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martedì 29 novembre 2016



Il ruolo potente della vitamina K2. Senza di essa, la vitamina D3 diventa tossica!

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La vitamina D3 non funziona senza la contemporanea aggiunta di vitamina K2. Non solo assunzione di vitamina D3 senza l'aggiunta di vitamina K2 può causare gravi problemi di salute compreso carico dei reni e altri organi.
Per esempio, è importante mantenere il giusto equilibrio tra il magnesio, calcio, vitamina K2 e vitamina D. La mancanza di equilibrio tra queste sostanze nutritive è il motivo per cui gli integratori di calcio sono associati ad un aumentato del rischio di attacchi di cuore e ictus, e per alcune persone la vitamina D si è rivelata tossica.

Il ruolo potente della vitamina K2
Dott. Leon Schurgers, che da vent’anni dedica gran parte delle sue attenzioni scientifiche alla vitamina K (ne fece oggetto anche della sua tesi di dottorato). Egli ci informa che la vitamina K viene classificata come vitamina K1 e K2. Nel dettaglio:
Vitamina K1: è presente negli ortaggi a foglia verde, arriva in modo diretto alla ghiandola epatica ed è di grande ausilio nel far restare ottimale il sistema di coagulazione sanguigna. La vitamina K1 da una mano anche nel liberare dalla calcificazione i nostri vasi sanguigni e fa sì che le ossa riescano a trattenere il calcio e sviluppino correttamente la struttura cristallina.
Vitamina K2: questa, invece, viene prodotta ad opera di batteri nel nostro intestino, però non è oggetto di assorbimento per cui, purtroppo, viene eliminata insieme con le feci. La vitamina K2 giunge in modo diretto alle pareti dei nostri vasi sanguigni, così come nelle ossa e negli altri tessuti, tranne che nella ghiandola epatica. Si trova anche all’interno degli alimenti che abbiano fermentato, specie nel formaggio. Se ne trova in grandi quantità nel “natto”, che è un cibo giapponese che rappresenta l’alimento più ricco di questa vitamina in assoluto.
La vitamina K è molto famosa per essere indispensabile perché la coagulazione sanguigna sia sempre corretta, e, a questo proposito, il Dott. Leon Schurgers spiega che entrambe le vitamina K (K1 e K2) sono responsabili dell’attivazione di taluni fattori della coagulazione.
Le persone anziane in preda a fibrillazione atriale o che soffrano di trombosi venosa, spesso vengono curati con farmaci ad azione anticoagulante per via orale, antagonisti della vitamina K, cioè che ne inibiscono il riciclo (entrambe, la K1 e la K2).

Ma i benefici della vitamina K vanno ben oltre i meccanismi di coagulazione…

Ma, al di là del controllo della corretta coagulazione sanguigna, la vitamina K apporta anche ben altri benefici: Nel 1980 si scoprì che la vitamina K è indispensabile per l’attivazione di un’altra proteina, e cioè la osteocalcina, la quale è presente nel midollo osseo. Dieci anni dopo, un’altra proteina, sempre vitamina k – dipendente, fu isolata: la proteina Gla (MGP), che fu rilevata nel sistema vascolare. In assenza della vitamina K sia questa che le altre proteine vitamina K – dipendenti resterebbero disattivate e non potrebbero, di conseguenza, svolgere le loro normali funzioni di natura biologica. Altro fattore di grande rilevanza è che MGP ha una fortissima azione inibitrice di calcificazione. Se si disattiva l’MGP il rischio di calcificazioni arteriose anche gravi è notevole, e anche per questo la vitamina K riveste un ruolo di primaria importanza per la salute dell’apparato cardiovascolare. Le ricerche ci dicono che la vitamina K ha la capacità di far regredire eventuali calcificazioni arteriose indotte dalla sua stessa carenza.

Ma quali sono le differenze tra le due forme di vitamina K, K1 e K2?

La vitamina K1 è assai disponibile soprattutto negli ortaggi a foglia verde, tra i quali ricordiamo i cavoli, i broccoli e gli spinaci.
Però è necessario ricordare anche che l’assorbimento della vitamina K1 introdotta con il cibo è molto basso. In realtà solo il dieci percento di essa viene assorbita dall’organismo umano. E non esiste differenza nell’assimilazione dei cibi che la contengano che possa variare questo dato. Questo fatto si è rilevato quando si è iniziata a misurare la quantità di vitamina K2 nei cibi. Si è verificato che la si trovava esclusivamente nei cibi che avessero subito una fermentazione. La K2 era sintetizzata dai batteri durante i processi fermentativi e la quantità totale della K2 nel formaggio, pur se minore di quella della K1 nei vegetali a foglia verde, veniva quasi del tutto assorbita dall’organismo umano.

La vitamina K2 è importante per la salute cardiovascolare

Queste ricerche hanno anche rilevato che le persone che assimilano quantità più elevate di vitamina K2 rischiano molto meno di soffrire di malattie dell’apparato cardiovascolare, corrono molto minori rischi di calcificazione a carico del sistema vascolare ed hanno il più basso indice di mortalità per malattie del cuore. La scoperta riveste grande importanza perché precedentemente la correlazione tra questi dati statistici e la vitamina K2 non era mai stata fatta. Successivamente altre ricerche hanno potuto evidenziare come sia la K2 ad apportare i maggiori benefici per la salute umana, e non la vitamina K1.
Inoltre la vitamina K2 pare essere rilevante per i flussi vascolari cerebrali. Nelle sezioni autoptiche sui soggetti sofferenti di Alzheimer si sono rilevati tantissimi casi di degenerazione a carico dei vasi, cosa che induce a ritenere che sia proprio questo processo degenerativo a carico della vascolarizzazione cerebrale a produrre la sintomatologia dell’Alzheimer. Anche se allo stato attuale non esiste una ricerca specifica sotto questo profilo, sembra comunque evidente che la vitamina k2 sia un ausilio per la prevenzione del morbo di Alzheimer grazie alle azioni che tendono ad evitare la genesi della placca. Alcuni ricercatori affermano che la vitamina K2 abbia un ruolo fondamentale anche nel rilasciare energia cellulare nel paziente parkinsoniano, e quindi sembra risulti anche utilissima nel trattamento del morbo di Parkinson.
Altro ruolo fondamentale della vitamina K2 (potremmo definirla più semplicemente vitamina K, visto che è quella delle due che apporta i maggiori benefici), è nel prevenire la osteoporosi. La vitamina K è fondamentale per la salute delle ossa più in generale. Infatti la osteocalcina, proteina che viene sintetizzata da parte degli osteoblasti, cioè quelle cellule preposte alla formazione delle ossa, ed è proprio una parte fondamentale all’interno del processo di formazione ossea; ma essa va carbossilata prima di diventare attiva e la vitamina K riveste proprio il ruolo di cofattore in aiuto dell’enzima che presiede alla catalizzazione del processo di carbossilazione di questa osteocalcina.

In quali alimenti troviamo la vitamina K2?

La vitamina K2 è un nutriente che non si presenta in elevate concentrazioni negli alimenti che consumiamo comunemente. Infatti la ritroviamo in fagioli di soia fermentati, nel fegato d’oca, in alcuni formaggi ed anche nel latte e nel burro.  In Giappone assumo questa vitamina attraverso un alimento chiamato Natto, a base di fagioli di soia fermentati con Bacilus subtilis (un batterio che si trova nel tratto intestinale degli animali e dell'uomo). È una pietanza che ha un odore e un sapore molto forti e una consistenza viscida. Molti lo mangiano a colazione e, ad oggi, è la pietanza con la più alta concentrazione di vitamina K2.

Alimenti con alta concentrazione di vitamina K2

Natto: piatto giapponese a base di fagioli di soia fermentati.
Formaggio: soprattutto in quello di capra e di pecora e in minor concentrazione in quello di mucca.
Tuorlo d'uovo (meglio se biologico)
Fegatini di pollo e fegato d'oca
Petto di pollo.
Kefir: bevanda ricca di fermenti lattici che si ottiene dalla fermentazione del latte
Al fine di scongiurare la carenza della vitamina K1 la raccomandazione è quella di cibarsi di almeno duecento grammi di verdura ogni giorno. Inoltre sarebbe auspicabile mangiare ogni giorno anche cibi fermentati, in modo da introdurre anche una certa quantità di vitamina K2
Un dosaggio ideale ancora ha da essere calcolato, ma i ricercatori indicano in 350/500 mcg (microgrammi) il fabbisogno quotidiano di vitamina K2. Non è noto alcun effetto indesiderato dovuto ad eventuale dosaggio più elevato, ma, nonostante ciò, il consiglio è quello di attenersi a queste dosi, senza esagerare. Per evitare malattie a carico del sistema cardiocircolatorio sono necessari, comunque, almeno 45 microgrammi ogni giorno (studi scientifici hanno dimostrato che le persona che assumono questa quantità quotidiana di K2 vivono mediamente sette anni più di coloro che ne assumono mediamente 12 microgrammi al giorno).
Alcuni farmaci possono ridurre i livelli di vitamina K: i farmaci che alterano la funzione epatica o distruggono la flora intestinale (per esempio gli antibiotici) oltre quelli che limitano l’assorbimento intestinale. La vitamina K sembra prevenire il riassorbimento osseo (osteoporosi), pertanto un adeguato apporto giornaliero sembra necessario per prevenire la perdita ossea.
Il Warfarin (Coumadin®) è un anticoagulante che disattiva i fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K. È prescritto dai medici per le persone con rischio di trombosi o condizioni come la fibrillazione atriale, impianto di valvole cardiache artificiali, precedenti di gravi coaguli di sangue, disturbi della coagulazione (ipercoagulabilità) o posizionamento di cateteri. La vitamina K può ridurre gli effetti anticoagulanti del warfarin, pertanto chi si sottopone a tratttamento con questo farmaco deve sapere dove si trova la vitamina K nei cibi e farvi molta attenzione.

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