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mercoledì 31 dicembre 2025

La febbre

 Il medico guardò il suo paziente morente e disse: "Ti infetterò con la malaria." Vinse un Premio Nobel. Vienna, 1917. Il dottor Julius Wagner-Jauregg si trovava in un reparto di un ospedale psichiatrico circondato da pazienti che stavano lentamente perdendo la mente. Non erano malati mentali—almeno, non lo erano all’inizio. Soffrivano di neurosifilide, lo stadio finale di una malattia che aveva devastato i loro corpi per anni e ora stava attaccando il cervello. Alcuni non riuscivano a camminare. Alcuni non riuscivano a parlare in modo coerente. Alcuni avevano crisi violente o allucinazioni. Tutti stavano morendo, e la medicina non poteva fare nulla per fermarlo. La sifilide era una delle malattie più temute dei primi del Novecento. Iniziava con una piaga, progrediva con un’eruzione cutanea, poi sembrava scomparire—solo per tornare anni dopo attaccando cuore, cervello e sistema nervoso. Quando arrivava al cervello, i pazienti affrontavano paralisi progressiva, demenza e morte. Non c’era cura. Nessun trattamento efficace. Niente. Wagner-Jauregg stava pensando a uno strano schema che aveva osservato nel corso della sua carriera: i pazienti con infezioni gravi che sviluppavano febbri estremamente alte a volte mostravano miglioramenti inaspettati nei sintomi psichiatrici. Le febbri sembravano resettare qualcosa nel corpo. Gli venne un’idea radicale. E se avesse potuto provocare deliberatamente una febbre alta? E se avesse potuto usare una malattia per combatterne un’altra? Sembrava folle. Lo era. Ma i suoi pazienti stavano morendo comunque. Wagner-Jauregg scelse la malaria perché era controllabile. A differenza del tifo o di altre malattie che provocano febbre, la malaria poteva essere curata con il chinino una volta che aveva svolto il suo scopo. Poteva infettare un paziente, lasciare che la febbre facesse il suo lavoro, poi eliminare la malaria. Nel giugno del 1917, prese il sangue di un soldato che aveva la malaria e lo iniettò in un paziente con neurosifilide. Poi aspettò. Nel giro di pochi giorni, il paziente sviluppò i sintomi classici della malaria: mal di testa devastanti, brividi violenti e febbri che salivano fino a 105°F (40,5°C). La febbre calava, inzuppando il paziente di sudore, poi tornava ore dopo. Questo ciclo si ripeté per giorni. Sembrava tortura. Il paziente era delirante, tremava, era a malapena cosciente. Ma dentro il suo corpo stava accadendo qualcosa di straordinario. Il Treponema pallidum—il batterio che causa la sifilide—non può sopravvivere a temperature elevate prolungate. Il corpo umano normalmente non si scalda abbastanza da ucciderlo. Ma le febbri della malaria sì. A 105°F, i batteri iniziarono a morire. Dopo dieci-dodici cicli di febbre malarica, Wagner-Jauregg somministrò il chinino per curare la malaria. Poi aspettò di nuovo. Passarono settimane. I sintomi mentali del paziente iniziarono a migliorare. Le allucinazioni cessarono. La coordinazione tornò. La progressione della neurosifilide si era fermata. Il paziente non era completamente guarito—i danni già fatti non potevano essere invertiti—ma la malattia era stata arrestata. Per la prima volta nella storia della medicina, qualcuno era sopravvissuto alla neurosifilide avanzata. Wagner-Jauregg ci riprovò. E poi ancora. Documentò ogni caso in modo meticoloso. Su nove pazienti trattati con la malarioterapia, sei mostrarono miglioramenti significativi. Tre poterono tornare a casa. Due poterono lavorare di nuovo. Prima di questo, quel numero sarebbe stato zero. La notizia si diffuse nella comunità medica. Altri medici, disperati nel tentativo di aiutare i propri pazienti morenti, iniziarono a provare la malarioterapia. Ospedali in tutta Europa e America adottarono la tecnica. Non era perfetta. Alcuni pazienti non tolleravano le febbri della malaria. Alcuni sviluppavano complicazioni. Ma per pazienti a cui era stata data una condanna a morte, offriva speranza. Negli anni Venti, la malarioterapia era diventata il trattamento standard per la neurosifilide. Migliaia di pazienti furono trattati. Molti sopravvissero quando altrimenti non avrebbero avuto alcuna possibilità. Nel 1927, Julius Wagner-Jauregg ricevette il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina "per la sua scoperta del valore terapeutico dell’inoculazione della malaria nel trattamento della paralisi progressiva." Fu il primo psichiatra a vincere un Premio Nobel. Ma ecco cosa rende questa storia profonda: il trattamento di Wagner-Jauregg funzionò perché capì qualcosa di fondamentale sul corpo umano che molti medici non avevano colto. Il corpo non è solo una vittima passiva della malattia. È un’arma. La febbre non è un sintomo da sopprimere—è parte del sistema di difesa del corpo. A volte, il corpo ha solo bisogno di essere spinto più forte di quanto la malattia possa spingere lui. Wagner-Jauregg non curò la sifilide con un farmaco o un intervento chirurgico. La curò potenziando al massimo i meccanismi di difesa naturali del corpo a livelli che avrebbero ucciso i batteri mentre (si sperava) non uccidevano il paziente. Era una guerra biologica, combattuta all’interno di un corpo umano, con il paziente come campo di battaglia e sopravvissuto allo stesso tempo. La malarioterapia continuò a salvare vite fino agli anni Quaranta, quando fu scoperta la penicillina. La penicillina poteva curare la sifilide a qualsiasi stadio, in sicurezza, senza costringere i pazienti a sopportare settimane di malaria. Entro il 1950, la malarioterapia era obsoleta. Ma per tre decenni era stata l’unica cosa che si frapponeva tra i pazienti con neurosifilide e la morte. Pensa a cosa questo richiedeva a tutti i coinvolti. I medici dovevano convincere i pazienti: "Voglio infettarti con una malattia tropicale potenzialmente mortale per curare la tua altra malattia potenzialmente mortale." Non è una visita medica—è un atto di fede. I pazienti dovevano fidarsi dei loro medici abbastanza da  accettare. Dovevano sopportare settimane di febbre, delirio e agonia fisica, sapendo che avrebbero potuto morire di malaria prima che la sifilide morisse. Le famiglie dovevano guardare i propri cari tremare per la febbre, senza sapere se sarebbero sopravvissuti alla cura. E i medici dovevano calibrare tutto alla perfezione: abbastanza malaria da uccidere i batteri della sifilide, ma non così tanta da non poter salvare il paziente con il chinino. Un solo errore di calcolo e il paziente moriva—non per la malattia con cui era arrivato, ma per la malattia che il medico gli aveva deliberatamente dato. Questa non è la medicina come la conosciamo oggi. È la disperazione trasformata in innovazione. Oggi abbiamo antibiotici. Abbiamo farmaci precisi con effetti collaterali prevedibili. Abbiamo protocolli di sicurezza, sperimentazioni cliniche e procedure di consenso informato. Ma siamo arrivati qui perché medici come Wagner-Jauregg erano disposti a provare qualcosa che sembrava assolutamente folle quando nient’altro funzionava. Julius Wagner-Jauregg morì nel 1940, proprio mentre la penicillina stava iniziando a sostituire il suo trattamento con la malaria. Aveva 83 anni. Aveva vissuto abbastanza a lungo da vedere la sua terapia radicale salvare migliaia di vite, poi diventare obsoleta—sostituita da qualcosa di più sicuro e migliore. Questo è l’obiettivo di tutta la medicina: rendere le scoperte di oggi la storia di domani. I pazienti che accettarono la malarioterapia non sapevano se avrebbe funzionato. Sapevano solo che stavano morendo, e che qualcuno stava offrendo loro una possibilità. Così dissero sì alla malaria. Sopportarono le febbri. Sopravvissero alla cura. E migliaia di loro uscirono dagli ospedali psichiatrici quando tutti si aspettavano che morissero lì. Questa non è solo storia della medicina. È la storia di esseri umani che si rifiutano di accettare che alcune malattie siano imbattibili. È medici e pazienti insieme che spingono i confini di ciò che è sopravvivibile. Wagner-Jauregg guardò pazienti a cui tutti avevano rinunciato e pensò: e se combattessimo il fuoco con il fuoco? E funzionò. A volte i trattamenti medici più rivoluzionari non sono i più sofisticati—sono i più audaci.

domenica 28 dicembre 2025

Natale padre Turoldo

 Era il 1991 e padre Turoldo viveva il suo ultimo Natale. 

Questa poesia è la sua ultima accorata preghiera di Natale.

Una struggente poesia dedicata a Dio ❤


"La tristezza di questi natali"


Signore, ti muova a pietà.

Luminarie a fiumane,

ghirlande di false costellazioni

oscurano il cielo di tutte le città.

Nessuno più appare all'orizzonte:

nulla che indichi l'incontro con la carovana del Pellegrino;

non uno che dica in tutto l'Occidente:

"Nel mio albergo si, c'è un posto"!

Non un segno di cercare oltre,

un segno che almeno qualcuno creda,

uno che attenda ancora colui che deve venire...

Non attendiamo più nessuno!

Tutto è immoto, pure se dentro un inarrestabile vortice!

E' così, è Destino, più non ci sono ritorni,

né ricorsi: è inutile che venga!

Tale è questa civiltà gravida del Nulla!

Ora tu, anche se illuso di credere

o figlio dell'ateo Occidente, segui pure la tua stella

- così è gridato per tutta la città dai vessilli -

segui, dico, la stella e troverai cornucopie vomitare leccornie,

o non altro che spiritati manichini di mode folli in volo dalle vetrine...

Poiché falso è questo tuo donare (è Natale!),

falso perfino stringerci la mano avanti la Comunione,

e trovarci assiepati nella Notte a cantare "Gloria nei cieli ... ".

Un amaro riso di angeli obnubila lo sfavillio dei nostri presepi,

Francesco cantore di perfette, tragiche letizie:

pure se un Dio continuerà a nascere,

a irrompere da insospettati recessi:

là dove umanità alligna ancora silenziosa e desolata:

dal sorriso forse di un fanciullo della casba a Daccà, o a Calcutta...

Nessuno conosce solitudine come il Dio del Cristo:

un Dio che meno di tutti può vivere solo!

Certo verrà, continuerà a venire,

a nascere ma altrove,

altrove..."


Da "Il sapore del Pane"

giovedì 25 dicembre 2025

Non lasciatevi intruppare

 "Non lasciatevi intruppare dai dogmi, dalle uniformi, dalle dottrine, non lasciatevi turlupinare da chi vi comanda, da chi vi promette, da chi vi spaventa, da chi vuole sostituire un padrone con un nuovo padrone, non siate gregge perdio, non riparatevi sotto l'ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col vostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere."


Oriana Fallaci da: "Un Uomo"

Il Natale

 Il Natale celebra la festa della nascita di Gesù, del Dio che si fa uomo, che si inabissa nella vita 

infranta che è la nostra vita, la vita di tutti gli esseri umani. Il messaggio cristiano non è, infatti, 

quello di abbandonare questa vita per raggiungere un’altra vita, una vita che non conoscerebbe né 

nascita né morte, una vita senza tempo, perfettamente compiuta, eterna, sottratta all’inferno di  questo mondo. Piuttosto è quello di continuare a nascere in questa vita, di nascere nuovamente, di  non smettere mai di nascere.

Si tratta di accogliere sino in fondo la sfida della vita, della sua insicurezza, della sua mancanza, del suo essere vita infranta.


È quello che non comprende Freud quando riduce la vita cristiana ad una   vita che vorrebbe fuggire dall’asprezza del mondo, ad una vita che si ripara dalle turbolenze della  vita grazie allo scudo offerto Dio. Tutto il contrario: sin dalla sua nascita l’essere umano incontra la  sua vulnerabilità e la sua insufficienza. La vita cristiana non è vita assicurata, protetta, garantita, ma  vita che fa esperienza dell’abbandono, della perdita, dello smarrimento. L’uomo di fede non si risparmia, non è soggiogato da una pulsione securitaria, non tende a fuggire dalle asperità della vita, ma si trova sempre gettato, come Paolo ha sottolineato con forza, nella “ristrettezza”, nella “persecuzione”, nella “fame”, nella “nudità”, nel “pericolo” (Rm, 8, 35). Nell’evento della nascita di Gesù il divino si abbassa e si svuota di ogni potere sovrannaturale per farsi uomo. È l’umiltà della stalla, della paglia, della mangiatoia, del fiato degli animali che riscalda il bambino venuto dal cielo. È lo sradicamento di una vita che non ha casa,alloggio, residenza, titoli, potere. Come se venisse qui ripresa radicalmente la divisione che attraversa la creatura umana descritta dalla Torah. 

Essere immagine e somiglianza di Dio, incarnare lo splendore della creazione e, al tempo stesso, essere polvere destinata a ritornare nella polvere. La vita si afferma nella sua nuda forza e, nello 

stesso tempo, nella sua altrettanto nuda inermità.


Massimo Recalcati, in “la Repubblica” del 24 dicembre 2023

mercoledì 24 dicembre 2025

regime totalitario e legami familiari

 “Il livellamento delle condizioni dei sudditi è sempre stato una delle principali preoccupazioni dei despoti e dei tiranni fin dai tempi più antichi; ma un simile livellamento non è sufficiente per il regime totalitario, perché lascia più o meno intatti certi legami non politici, come i vincoli familiari e gli interessi culturali comuni. Se tale regime vuole sul serio raggiungere il suo scopo, deve far sì che «finisca una volta per tutte la neutralità del gioco degli scacchi», vale a dire l'esistenza autonoma di qualsiasi attività.”

Hannah Arendt, “Le origini del totalitarismo”

Putin Solzenicyn

 

Nel 2008, anno della sua morte, Solženicyn avrebbe dichiarato: “Impiantare la democrazia in tutto il pianeta.
Impiantare!
E infatti hanno cominciato a impiantarla. Prima in Bosnia. Con un bagno di sangue… Un grande successo, in Iraq! Un grande successo della democrazia. Adesso a chi toccherà? Chi sarà il prossimo? Forse l’Iran?
Non vale un soldo la democrazia che è arrivata con le baionette; da dieci anni stanno sviluppando il loro piano spudorato, la cui sostanza consiste nell’imporre in tutto il mondo la cosidetta democrazia all’americana“.
Ecco da dove proviene, almeno in parte, l’ avversione di Putin alla guerra in Libia (paese che, a sentire qualcuno, andava “liberato” dal tiranno), la sua politica in Siria, la sua simpatia per Trump (smobilitatore della Nato), e l’avversione per Hillary Clinton, la donna che ha votato sì a tutte le guerre per “impiantare” la democrazia.
Chi l’avrebbe mai detto che l’uomo che sfidò l’Urss, che svelò all’Occidente l’esistenza dei gulag, mettendo in crisi il comunismo internazionale, sarebbe poi diventato il consigliere, politico e spirituale, dell’uomo che oggi contende agli Usa il primato nella politica estera mondiale, e che nel contempo si contrappone anche sul terreno ideale della religione, della famiglia, dei cosiddetti diritti civili, alle politiche abortiste e pro LGBT di Obama e della Clinton?
Un intellettuale, al potere, dunque, anche dopo la sua morte? Così scrissero spesso i giornali russi, in quegli anni, paragonando il rapporto tra Solženicyn e Putin a quello tra Nicola I e Aleksandr Puškin. Certamente Solženicyn avrebbe detto di no: uomo coltissimo, si riteneva però un figlio del popolo russo. Considerava gli intellettuali una sciagura: propugnatori del comunismo, in Oriente, corruttori della libertà e della verità, in Occidente.
Sorpresa, il maestro di Putin è Sol?enicyn | Libertà e Persona



martedì 23 dicembre 2025

AGLIO

 LE PROPRIETA’ ANTITUMORALI DELL’AGLIO 

Possiamo dire che l’aglio fin dalla preistoria ha rivelato di avere eccezionali proprietà antitumorali, già Aristotele e Socrate ne parlano. Queste saranno però confermate ufficialmente in studi successivi a partire soprattutto dal 1944, basti citare gli studi di Holtez A, Muller H, Guillaon e Begon, Kuhn A e Schaffen G, e più tardi riconfermate da Markoovici, Kretzmar, Villebrand, Lheman, Vicent, , Vollen, Kolle, Mc Knigh e molti altri, sono oltre 130 studi ben documentati e non fatti solo su cavie. Gli studi saranno poi raccolti dai farmacologi R. Benigni, C. Capra, P.E Cattorini, che li raccoglieranno in un libro di 1800 pagine, Piante Medicinali, Chimica Farmacologica e Terapia. Il libro interessantissimo, perché riporta dati ufficiali e non inventati, sarà pubblicato nel 1959, ma scomparirà dal commercio nel 1962 (guarda caso); io ne possiedo una copia, perché mio zio, guarda caso, a quel tempo, ne aveva acquistato un volume. E guarda caso è stato proprio nel 1962, che sono stati introdotti nella chemioterapia farmaci costosissimi come il Cisplatino, l’Oxaliplatino ed altri. Ma a parte questo resta il dato di fatto che l’aglio è un antitumorale ben documentato, anche se non utilizzato nè in chemioterapia, né in altre patologie dove agisce egregiamente bene. Basti pensare che la dose tossica di aglio è di 700 gr, ma ne basterebbero 300 gr al giorno per avere un azione antitubercolare, paragonabile ai migliori antitubercolari di sintesi. Ha inoltre un azione antibiotica sistemica su tutti i batteri Gram + anche a dosi molto più basse. Capisco anche che non si usi, data l’alitosi che produce uno che lo assume diventa inavvicinabile. Il tumore è una patologia complessa, ma l’aglio ha una formula complessa, che si compone di una decina di sostanze attive (in particolare l’allicina) e di un centinaio di altre sostanze secondarie. Se voi prendete l’allicina da sola, non ha l’effetto antitumorale che possiede l’aglio in toto. Io credo però, che data la gravità della patologia tumorale, si dovrebbe introdurre per motivi etici, in associazione ad altri presidi che si sono rivelati antitumorali, in particolare i Cavolini di Bruxelles (per la Vit K2 e per la ricchezza di gruppi S-H), e l’Olio di Oliva (quello spremuto a freddo, si intende) dato a dosi alte, che oltre alle sostanze antitumorali che possiede (idrocarburi, alcoli alifatici e triterpenici, polifenoli, tocoferoli, steroli, clorofille) determina (se dato alla dose di 60 gr al giorno una chetoacidosi), e sappiamo per certo che la chetoacidosi ostacola la glicolisi anaerobica del tumore. Io non vedo come queste sostanze naturali debbano essere considerate dei pseudofarmaci da stregoni (per chi li propone) visto che ci sono un sacco di studi in merito, ed il perché non vengano utilizzate in caso di tumori visto che non interferiscono minimamente con la Chemioterapia del S.S.N.

