CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


venerdì 15 marzo 2013

L’omelia della prima messa di Papa Francesco

JORGE BERGOGLIO/
 L’omelia della prima messa di Papa Francesco
***
 Testo completo
giovedì 14 marzo 2013
Redazione
Ha parlato a braccio e in italiano papa Francesco nella sua prima messa, celebrata
nella Cappella Sistina. E ha parlato della Chiesa, dei fedeli, e del rapporto di
entrambi con la Croce di Cristo. Pubblichiamo, di seguito, il testo integrale
dell’omelia.

In queste tre Letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento. Nella Prima
Lettura il movimento nel cammino; nella Seconda Lettura, il movimento
nell’edificazione d
ella Chiesa; nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione.
Camminare, edificare, confessare.

Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5).
Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii
irreprensibile.

Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa
non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di
vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre
vive, pietre unte dallo Spirito Santo.
Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella
pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita:
edificare.
Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare
tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG
assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore.
 

 Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede?
 Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, 
tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene 
la frase di Léon Bloy:
“Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si
confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel
camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che
non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.
Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale. Lo stesso Pietro che ha
confessato Gesù Cristo, gli dice: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivo. Io ti seguo, ma non
parliamo di Croce. Questo non c’entra. Ti seguo con altre possibilità, senza la Croce.
Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando
confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani,
siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio,
di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa
sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo
Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti.

Io auguro a tutti noi che lo Spirito Santo, per la preghiera della Madonna, nostra
Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo
Crocifisso. Così sia
.
 

Nessun commento: