche se finora teorici, dal momento che nessun Centro Oncologico ha mai pensato di curare i tumori con l’aceto (visto che il suo costo è inesistente. Posto ciò un'altra caratteristica interessante dell’aceto è la sua proprietà antimicrobica ed antifungina. Leggo” Dal punto di vista chimico, l’acido peracetico (acidi acetico + acqua ossigenata) appartiene, alla famiglia dei perossidi ed è caratterizzato da un elevato potenziale di ossidazione responsabile del suo potere paracetico; la struttura molecolare di base è costituita dall’acido acetico che lega, nel gruppo carbossilico -COOH, un ulteriore atomo di ossigeno diven- tando –COOOH. La conseguenza più immediata è che la molecola diventa molto reattiva in quanto tende a scindere il legame chimico per ripristinare l’acido acetico e formare acqua ossigenata (reazione di idrolisi). A seguito di ciò le soluzioni commerciali dell’acido vengono stabilizzate attraverso la creazione di un equilibrio per minimizzare questo fenomeno degradativo mentre, ai fini della manipolazione e dello stoccaggio, è bene sapere l’aumento della temperatura ne accelera la cinetica di reazione fino ad ottenere una rapida decomposizione per valori superiori ai +60 °C. MECCANISMO D’AZIONE Quando la molecola dell’acido peracetico viene a contatto con le strutture di rivestimento dei batteri (capsula, membrana esterna, parete e membrana cellulare), riesce ad attraversarle con facilità (ad eccezione della corteccia delle spore dove il passaggio è molto più lento) e una volta penetrato all’interno, il suo forte potere ossidante agisce principalmente sulle proteine di membrana, sugli enzimi metabolici e sul genoma determinando un’azione biocida. SPETTRO D’AZIONE Ampio spettro d’azione; battericida e fungicida a BASSISSIME CONCENTRAZIONI, è sporicida a concentrazioni dello 0,3% in non meno di 10’ (non risulta molto attivo contro le spore carbonchiose). È uno dei disinfettanti più attivi contro gli Staphilococchi coagulasi+, E.Coli, Proteus vulga-ris e Pseudomonas aeruginosa e tutti i miceti. Ha pure una buona attività battericida contro i Micobatteri (Tubercolosi, Lebbra e altro).”” Leggo in un altro Post, l’ACIDO PARACETICO viene utilizzato come disinfettante a largo spettro ed è attivo sui batteri e sui miceti in concentrazioni inferiori a l’1%. E l’acido acetico da solo quanto è disinfettante?? Molto, soprattutto sui miceti, ad esempi se volete estirpare una candidosi intestinale basta usare molto aceto che il risultato è assicurato.


Ruggero Dipa Etica&Benessere

venerdì 7 agosto 2026

Non possiamo prevedere il futuro

 Un povero cinese suscitava la gelosia dei più ricchi del paese perché possedeva uno straordinario cavallo bianco. Ogni volta che gli offrivano una fortuna per acquistare l’ animale, il vecchietto rispondeva: “Questo cavallo è molto più di un animale per me, è un amico, non posso venderlo”.

Un giorno, il cavallo sparì. I vicini radunati davanti alla stalla vuota, diedero il loro parere: “Povero idiota, dovevi prevedere che ti avrebbero rubato quella bestia. Perché non l’hai venduta? Che sfortuna”.

Il contadino si mostrò più circospetto: “Non esageriamo”, disse, “Diciamo che il cavallo non si trova più nella stalla. È un dato di fatto. Tutto il resto è solo una vostra valutazione. Come faccio a sapere se è una fortuna o una sfortuna? Noi conosciamo solo un frammento della storia. Chi può sapere cosa succederà?”.

La gente prese in giro il vecchio. Da molto tempo lo consideravano un sempliciotto. Quindici giorni dopo, il cavallo bianco tornò. Era semplicemente scappato in campagna e di ritorno dalla fuga aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi. I paesani si assembrarono di nuovo: “Avevi ragione, non era una sfortuna, ma una benedizione”.

“Io non la penserei così”, replicò il contadino. “Accontentiamoci di dire che il cavallo bianco è tornato; come si fa a sapere se è una fortuna o una sfortuna? E solo un episodio. Si può forse conoscere il contenuto di un libro leggendo solo una frase?”.

I paesani si allontanarono, convinti che il vecchio sragionasse. Ricevere dodici bei cavalli era inevitabilmente un dono del cielo. Chi poteva negarlo? il figlio del contadino iniziò a domare i cavalli selvaggi. Uno di questi lo gettò a terra e lo calpestò. I paesani vennero ancora una volta a dare il loro parere: “Povero amico! Avevi ragione, questi cavalli selvaggi non ti hanno portato fortuna. Adesso il tuo unico figlio è storpio. Chi ti aiuterà dunque nella vecchiaia? Sei davvero da compatire”.

“Vedremo” ribatté il contadino, “non precipitiamo le cose. Mio figlio ha perso l’uso di una gamba, tutto qui. Chi può dire cosa ci riserverà questo? La vita si presenta a pezzettini, nessuno può predire il futuro”.

Qualche tempo dopo scoppiò la guerra e tutti i giovani del villaggio furono arruolati nell’esercito, tranne l’invalido. “Vecchio, avevi ragione” dissero i suoi compaesani, “tuo figlio non potrà camminare ma almeno resta con te, mentre i nostri figli vanno a farsi ammazzare”. Vi prego”, rispose il contadino, “non giudicate così in fretta. I vostri figli sono stati arruolati nell’esercito, il mio resta a casa, è tutto quello che possiamo dire. Dio solo sa se è un bene o un male

giovedì 6 agosto 2026

Che cos'è l'amore


D.: Che cos'è l'amore?


R.: L'amore è il modo in cui si manifesta nella nostra coscienza il significato più profondo di chi siamo. L'amore anche la forza vitale con cui Uno si palesa in noi e ci spinge a conoscerci sempre di più. La conoscenza di sé è amore, verità e significato intrecciati e inseparabili. L'amore è qualcosa che si conosce solo tramite un'esperienza diretta, e non ha confini. Definirlo, quindi, lo limita.

Anche la vita è quasi indefinibile, perché è una proprietà fondamentale di Uno, l'espressione più profonda del suo dinamismo, olismo e amore che lo portano a dividersi in parti-intero che poi si ricombinano a livelli di comprensio ne sempre più elevati. Ciascuno di noi è un'espressione di versa e unica del suo amore.

Da dentro, l'amore è il sapore del significato che esperiamo quando conosciamo noi stessi. Da fuori, l'amore è la forza che porta in risonanza l'interiorità di coloro che si amano.

D. Come si impara ad amare?


R.: Secondo me l'amore non si impara, perché è la parte fondamentale della nostra essenza.

Dobbiamo solo liberare l'amore dall'egoismo, dalle aspettative, dalla competitività, dalla possessività, dal bisogno di superiorità, ossia da tutto ciò che, come la cenere sulla brace, lo soffoca e lo ostacola. Solo l'amore dà sostanza, consistenza e significato all'e-sistenza

Possiamo amare gli altri nella misura in cui amiamo noi stessi, e viceversa. L'amore può aumentare indefi-nitamente, e amare è l'unico percorso che ci porta a casa. 

Più amiamo, più rapida sarà la nostra evoluzione. E più si va in profondità, più ci si raggiunge.

