CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


sabato 9 gennaio 2016

La ADHD

La ADHD 
***
 La ADHD (Sindrome da deficit attentivo e da iperattività) potrebbe essere causata da una grave carenza di niacinamide o vitamina B-3. Oltre 60 ani fa, il Dr William Kaufman, pioniere della terapia con B-3 scriveva:“Quando priviamo gli animali da laboratorio di alcuni nutrienti essenziali, si sviluppa un atteggiamento ipercinetico. Quando questi animali ricevono i nutrienti essenziali nelle quantità e nei tempi giusti, l’ipercinesi si riduce considerevolmente. La stessa cosa accade con alcuni pazienti affetti da questo disturbo, cui viene somministrata la vitamina B-3, la loro ipercinesi si riduce in modo significativo.

Il beneficio è così evidente, che il Dr Kaufman si è spesso domandato se l’integratore da lui usato contenesse qualche sorta di farmaco sedativo. Lo stesso medico aveva in passato utilizzato la B-3 in un periodo in cui soffriva di impazienza compulsiva: iniziava molti progetti allo stesso tempo, li lasciava incompiuti e poi si dedicava ad altri nuovi interessi, per tornare dopo un certo tempo a quelli iniziali per completarli. In questo modo era impreciso e inefficiente, pur essendo sempre molto impegnato.

Il Dr Kaufman ha avuto modo di trattare anche numerosi bambini affetti da ADHA. Queste sono le sue parole: “Con la terapia vitaminica, questi pazienti diventano sorprendentemente calmi, lavorano in modo più efficiente e completano quello che hanno iniziato. Quando sono stanchi, sanno che è il momento di fermarsi e non hanno la necessità impellente di continuare ad applicarsi in qualcosa altro. Se questo tipo di paziente viene convinto a proseguire con l’assunzione della B-3, sulle lunghe acquista un senso di benessere e si rende conto che quello che considerava prima un eccesso di energia e vitalità era invece un sentimento anormale di eccitazione, espressione questa di B-3”.

Il Dr Kaufman prescriveva dosi relativamente basse di B-3 (250mg), ma insisteva sull’importanza della ripetizione (6-8 volte al giorno). La ripetizione frequente di dosi modeste era secondo lui il modo più efficace di assumere la B-3. Comunque, considerato che questo integratore può avere anche degli effetti indesiderati, consiglio di rivolgersi sempre e solo ad un medico per il dosaggio più appropriato.

Francesco Perugini Billi

http://forum.alfemminile.com/forum/enfants1/__f4783_enfants1-Mio-figlio-aveva-ladhd.html
http://lastella.altervista.org/mamma-guarisce-la-figlia-di-3-anni-dallautismo/


  il NADH
***
In tale ambito si inserisce il NADH, abbreviazione di Nicotinamide-Adenin-Dinucleotide-Idruro, una sostanza biologica presente in ogni cellula vivente e scoperta nel lievito nel 1905. La H sta per Idrogeno e indica che si tratta della forma biologicamente più attiva, e quindi ricca di energia, di tale principio nutritivo. Questo composto organico è costituito da una molecola di Vitamina PP (Nicotinamide), una molecola di Adenina e da due molecole di Ribosio e Fosfato. Sostanza nota agli scienziati da oltre 90 anni e ampiamente descritta in ogni testo di biochimica, viene altresì chiamata Coenzima 1, evidenziandone l’importanza all’interno dell’organismo. Il NADH infatti è presente in tutte le cellule viventi, sia animali che vegetali, anche se queste ultime ne contengono dosi minori in quanto non necessitano di produzione di energia per il movimento e la locomozione (ortaggi e verdure 0,1-0,2 milligrammi per kg. Carne, pesce e pollame 40-50 mg. per kg). Prodotto dal catabolismo di proteine, grassi e carboidrati reagisce con l’ossigeno per produrre energia, tanto che una molecola di NADH produce, all’interno del ciclo di Krebs, tre molecole di ATP.
Se ne deduce che più NADH è a disposizione delle cellule, essendo presente appunto in ognuna di esse, più ATP le cellule stesse produrranno. Importantissimo per il muscolo cardiaco, in quanto le sue cellule producono il 60% in più di NADH rispetto alle altre, per il cervello ed i muscoli scheletrici. Il Nadh rinforza inoltre il sistema immunitario, è anzi il più importante tra tutti gli Antiossidanti essendo una forma potenziata della Nicotinamide (Vit.PP) e grazie alla presenza di atomi di Idrogeno che gli conferiscono proprietà riducenti, trasferisce l’Idrogeno stesso al Glutatione ossidato o danneggiato ripristinandolo nella sua forma ridotta. Altrettanto fa il Glutatione con la Vit. C che a sua volta rigenera la Vit. E. Una situazione analoga si produce con il Coenzima Q10 che quando viene assunto come integratore alimentare è in realtà in forma ossidata e quindi non può agire da antiossidante.
Il NADH protegge inoltre il fegato dai danni dell’alcool attivando l’enzima che lo degrada migliorando quindi le funzioni epatiche, diminuisce i livelli di colesterolo nel sangue, protegge membrane e mitocondri da tossine, composti chimici, inquinamento, luce ultravioletta, ozono e radicali liberi. Protegge anche da alterazioni del DNA che causano malattie come l’artrite reumatoide, l’arteriosclerosi, le immunodeficienze. Promuove la produzione di sostanze chimiche di trasporto utilizzate a livello cerebrale quali Dopamina, Adrenalina e Serotonina. Tali sostanze (neurotrasmettitori) costituiscono una condizione fondamentale per il patrimonio mnemonico, le capacità cognitive e decisionali, aumento della coordinazione e della resistenza. Un Inciso particolare merita la sua azione verso la Dopamina, neurotrasmettitore che viene ossidato nel nostro organismo, soprattutto nel cervello e in particolare nei soggetti più vecchi. Poiché il NADH è in grado di inibire l’auto-ossidazione di tale sostanza, aiuta a prevenire e ritardare la degenerazione dei tessuti dovuti all’invecchiamento e la morte delle cellule.
La nostra alimentazione quotidiana, soprattutto se comprende cibi come carne, pesce, pollo, è teoricamente un’ottima fonte di approvvigionamento di NADH, che purtroppo in realtà viene quasi tutto distrutto con la luce, la cottura o scomposto dai succhi gastrici. La difficoltà di produrre una sostanza stabile molecolarmente, anche se sono circa 20 anni che si sperimenta sull’uomo, spiega perché non sia stato utilizzato in precedenza come integratore alimentare. Il primo che utilizzò il NADH come integratore fu il dr. W.Birkmayer, che dopo anni di studi sui trasmettitori biochimici nel cervello umano, utilizzò negli anni ‘80 il NADH in infusione endovenosa su pazienti affetti dal morbo di Parkinson al fine di stimolare l’organismo a produrre naturalmente Dopamina.
Il NADH era però così instabile che bisognava somministrarlo sotto stretto controllo medico. Solo recentemente si è realizzata una forma stabilizzata di NADH facilmente assorbibile (tanto che numerosi soggetti affetti da Sindrome da Affaticamento Cronico e depressione sono stati trattati con successo con circa 10 mg. di NADH al giorno). Inoltre il mercato della supplementazione ha nel frattempo portato a sviluppare e proporre altri integratori peraltro validi come Creatina, Ribosio ecc. (il Ribosio deriva comunque dal NADH stesso e la Creatina contribuisce a ricaricare l’ATP che, ricordiamo viene a sua volta prodotto dal NADH). Per quanto riguarda una sua integrazione nello sport diversi studi hanno dimostrato che su atleti già ben allenati di diverse discipline sia aerobiche che anaerobiche, dopo due mesi di trattamento con 10 mg. di NADH al giorno la performance aumentava di circa il 13%. Altri studi hanno evidenziato una significativa diminuzione dei tempi di recupero ed un aumento della capacità di ossigenazione e dei tempi di reazione su ciclisti dopo circa 30 giorni di integrazione con appena 5 mg. di NADH al giorno. Un altro studio è stato eseguito su una squadra di calcio europea. Tutti i giocatori sono stati sottoposti ad una dose di NADH di 5 mg. al giorno per un mese, raccogliendo i loro campioni di sangue prima e dopo il periodo di trattamento. Misurando il livello di L-Dopa nel sangue ne sono stati rilevati degli aumenti in tutti gli atleti fra il 30% ed il 100%. La L-Dopa viene immediatamente convertita in Dopamina, responsabile della resistenza muscolare. Tutti gli atleti tranne tre hanno manifestato aumenti di concentrazione, vigilanza e capacità di resistere allo sforzo. Recentemente prove empiriche fatte in Italia su 20 atleti di potenza (body building, sollevamento pesi , rugbisti) con dosi giornaliere di 20 mg. al giorno, se hanno evidenziato in realtà un aumento modesto della prestazione pura, hanno altresì stupito tecnici ed atleti per una drastica diminuzione dei tempi di recupero (il che equivale ad un aumento della prestazione globale).
Per quanto riguarda eventuali effetti collaterali derivanti dall’uso del NADH, studi clinici approvati dalla FDA americana non ne hanno rilevati evidenziando una tolleranza al prodotto addirittura di oltre settemila volte superiore a quella raccomandata. Inoltre non è stata osservata alcuna interferenza con i più comuni farmaci. Data comunque la sua relativamente recente introduzione sul mercato è sicuramente presto per pronosticare il successo o meno di questa interessantissima sostanza anche se i presupposti ci sono tutti. Per ora i consumatori americani sono avvantaggiati dato che il prodotto si trova comunemente in farmacie, negozi specializzati ed “Healt Food Stores”. 

