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domenica 3 maggio 2026

Napoleone credente

 "Non sono mai stato ateo. Quando ero a capo del governo, appena ho potuto, ho tentato di ristabilire la religione, che è una grande consolazione per il credente, soprattutto negli ultimi istanti della sua vita. (...)


Io non sono né medico, né filosofo; io credo in Dio; sono un cristiano, cattolico, romano. (...)


Io credo in Dio, a causa di ciò che vedo, e di ciò che sento...Se ci sono tante differenze tra gli uomini, Qualcuno ha creato queste differenze, e questo Qualcuno non è né lei, né io (…). C’è un Essere Infinito in confronto al quale lei non è che un atomo; in confronto al quale anch’io Napoleone, con tutto il mio genio, sono niente (…). Io lo sento, questo Dio,...ne ho bisogno...credo in Lui...


Io conosco gli uomini e le dico che Gesù non era un uomo. Gli spiriti superficiali vedono una somiglianza tra il Cristo e i fondatori di imperi, i conquistatori e le divinità delle altre religioni. Questa somiglianza non c’è: tra il cristianesimo e qualsivoglia altra religione c’è la distanza dell’infinito...

 ...l’impero di Cesare quanti anni è durato? Per quanto tempo Alessandro si è sostenuto sull’entusiasmo dei propri soldati? (…) I popoli passano, i troni crollano ma la Chiesa resta. Allora, qual è la forza che tiene in piedi questa Chiesa assalita dall’oceano furioso della collera e del disprezzo del mondo? (…) Il mio esercito ha già dimenticato me, mentre sono ancora in vita (…). Ecco qual è il potere di noi grandi uomini! Una sola sconfitta ci disintegra e le avversità si portano via tutti i nostri amici."

Napoleone Bonaparte, tratto da "Sentiment de Napoléon sur le cristianisme, Conversations religieuses" di Robert-Antoine de Beauterne, 1843

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