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venerdì 18 settembre 2026

ADRIENNE VON SPEYR

 ADRIENNE VON SPEYR, MISTICA SVIZZERA E PRIMA DONNA AD ESERCITARE LA PROFESSIONE DI MEDICO IN SVIZZERA


E’ stata la prima donna ad esercitare la professione di medico in Svizzera, si convertì al cattolicesimo nel 1940 grazie all’amicizia con Hans Urs von Balthasar grande teologo con il quale il Papa emerito Benedetto XVI aveva dato vita alla rivista di teologia “Communio”. Le sue esperienze mistiche si concentrano sulla discesa di Cristo agli inferi.


Adrienne von Speyr nasce nel 1902 a La Chaux-de-Fonds, città montana della Svizzera francese lungo il massiccio del Giura, seconda dei quattro figli di Laure Girard e dell’oculista basilese Theodor von Speyr.


La famiglia, di religione protestante, è agiata ma di rigidi costumi. Adrienne viene cresciuta da una severa bambinaia, i genitori li vedeva quasi solamente a pranzo, dove era concesso parlare unicamente se interrogati, mentre ogni sera, x la buonanotte, l’attendava la ramanzina della madre sulle “mancanze” riferite dalla bambinaia.

Dopo due anni di ginnasio la madre riesce a toglierla dalla scuola preoccupata di veder la figlia circondata da ragazzi, e per la stranezza del suo intento – come donna, a quell’epoca – di studiare medicina. Viene quindi mandata con sua grande tristezza per un anno alla scuola femminile, ma sorpresa dal padre a studiare di notte per non rimanere indietro rispetto ai compagni del ginnasio, viene rimandata a studiare medicina, con grande gioia sua e dei compagni.

Nel novembre del 1917 si sveglia una mattina con una lunga visione, in camera propria, della Madonna circondata da angeli. Tali figure le appaiono come in un quadro, sulla parete, ma nel contempo risultano a lei “vive”, in movimento, e non le trasmettono spavento, bensì meraviglia e gioia. Fra loro, la giovane riconosce Sant’Ignazio e altri santi. Da allora, ella avrebbe custodito una ferita sul cuore, sotto il seno, come simbolo d’intima appartenenza a Dio.

Nel 1921, riuscì a superare l’esame di maturità insieme con i suoi compagni di corso. Lo studio della medicina, avversato dalla mamma e dai parenti, fu affrontato con spirito di grande dedizione come preparazione al servizio del prossimo. Più tardi Adrienne svilupperà un parallelo significativo tra la missione del medico e quella del sacerdote. Dopo la laurea, nel 1927, la giovane dottoressa si recò per le ferie al san Bernardino. Vi incontrò il professore Emil Durr, rimasto vedovo con due figli. Durr si innamorò della studentessa piena di temperamento che, dopo le iniziali resistenze, accondiscese a sposarlo per compassione verso quell’uomo fondamentalmente buono. 

Col tempo lui la conquistò pienamente al punto che la sua morte improvvisa nel 1934 la gettò nel baratro della disperazione. Due anni dopo, nel 1936, si risposò con Werner Kaegi, assistente di Durr e poi ordinario di storia all’università di Basilea. Educata nella tradizione del protestantesimo liberale, la dottoressa aveva più volte tentato di fare la conoscenza di un sacerdote cattolico. Nel 1940 fu costretta ad un ricovero ospedaliero per un attacco di cuore. Al ritorno a casa un amico comune le presentò il teologo Hans Urs von Balthasar, che dall’anno precedente era arrivato in città come assistente degli studenti cattolici presso l’università.

Dopo non molto tempo la dottoressa era pronta per il passaggio alla confessione cattolica che ebbe luogo nella festa di Tutti i Santi del 1940. Secondo l’espressione di von Balthasar, subito dopo la conversione <<inizia a riversarsi su Adrienne una vera cateratta di grazie mistiche, in un uragano apparentemente senza regola>> : sono grazie di preghiera, grazie di visione, le “passioni”, partecipazione alle sofferenze di Cristo che terminarono con l’esperienza del sabato Santo e della discesa agli inferi.

L’immedesimazione con le sofferenze di Cristo è esterna (per un certo periodo fu stigmatizzata), ma soprattutto interna. Da queste sue esperienze Adrienne derivò il suo peculiare concetto di mistica che von Balthasar definì oggettiva. Secondo Adrienne, dunque, la mistica è una missione speciale, un carisma, un servizio alla Chiesa che è portato a termine in modo retto nella più completa lontananza da se stessi, nella dimenticanza di se stessi. Ella prediligeva la parola francese effacement, che indica l’atto della cancellazione dopo aver prestato il proprio servizio. 

La sua preghiera era universale. Un ulteriore carisma rese quasi visibile questo aspetto. Durante la preghiera compiva dei viaggi che la trasponevano nei luoghi molteplici dove era necessaria la sua presenza orante. Durante la guerra fu nei campi di concentramento per condividere le sofferenze dei prigionieri, successivamente fu spesso nei monasteri di vita contemplativa per risvegliare lo Spirito e animare la preghiera. 

Il decennio degli anni ’40 venne trascorso da Adrienne e von Balthasar nel febbrile tentativo di dare inizio a una comunità, la comunità di san Giovanni, posta sotto il patrocinio dell’apostolo, il cui spirito Adrienne voleva assimilare, vivere e trasmettere. Contemporaneamente ella dettava a von Balthasar il contenuto delle sue visioni e illuminazioni, da cui il teologo decise di derivare dei libri ritenuti un servizio prezioso per la Chiesa. A questo scopo, utilizzando una somma di denaro ricevuta in eredità dalla famiglia, fondò una casa editrice, posta a sua volta sotto il patrocinio di San Giovanni.

Agli inizi degli anni ’50, tuttavia, la salute di Adrienne cominciò a peggiorare in maniera preoccupante. Soffriva di una grave forma di diabete che l’affaticava e deprimeva. Oltre ai dolori sempre più forti vi era la sensazione crescente dell’impotenza, del non poterne più. Questa sofferenza si protrasse per quasi due decenni. Secondo von Balthasar <<il suo corpo era come un organo in cui tutti i registri del dolore erano aperti>>, che si spegneva <<in un diminuendo incredibilmente lento, che diveniva sempre più sommesso>> .

Sentendosi finalmente a un passo da Dio, l’espressione che caratterizza i suoi ultimi giorni diventa: “Com’è bello morire!” (Que c’est beau du mourir!), frase esclamata prima di ringraziare per ogni cosa, ripromettendosi di offrire aiuto dal cielo. Deceduta alla festa di Sant’Ildegarda, 17 settembre 1967. Adrienne viene sepolta nel giorno in cui avrebbe compiuto sessantacinque anni, con il simbolo trinitario apposto sulla propria tomba, scolpito da Albert Schilling.


In una visione, Maria Vergine l’avrebbe invitata ad “apprendere, soffrire, progredire”


“I santi non vanno “copiati”, né sarebbe possibile farlo, ma si può apprendere da loro, che sono come “strascico della madre di Dio…”


Fonte: wikipedia.org/wiki/Adrienne_von_Speyr


PREGHIERA ALLA SANTISSIMA TRINITA'


Adorabile trinità, Dio solo in tre persone, 


ci prostriamo innanzi a Voi!


Gli angeli irradianti dalla vostra luce 


non possono sostenerne lo splendore;


si velano la faccia e si umiliano al cospetto 


della vostra infinita Maestà.


Permettete ai miseri abitanti della terra 


di unire le loro adorazioni


a quelle degli spiriti celesti.


Padre, Creatore del mondo, siate benedetto 

dall'opera delle vostre mani!

Verbo Incarnato, Redentore del mondo, 

ricevete le lodi di coloro per i quali

avete sparso il vostro Sangue preziosissimo!

Spirito Santo, sorgente di grazia e principio di amore, 

siate glorificato nelle anime che sono vostro tempio!

Ma ohimè! Signore, odo le bestemmie 

degli increduli che non vi vogliono

conoscere, degli empi che vi oltraggiano, 

dei peccatori che disprezzano

la vostra legge, il vostro amore, i vostri doni.

O Padre potentissimo, noi detestiamo 

tanta audacia e vi offriamo,

con le nostre deboli preghiere, 

l'adorazione perfetta del vostro Cristo!

O Gesù dite ancora al Padre celeste che perdoni loro,

perchè non sanno ciò che fanno!

Spirito Santo, cambiate ad essi il cuore ed infiammate il nostro

di uno zelo ardente per l'onore di Dio.

Padre, Figlio e Spirito Santo regnate finalmente con l'amore

così in terra come in cielo.

Salgano dovunque verso di Voi inni di benedizione,

incenso di preghiere, ossequi di fedeltà.

La Santissima Trinità sia sempre lodata, servita e onorata

da tutte le creature in Gesù Cristo nostro Signore. Amen

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