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sabato 23 maggio 2026

li peccatore pentito

 IN UNA CHIESA 

Spagnola, si venera un Crocifisso antico, il cui braccio destro è schiodato e abbassato.

Su questo Crocifisso si racconta una storia significativa.

Ai suoi piedi un giorno si confessava un gran peccatore, dando segni vivissimi di pentimento.

Eppure il confessore esitava a impartirgli l’assoluzione: gli sembravano troppi i peccati.

Alla fine gli disse: ti assolvo ma fa attenzione per il futuro! Il penitente promise, ma debole com’era, dopo un po’ di tempo dovette di nuovo venire a confessarsi.

Il confessore gli disse severamente: ti assolvo per l’ultima volta da questi peccati!

Passarono alcuni mesi, ma ecco di nuovo il grande peccatore ai piedi del sacerdote.

Implorò: mi pento di vero cuore.

Faccio sinceramente il proposito, ma poi sono terribilmente debole.

Padre, perdonami ancora una volta.

Gli rispose il confessore: Dio, non lo si può prendere in giro.

Io non ti assolvo più!

Si udì allora un singhiozzo.

Partiva dal Crocifisso che miracolosamente schiodò la sua mano destra e tracciò sulla testa del povero penitente il segno del perdono.

Poi, rivolto al prete, disse: Io ho versato il sangue per lui, non tu!

martedì 19 maggio 2026

LA VITAMINA K2 (MK7)

 LA VITAMINA K2 (MK7) L'ATTIVATORE X E IL DOTTOR WESTON A.PRICE

Il dottor Weston A. Price,dentista di Cleveland, agli inizi degli anni 30 avviò ricerche pionieristiche sull'alimentazione e sullo sviluppo fisico, nello specifico si concentrò sullo sviluppo delle ossa facciali e  della salute dentale nelle persone che la possedevano, i cosiddetti "primitivi".


Price viaggio' in tutto il mondo per studiare  gruppi di  umani "isolati",tra cui villaggi relegati in Svizzera, comunità gaeliche Ebridi Esterne( Scozia),eschimesi e indiani nel Nord America, abitanti delle isole del Pacifico meridionale di origine melanesiana e polinesiana, tribù africane,aborigini australiani,maori neozelandesi e indiani del Sudamerica.


Orbene, ovunque andasse,il dottor Price riscontro' in questi "gruppi umani isolati" la totale assenza di carie,denti dritti e sani,  corpi robusti e di conseguenza resistenza alle malattie e un carattere forte e nobile, caratteristiche tipiche dei popoli primitivi che seguivano una dieta tradizionale ricca di nutrienti essenziali.


Price analizzò gli alimenti utilizzati dalle popolazioni primitive isolate, scoprì che questi fornivano almeno 4 volte le vitamine idrosolubili,il calcio e altri minerali, e almeno dieci volte le vitamine liposolubili (vitamina A,vitamina D e vitamina E) presenti negli alimenti di origine animale come uova di pesce,molluschi,frattaglie e burro derivati da mucche nutrite con erba fresca.


Ebbene,il dottor Price scoprì un'ulteriore vitamina liposolubile che chiamò "Attivatore X",e che ora si ritiene essere la vitamina K2, un potente catalizzatore che come le vitamine A e D aiuta il nostro organismo ad assorbire e utilizzare i minerali.


La K2 era presente nella dieta di tutti i gruppi di popolazione sani che studiò,invece quasi completamente scomparsa dalla moderna dieta occidentale.Le fonti includono frattaglie di bovini alimentati con erba fresca,uova di pesce e crostacei.


Il burro per esempio, può essere una fonte particolarmente ricca di Attivatore X/ vitamina K2,se proviene da bovini che si nutrono di erba fresca in crescita, in primavera e in autunno,mentre è assente nei bovini alimentati con farina di semi di cotone, oppure mangimi ad alto contenuto proteico di soia,ma fortunatamente la vitamina K2/Attivatore X non viene distrutto dalla pastorizzazione.

Ad oggi sappiamo che, rispetto alla carne bovina alimentata con cereali,la carne bovina alimentata con erba è:

1) 10 volte più ricca in vitamina A 

2) 3 volte più ricca in vitamina E

3) Notevolmente più ricca di calcio,magnesio,potassio e vitamine del gruppo B

In conclusione,cosa ci dicono le ricerche del dottor Weston A.Price?

 Che magari la degenerazione fisica, al di là dei fattori genetici o di natura fisiologica,in larga misura è derivante da carenze nutrizionali.Queste popolazioni "primitive" con i loro corpi aggraziati,la riproduzione omogenea,una stabilità emotiva e l'assenza di malattie degenerative,si stagliano in netto contrasto con coloro che si nutrono di cibi 

impoveriti della cosiddetta "civiltà". Zuccheri,farina bianca,latte pastorizzato a basso contenuto di grassi e cibi pronti pieni di additivi e conservanti.


Al netto delle mode del momento,le mode rimangono mode e l'evidenza rimane evidenza.


Michele Del Prete: Naturopata,Perito Elettronico e Ricercatore Indipendente


https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10670967/


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38794700/

n.

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8774117/


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23590754/


https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6461585/


https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7230802/


https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7973400/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40506698

https://www.semanticscholar.org/paper/Nutrition-and-Physical-Degeneration-Price-Hooton/f6671d2e6a81c2d7029b7f6835e205692fe78230

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15412536/

https://www.aipro.info/notizie-storiche/foto-originali-del-dr-weston-price-1939/

Padre Gherasim Iscu. Abate del monastero di Tismana

 Il monaco mutilato che si alzò dal letto di morte per abbracciare e perdonare l ufficiale che lo aveva torturato con le mani

Chi era: Padre Gherasim Iscu. Abate del monastero di Tismana, monaco di rara dolcezza ma con coraggio da leone. Nei primi anni della dittatura comunista, il monastero di Tismana era diventato un rifugio segreto per i combattenti anticomunisti nella zona di Oltenia. Padre Gherasim li nutriva di notte, dava loro rifugio nelle grotte della zona e offriva loro assistenza spirituale, anche se sapeva che la Securitate puniva questi gesti direttamente con il plotone di esecuzione.

Anatomia del tradimento e discesa agli inferi

La rete crollo e padre Gherasim fu arrestato.

Fu portato nella sede della Securitate a Craiova, dove entrò nelle mani di uno dei più sinistri e bestiali agenti degli interrogatori (riconosciuto dai detenuti per il sadico piacere con cui torturava le sue vittime).

Questo ufficiale aveva uno scopo fisso: fare in modo che l'abate chiedesse pietà e tradisse i suoi confratelli. Lo picchiò con un piede di porco di ferro alle suole, gli schiacciò il viso, lo tenne in isolamento con feci sul pavimento e lo sottopose a simulazioni di esecuzione. Il monaco rimase in silenzio. Non versò nessuno su di sé, e inoltre, durante le percosse, sussurrò preghiere anche per l'ufficiale che gli ruppe le ossa. Dopo la condanna, con il corpo rovinato, finì nel "sanatorio della morte" -

Penitenziario di Târgu Ocna.

Il file segreto della tortura e dietro le quinte della resistenza:

Qui segue una delle scene più scioccanti nella storia universale del gulag, rigorosamente documentata nelle memorie del famoso pastore Richard Wurmbrand e loan lanolide, entrambi testimoni oculari.

A Târgu Ocna, padre Gherasim Iscu aveva raggiunto la fase terminale della tubercolosi. Pesava circa 40 chilogrammi, era uno scheletro vivente e aspettava di morire da un'ora all'altra.

Allo stesso tempo, le purghe staliniste si erano persino rivolte contro le guardie di sicurezza. Così, per una macabra ironia del destino, l'ufficiale di sicurezza che aveva torturato Gherasim con violenza animale a

Craiova fu arrestato dai suoi stessi compagni, picchiato a sua volta e malato di tubercolosi. E il sistema, nella sua cecità burocratica, gettò questo ufficiale esattamente nella stessa stanza della morte a Târgu Ocna, a un solo letto di distanza dall'abate che aveva mutilato.

Una notte, l'ufficiale entrò in agonia. Si contorceva sul letto, sputava sangue e urlava di terrore, crollato da un'insopportabile crisi di coscienza.

Gridava forte che era un assassino, che stava andando all'inferno, che aveva distrutto centinaia di persone innocenti.

Quello che seguì fermò il tempo in quella cella. Padre Gherasim Iscu, che non poteva nemmeno alzare un bicchiere d'acqua, si appoggiò sui gomiti. Chiese ad un altro detenuto di aiutarlo ad alzarsi. Sostenuto, tremante da tutte le articolazioni, l'abate strisciò verso il letto del suo torturatore.

Si sedette sul bordo del letto. L'ufficiale, vedendo sopra di lui l'uomo che aveva miserabile, pensò che fosse venuto a maledirlo. Ma Gherasim si chinò e, con dolcezza irreale, prese la guardia di sicurezza tra le braccia. Accarezzò la testa sudata e disse: "Sei giovane, non sapevi cosa stavi facendo. Ti perdono con tutto il cuore. E se io, che sono solo un peccatore, posso perdonarti e amarti così, immagina quanto Dio voglia perdonarti. Calmati".

L'ufficiale scoppiò in lacrime. Ha confessato proprio lì, sul petto della sua vittima. Era una scena di un'enorme carica divina. Nella stessa notte, con solo poche ore di differenza, morirono entrambi. Furono gettati nella stessa fossa comune.

differenza, morirono entrambi. Furono gettati nella stessa fossa comune.

L'epilogo:

Perdonare un insulto è difficile. Ma alzarsi dal proprio letto di morte, attraversare una stanza fredda per stringerselo al petto, e assolvere il mostro che ti ha strappato le unghie e spezzato i polmoni dalla colpa, è la prova che I uomo può diventare un frammento di Dio. Padre Gherasim Iscu ha sconfitto la Securitate non con un arma, ma con una dose di amore così letale da disintegrare l anima del suo torturatore, ricostruendolo per l eternità.

sabato 16 maggio 2026

ARGININA E ALZHEIMER,

 ARGININA E ALZHEIMER,

 PROTEZIONE DEL MICROCIRCOLO E BONIFICA DELLE PROTEINE TOSSICHE


La ricerca scientifica più recente, tra cui lo studio pubblicato su Neurochemistry International, mette in luce il ruolo di un amminoacido comune, l'Arginina, come potenziale alleato nel contrastare i processi degenerativi del morbo di Alzheimer. Sebbene l'Arginina sia nota principalmente in ambito sportivo o cardiovascolare, la sua azione a livello cerebrale tocca i pilastri della biochimica del terreno e della salute neuronale.


✅IL MECCANISMO D'AZIONE, OLTRE LA SEMPLICE INTEGRAZIONE


Secondo i ricercatori, l'Arginina interviene su due fronti critici per il paziente neurodegenerativo:


➡️Sostegno al Microcircolo: l'arginina è il precursore dell'ossido nitrico (NO), fondamentale per la vasodilatazione. Un cervello ben irrorato è un cervello che riesce a drenare le tossine e a ricevere ossigeno, contrastando l'ipossia che spesso precede la formazione delle placche.


➡️Inibizione dell'aggregazione proteica: lo studio evidenzia come l'Arginina possa limitare l'accumulo di proteine danneggiate, riducendo lo stress biochimico a cui sono sottoposti i neuroni. 


✅VISIONE MEDICINA UMORALE 


In Medicina Umorale, il declino cognitivo è spesso legato a una secchezza dei tessuti o a una stasi del sangue, sangue denso. L'Arginina, favorendo la fluidità e il nutrimento, agisce come un umettante e un dinamizzatore del calore vitale, impedendo alla melancholia (Bile Nera) di cristallizzare le funzioni cerebrali


✅Omocisteina e Ciclo dell'Urea


L'Arginina è coinvolta nel ciclo dell'urea; un malfunzionamento in questo senso può portare ad accumulo di ammonio, altamente tossico per il cervello.


‼️L'Arginina rappresenta una nuova frontiera nella prevenzione, ma il suo utilizzo non deve essere indiscriminato. La chiave del successo terapeutico risiede nella capacità di personalizzare il dosaggio e di inserirlo in una strategia di bonifica del terreno che comprenda la gestione dei metalli pesanti, il controllo dell'infiammazione e il sostegno metabolico.


Dott Umberto Villanti 


(*) Scientists Identify Simple Supplement That Greatly Reduces Alzheimer’s Damage - Neurochemistry International.

https://scitechdaily.com/scientists-identify-simple-supplement-that-greatly-reduces-alzheimers-damage/

venerdì 15 maggio 2026

VITAMINA D:

 VITAMINA D: L’INTERRUTTORE POTENTE CHE ATTIVA LE DIFESE E CALMA L’INFIAMMAZIONE

Dott. Alberto Zampedri

Per anni è stata considerata semplicemente la “vitamina delle ossa”.

Oggi invece sappiamo che la vitamina D è molto di più.


In realtà si comporta come un vero e proprio pro-ormone steroideo capace di influenzare centinaia di geni coinvolti in immunità, infiammazione, metabolismo, intestino, cervello e protezione cellulare.

La vitamina D viene prodotta nella pelle grazie ai raggi UVB del sole oppure introdotta attraverso alimentazione e integrazione.

Successivamente viene trasformata nel fegato e nei reni nella sua forma biologicamente attiva: il calcitriolo.

Ed è qui che avviene qualcosa di straordinario.

Il calcitriolo entra nelle cellule e si lega ai recettori VDR (Vitamin D Receptors), presenti praticamente in tutto il corpo:

sistema immunitario

intestino

muscoli

cervello

tiroide

cute

mammella

prostata

ovaie

Questo significa che bassi livelli di vitamina D possono alterare contemporaneamente moltissimi sistemi biologici.

IL RUOLO SUL SISTEMA IMMUNITARIO

La vitamina D non agisce semplicemente “alzando le difese”.

Fa qualcosa di molto più intelligente:

regola il sistema immunitario.

Ed è una differenza enorme.

Un sistema immunitario troppo debole aumenta infezioni e fragilità.

Ma un sistema immunitario eccessivamente attivato favorisce infiammazione cronica, allergie e autoimmunità.

La vitamina D lavora proprio come un modulatore dell’equilibrio immunitario.

Sulle difese innate:

favorisce la produzione di peptidi antimicrobici come catelicidina e defensine, sostanze naturali capaci di contrastare virus, batteri e funghi.

Inoltre sostiene l’attività di macrofagi e monociti migliorando la capacità di eliminare agenti patogeni.

Anche la barriera intestinale dipende in parte dalla vitamina D.

Livelli adeguati aiutano a mantenere integre le tight junctions intestinali, riducendo permeabilità e traslocazione batterica.

