"La tentazione di credere
"La natura è costruita in maniera tale che non c'è dubbio che non sia costruita così per un caso. Più uno studia i fenomeni della natura, più si convince profondamente di ciò. Esistono delle leggi naturali di una profondità e di una bellezza incredibili. Non si può pensare che tutto ciò si riduca a un accumulo di molecole. Lo scienziato in particolare, riconosce fondamentalmente l'esistenza di una legge che trascende, qualcosa che è al di fuori e che è immanente al meccanismo naturale. Riconosce che questo 'qualcosa' ne è la causa, che tira le fila del sistema. È un 'qualcosa' che ci sfugge. Più ci guardi dentro, più capisci che non ha a che fare col caso. (...)
L'uomo di scienza osserva la natura nella sua forma più perfetta, e deve farlo con intelligenza, modestia, bontà. (…) Lo scienziato può osservare e apprezzare qualcosa di sublime. E non lo registra solo per sé. Ha il dovere di trasmetterlo a tutta la gente del mondo."
Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica nel 1984, tratto da "La tentazione di credere" di E. Ferri, 1987
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