COLESTEROLO

 COLESTEROLO ANTITUMORALE


Il COLESTEROLO OFFRE SOLO BENEFICI! 


Il colesterolo è una sostanza cerosa, simile a un grasso, presente in ogni cellula del nostro corpo⁽¹⁾. Ecco una panoramica delle sue funzioni e benefici, supportata da pubblicazioni scientifiche:


### Funzioni del Colesterolo

1. **Strutturale**: Il colesterolo è una componente essenziale delle membrane cellulari eucariotiche animali⁽²⁾. La sua presenza ne riduce la fluidità e ne aumenta la stabilità⁽²⁾.

2. **Produzione di Ormoni**: Il colesterolo è necessario per la produzione di ormoni steroidei, come gli ormoni sessuali (estrogeni, testosterone) e gli ormoni della corticale (cortisolo).

3. **Produzione di Vitamine**: Contribuisce alla sintesi della vitamina D, essenziale per la salute delle ossa.

4. **Produzione di Acidi Biliari**: Gli acidi biliari, derivati dal colesterolo, sono cruciali per la digestione e l'assorbimento dei grassi alimentari.

5. **Funzione Neurologica**: Il colesterolo è importante per la funzione neuronale e la salute del cervello.


### Benefici del Colesterolo

1. **Salute delle Ossa**: La vitamina D, sintetizzata con l'aiuto del colesterolo, è fondamentale per la salute delle ossa e la prevenzione dell'osteoporosi⁽³⁾.

2. **Salute della Pelle**: Il colesterolo aiuta a mantenere la pelle idratata e protetta.

3. **Funzionamento del Sistema Immunitario**: Gli ormoni steroidei, prodotti con l'aiuto del colesterolo, regolano il sistema immunitario.

4. **Efficienza Metabolica**: Gli acidi biliari, derivati dal colesterolo, migliorano la digestione e l'assorbimento dei nutrienti.

5. **Potezione Vascolare**: il colesterolo è presente a livello delle arterie nei punti nevralgici sottoposti a stess pressorio a protezione proprio dei tessuti vascolari! 


### Pubblicazioni Scientifiche

- **Ruolo di dieta e alimenti funzionali nel controllo della colesterolemia**: Questo articolo discute l'importanza di una dieta equilibrata e di alimenti funzionali nel controllo dei livelli di colesterolo⁽⁴⁾.

- **Il Colesterolo: una prospettiva attuale sul ruolo nei disturbi**: Questo articolo esplora il ruolo del colesterolo nella salute generale e nei disturbi metabolici⁽¹⁾.


Sources:

[1] Il Colesterolo: una prospettiva attuale sul ruolo nei disturbi ... (https://www.healthyway.it/medicina-funzionale/colesterolo/)

[2] A cosa serve il colesterolo? Funzioni - My-personaltrainer.it (https://www.my-personaltrainer.it/salute/funzioni-del-colesterolo.html)

[3] Colesterolo alto: integratori e alimenti funzionali servono davvero? (https://www.cardiologicomonzino.it/it/news/2022/01/17/colesterolo-alto-integratori-e-alimenti-funzionali-servono-davvero/1372/)

[4] Ruolo di dieta e alimenti funzionali nel controllo della colesterolemia (https://www.simg.it/Riviste/rivista_simg/2020/01_2020/7.pdf)


Copyright ©️ Etica Ruggero Dipa #eticadiippocratedue


COLESTEROLO È UN ANTITUMORALE

   Ve l’avevo detto che il colesterolo è un antitumorale. Numerosi studi hanno evidenziato che un colesterolo alto (anche 300 mg/dl) non riduce la spettanza di vita e non è la causa di patologie ateroma siche. Non si ha nessun aumento della spettanza di vita con l’uso di statine per abbassarlo. Quello che non si dice è che l’uso di statine riduce la spettanza di vita, un po perché abbassa il colesterolo ed aumentano i tumori, un po perché le statine sono tossiche, causano rabdomiolisi e quindi infiammazione cronica di muscoli e tendini. Io stesso mi sono trovato costretto a sospendere le statine a molti miei pazienti (statine prescritte dal cardiologo o da altro specialista) perché causavano dolori muscolari. Al primo sintomo di dolori muscolari vanno immediatamente sospese dal momento che diventano estremamente pericolose ed infatti il CPK (creatininfosfochinasi) va alle stelle. Come sapete l’infiammazione è alla base delle forme tumorali. Dal momento che il colesterolo è la base per la sintesi di androgeni e di estrogeni e pure di Vit D3 a livello cutaneo (con l’esposizione agli UVB) per un momento si era pensato che riducendolo si riducesse anche la produzione di ormoni sessuali e quindi le forme di cancro legate agli ormoni. In realtà che regola la produzione di ormoni sessuali è l’ipofisi indipendentemente dal fatto che il colesterolo sia basso o alto. Ricercatori francesi hanno fatto un grosso studio fra assunzione di statine e tumori e hanno constato che non c’è nessuna correlazione fra riduzione del colesterolo e cancro ma la cosa più importante che è stata scoperta che la sintesi del colesterolo conduce all’attivazione di geni anti tumorali. In pratica il colesterolo alto riduce il rischio di tumori. Dice il sito che ho posto sotto: “”Grazie a delle tecniche di sintesi chimica, i ricercatori hanno stabilito che il prodotto di reazione chimica di un derivato del colesterolo con l'istamina generava una nuova classe di steroli denominata dendrogenina A (DDA). Questa molecola ottenuta in laboratorio presenta notevoli proprietà di induzione della differenziazione e della morte delle cellule cancerogene. 

 GLI SCIENZIATI HANNO QUINDI CERCATO LA MOLECOLA NEI TESSUTI DEI MAMMIFERI, SCOPRENDO CHE LA DDA È PRESENTE NEI TESSUTI E NELLE CELLULE SANE MENTRE NON CE N'È TRACCIA NELLE CELLULE TUMORALI. Il passo successivo è stato quello di provare a ristabilire la presenza della molecola in tessuti cancerosi su modello animale, il che ha prodotto un maggior controllo della proliferazione tumorale e un prolungamento della vita delle cavie.”” Inoltre dicono i ricercatori: “”Noi pensiamo che il colesterolo non sia da considerare necessariamente nocivo. Il suo metabolismo è molto più complicato di quanto si pensi”” Che determinano l’aterosclerosi non è il colesterolo ma molti altri fattori, i superossidi in primo piano( l’omocisteina in particolare), per cui se avete il colesterolo alto non cercate di abbassarlo (a meno che non superi i 280) ma prendete antiossidanti (la Vit C in primo luogo).


CHOLESTEROL IS AN ANTI-CANCER

    I told you that cholesterol is an anti-tumor. Numerous studies have shown that high cholesterol (even 300 mg/dl) does not reduce life expectancy and is not the cause of atheromatic pathologies. There is no increase in life expectancy with the use of statins to lower it. What is not said is that the use of statins reduces life expectancy, partly because they lower cholesterol and increase tumors, partly because statins are toxic, cause rhabdomyolysis and therefore chronic inflammation of muscles and tendons. I myself found myself forced to stop many of my patients from statins (statins prescribed by a cardiologist or other specialist) because they caused muscle pain. At the first symptom of muscle pain they should be immediately suspended since they become extremely dangerous and in fact the CPK (creatinine phosphokinase) skyrockets. As you know, inflammation is the basis of tumor forms. Since cholesterol is the basis for the synthesis of androgens and estrogens and also of Vit D3 at the skin level (with exposure to UVB) for a moment it was thought that reducing it would also reduce the production of sexual hormones and therefore hormone-related forms of cancer. In reality, it is the pituitary gland that regulates the production of sexual hormones, regardless of whether cholesterol is low or high. French researchers have done a large study between statin intake and tumors and have found that there is no correlation between cholesterol reduction and cancer but the most important thing is that it has been discovered that the synthesis of cholesterol leads to the activation of anti-cholesterol genes. tumors. In practice, high cholesterol reduces the risk of tumors. The site I placed below says: “”Thanks to chemical synthesis techniques, researchers have established that the chemical reaction product of a cholesterol derivative with histamine generated a new class of sterols called dendrogenin A (DDA). This molecule obtained in the laboratory has notable properties of inducing the differentiation and death of cancer cells. SCIENTISTS THEN SEARCHED FOR THE MOLECULE IN THE TISSUES OF MAMMALS, DISCOVERING THAT DDA IS PRESENT IN TISSUES AND HEALTHY CELLS WHILE THERE IS NO TRACE OF IT IN CANCER CELLS. The next step was to try to re-establish the presence of the molecule in cancerous tissues on an animal model, which produced greater control of tumor proliferation and an extension of the life of the guinea pigs."" Furthermore, the researchers say: ""We think that cholesterol is not necessarily considered harmful. Its metabolism is much more complicated than you think”” What determines atherosclerosis is not cholesterol but many other factors, superoxides in the foreground (homocysteine in particular), so if you have high cholesterol don't try to lower it (unless it exceeds 280) but take antioxidants (Vit C first and foremost).

Dott. Claudio Sauro 


Et

domenica 21 dicembre 2025

Il nervo vago

 Esiste un nervo che non dorme mai e governa più di quanto immagini: il nervo vago

Anche se il suo nome suona fuorviante, il nervo vago è tutt'altro che passivo. È uno dei nervi più lunghi, attivi e determinanti del corpo umano, e lavora 24 ore su 24 per mantenerti in vita e in equilibrio.

Il suo nome deriva dal latino vagus, che significa "errante", perché percorre il corpo come una grande autostrada di comunicazione tra cervello e organi vitali.

Dove viaggia?

- Proviene dal tronco encefalico

- Scende dal collo

- Attraversa il torace

- Arriva all'addome

In questo percorso comunica con cuore, polmoni, esofago, stomaco, fegato, pancreas, intestino e altri organi chiave.

Il suo ruolo è centrale: è uno dei pilastri del sistema nervoso parasimpatico, il responsabile del recupero, della calma e dell'equilibrio interno.

Cosa regola il nervo vago?

- Il battito cardiaco

- La pressione sanguigna

- Il ritmo respiratorio

- Digestione e movimento intestinale

- Secrezione gastrica e pancreatica

- La risposta immunitaria

- E qualcosa di fondamentale: la connessione tra emozioni, stress e corpo

Ecco perché oggi si sa che il nervo vago è attivo in disturbi come ansia, depressione, stress cronico e alcune malattie infiammatorie. Non è casuale che tecniche come la respirazione profonda, la meditazione, il canto o certe terapie cercano di stimolarlo.

Più che un nervo, è un regolatore maestro

Non solo trasmette segnali: interpreta, modula e adatta. È il ponte silenzioso tra ciò che pensi, ciò che senti e come risponde il tuo corpo.

Quindi no, il nervo vago non è "flosso". È uno dei lavoratori più instancabili dell'organismo: discreto, invisibile... e assolutamente essenziale.


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La storia del nervo vago è, infatti, una narrazione che mescola la sua funzione vitale (tragicamente seria) con i modi in cui le nostre vite moderne lo mettono costantemente in crisi (comicamente assurda).

Il nome stesso del nervo vago è già un indizio: deriva dal latino vagus, che significa "vagabondo" o "errante", a causa del suo lunghissimo percorso.

🎭 La Tragicomica Storia del Nervo Vago

Il nervo vago è il decimo nervo cranico ed è il più lungo di tutti. È l'autostrada di comunicazione bidirezionale tra il tuo cervello e quasi tutti gli organi principali, inclusi cuore, polmoni e, soprattutto, l'apparato digerente. Fa parte del sistema nervoso parasimpatico, quello responsabile del "riposo e digestione" (l'antitesi dello stress).

💔 Il Lato Tragico: Il Regolatore Che Non Viene Ascoltato

1. L'Ambasciatore del Benessere: Il vago è il tuo principale meccanismo anti-stress. Rilascia l'acetilcolina, un neurotrasmettitore che dice al tuo corpo di rallentare il battito cardiaco, respirare più profondamente e abbassare l'infiammazione. Il suo scopo tragico è tentare disperatamente di mantenerti calmo in un mondo frenetico.

2. La Sentinella dell'Intestino: Circa l'80% delle sue fibre sono sensoriali, il che significa che il vago è costantemente impegnato a inviare informazioni dall'intestino al cervello. È il responsabile del famoso "sentire di pancia". Quando sei sotto stress cronico, il vago si stanca, e questo dialogo cruciale si interrompe o si distorce, portando a problemi digestivi e un'ansia che non sai spiegare.

3. Il Tradimento del Sistema: Nei momenti di stress estremo in cui non puoi né lottare né fuggire (il "freezing"), si attiva una sua parte antica (il dorso-vagale) che può causare un eccessivo rallentamento, portando a sintomi drammatici come il collasso vasovagale (svenimento) o la dissociazione. Un meccanismo evolutivo nato per "fingersi morti" di fronte a un predatore, che oggi si attiva per una riunione o una scadenza.

😂 Il Lato Comico: La Sabotata Modernità

1. La Respirazione Superficiale: Il modo più semplice per attivare il vago è la respirazione diaframmatica lenta e profonda. Comicamente, nell'era moderna, tendiamo a respirare in modo superficiale e veloce (respirazione toracica), tenendo il nostro "vagabondo" costantemente "spento" o stressato, quasi per una scelta inconscia di non calmarci.

2. L'Ira del "Secondo Cervello": Il vago collega l'intestino, il tuo "secondo cervello". Trattiamo comicamente i nostri visceri con alimentazione veloce, stressata e irregolare. Il vago trasmette fedelmente l'irritazione del tuo intestino al tuo cervello, e ci chiediamo perché siamo irritabili o ansiosi!

3. Il Miracolo del Gargarismo: Un modo stranamente efficace (e un po' comico) per stimolare il nervo vago è... fare i gargarismi o cantare ad alta voce! Queste azioni, che attivano i muscoli della gola innervati dal vago, sono un "hack" per calmarsi. È ironico che la soluzione a un'ansia da prestazione possa essere una canzoncina stonata o un gargarismo teatrale.

In sintesi, la tragicomica storia del nervo vago è la storia di un sistema di raffreddamento e calma meravigliosamente complesso, che noi, con le nostre abitudini moderne e lo stress costante, abbiamo deciso di surriscaldare e ignorare, per poi stupirci quando "va in tilt".

venerdì 19 dicembre 2025

CURA DI BELLA, UNA CLAMOROSA MANIPOLAZIONE

 NEL 1998 LA SPERIMENTAZIONE DELLA CURA DI BELLA, UNA CLAMOROSA MANIPOLAZIONE


A distanza di oltre 25 anni riteniamo utile ritornare su quella sperimentazione, sottolineando le numerose incongruenze


Alla fine degli anni ‘90, il Belpaese fu infiammato da un tumultuoso dibattito pubblico, ad innescarlo era stato un uomo mite, un medico 86enne, nato da una modesta famiglia a Linguaglossa, in provincia di Catania. Ultimo di 13 figli, nel 1936 si era laureato in medicina con lode all’università di Bari per poi conseguire anche le lauree in Chimica e Farmacia e la specializzazione in Fisiologia, diventando poi professore associato all’università di Modena, dove avrebbe trascorso tutta la propria carriera. Luigi Di Bella, un medico alla vecchia maniera, che anche nel periodo in cui il suo nome iniziò ad apparire un giorno sì e l’altro pure sui giornali, continuò a condurre la sua solita vita, rinchiuso nel proprio studio modenese. In un’intervista rilasciata a Don Giovanni D’Ercole, nel programma “Il prossimo tuo” su Raidue, dichiarava: “Lei non immagina la sofferenza che mi viene dall’ascoltare le sofferenze del prossimo, dall’essere incapace di togliere queste sofferenze”, e poi, dopo aver confessato al sacerdote intervistatore di visitare gratuitamente i propri pazienti perché lo avrebbe “ripugnato farsi pagare per alleviare i patimenti altrui”, aggiungeva: “sono troppi gli interessi già stabiliti che io ho sconvolto, l’ammalato non conta niente. Quello che conta è l’affare suscitato dall’ammalato”.


Luigi Di Bella aveva iniziato le proprie ricerche sul cancro nel 1963 e nel 1977 aveva messo a punto una multiterapia basata sull’uso della Somatostina, un ormone individuato in laboratorio nel 1973 dal premio Nobel Roger Guellemin. Nel corso degli anni, sempre più pazienti si erano rivolti al professor Di Bella. Una processione discreta, silenziosa, che era cresciuta passando di bocca in bocca senza clamori. Nel 1997, però, il nome del professore di fisiologia catanese finì improvvisamente su tutti i giornali e la sua cura divenne oggetto di un incandescente dibattito che divise la società, i media e anche i partiti politici. Il 16 dicembre di quell’anno, un pretore di Maglie, in provincia di Lecce, impose alla Asl locale di sostenere le spese per i farmaci della cura Di Bella necessari a un bambino affetto da tumore al cervello. La notizia si rivelò un detonatore per la stampa dell’epoca: da quel momento, tra il la fine del 1997 e il 1998, i maggiori quotidiani nazionali dedicarono ben 308 articoli all’argomento e il mite professore diventò richiestissimo per interviste e programmi televisivi. Alleanza Nazionale, Forza Italia e Verdi, attraverso numerose prese di posizione pubbliche e interrogazioni parlamentari, si schierarono a favore di Di Bella, mentre da parte della sinistra la cura fu per lo più bollata come pseudoscientifica e addirittura considerata ai limiti della stregoneria. Il 7 gennaio 1998, Francesco Merlo, sul Corriere della Sera, sintetizzò questa polarizzazione con la formula: "Somatostatina di destra, chemioterapia di sinistra".


A seguito del dibattito in corso nel Paese, nel gennaio del 1998 il ministero della Salute guidato da Rosy Bindi fissò le linee guida per una vasta sperimentazione sulla muliterapia di Bella. Una ricerca sul campo che avrebbe avuto lo scopo di suggellare con la parola della scienza l’efficacia o meno della cura ideata dal professore catanese. La sperimentazione, affidata all’Istituto Superiore di Sanità, prevedeva 11 protocolli su altrettante neoplasie, per un totale di 600 pazienti, più un ulteriore protocollo di osservazione con 2000 pazienti arruolati; 21 i centri coinvolti. L’esito della ricerca decretò l’inefficacia della cura: da quel momento il dibattito iniziò a spegnersi e insieme ad esso le speranze di tanti pazienti e delle loro famiglie. Ma a distanza di oltre 25 anni è utile ritornare su quella sperimentazione, sottolineando le numerose incongruenze, che peraltro furono rilevate fin da primo momento dallo stesso Luigi Di Bella, oltre che da magistrati, giornalisti, politici e cittadini, che diedero vita a diverse manifestazioni con la partecipazione di decine di migliaia di persone, mentre la sperimentazione era ancora in corso. In previsione di un approfondimento più ampio riteniamo utile riportare alcuni dei fatti più sconcertanti emersi durante quella sperimentazione.


Fin dal primo momento, i ricercatori dell’ISS decisero di impostare la ricerca come studio di fase 2 e non di fase 3. Lo studio di fase 3 prevede l’esistenza di un gruppo di controllo a cui, invece che il farmaco oggetto della sperimentazione viene somministrato un placebo, con la possibilità di misurare con parametri oggettivi l’efficacia della cura attraverso il confronto dei risultati tra i due gruppi. La scelta di non predisporre il gruppo di controllo fu oggetto di aspre polemiche, i ricercatori dell’ISS addussero “motivazioni etiche”, ma quando il 23 gennaio 1999 il British Medical Journal pubblicò i risultati della sperimentazione a firma del dottor Roberto Raschetti, sullo stesso numero apparve un altro articolo a firma di un editorialista della rivista, il dottor Marcus Mullner, dal titolo: “Terapia Di Bella: l’ultima parola?”. Nel testo dell’articolo si legge: “Non sappiamo se i pazienti arruolati in questi studi (tutte le persone che avevano chiesto il trattamento di Di Bella) fossero rappresentativi e non sappiamo se i controlli avrebbero fatto meglio o peggio. I ricercatori avrebbero dovuto condurre studi randomizzati controllati. Perché questi studi non sono stati randomizzati? (…) Gli autori dicono anche che non avrebbero potuto fare studi randomizzati per motivi etici, ma questi non sono chiari.”


Un altro aspetto fortemente contestato fu il criterio di arruolamento dei pazienti della sperimentazione. Il prof. Di Bella aveva infatti specificato fin dalla prima riunione con la Commissione oncologica del ministero della Salute che la sperimentazione doveva essere condotta su pazienti con malattia allo stadio iniziale e non chemio-radiotrattati, poiché tali condizioni avrebbero invalidato la risposta clinica al suo metodo. Al contrario, l’Istituto Superiore di Sanità inserì nella sperimentazione pazienti allo stadio terminale della malattia con aspettativa di vita valutata fra gli 11 giorni e i 3 mesi. Dopo numerose discussioni, il 23 luglio 1998 Luigi Di Bella scrisse una lettera con cui prese definitivamente le distanze dalla sperimentazione in corso: “mi premeva ricordare, come avuto più volte occasione di esprimere le mie perplessità sul modo di applicazione del metodo e sui criteri di arruolamento dei pazienti, nonché infine sulla bontà dei preparati usati. Qualificare come MDB il metodo usato mi sembra improprio”.


L’aspetto che suscitò le maggiori critiche alla sperimentazione fu poi la modalità di preparazione e di somministrazione dei farmaci. Risulta da un verbale redatto dai Nas di Firenze e indirizzato a diverse procure italiane che a diversi pazienti arruolati nella sperimentazione furono somministrati farmaci scaduti, nello specifico i retinoidi, e che "Ciò verosimilmente comporta che 1048 pazienti abbiano assunto (...) un farmaco potenzialmente imperfetto e non più possedente le caratteristiche terapeutiche iniziali. (…) ne consegue che i dati – ottenuti dalla suddetta sperimentazione - siano sicuramente inattendibili”.


Proprio in merito alla somministrazione dei farmaci, il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello aprì un’inchiesta per “somministrazione di farmaci guasti o imperfetti” su quattro dirigenti dell’ISS: due coordinatori della sperimentazione, Roberto Raschetti e Donato Greco, il responsabile dei preparati galenici, Stefania Spina Alegiani e infine la responsabile dei rapporti con i centri clinici, Elena Ciranni. I 4 indagati ricevettero un “avviso di conclusione indagine”, una sorta di preannuncio di rinvio a giudizio. L’inchiesta però venne spostata presso la procura di Firenze che poi la archiviò, riconoscendo i fatti ma non ravvisando il dolo degli indagati. In merito a questa vicenda giudiziaria un giovane cronista dell’epoca, Marco Travaglio scrisse un articolo su Repubblica dall’eloquente titolo: “Il magistrato di Torino chiude l’indagine sulla sperimentazione della terapia- ‘Così hanno truffato Di Bella’ – Guariniello accusa: farmaci scaduti e dosi sballate”. Anche Milena Gabanelli, dedicò una puntata di Report all’argomento


Quelli elencati sono solo alcuni dei fatti che potrebbero essere citati per sottolineare le incongruenze di quella sperimentazione, che avrebbe di certo meritato ben altro approccio e rigore. 


Adalberto Gianuario 


Mio articolo pubblicato su "Byoblu, informazioni classificate" giugno 2024

giovedì 18 dicembre 2025

Antoni Gaudí

 Antoni Gaudí è considerato il più grande architetto della storia della Spagna e uno dei geni più visionari dell’architettura mondiale. La sua opera più celebre e incompiuta, la Sagrada Família, è oggi uno dei monumenti più visitati al mondo, simbolo di Barcellona e della sua fede profonda. Tuttavia, il finale della sua vita fu segnato da una tragica ironia e da una semplicità estrema che, purtroppo, contribuì alla sua morte prematura.


Negli ultimi anni della sua vita, Gaudí si era progressivamente distaccato dalla mondanità e dalla fama. All’età di 73 anni viveva in modo quasi ascetico: si era dedicato completamente alla religione e al lavoro sulla Sagrada Família, rinunciando a qualsiasi forma di vanità o comfort personale. Non curava più il proprio aspetto fisico, indossava abiti vecchi e logori, spesso rattoppati con spille da balia, e scarpe consumate dal tempo. Per chi non lo conosceva, Gaudí non appariva come un celebre architetto, ma come un semplice uomo di strada.


Questo aspetto umile e trasandato ebbe conseguenze drammatiche.


Nel pomeriggio del 7 giugno 1926, Gaudí lasciò il cantiere della Sagrada Família per recarsi, come faceva ogni giorno, alla chiesa di Sant Felip Neri, dove si fermava a pregare. Mentre attraversava l’incrocio tra Gran Via de les Corts Catalanes, fu investito violentemente da un tram della linea 30. L’impatto fu devastante: Gaudí riportò gravi ferite alla testa e alle costole e perse conoscenza sul colpo.


A causa del suo aspetto trascurato, i passanti non lo riconobbero e lo scambiarono per un senzatetto. Nessun taxi volle trasportarlo in ospedale e venne infine condotto all’Ospedale della Santa Creu, destinato ai poveri e agli indigenti. Solo il giorno successivo alcuni collaboratori lo riconobbero, ma ormai era troppo tardi. Antoni Gaudí morì il 10 giugno 1926, tre giorni dopo l’incidente.


La sua morte scosse profondamente Barcellona. Al funerale parteciparono migliaia di persone, e la città rese finalmente omaggio a quell’uomo che in vita aveva scelto l’umiltà assoluta. Oggi Gaudí riposa nella cripta della Sagrada Família, il capolavoro a cui aveva dedicato anima, fede e gli ultimi anni della sua esistenza.


La sua storia resta un potente simbolo: il genio che rinunciò alla gloria terrena per lasciare al mondo un’eredità eterna.

venerdì 12 dicembre 2025

Vit D

 TOSSICITÀ VIT D? INESISTENTE!

4700 PAZIENTI.

VITAMINA D TRA 5.000 E 50.0000 UI AL GIORNO

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TOSSICITÀ? NEMMENO L'OMBRA ...

(1 di 2)

Dott. Gabriele Prinzi 

#dottgabrieleprinzi 

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La VITAMINA D3 è un #ormone prodotto nella pelle in quantità stimabili fino a 25.000 unità internazionali (UI) al giorno per l'azione delle radiazioni #UVB - in certi periodi dell'anno, in certe regioni - sulla pelle.


I raggi UVB trasformano GIORNALMENTE un derivato del COLESTEROLO (il 7-deidrocolesterolo) in Vitamina D.

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La carenza è causata sia della mancanza di adeguata esposizione solare alla pelle (chiusi in casa in ufficio a scuola in palestra in RSA), sia perché la vitamina D è presente in piccolissima quantità in pochissime fonti di cibo. 

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Cibo che non mangi perché chi si prende-cura-di-te ti fa cagare-addosso sui 'possibili' effetti collaterali. 

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La carenza di QUESTA VITAMINA è strettamente correlata ad un sacco di malattie che ... MIGLIORANO NOTEVOLMENTE ... con un'esposizione ai raggi UVB o con l'integrazione orale con vitamina D (#Finsen docet)

Tra queste: #asma, #psoriasi, #artrite #reumatoide, #rachitismo e tubercolosi (si curava con dosi di 100.000 UI al giorno per mesi).

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Ma perché il SSN non riconosce la sua utilità? Perchè TERRORIZZA i curanti per NON fargli prescrivere esami e integrazione?

