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domenica 25 settembre 2016

VITAMINA B6

 

LA VITAMINA B6 (PIRIDOSSINA, PIRIDOSSALE, PIRIDOSSAMMINA)

Descrizione
        La vitamina B6 è stata chiamata “il gigante addormentato delle vitamine” in seguito all’ondata di nuove ricerche. E’ stata anche denominata “la vitamina della donna”, vista la miriade di sintomi indotti da sindrome premestruale che può curare. La vitamina B6 è una vitamina idrosolubile che consiste di tre composti correlati: piridossina, piridossale e piridossamina. E’ necessaria per il corretto funzionamento di oltre 60 enzimi ed è essenziale per la sintesi del DNA, dell’RNA e degli aminoacidi. La vitamina B6 partecipa al ciclo energetico attivando il rilascio del glicogeno da parte di fegato e muscoli. Per questa ragione è fondamentale per l’attività fisica. La piridossina svolge un ruolo importante come coenzima nella trasformazione e utilizzazione di carboidrati, grassi e proteine. E’ necessaria per un’appropriata assimilazione della vitamina B12 e del magnesio e per la produzione di acido cloridrico. Aiuta anche l’acido linoleico a funzionare meglio nell’organismo.

        La vitamina B6 partecipa al processo di moltiplicazione di tutte le cellule e deve essere presente per la produzione di anticorpi e globuli rossi. Contribuisce inoltre alla conversione del triptofano, un aminoacido essenziale.
La vitamina B6 contribuisce a mantenere l’equilibrio tra sodio e potassio che regolano i fluidi dell’organismo e promuovono il normale funzionamento del sistema nervoso e muscolare. Le fonti migliori di vitamina B6 sono le carni e i cereali integrali. Il fegato essiccato e il lievito di birra sono fonti integrative suggerite (per ulteriori informazioni e per sapere quali sono gli alimenti ricchi di questa vitamina, consulta la tabella sulla composizione degli alimenti).

Assimilazione ed immagazzinamento

        L’assunzione giornaliera di vitamina B6, insieme alle altre vitamine del complesso B, è necessaria perché essa viene eliminata con le urine entro otto ore dall’ingerimento e non viene immagazzinata dal fegato ma si trova esclusivamente nei muscoli. Digiuni e diete dimagranti possono diminuire la fornitura all’organismo di vitamina B6 se non viene adeguatamente integrata. La vitamina B6 è sconsigliata alle persone colpite dal morbo di Parkinson che prendono levodopa perché impedisce l’assorbimento del medicinale. Le proteine hanno bisogno della vitamina B6 per la loro sintesi, le due sostanze dovrebbero quindi essere assunte in quantità equivalenti.

Dosaggio e tossicità

        La vitamina B6 sembra far parte di quelle vitamine che, se somministrate da sole, possono provocare uno squilibrio o una carenza delle altre vitamine del complesso B. Quantità eccessive possono causare intossicazione e provocare problemi neurologi. Dosi intravenose di 200 milligrammi si sono dimostrate non tossiche. Tuttavia la dose assunta quotidianamente non dovrebbe superare i 50 mg senza parere medico. Quando vengono assunte alte dosi di niacinamide, bisognerebbe integrare anche la vitamina B6.
Il fabbisogno di vitamina B6 aumenta durante la gravidanza, l’allattamento, l’esposizione a radiazioni, gli scompensi cardiaci, la vecchiaia e l’uso di contraccettivi orali.

        Il fabbisogno di vitamina B6 dipende dal metabolismo delle proteine, quindi quanto più alta la quantità di proteine consumate, maggiore sarà il fabbisogno di vitamina B6. La dose dietetica raccomandata di vitamina B6 è basata su un consumo proteico di 100 g al giorno. La dose consigliata per i maschi dai 15 anni in su è di 2 mg al giorno, ma questa dose potrebbe essere troppo bassa. I ragazzi dagli 11 ai 17 anni dovrebbero assumerne 1,7 mg. Le femmine dagli 11 ai 14 anni 1,4 mg, dai 15 ai 18 anni il fabbisogno è di 1,5 mg, e dai 19 in su 1,6 mg. Le gestanti dovrebbero assumerne 2,2 mg e quelle che allattano 2,1 mg. Per i bambini da 1 a 3 anni il fabbisogno è di 1 mg, da 4 a 6 anni 1,1 mg e da 7 a 10 anni 1,4 mg. I neonati sino a sei mesi hanno un fabbisogno di 0,3 mg e da 6 mesi a un anno 0,6 mg. Una dose di 200 mg è stata somministrata per curare la sindrome del tunnel tarsale e carpale. Dosi intravenose di 200 milligrammi si sono dimostrate non tossiche.

        Poiché la vitamina B6 è coinvolta nella produzione di acido cloridrico, persone con ulcera gastrica dovrebbero consultare un medico prima di assumere la vitamina in grandi dosi. Un dosaggio troppo alto preso per lungo tempo ha provocato danni nervosi in alcuni individui.
Un eccesso di vitamina B6 senza zinco può causare intorpidimento e formicolio nelle dita di mani e piedi. I sintomi dell’intossicamento sono intorpidimento dei piedi e un’andatura instabile. Per eliminare i sintomi basterà ridurre il dosaggio e aggiungere lievito di birra e zinco o un complesso multi-vitaminico (senza rame).

Effetti da carenza e sintomi

        Nei casi di carenza di vitamina B6 si manifesta un abbassamento dello zucchero nel sangue e una bassa tolleranza al glucosio, che porta ad una sensibilità all’insulina. Tale carenza può anche causare perdita dei capelli, spaccature della pelle intorno alla bocca e agli occhi, intorpidimento e crampi a braccia e gambe, diminuito apprendimento, disturbi alla vista, neuriti, artriti, scompensi cardiaci dovuti ai nervi, paralisi temporanea di un arto e un aumento delle urine. La carenza può causare disturbi al midollo osseo, che a loro volta sono causa di anemia.

        La ritenzione di liquidi durante la gravidanza, le nausee mattutine, e la sindrome spalla-mano (tunnel carpale) nelle gestanti sono tutti sintomi di carenza. Se si permette una deficienza di vitamina B6 durante la fase finale di una gravidanza è possibile la morte del feto prima o dopo il parto. Bambini nati da madri carenti di vitamina B6 potrebbero soffrire di convulsioni. Alcuni studi hanno mostrato che le donne in gravidanza hanno un maggior bisogno di vitamina B6 rispetto alle non gravide; per questo motivo può essere necessaria l’assunzione di dosi supplementari per assicurare al feto una disponibilità adeguata. La terapia a base di estrogeni durante la menopausa impoverisce sia la vitamina C che la vitamina B6. Alcune persone possono avere squilibri nel metabolismo causati da una dipendenza genetica dalla vitamina B6.

        E’ stato dimostrato che il criptopirrolo, anche conosciuto come il fattore malva, trovato in larga misura nelle urine di pazienti schizofrenici e meno spesso nelle persone normali, si lega alla piridossina, portando alla carenza della vitamina. La vitamina B6, il manganese e lo zinco hanno anche aiutato persone affette da criptopirrolo a ricordare i loro sogni (una parte del trattamento).
L’accumulo di una sostanza nel corpo come conseguenza di una carenza contribuisce all’insorgere di cardiopatie permettendo al colesterolo di accumularsi sulle pareti delle arterie. I sintomi sono simili a quelli considerati per la carenza di niacina e riboflavina e possono comprendere debolezza muscolare, nervosismo, irritabilità, depressione, incapacità di concentrazione, perdita della memoria a breve termine, e anche distorsione della realtà per gli autisti. Una carenza può avere effetti gravi sulla cognizione e in generale sulle funzioni cerebrali. Anche l’artrite e la dermatite possono manifestarsi come conseguenza di una carenza.

Effetti benefici nelle malattie

        Se la carenza è già esistente, l’assunzione della vitamina può migliorare casi di acne o di pelle secca e pruriginosa. Nelle persone ricettive, la vitamina B6 aiuta a controllare il diabete. Dato che questa vitamina è un diuretico, essa può dare effetti positivi alle persone ipertese. Un certo tipo di anemia, caratterizzata da globuli rossi di dimensione troppo piccola, apparentemente il risultato di un fattore ereditario difettoso, risponde molto bene alla vitamina B6. Alcune prove evidenziano un rapporto tra la vitamina B6 e il metabolismo del colesterolo, cosa che consente il suo utilizzo per il controllo dell’arteriosclerosi. La vitamina potenzia l’immunità, aumenta la risposta ormonale e protegge dai tumori (inibisce la crescita di diversi tipi di cellule cancerose tra le quali il melanoma). E’ stata usata nel trattamento dei disturbi nervosi, nel controllo del vomito e della nausea durante la gravidanza.

        La vitamina B6 è stata anche usata per curare, con ottimi risultati, scompensi sessuali maschili, eczemi, assottigliamento e perdita dei capelli, tasso di colesterolo elevato, diarrea, emorroidi, pancreatite, ulcere, debolezze muscolari, alcuni tipi di scompensi cardiaci, piedi doloranti, certi tipi di calcoli renali, acne, carie dentaria. Individui che sono altamente fotosensibili e sono soggetti a ustioni solari sono stati trattati con successo con la vitamina B6. La vitamina può anche ridurre l’annebbiamento della vista tipico della cataratta.

        La vitamina B6 provoca una vasta gamma di azioni biochimiche nel cervello che influiscono sui molteplici sintomi della schizofrenia in modo positivo. La schizofrenia pirolurica migliora con la somministrazione di B6, manganese e zinco che favoriscono anche lo sviluppo della cartilagine e dei tendini in questi pazienti. La vitamina B6 e la vitamina C si sono dimostrate efficaci nei confronti di reazioni allergiche da disadattamento che colpiscono il cervello e sono collegate all’umore, alle emozioni e al pensiero. La somministrazione di B6 a bambini mentalmente ritardati ha contribuito ad eliminare le convulsioni. In un gruppo di 19 bambini affetti da convulsioni incontrollabili, 17 hanno avuto dei miglioramenti grazie all’aggiunta della vitamina B6 alla terapia.

        Sembra essere benefica anche nel trattamento dello stress, insieme allo zinco. Ci sono stati miglioramenti nei pazienti affetti dalla malattia di Crohn ai quali è stata somministrata la vitamina B6 insieme a zinco, magnesio, piridossina, niacinamide, vitamina C, vitamina E, e altri antiossidanti.
E’ usata come diuretico naturale nella prevenzione della ritenzione idrica nei tessuti (edema) e può quindi favorire la perdita di peso. Ha aiutato donne che soffrivano di temporanei cambiamenti premestruali come la tensione e protegge dai cambiamenti metabolici causati dai contraccettivi orali. La vitamina può aiutare ad alleviare alcuni dei sintomi debilitanti della sindrome premestruale e cura alcune forme di sterilità. La riduzione del dolore e delle dimensioni dei noduli arrossati ai lati delle articolazioni delle dita nelle donne durante la menopausa, ha risposto bene all’assunzione giornaliera di B6. La piridossina si è dimostrata efficace nel trattamento dell’herpes gravidico. La vitamina B6 dà più vigore.

        La sindrome del tunnel carpale, che può diventare una malattia cronica se non viene curata, può migliorare con un trattamento della durata di sei settimane, costituito da dosi quotidiane di vitamina B6 dai 50 ai 100 mg (consultate il vostro medico), assunte insieme alla vitamina B12 e alle vitamine E e C. Una dose di 10 mg al giorno migliora i casi di acne. Le neuropatie causate dal diabete possono essere prevenute e migliorate con 300 mg al giorno. Per la cura di neuriti causate da farmaci sono state somministrate dosi orali giornaliere dai 100 a 300 mg, senza che si presentassero effetti collaterali. L’assunzione di 25 mg al giorno di B6 aiuta a mantenere l’umidità di occhi e bocca, mentre 500 mg di piridossina possono aumentare la lacrimazione negli anziani che soffrono di secchezza degli occhi. Per l’idratazione sono efficaci anche niacinamide, acido ascorbico, zinco, e magnesio. L’osteoartrite migliora con la vitamina B6 e il potassio.

Ricerche eseguite su esseri umani
  1. Vitamina B6 e morbo di Parkinson. E’ stato scoperto che il morbo di Parkinson, una disfunzione nervosa che causa tremore alle mani, ha risposto al trattamento con B6. Un caso di morbo di Parkinson che esisteva da 25 anni ha risposto alle iniezioni di vitamina B6 nel tempo di due mesi. Questo è uno dei risultati inaspettati della B6. Seppure può necessitare un tempo più lungo per avere dei benefici da alcune delle altre vitamine, la B6 sembra portare risultati veloci e radicali. (dott. Douw G. Stern, University of South Africa, si trova in Clark, Know Your Nutrition, pag. 91.)
  2. Vitamina B6 e le giunture dolorose delle dita. La vitamina B6 è stata somministrata a donne e uomini vicini al periodo del climaterio che presentavano noduli dolorosi ai lati delle articolazioni delle dita.

    Risultati. Si è verificato un cambiamento radicale dopo la somministrazione di B6. Le articolazioni delle dita cessarono di essere dolenti, e la sensibilità delle dita e la flessione delle mani migliorò in 6 settimane. (John M. Ellis, “The Doctor who Looked at Hands,” riportato in Clark, Know Your Nutrition, pag. 91.)
Ricerche condotte su animali
  1. Vitamina B6 e palatoschisi. La palatoschisi si è presentata nell’85% delle cavie, le cui madri avevano ricevuto iniezioni di cortisone quattro volte al giorno durante tutta la gravidanza.

    Risultati. Quando è stata somministrata della piridossina con il cortisone queste anomalie si sono ridotte al 45 %, e l’aggiunta di acido folico ha portato l’incidenza di palatoschisi al 20%. Sulla base di questi esperimenti, acido folico e piridossina sono state dati a donne che avevano partorito precedentemente figli affetti da palatoschisi, e tutti i successivi figli nati da queste madri erano normali. (dott. Lyndon A. Peer, 22d Annual Meeting of International College of Surgeons, in Rodale, The Health Seeker, pag. 194.)
LA VITAMINA B6 PUO’ ESSERE EFFICACE NELLA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:

OrganiMalattie
ArticolazioniArtrite
BoccaAlitosi
Capelli/cuoio capellutoCalvizie

Forfora
Cervello/sistema nervosoAutismo infantile

Epilessia

Insonnia

Malattia mentale

Morbo di Parkinson

Neurite

Paralisi di Bell

Sclerosi multipla

Sindrome del tunnel carpale

Ritardo mentale

Schizofrenia

Umore variabile
Denti/gengiveCarie

Piorrea
IntestinoColite

Diarrea

Emorroidi

Morbo celiaco

Vermi
MuscoliDistrofia muscolare

Reumatismo
OcchioCataratta

Congiuntivite
OrecchioVertigini
PelleAcne

Dermatite

Eczema

Forfora

Herpes zoster

Pelle secca e pruriginosa

Psoriasi
Polmoni/apparato respiratorioAsma

Influenza

Raffreddore comune

Tubercolosi
ReniCalcoli renali
Sangue/Apparato circolatorioAlto livello di colesterolo

Anemia

Anemia perniciosa

Herpes zoster

Ipoglicemia

Itterizia
Sistema riproduttivoHerpes gravidico

Prostatite

Sindrome premestruale

Sterilità

Vaginite
StomacoDispepsia

Gastrite

Nausea gravidica

Ulcera
TestaCefalea
VescicaCistite
GeneraleBruciore ai piedi

Edema

Etilismo

Neuropatie del diabete

Pancreatite

Risposta ormonale

Sindrome del tunnel carpale

Sistema immunitario

Sovrappeso e obesità

Stress

Tumore









































































































































mercoledì 21 settembre 2016

Il sesamo


I SEMI DI SESAMO
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Claudio Sauro· CHEMIOTERAPIA NAT...
Casualmente oggi al negozio di alimentari ho visto un sacchetto da 500 gr di semi di Sesamo. L’ho comprato, ed ho provato a masticarli, ho visto che sono masticabilissimi. Poi curioso ho bazzicato su internet per vedere meglio le proprietà dei semi di sesamo, devo dire che sono rimasto colpito da tutte le proprietà che hanno, penso che abbiao tutte le proprietà dei semi oleosi, noci, nocciole e mandorle, ma in forma maggiorata. Vi elenco in breve quello che ho letto: - I semi di sesamo sono ricchi di minerali benefici per la nostra salute, come rame manganese, ferro, fosforo e calcio - Sono ricchi inoltre di oligoelementi come lo zinco, il rame, il manganese, ed in particolar modo il selenio. Ne basta un cucchiaio per integrare tutti questi oligoelementi. - Tra i semi e la frutta secca comunemente utilizzati per l'alimentazione in tutto il mondo, i semi di sesamo sono risultati i più ricchi di fitosteroli, utili ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. - I semi di sesamo contribuiscono ad innalzare i livelli di vitamina E presenti nell'organismo. Si tratta di una vitamina considerata essenziale per combattere le malattie, è inoltre la vitamina E naturale e non quella di sintesi che non serve ad un cacchio anzi fa peggio. - . Dai semi di sesamo viene ricavato un olio particolarmente salutare ricco di omega -3 . L'olio di semi di sesamo permette di ridurre l'ipertensione e lo stress. - I semi di sesamo sono ricchi di antiossidanti, delle sostanze benefiche in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi e di mantenere forte ed attivo il sistema immunitario. -  I semi di sesamo sono considerati tra gli alimenti benefici con cui arricchire la nostra alimentazione, al fine di prevenire i tumori per la loro proprietà antinfiammatoria e per la loro ricchezza di oligoelementi indispensabili - . I semi di sesamo contengono acido oleico e linoleico. Si tratta dei precursori degli acidi grassi omega 3 più di ogni altro frutto oleoso (a parte i semi di lino che però non hanno tutte queste proprietà), ritenuti importantissimi per la protezione del cuore e dell'apparato circolatorio - I semi di sesamo aiutano l'organismo a recuperare le forze in caso di affaticamento o di convalescenza, contribuendo a riequilibrare le sue funzioni generali ed a promuoverne la salute - I semi di sesamo possono essere considerati come una delle fonti vegetali di calcio principali. 100 grammi di semi di sesamo contengono infatti contenere dagli 800 ai 1000 milligrammi di calcio. Nella stessa quantità di semi di sesamo sono presenti circa 470 mg di fosforo, 815 mg di magnesio e 20,1 mg di ferro, oltre al 18,7% di proteine. Altre fonti vegetali di calcio sono rappresentate dai semi di chia, dalla quinoa, dai fichi secchi e dalle mandorle, oltre che da verdure come spinaci e broccoli - semi di sesamo contengono il 25% della dose giornaliera raccomandata di acido folico. Tra le vitamine del gruppo B, contengono niacina, nella quantità di circa 4,5 mg ogni 100 grammi, il 28% del fabbisogno quotidiano. - Ai semi di sesamo sono state attribuite proprietà antiossidanti e anticancro. Essi inibirebbero lo sviluppo del cancro al colon, per via del loro contenuto di acido fitico. Il loro contenuto di lignani permette il controllo della pressione sanguigna, con effetti anti-ipertensivi. Il consumo di semi di sesamo può contribuire a prevenire la formazione di placche sulle pareti delle arterie. - L'assunzione di semi di sesamo è benefica per le ossa, migliora le funzioni del fegato, è efficace nella rimozione dei vermi intestinali, riduce i reumatismi e i dolori articolari, stimola la circolazione e contribuisce a migliorare la digestione. L'olio di sesamo, ricavato dai semi, viene impiegato per la cura della pelle, per effettuare massaggi rinvigorenti, contro la forfora e per contrastare la congestione nasale - I semi di sesamo sono ricchi di proteine, nel cui profilo aminoacidico spicca l'elevata percentuale di metionina e triptofano; l'amminoacido limitante, lo stesso del frumento, è la lisina. Nei semi di sesamo ritroviamo ottime quantità di calcio, fosforo e ferro, e di alcune vitamine (tiamina, piridossina, niacina, folati e riboflavina); da segnalare, comunque, anche la presenza di fitati ed ossalati, che tende a ridimensionare leggermente l'elevatissimo apporto di calcio e ferro. Per questa loro importanza nutrizionale, ma anche per la croccantezza ed il caratteristico sapore, i semi di sesamo sono largamente impiegati per decorare ed impreziosire, anche dal punto di vista alimentare, diversi prodotti da forno (pane, crackers ecc.), barrette dietetiche e sostitutive del pasto, muesli, verdure e persino alcuni dessert. Non molto conosciuti nelle regioni settentrionali, i semi di sesamo rappresentano pertanto un ingrediente particolarmente versatile, importante soprattutto nella cucina giapponese ed in quella indonesiana. E’ consigliabile conservarli al buio in credenza e non oltre la data di scadenza. L’ideale per assimilarli è, o masticarli bene, o se uno ha difficoltà a masticarli li ridurre in polvere con un macinacaffè. La dose consigliata è di 1 cucchiaio al giorno (10 gr). Vanno consumati sempre crudi e mai cotti, perché il calore ne inattiva le proprietà salutari.

lunedì 19 settembre 2016

POMPELMO: Il Super Alimento in grado di eliminare 800 tipi di BATTERI e oltre 100 FUNGHI






POMPELMO: Il Super Alimento in grado di eliminare 800 tipi di BATTERI e oltre 100 FUNGHI

Pompelmo
Il pompelmo (Citrus paradisi) è l’unico agrume che si suppone non provenga dall’Asia sudorientale, ma dall’America Centrale. Si dice sia stato scoperto nel 1750, probabilmente a Barbados o alle Bahamas. In realtà è plausibile che da questi luoghi sia stato portato in Florida, ma sembra alquanto strano che da lì abbia potuto raggiungere anche il Mar Mediterraneo.
Succo di Pompelmo
Sono numerose le proprietà benefiche del succo di pompelmo. Innanzitutto esso va a stimolare la secrezione dei succhi biliari e gastrici, e inoltre ha notevoli doti digestive. Per esempio, mezzo bicchiere di succo di pompelmo è ideale per sostituire a fine pasto il tradizionale bicchierino di amaro. In esso è presente un alto contenuto di fruttosio, il quale viene assorbito molto velocemente, e quindi è in grado di fornire in breve tempo energia. Il succo di pompelmo, dunque, rappresenta un ottimo integratore per gli atleti e per gli sportivi che si sottopongono a sforzo fisico. Non solo: esso svolge un’importante azione depurativa del sangue, ed è fortemente diuretico (il pompelmo rosa ancora di più rispetto al pompelmo chiaro).
Ricco di fibre e di vitamine A, B,e C e soprattutto flavonoidi, potenti antiossidanti che aiutano il fegato e prevengono l’insorgere di malattie cardiovascolari; il flavonoide più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che è un prezioso antiossidante e antitumorale. Oltre alla naringenina il pompelmo contiene anche una sostanza chiamata limonene, con proprietà antitumorali.
L’assunzione di pompelmo è suggerita in casi di inappetenza, alimentazione degli anziani, difficile digestione, disturbi del fegato, insufficienza renale, capillari fragili, ed infezioni polmonari.
Per le sue proprietà il pompelmo è un alimento indicato a fine pasto per le persone in sovrappeso, in quanto accelera la trasformazione dei grassi in energia. Se assunto in dosi corrette insieme alla caffeina, diventa un ottimo analgesico con poche controindicazioni.
Nel pompelmo troviamo sali minerali come calcio, fosforo, potassio, magnesio, zolfo, sodio, cloro, ferro, rame. La buccia contiene oli essenziali come il limonene, il citrale ed il pinene che svolgono un’azione antidepressiva.
Estratto di semi di Pompelmo
Dai semi di pompelmo viene ricavato un estratto considerato particolarmente benefico per la cura naturale della salute, dalle numerose applicazioni. L’estratto di semi di pompelmo viene considerato come un potente antivirale e battericida. Presenta un elevato quantitativo di sostanze in grado di contrastare le malattie, di antiossidanti e di fitonutrienti denominati bioflavonoidi. L’estratto di semi di pompelmo è ricco di vitamine e di sostanze amare che tonificano stomaco e fegato, migliorano l’attività dei reni, purificano il sangue e contribuiscono a tenere sotto controllo il livello del colesterolo.
Esso possiede proprietà antivirali e antimicotiche, unite alla capacità di contrastare numerosi virus e batteri, tra cui l’E.Coli. Si è inoltre dimostrato efficace nella pulizia di strumenti chirurgici. Uno studio pubblicato tra le pagine del Journal of Alternative and Complementary Medicine ha evidenziato la capacità dell’estratto di annientare oltre 800 tipologie di virus e batteri, 100 ceppi di funghi e un vasto numero di parassiti.
L’estratto di semi di pompelmo può essere impiegato in caso di:

  • disturbi e malattie da raffreddamento (raffreddore, influenza);
  • infezioni delle vie respiratorie (laringiti, tracheiti, tonsilliti, bronchiti); – Candida albicans e altre micosi ;
  • disturbi e malattie dell’apparato digerente (prima fra tutte l’ulcera gastrica e duodenale in presenza di Helycobacter pylori);
  • infezioni delle mucose e della pelle;
  • parassitosi
Le virtù terapeutiche dei semi di pompelmo sono state scoperte nel 1972 dall’immunologo Jacob Harich. Lo studioso lo notò in un modo davvero particolare:  a differenza di altri semi, quelli di pompelmo gettati via insieme ad altri residui vegetali non si decomponevano. Questo fatto confermava la presenza al loro interno di principi disinfettanti capaci di combattere l’aggressione di germi e muffe. Ma i semi di pompelmo sono anche una miniera di antiossidanti e di sali drenanti, che stimolano i processi di diuresi indispensabili per predisporre il corpo al rinnovarsi.
Ricerche effettuate in seguito hanno rivelato che i semi contengono numerose sostanze attive, fra le quali le più significative sono flavonoidi, naringina, quercetina, esperidina, apigenina, che insieme a numerose altre costituiscono il fitocomplesso dalle proprietà antimicrobiche.
L’estratto dei semi di Pompelmo è chiamato GSE, acrònimo di Grapefruit Seed Extract, ed è generalmente ricavato dai semi e dalle membrane del frutto disidratato, mediante vari processi che portano alla formazione di nuovi legami chimici, che hanno mostrato di agire su un’ampia varietà di microrganismi nocivi, come batteri, funghi, virus, lieviti, muffe, e anche parassiti come vermi e pidocchi, oltre a protozoi quale l’ameba, capace di cagionare diarrea e dissenteria, diffusa specialmente nei paesi dove l’igiene è carente.
Il meccanismo d’azione del GSE sembra inibire la struttura e l’efficienza della membrana cellulare microbica, che, modificandosi, causa la perdita di elementi citoplasmatici e diventa, inoltre, incapace di assorbire gli aminoacidi dall’ambiente circostante, per cui i microrganismi vanno incontro alla morte per mancato apporto nutritivo.
L’estratto di semi di Pompelmo è quindi utilmente adoperato, per l’azione antibatterica e antivirale, come coadiuvante contro infezioni microbiche faringee, auricolari, cutanee, intestinali.
L’estratto di semi di pompelmo viene considerato come un potente antivirale e battericida. Presenta un elevato quantitativo di sostanze in grado di contrastare le malattie, di antiossidanti e di fitonutrienti denominati bioflavonoidi. Tra di essi è presente l’esperdina, capace di stimolare in modo naturale il sistema immunitario. L’estratto di semi di pompelmo contiene inoltre vitamina C, acido citrico, steroli e tracce di sali minerali. 
Ad esso vengono attribuite delle proprietà anticancro. Le sostanze presenti nella polpa e nei semi di pompelmo sarebbero infatti in grado di limitare il rischio di cancro al colon. Uno studio condotto presso l’Università della Georgia ha descritto l’estratto di semi di pompelmo come un disinfettante molto efficace e non tossico, a differenza dei comuni prodotti, altamente ricchi di tossine e pericolosi per ambiente, animali e uomo.
Altri usi
L’estratto di semi di pompelmo è considerato un prodotto molto utile da portare con sé in viaggio. Esso agisce infatti come un arma naturale contro i germi e può essere utilizzato per disinfettare gli ambienti e l’acqua. Viene inoltre impiegato per la cura degli animali domestici, soprattutto in caso di infezioni della pelle o di punture di pulci e zecche.
Può essere utilizzato nelle pulizie domestiche per la rimozione dei batteri dalle piastrelle o dagli spazi della casa, oltre che dagli attrezzi utilizzati per il giardino. E’ un antiparassitario naturale che viene impiegato per la protezione delle piante dagli insetti, sotto forma di spray, dopo essere stato diluito in acqua.
L’estratto di semi di pompelmo è utile per pulire e disinfettare tutte le superfici resistenti della casa. Può essere aggiunto in piccole quantità ai saponi e ai detersivi o detergenti per aumentare la loro potenza contro germi e microbi. Può essere inoltre versato in poche gocce nei saponi liquidi utilizzati per il lavaggio delle mani o nei prodotti per la detergenza del corpo e dei capelli, come shampoo e bagnoschiuma. E’ utile inoltre come aggiunta al dentifricio, direttamente sullo spazzolino, per migliorare la pulizia dei denti e della bocca.
Viene impiegato come integratore alimentare, da utilizzare in poche gocce e sempre diluito, ad esempio nelle spremute. Assumere l’estratto di semi di pompelmo, diluito ed in piccole quantità ogni giorno, aiuta a prevenire numerose infezioni.
Alcune gocce di estratto di semi di pompelmo possono essere aggiunte nei vasetti della marmellata preparata in casa per ottenere un effetto conservante e antimuffa. Può essere utilizzato per eliminare la muffa anche dalla doccia, dai sanitari e dalle superfici lavabili della casa, diluendone poche gocce nell’acqua ed applicandolo con uno spruzzino. Nello stesso modo può essere impiegato per disinfettare durante le pulizie. Nella preparazione di cosmetici naturali può essere impiegato come conservante.
NOTA: Il pompelmo interferisce con i farmaci. Quindi se prendete dei medicinali parlatene con il vostro medico. Il pompelmo, causando l’incremento dei livelli plasmatici di alcuni farmaci, crea una condizione di sovradosaggio. Quest’aumentata concentrazione del farmaco nel nostro organismo è responsabile di possibili effetti collaterali lievi, quali: cefalea, affaticamento, disturbi gastrointestinali, ma talora anche effetti collaterali gravi, come: nefropatie e cardiopatie.

domenica 18 settembre 2016

Serva di Dio Teresa Neumann

Serva di Dio Teresa Neumann 
Laica stigmatizzata
Konnersreuth, Germania, 8 aprile 1898 – Konnersreuth, Germania, 18 settembre 1962
Maria Teresa Neumann, mistica tedesca cattolica del XX secolo, nacque l’8 aprile 1898 a Konnersreuth, un paesino della Baviera nord-orientale che allora non contava nemmeno mille abitanti e figlia primogenita di un sarto e di una contadina. Portò sul suo corpo i segni della passione di Cristo, costituendo uno dei più noti casi di persone stigmatizzate, e manifestò nel corso della sua vita capacità paranormali quali bilocazione, xenoglossia, telepatia e profezia. Morì infine il 18 settembre del 1962 per attacco cardiaco. Il 21 gennaio 2005 la Santa Sede ha dato il via libera necessaro all’apertura della causa di canonizzazione. 


Il 1° settembre 1939 era scoppiata la seconda guerra mondiale. I tedeschi invadevano la Polonia e, di lì a poco, sarebbero dilagati in Europa. Perché non mancasse nulla ai soldati del terzo Reich, fu razionato il cibo ai cittadini. Così, ai tedeschi fu data una tessera che stabiliva la quantità di pane e companatico spettante a ciascuno. Ad una sola cittadina fu ritirata immediatamente la tessera annonaria. Costei non beveva, né mangiava alcunché. In compenso le fu data una doppia razione di sapone, perché ogni settimana doveva far lavare le lenzuola e la biancheria inzuppata di sangue. Questa cittadina tedesca si chiamava Teresa Neumann, era di Konnerareuth, in Alta Baviera e viveva una vicenda straordinaria che avrebbe continuato a destare per anni, l’interesse di scienziati, medici, teologi, umili e grandi credenti o miscredenti.

Una normale contadina
Teresa era nata nel 1898, figlia di un povero sarto e di una contadina che andava a lavorare a giornata. Venne educata dai suoi con una sana e gioiosa formazione cristiana, senza scrupoli. Era cresciuta allegra, vivace, amante degli scherzi innocenti.
Era solita dire di non essere capace di prendersi sul serio.
La sua giornata iniziava all’alba con la preghiera; poi il lavoro rude nei campi e in casa, senza grilli per la testa, affatto romantica, di una concretezza a tutta prova.
La domenica, la Messa festiva e la Comunione. Era una buona compagna, una cara amica verso tutti e tutte, pur nella sua riservatezza di ragazza.
A vent’anni, un giorno correndo in soccorso di alcuni vicini cui stava bruciando la cascina, per compiere rapidamente un gesto di generosità e di coraggio, non controllò bene il terreno dove stava per mettere il piede. Cadde e si procurò una lesione alla spina dorsale. Rimase, prima paralizzata alle gambe, poi, in seguito, per un’altra caduta, diventò totalmente cieca.
Intanto il padre era stato chiamato alle armi, durante la prima guerra mondiale, a combattere sul fronte occidentale, contro i francesi. Tornando le aveva portato dalla Francia l’immaginetta di una giovane carmelitana la cui storia iniziava a diffondersi in tutta Europa: una certa Teresa del Bambin Gesù, del monastero di Lisieux. Teresa Neumann iniziò a pregarla intensamente. Il 29 aprile 1923, il giorno in cui Papa Pio XI beatificava la piccola suora francese, Teresa Neumann, stesa nel suo letto, riacquistò di colpo la vista.
Due anni dopo, il 17 maggio 1925, mentre il Papa dichiarava santa la carmelitana di Lisieux, Teresa Neumann guariva dalla paralisi e riprendeva a camminare liberamente.
Poteva ricominciare, con grande gioia la sua vita di sana e robusta contadina, lodando e benedicendo Dio. Così, la sua vita, ancor più di prima divenne un sì incondizionato a Dio.

Crocifissa del secolo XX
Un anno dopo, nel 1926, durante la settimana santa, nella quale la Chiesa celebra la memoria della morte e Risurrezione di Gesù, la giovane contadina di 28 anni scopriva nelle sue membra, mani, piedi, costato e persino sul capo, i segni della Passione di Cristo: le stigmate dolorose e sanguinanti, terribile e prezioso documento della predilezione di Dio per certe anime che chiama ad essere, anche nella carne, simili al Figlio suo.
Teresa, ben lungi dal desiderare il fenomeno, neppure lo conosceva, ma per 26 anni lo porterà nel suo corpo, sino alla morte.
Da allora, dalla notte di ogni giovedì, entrava letteralmente nei racconti evangelici della Passione. Era come se vivesse in tempo reale quei momenti e accompagnasse Gesù sino alla morte nel primo pomeriggio del venerdì, sanguinando copiosamente dalle ferite e versando sangue anche dagli occhi. La Passione di Gesù riviveva nelle membra straziate di Teresa Neumann.
I suoi studi erano stati appena quelli elementari e conosceva solo il dialetto della sua regione e un po’ il tedesco. Eppure ripeteva ad alta voce i lunghi dialoghi che sentiva dentro di sé in aramaico, greco e latino. Diversi specialisti di queste lingue antiche sedevano al suo capezzale sempre più sbalorditi dall’esattezza dei suoi discorsi.
Alle 15 del venerdì cadeva in un sonno profondo da cui si risvegliava felice, con le ferite richiuse, il corpo fresco, rivivendo nella sua carne, il mattino della domenica, il momento della Risurrezione di Cristo.
Nel suo cuore di donna, conquistato totalmente dall’amore infinito e crocifiggente di Dio, diventava sempre più una realtà unica con Gesù; la configurazione a Cristo, a partire dalla propria volontà, è la santità vera. Teresa Neumann, al di là dei fenomeni straordinari che viveva, cercava questa santità: essere come Gesù, diventare Gesù, accanto a Maria che la sosteneva.

La mia carne è vero cibo
Sin da quando era guarita dalla cecità e dalla paralisi, Teresa sentiva sempre di meno il desiderio di nutrirsi. Da quando ebbe le stigmate, per 36 anni, fino alla sua morte, non mangiò né bevve alcunché: soltanto ogni mattina, alle sei, riceveva Gesù Eucaristia. Pochi grammi di pane per ogni giorno.
Molti, giustamente, la pensavano una simulatrice. Tutto fu tentato per smascherarla, ma sempre i medici, invitati per controllarla, arrivavano scettici e se ne partivano convertiti. La Diocesi di Ratisbona, cui Teresa apparteneva, organizzò una commissione severissima che, a turno, per settimane intere, non la perse di vista neppure un istante, né di giorno, né di notte, senza mai lasciarla sola.
Altre commissioni, diverse da quella ecclesiastica, interamente formate da persone non credenti giunsero alla medesima conclusione: Teresa Neumann si nutriva di sola Eucaristia, rifiutando sempre d’istinto, quando per provarla, le offrivano un’ostia non consacrata. Ella voleva Gesù solo, viveva per Lui e di Lui, realizzando alla lettera il discorso del Divin Maestro proclamato nella sinagoga di Cafarnao: «Chi mangia di me, vivrà per me» (Gv 6,57).
Il suo parroco, constatato con sicurezza il fenomeno che durava da anni, affermò: «In Teresa si compì alla lettera la parola di Gesù: La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda; così come: Non di solo pane vive l’uomo. Quasi che il Cristo volesse mostrare che nutrirsi misticamente di Lui basta anche alla vita fisica».
Ed è proprio per questo fenomeno straordinario che il Reich di Hitler non diede, o meglio, ritirò a Teresa la tessera del vitto, benché già molto razionato, perché a lei bastava quell’Ostia che le portava ogni mattina il sacerdote. Così anche la burocrazia nazista rendeva testimonianza ad una meraviglia strabiliante. Era la meraviglia della follia della Croce che si realizzava in Teresa, ma quella follia l’aveva anche dotata di uno stupendo equilibrio psichico.
Al di fuori dei giorni della Passione e Risurrezione, Teresa Neumann conduceva una vita normalissima: lavorava in giardino e talvolta anche nei campi, si muoveva nei dintorni, riceveva, consolava, sosteneva i pellegrini che venivano a farle visita, rispondeva di persona ad innumerevoli lettere e qualcuno diceva che nella sua casa si operassero anche miracoli. Aveva l’aspetto florido e roseo della serena, buona e felice casalinga della Baviera; non aveva pose da mistica, tutta semplicità, bontà e serenità, donna di una giocondità straordinaria, di chi sa di essere chiamata alla Vita senza confini!
Teresa e la sua famiglia erano decisamente antinazisti, ma Hitler non la molestò mai, perché temeva quella donna che, attraverso le sue visioni, gli annunciava il giorno dell’ira e la sua catastrofe finale. Hitler infatti era soggiogato da tutto ciò che non era spiegabile razionalmente.
Una piccola umile donna, segnata dalle piaghe del Cristo che faceva tremare Hitler e le sue famigerate SS.
Teresa si spense nel 1962, a 64 anni. Migliaia e migliaia di persone hanno sollecitato presso la Diocesi di Ratisbona l’inizio del processo di beatificazione. Non si contano più le grazie a lei attribuite, decine sono i miracoli che sarebbero stati fatti per sua intercessione da Dio.
Teresa Neumann è stata il segno vivo della presenza del Cristo vivo nella storia.
Poiché la fede è l’incontro con il Vivente, credibile, palpabile, operante, anche per mezzo dei Santi.

Autore: 
Paolo Risso

La fede deve essere ragionevole

La fede deve essere ragionevole
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La fede deve essere ragionevole, deve essere appoggiata, deve appoggiarsi ad una ragione, e questa ragione è data dalla trasformazione  che, in senso più umano, in senso eccezionalmente umano,  nella vita del singolo e della società accade quando la fede è vissuta.
La fede allora diventa la grande ipotesi di lavoro che batte in breccia tutte le altre, come dicevo  fin dai primissimi anni, trent'anni fa, a scuola.
Ragazzi, questa cosa è interessante perché la fede non può barare , non può dirti: " È così", ottenendo il tuo assenso nudo e crudo gratuitamente. No! La fede non può barare perché è in qualche modo legata alla tua esperienza: in fondo è come se essa DOVESSE APPARIRE AL TRIBUNALE DOVE TU SEI GIUDICE ATTRAVERSO LA TUA ESPERIENZA.
Però anche tu non puoi barare, perché per poterla giudicare devi usarla, per poter vedere si trasforma la vita devi viverla sul serio; e non una fede come la interpreti tu, ma la fede come ti è stata tramandata, la fede autentica.
Per questo il nostro concetto di fede ha un nesso immediato con l'ora della giornata, con la pratica ordinaria della nostra vita, con la vita come progetto, con la vita come lavoro, con la vita come socialità, come interesse alla res pubblica, come diceva Milosz.
Non è per un carattere particolare che un cristiano si interessa alla res pubblica.

. La mia povera mamma, che ha vissuto sempre in casa, facendo la serva di tutti, aveva un senso di ciò' che accadeva nel mondo, un interesse all' eco delle vicende, che le era dettato inevitabilmente dalla sua fede. Per questo non è' ad libitum (trad. :a piacere, a volontà', a discrezione, ndr) l'impegno nelle opere, intendendo per opera la fede che, con la sua luce, con la sua energia, trasforma il vivere, l'assetto del vivere.

L. Giussani. L'io rinasce in un incontro ( 1986-1987),  Bur, Milano 2010, pag. 300.

giovedì 15 settembre 2016

CURCUMA

UN IMPORTANTE STUDIO SULLA CURCUMA
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dott. CLAUDIO SAURO
 Botanicamente  la Curcuma Longa, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, cui  fanno parte anche lo zenzero e il cardamomo. La droga, che è di un bel  colore dorato, si ricava dal rizoma (parte del fusto sotterraneo della  pianta Curcuma longa che viene schiacciato e polverizzato). Contiene  centinaia di componenti, cui sono state attribuite oltre 300 attività biologiche diverse.
 Per esempio, almeno 20 componenti possiedono una provata azione  antibatterica. Tuttavia, i ricercatori si sono concentrati soprattutto  su uno di questi, la curcumina. La Curcumina è il principale componente  biologicamente attivo del Turmerico. La Curcumina viene estratta e  concentrata e con essa vengono effettuati studi e trial clinici per le  sue proprietà mediche come trattamento naturale per un gran numero di  malattie.
 La formula chimica della Curcumina è C21H20O6, è conosciuta anche come  diferuloilmetano. L’estratto standardizzato contiene almeno il 95% di  curcuminoidi, Curcumina, Demetossicurcumina e Bisdemetossicurcumina, la  gamma completa di antiossidanti estratti dalla Curcuma. E’ la  percentuale esatta utilizzata in numerosi studi clinici. A differenza di  molti altri antiossidanti, i curcuminoidi sono in grado sia di  prevenire la formazione di radicali liberi,  sia di neutralizzare i radicali liberi già esistenti, e sono  considerati efficaci bioprotettori a causa di questa duplice attività .  La curcumina ha inoltre mostrato di possedere altre attività di estremo  interesse, tra cui quelle anticoagulanti, antitrombotiche,  antipertensive, antinfiammatorie, antidiabetogene, ,  ipocolesterolemizzanti , antiossidanti, antivirali ed epatoprotettive.  La proprietà antiossidante è 300 volte superiore a quella della vitamina  E. Oltre al suo componente isolato, curcumina, anche la curcuma nella  sua interezza si è dimostrata capace in alcune ricerche di inibire in  vitro le cellule tumorali. In India, è utilizzata almeno da 6000 anni,  come medicina, cosmetico, spezia e colorante (per 2000 anni le tuniche  dei monaci buddisti sono state tinte con questa radice).  Per gli indiani è un simbolo di prosperità e un mezzo di purificazione  per tutto il corpo. La medicina ayurvedica le attribuisce numerose  proprietà (antibatteriche, antinfiammatorie, antiallergiche,  antispastiche, ecc.), molte delle quali confermate dalla scienza  moderna. La Curcuma è stata usata come condimento in grandi quandità per  centinaia di anni senza particolari reazioni avverse. Diversi studi  hanno dimostrato che la Curcumina non è tossica per gli esseri umani,  fino a 8000 mg/die (16 capsule al giorno). L’americana FDA (Food and  Drug Administration)  classifica la Curcuma (contiene il 2 per cento di Curcumina) sostanza  GRAS (General Recognition And Safety), ovvero “Generalmente Riconosciuta  Sicura”. Donne in gravidanza, persone con disturbi emorragici, o  calcoli biliari, dovrebbero consultarsi col proprio medico curante. Il  primo studio su questa sostanza risale agli anni ’70, quando un gruppo  di ricercatori indiani dimostrò il suo effetto ipocolesterolemizzante  sui ratti. Il grosso delle ricerche però prese il via circa 20 anni  dopo, ad opera soprattutto del Prof Bharat Aggarwal. Questi, negli anni  ’80, fu il primo a purificare il TNF alfa e beta (Fattore di Necrosi  Tumorale), un potente fattore antitumorale prodotta dal nostro  organismo. Questa molecola, infatti, è in grado di distruggere i tumori,  ma solo se rilasciata localmente. Allora, la mise a contatto con le  colture cellulari  e, con sua grande sorpresa, l’attività del TNF e del NF kappa B fu  prontamente bloccata. In seguito, fu in grado di dimostrare che è  soprattutto la curcumina a possedere la capacità di inibire questi  fattori ed impedire la replicazione e la diffusione delle cellule  tumorali. Da allora sono stati condotti centinaia di studi. Secondo i  ricercatori, la curcumina potrebbe essere utile almeno in 8 tumori:  polmoni, bocca, colon, fegato, rene, pelle (melanoma), mammella e  leucemia. Sono stati descritti numerosi meccanismi d’azione per  l’attività antitumorale della Curcumina. Inibizione della proliferazione  delle cellule tumorali, induzione di apoptosi (una modalità di morte  cellulare), inibizione della trasformazione delle cellule da normali a  tumorali, inibizione del la formazione dei vasi che alimentano il tumore  (effetto anti-angiogenetico), inibizione dell’invasività e delle  metastasi e la soppressione dell’infiammazione sono stati collegati con  l’attività antitumorale della Curcumina. L’inibizione di COX-2 e 5-LOX,  le molecole di adesione, le citochine infiammatorie, i recettori del  fattore di crescita, il fattore di crescita endoteliale vascolare  (VEGF), ed i fattori di trascrizione della Curcumina sono strettamente  legati alla sua attività antitumorale. La Curcumina risulta inoltre  ridurre l’induzione dell’attività dell’Ornitina Decarbossilase; riduce  la sintesi della Poliammina, e blocca il danno ossidativo dovuto ai  Radicali Liberi e dall-acido Arachidonico, tutti questi meccanismi sono  proinfiammatori, promuovono la formazione di tumori, ed hanno effetto  inibitorio sul sistema immunitario. L’azione difensiva della Curcuma si è  evidenziata in tutte le forme tumorali conosciute, e si è scoperto che  esiste una azione contemporanea anche sui PPAR gamma, sostanze  importantissime nella regolazione del consumo energetico e della  insulinoresistenza nell’uomo. Inoltre la Curcuma in associazione alle  terapie oncologiche classiche va a potenziare l’azione dei  chemioterapici normalmente utilizzati. La curcumina, una volta unito con  il farmaco Cisplatino migliora la soppressione e la crescita delle  cellule neoplastiche del tumore della testa e del collo. Si lega  all’enzima IKK, un inibitore della chinasi kappa B, ed inibisce la  attivazione di un fattore di trascrizione chiamato fattore nucleare  kappa B (NFκB), che promuove la crescita del tumore. La azione  soppressiva del Cisplatino porta ad un percorso diverso attraverso la  attivazione delle proteine oncosoppressori p16 e p53, due proteine che  ancora una volta inibiscono l’attività del promotore NFκB sulla crescita  del cancro. La curcumina ha indotto il successivo arresto della fase M,  nella G (1) / S e G (2), seguita da apoptosi nelle cellule HOS. La fase  di arresto della G (1)/ S e G (2)/ S si è manifestata unitamente alla  down-regulation [*NDT regolazione verso il basso, una diminuzione del  numero di recettori sulla superficie delle cellule bersaglio]  rispettivamente della ciclina D1, CDC2 e ciclina B1. L’apoptosi è stata  indotta dalla attivazione della capspase-3 e dalla scissione della poli  (ADP-ribosile) polimerasi (PARP). CONCLUSIONE: I nostri risultati hanno  dimostrato che la curcumina ha causato la morte delle cellule HOS  bloccando le cellule e in successione la fase M della G (1) / S e G (2)  /S, e l’attivazione del percorso della caspasi-3. Il Turmeric è uno dei  più potenti antiossidanti conosciuti, esso è molto più efficace della  vitamina C, protegge il DNA dalla perossidazione lipidica con una  percentuale dell’85%, rispetto al Beta Carotene 50%, e la vitamina E  57%. Segue adesso una sintesi sulle evidenze scientifiche delle  proprietà antitumorali della curcumina e della curcuma.
Leucemia infantile – gli studi epidemiologici mostrano che in Asia  l’incidenza di questo tumore è molto inferiore rispetto all’Europa e  secondo i ricercatori della Loyola University di Chicago questo sarebbe  dovuti in parte all’effetto protettivo della curcuma, molto utilizzata  nella cucina asiatica. L’azione antiossidante di questa spezia protegge  il DNA dai danni provocati da sostanze chimiche ambientali o da quelle  che si trovano nei processati.
Per altro, negli esperimenti di laboratorio, la curcumina è stata in  grado di inibire le crescita delle cellule leucemiche. I bambini possono  trarre benefico dalla curcuma fin da lattanti. Infatti, i principi  terapeutici di questa spezia passano dalla madre al bimbo tramite il  latte materno.
Cancro alla mammella – in alcuni studi sui topi la curcumina ha ridotto  di molto la diffusione metastatica del tumore della mammella. Si crede  che la curcumina e la curcuma possano essere molto utili nella  prevenzione di questo tumore attraverso tre meccanismi:
riduzione dell’effetto simil-estrogenico di molte sostanze chimiche  (pesticidi, materiali plastici, ecc.) che legandosi ai recettori  estrogenici causano proliferazione cellulare e poi tumore;
 “down regulation” dei recettori ormonali. Cioè, curcuma e curcumina  smorzerebbero i recettori, rendendoli meno sensibili agli stimoli;
 inibizione del COX-2, un enzima che ha un ruolo chiave nell’iniziazione e  diffusione del cancro. Il COX-2 ha una lunga lista di effetti negativi:  stimola la divisione delle cellule tumorali, impedisce la morte  cellulare, stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni attorno al  tumore, facilita la diffusione delle metastasi.
La curcuma protegge le donne in menopausa e sottoposte alla terapia  ormonale sostitutiva dal tumore al seno: lo affermano i ricercatori  americani dell’Università del Missouri in uno studio apparso su  Menopause, la rivista della North American Menopause Society.
I test sono stati condotti su cavie e hanno effettivamente dimostrato  che la popolare spezia indiana ha il potere di ritardare l’eventuale  insorgenza del cancro al seno, ne diminuisce l’incidenza e previene il  rischio di anormalità morfologiche alle ghiandole mammarie: la curcuma  infatti blocca la produzione di una molecola chiamata Vegf, che gioca un  ruolo decisivo nello sviluppo dei tumori.
“La curcuma e altri composti anti-angiogenici, che arrestano cioè la  formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti –  spiega Salman Hyder, coordinatore dello studio – dovranno essere ancora  testati come agenti dietetici chemiopreventivi nelle donne sotto terapia  ormonale sostitutiva a base di estrogeni e progestinici, nel tentativo  di diminuire o ritardare l’insorgenza del tumore al seno in questa  categoria di pazienti”.
Cancro alla bocca – uno studio è stato condotto a Srikakulam, nel  distretto dell’Andhra Pradesh, su donne che praticano il “reverse  smoking” (fumare tenendo in bocca la parte accesa della sigaretta), che  provoca un’ alta percentuale di tumore della bocca. La spennellatura di  curcuma nelle guance si è dimostrata un’ efficace prevenzione del  tumore.
Cancro del colon – l’effetto positivo della curcumina su questo tumore è  stato dimostrato da studi di laboratorio. Recentemente si è visto che  la curcumina ha un’azione specifica sulla neurotensina, ormone  gastrointestinale strettamente legato alla produzione di una proteina  infiammatoria coinvolta nella genesi e nella metastatizzazione del  carcinoma del colon. Circa un terzo dei tumori del colon hanno recettori  per questo ormone. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere  un valida ausilio nella prevenzione e nella cura di questa forma  tumorale.
Il cancro al colon è il tipo di tumore su cui la curcumina sembra essere  più efficace. L’ipotesi si basa sull’osservazione che questa sostanza  riduce i livelli di un enzima chiamato cicloossigenasi-2 (COX-2),  responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione  (l’aspirina e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli  inibitori di questo enzima).
Questa proprietà potrebbe avere un effetto benefico sul cancro al colon,  infatti studi realizzati finora indicano che questi antinfiammatori  potrebbero ridurne la frequenza. A questo proposito, un recente studio  sugli effetti della somministrazione per via orale della curcumina  mostra una riduzione notevole delle molecole infiammatorie liberate  dalla COX-2 nel sangue dei soggetti osservati.
Questo effetto è estremamente interessante, soprattutto alla luce dei  recenti risultati che mostrano come gli antinfiammatori sistetici  svolgano effetti secondari che potrebbero limitare il loro utilizzo  futuro ai fini della prevenzione del cancro al colon.
Per esempio, prendendo come modello i topi transgenici che sviluppano  spontaneamente dei polipi a livello del tratto gastrointestinale, un  fattore di rischio importante per il cancro al colon, la  somministrazione di curcumina è stata in grado di bloccare in modo  significativo (40%) lo sviluppo di questi polipi, impedendo che  degenerino in tumori veri e propri.
Sembra quindi che l’integrazione della curcumina delle dieta di persone  già colpite da questi polipi possa contribuire a evitare che degenerino  in forme tumorali.
Cancro del pancreas – sulla base degli studi condotti in laboratorio, i  ricercatori sono convinti che la curcumina potrebbe essere d’aiuto nella  prevenzione e forse anche nella cura di questo temibile tumore, verso  il quale la medicina è totalmente disarmata.
Melanoma – studi di laboratorio hanno dimostrato che la curcumina  provoca l’apoptosi (una sorta di suicidio cellulare) delle cellule del  melanoma.
Cancro del polmone – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.
Cancro del fegato – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.
Cancro della cervice – un ricercatore del “Institute of Cytology and  Preventive Oncology (ICPO)” indiano ha recentemente scoperto che la  curcumina protegge dai virus del papilloma (HPV), che possono causare il  tumore della cervice dell’utero. I virus HPV necessitano di alcune  proteine virali prodotte delle cellule del corpo per potere agire  rapidamente. La curcumina impedisce il legame di queste proteine  epiteliali con il virus. Alcuni studi clinici (sulle donne) sono in  corso.
Cancro della prostata – l’India è il Paese dove si consuma (3-5 g per  adulto al giorno) e si produce più curcuma al mondo ed è anche quello  con la più bassa incidenza di tumore alla prostata. In un recente studio  sui topi si è visto che l’associazione tra fenetil isotiocianati  (PEICT, un composto naturale che si trova nelle crucifere (broccoli,  cavolfiori, ecc.) e curcumina, ha una notevole azione preventiva sul  tumore della prostata.
Secondo quanto si legge sulla rivista “Cancer Research” in un articolo  firmato da un gruppo di ricercatori della Rutgers University, che ha  sede del New Jersey, la curcuma avrebbe un notevole importanza nella  prevenzione e nel trattamento dei tumori della prostata. L’effetto  protettivo sarebbe altresì evidente quando essa è associata al fenetil  isotiocianato (PEITC), una sostanza presente in alcune verdure come i  broccoli, il crescione, la barbarea, i cavoletti di Bruxelles, la rapa,  il cavolfiore, il cavolo comune e il cavolo rapa.
“Si tratta – ha spiegato Ah-Ng tony Kong, docente di farmaccologia della  Rutgers – di test effettuati sui topi, ma il risultato è comunque  interessante, non solo in termini preventivi ma anche per il trattamento  di tumori della prostata già diagnosticati.”
La portata di questo studio si può comprendere pienamente considerando  la prevalenza e l’incidenza che ha attualmente il carcinoma della  prostata nei paesi industrializzati, e soprattutto negli Stati Uniti,  dove si hanno circa 500.000 nuovi casi ogni anno. Nuovi farmaci si  rendono necessari anche tenendo conto che tale neoplasia risponde poco  agli agenti chemioterapici e alla radioterapia.
Cancro esofageo - La curcuma, avrebbe potere anti-cangerogeni contro le  cellule tumorali del cancro all’esofago. Questo è quanto viene fuori da  una ricerca di laboratorio condotta presso il Cork Cancer Research  Centre, a cura della prof. Sharon McKenna e pubblicata sul British  Journal of Cancer. Infatti le radici polverizzate giallo-ocra della  curcuma, l’ingrediente principale del curry, possiedono proprietà  antiossidanti e fluidificanti del sangue.
Inoltre la curcuma effettua una buona azione antinfiammatoria sul tubo  digerente oltre a svolgere la funzione di antispasmodico dei muscoli  dell’apparato gastrointestinale Gli scienziati hanno sottoposto le  cellule tumorali a trattamento con curcumina, componente chiave della  curcuma, in 24 ore le cellule cancerogene iniziavano la loro lenta  distruzione.
Già precedenti studi scientifici avevano suggerito che la curcumina sia  in grado di combattere i tumori e che le persone che mangiano molto  curry potrebbero essere meno soggette alla malattia, anche se la  sostanza perde velocemente le sue qualità quando viene ingerita.
Secondo Sharon McKenna, principale autrice dello studio, i dati indicano  che la curcumina potrebbe essere impiegata per sviluppare farmaci  terapeutici. Sono più di mezzo milione ogni anno le vittime del cancro  esofageo in tutto il mondo. Si tratta di un tipo di tumore con un alto  tasso di mortalità. La sopravvivenza a cinque anni si attesta tra il 12 e  il 31%.
Secondo i ricercatori, la ricerca apre ora la strada a nuove  interessanti terapie farmacologiche in grado di dare una speranza al  mezzo milione di persone che ogni anno sono vittime del cancro  all’esofago, uno dei più aggressivi e che lascia poche speranza di  sopravvivenza.
La dottoressa coordinatrice dello studio, Sharon McKenna, spiega come si  sono svolti gli studi. In pratica, si è osservato che la molecola della  curcumina inizia ad agire entro 24 ore dalla somministrazione uccidendo  le prime cellule cancerogene e dando avvio un processo di apoptosi.
Leslye Walker, professore presso il Centro per la Ricerca sul Cancro del  Regno Unito, ha sottolineato che questo è “uno studio interessante che  apre la possibilità che gli elementi chimici naturali di curcuma,  possono essere utilizzati in nuovi trattamenti per il cancro esofageo.
Il consumo d’alcol ed i problemi di reflusso, sono una causa e la  possibilità di usare la curcuma per prevenire questa malattia è molto  importante” ha commentato Walker.
 Proprietà Nutrizionali
Per un uso preventivo e salutistico si tratta semplicemente di  integrarla nella dieta: 1-2 cucchiaini al giorno. Si può aggiungere alla  fine della cottura di qualche pietanza, mettere nello yogurt, farne una  salsa, il curry, ecc. Si consiglia di assumerla sempre con un grasso  (olio extravergine, burro, ghee, ecc.) o con cibi grassi, che per altro  aiuta a digerire. Il grasso facilita l’assorbimento intestinale dei  componenti attivi. Anche una molecola contenuta nel pepe, la piperina,  aumenta più di mille volte l’assorbimento della curcumina ne facilità  l’assorbimento.
Conservatela in flaconi di vetro scuro a tenuta ermetica e tenetela  rigorosamente lontano dalla luce e dalla umidità. La curcumina è molto  sensibile alla luce.
Perché l’industria farmaceutica non ha brevettato la Curcumina?
Le società farmaceutiche multinazionali sono molto interessate a  possedere dei brevetti per la Curcumina a causa delle numerose prove  scientifiche a favore delle sue proprietà curative e la lunga storia  delle sue proprietà curative. Tuttavia, proprio l’evidenza e la storia  della Curcuma e della Curcumina usata come medicamento per secoli in  diverse culture è la ragione per cui la United States Patent and  Trademark Office ha respinto e revocato i diritti di brevetto (n.  5401504 ) per la Curcuma sulla base del fatto che le richieste non sono  nuove: il 21 aprile 1998 “USPTO inequivocabilmente respinge tutte e sei  le richieste effettuate il 29 dicembre 1993 e sentenzia che le proprietà  medicinali della Curcuma proprietà non sono brevettabili”.
Come spiega il Dr Bharat B. Aggarwal dell’Anderson Cancer Center a  Houston: “nel caso della Curcumina, un composto naturale, nessuna  azienda può trarre vantaggio dalla Curcuma, qualora si mostrasse essere  un efficace farmaco anti-cancro”. “Questo è un peccato per i produttori  farmaceutici che propongono tariffe promozionali per i loro clienti, ma  una buona notizia, per un consumatore che non voglia pagare $ 20,00 per  ogni pillola.”
Come funziona la Curcumina contro l’artrite?
L’artrite è anche una malattia di natura infiammatoria. Tutti gli  attuali farmaci approvati per l’artrite sono anti-infiammatori. La  terapia a base di Anti-TNF (fattore di necrosi tumorale) è stata  recentemente approvata per questa malattia. E’ stato dimostrato che la  Curcumina è in grado sia di fermare la produzione di TNF che di bloccare  l’azione del TNF. La Curcumina, applicata topicamente, ha dimostrato di  avere attività contro l’artrite.
Come funziona la Curcumina contro il morbo di Crohn?
Il morbo di Crohn è una malattia di natura infiammatoria. Tutti gli  attuali farmaci approvati per questa malattia hanno attività  anti-infiammatoria. La terapia anti-TNF è stato approvata per questa  malattia. E’ stato dimostrato che la Curcumina blocca sia la produzione  che l’azione del TNF. La Curcumina assunta per via orale ha dimostrato  di avere attività contro il morbo di Crohn.
Come funziona la Curcumina per accelerare la guarigione delle ferite?
Ci sono numerosi dati sperimentali che suggeriscono che la Curcumina può  accelerare la guarigione delle ferite. Ciò ha portato, per esempio, la  Johnson & Johnson a commercializzare (in India) dei cerotti Band Aid  contenenti Curcumina.
Come funziona la Curcumina contro la psoriasi?
La psoriasi è un altra malattia di natura infiammatoria. Rilevanti  elementi di prova, sia negli animali che nell’uomo, indicano che la  Curcumina è molto efficace contro la psoriasi quando viene applicato  topicamente sulla cute.
Per l'assunzione si ponga 1 Kg di polvere di curcuma in un vaso di vetro  e la si copra con alcool puro da liquori a 95°, si lasci riposare per 5  giorni con vaso chiuso, in tal modo si estraggono anche i principi  liposolubili (curcumina) che sono i più potenti antiinfiammatori. Si può  prendere poi questa pasta di curcuma alla dose di 2 cucchiani da caffè  al giorno magari sciolta il latte o Yogurt. Si tenga presente che è il  più potente antiinfiammatorio in natura.

Albert Einstein FRASI

Albert Einstein

Qualche minuto con...

"Il buon senso è l'insieme di pregiudizi acquisiti fino ai diciott'anni."
"Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie. "

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"La sensazione più bella che possiamo provare è il mistero. Costituisce l'emozione fondamentale che sta alla base della vera arte e della vera scienza. Colui che l'ha provata e che non è ancora in grado di emozionarsi è come una merce avariata, come una candela spenta. È l'esperienza del mistero, spesso mischiata con la paura, che ha generato la religione. La conoscenza di un qualcosa che non possiamo penetrare, delle ragioni più profonde di una bellezza che si irradia, che sono accessibili alla ragione solo nelle sue più elementari forme, è questa la conoscenza e l'emozione che stanno alla base della religione; in questo senso, e in questo solamente, io posso definirmi profondamente religioso."



"Il sapere che l'impenetrabile esiste realmente e si manifesta a noi come la più alta saggezza e la bellezza più splendida, che le nostre facoltà limitate riescono a comprendere solo nelle loro forme più primitive - questa coscienza, questo sentimento, è al cuore di ogni autentica religiosità. In questo senso, e solo in questo senso, io appartengo alla categorie degli uomini devotamente religiosi."



"Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze fra gli individui e i gruppi, ma anzi accoglierle come le benvenute, considerandole un arricchimento della nostra esistenza. Questa è l'essenza della vera tolleranza, intesa nel suo significato più ampio, senza la quale non si può porre il problema di una vera moralità."



"Più l'uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale."



"Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell'essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell'incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio."



"Quello che vedo nella natura è una struttura stupenda che possiamo capire solo in maniera molto imperfetta e davanti alla quale la persona riflessiva deve sentirsi pervasa da un profondo senso di 'umiltà'. È un sentimento sinceramente religioso che non ha nulla a che vedere con il misticismo. La mia religiosità consiste in un'umile ammirazione di quello Spirito immensamente superiore che si rivela in quel poco che noi, con il nostro intelletto debole e transitorio, possiamo comprendere della realtà. Voglio sapere come Dio creò questo mondo. Voglio conoscere i suoi pensieri. In quanto al resto, sono solo dettagli."



"Un essere umano è parte dell'Intero che chiamiamo Universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Ha un' esperienza di sé, dei suoi pensieri e sentimenti come fosse separato dal resto, una sorta di illusione ottica della sua coscienza. Questa illusione è per noi come una prigione, che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per poche persone che ci sono vicine. Il nostro compito deve essere liberarci da questa prigione, ampliando la nostra cerchia di compassione per includere ogni creatura vivente e l'intera natura nella sua bellezza."



"Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo come a un miracolo o a un eterno mistero? A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Ci si potrebbe attendere che il mondo si manifesti come soggetto alle leggi solo a condizione che noi operiamo un intervento ordinatore. Questo tipo di ordinamento sarebbe simile all’ordine alfabetico delle parole di una lingua. Al contrario, il tipo d’ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall’uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d’ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del “miracoloso”, che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli. La cosa curiosa, certo, è che dobbiamo accontentarci di riconoscere il “miracolo”, senza poter individuare una via legittima per andar oltre. Capisco che devo ben esplicitare quest’ultima considerazione in modo che non ti venga in mente che, indebolito dall’età, io sia divenuto vittima dei preti".
(Lettera a Maurice Solovine, Parigi 1956)



"Nelle leggi della natura si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è al confronto un riflesso assolutamente insignificante. Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell'esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere."



"A me la cosa peggiore in una scuola sembra l'uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull'autorità artificiosa. Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell'allievo. Produce dei soggetti sottomessi. È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male. Date all'insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l'unica fonte di rispetto da parte dell'allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell'insegnante stesso."

"Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere."



"Non riesco a concepire un vero scienziato senza una fede profonda. La situazione può esprimersi con un'immagine: la scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca."



"La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. [...] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d'un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio."



"Di ciò che è importante nella propria esistenza non ci si rende quasi conto, e certamente questo non dovrebbe interessare il prossimo. Che ne sa un pesce dell'acqua in cui nuota per tutta la vita?"



"I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L'insieme dei due costituisce una forza incalcolabile."



"Difficilmente si è consapevoli di ciò che è significativo nella propria esistenza."



"Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla."



"Il mio pacifismo è un sentimento istintivo, un sentimento che mi abita perché l'omicidio è ripugnante. Non nasce da una teoria intellettualistica, ma da un profondo orrore per ogni forma di odio e di crudeltà."



"L'importante è non smettere di fare domande."



"L'uomo ha scoperto la bomba atomica, però nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi."



"L'uomo di scienza non è niente altro che un misero filosofo."



"Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore."



"La morale non ha niente di divino; è una faccenda puramente umana."



"Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso."



"La cosa più bella con cui possiamo entrare in contatto è il mistero. È la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la vera scienza."



"L'arte è l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice."



"Mi sento talmente immerso nell'umanità, talmente smarrito in un immenso universo, che non riesco più a commuovermi o a soffrire per la nascita o la morte di una creatura sola."



"La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre."



"Non mi preoccupo mai del futuro, arriva sempre abbastanza presto."



"È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio."