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domenica 9 ottobre 2016

LA MIRRA

LA MIRRA QUESTA SCONOSCIUTA
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Claudio Sauro

La mirra è la resina ottenuta dalla pianta Commiphora Molmol ed è tutti, quando si fa il suo nome la collegano ai doni che i tre Re Magi hanno portato a Gesù. Nessuno si chiede perché fosse tanto importante a quel tempo, tanto da essere considerata un dono al pari dell’oro. Pochi sanno che nell’antichità la Mirra era considerata per le sue grandi proprietà terapeutiche. Per ottenerla si praticano delle incisioni nella corteccia del tronco e
 dei rami della pianta Commiphora Molmol e da queste sgorga una resina che poi si consolida in modo vetraceo. Se la comprate vi daranno dei granuli piuttosto grandi, vetracei e duri di colore rosato, resistenti all’acqua, ma che si possono sciogliere in alcool puro al 25% o in un olio all’8%. Ne bastano comunque quantità bassissime (inferiori all’1%) perché eserciti in pieno la sua azione terapeutica. La sua composizione si basa principalmente su un olio essenziale da sequiterpeni di varia natura, oltre a componenti di base, carboidrati e gomme. Uno di questi sesquiterpeni è un potentissimo analgesico con un azione del tutto simile a quella dei cannabinoidi. Ma la Mirra ha anche proprietà  carminativa, espettorante, digestiva e disinfettante urinaria.  Una delle sue proprietà più significative è quella di cicatrizzazione delle ferite e di spegnere completamente in breve tempo le piaghe erpetiche sia da Herpes Simplex che da Herpes Zooster. Questo è dovuto non solo alla sua azione cicatrizzante diretta ma anche ad una potente azione antibiotica praticamente su tutti i batteri, virus e miceti.  Questa azione la Mirra la esercita sia per via locale che per via sistemica. Ma una delle caratteristiche più interessanti è che fra i sesquiterpeni della Mirra ne esiste uno che ha una potente azione antitumorale . Questo è comparso nientepopodimeno sulla rivista “LE SCIENZE” ancora nel 2001, “”Verificato che la mirra uccideva le cellule, la ricerca è proseguita fino all'isolamento del composto, in precedenza sconosciuto, che è risultato appartenere alla classe dei sesquiterpenoidi, presenti in molti prodotti naturali. Questo composto uccide le cellule tumorali inattivando una proteina specifica, la Bcl-2, normalmente prodotta in grande abbondanza da queste cellule . “”Il fatto poi che non se ne sia fatto niente è molto significativo ma penso che rientri nella logica degli Istituti Oncologici che “devono “ seguire gli stessi protocolli di 60 anni fa e che comportano un introito di 30 miliardi di euro per le Case Farmaceutiche. Probabilmente il sesquiterpene antitumorale della Mirra non era modificabile (senza perdere di efficacia) e quindi non brevettabile per cui è stato subito relegato nel dimenticatoio. Io credo che la cura per i tumori esisterebbe già, solo che è stata imboscata per motivi di interesse. . Ora ci sarebbe da chiedersi perché la Mirra era tenuta in così grande considerazione 2000 anni fa. E’ molto probabile che gli antichi la sciogliessero in olio è poi la utilizzassero soprattutto per disinfettare e cicatrizzare le ferite, ma non è da escludere che la usassero anche per via interna come potente analgesico. In questo senso la soluzione oleosa è la più indicata, in quanto viene assorbita molto lentamente mentre la soluzione alcoolica ha un assorbimento praticamente immediato e potrebbe dare disturbi intestinali. Chiaramente nell’antichità veniva utilizzata solo la soluzione oleosa perché l’alcool puro non ce l’avevano. Comunque nei secoli successivi la Mirra è stata praticamente dimenticata, praticamente, ma non del tutto, visto che sul MEDICAMENTA (di mio padre farmacista) del 1949 stà scritto: “In passato fu spesso impiegata in caso di atonia gastrica, di dispepsia dolorosa, nelle diarree e nelle dissenterie, ma anche si è rivelata utile nelle angine cardiache (per la sua azione vasodilatatrice coronarica), nell’ipertensione e nell’aterosclerosi. Entra nella composizione del balsamo di Fioravanti per le ferite torpide e nelle pillale di cinoglosso che si usano insieme all’acido ascorbico, nelle manifestazioni boccali dello scorbuto. Trova anche applicazione all’esterno come cicatrizzante ed antisettico nel trattamento di ulcere diabetiche difficili a guarire. Ho appena fatto riferimento al Piper Myristicum che grazie alla ricerca di Fabio Poli ha dimostrato di contenere due fitoestrogeni potentissimi antitumorali. Ne avete mai sentito parlare negli Istituti Oncologici?  

sabato 8 ottobre 2016

Quando i versi di Neruda servono a condire la pasta



Quando i versi di Neruda servono a condire la pasta

Si passa da Dante a Fedez: sono oramai scomparsi i cantori della bellezza Fortuna che uno spot riscopre l’«Ode al pomodoro» dello scrittore cileno...
·         Libero
·         7 Oct 2016
·         ANTONIOSOCCI
«A che serve un poeta in tempi miserabili?», si chiedeva già Friedrich Hölderlin, duecento anni fa. Oggi potrebbe trovare una risposta davvero sorprendente: può servire a magnificare e a vendere la pommarola.
In tv si vede spesso infatti lo spot di un'industria alimentare - che vende appunto passato di pomodoro - dove si declamano i versi di Pablo Neruda in Ode al pomodoro, con una stupenda musica per pianoforte in sottofondo.
Può sembrare dissacrante, ma in realtà quei versi sono davvero suggestivi e lo spot è molto bello: va dato atto almeno all'industria del passato di pomodoro di ricordarsi della poesia. E anche di saperla proporre perché la poesia è un'arte che concerne la musicalità del linguaggio e va ascoltata più ancora che letta.
Ben venga dunque l'industria del pomodoro a ricordarci la grandezza della poesia. Visto che non se lo ricordano i media, l'editoria e soprattutto la scuola che fa detestare la poesia ai giovani, non facendone capire la natura.
La poesia infatti non è prosa messa in una forma bizzarra, ma è come uno spartito musicale: chiunque rimane incantato ascoltando le Quattro stagioni di Vivaldi, ma nessuno (soprattutto se non sa nemmeno leggere le note) sarebbe sedotto dallo spartito cartaceo con i segni sul pentagramma. Ed è proprio questo che fa la scuola: dà agli studenti dei geroglifici… Cosicché i giovani, che per natura sono alla ricerca di se stessi e del senso della vita, finiscono per ignorare e odiare quel prezioso scrigno che parla di loro e delle loro anime.
Non incontrano mai veramente Leopardi, Dante, Baudelaire, Pessoa, Montale, Rimbaud o Saba e Tasso. Devono accontentarsi di Jovanotti, Fedez, Fabio Volo, Maria De Filippi e J-Ax.
Del resto non ci sono più grandi poeti viventi in Italia. Nemmeno poeti «impegnati» come - appunto - era Neruda. Li rimpiango, perché la poesia ha questo di straordinario, che spacca anche le gabbie ideologiche del poeta, perché - quando c'è un vero poeta l'intuizione del mistero della vita e la commozione della bellezza e lo stupore dell'essere e della sua mortalità, prevalgono sulle ideologie.
Così è stato per Leopardi, ma anche per intellettuali comunisti come Neruda o Louis Aragon. Che hanno scritto meravigliose poesie sulla vita, il dolore e l'amore.
Voglio ricordare l'incipit della più bella di Aragon: «Nulla appartiene all'uomo. Né la sua forza/ Né la sua debolezza né il suo cuore. E quando crede/ Di aprire le braccia la sua ombra è quella di una croce/ E quando crede di stringere la felicità la stritola/ La sua vita è uno strano e doloroso divorzio./ Non esistono amori felici…».
Dunque il 750˚ anniversario della nascita di Dante - colui che ha «inventato» la lingua italiana - vede la sparizione dei poeti nel «bel paese là dove 'l sì suona», (Inf. XXXIII, 80).
Il fatto è rimasto pressoché inavvertito, segno che siamo proprio nel «tempo della miseria». Ricordo un tempo in cui i poeti parlavano anche al pubblico popolare, com'è giusto che sia.
Nello sceneggiato dell'Odissea, trasmesso dalla Rai di Bernabei, ogni puntata era introdotta - nientemeno - da Giuseppe
Ungaretti. E lo ricordo ancora, Ungaretti, che recitava in Tv la sua poesia Tu ti spezzasti. E poi in una lunga intervista in bianco e nero con Pier Paolo Pasolini, che fece un'analoga intervista a Ezra Pound per la Rai.
Pasolini stesso è stato un poeta civile dalle intuizioni geniali. Nell'Italia del boom economico e della fine della millenaria civiltà contadina scriveva: «Io sono una forza del Passato./ Solo nella tradizione il mio amore./ Vengo dai ruderi, dalle chiese,/ dalle pale d'altare, dai borghi/ abbandonati sugli Appennini o le Prealpi/ dove sono vissuti i fratelli./ Giro per la Tuscolana come un pazzo,/ per l'Appia come un cane senza padrone./ O guardo i crepuscoli, le mattine/ su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,/ come i primi atti della Dopostoria,/ cui assisto, per privilegio d'anagrafe/ dall'orlo estremo di qualche età/ sepolta. Mostruoso è chi è nato/ dale viscere di una donna morta./ E io, feto adulto, mi aggiro/ più modern di ogni moderno/ a cercare fratelli che non sono più».
Uno dopo l'altro sono scomparsi tutti i nostri poeti. Certo, c'è tanta gente che scrive versi (più di quanti ne abbia letti).
Magari ce ne potrà essere qualcuno che si rivelerà di valore, ma oggi i grandi poeti, quelli che esprimono la coscienza più profonda di un popolo e la più viva intuizione della condizione umana, non ci sono più.
Dovremmo davvero fondare la Società dei poeti estinti, vagheggiata nel film L'attimo fuggente che rappresentava meravigliosamente l'incanto che un classe di adolescenti prova nello scoprire la poesia, grazie a uno strano e suggestivo professore. Quei ragazzi scoprono infatti che i «poeti estinti» nei loro versi sono più vivi dei viventi (o meglio: di noi «morenti»).
All'inizio del mio lavoro mi è capitato di frequentare e intervistare - per mia fortuna diversi poeti.
Ho studiato all'Università con un professore d'eccezione e poeta come Franco Fortini, sono stato amico di Mario Luzi. E poi Carlo Betocchi, Giovanni Testori, Giorgio Caproni, Piero Bigongiari. Ricordo, più di trent'anni fa, il Nobel Czeslaw Milosz e Josif Brodskij a un congresso dei poeti tenutosi a Firenze. Proprio Milosz, lituano-polacco, vissuto esule in America negli anni in cui il comunismo era stato imposto all'Europa dell'est, aveva vivissimo il senso della missione civile e spirituale dei poeti: "Che cos'è la poesia, che non salva/ Né le nazioni né gli uomini…/ La complicità alle menzogne ufficiali/ Una canzone di ubriachi/…Un romanzetto per signorine».
Quando il sindacato Solidarnosc, nella Polonia di Giovanni Paolo II, assestò il primo colpo al sistema comunista, nel 1980, Lech Walesa volle e ottenne che, davanti ai cantieri navali di Danzica, fosse eretto un monumento in memoria degli operai uccisi dalla polizia del regime comunista durante la rivolta del 1970. È composto da tre altissime croci che si stagliano nel cielo, sotto le quali sono incisi proprio i versi di Milosz: «Tu che hai ferito l'uomo semplice/ sghignazzando sulla sua sventura/ E confondendo il bene e il male/ Insieme a quei buffoni che intorno a te si assiepano,/ Anche se tutti ti si prostrassero/ Celebrando la tua saggezza e il tuo valore,/ Medaglie d'oro coniando in tuo onore,/ Felici perché sono, ancora un giorno, salvi,/ Non sentirti al sicuro. Il poeta non scorda./ Uccidilo: ne nascerà uno nuovo./ Saranno scritti gli atti e le parole./ Meglio per te l'inverno, al sorgere del sole,/ Un ramo curvo sotto il peso e la corda».
Sventurate dunque le generazioni che non hanno poeti. Che ricordano. Anche noi, europei dei paesi democratici. Milosz ci vedeva «sottomessi ad ogni moda in vigore», «ad ogni menzogna/ e pensare che erano liberi!». www.antoniosocci.com

mercoledì 5 ottobre 2016

EPIGALLOCATECHINA GALLATO

EPIGALLOCATECHINA GALLATO
3 ottobre · CHEMIOTERAPIA NAT...
Il Gallato di Epigallocatechina (EGCG) è un componente del Tè Verde e di numerose altre sostanze vegetali. E’ stato comunque trovato in numerose altre bacche, quali le Bacche di Goij, la Rosa Canina, il Peperoncino Piccante, i Peperono Rossi e Gialli, i Broccoli, i Kiwi, le bacche di Crespino (Berberis Vulgaris), i Cavoletti di Bruxelles, il Cocomero, la Papaia, le Arancie ed i Limoni come il Pompelmo, le Fragole, il Mango, l’Ananas,le Patate e le More. Il EGCG appartiene alla famiglia delle Catechine. Ci sono però sei tipi di Catechine e loro derivati e tutti hanno le seguenti funzioni:
- Antivirali su tutti i virus
- Antiossidanti con un azione da 10 a 25 volte superiore alla Vit E e due volte maggiore del Resveratrolo
- Potente azione anti-infiammatoria dal momento che inibiscono le interleuchine 6 ed 8, e le citochine pro-infiammatorie
- Hanno una notevole azione antiaggregante piastrinica
- Controllano la glicemia ed il diabete tipo I e tipo II secondo alcuni per un inibizione degli enzimi digestivi deputati alla digestione dei carboidrati secondo altri ricercatori riducono il picco insulinemico.
- Le più importanti funzioni dei Gallati è unibizione del fattore alpha di necrosi tumorale, e di riduzione del legame dei 12-Otetradecanoylphorbol-13-acetate (TPA)-type e dell'acido okadaico ai rispettivi recettori, due dei principali agenti promotori del tumore.
Fra i Gallati l’ EGCG sembra il più attivo nel esercitare queste funzioni soprattutto quella antitumorale.
L’ EGCG si trova soprattutto nel Tè verde anche se ne sono ricchissime certe bacche come quelle di Goij e la bacche di Rosa Canina e le bacche di Crespino (Berberis Vulgaris). Tutti i tipi di tè li contengono, ma il tè verde in particolare non subendo processi di fermentazione mantiene intatte le proprietà antiossidanti dei  polifenoli da cui derivano le Catechine. Il Tè verde è il meglio studiato e grazie al sempre maggior numero di studi e pubblicazioni scientifiche fatte da moltissimi ricercatori, medici e scienziati, oggi l’elenco delle proprietà che la scienza ha attribuito al tè verde, è piuttosto lungo. In un sunto di uno dei maggiori studi scientifici effettuati in Giappone viene scritto che la assunzione del tè verde agisce preventivamente contro 61 malattie e addirittura riesce a curarne ben 21. Sebbene gli studi siano relativamente recenti le prime osservazioni erano state fatte nel 1985, Il Tè verde finora pare il più ricco della catechina EGCG che sembra la più attiva delle catechine. Il Tè Verde ha dimostrato durante la sperimentazione in laboratorio di avere un’azione antiossidante e la capacità di interagire con gli enzimi proteasi, vale a dire che protegge le proteine dall’essere tagliate dalle proteasi. Le proteasi sono prodotte anche dalle cellule tumorali in fase di metastasi e nel sistema nervoso degradano alcune proteine del cervello. Un'altra azione importante  è il blocco dell-enzima dell’u-plasminogeno. Le cellule tumorali producono questo enzima in grandi quantità e attraverso esso attaccano il tessuto vivente per poter crescere e riprodursi. Gli scienziati sostengono che la catechina EGCG è contenuta nel tè verde e rappresenta probabilmente la sostanza anticangerogena più attiva. Prove cliniche hanno dimostrato che numerosi gallati ma in particolar modo il  EGCG ha le seguenti indubbie proprietà:
- inibisce lo sviluppo di cellule cancerogene nei polmoni, nello stomaco, nell-intestino, nel fegato e sulla pelle.
- inibisce la formazione di metastasi
Pare che questo sia dovuto oltre ai meccanismi che abbiamo citato anche ad una potente azione anti-angiogenetica che strozza i vasi del tumore. Ricerche in vitro evidenziano come la protezione del tè verde sia efficace anche contro una più ampia varietà di tumori, inclusi leucemia e glioma.
Per ribadire la funzione preventiva del tè verde nei confronti di patologie tumorali vi segnaliamo questi studi:
– Uno studio eseguito al Karolinska Institute di Stoccolma, un gruppo di ricercatori diretto dal dr. Yihai Cao ha scoperto che il té verde può bloccare l’angiogenesi -lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni che servono ai tumori per crescere e formare metastasi
– Un altro studio eseguito dal Cancer Chemotherapy Center a Tokyo in Giappone dimostra che il té verde va oltre al semplice potere antiossidante, sembra infatti che le EGCG inibiscono fortemente e direttamente la telomerasi, ovvero l’enzima che rende “immortali” le cellule tumorali. Quindi riuscire a provocare la morte della cellula tumorale, potrebbe essere la strada giusta per sconfiggere questa terribile malattia. Il primo inibitore naturale della telomerasi ad essere stato scoperto sono appunto le EGCG del té verde.
I ricercatori riferiscono che l’EGCG, presente in natura, inibisce la riproduzione delle cellule cancerose. Josè Neptuno Rodrigues-Lòpez, responsabile del Team di ricerca spagnolo, ha visto che la struttura dell’EGCG era molto simile a quella del METOTREXATO, un farmaco molto efficace contro il cancro e che l’EGCG era capace di uccidere le cellule cancerogene proprio come il METROTEXATO ed inoltre legandosi all’enzima (presente nelle cellule tumorali) in maniera meno forte rispetto al METROTEXATO però senza gli effetti collaterali che ha il METOTREXATO.
Dal momento che l’azione anti-angiogenetica sembra la più significativa per combattere i tumori, essa dovrebbe agire in sinergia con la Vit D ad alte dosi (sopra i 90 ng/ml) che ha pure azione anti-angiogenetica.
L’associazione di più anti-angiogenetici potrebbe essere l’arma vincente nella lotta ai tumori.

Epigallocatechina gallato (EGCG)

È una importante componente polifenolica del tè verde. I polifenoli del tè verde possiedono delle proprietà biochimiche in grado di inibire l’insorgenza e al tempo stesso la diffusione del tumore. Nel linguaggio scientifico, queste importanti proprietà sono dette antimutageniche ed antiproliferative. I polifenoli sono quindi dei potenti antiossidanti, in grado di neutralizzare i radicali liberi impedendo così il danneggiamento cellulare.
Epigallocatechingallato. – EGCG da Tè verde – Estratto Secco decaffeinato
Sinonimi: EpiGalloCatechinGallato, EpiGalloCatechol Gallato Denominazione botanica: Camellia sinensis L. O.Kuntze, Thea sinensis L., Thea viridis, Camellia thea – fam. Teacee.
Il té verde, bevanda di antica tradizione, è ora protagonista di diverse ricerche scientifiche, si ricava dai germogli delle foglie e dalle foglie giovani della pianta conosciuta come “camellia sinensis”.
Le sue origini si perdono nel tempo, in Cina si narra che l’imperatore Shen Nung fu il primo bevitore di té verso il 2700 a.C.
Nel 1211 d.C. un monaco giapponese, Eisai scrisse:” Il té è una medicina miracolosa per mantenere la salute, ha lo straordinario potere di prolungare la vita.”
Nel XVI secolo, gli esploratori europei che per primi provarono il té dichiararono di averlo usato per combattere febbre, mal di testa, dolori articolari e mal di stomaco.
Con il termine tè quindi si indica esclusivamente il prodotto ricavato dalle foglie della “camellia sinensis”, la sempre verde pianta del té.
Ci sono solo tre tipi di tè che differiscono in base alla durata della fermentazione delle foglie:
– Nero, essiccato e fermentato
– Oolong, parzialmente fermentato
– Verde, che viene solamente lavato e riscaldato per prevenire la fermentazione
Il tè verde, a differenza di quello nero, non subisce alcun processo di fermentazione e di ossidazione, in questo modo non avviene nessuna trasformazione chimica.
Le foglie di tè verde vengono solamente sottoposte ad un processo di appassimento tramite semplice vapore, che vanno a distruggere enzimi e fermenti. Grazie a questo trattamento, le foglie di tè verde non si colorano color rosso rame come quelle del tè nero (colorazione dovuta alla fermentazione del tè nero), ma conservano l’originale colore verde oliva.
Il tè verde ha un gusto più amaro del tè nero. Ciò perché i tannini, che sono responsabili del l’amarezza, sono nel tè nero legati e nell’ infuso si rilasciano solo in parte. Il tè verde è l’esatto contrario, tannini sono molto più concentrati.
Vitamine e minerali rimangono pienamente preservati, in quanto essi non vengono intaccati dalla fermentazione.
I vari nomi con i quali di solito è identificato si riferiscono alla regione dove cresce la pianta (Ceylon, Darjeeling, Souchong, ecc), nonostante la varietà dei nomi, tutti provengono dalla camellia sinensis.
Il Giappone produce le più grandi varietà di tè verde di ottima qualità.
Sencha: è la qualità più consumata in Giappone.
Mattcha: si tratta della qualità più costosa che viene usata soprattutto nei cerimoniali. Bancha: è considerato la qualità più scadente.
Anche la Cina produce tè verde
Gun Powder: Tè verde tipicamente cinese.
Tè al gelsomino: si tratta di una autentica specialità cinese.
Le ricerche scientifiche più recenti hanno evidenziato le proprietà anti-invecchiamento, anti-ossidante e anti-cancro del tè verde.
In particolare, in paesi come la Cina o il Giappone, dove il consumo di questa bevanda è molto più diffuso e costante, si registra una più bassa percentuale di malati di cancro.
Per esempio le donne che insegnano la cerimonia del tè, sono particolarmente longeve, o ancora i fumatori giapponesi sembrano godere di una particolare protezione nei confronti del tumore al polmone, infatti il Giappone pur avendo il più alto tasso di fumatori ha il più basso tasso di incidenza di tumore polmonare.
Grazie al sempre maggior numero di studi e pubblicazioni scientifiche fatte da moltissimi ricercatori, medici e scienziati, oggi l- elenco delle proprietà che la scienza ha attribuito al tè verde, è piuttosto lungo. In un sunto di uno dei maggiori studi scientifici effettuati in Giappone viene scritto che la assunzione del tè verde agisce preventivamente contro 61 malattie e addirittura riesce a curarne ben 21.
Vediamo ora quali sono i costituenti che rendono così preziosa questa antica bevanda, in particolare ricordiamo carotenoidi, clorofilla, polisaccaridi, vitamina C ed E,manganese, potassio e zinco.
I maggiori benefici per la salute però, sono legati alla presenza dei polifenoli, questi ultimi si compongono di 6 tipi di catechine e dei loro derivati (gallati), di cui l’EGCG (EpiGalloCatechinGallato), quantitativamente il più importante, è anche considerato l’ingrediente più attivo per le potenti proprietà anti-ossidanti, e per la prevenzione dei tumori li troviamo anche nella verdura, nella frutta, nel cioccolato e nel vino rosso.
Tutti i tipi di tè li contengono, ma il tè verde in particolare non subendo processi di fermentazione mantiene intatte le proprietà antiossidanti dei suddetti polifenoli.
L’EGCG ha dimostrato durante la sperimentazione in laboratorio di avere un’azione antiossidante e la capacità di interagire con gli enzimi proteasi, vale a dire che protegge le proteine dall’essere tagliate dalle proteasi. Le proteasi sono prodotte anche dalle cellule tumorali in fase di metastasi e nel sistema nervoso degradano alcune proteine del cervello.
E’ stato inoltre dimostrato che tale sostanza ha un potere antiossidante 20 volte più forte della vitamina E nel proteggere i lipidi del cervello, che sono molto sensibili agli stress ossidativi.
Riduce inoltre i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi, esercitando, per questo, un’azione protettiva dalle malattie cardiovascolari.
La azione antineoplastica della Epigallocatechingallato (EGCG) trovata dagli americani nel 1985 è basata su molti studi in ricerca di base, ed implica molte aree di attività. Una di queste è il blocco dell-enzima dell’u-plasminogeno. Le cellule tumorali producono questo enzima in grandi quantità e attraverso esso attaccano il tessuto vivente per poter crescere e riprodursi. Gli scienziati sostengono che la catechina EGCG è contenuta nel tè verde e rappresenta probabilmente la sostanza anticangerogena più attiva.
Prove cliniche hanno dimostrato che la EGCG ha le seguenti indubbie proprietà:
– inibisce la formazione di metastasi nei polmoni
– inibisce lo sviluppo di cellule cancerogene nei polmoni, nello stomaco, nell-intestino, nel fegato e sulla pelle.
Ci sono stati studi numero di pelle i benefici del tè verde: -formulazioni topiche tè verde possono ridurre i danni del sole, riducendo l’infiammazione piuttosto che bloccando i raggi UV; ringiovanire vecchie cellule della pelle, alla fine del loro ciclo di vita; in determinate concentrazioni la EGCG stimola i cheratinociti a produrre energia biologica e di sintetizzare il DNA. Pertanto, i componenti di tè verde possono essere utili nel promuovere la rigenerazione della pelle, la guarigione della ferita, o il trattamento di alcune condizioni epiteliali come ulcere aftose, psoriasi, rosacea, e cheratosi attiniche.
Ricerche in vitro evidenziano come la protezione del tè verde sia efficace anche contro una più ampia varietà di tumori, inclusi leucemia e glioma.
Per ribadire la funzione preventiva del tè verde nei confronti di patologie tumorali vi segnaliamo questi studi:
– Uno studio eseguito al Karolinska Institute di Stoccolma, un gruppo di ricercatori diretto dal dr. Yihai Cao ha scoperto che il té verde può bloccare l’angiogenesi -lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni che servono ai tumori per crescere e formare metastasi
– Un altro studio eseguito dal Cancer Chemotherapy Center a Tokyo in Giappone dimostra che il té verde va oltre al semplice potere antiossidante, sembra infatti che le EGCG inibiscono fortemente e direttamente la telomerasi, ovvero l’enzima che rende “immortali” le cellule tumorali. Quindi riuscire a provocare la morte della cellula tumorale, potrebbe essere la strada giusta per sconfiggere questa terribile malattia. Il primo inibitore naturale della telomerasi ad essere stato scoperto sono appunto le EGCG del té verde.
I ricercatori riferiscono che l’EGCG, presente in natura, inibisce la riproduzione delle cellule cancerose. Josè Neptuno Rodrigues-Lòpez, responsabile del Team di ricerca spagnolo, ha visto che la struttura dell’EGCG era molto simile a quella del METOTREXATO, un farmaco molto efficace contro il cancro e che l’EGCG era capace di uccidere le cellule cancerogene proprio come il METROTEXATO ed inoltre legandosi all’enzima (presente nelle cellule tumorali) in maniera meno forte rispetto al METROTEXATO gli effetti collaterali sulle cellule sane dovrebbero essere minori.
L’EGCG inibisce la crescita dei tessuti cancerosi legandosi a una proteina presente sulla superficie esterna delle cellule, la laminina. Le cellule tumorali, ed in particolare quelle con capacità metastatica, sono caratterizzata da alte concentrazioni di laminina. Lo studio dell’azione anti-tumorale del tè verde su cellule cancerose umane prelevate dai polmoni ha portato ad osservazioni che indicano che l’EGCG riusciva a rallentare la proliferazione cancerosa. Ulteriori analisi hanno rivelato che l’effetto era mediato dal legame con la laminina.
Numerose sono le patologie che il tè verde, in base a recenti studi, sembra in grado di prevenire: un effetto benefico sul calo ponderale: un effetto anti-ipertensivo: un effetto benefico sulla riduzione dei rischi relativi alle malattie cardiovascolari,
– Il tè verde sembra agire anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, riducendo i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi e aumentando i livelli di HDL. Il potente effetto antiossidante del té verde inibisce l’ossidazione del colesterolo LDL nelle arterie, causa principale nella formazione delle placche arteriosclerotiche, nonché della formazione di trombi causa di infarti e ictus.
I ricercatori hanno scoperto che il composto riduce significativamente la formazione di nuove placche nella carotide ma non ha effetto sulle placche già mature presenti nell’aorta.
Usando una tecnica che consente di studiare contemporaneamente le fasi iniziali e quelle avanzate dell’accumulo di placche nelle arterie di uno stesso topo, alcuni ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center hanno scoperto che l’EGCG non elimina le placche già formate, ma inibisce lo sviluppo di nuovi depositi. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul numero del 25 maggio della rivista “Circulation”.
Una ricerca pubblicata sul Journal of the Federation of Experimental Biology svela che Il tè verde ha una funzione protettiva contro il danno causato da attacchi cardiaci e ictus. I ricercatori dell’Institute of Child Health, guidati da Anastasis Stephanou, hanno scoperto che la epigallocatechina gallata (EGCG) riduce sensibilmente in numero di cellule morte in seguito ad un episodio cardiovascolare. La morte cellulare porta alla morte tissutale, mettendo in crisi l’organo interessato. Sembra che l’EGCG blocchi l’azione di una proteina chiamata Stat1, che viene attivata nelle cellule dopo un evento stressante e gioca un ruolo decisivo nel processo che porta alla morte cellulare. L’EGCG sembra anche accelerare la guarigione delle cellule cardiache, permettendo ai tessuti di tornare normali in un minor tempo dopo l’episodio cardiovascolare. “Il tè verde era già stato associato in passato ad una riduzione del rischio di malattia coronarica, probabilmente perché le sue elevate proprietà antiossidanti combattono l’accumulo di colesterolo sulle pareti arteriose”, spiega Belinda Linden della British Heart Foundation. Anastasis Stephanou dal canto suo afferma: “Siamo estremamente incoraggiati da queste scoperte e speriamo di trasferirle nella pratica medica di tutti i giorni per minimizzare i livelli di attivazione del processo di morte cellulare nei pazienti con malattia coronarica acuta
1) in grado di ridurre la colesterolemia, attraverso una riduzione delle lipoproteine a bassa
2) si comportano come potenti eliminatori di radicali liberi, funzionando in particolare come disattivatori di numerosi mutageni chimici: a) per interazione col citocromo P-450 microsomiale epatico (responsabile dell’attivazione dei precarcinogeni), b) reagendo direttamente con alcuni mutageni, con i quali formano addotti atossici facilmente eliminabili, e con i più comuni agenti cancerogeni (nitrosammine, idrocarburi policiclici, aflatossine), c) potenziando l’attività dei sistemi antiossidanti di difesa dell’organismo: glutatione perossidasi e catalasi. EGCG è inoltre in grado di bloccare l’angiogenesi, fondamentale per lo sviluppo tumorale.
3) è in grado di proteggere le proteine dalla degradazione, interagendo con le proteasi, enzimi adibiti appunto alla distruzione delle proteine impedirebbe la degradazione delle proteine del collagene, rallentando decisamente l’invecchiamento cutaneo, ma non basta: le proteasi sono in grado di distruggere alcune importanti proteine presenti nel Sistema Nervoso Centrale, inoltre anche alcune cellule tumorali in fase metastatica producono proteasi. La potenzialità di inibire gli effetti negativi delle proteasi potrebbe costituire pertanto la base per un efficace controllo delle cellule cancerose.