SUL SISTEMA IMMUNITARIO ADATTATIVO

Qui il lavoro della vitamina D diventa ancora più interessante.

La vitamina D:

riduce l’iper-attivazione infiammatoria

modula le citochine

favorisce tolleranza immunologica

In particolare:

riduce l’attività delle cellule Th1 e Th17, spesso coinvolte nei processi autoimmuni e infiammatori;

favorisce invece le cellule T regolatorie (Treg), fondamentali per mantenere equilibrio immunitario.

Anche le citochine vengono modulate:

meno IL-6, TNF-α e IFN-γ infiammatori

più IL-10 ad azione anti-infiammatoria.

In pratica:

più equilibrio

meno caos immunitario.

IL LEGAME CON INFIAMMAZIONE CRONICA E MICROBIOTA

Uno dei concetti più rivoluzionari della medicina moderna è che intestino, immunità e infiammazione comunicano continuamente tra loro.


E la vitamina D si trova esattamente al centro di questo dialogo.


Livelli bassi sono frequentemente associati a:

disbiosi intestinale

maggiore permeabilità intestinale

stanchezza cronica

dolori muscolari

infiammazione persistente

La vitamina D sembra favorire anche l’equilibrio dei batteri “buoni” intestinali, migliorando la sorveglianza immunitaria.

VITAMINA D E ONCOLOGIA

Negli ultimi anni numerosi studi hanno osservato correlazioni molto interessanti tra livelli di vitamina D e rischio oncologico.

Il calcitriolo infatti partecipa ai meccanismi che regolano:

proliferazione cellulare

differenziazione

apoptosi

infiammazione cronica

Alcuni lavori suggeriscono che livelli ottimali possano contribuire ad un ambiente biologico meno favorevole alla crescita cellulare anomala.

Naturalmente la vitamina D non è una terapia oncologica.

Ma oggi ridurre tutto al concetto “serve solo alle ossa” non è più corretto.

LA QUESTIONE DEI LIVELLI EMATICI

Qui nasce uno dei grandi problemi.

Molte persone hanno valori considerati “normali” nei referti…

ma non necessariamente ottimali.

Sempre più ricercatori ritengono che livelli più elevati rispetto ai minimi standard possano essere più favorevoli per immunità, metabolismo e regolazione infiammatoria.

Inoltre la vitamina D è liposolubile:

chi ha massa grassa elevata spesso necessita di quantità differenti per raggiungere livelli adeguati.

LA SINERGIA CON K2, MAGNESIO, ZINCO E VITAMINA A

La vitamina D non lavora da sola.

Per funzionare correttamente necessita di sinergie biologiche fondamentali:

MAGNESIO

necessario per attivare gli enzimi che trasformano la vitamina D nella forma attiva.

VITAMINA K2

fondamentale per guidare correttamente il calcio verso ossa e denti.


ZINCO

coinvolto nella regolazione immunitaria e nella funzione enzimatica.

VITAMINA A

lavora insieme ai recettori VDR/RXR modulando numerosi processi cellulari.

Per questo spesso non basta assumere vitamina D:

bisogna creare il terreno biologico corretto affinché possa funzionare davvero.



giovedì 14 maggio 2026

 La prima intuizione del Big bang, per così dire, è un testo medievale del vescovo Roberto Grossatesta, intitolato il De luce; la seconda, per quanto ne sappia io, è in una lettera di Galilei a mons. Pietro Dini, in cui Galilei fa notare all'amico sacerdote che Dio crea a partire dalla luce; la terza è quella del sacerdote belga G. Eduard Lemaitre. Il Big bang come evento singolare, non ripetibile, fisicamente descrivibile (in parte), ma inspiegabile alla luce della pura fisica, fu accolto nel Novecento con molta rabbia da parte del mondo ateo e materialista. Rigettato nella Germania nazista, messo al bando nell'Urss comunista, fu avversato anche da molti fisici occidentali, tra cui, all'inizio, lo stesso Albert Einstein, allora spinoziano, che disse a Lemaitre che il suo modello assomigliava troppo al Genesi della Bibbia. Non bisogna dimenticare che nei modelli di universo dei filosofi monisti/panteisti, pressoche tutti i tedeschi, da Hegel a Marx, passando per Fichte, Schopenahuer e Niezsche, l'universo è eterno nel tempo e in ultima analisi statico. Un universo che nasce e si epande denuncia la sua contingenza, chiede una Causa che lo preceda e lo superi.

E anche quando si cerca di spiegare che la causa sarebbero le leggi da sole, rimarrebbe da spiegare cosa sono le leggi, da dove originano, e come possono, nella loro astrattezza, generare un universo fisico concreto. 

Detto questo l'immagine del Big bang è bellissima, per un cristiano, perchè trinitaria: prima la nascita dell'Univero materiale, poi di quello vivente e infine dell'uomo. E' esattamente la gerarchia della Rivelazione. L'uomo come ricapitolazione di tutto l'universo, perchè fatto di polvere, di materia (l'uomo terreno), di vita animale (l'uomo come animale) e di spirito (l'uomo divino). 

L'uomo come ultimo arrivato, e come vertice, che si stacca dalla Terra, di cui è fatto, per slanciarsi verso il Cielo, a cui è "imparentato" grazie allo spirito. 

In quest'ottica l'evoluzione cosmica, terrestre e dei viventi, assume un significato nuovo (in realtà ben compreso da moltissimi scienziati) che sarà ben illustrato nella mostra "Evoluzione e creazione, scienza e fede: l'uomo chi è davvero?" che verrà presentata, insieme a tante altre, a conferenze e incontri, il 5 e 6 giugno a Trento: https://www.libertaepersona.org/wordpress/2026/04/un-meeting-da-non-perdere-semi-di-speranza/

mercoledì 13 maggio 2026

L'ATEROSCLEROSI Vitamina C

 E SE L'ATEROSCLEROSI C FOSSE SOLO UNA FORMA DI SCORBUTO CRONICO? 

Siamo abituati a pensare alle placche nelle arterie come a un problema di troppo colesterolo. Ma se il colesterolo fosse solo il cerotto che il corpo usa per riparare arterie indebolite dalla carenza di nutrienti?

Questa è la tesi rivoluzionaria del Dr. Matthias Rath, collaboratore del premio Nobel Linus Pauling. Secondo Rath, le malattie cardiovascolari non sono altro che una forma precoce e localizzata di scorbuto.

✅ IL RUOLO DELLA VITAMINA C E LA LIPOPROTEINA (a)

Perché le placche si formano? Quando i livelli di Vitamina C sono bassi, il corpo non riesce a produrre abbastanza collagene per mantenere le arterie elastiche e resistenti. Le pareti dei vasi si sfaldano, creando micro lesioni.

➡️A questo punto interviene la Lipoproteina (a), una variante del colesterolo LDL che agisce come una colla biologica. 

➡️Il fegato produce Lp(a) per sigillare le lesioni arteriose prodotte dalla carenza di Vitamina C.

➡️Senza un apporto costante di Vitamina C, questo processo di stuccatura non si ferma mai, accumulando strati su strati fino alla formazione della placca ateromasica.

‼️Inibire la Lp(a) non significa solo abbassare un valore nel sangue, ma fornire alle arterie alcuni mattoni quali Vitamina C, Lisina, Prolina per ripararsi da sole, rendendo inutile l'intervento del cerotto Lp(a).

✅COSA DICE LA SCIENZA?Sebbene la medicina convenzionale sia focalizzata sulle statine, numerosi studi supportano l'importanza della Vitamina C nella protezione dei vasi. 

➡️ Studi condotti dal Dr. Rath hanno dimostrato che l'integrazione di Vitamina C può ridurre i livelli circolanti di Lipoproteina (a) e prevenire il suo deposito nelle pareti arteriose.

👉Hypothesis: lipoprotein(a) is a surrogate for ascorbate.

https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.87.16.6204

👉Vitamina C e Rigidezza Arterios

La ricerca mostra che alti livelli di acido ascorbico sono inversamente correlati alla rigidità delle arterie.

Vitamin C intake and arterial stiffness - Journal of Hypertension

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18460922/

👉Teoria del Dr. Rath, una sintesi dell'approccio nutrizionale alla prevenzione dell'infarto.

Atherosclerosis: A Vitamin C Deficiency Disease

https://www.dr-rath-foundation.org/

✅STRATEGIE DI DIFESA CARDIOVASCOLARE

Se vogliamo prevenire o contrastare gli ateromi, la strategia deve essere sistemica:

➡️Vitamina C a sufficienza, non basta la dose minima per non avere lo scorbuto, serve una saturazione dei tessuti per produrre collagene.

➡️Lisina e Prolina, questi aminoacidi sciolgono i legami della Lp(a) con la parete arteriosa, aiutando a prevenire l'accumulo della placca. 

➡️Polidatina e Astaxantina, cioè mentre la Vitamina C ripara la struttura, questi polifenoli impediscono al colesterolo presente di ossidarsi, rendendolo meno aggressivo.

‼️Anzichè preoccuparti solo del valore del colesterolo totale, chiediti...sto dando alle mie arterie la Vitamina C di cui hanno bisogno per restare integre?. 

Le arterie non si rompono perché il colesterolo è alto, si rompono perché le pareti sono fragili.

 Sapevi che la salute del tuo cuore dipende dalla produzione di collagene? Scrivilo nei commenti! 👇

Dott Umberto Villanti 

Vitamina C e Salute del Cuore: Risultati Clinici

Lo studio:

👉Lo studio di Willis (1954): Willis somministrò 500 mg di vitamina C tre volte al giorno (per un totale di 1,5 g/die) a un piccolo gruppo di pazienti con aterosclerosi documentata. Dopo un periodo di circa un anno, osservò che in 6 pazienti su 10 le placche erano diminuite o scomparse (documentato tramite arteriografia), mentre nel gruppo di controllo non si registrarono miglioramenti o si verificò un peggioramento.

👉Cardio-Retinometria: Più recentemente, l'optometrista britannico Dr. Sydney Bush ha affermato di aver confermato questi risultati osservando la retina. Sostiene che dosi elevate di vitamina C (spesso unite alla lisina) possano invertire la stenosi delle arterie retiniche, riflettendo un miglioramento generale della salute arteriosa.

https://www.thesudburystar.com/life/medicine-keeps-getting-heart-disease-wrong

La Vitamina C possiede diversi effetti cardioprotettivi:

Antiossidante: contrasta lo stress ossidativo nei vasi.

Antinfiammatoria: riduce lo stato di infiammazione delle pareti arteriose.

Supporto al Collagene: mantiene le arterie integre ed elastiche.

Riduzione del Colesterolo: aiuta a regolare i livelli lipidici nel sangue.


Il dosaggio di 500 mg per 3 volte al giorno (totale 1,5 g) è una strategia intelligente perché la Vitamina C è idrosolubile: assumerla in dosi frazionate garantisce una copertura costante nelle 24 ore, mantenendo i livelli nel sangue sempre pronti a supportare la riparazione del collagene e a inibire la Lp(a).


#VitaminaC #DottRath #SaluteCardiovascolare #Lp(a) #Aterosclerosi #PrevenzioneNaturale #Collagene #MedicinaCellulare

martedì 12 maggio 2026

radice quadrata

 Come funziona il metodo di Julia?


Il metodo di Julia è un approccio innovativo per calcolare le radici quadrate sviluppato da Júlia Helena Pimenta Ferreira, una ragazza brasiliana di 11 anni. Ecco come funziona:


Passaggi del Metodo di Julia

1. Scegli un numero vicino alla radice quadrata: Per calcolare la radice quadrata di un numero, ad esempio 144, scegli un numero vicino alla radice, come 10.

2. Moltiplicazione e addizione sequenziale: Moltiplica il numero scelto per se stesso (10 x 10 = 100), quindi aggiungi il numero scelto e il suo successivo (100 + 10 + 11 = 121).

3. Ripeti il processo: Aggiungi il risultato precedente (121) all'ultimo numero utilizzato (11) più il suo successore (12), arrivando a 144, che è il numero originale.

4. Identifica la radice quadrata: L'ultimo numero aggiunto nel calcolo è la radice quadrata approssimativa. Quindi, in questo caso, la radice quadrata di 144 è 12.¹


Il metodo di Julia è un approccio semplice e innovativo per trovare la radice quadrata di un numero, reso possibile dalla creatività e dalla curiosità di Júlia. Questo metodo è stato riconosciuto come "Regressione di Júlia" e pubblicato in una rivista scientifica.

Mai sposarsi da innamorati

 "Mai sposarsi da innamorati. Se siete innamorati non sposatevi perché nell’innamoramento non c’è senso del reale.

Solo quando avrai realizzato che accanto a te c’è  un disgraziato, un bambino oppure una nevrastenica, un isterica, solo quando i suoi difetti non saranno più buffi, ma odiosi, allora lo/la amerai davvero."


Don Fabio ROSINI

NEUROMA DI MORTON

 ⚠️ NEUROMA DI MORTON

NON È UN NODULO, È CARICO MAL GESTITO


Il neuroma di Morton non è una massa, ma un nervo compresso tra i metatarsi, spesso tra terzo e quarto dito 🔍


Il problema non nasce dal nervo, ma da come il piede distribuisce il carico durante l’appoggio ⚙️


Una caviglia rigida, un carico precoce sull’avampiede e scarpe strette aumentano la compressione nello spazio intermetatarsale 👣


Quando il primo raggio non stabilizza, il carico migra centralmente e amplifica lo stress locale 📉


Per questo compaiono bruciore, scosse o la tipica sensazione di “sassolino nella scarpa” ⚡️


Se non modifichi la traiettoria del carico, il sintomo tende a ripresentarsi nel tempo 🔄


Serve migliorare mobilità, controllo e distribuzione delle forze tra retropiede e avampiede 🧠


L’obiettivo è ridurre la compressione e rendere il passo più efficiente e tollerabile 🎯


Intervenire sulla causa significa limitare il sovraccarico e migliorare la funzione del piede ✅


💬 Commenta PIEDE iniziare un percorso e valutare il tuo caso.

giovedì 7 maggio 2026

Peter Singer aborto ed eutanasia

 Il più influente filosofo a favore di aborto ed eutanasia


Ho chiesto all'IA di Gemini chi è il più influente filosofo a favore dell'eutanasia. Mi ha risposto Peter Singer. Le ho rifatto la domanda, riguardo all'aborto: la risposta è stata di nuovo Peter Singer. Sono risposte che immaginavo. Ma chi è Peter Singer? 

E' un filosofo che sostiene che l'idea della sacralità della vita dei bambini, dei malati e degli anziani è propria soltanto della tradizione ebraica e cristiana, ed è assente in tutte le altre civiltà del mondo. Gli spartani, i giapponesi, i cinesi ecc., scrive Singer, non hanno mai considerata sacra la vita dei bambini malati o non desiderati, ed hanno praticato tranquillamente l'infanticidio. Singer propone di ristabilire l'infanticidio: non solo aborto sino al nono mese, ma anche dopo, come eutanasia infantile. Accanto a questa, la liceità dell'eutanasia, a 360 gradi. Bisogna abbattere, continua, gli antichi comandamenti, a partire dal quinto, e riconoscere, con Charles Darwin, che l'uomo è solo un animale, e che la vita di un bambino non voluto o malato non vale più di quella di un pollo sano o di una scimmia. Di qui la bontà dell'eugenetica. Singer sostiene anche che sia necessario, declassato l'uomo, inanlzare gli animali, e riconoscere finalmente i loro diritti. Per questo è anche il più celebre filosofo animalista.

Qualcuno dirà: ma queste sono le stesse cose che dicevano i nazisti! Anche loro erano per l'aborto selettivo, l'eugenetica, l'eutanasia, imposta e volontaria, e si proclamavano animalisti, vantando di essere i più sensibili alle sofferenze degli animali! Anche loro dicevano che si devono abolire i comandamenti, in particolare il quinto, perchè espressione di una maledetta cultura ebraico-cristiana. E' così. 

Stupirà qualcuno sapere, allora, che Singer è figlio di ebrei viennesi scappati nel 1938 dall'Austria in Australia. In realtà non c'è da stupirsi: come si è detto altre volte tra Ottocento e Novecento ad avversare con più forza la fede ebraica furono proprio ebrei atei come Marx e Freud, come Trosky e Adler, e come i sionisti... 

Singer è uno di loro. Nei sui saggi l'obiettivo polemico è sempre quello: il pensiero biblico. 

Oltre a Singer, come non ricordare il celeberrimo Yuval Noah Harari, storico israeliano, autore di saggi terribilmente ideologici e superficiali, di impianto darwinista nazista, "sposato" con un uomo e anche lui autorevole maestro dell'animalismo? Anche Harari ha come obiettivo polemico principale il Creatore della tradizione biblica, ritiene che l'uomo non sia nulla di "speciale", solo una "scimmia insignificante" e propina una visione del mondo del tutto amorale, quella della "foresta di belve", come quella di  Netanyahu quando contrappone  Gengis Khan, vincente, a Cristo, perdente, o come quando afferma di voler fare di Israele una nuova Sparta (forse dimenticando che Sparta era appunto, in quanto città essenzialmente guerriera che ammazzava i suoi bimbi malati, il modello del signore del darwinismo tedesco, il razzista Ernst Haeckel e dell'ideologia nazista).

Francesco Agnoli 

mercoledì 6 maggio 2026

‎Suor Emmanuelle

 ‎A 63 anni, entrò nella più grande discarica d'Egitto. E ci rimase per due decenni.

‎Il Cairo. 1971. La puzza si sentiva a un miglio di distanza.

‎La baraccopoli di Moqattam. Dove la capitale egiziana scaricava tutto ciò che buttava via. E dove vivevano 40.000 persone.

‎Li chiamavano zabaleen. "La gente della spazzatura."

‎Setacciavano i rifiuti del Cairo a mani nude. Lo scarto di sette milioni di persone. Ogni giorno. Plastica. Vetro. Ossa. Metallo. Sþcarti di cibo per i maiali.

‎Niente scuole. Niente ospedali. Niente acqua corrente. Niente elettricità.

‎La città faceva finta che non esistessero.p

‎Suor Emmanuelle aveva 63 anni. Una suora francese in abito grigio. Aveva passato 40 anni a insegnare letteratura alle figlie dei diplomatici.

‎Scuole sicure. Lavoro rispettabile. Una pensione comoda che l'aspettava.

‎Lasciò perdere tutto.

‎Fece una domanda: "Dove sono i più poveri d'Egitto?"

‎Tutti indicarono la discarica.

‎Ci andò. Chiese se poteva trasferirsi lì.

‎Gli zabaleen la fissarono. Nessuno aveva mai chiesto di vivere lì.

‎Le costruirono una stanza di cemento. Un letto. Una croce. Una Bibbia.

‎Si trasferì.

‎Ecco cosa trovò.

‎Ragazze che partorivano a dodici anni. Di nuovo a tredici. Di nuovo a quattordici. Morte a venticinque.

‎Bambini che morivano per infezioni costate pochi centesimi da curare.

‎Uomini che si tagliavano le mani ogni giorno con vetri rotti, senza alcun modo per disinfettare le ferite.

‎Analfabetismo totale. Nessuno sapeva scrivere il proprio nome.

‎Non venne per predicare. La maggior parte era già cristiana. Non venne per convertirli.

‎Venne per restare.

Iniziò a insegnare a leggere ai bambini. A scrivere lettere per le madri. A fasciare ferite.

‎Poi puntò più in alto.

‎Capì una cosa. Queste persone non erano povere perché pigre. Erano intrappolate. Il sistema non le pagava. La società le trattava come invisibili.

‎Così iniziò a chiedere soldi.

‎Lettere in Francia. In Europa. Agli egiziani benestanti.

‎Diventò instancabile.

Nel 1980, aveva raccolto abbastanza da costruire.

‎Prima: una scuola elementare. Gratuita. Per qualsiasi bambino zabaleen.

‎Poi: un ambulatorio. Infermiere. Vaccini. Medicine di base.

‎Poi: un centro donne. Alfabetizzazione. Corsi di formazione. Speranza.

‎Poi qualcosa di geniale: trovò un ingegnere. Costruì un impianto di compostaggio. Trasformò montagne di letame di maiale in fertilizzante. Lo vendette alle aziende agricole.

‎Gli zabaleen avevano un reddito.

‎Inoltre distribuì anticoncezionali. A ragazze di appena dodici anni.

‎Il Vaticano andò su tutte le furie.

‎Lei non batté ciglio.

‎"Sono con i poveri," disse. "Farò ciò di cui i poveri hanno bisogno."

‎Visse in quella baraccopoli per vent'anni. Sotto le estati egiziane. Durante epidemie. Attraverso il caos politico.

‎Niente acqua corrente. Niente elettricità. Un secchio per gabinetto.

‎Invecchiò lì. Capelli bianchi. Viso segnato dal clima. Lo stesso abito grigio per anni.

‎Gli zabaleen la chiamavano Om Emmanuelle. "Madre Emmanuelle."

‎Scrisse libri su di loro. I libri vendettero in Francia. Diventò famosa per caso.

‎Alla fine degli anni '80 era un nome noto a tutti. In TV nazionale. Incontrava presidenti.

‎Usò ogni secondo di quella fama per raccogliere fondi.

‎Nel 1993, a 84 anni, il suo ordine religioso la costrinse a tornare a casa.

‎Era stata in Egitto per 22 anni. Nella baraccopoli per venti.

‎Era esausta.

‎Ma non si fermò.

‎Passò gli ultimi quindici anni a raccogliere fondi. TV. Radio. Conferenze. Libri.

‎Raccolse milioni. Si espanse in otto paesi. Libano. Sudan. Burkina Faso. Filippine.

‎Viveva semplicemente in una casa di riposo francese. Non possedeva nulla. Inviava ogni euro ai progetti.

Morì nel sonno il 20 ottobre 2008.

‎Ventisette giorni prima del suo centesimo compleanno.

‎L'Egitto la pianse più della Francia.

Gli zabaleen tennero una cerimonia in sua memoria. Centinaia di persone accorsero. Ex raccoglitori di spazzatura diventati medici, insegnanti, infermieri.

‎I loro figli vivevano vite completamente diverse.

‎Grazie a lei.

‎Le scuole sono ancora lì. Gli ambulatori. Il centro donne. L'impianto di compostaggio.

‎Ecco cosa mi perseguita di questa storia.

‎Lei iniziò a 63 anni.

‎La maggior parte della gente va in pensione a 63 anni.

‎Lei passò quarant'anni a insegnare a ragazzi ricchi. Poi entrò in una discarica e passò i vent'anni successivi a insegnare ai dimenticati.

‎E poi quindici altri a raccogliere fondi per loro.

‎Non era una assistente sociale. Non era un medico. Non era giovane.

‎Era un'insegnante di 63 anni che decise che la seconda metà della sua vita sarebbe contata più della prima.

‎Trovò le persone più invisibili del Cairo e si rifiutò di distogliere lo sguardo.

‎Mangiò con loro. Dormì tra loro. Curava le loro ferite. Imparò i loro nomi.

‎Non cercò di convertirli. Diceva che il suo compito era amare, non predicare.

‎Visse 99 anni.

‎Passò gli ultimi 37 a servire persone che nessuno voleva vedere.

‎Suor Emmanuelle. Suora francese. Visse in una baraccopoli di spazzatura fino a 84 anni. Morì a 99.

‎Il suo crimine? Aver notato persone che tutti gli altri ignoravano.

‎La sua eredità? Migliaia di bambini che sono cresciuti sapendo leggere. Lavorare. Sognare.

‎Tutto perché una donna entrò in una discarica a 63 anni.

‎E si rifiutò di andarsene.

martedì 5 maggio 2026

Cos’è la proteina Spike

 Cos’è la proteina Spike e cosa può provocare (spiegata facile)

È una vera e propria tossina che può creare un avvelenamento nel corpo e può provocare una infiammazione acuta.

In seguito alla inoculazione di un “vaccino” ad mRNA viene prodotta dalle nostre stesse cellule.

Può infiammare gli endoteli, la parte interna dei vasi sanguigni, favorendo la formazione di coaguli, tromboembolie, infarti ed ictus ischemici.

Può danneggiare il cuore con miocarditi, pericarditi, fibrillazioni, insufficienza cardiaca.

Può essere tossica per il sistema nervoso con possibili infiammazioni ai nervi periferici e al cervello, provocando neuropatie delle piccole fibre, nevriti ottiche, emorragie cerebrali, amnesie, disorientamento, modifiche dell’umore, spersonalizzazione.

Può anche danneggiare gravemente il cervello causando malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

Può deteriorare il sistema immunitario indebolendolo con calo permanente dell’immunità e può inibire la riparazione dei danni del DNA, impedendo l’immunità adattiva.

Può favorire la riattivazione di altri virus soprattutto gli Herpes virus.

Può causare malattie autoimmuni di ogni genere e indurre disfunzioni endocrine, soprattutto tiroiditi e diabete.

Può danneggiare l’apparato genitale e produrre disfunzioni mestruali, infertilità, malformazioni fetali, aborti e impotenza.

Può colpire qualunque organo nuocendo al fegato ( epatiti), ai reni ( nefriti), alle articolazioni( artriti) ai muscoli  ( astenia, crampi, rabdomiolisi) alla pelle ( dermatiti, orticarie, perdita di capelli) , vasculiti, anemie emolitiche e sindromi emorragiche.

Può essere cancerogena aumentando il rischio di tumori, soprattutto slatentizzando  un tumore.

La spike vaccinale può essere trasmessa attraverso gli esosomi esalti con il respiro passando dai vaccinati ai non vaccinati.

I non vaccinati possono essere vaccinati passivamente per via ematica attraverso trasfusioni di sangue contaminato dagli mRNA e dalle spike vaccinali.

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Pulizia di Terreno

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Protocollo Dr. Mc Cullough 


Quindi combattere gli effetti avversi da spike, può significare aiutare il corpo a detossificarsi e a disinfiammarsi.

domenica 3 maggio 2026

 GRANDE  RAMPINI! su  La 7

La disgrazia  della sinistra 

'Ma come fate a non capire che la sinistra è corresponsabile di questo disastro? Siete voi che avete portato avanti un modello di globalizzazione che ha impoverito l'Italia

Siete voi che avete disprezzato la piccola impresa, il lavoro manuale, le periferie. Silenzio in studio. Gli altri ospiti tentano di interromperlo, ma Rampini continua.

Avete sostituito la lotta di classe con le battaglie identitarie. Vi interessano più i pronomi che i salari. Mentre il paese crolla, voi pensate a correggere i vocabolari. Rampini ha toccato una serie di punti precisi che meritano di essere analizzati uno a uno. Secondo Rampini, la sinistra ha abbandonato la difesa della classe media e lavoratrice inseguendo modelli economici che hanno favorito solo i grandi gruppi multinazionali.

La precarizzazione del lavoro, l'aumento delle diseguaglianze e la perdita di potere d'acquisto sono i frutti di decenni di politiche progressiste scollegate dalla realtà.

 Rampini ha attaccato frontalmente il sistema educativo e la cultura antimerito della sinistra. Ha denunciato un'università sempre più ideologizzata, dove le competenze vengono sacrificate in nome della correttezza politica

Uno dei punti più controversi. Rampini ha parlato di una gestione ideologica dell'immigrazione, definendola un suicidio assistito. 

Non si può accogliere chiunque senza un piano. È criminale illudere queste persone. È disumano verso chi vive nelle periferie già al collasso. Altra stoccata. Secondo Rampini, la sinistra che oggi difende la sanità pubblica è la stessa che l'ha svuotata di risorse quando era al governo.

 Lo stesso discorso vale per la scuola pubblica, ridotta a un campo di battaglia ideologico. La clip della trasmissione è diventata virale in poche ore. Sui socialia di commenti si sono accavallati. C'è chi ha ringraziato Rampini per aver detto finalmente la verità e chi lo ha accusato di aver tradito la sinistra. Ma è proprio questa spaccatura che dovrebbe far riflettere.

Rampini ha semplicemente detto ciò che milioni di italiani pensano, ma che nessuno osa dire in televisione.!

Napoleone credente

 "Non sono mai stato ateo. Quando ero a capo del governo, appena ho potuto, ho tentato di ristabilire la religione, che è una grande consolazione per il credente, soprattutto negli ultimi istanti della sua vita. (...)


Io non sono né medico, né filosofo; io credo in Dio; sono un cristiano, cattolico, romano. (...)


Io credo in Dio, a causa di ciò che vedo, e di ciò che sento...Se ci sono tante differenze tra gli uomini, Qualcuno ha creato queste differenze, e questo Qualcuno non è né lei, né io (…). C’è un Essere Infinito in confronto al quale lei non è che un atomo; in confronto al quale anch’io Napoleone, con tutto il mio genio, sono niente (…). Io lo sento, questo Dio,...ne ho bisogno...credo in Lui...


Io conosco gli uomini e le dico che Gesù non era un uomo. Gli spiriti superficiali vedono una somiglianza tra il Cristo e i fondatori di imperi, i conquistatori e le divinità delle altre religioni. Questa somiglianza non c’è: tra il cristianesimo e qualsivoglia altra religione c’è la distanza dell’infinito...

 ...l’impero di Cesare quanti anni è durato? Per quanto tempo Alessandro si è sostenuto sull’entusiasmo dei propri soldati? (…) I popoli passano, i troni crollano ma la Chiesa resta. Allora, qual è la forza che tiene in piedi questa Chiesa assalita dall’oceano furioso della collera e del disprezzo del mondo? (…) Il mio esercito ha già dimenticato me, mentre sono ancora in vita (…). Ecco qual è il potere di noi grandi uomini! Una sola sconfitta ci disintegra e le avversità si portano via tutti i nostri amici."

Napoleone Bonaparte, tratto da "Sentiment de Napoléon sur le cristianisme, Conversations religieuses" di Robert-Antoine de Beauterne, 1843

sabato 2 maggio 2026

Craig Venter: «È da anni che sequenzio genomi e mi sono fatto un' idea: non è opera umana»

Craig Venter: «È da anni che sequenzio genomi e mi sono fatto un' idea: non è opera umana»

 Ascoltandolo si ha l' impressione che sia una specie di alieno, un «essere» che viaggia a un' altra velocità rispetto a noi poveri terrestri. Ci fa sentire stranamente «fermi», inetti, perditempo. Mentre noi buttiamo giù due appunti abbiamo la sensazione che lui stia già pensando a come realizzare i suoi nuovi sogni, che, fino a ora, si sono immancabilmente realizzati. Almeno da quando si occupa di genomica.


La sfida impossibile 

L'alieno è Craig Venter, il presidente della Celera Genomics, l' azienda privata di Rockville (Maryland), che ha osato sfidare nientemeno che lo Human Genoma Project (Hgp), il colossale consorzio pubblico anglo-americano che si era prefissato di leggere il nostro intero Dna entro il 2003. E se questo consorzio è riuscito nell' impresa tre anni prima del previsto certamente è stato anche perché Venter, con la sua Celera (un nome che è un programma) gli ha improvvisamente messo una gran fretta, dichiarando che lui ce l'avrebbe fatta entro questa data. Com' è andata lo si sa: il 26 giugno scorso Venter e Francis Collins, capo dell' Hgp, hanno annunciato al mondo, in contemporanea, di aver decrittato il «libro della vita». 
Craig Venter aveva lanciato il guanto di sfida sostenendo che il metodo da lui messo a punto («shot gun») per scoprire tutte le «lettere» del genoma era più rapido di quello adottato dall' Hgp. «L' idea era nata grazie a un intuizione preliminare che mi è venuta durante un lungo viaggio in aereo, dal Giappone agli Usa», ha spiegato nel corso del convegno «Genetics Open Days», che si è tenuto recentemente a Milano.

Dormire mai eh, mister Venter? Ma, tornando alle origini, come le è venuto in mente di occuparsi di genetica. Lei non si interessava di trasmissione nervosa? 
«Ho passato dieci anni a cercare di clonare il recettore cerebrale per l' adrenalina. Poi però, quando è partito il Progetto Genoma ho pensato che l' approccio era molto più interessante. In fondo io stavo cercando di capire come funziona il cervello studiandone una della tante, piccolissime, parti. Questo progetto dava invece la possibilità di sperare in una visione d' insieme».
Visione è una parola chiave per Craig Venter. Che, non a caso, è stato più volte definito uno scienziato e un imprenditore, «visionario». 
«Ho imparato che bisogna avere fantasia, e che non si deve mai pensare di avere capito tutto. Mi ricordo che quando ero all' università, i miei professori di biologia dicevano che era inutile dedicarsi a questo settore della scienza, tanto ormai era stato già scoperto tutto. Giudicate voi se avevano ragione».

Dal microbiota al tutto 

E infatti lei ripete spesso che anche l' analisi del genoma di organismi semplici, che lei continua a fare nonostante sia già stato completato quello umano, è una scuola, perché riserva sempre sorprese e costringe a rivedere le proprie convinzioni. «È così. Un esempio viene dall' ultimo organismo che abbiamo appena finito di sequenziare, quello del vibrione del colera. Eravamo convinti, prima, che questo microbo avesse solo un cromosoma. E invece ora abbiamo scoperto che ne ha due, e che le cose più interessanti per capire come causa il colera sono proprio nel secondo, quello di cui non immaginavamo nemmeno l' esistenza».
Altre sorprese significative? «Lo studio dei genomi ne riserva sempre. Forse vale la pena di citarne due che penso possano essere suggestive. Una riguarda il Metanococco e l' altra il Dhinococcus radiodurans, due batteri. Studiando il primo ci siamo accorti che vive bene a 85 gradi centigradi, e che è perfettamente a proprio agio anche nell' acqua che bolle. Non solo. Ci siamo anche resi conto che per soddisfare i suoi fabbisogni energetici sfrutta anidride carbonica e azoto. Qualcosa che ci potrebbe addirittura far rivedere alcuni concetti inerenti la definizione che siamo abituati a dare della vita, in termini biologici.
«Il secondo batterio, invece, ha una strana caratteristica, resiste a dosi di radiazioni incredibilmente alte, perché sa autoripararsi il Dna a una velocità straordinaria. E quindi può sopravvivere, per esempio, anche ai raggi cosmici. Se, come ipotizza qualcuno, la vita fosse arrivata sulla terra dallo spazio, si potrebbe anche pensare che il Dhinoccoccus sia stato uno dei suoi "postini". Di più. Visto che probabilmente quando gli Shuttle vanno farsi i loro giretti in orbita ne portano qualcuno con sé, potremmo immaginare che anche noi lo stiamo seminando nello spazio, con chissà quali risultati».
Ma che cosa ha a che spartire tutto questo con l' uomo, e con la possibilità concreta di guarire le malattie che lo affliggono? 
«Lo studio dei genomi delle specie inferiori ci permette di fare dei paragoni e di capire meglio quello che stiamo studiando sull' uomo. Prendiamo il topo, per esempio, di cui stiamo completando lo studio. Confrontando i "pezzi" di Dna interessanti che troviamo nel genoma umano con quelli simili del topo, di cui magari sappiamo già qualcosa, possiamo più facilmente fare delle ipotesi circa le nostre sequenze. Dal punto di vista genomico il topo ci assomiglia parecchio. E ci assomigliano ancora di più il nostro gatto, o il nostro cane».
Ne è davvero convinto? «Provi a riflettere su questo particolare. C' è un gene, quello che provoca una malattia degli occhi che si chiama aniridia (assenza dell' iride), che si ritrova identico e provoca la stessa malattia, nel moscerino della frutta, nel topo e nell' uomo. «Le dice niente? Se sì, le suggerisco di provare a guardare i suoi animali domestici riflettendo sulle poche differenze, dal punto di vista puramente genetico, che ci separano da loro, e avrà un' emozione diversa».
E rispetto ai nostri simili? Quanto siamo diversi uno dall' altro? «Pochissimo, tra me e lei c' è solo lo 0,1% di differenza genetica».
Lusingato. Non si direbbe proprio. «Noi per sequenziare il genoma umano abbiamo utilizzato cinque volontari, tre donne e due uomini. Due caucasici (bianchi di origine europea), un cinese, un afroamericano e un ispanico. Ebbene, la differenza è sempre in quest' ordine di grandezza. Il che ci consente di dire, tra l' altro, che il concetto di razza è solo culturale, dal punto di vista genetico non può essere perseguito».
Riflessione sociale e filosofica di grande peso. Però non le viene mai il sospetto che affrontare i problemi della vita cercando si scomporla ai minimi termini a livello molecolare comporti una tentazione «riduzionistica»? «Lo scienziato deve correre il rischio di essere riduzionista, ma il frutto, nel nostro caso, è che poi, mettendo insieme le conoscenze molecolari si riesce a capire meglio il quadro d' insieme e si ha, in realtà, una visione più olistica dei fenomeni legati alla vita».Dottor Venter, lei crede in Dio? «È da anni che sequenzio genomi e mi sono fatto un'idea: non è opera umana».
Ora che il genoma umano è «finito», qual è il suo prossimo obiettivo? «Abbiamo da poco cominciato a lavorare in un nuovo centro allo studio delle proteine. Gli investimenti che abbiamo fatto sono ingentissimi, e ci permettono, per ora, di analizzare 100 proteine all' ora, ma contiamo, in futuro di arrivare all' analisi di 10mila all' ora». 

Non sorprende che Craig Venter si voglia occupare di proteine, o meglio di proteomica, la scienza che studia le proteine umane in relazione al genoma. Infatti la maggior parte delle malattie deriva proprio da errori nei geni, che comportano la mancata sintesi, o la sintesi errata di una o più proteine, oppure la produzione di proteine dannose. Individuando i geni responsabili di una patologia e le relative proteine, mancanti o dannose, sarà possibile rimediare con farmaci costituiti proprio dalle proteine deficitarie, oppure da altre abili a contrastare quelle nocive. Sarà la sfida del prossimo secolo. Difficilmente Venter non ne sarà uno dei protagonisti.

Dolores Hart ed Elvis Presley

 Dolores Hart 

‎Nel 1957, una giovane attrice di 19 anni stringe la mano a Elvis Presley su un set e condivide con lui quello che sarà il suo primo bacio sullo schermo. In pochi anni, gira una decina di film, riceve una nomination ai Tony Award, e qualcuno già la presenta come una nuova Grace Kelly.

‎Ha tutto: una carriera promettente, una vita a New York e un uomo che la ama profondamente.

‎Poi, un giorno, prende la strada verso un monastero nel Connecticut… e non farà più ritorno alla vita che tutti si aspettavano per lei.

‎Si chiama Dolores Hart.

‎Recita accanto a Elvis in Amami teneramente (Loving You) e poi in Il re del crepuscolo (King Creole), lavora con Montgomery Clift e raggiunge il successo con Dove sono i ragazzi (Where the Boys Are). La sua vita sembra già scritta. Il suo fidanzato, Don Robinson, immagina già un futuro insieme a lei.

‎Nel 1959, stremata, accetta di passare qualche giorno in un'abbazia benedettina del Connecticut: l'abbazia di Regina Laudis.

‎Ci torna. Poi di nuovo.

‎Ogni volta, andarsene diventa più difficile.

‎Nel 1961, durante le riprese di Francesco d'Assisi a Roma, incontra Papa Giovanni XXIII. Torna trasformata, senza riuscire a spiegare del tutto il perché.

‎Un giorno, mentre cammina verso una croce sulla collina dell'abbazia, tutto diventa chiaro.

‎Sceglie un'altra strada.

‎Lo annuncia a Don. Lui è distrutto, ma comprende. Non si risposerà mai e continuerà a farle visita ogni Natale e ogni Pasqua, fino alla sua morte, dicendo semplicemente:

‎"Non tutti gli amori devono finire sull'altare."

‎Nel 1963, a 24 anni, Dolores Hart gira il suo ultimo film, sale in macchina ed entra definitivamente nell'abbazia.

‎Diventa religiosa.

‎Poi, nel 1970, pronuncia i voti perpetui.

‎Nel 2001, viene eletta priora.

‎Diventa Madre Dolores Hart.

‎Hollywood non capisce. Perché lasciare una vita così brillante?

‎La sua risposta rimane la stessa: non fuggiva da nulla. Aveva trovato qualcos'altro.

‎Diventa persino una delle poche religiose con diritto di voto all'Academy degli Oscar, mantiene un legame con il mondo artistico, pubblica un libro e ispira il documentario God Is the Bigger Elvis, candidato all'Oscar.

‎Non è scomparsa.

‎Semplicemente ha scelto un altro modo di vivere.

‎Oggi ha 87 anni e vive nell'abbazia di Regina Laudis.

‎Don Robinson l'ha visitata fedelmente per decenni, fino alla sua morte nel 2011.

‎A 19 anni, baciava Elvis sullo schermo.

‎A 24 anni, lasciava Hollywood per sempre.

‎Le due verità coesistono.

‎E forse è questa la cosa più importante.

venerdì 1 maggio 2026

glicina proprietà terapeutiche

 


glicina proprietà terapeutiche

La glicina è un amminoacido non essenziale (il più semplice e piccolo) con importanti proprietà terapeutiche, supportate da studi scientifici. Ecco le principali:
• Miglioramento del sonno
• La glicina agisce sul sistema nervoso centrale, riducendo la temperatura corporea e favorendo l'addormentamento. Studi mostrano che 3 g prima di dormire migliorano la qualità del sonno e riducono la sonnolenza diurna.
• Protezione del fegato
• Riduce il danno epatico da alcol, farmaci o tossine, favorendo la detossificazione (interviene nella sintesi dell'acido glutatione, potente antiossidante). Usata in alcuni casi di steatosi epatica.
• Effetto antiossidante e antinfiammatorio
• Contrasta lo stress ossidativo e riduce i livelli di citochine infiammatorie, utile in condizioni croniche come l'artrite reumatoide o le malattie metaboliche.
• Supporto articolare e riparazione dei tessuti
• La glicina è un componente del collagene; integrarla può aiutare nella riparazione di cartilagini, tendini e legamenti, usata spesso in associazione a altri amminoacidi (prolina, idrossiprolina).
• Protezione gastrica
• Studi preliminari suggeriscono che la glicina possa ridurre l'infiammazione della mucosa gastrica e favorire la guarigione delle ulcere (aumenta il fattore di crescita epidermico).
• Effetto neuroprotettivo
• Agisce da neurotrasmettitore inibitorio nel midollo spinale e nel tronco encefalico; può modulare l'eccitabilità neuronale e si studia il suo ruolo in malattie come l'epilessia o la schizofrenia.
• Controllo della glicemia
• Alcune ricerche indicano che la glicina migliora la sensibilità all'insulina e riduce i picchi glicemici post-pasto.
Posologia indicativa:
• Sonno: 3 g prima di coricarsi.
• Supporto epatico/antiossidante: 1-2 g al giorno.
• Lesioni articolari: 3-5 g al giorno (spesso in formule con collagene).
Controindicazioni / effetti collaterali
• Generalmente ben tollerata; dosi elevate (>10-15 g/die) possono causare disturbi gastrointestinali lievi (nausea, feci molli).
• Evitare in caso di insufficienza renale grave (accumulo di azoto).
• Non somministrare contemporaneamente a farmaci antagonisti del recettore NMDA (es. ketamina) senza controllo medico.
Fonti alimentari naturali: carne, pesce, legumi, soia, gelatina, brodo di ossa.
Nota: sebbene la glicina sia considerata sicura, consultare un medico prima di iniziare un'integrazione, soprattutto in presenza di patologie o assunzione di altri farmaci.