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giovedì 5 novembre 2026

Sant’Alfonso Maria de’ Liguor

 IL SANTO CANTAUTORE NAPOLETANO


Quando pensiamo a un cantautore, difficilmente immaginiamo un santo, un vescovo, un Dottore della Chiesa vissuto nel Settecento. Eppure Napoli ha dato i natali a uno dei più straordinari autori di canzoni spirituali della storia: Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.


Nato a Napoli (Marianella) nel 1696, Alfonso apparteneva a una nobile famiglia napoletana. Suo padre, don Giuseppe, ufficiale della Marina del Regno di Napoli, volle per il primogenito un’educazione degna del suo rango, affidandolo ai migliori maestri. Tra le discipline che il giovane Alfonso dovette apprendere, la musica occupava un posto privilegiato.


Il padre pretendeva che vi dedicasse ben tre ore al giorno e, secondo quanto racconta il suo biografo Antonio Maria Tannoja, arrivava persino a chiuderlo nella stanza con il maestro affinché non trascurasse gli esercizi!


Quel maestro era Gaetano Greco, insigne rappresentante della scuola musicale napoletana, sotto la cui guida Alfonso divenne un eccellente clavicembalista.


Aveva talento, sensibilità musicale e una solida preparazione artistica. Ma soprattutto possedeva qualcosa che nessun maestro avrebbe potuto insegnargli: la capacità di trasformare la musica in un alato mezzo per raggiungere il cuore degli uomini.


Quando abbandonò la brillante carriera forense per consacrarsi a Dio, Alfonso portò con sé anche quel prezioso patrimonio musicale.

Aveva compreso che una canzone poteva arrivare dove talvolta una predica non riusciva a penetrare. Una melodia poteva essere ricordata da un analfabeta, ripetuta da un bambino, cantata da un pescatore mentre lavorava, da una madre mentre accudiva i figli.


E allora cominciò a scrivere canzoni. Testi e musiche.

Le chiamava canzoncine spirituali, ma dietro quella definizione apparentemente modesta si nascondeva un’autentica intuizione pastorale e artistica.


Alfonso componeva, insegnava e, in diverse occasioni, cantava personalmente le proprie opere davanti al popolo. Era un sacerdote che conosceva profondamente la musica e sapeva servirsene con intelligenza, senza rinunciare alla bellezza.


Nelle celebri Cappelle serotine, dove si raccoglievano gli umili, i ragazzi di strada e i cosiddetti lazzari napoletani, il canto diventava una forma di catechismo accessibile a tutti.

E qui emerge un’altra caratteristica straordinaria di questo napoletano sostanziale: la scelta della lingua del popolo.


Alfonso scriveva in italiano, ma anche in napoletano, perché desiderava che tutti potessero comprendere e cantare le verità della fede.


Nasce così Quanno nascette Ninno, uno dei capolavori della poesia religiosa napoletana, nel quale la Natività viene raccontata attraverso immagini di una tenerezza disarmante.

E poi Tu scendi dalle stelle, probabilmente la più celebre canzone natalizia italiana, conosciuta e cantata da milioni di persone.


Pensateci: sono trascorsi quasi tre secoli e ancora oggi, quando arriva il Natale, milioni di voci intonano una melodia composta da un sacerdote napoletano del Settecento!


Ma sarebbe riduttivo ricordare Sant’Alfonso soltanto per il Natale.

Il suo repertorio comprende autentiche gemme dedicate alla Passione di Cristo, alla Madonna, all’Eucaristia e all’amore di Dio.


Tra queste, O fieri flagelli, una composizione di particolare intensità drammatica, nella quale il poeta si rivolge agli strumenti della Passione, quasi personificandoli, e chiede di poter partecipare alle sofferenze del Redentore.

E ancora Fermarono i cieli, un’altra meravigliosa meditazione musicale sulla Natività.


La sua produzione comprende anche lavori musicalmente più elaborati, come il Duetto fra l’anima e Gesù Cristo, che testimonia quanto la sua preparazione andasse ben oltre la semplice canzone popolare.


Alfonso conosceva il linguaggio musicale colto del proprio tempo, ma aveva scelto di mettere quella sapienza al servizio delle anime più semplici.


Rigogliosa la grandezza del suo apostolato musicale. aveva compreso che la bellezza, quando è autentica, può diventare un veicolo privilegiato della verità che salva.


La sua musica non cercava il successo personale. Cercava le anime; e le anime cercano Gesù Cristo.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori fu sacerdote, missionario, fondatore dei Redentoristi, vescovo, scrittore, teologo, poeta, pittore e musicista.

Ma possiamo chiamarlo, con un’espressione dei nostri giorni, anche cantautore.

Un cantautore che, invece di inseguire la celebrità, ha consegnato alla storia canzoni capaci di attraversare i secoli.


E c’è qualcosa di profondamente napoletano in tutto questo: la capacità di unire la dottrina al sentimento, la raffinatezza artistica alla semplicità popolare, la poesia alla musica.

Un santo che evangelizzava anche cantando.

Un napoletano sostanziale che ha insegnato al mondo a cantare il Natale e la santità.


Roberto Bonaventura

#napoletanisostanziali

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