Come motiva queste imposizioni?

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La vitamina D costa troppo.

Troppi milioni di euro l'anno.

Perché è prescritta a "MEMBRO CINOFILO".

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Si veicola il messaggio tramite la PAURA INFONDATA DELLA TOSSICITÀ da eccesso di vitamina D.

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A causa del quale VIGE nel Mondo un ENORME E DATATA INCOMPRENSIONE sui valori "considerati normali".

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Nessuna paura per farmaci che di effetti collaterali ne hanno centinaia. Solo le vitamine sono dannose ('tacciloro!)

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Aggiungi la PAURA A PRESCRIVERLA.

Ma è davvero così tossica?

E dobbiamo per forza "farcela sotto dalla paura" e prenderla OGNI GIORNO a NON MENO DI 5.000 UI AL GIORNO (come nel bugiardino del più famoso farmaco italiano?)

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Una risposta arriva da UN'ESPERIENZA di 7 ANNI in cui i COLLEGHI MEDICI della "Wright State University School of MEDICINE" hanno sottoposto tutti i pazienti del loro ospedale a screening per la carenza di vitamina D, impostando la successiva integrazione per correggere  il deficit.

In 7 anni, la stragrande maggioranza di 4700 PAZIENTI HA INTEGRATO la vitamina D nella misura di 5.000-10.000 UI AL GIORNO.

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ALCUNI hanno addirittura ricevuto dosi MAGGIORI: da 20.000 a 50.000 IU AL GIORNO (tra cui pazienti con la PSORIASI hanno mostrato un MARCATO MIGLIORAMENTO nella pelle utilizzando da 20.000 a 50.000 UI AL GIORNO).

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Curioso, no?

Eh no... È SEMPLICEMENTE AFFASCINANTE!

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MA ti domanderai... 

... Di questi 4700 quanti ne sono morti?

Quanti hanno avuto i calcoli renali?

E Quanti hanno avuto IPERCALCEMIA?

E quanti hanno visto elefanti rosa e sorci verdi?

Tutti o nessuno?

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(suspence)

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NEMMENO UNO!

NESSUN CASO DI IPERCALCEMIA indotta da vitamina D3 né eventi avversi attribuibili alla supplementazione di vitamina D3 IN NESSUNO DEI PAZIENTI TRATTATI. 

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Nemmeno in quelli da 50.000 UI al giorno.

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Ma la vitamina d3 non è veleno per topi?

Hanno avuto fortuna?

Hanno assunto K2 o MAGNESIO???

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No no, in questo studio (DI ANNI FA) non si fa riferimento a magnesio o K2.

Semplicemente hanno ESCLUSO I PAZIENTI CHE AVEVANO "ALTRE CAUSE" DI IPERCALCEMIA.

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Ed È vero che 100 ng/ml (corrispondenti a 250 mmol/l) è il livello oltre il quale SI HANNO SICURI EFFETTI TOSSICI?

E IPERCALCEMIA?

E CALCOLI RENALI?

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Anche lì, I DATI DEI COLLEGHI smentiscono queste notizie farlocche.

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Superata la dose "empatica' di 74,4 ng/mL, i COLLEGHI MEDICI hanno misurato:

1) un livello medio di D3 pari a 118,9 ng/ml, con un range compreso tra 74,4 e 384,8 (!!!) ng/ml.

2) un livello medio di calcemia tra 9,5 (senza D3) e 9,6 (con D3), con range da 8,4 a 10,7 mg/dl (D3).

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In breve: L'INTEGRAZIONE a LUNGO TERMINE con vitamina D3 in dosi che vanno da 5.000 a 50.000 UI - AL GIORNO! - APPARE SICURA.

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Adesso... Chi glielo va a dire a quello/a che ti prescrive una DOSE INAPPROPRIATA di vitamina D con una CADENZA INAPPROPRIATA che VA da una volta a settimana a "una volta ogni morte di Papa" (scusa Francesco) ..?

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Persino nelle note AIFA si parlava di somministrazione GIORNALIERA...

... oggi non te la prescrivono nemmeno se sei boccheggiante...

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Cavolo e io ho anche fatto dozzine di POST sulla vitamina D tutti accompagnati DAL LINK AL LAVORO ORIGINALE IN INGLESE !!!

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Eppure molti rifiutano di studiare e adeguarsi, lasciando i pazienti nel dubbio, e magari facendo anche #terrorismo #psicologico.

Perché  - ti dicono  - se prendi troppo vitamina D3 appaiono i dischi volanti, gli elefanti rosa e i sorci verdi.

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Capisco che non si voglia credere a me, magari perché sono siciliano, o pelato, o col pizzetto eccetera ...

... MA COME CAVOLO FAI A NON CREDERE ALLA LETTERATURA INTERNAZIONALE??

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Ci sono professionisti medici che ci mettono il tempo, raccolgono dati, li elaborano e sul loro "lavoro scientifico" ci mettono la faccia di fronte a migliaia di colleghi in tutto il mondo... 

... e qualcuno ancora non ci crede??

E non si aggiorna?

Allora... 

... costoro se lo meritano tutto il termine di #dinosauri ?

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Tu invece - che leggi QUESTA PAGINA GRATUITA DI INFORMAZIONI MEDICHE - resta allerta e aggiornati!

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Approfondisci l'argomento e usa le informazioni giuste per IMPARARE L'ARTE DELLA MANUTENZIONE ORDINARIA DELLA SALUTE perché c'è un piccolo esercito di PROFESSIONISTI SANITARI IPPOCRATICI (medici, nutrizionisti, psicoterapeuti, infermieri, osteopati, fisioterapisti...) che si occupa esclusivamente della MANUTENZIONE STRAORDINARIA.

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Resta aggiornata e memorizza ciò che scrivo prima che lo Stato ti imponga dei ROBOT al posto nostro.

O dei burocrati.

Ed è solo questione di tempo ...

... se non già adesso!

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Se è la prima volta che mi leggi, allora benvenuta/o nell'era della #rivoluzione #microbiota.

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Continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblico interesse.

E perché la tua salute vale!

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#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #ippocrate #metabolicamente #ascoltalatuapancia #VITAMIND #informareeguarire 

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FONTE:

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0960076018306228


T.me/dottgabrieleprinzi


Da Etica Ruggero Dipa

OSTEOPOROSI vit K2-MK7

 🦴 OSTEOPOROSI: LA GRANDE TRUFFA FARMACOLOGICA CHE STA DISTRUGGENDO LE TUE OSSA. ECCO COSA DEVI FARE. 


Negli ultimi 20 anni ti hanno riempito la testa con un mantra talmente ossessivo da sembrare verità assoluta: se sei donna, sopra i 50 anni, e ti “scoprono” una densità ossea un po’ più bassa della media, allora sei malata e devi iniziare subito una "terapia" farmacologica, magari a vita.


Non importa se ti senti benissimo, non hai mai avuto una frattura e il tuo stile di vita è attivo: per gli "esperti" e per l’industria che ha inventato il business delle “ossa fragili”, tu sei già etichettata come “osteopenica” o “osteoporotica”. 


E ovviamente, il passo successivo è automatico: farmaco, farmaco e ancora farmaco.


Ti dicono che questi trattamenti sono indispensabili per prevenire le fratture. Ti raccontano che i bifosfonati, il denosumab, i modulatori estrogenici, il romosozumab e tutta la sfilza di molecole brevettate siano la tua unica salvezza contro un futuro da invalida.

Ma ora arriva uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Endocrinology, che frantuma letteralmente questa narrativa: “L’effetto dell’integrazione di vitamina K2 sui biomarcatori biochimici del turnover osseo in pazienti con osteoporosi postmenopausale: una revisione sistematica e meta‑analisi.”


Lo studio è una revisione sistematica gigantesca, con dati da oltre 140.000 partecipanti, raccolti da 100 studi clinici randomizzati e controllati (cioè il livello massimo della ricerca scientifica). 


Bene, il risultato è una bomba: i farmaci oggi usati per prevenire le fratture da osteoporosi hanno un’efficacia molto limitata. 


Nella maggior parte dei casi, non riducono affatto il rischio reale di frattura, soprattutto nelle persone con rischio moderato o basso.

Hai capito bene? Quindi milioni di persone al mondo stanno assumendo pillole costose, spesso per anni, senza avere alcun beneficio reale. 


Anzi, in molti casi con effetti collaterali gravi: necrosi della mandibola, fratture atipiche del femore, aumento del rischio cardiovascolare, danni renali. Un paradosso in piena regola: prendi farmaci per evitare fratture… e finisci con più rischi di fratture!


Ma il problema è ancora più profondo, e nessuno te lo dice: le donne hanno circa 8 volte più probabilità degli uomini di sviluppare osteoporosi. 


E non per un generico “problema ormonale”, come ti raccontano. 


La vera ragione è molto più semplice e, allo stesso tempo, devastante: per tutta la vita fertile, le donne eliminano una parte del carico acido del corpo attraverso il ciclo mestruale.


Il sangue mestruale, infatti, non è solo una “perdita di ferro” come ti hanno fatto credere: è un potente meccanismo biologico di smaltimento dell’acidità sistemica. 


Per questo motivo, pur seguendo spesso un’alimentazione più ricca di cibi acidificanti (pane, pasta, zuccheri, latticini), moltissime donne non sviluppano osteoporosi prima dei 45-50 anni: perché il ciclo, mese dopo mese, alleggerisce l’acidosi metabolica e protegge — indirettamente — il tessuto osseo.


Ma quando il ciclo scompare, intorno ai 50 anni, quel meccanismo di compensazione si spegne per sempre.


E cosa succede? Che tutta l’acidità metabolica che prima veniva smaltita attraverso il ciclo, ora deve essere tamponata diversamente. 


E il corpo lo fa come ha sempre fatto fin dall’evoluzione: prelevando minerali alcalini — come calcio e magnesio — direttamente dalle ossa.


Ecco perché, dopo 10-15 anni di menopausa, moltissime donne si ritrovano improvvisamente diagnosticate con osteoporosi o osteopenia: non è l'età, non sono gli “ormoni”, non è la “sfortuna genetica”.


È chimica di base. È fisiologia umana. È il risultato diretto di un’alimentazione acidificante che, senza più il ciclo a compensare, diventa devastante per la struttura ossea.


E qui torniamo al concetto chiave che nessuno vuole sentir dire: l’osteoporosi nasce in gran parte da un eccessivo carico acido cronico nella dieta moderna. 


Significa che la stragrande maggioranza degli alimenti che ci propinano ogni giorno — cereali raffinati, zuccheri, latte, formaggi industriali, legumi, carne di allevamento, cibo spazzatura — producono un residuo acido nel corpo. E il nostro organismo, per tamponare questo eccesso, è costretto a prelevare minerali alcalinizzanti dalle riserve ossee.


Ecco perché le ossa si svuotano lentamente, anno dopo anno, mentre i medici ti dicono solo di “prendere più calcio”.


Ma le ossa non si distruggono per mancanza di calcio, bensì per eccesso di acidità metabolica. È come avere un salvadanaio che perde da sotto: puoi riempirlo all’infinito, ma il vuoto rimarrà.


Ecco perché da anni ripeto che il calcio SENZA vitamina D3 e SENZA vitamina K2-MK7 è una mina vagante nel tuo corpo. È la K2, infatti, che guida il calcio esattamente dove serve: nei denti, nelle ossa… e lontano da vasi sanguigni, cuore e cervello.


E ancora: senza sole, senza movimento, senza proteine animali, senza grassi buoni, le tue ossa si indeboliranno, anche se ti riempi di pillole


Perché le ossa sono tessuti vivi, che si rigenerano e si adattano, se stimolate con il giusto stress meccanico, ma che si atrofizzano se ti limiti a camminare con il cane 20 minuti al giorno.


In GeoPaleoDiet lo diciamo da anni: l’osteoporosi non è un errore del destino, è il risultato diretto di decenni di alimentazione infiammatoria, acidificante e povera di nutrienti reali.


La soluzione non è nei farmaci. È in un’alimentazione evolutiva, ancestrale, GeoPaleo, che rispetta il DNA del tuo corpo. Che restituisce alle tue cellule le informazioni giuste per funzionare. Che dà alle tue ossa la possibilità di rigenerarsi in modo naturale.


Ricapitoliamo


✅ COSA MANGIARE OGNI GIORNO (STILE GEOPALEO)


Per nutrire e proteggere le ossa, è fondamentale mangiare cibi veri, ricchi di nutrienti, anti-infiammatori e alcalinizzanti, evitando quelli che aumentano l’acidità e favoriscono la demineralizzazione ossea.


🍖 CIBI CONSIGLIATI:


Carne grass-fed (manzo, agnello, selvaggina)


Pesce azzurro e grassi (salmone, sgombro, sardine)


Uova intere


Verdure a foglia verde (ricche di magnesio e K1 → utile per ossa)


Verdure crucifere (broccoli, cavolo, cavolfiore)


Avocado, noci, semi di lino (grassi buoni e magnesio)


Ossa bollite/brodo di ossa (per collagene e minerali)


Acqua minerale ricca di bicarbonato (es. Ferrarelle o AlkaVita)


❌ CIBI DA ELIMINARE:


Cereali (anche integrali: acidificano + infiammano)


Legumi (antinutrienti + infiammazione)


Latticini (aumentano il carico acido)


Zuccheri raffinati e dolci industriali


Bevande acide (cola, succhi confezionati, alcol)


💊 INTEGRATORI CHIAVE PER LE OSSA


🌞 Vitamina D3 (come per esempio  https://geopaleodietshop.com/product/23112081/vitamina-d3-alto-dosaggio-2000-ui-in-capsule-softgel-con-olio-di-oliva ) 


5.000/10.000 UI al giorno (in inverno o se carente, cioè sotto i 40/50 ng/ml)


Va sempre assunta con grassi (olio di pesce, pasto grasso)


Indispensabile per assorbire calcio e fosforo a livello intestinale


💛 Vitamina K2-MK7 (come per esempio https://geopaleodietshop.com/product/1490567/primal-k2-1000-vitamina-k2-mk7-200-mcg-no-soya-no-glutine-no-lattosio-300-compresse- ) 


100-200 mcg al giorno


Dirige il calcio verso ossa e denti, evitando che finisca nelle arterie


SENZA K2, la D3 può causare calcificazioni nei posti sbagliati


💧 AlkaVita https://geopaleodietshop.com/product/31349222/alkavita-gocce-alcaline-confezione-da-100-ml- 


Aiuta a tamponare l’acidità metabolica cronica


Riduce il fabbisogno di calcio “rubato” dalle ossa per neutralizzare gli acidi


Migliora il pH cellulare, favorendo la rigenerazione ossea


Per maggiori informazioni guarda anche il mio video Osteoporosi: come INVERTIRLA in 3 Mosse QUI: https://www.youtube.com/watch?v=SVjd1_yvhUE&t=13s 


Reel dedicato: Senza Latticini Ti Si Sgretolano Le Ossa? Balla Colossale!  https://www.youtube.com/shorts/EACxcYOv1V4 


Se vuoi sapere come iniziare il percorso GeoPaleo per invertire l’osteoporosi in modo naturale, può fare una prima consulenza gratuita con il nostro biologo nutrizionista: scrivi a info@geopaleodiet.com 


Fonte scientifica: Zhang Z, Li Y, Li J, Yuan Y, Liu K, Shi X. The effect of vitamin K2 supplementation on bone turnover biochemical markers in postmenopausal osteoporosis patients: a systematic review and meta-analysis. Front Endocrinol (Lausanne). 2025 Nov 5;16:1703116. doi: 10.3389/fendo.2025.1703116. PMID: 41268154; PMCID: PMC12626859. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41268154/


#GeoPaleoDiet #ClaudioTozzi #Osteoporosi #VeritàSenzaCensura #VitaminaD #VitaminaK2 #CaricoAcido #Menopausa #GeoPaleoRevolution

giovedì 11 dicembre 2025

Predisse Trump presidente


 


A Trump il Santo Graal? “Sarà il Presidente USA che riporterà l’America a Dio”. Così aveva predetto nel 1980, l’eremita cattolico di Loreto, Tom Zimmer.
 
8 Luglio 2020

https://mediterraneinews.it/2020/07/08/a-trump-il-santo-graal-sara-il-presidente-usa-che-riportera-lamerica-a-dio-cosi-aveva-predetto-nel-1980-leremita-cattolico-di-loreto-tom-zimmer/



p. Giacomo Capoverdi
Donald Trump è il presidente degli Stati Uniti d’America per volontà di Dio? E’ una domanda intrigante e abbastanza strana nel contempo, ma che in molti si stanno ponendo da quando padre Giacomo Capoverdi, nel 2017,  ha pubblicato un video nel quale racconta il suo incontro con l’eremita e mistico Tom ZimmerP. Capoverdi è un sacerdote di origini italiane appartenente alla Congregazione dell’Immacolata Concezione, incardinato nella diocesi di Providence, Rhode Island, Parrocchia di Sant’Agostino e, nel video, racconta che un suo amico medico italiano, Claudio Curran, negli anni ’80 gli disse che al suo prossimo viaggio a Roma sarebbe dovuto andare a Loreto a trovare Thomas Zimmer, un eremita laico e mistico cattolico di origini americane, il quale aveva predetto, oltre 30 anni fa, che Donald Trump sarebbe diventato il Presidente degli Stati Uniti d’America e che, per il suo mandato, sarebbe stato protetto dalla mano di Dio per salvare l’America e liberare il mondo dalle tenebre del male. Zimmer disse queste testuali parole nel 1983 a p. Capoverdi: <c’è un uomo che proprio ora, negli Stati Uniti, ha la mano di Dio su di lui … e Dio lo userà in futuro come Presidente degli USA, il suo nome è Donald Trump>.
Tanti anni fa quella profezia veniva poco creduta ma, oggi, assume una verità storica di grande valore escatologico e spirituale. Questo fatto destò l’interesse di un altro sacerdote, p. Bret Thoman che scrisse in tal senso un articolo il 3.6.2017, pubblicato sul suo blog postando anche il video di p. Capoverdi. Sempre nel 2017 è stato pubblicato anche il libro “God and Donald Trump” di Stephen E. Strang dove si ripercorrono alcuni passaggi raccontati nel video di p. Capoverdi che ha avuto migliaia di visualizzazioni.
https://www.youtube.com/watch?v=lyV7kwMRzdo.
http://stfrancispilgrimages.com/blog/tom-zimmer-the-hermit-of-loreto
P. Bret è un francescano che, a quel tempo, stava proprio a Loreto e si interessò su Tom Zimmer, andando alla ricerca di sue notizie, chiedendo ai frati francescani della Basilica di Loreto e, nel marzo 2017, fece visita al dott. Antonio Leonardo MontuoroCavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed anche un laico consacrato all’Ordine Francescano Secolare di Loreto il quale, gli rispose che non era sorpreso di questa premonizione su Donald Trump, perché Thomas, spesso, aveva fatto tali dichiarazioni privatamente, seppur solo a persone che conosceva e delle quali si fidava spiritualmente.
Montuoro era stato per oltre 20 anni il presidente della Casa di Riposo e Residenza Protetta “Oasi Ave Maria”, sita a Loreto, dove Tom Zimmer era ospite da molti anni, fino al 25.09.2008, giorno in cui ripartì per tornare in America all’età di 82 anni, fortemente voluto e desiderato dai suoi parenti che lo ospitarono in una Casa di Riposo per Veterani di guerra. Thomas partì convinto e felice, ma dopo circa 6/8 mesi, la nostalgia di Loreto prevaleva su tutto, telefonando a  Montuoro per sapere se poteva ritornare a Loreto ed essere ancora ospitato nella Casa di Riposo. Thomas ricevette una risposta affermativa anche se, vista la veneranda età, la sua ripartenza era condizionata dalla volontà dei parenti.


Tom in Basilica a Loreto, in preghiera
Purtroppo, Tom Zimmer morì il 10.09 2009 in America. La sua morte fu ricordata con una Santa Messa nella cappella della Casa di Riposo di Loreto e con un necrologio sul giornale “Il Messaggero della Santa Casa di Loreto”, pubblicato nel n° 2 del febbraio 2010, così riportato: <In memoria di Tom Zimmer. Diamo annuncio della morte del devoto zelatore della Congregazione Universale della Santa Casa di Loreto Mr. Tom Zimmer, di nazionalità americana, avvenuta in data 10 settembre 2009, alla veneranda età di 83 anni…Lo si vedeva spesso pregare devotamente in Santa Casa, dove trascorreva gran parte del suo tempo a Loreto. Un uomo colto e profondamente devoto…>. Tom che in realtà a Loreto era conosciuto come Thomas – ci tiene a precisare Montuoro – ha ricevuto un secondo spazio nello stesso giornale “Il Messaggero della Santa Casa di Loreto” sul numero 4 del 2018, commemorandolo con queste parole: <Una piccola statua della Madonna di Loreto sulla tomba di Thomas Zimmer. Molti ricorderanno la figura di Thomas Zimmer che ha trascorso lunghi anni a Loreto, sostenuto quotidianamente in prolungata e devota preghiera nel santuario, in special modo nella Santa Casa, diventata, a così dire, la sua seconda abitazione… A ricordo della sua vivissima devozione verso la Madonna di Loreto e la sua Santa Casa sulla tomba è stata collocata una piccola statua della Madonna di Loreto, dove si recano a pregare i suoi ammiratori>.
Thomas era un uomo di profonda preghiera, un carattere mite, silenzioso e poco esigente – ricorda Montuoro– Spesso venivano amici a prenderlo la mattina per riportarlo la sera rientrando intorno all’ora della cena, venendo ospitato spesso a pranzo sempre dagli amici, ma il maggior tempo amava trascorrerlo nella Basilica della Santa Casa, partecipando alle cerimonie eucaristiche, incontrando pellegrini, pregando e distribuendo immagini religiose che riusciva a procurarsi da amici che lo rifornivano con devozione.
Thomas raccontava con molta riservatezza le sue profezie e, un girono – ricorda Montuoro – mi recai nella sua camera, perché l’addetta alle pulizie si era lamentata che vi erano molti libricini di preghiera e immagini religiose sia sui mobili che sotto il letto, rendendo difficile effettuare le pulizie quotidiane. Pregammo prima e poi parlammo a lungo, giusto per potermi poi introdurre nel problema che gli feci presente e, a malincuore, Thomas accettò di trasferire i molti libretti di preghiera  e le tantissime immagini ricevute in quei giorni, nei locali di deposito posti al piano terra, rimanendo il tutto a sua disposizione per l’occorrenza. Era tanto devoto che ogni immagine ed ogni libretto di preghiera erano per lui una fonte di devozione e di divulgazione della parola di Dio. Pregava tanto e con profonda devozione, lo si vedeva in Basilica sempre chinato o inginocchiato nella Santa Casa di Loreto, attirando involontariamente l’attenzione dei pellegrini per il suo sorriso e lo sguardo dolce e accogliente sforzandosi a sollevare il capo, alzando un po’ la schiena ormai piegata da una vistosa e caducea postura, accentuata dall’anziano ed esile corpo, che però, esaltava l’alta statura di Thomas.


Thomas Zimmer detto Tom
Mi confidò un giorno della sua premonizione, che oggi  è una profezia che si adempie su Donald Trump – prosegue Montuoro – dicendomi Thomas, che nel 1983, in occasione del Giubileo della Redenzione indetto da Giovanni Paolo II, sentì la necessità di acquistare un mattone della Porta Santa in Vaticano, facendo incidere il nome di Donald John Trump. Devo essere sincero – afferma Montuoro – non diedi molto peso a questa premonizione perché quando mi fece la confidenza, non destava ancora interesse politico il nome di Trump, conosciuto più per essere un uomo d’affari che un uomo di Dio. Ma il tempo ha dato ragione all’illuminato profeta adempiendosi appieno la sua visione, rafforzata da quei segni religiosi a cui spesso, Trump, fa riferimento, sorretto da sua moglie che, in qualità di First lady, ha molto colpito allor quando, nel 2017, nel primo intervento pubblico del neo Presidente, Melania ha preso la parola recitando il Padre Nostro, dichiarando: «Mi impegnerò pubblicamente per tutte le donne e i bambini del mondo».
Ho scritto in questi giorni in Vaticano alla Fabbrica di San Pietro e al Vicariato – afferma Montuoro – per risalire al quel mattone ordinato da Thomas. Anche se non sarà necessaria alcuna prova sulla profezia ormai adempiuta, sarà lunga e difficile la ricerca, ma mi impegnerò personalmente per ritrovare traccia di quel mattone del 1983, con incisa la scritta profetica: “Donald John Trump”.
Thomas Zimmer durante la sua permanenza a Loreto, conobbe nella Casa di Riposo un anziano Gran Precettore dei Cavalieri Templari, anch’egli ospite dal 2006 e, questi, aveva conservato per decenni il Santo Graal in opalina di vetro che, guarda caso, voleva donare proprio al Presidente degli Stati Uniti, a condizione che egli avesse promosso e praticato la pace nel mondo. Scrisse anche il 21 marzo del 2007 una mail a John Kerry dicendo che come Templari italiani avrebbero sostenuto anche economicamente il futuro candidato alla presidenza, a patto però, che assumesse impegno di praticare la pace e non più la guerra. A rispondergli fu Ted Kennedy nella sua qualità di incaricato alla campagna elettorale congressuale. Il Gran Precettore fece, in tal senso, anche alcune interviste che vennero riprese sui giornali dell’epoca ma, a quel tempo, evidentemente, non era stato ancora eletto quel presidente “voluto e scelto da Dio” per promuovere la pace nel mondo: Donald Trump.
L’Anziano Cavaliere Templare morì a Loreto nel 2011 nominando a vita un Custode del Santo Graal. Il Sacro Calice venne recuperato nel 1963 con l’aiuto di papa Giovanni XXIII e, nel 2000, in occasione del viaggio a Gerusalemme, papa Giovanni Paolo II volle portare con se il Sacro Calice per una Santa Messa nel Cenacolo e per una prova divina sul Golgota, restituendolo  al suo ritorno per essere custodito segretamente, fino alla fine dei Tempi che precedono la Parusia.


La Firs Lady Melania Trump
Una sera del 2017, il Cavaliere e Zimmer, si intrattennero nel salone della Casa di Riposo parlando del Santo Graal e della profezia di Thomas fatto che, in precedenza, aveva già raccontato al Cavaliere Templare. Per caso – conferma Montuoro – ero li presente  intrattenendomi con i due personaggi spiritualmente toccati nella loro missione, seppur per vie diverse e per volere dello Spirito Santo. Ebbene – ricorda Montuoro – l’ anziano Cavaliere Templare esclamò che il Santo Graal bisognava metterlo a disposizione del futuro presidente degli Stati Uniti, non appena si sarebbe adempiuta la profezia, ricevendo il pieno consenso e la benedizione di Thomas. Se sarà Donald Trump il designato a dover ricevere il dono del Santo Graal, sarà la storia a dirlo…
Sarà un caso guidato dall’alto, ma da poco è uscito nelle librerie il libro “La Profezia del Santo Graal. Da una indagine di Teo Intelligence” autore proprio il francescano Cav. Antonio Leonardo Montuoro che descrive quel Sacro Calice conservato insieme alla Boccetta in opalina di vetro di Giuseppe d’Arimatea dove egli raccolse sul Golgota il sangue di Cristo crocifisso e, nel trattare della Teo Intelligence, affronta tutte le tematiche legate al Deep State, alla corruzione dilagante e alla scandalosa pedofilia, il tutto in linea con le parole della First Lady Melania. ( www.laprofeziadelsantograal.it )
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• A Trump il Santo Graal. “Sarà il Presidente USA che riporterà l’America a Dio”. Così aveva predetto nel 1980, l’eremita cattolico di Loreto, Tom Zimmer.