Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero...
La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai ad essere buone o cattive. Il guaio del caso Eichmann era che uomini come lui ce n’erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali.
Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero...
L’equivalenza non fa bene alla democrazia. Dire che tutto è uguale non è conquista di civiltà, è nichilismo. Bisogna fare delle differenze.
La manifestazione del vento del pensiero è l’attitudine a discernere il bene dal male, il bello dal brutto. È mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. È una sfida al pensiero perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.
Hannah Arendt, La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme (Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil, 1963)
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