4) potrebbe essere un utile coadiuvante nel trattamento del glaucoma.
L’interesse sul potenziale terapeutico di questa molecola in oftalmologia è scaturito non solo dal suo peculiare meccanismo d’azione diretto sui diversi step del processo neurovegetativo, ma anche dai dati emersi dagli studi sperimentali condotti sulle patologie neurotiche (Alzheimer e Parkinson), che tanto hanno in comune con la neuropatia ottica glaucomatosa. Questa catechina esplica un effetto neuroprotettivo intervenendo sui fattori primari e secondari scatenanti la degenerazione neurale. La molecola neutralizza infatti, con un effetto dose-dipendente, l’eccitotossicità retinica da glutammato, migliora la perfusione oculare e contrasta la cascata apoptotica.”
Riassunto degli effetti positivi del tè verde sulla nostra salute:
  1. Azione antiossidante e anticancerogena. Per una più approfondita ed esplicativa azione antineoplastica si consiglia di entrare nella sezione “EVENTI” e consultare i lavori scientifici riportati nelle pubblicazioni in ppt.
  2. Neutralizza gli effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche.
  3. Riduce il tasso di colesterolo nel sangue
  4. Sollievo in caso di problemi allo stomaco e all-intestino.
  5. Tonificante dei vasi sanguigni
  6. Effetto benefico su cuore e circolazione
  7. Favorisce la normalizzazione delle funzioni ghiandolari (tiroide)
  8. Combatte la depressione
  9. Favorisce la guarigione di malattie epatiche
  10. Combatte la formazione di calcoli renali e della cistifellea
  11. Effetto diuretico e disintossicante
  12. Il tè verde stimola ma non rende nervosi
  13. Combatte la depressione
  14. Combatte le carie grazie al contenuto di fluoro.
  15. Rinfresca, tonifica e rigenera corpo e anima.

domenica 2 ottobre 2016

INSONNIA


TERAPIA DELL’INSONNIA
· ALIMENTAZIONE E S...
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Claudio Sauro
Per insonnia si intende comunemente la
- Difficoltà di addormentarsi
- Risvegli frequenti e nelle prime ore della mattina
- Sonno che inizia subito appena si va a letto ma dura poche ore
- Sonno che inizia soltanto nelle ultime ore della mattina
- Mancanza completa di sonno incompatibile con la vita
L’insonnia rappresenta uno dei principali problemi proposti ai medici ed è un sintomo appartenente a più cause.
- Ansietà e tensione
- Cambiamenti ambientali
- Preoccupazioni emptive
- Gravi traumi quali lutti
- Dolore e sconforto
- Depressione
- Demenza senile ed Alzheimer
Però esistono anche delle cause organiche:
- Ipertiroidismo
- Eccesso di preparati tiroidei
- Carenza di alcuni metalli (calcio, magnesio)ed oligoelementi (zinco, rame, manganese ecc)
- Farmaci come beta bloccanti
- Abuso di alccol (determina una deplezione di magnesio)
- Eccesso di caffè
- Eccesso di tè
- Eccesso di cioccolato
- Ipoglicemia
- Iperglicemia con glucosio sopra i 250 mg/dl
- Ipertensione
- L’eccessiva sedentarietà può essere causa di insonnia, cosi al contrario l’esercizio fisico eccessivo può favorire insonnia.
Il sonno è  forse uno degli ultimi processi fisiologici rimasti sconosciuti. Certo è che un sonno regolare è importantissimo. Generalmente il modello del ciclo sonno- veglia si ripete durante il giorno, delle 24 ore il sonno rappresenta circa un terzo. Di questo terzo circa 1/5 è rappresentato dal sogno che si ha soprattutto verso le ore mattutine (sonno REM), ed anche una giusta quantità di sogno pare abbia una grande importanza per l’equilibrio psicologico. Il sogno non REM (profondo) è suddiviso in quattro fasi e può essere evidenziato con l’attività dell’EEG. Si potrebbe dire che da un sonno molto profondo si passa con molta gradualità fino ad un sogno sempre meno profondo fino a sfociare nella vera e propria attività onirica.
L’importanza di un sonno adeguato.
Si è visto che molte patologie sono caratterizzate da disturbi più o meno gravi del sonno. Uno degli aspetti più significativi è che una carenza adeguata di sonno può essere il primo sintomo di una demenza di Alzheimer oltre che di altre patologie psichiatriche. Questo pare sia dovuto al fatto che il sonno ha la funzione di antiossidante cerebrale. Il sonno assicura quindi minor danni neuronali per l’accumulo di radicali liberi. Anche il sogno pare abbia un importanza fondamentale per l’equilibrio psichico anche se i meccanismi restano ancora sconosciuti. .
Alcune considerazioni terapeutiche.
Si è visto che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale per un giusto equilibrio di sonno. Certi aminoacidi e vitamine in particolare pare abbiano una funzione fondamentale, vediamo quali sono:
- La glutammina partecipa a numerosi processi metabolici che inducono il sonno; questa avrebbe un azione anche anti stress e favorente le funzioni mentali.
- L’ornitina e l’arginina favoriscono l’instaurarsi del sonno
- Pure la carnitina sostiene numerose funzioni cerebrali che facilitano l’instaurarsi del sonno
- L’acido folico, la Vit B6 e la Vit B12 in combinazione sono indispensabili per un giusto equilibrio del sonno
- Anche la carenza di alcune vitamine quali la Vit D, la Vit A, la Vit K, la Vit E, la Vit C possono favorire insonnia. Si tenga però presente che la carenza di qualsiasi vitamina può favorire insonnia.
- Anche la carenza di qualsiasi minerale ed oligoelemento indispensabile può favorire insonnia.
Vediamo alcuni punti particolarmente importanti:
- L’esercizio fisico: è stato dimostrato che un giusto esercizio fisico eseguito con regolarità migliora lo stato generale e la quantità del sonno. Generalmente un giusto esercizio fisico migliora la circolazione e tutti i processi metabolici ed enzimatici che regolano l’equilibrio cellulare, anche neuronale.
- Glicemia notturna: bassi livelli di glucosio di notte sono un importante causa di insonnia. Il cervello è altamente dipendente dal glucosio e l’ipoglicemia può essere un importante causa di una mancata secrezione di melatonina che induce il sonno, mentre può essere un motivo per la sintesi di adrenalina che causa insonnia
- La carenza di 5-idrossi triptofano che causa la sintesi di serotonina. Questa pare non serva solo per indurre il sonno ma per aumentare anche il sonno REM (di sogno). I cofattori della sintesi di serotonina sono anche la Vit B6, la niacina ed il magnesio.
- La melatonina pare abbia un ruolo fondamentale per indurre il sonno. Generalmente è proprio la melatonina endogena, prodotta dall’epifisi. La melatonina esogena talvolta non sortisce alcun effetto, il tutto dipende da quanta se ne assorbe, valore che può andare dal 10% al 90%. Comunque la dose media di melatonina che si somministra per indurre il sonno è di 3 mg
Per un buon sonno occorre inoltre evitare stimolanti (caffè , tè , cioccolato)soprattutto nelle ore serali, inoltre l’alcool che determina una deplezione di magnesio e numerosi medicinali che possono dare insonnia. Possono invece essere utili alcuni supplementi quali la Niacina 100 mg, la Vit B6 50 mg, il Magnesio Citrato 400 mg. Fra le piante medicinali risultano particolarmente importanti la Passiflora, la Valeriana Officinalis ed il Biancospino (Crataegus Oxiacanta). Poi molte altre piante medicinali che possono favorire il sono, ne enumerò alcune: l’Agno Casto, l’Astirolachia Clemantis, le foglie di Castagno, la Catalpa Bignoloides, il Chenopodium Vulvaria, la Coridalis Cava, la Drosera Rotundifolia, il Lotus Carniculatus e questo tanto per nominarne alcune
 Aminoacidi che favoriscono il sonno:
- Oltre alla Glutammina che abbiamo già nominato sono importanti per favorire il sono
- Arginina
- Metionina
- Ornitina
- Taurina
Si tenga presente però che la mancanza di qualsiasi aminoacido essenziale può essere causa di insonnia.
Comunque in particolare la TAURINA si tenga presente che è particolarmente importante e talvolta anche piccole carenze di taurina possono dare insonnia: La taurina (dal latino taurus, toro, dato che originariamente è stata isolata dalla bile del toro dagli scienziati tedeschi Friedrich Tiedemann e Leopold Gmelin)[2] o acido 2-amminoetanosolfonico, è una sostanza chimica acida abbondante in molti tessuti di diversi animali, uomo incluso. La taurina si trova anche in qualche specie batterica, in quantità più modeste, MA NON NELLE PIANTE. È un'ammina con un gruppo funzionale acido solfonico. Sono stati identificati piccoli polipeptidi contenenti taurina, ma a oggi non è stata trovata nessuna amminoacil-tRNA sintetasi in grado di riconoscere specificamente la taurina e capace di incorporarla nel tRNA. Pertanto per avere un buon sonno sembrerebbe indispensabile mangiare anche alimenti animali: essa si trova oltre che nei muscoli soprattutto nelle frattaglie, fegato, reni, cuore. Oltre ad essere incorporata nel RNA essa corrisponde al buon funzionamento di numerose catene enzimatiche in associazione con lo zinco. Questo spiega perché una sua carenza possa causare disturbi del sonno, se non addirittura insonnia oltre ad altri problemi di vario genere.  La Soia stessa pur contenendo tutti gli aminoacidi essenziali manca di TAURINA. Questo comporta che l’alimentazione deve essere il più completa possibile senza l’esclusione di alimenti animali.
Josep E. Pizzorno e Michael T Murray della Seattle University
P.S Dopo aver passato una notte in cui ho fatto fatica a dormire ho deciso di fare una piccola ricerca sull’insonnia. Ne è emerso quanto sopra. Tengo a sottolineare che un sonno regolare è estremamente importante ed una sua carenza pare sia alla base di disturbi psicologici ma anche della demenza di Alzheimer. Sarebbero infatti i radicali liberi che si formano nel cervello durante l’insonnia che favoriscono il depositarsi delle placche amiloidi e dei depositi neurofibrillari di alluminio, questo secondo gli ultimi studi:
Demenza di Alzheimer:
- Inizialmente insonnia o disturbi del sonno
- Seguano disturbi leggeri di memoria e piccoli problemi di attenzione
- Seguono disturbi gravi di memoria e gravi disturbi di attenzione.
- Seguono afasia, disorientamento e disturbi del comportamento disturbi del linguaggio.
- Il paziente non è più in grado di riconoscere neppure i suoi familiari
- A questo punto possono insorgere problemi motori, il paziente non è più in grado di camminare e di compiere operazioni semplici con gli arti superiori, possono essere presenti anche contrazioni muscolari anomale, gravi disturbi di respirazione che comportano una trachestomia.
- A questo punto il paziente se riduce in carrozzella totalmente assente dall’ambiente circostante, necessita di sondino naso-gastrico o di PEG per l’alimentazione, molto spesso muore o per il deterioramento cerebrale o per una polmonite ab ingestis della saliva comunemente presente nella bocca.