Federico Faggin 

Cos'è il NAD


Cos'è il NAD+ e a cosa serve? 
Ecco la sua “carta d’identità” e le sue funzioni biologiche
• Qual è la differenza tra NAD e NAD+?
• Bioenergetica: il ruolo del NAD+ nella respirazione cellulare
• NAD+ e riparazione del DNA: il custode della longevità
• Perché i livelli di NAD+ diminuiscono col passare del tempo?
• Come puoi sostenere i livelli di NAD+: precursori e stile di vita equilibrato
• Linee guida scientifiche per utilizzare in sicurezza i precursori di NAD+
• NAD+ e NAC: come “comunicano” tra loro nei sistemi di equilibrio delle cellule
• Sostieni il tuo equilibrio cellulare con GenAge, ogni giorno
Ogni singola cellula del tuo corpo respira, si rigenera e produce l’energia necessaria a farti muovere, pensare, vivere. Al centro di questo “ecosistema biologico” c’è il NAD+ (Nicotinammide Adenina Dinucleotide). È una molecola naturalmente presente nelle cellule e strettamente legata ai processi che consentono la produzione e la gestione dell’energia a livello cellulare. Giorno per giorno, con le tue scelte sane, puoi mantenere livelli ottimali di questa molecola e sostenere la longevità delle tue cellule, la tua salute e la tua energia.
Cos'è il NAD+ e a cosa serve? Ecco la sua “carta d’identità” e le sue funzioni biologiche
Il coenzima NAD+ partecipa a diversi sistemi coinvolti nel mantenimento della funzionalità cellulare e nei meccanismi che regolano l’equilibrio interno delle cellule. Per questo motivo, il NAD+ è spesso citato in contesti legati alla vitalità cellulare e al normale funzionamento dell’organismo nel tempo.
Dal punto di vista strettamente scientifico, il NAD+ è un dinucleotide, cioè una molecola formata da due nucleotidi uniti tra loro: uno è un derivato della nicotinamide (o niacinamide), cioè della vitamina B3, mentre l’altro è il nucleotide adenina. Partecipa a più di 500 reazioni enzimatiche, soprattutto quelle che governano i processi biochimici che portano alla produzione di energia.
Qual è la differenza tra NAD e NAD+?
All’interno delle cellule, il NAD si trova in due forme: NAD+ (forma ossidata) e NADH (forma ridotta). Quando si parla in modo generico di NAD, ci si riferisce comunemente al NAD+, di cui le cellule devono sempre avere scorte adeguate. Infatti, il NAD+ è responsabile di tre processi chiave per la vitalità cellulare
• Produzione di energia; 
• Riparazione del DNA; 
• Resistenza allo stress.

Bioenergetica: il ruolo del NAD+ nella respirazione cellulare
Il mitocondrio è il luogo in cui il NAD+ può svolgere la sua funzione principale all’interno della cellula, cioè la produzione di energia.
Infatti, il NAD+ è in grado di trasportare l’energia chimica che estrae dagli alimenti all’interno dei mitocondri sotto forma di elettroni, dove possono essere utilizzati per produrre ATP, ossia energia utilizzabile dalla cellula.
La disponibilità di NAD+ è indispensabile perché i mitocondri possano produrre energia e, viceversa, il buon funzionamento dei mitocondri è fondamentale perché il NAD+ possa svolgere la sua funzione biologica. Tutto ciò è essenziale per il metabolismo energetico delle cellule.
Il NAD non funge solo da “benzina” per la cellula, ma ha anche altri diversi ruoli biologici molto importanti per la salute: per esempio, è coinvolto nella riparazione del DNA.

NAD+ e riparazione del DNA: il custode della longevità
Il NAD+ funge da cofattore per moltissimi enzimi “NAD-dipendenti” deputati alla riparazione del DNA. Questi enzimi funzionano come “sentinelle”: quando rilevano danni al DNA, attivano i meccanismi di riparazione. 
Senza NAD disponibile non possono lavorare efficacemente e il DNA danneggiato non viene riparato. Ciò porta a un accumulo di danni genetici, uno degli hallmarks (i meccanismi responsabili) dell’invecchiamento

Perché i livelli di NAD+ diminuiscono col passare del tempo?
Con l’avanzare dell’età, i livelli di NAD+ nelle cellule tendono a diminuire in modo fisiologico. Da una parte, aumenta la quantità di danni al DNA e di conseguenza aumenta l’attività degli enzimi che cercano di ripararlo, consumando NAD+. 
Dall’altra parte,l’infiammazione cronica, tipica dell’invecchiamento, aumenta ulteriormente il consumo di NAD+. Al contempo diminuisce la sintesi di NAD+ all’interno dell’organismo. Il risultato è uno squilibrio progressivo: il NAD+ viene consumato più rapidamente di quanto venga prodotto. Le stime indicano che già intorno ai 50 anni i livelli di NAD+ possano ridursi circa del 50%.
Quando i livelli di NAD+ diminuiscono eccessivamente, la produzione di energia diventa meno efficiente, si riduce la funzionalità dei mitocondri e i sistemi di difesa cellulare perdono efficacia. 
Ciò si traduce, nel tuo organismo, in una maggiore fragilità: perdita di massa e forza muscolare, riduzione delle capacità cognitive, aumento del rischio di condizioni metaboliche e cardiovascolari.
Nonostante il declino del NAD+ sia un fenomeno fisiologico, è possibile limitarne gli effetti nel tempo con interventi mirati e scelte consapevoli.
Come puoi sostenere i livelli di NAD+: precursori e stile di vita equilibrato
Con le tue abitudini quotidiane equilibrate puoi plasmare il tuo futuro: alimentazione, movimento, igiene del sonno e benessere mentale possono influenzare positivamente la salute delle tue cellule e il tuo destino biologico. 
Oltre a questo, la sintesi endogena del NAD+ dipende dalla disponibilità di specifici precursori nutrizionali: nucleotidi e vitamina B3.
Una dieta sana ed equilibrata offre la principale fonte di questi composti, presenti in alimenti di origine vegetale come spinaci, arachidi, legumi e lievito di birra, e di origine animale, tra cui fegato, carni bianche e alcune varietà di pesce.
In alcuni contesti, può essere utile considerare un apporto mirato di questi nutrienti attraverso la supplementazione, con l’obiettivo di fornire al tuo organismo i precursori necessari ai normali processi di sintesi del NAD+.
Tra i principali precursori rientrano l’acido nicotinico, la nicotinamide, la nicotinamide riboside e la nicotinamide mononucleotide; sono tutti coinvolti nei fisiologici meccanismi di produzione del NAD a livello cellulare. 
Puoi iniziare sin da ora, chiedendo in farmacia. Il tuo Farmacista Preparatore potrebbe consigliarti una combinazione scientificamente bilanciata di attivi essenzialial nutrimento delle cellule, tra cui i nucleotidi, per proteggere le tue cellule ogni giorno e mantenerle efficienti e vitali nel tempo. 
Linee guida scientifiche per utilizzare in sicurezza i precursori di NAD+
Nel contesto della normativa europea, l’EFSA stabilisce regole precise per garantire la tua sicurezza anche in relazione ai precursori del NAD+. 
Sostanze come NMN (nicotinammide mononucleotide) e NR (nicotinamide riboside) rientrano nella categoria dei cosiddetti novel food e, pertanto, necessitano di una specifica autorizzazione prima di poter essere impiegate negli integratori alimentari. 
I Novel Food sono tutti quegli alimenti (o ingredienti) che non hanno vantato un consumo significativo in Europa prima del maggio 1997.
Prima di giungere in tavola, ogni “nuovo alimento” deve aver superato un rigoroso controllo di sicurezza da parte dell’EFSA, garantendo in tal modo che l’innovazione alimentare sia sempre accompagnata dalla massima tutela per la salute dei consumatori e delle consumatrici.
In che modo puoi orientarti con i precursori del NAD+?
 
Ad oggi, il nicotinamide riboside è stato autorizzato con un dosaggio massimo di 300 mg al giorno, mentre l’NMN non ha ancora ottenuto l’approvazione come novel food nell’Unione Europea. La sua presenza in etichetta può quindi risultare fuorviante: spesso si tratta di strategie comunicative per intercettare le tendenze del mercato, mentre nella formulazione reale sono presenti altri precursori autorizzati. 
Diversamente, nicotinamide e acido nicotinico, essendo forme naturali di vitamina B3, non richiedono autorizzazione come novel food grazie al loro consolidato profilo di sicurezza: in questo quadro, il rispetto dei dosaggi raccomandati è fondamentale.
Infatti, attenersi alle indicazioni approvate dall’EFSA garantisce l’efficacia del prodotto, ma soprattutto tutela la sicurezza delle persone che ne fanno uso, evitando rischi legati a un’assunzione eccessiva o non conforme alle evidenze scientifiche disponibili.
NAD+ e NAC: come “comunicano” tra loro nei sistemi di equilibrio delle cellule
La collaborazione tra NAD+ e NAC (N-acetilcisteina) suscita sempre più interesse per il loro possibile ruolo complementare all’interno dei sistemi di equilibrio cellulare:
• Il NAD+ è una molecola chiave per il metabolismo energetico e per i normali meccanismi di regolazione cellulare; 
• La NAC è una forma stabile dell’amminoacido cisteina, naturalmente coinvolta nei processi metabolici dell’organismo.
All’interno della cellula, la cisteina fornita dalla NAC rientra nei fisiologici percorsi legati alla sintesi di composti endogeni; questi composti sono importanti per mantenere l’equilibrio cellulare. 
Quindi, l’associazione tra NAD+ e NAC si inserisce in approcci nutrizionali orientati al supporto delle normali difese cellulari e alla gestione dell’equilibrio interno della cellula. 

Sostieni il tuo equilibrio cellulare con GenAge, ogni giorno
Agire subito sulla longevità delle tue cellule, nutrendole, attivandole e rinnovandole è il primo passo del percorso GenAge.
Con il Cellular Longevity Kit, composto dai tre integratori ad azione antietà cellulare (Nucleo, Youth e Mitoxy), puoi fornire a tutte le tue cellule il supporto essenziale per un funzionamento ottimale e prolungato nel tempo. 
Il Cellular Longevity Kit garantisce un intervento completo e sinergico su tutte le tue cellule: 
• Nucleo nutre le cellule fornendo i micronutrienti essenziali, che contiene la Vitamina B3, precursore di NAD+.
• Mitoxy protegge le cellule dai danni ossidativi e sostiene la produzi⁶one di energia.
• Youth favorisce il rinnovamento cellulare eliminando le componenti danneggiate.

mercoledì 5 agosto 2026

Discussione apertura mentale

 Prima di discutere con qualcuno, chiediti: quella persona è mentalmente abbastanza matura da comprendere il concetto di un punto di vista diverso? Perché, se non lo è, allora non ha assolutamente senso farlo.

No, ogni discussione non merita la tua energia. A volte, non importa quanto chiaramente tu riesca a esprimerti, l’altra persona non sta ascoltando per capire — sta ascoltando solo per replicare. C’è una grande differenza tra un confronto sano e un dibattito inutile. Una conversazione con qualcuno che è mentalmente aperto, può essere illuminante — anche se non siete d’accordo.

Ma cercare di ragionare con qualcuno che si rifiuta di vedere al di là delle proprie convinzioni? È come parlare con un muro. Per quanto tu possa usare logica o verità, quella persona troverà il modo di distorcere, le tue parole. La maturità non sta nel vincere una discussione, ma nel capire quando non vale la pena affrontarla.

È rendersi conto che la tua pace interiore vale più del bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno che ha già deciso di non voler cambiare idea. Non ogni battaglia merita di essere combattuta. Non ogni persona merita una tua spiegazione. A volte, la cosa più forte che puoi fare è andartene — non perché non hai nulla da dire, ma perché riconosci che alcune persone non sono pronte ad ascoltare. E questo non è un peso che devi portare tu.

Helen Mirren

martedì 4 agosto 2026

Pellagra niacina

 Pellagra  niacina

Nella primavera del 1916, arrotolò una pallina minuscola fatta di croste, secrezioni e sangue prelevati da pazienti morenti di pellagra, la inghiottì e aspettò.


Il suo nome era dottor Joseph Goldberger, e in piedi accanto a lui, in una clinica umida nel profondo sud degli Stati Uniti, c'era la sua coraggiosa moglie, Mary. Teneva in mano un bicchiere d'acqua, non per fermare il marito, ma per prendere la sua stessa dose.


Insieme, inghiottirono materiale infetto mescolato con un po' di farina, completamente disposti a mettere a rischio le loro vite per dimostrare una verità a un mondo che si rifiutava di ascoltare.


In quell'epoca, la pellagra si stava diffondendo come un incendio in tutti gli Stati Uniti. Era una malattia terrificante che rendeva la pelle umana scura e arrossata, distruggeva il cervello con grave confusione e portava infine a una morte dolorosa.

L'establishment medico era convinto che la pellagra fosse una malattia infettiva causata da un germe nascosto o da un misterioso insetto. Ma Goldberger sospettava che tutti stessero guardando nella direzione sbagliata.

Camminando attraverso orfanotrofi e ospedali statali, notò un indizio che cambiò tutto.


I pazienti si ammalavano e morivano a centinaia, eppure infermieri, medici e inservienti che lavoravano al loro fianco giorno dopo giorno non contraevano mai la malattia.


"Se questo è un germe contagioso, perché il personale non si ammala?" chiese Goldberger al suo team. "Respirano la stessa aria e toccano gli stessi letti ogni singolo giorno."


Capì che il vero segreto stava nei loro piatti. Il personale dell'ospedale mangiava carne fresca, uova, latte e verdura.


I poveri pazienti, invece, vivevano esclusivamente con una dieta economica e monotona a base di farina di mais, melassa e maiale salato.


Per verificare la sua idea, Goldberger modificò il menu in un orfanotrofio locale. Aggiunse latte fresco, carne e verdura alla routine quotidiana dei bambini. Quasi per magia, i bambini malati guarirono e non comparve nemmeno un nuovo caso.


Tuttavia, quando condivise la sua scoperta, politici ed esperti medici si rifiutarono di accettarla.


Ammettere che la pellagra era causata da una cattiva alimentazione significava ammettere che l'estrema povertà e l'abbandono sociale stavano uccidendo migliaia di cittadini, e non un minuscolo microbo.


Determinato a dimostrare la sua teoria oltre ogni dubbio, Goldberger condusse un famoso studio con undici volontari sani provenienti da un carcere. In cambio della grazia completa, accettarono di seguire solo la dieta sudista a base di farina di mais e sciroppo. Nel giro di pochi mesi, più della metà degli uomini sviluppò una pellagra conclamata.


Anche allora, i critici sostennero che era solo una coincidenza. Frustrato ma irremovibile, Goldberger decise di organizzare quelle che chiamò "feste dello sporco". Lui, sua moglie Mary e alcuni assistenti dedicati si iniettarono sangue di pazienti malati e inghiottirono campioni prelevati direttamente dalle loro ferite.


"Dimostreremo una volta per tutte che questa malattia non si trasmette da persona a persona," disse a Mary subito prima di prendere la dose.


Nessuno dei due si ammalò mai.


Purtroppo, il dottor Joseph Goldberger morì nel 1929 prima che il mondo riconoscesse pienamente il suo lavoro.


Anni dopo, gli scienziati individuarono l'esatto eroe mancante in quelle povere diete: la niacina, nota anche come vitamina B3.


Una volta che alimenti di base come farina e pane furono arricchiti con niacina, la pellagra scomparve virtualmente dal mondo moderno.


Oggi, milioni di famiglie mangiano pasti sani ogni giorno senza mai aver sentito il nome di Joseph Goldberger. Ma il suo coraggio ha cambiato la storia per sempre.


La cura definitiva non si trova sempre in medicine complesse a volte, inizia con l'aprire i nostri cuori, vedere i vulnerabili e assicurarsi che tutti abbiano un posto giusto a tavola.