 Pare che si, agisca sulla memoria. Inoltre la PP o B3 è un nootropo, quindi di consegunza lo è ance il nadh, credo.
Vi riporto uno stralcio dal sito di polichimica:

NADH
(5-NICOTINAMIDE-ADENINNUCLOTIDE RIDOTTO)

PELLETS STABILIZZATI GASTRORESISTENTI 1,5%


NADH La 5-nicotinammide-adenindinucleotide ridotto, o coenzima 1, è una sostanza naturale ad azione antiossidante, presente in ogni cellula vivente. È fondamentale per la produzione di energia e per tutti i processi biochimici. Si trova soprattutto nella carne e nel lievito, meno nei vegetali.

Categoria
· Integratore nutrizionale. Tonico.

Proprietà
· Promuove la sintesi di ATP:

incrementa le energie fisiche;

riduce il senso di fatica.

· Incrementa la produzione di Ach, noradrenalina e dopamina:

rinforza la memoria;

migliora le capacità di apprendimento;

favorisce lo stato di vigilanza e la lucidità mentale;

migliora il tono dell’umore;

migliora la coordinazione;

stimola la secrezione dell’ormone della crescita.

· Antiossidante:

concorre alla riparazione del DNA;

migliora l’efficienza del sistema immunitario.

Indicazioni
· Stati di facile affaticamento e di stress psico-fisico

· Integratore sportivo

· Antiossidante. Anti-invecchiamento

· Sindrome da stanchezza cronica

· Depressione

· Coadiuvante nel trattamento del morbo di Parkinson

· Coadiuvante nel trattamento del morbo di Alzheimer

Dosaggio consigliato
Il dosaggio varia in funzione dell’età, delle esigenze e della tolleranza soggettive. Il dosaggio medio suggerito, riferito al prodotto puro, varia da 2.5 mg a 15 mg al dì, da assumere 30’-40’ prima della colazione del mattino; nel caso di applicazioni a dosaggi terapeutici, l’assunzione di NADH deve avvenire sotto stretto controllo medico.

Tossicità ed effetti collaterali
Ad oggi non sono riportati effetti collaterali, né eventuali interazioni con farmaci. Il sovradosaggio può procare a volte insonnia e ansietà .

Controindicazioni
L’assunzione del NADH deve avvenire sotto controllo medico durante l’infanzia, l’allattamento e la gravidanza. E’ invece sconsigliata in caso di alcolismo cronico.

Forme di impiego
Compresse a dosaggio variabile da 2.5 a 5 mg.




GENERALITA’

Il NADH (5-nicotinammide adenin dinucleotide ridotto), o coenzima 1, rappresenta la forma attiva della vitamina B3. In tutte le cellule viventi il NADH svolge una fondamentale azione antiossidante, contrastando i danni causati dei radicali liberi, ma è deputato soprattutto alla produzione di energia biochimica.
All’interno dei mitocondri, infatti, il NADH viene ossidato a NAD+, con formazione di acqua e liberazione di energia; questa viene immagazzinata come adenosina trifosfato, o ATP (1 NADH = 3 ATP), l’unica forma di energia direttamente fruibile dal nostro organismo, essenziale per qualsiasi reazione biochimica. Le cellule a più elevato consumo energetico, come il cuore, il cervello e i muscoli, necessitano di una quantità maggiore di NADH: quanto più NADH è disponibile, tanta più energia possono produrre, e quanta più energia è necessaria alle cellule, tanto più NADH viene sintetizzato.3

Il NADH si trova soprattutto nella carne rossa (2.5 mg per chilo), nella carne di pollo, nel pesce e nel lievito, mentre i vegetali non ne sono ricchi quanto i tessuti animali. Poiché la cottura dei cibi e il processo digestivo degradano gran parte del NADH contenuto negli alimenti, un supplemento di NADH (attraverso il consumo abituale di lievito o di un integratore alimentare) può essere utile per incrementarne l’abituale assunzione.










ATTIVITA’ ED INDICAZIONI
Promovendo la sintesi di ATP, cioè di energia biochimica, il NADH interviene in tutti i processi biochimici che avvengono nel nostro organismo. In ragione di ciò è comprensibile come gli effetti di un suo supplemento possano ripercuotersi a più livelli, su molteplici funzioni biologiche.

· Tonico. Numerose ricerche, condotte su diversi gruppi di persone, hanno dimostrato che, assunto come supplemento alimentare, il NADH può agire in modo rilevante sul sistema nervoso centrale. Il NADH, infatti, incrementa efficacemente la produzione di neurotrasmettitori quali Ach, dopamina e noradrenalina4. Questo comporta una stimolazione delle funzioni intellettive più elevate, fra cui l’apprendimento, la capacità di concentrazione e la memoria. Grazie alla sua azione tonica costituisce un valido aiuto sia negli stati di facile affaticamento mentale (studio, lavoro, stress emotivo), sia per contrastare la perdita di lucidità mentale che consegue all’invecchiamento. Inoltre, poiché incrementa le riserve energetiche e migliora le difese naturali dell’organismo, può essere utile negli stati di particolare affaticamento fisico (convalescenza, sforzi fisici prolungati, cambi di stagione).



· Integratore sportivo. L’assunzione di NADH aumenta i livelli cellulari di ATP, mettendo a disposizione dell’organismo una maggiore quantità di energia immediatamente utilizzabile. Per questo motivo si sono valutati gli effetti di un suo supplemento finalizzato all’incremento della prestazione atletica. Studi condotti su un gruppo di atleti hanno previsto un supplemento quotidiano di 5 mg di NADH (quanto ne è contenuto in 2 chili di carne), e hanno preso in considerazione il tempo di reazione, il lavoro sviluppato, la resistenza, la forza, la qualità della prestazione, la massima capacità di ossigenazione e la capacità di concentrazione. Dopo 4 settimane si è osservato un miglioramento di tutti i parametri valutati.5 Si è ipotizzato che ciò sia dovuto non solo all’incremento dei livelli di ATP, ma anche all’incremento della sintesi di dopamina,4che sarebbe responsabile del miglioramento dello stato di vigilanza, della capacità di concentrazione e di coordinazione motoria.

· Antiossidante, anti-invecchiamento. Il NADH è il più potente agente antiossidante a disposizione del nostro organismo. Un abbassamento della sua concentrazione a livello cellulare, come avviene fisiologicamente con l’avanzare dell’età, espone il nostro corpo ai danni causati dai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento. Poiché il NADH è in grado di disattivare i radicali liberi e concorre alla riparazione del DNA, un suo supplemento aiuta a ritardare i danni legati all’invecchiamento fisico e mentale, e a prevenire l’insorgenza delle malattie correlate al danno ossidativo (neoplasie, malattie neurodegenerative e autoimmuni, sclerosi multipla e ateroslerosi).6

· Sindrome da stanchezza cronica. La sindrome da stanchezza cronica, o SSC, è una malattia insidiosa e debilitante, anche nota come fibromialgia, sindrome da immunodeficienza cronica, encefalomielite mialgica, ecc. Il sintomo principale è la debolezza e mancanza di energia, cui si accompagnano astenia, dolori muscolari, mal di testa, depressione, febbre, disturbi del sonno, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi.7-9 Benché siano state fatte molte ipotesi (virale, immunologia, genetica, ecc.), l’eziologia di questa malattia non è ancora stata determinata in modo univoco, e le terapie attualmente a disposizione costituiscono solo un palliativo. Una delle strategie terapeutiche più seguite prevede l’uso di tutte quelle sostanze che possono contribuire all’incremento delle difese immunitarie e delle riserve energetiche (magnesio, ferro, sostanze naturali).10-13 Il NADH può risultare utile, in quanto, oltre ad incrementare la sintesi di ATP, migliora l’efficienza del sistema immunitario. Infatti, essendo il principale agente riducente cellulare, incrementa i livelli di tutti gli antiossidanti endogeni, contrastando così il danno ossidativo.14 Il NADH inoltre contribuisce alla riparazione del DNA, prevenendo le alterazioni derivanti da un’alterazione del messaggio genetico. Studi clinici, condotti su un gruppo di pazienti sofferenti di questo disturbo, hanno previsto la somministrazione di 10 mg di NADH per due cicli di 4 settimane. I risultati sono incoraggianti: un supplemento di NADH riduce il senso di fatica, incrementa l’energia fisica e mentale ed è in grado riportare a valori quasi normali i livelli di serotonina, che nel cervello di tali pazienti risultano fortemente depressi.15 Questi risultati indicano che il NADH può essere inserito fra le sostanze efficaci per il trattamento della SSC.

· Coadiuvante nel trattamento della depressione. I neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina sono coinvolti anche nei circuiti neuronali che determinano il tono dell’umore. E’ noto che nel cervello delle persone malate di depressione i loro livelli risultano inferiori al normale, perciò le sostanze in grado di incrementare i livelli dei suddetti neurotrasmettitori (come la cocaina o molti psicofarmaci usati in terapia) provocano un rilevante effetto euforizzante. Poiché il NADH aumenta la sintesi di noradrenalina e dopamina,4 il suo impiego può essere utile nel trattamento della depressione. In uno studio clinico, condotto su un gruppo di persone sofferenti di depressione, il trattamento prolungato con NADH si è dimostrato efficace nel 93% dei casi. A differenza di altre sostanze psicoattive, il NADH può essere usato per lunghi periodi senza gli effetti collaterali tipici di altri antidepressivi, e l’interruzione dell’assunzione non provoca il cosiddetto “effetto rimbalzo”.16

· Coadiuvante nel trattamento del morbo di Parkinson. Il morbo di Parkinson è una grave malattia neurodegenerativa, che a livello cerebrale si manifesta con la morte dei neuroni dopaminergici, e a livello fisico provoca tremori, discinesia, mancanza di coordinazione, rigidità muscolare. Per questo disturbo esistono ad oggi solo cure sintomatiche, che con il tempo perdono di efficacia, provocando il cosiddetto effetto “on-off”, cioè l’alternanza di periodi in cui il paziente risponde positivamente ai trattamenti, e di periodi in cui i sintomi sembrano addirittura aggravarsi. L’assunzione di NADH produce un aumento della sintesi di dopamina,4 migliorando significativamente i sintomi di questa malattia. Inoltre, agendo da radical scavenger, protegge i neuroni dal danno ossidativo associato alla loro degenerazione. In uno studio clinico, condotto su un gruppo di pazienti sofferenti di morbo di Parkinson, il trattamento con NADH (somministrato per via orale, endovenosa o intramuscolare) ha dato risultati positivi nell’80% dei casi. In pochi giorni si sono evidenziati un miglioramento della coordinazione, delle capacità motorie e cognitive, nonché un rilevante calo della rigidità muscolare. I benefici maggiori si sono riscontrati in pazienti giovani e in quelli ammalati da minor tempo.17 Il trattamento con NADH, inoltre, può incrementare la durata della fase “on” quotidiana da 6 a 10 ore, migliorando significativamente la qualità della vita di questi pazienti.18

· Coadiuvante nel trattamento del morbo di Alzheimer.
Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa grave, che causa la perdita graduale di memoria, delle capacità di comunicazione e delle funzioni cognitive e fisiche, portando progressivamente alla demenza. Nei pazienti sofferenti di questa malattia, oltre al decremento della neurotrasmissione, si osserva che l’attività cellulare correlata al NADH risulta 25-50 volte inferiore a quella di individui sani della stessa età. Molti studi preliminari mostrano che il NADH può essere utile nel trattamento del morbo di Alzheimer, probabilmente grazie all’incremento della sintesi di neurotrasmettitori e all’azione antiossidante. Studi clinici condotti su un gruppo di pazienti malati di demenza senile hanno previsto un trattamento di 8-12 settimane con 10 mg di NADH. Già dopo 2 settimane di trattamento, i ricercatori hanno osservato un notevole incremento delle funzioni cognitive e della memoria, e un aumento del 240% dell’attività cellulare NADH dipendente. I test specifici condotti all’inizio e alla fine del trattamento hanno evidenziato un miglioramento generale anche nei casi più gravi.19

DOSAGGI D’IMPIEGO E TOSSICITA’

Come supplemento alimentare il dosaggio consigliato, riferito al prodotto puro, varia da 2.5 mg a 5 mg al giorno, in funzione dell’età. Il prodotto si assume solo con acqua, al mattino a stomaco vuoto, almeno 30’ prima della colazione. Gli effetti possono manifestarsi dopo alcune ore, come dopo pochi giorni dall’inizio del trattamento. In seguito si può aggiustare il dosaggio in base alla tolleranza soggettiva (alcune persone possono ottenere un beneficio anche con un’assunzione discontinua). Come coadiuvante terapeutico la dose media consigliata è di 10 mg al giorno o più, da assumere con le modalità già illustrate. In questo caso l’assunzione deve avvenire sempre sotto stretto controllo medico.

Alle dosi suggerite non sono stati ad oggi riportati effetti indesiderati, se non rari casi di insonnia e ansietà.

CONTROINDICAZIONI
L’assunzione del NADH è sconsigliata qualora il rapporto NADH/NAD+ sia sbilanciato a favore del primo, come avviene ad esempio in patologie associate all’alcolismo cronico. Il suo impiego, inoltre, dovrebbe avvenire sotto controllo medico durante l’infanzia, l’allattamento e la gravidanza.



FORME DI IMPIEGO
Il NADH è formulato generalmente in compresse gastroresistenti in quanto la materia prima come tale non è stabile al contatto con i succhi gastrici. Inoltre il NADH come tale non è stabile a temperatura ambiente. Al fine di rendere il prodotto più facilmente lavorabile POLICHIMICA sviluppato una forma stabilizzata in micropellets titolata al 1,5% in NADH. Tali micropellets sono costituiti da un nucleo zuccherino sul quale è stato fatto assorbire il NADH; successivamente una ricopertura con un film di etilcellulosa ha reso il prodotto gastroresistente.

Il prodotto oltre ad essere stabile possiede una migliore biodisponibilità rispetto ad una compressa in quanto, una volta che i micropellets vengono liberati dalla capsula che li contiene, la superficie complessiva di scambio con l’ambiente è notevolmente superiore rispetto ad una compressa che deve disgregare. I tempi di assorbimento sono quindi inferiori.

Si trova associato a bicarbonato di sodio, vitamina C e a comuni eccipienti che ne migliorano la stabilità e la biodisponibilità.

SCHEDA TECNICA

Aspetto
Pellets

Colore
Avorio

Identificazione (HPLC)
Positiva

Titolo (HPLC)
>15 mg/g

Solventi residui:


Etanolo
<0 .1="" br="">
Acetone
<0 .05="" br="">
Dissoluzione:


Mezzo:HCl 0.1M; tempo: 1h
11%

Mezzo: tampone fosfato pH 6.8; tempo: 1h
90%


MODALITA’ DI STOCCAGGIO: Conservare in luoghi freschi e asciutti. Non congelare. Conservare al riparo dalla luce.

SHELF LIFE: 1 anno in condizioni ideali di stoccaggio

NOTE FORMULATIVE
Per formulare i micropellets si consiglia di incapsularli con capsule del n°2 senza eccipiente.

Una capsula del n.2 conterrà circa 318 mg di pellets (4,77 mg NADH puro)

Una capsula del n.0 conterrà circa 580 mg di pellets (8,7 mg NADH puro)

Questa scheda informativa è stata redatta con la collaborazione scientifica di Stefano Manfredini, Professore Ordinario di Chimica Farmaceutica, Università di Ferrara. E’ vietata la riproduzione totale o parziale del testo e delle immagini senza una dichiarazione scritta di POLICHIMICA.

Le informazioni contenute nella seguente nota informativa sono allo stato attuale delle nostre conoscenze accurate e corrette. Esse vengono tuttavia offerte senza alcuna garanzia riguardo a possibili errori. In particolare non si assumono responsabilità per ciò che attiene alla loro applicazione



250 mg di Nicotinamide

03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina

30 Compresse da 250 mg per uso orale confezionate in blister.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina

Profilassi e terapia della carenza
Eritemi fotosensibili ed in tutte le dermatosi sensibili al sole durante la stagione estiva.

Pubblicità

04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina

Nella pellagra si consigliano 2-5 compresse al dì.
Per la fotoprotezione sono utili 3-4 compresse al di, da assumersi durante o dopo i pasti.

04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina

Nessuna

Pubblicità

04.5 Interazioni - Inizio Pagina

Dall’analisi della letteratura scientifica e delle esperienze di impiego clinico della vitamina è emerso che la nicotinamide è priva di interazioni significative farmacocinetiche o farmacodinamiche

04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina

I dati sperimentali e di impiego clinico indicano non solo l'assenza di tossicità della nicotinamide sulla funzione riproduttiva, ma un effetto protettivo svolto da nicotinamide sull'attività di composti embriotossici e teratogenetici.
La Nicotinamide è comunemente somministrata in gravidanza come parte dei complessi vitaminici impiegati in tale condizione.
Non sono stati effettuati studi per valutare l'escrezione nel latte materno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina

Dall'analisi del profilo farmacodinamico e degli effetti indesiderati della nicotinamide, è emerso che il farmaco non possiede alcun effetto sulla capacità di guidare e sull'uso di macchine.

04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina

Con l'assunzione di forti dosaggi (superiori a 80mg/kg/die) gli effetti ricorrenti sono stati di natura gastrointestinale (nausea) e reversibili con l'interruzione della terapia.

Links sponsorizzati

04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina

Per via orale la DL50 nel ratto è risultata essere compresa tra 2500 e 3500 mg/Kg.
Nell'uomo non sono stati registrati casi di sovradosaggio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina

La Nicotinamide ha dimostrato di possedere numerosi effetti farmacodinamici a livello di svariati organi e sistemi. I principali sono i seguenti:
effetto protettivo, condiviso dall'interleuchina 10, nella tossicità indotta da enterotossina stafilococcica di tipo B;
effetto protettivo, condiviso dalla vitamina E, sulla funzione residua delle cellule
beta pancreatiche nel diabete mellito insulino-dipendente di recente insorgenza;
attività antiallergica di protezione dalla reazione asmatica e dallo shock
anafilattico indotto nelle cavie;
inibizione del deterioramento del metabolismo epatico delle proteine indotto dall'abuso di alcool;
inibizione in vitro ed in vivo (topi Balb/c) della produzione del fattore alfa di
necrosi tumorale;
inibizione dell'attivazione linfocitaria e da mitogeni;
effetto radio sensibilizzante sulle cellule tumorali;
incremento dei livelli di acetilcolina nel sistema nervoso;
prevenzione dell'apoptosi neuronale indotta dalla neurotossina MPTP.
Categoria farmacoterapeutica: preparati vitaminici non associati
Codice ATC: A11HA01

Links sponsorizzati

05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina

Assorbimento per via orale: Gli studi condotti su volontari sani e su pazienti sottoposti a radioterapia hanno mostrato che la Tmax è risultata indipendente dalla dose e ha mostrato una marcata variabilità, risultando compresa tra 0.73 e 3 ore.
Picco plasmatico: dopo somministrazione per via orale di dosi singole di nicotinamide di 1,2,4 e 6 g, la Cmax è risultata variabile tra 0.7 e 1.1 μmol/ml.
Metabolismo: nell'uomo, dopo l'assunzione di nicotinamide in somministrazione singola per via orale a dosi variabili da 100 a 3000 mg, sono stati ritrovati i seguenti metaboliti urinari:
N1-metilnicotinamide, Nicotinamide-N1-ossido, N1-metil-4-piridone-3- carbossamide, N1-metil-2-priridone-5-carbossamide.
Emivita: nei volontari sani l'emivita di eliminazione della nicotinamide è risultata correlata alla dose assunta. Dopo una dose singola di 1 g è stata compresa tra
1.4 e 1.9 ore, dopo una dose singola di 6 g è stata compresa tra 8.2 e 9.2 ore. Escrezione: nell'uomo, nelle urine raccolte per 24 ore dopo l'assunzione orale di 1000 mg di nicotinamide, sono stati rilevati il farmaco immodificato e suoi metaboliti in una percentuale variabile dal 58 al 72% del totale della dose somministrata.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina

La DL50 per via orale nel ratto si colloca tra 2.500 e 3.500 mg/Kg, per via sottocutanea è pari a 1680 mg/Kg. Nel topo la DL50 per via intraperitoneale è di 2000 mg/Kg.
E' possibile affermare che la nicotinamide possiede un elevatissimo indice terapeutico.
Nei ratti, la nicotinamide somministrata per via intraperitoneale, a dosi di 6, 20 e 60 mg/100g di peso per 5 settimane, ha dimostrato una tossicità cronica di grado lieve, manifestatasi con una riduzione dell'incremento ponderale. Le dosi somministrate sono molto superiori a quelle usate nell'uomo.
I dati sperimentali e di impiego clinico indicano non solo l'assenza di tossicità di nicotinamide sulla funzione riproduttiva, ma un effetto protettivo svolto sull'attività di composti embriotossici e teratogenetici.
Il meccanismo d'azione della nicotinamide non sembra interferire con siti, strutture e fasi cellulari capaci di interagire con il DNA delle cellule di replicazione.
Studi tossicologici dimostrano invece l'azione protettiva sull'attività mutagenetica di alcune sostanze:
stimolazione del processo riparativo del DNA danneggiato in criceti trattati con N-nitrosobis(2-oxopropil)amina (BOP), noto carcinogeno;
induzione di un incremento significativo dei livelli di DNA repair sui linfociti di topi anziani sottoposti ad irradiazione ultravioletta.
Gli studi presenti in letteratura hanno permesso di escludere un potenziale effetto oncogeno primario della nicotinamide ed hanno invece evidenziato un'attività anticarcinogenetica.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina

Amido di riso, Cellulosa microcristallina, Lattosio, Magnesio stearato, Silicio biossido.

Pubblicità

06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina

Nessuna nota.

06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina

36 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina

Non sono previste speciali precauzioni per la conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina

Astuccio in cartone con 30 compresse in blister Prezzo ………

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina

non pertinente

Nessun commento: