“Persona” da sempre indica la natura umana che porta in sè la natura divina Da: http://www.diocesidicagliari.it/aspPages/Funzioni/showArticle.asp?idArticolo=319Intervista a Renato Versace, primario di chirurgia toracica all’Ospedale Binagli (Cagliari) 22/05/2005 Renato Versace, medico, master in Bioetica all’Università Lateranense, da due anni primario di chirurgia toracica all’Ospedale Binaghi. Dobbiamo essere rigorosi. Lo ripete spesso Renato Versace, medico da una vita, master in Bioetica all’Università Lateranense, da due anni primario di chirurgia toracica all’Ospedale Binaghi, consapevole che non c’è in gioco solo un referendum. “Sarebbe poca cosa – spiega – bisogna invece comprendere bene di cosa si parla: è un problema che va affrontato dal punto di vista biologico, medico e, per chi crede, scritturistico”. Quella che segue è l’insufficiente trascrizione di una conversazione avuta pochi giorni fa. Entriamo subito nel merito del terzo quesito: l’embrione è persona? Sì, da tutti i punti di vista, dal primo momento. Non lo dico per un sentimento, ma per tutti gli studi compiuti. Del resto è quello che dice anche la 194, che dovrebbe tutelare la vita fin dal suo concepimento, salvo poi contraddirsi. Il rigore scientifico mostra una convergenza di conclusioni biologiche, giuridiche e filosofiche sul riconoscimento della natura umana all’embrione. Partiamo dal punto di vista biologico: il fatto che l’embrione sia una realtà umana autonoma non significa automaticamente che è persona. Che sia ‘persona’ potremmo dirlo sulla base di presupposti non biologici, ma sapere che l’embrione è assolutamente indipendente dalla mamma è utile. Il suo processo di sviluppo non dipende dalla madre: c’è un ordine nella procreazione in cui la mamma non c’entra. Quando lo spermatozoo entra nell’ovocita, si scatena una serie organizzata di azioni e reazioni e viene organizzato un nuovo genoma. Come un mazzo di carte che viene mischiato. Quando entra lo spermatozoo, vengono attivati 1185 nuovi geni, che saranno 11483 quando l’embrione dalla tuba va nell’utero, in sesta giornata. Stiamo parlando delle prime ore dal concepimento. La nuova cellula – l’ootide – è totalmente indipendente, va per i fatti suoi. Dicono che sia soltanto un mucchio di cellule. Anche quando sono solo due cellule, ognuna ha la sua funzione: una darà luogo all’embrione, l’altra agli annessi nutritivi. Non è un mucchio di cellule disordinato. Cosa succede nello sviluppo? Le cellule comunicano al massimo tra di loro, e si riorganizzano secondo precisi funzioni e localizzazioni. Non c’è scritto in nessun libro di embriologia che sono solo un gruppetto di cellule. A che fenomeni del suo sviluppo si riferisce? Tra il quinto e sesto giorno si forma del liquido dentro la blastocisti. Chi glielo avrà ordinato? Certo non la mamma. Nella blastocisti si registra anche una forte produzione di proteine di comunicazione, che non si registrerà più. Al decimo giorno produce i villi: nessuno gli ha dato l’ordine, è una cosa totalmente nuova. Entro il 30° giorno il disco embrionario darà luogo a cuore, ossa e muscoli (dal mesoderma), intestino, rene, polmoni (dall’endoderma) e la pelle e il sistema nervoso (dall’ectoderma). Entro il 30° giorno? Sì, con la legge sull’aborto che permette l’aborto entro il 90° giorno... Lei dice che l’embrione è totalmente diverso dalla mamma. E’ talmente diverso che deve produrre degli antigeni che impediscano il rigetto. Si deve proteggere dalla madre, che se lo mangerebbe se non producesse gli antigeni. Se gli dai da mangiare va avanti perchè il suo cervello funzionale c’è già. E’ diverso, tanto che produce i geni antirigetto. E’ coordinato, ha una sua continuità e una sua gradualità”. Perchè dice che è autonomo? Perché è sempre lui fin dalla fecondazione, anche se cambia forma, esattamente come me, che resto me stesso anche se ingrasso. E’ individuo, diverso dal padre e dalla madre; e pur nella sua complessità, è unico. Alcuni scienziati, per indicare le fasi iniziali che lei sta descrivendo, usano termini come pre-embrione... Sono neologismi assolutamente arbitrari da un punto di vista scientifico, servono per creare un far-west manipolatorio in cui tutto è possibile. Lei dice che l’embrione è individuo. Come attribuirgli anche il concetto di persona? Aristotele diceva nelle opere finali che l’animazione dell’embrione è immediata... Ma questo non fa legge. E Aristotele distingueva tra l’uomo in atto e l’atto in potenza. Sì, ma diceva che ciò che conta è ciò che esiste in atto. Ogni persona è in atto il suo presente. Tertulliano diceva “ciò che sarà l’uomo, lo è”. Il concetto di persona nasce nei primi 4 secoli dopo Cristo: prima esisteva solo il cittadino, che era tale solo se era libero. Il concetto fu introdotto nella cultura cristiana di allora per risolvere un problema intorno a Gesù. Quale? La sua natura umana e la sua natura divina. La natura umana è servita per contenere la natura divina, è una maschera della natura divina. Si è posto il problema del termine da usare. E’ stato utilizzato Il termine maschera, e poi persona: la maschera copriva la voce di uno che non vedevi, da qui il termine “per-sonam”, “per-sonum”, parlare per un altro. Persona è dunque colui che porta in sè una natura che parla attraverso un’altra natura. Nell’embrione c’è la presenza delle due nature, è un corpo che porta la natura divina. Entriamo in campo di fede? Sì, l’uomo è persona perchè la sua natura umana è portatrice della natura divina fin dal principio. Un cristiano non si pone il problema del ‘quando’: l’embrione porta il progetto di Dio, quindi non lo puoi toccare, perché porta in sè la natura di Dio. Ecco perchè per I laicisti grideranno allo scandalo. Chi non crede cosa fa? Levare Dio dalla storia significa impoverire l’uomo, ridurlo alla sola natura umana. Se toglie Dio dalla storia, l’uomo perde tutta la sua forza, specie quando è debole: embrione, bambino o vecchio. L’uomo è persona perchè la natura di Dio che porta in sè, lo rende tale a prescindere da età, sesso, morfologia e intelligenza. Gloria di Dio è l’uomo vivente. E’ un concetto che, secondo lei, molti cristiani hanno dimenticato? Sì, molti non sanno tanto della parola ‘persona’. Dio lo ha detto nella Scrittura: nel Genesi, ad esempio, ‘Dio plasmò l’uomo con la polvere e soffiò nelle sue narici e l’uomo divenne essere vivente’. E’ persona perchè Dio lo fa persona. Se si toglie questo, l’uomo deve stare attento al suo simile, che lo farà fuori. Homo hominis lupus, diceva Hobbes. ‘Persona’ da sempre indica la natura umana che porta in sè la natura divina. Torno alla domanda di prima: e se uno non crede? Rimane il discorso biologico e medico che si regge in piedi a prescindere dalla metafisica, ma il concetto di persona discende dalla fede. Non serve fare discorsi o dibattiti: persona e individuo hanno un significato diverso. E’ la rivoluzione francese che ha introdotto il termine ‘individuo’, che vuol dire che l’uomo è uomo a prescindere dal suo legame con Dio. Per 1700 anni l’uomo è stato persona perchè ha portato in sè la natura divina: non possiamo dare alla parola ‘persona’ significati diversi. E’ l’incontro con l’esperienza cristiana che mi ha fatto scoprire la mia dignità di persona. Propongono di sostituire la parola ‘concepito’ con la parola ‘embrione’. Il concepito ha diritto di nascere. L’embrione può rimanere tale per tutta la vita, ed ognuno lo vede come vuole. Le parole hanno un peso. Propongono di tutelare la salute della donna. Se il soggetto è la madre, di cui bisogna tutelare la salute psico-fisica, il rischio è che poi si possa fare qualunque cosa, come prevede Che male c’è a conservare congelati gli embrioni? Se si conserva a –196 gradi, dal 30 al 90% un embrione avrà malformazioni genetiche. Vogliono fare una legge eugenetica, e rischiano di impiantare un embrione malatissimo? Solo il 12-16% nascono, gli altri muoiono. L’embrione impiantato con questa tecnica è enormemente debole. Tutto questo viene fatto passare come una melassa buona, ma può aprirsi un girone infernale. |
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