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domenica 11 aprile 2021

1: LA MATITA E IL SANGUE

 LA MATITA E IL SANGUE
Qualcuno di voi sarà forse sorpreso di sapere che la parola "matita" è strettamente legata alla parola "sangue"!
Nel 16° secolo un grosso deposito di grafite ( <3 ) venne scoperto in Inghilterra cambiando per sempre il modo di tracciare linee su un foglio ma la parola sopravvisse alla tecnica. 
Fino a quel momento, infatti, il modo più comune per disegnare prevedeva l'uso della "sanguigna", una matita che lasciava un segno rosso sul foglio. Esempi di questo tipo di disegni sono innumerevoli e molti di voi avranno ad esempio presente il celeberrimo autoritratto di Leonardo Da Vinci custodito ai Musei Reali di Torino. Il tratto è rossiccio, proprio perché per disegnare si usava la ). In italiano la parola diventa la base per il nome del minerale "ematite" che è appunto l'ossido di ferro rosso (di aspetto grigio metallico se in forma compatta). Riconosciamo facilmente in questa parola il classico prefisso emo-   caratteristico del sangue (emoglobina, emofilia, emocromo, etc.).
Ma torniamo alla matita. Il nome per esteso della matita in antico era quindi "lapis hematitis". Ad un certo punto per esigenze di semplificazione si abbreviò in due modi possibili: "lapis" e "matita", che infatti sono sinonimi. 
Quando a partire dal 16° secolo si capì che la grafite poteva essere molto più versatile della sanguigna, le "matite" cominciarono ad essere prodotte con essa e il risultato fu che il nome matita venne completamente slegato dal significato originario. 
Ed eccoci qui tutti a pensare che il colore "naturale" della matita sia il grigio e invece è il rosso sangue. 
Anche la dicitura "scrivere con il sangue" potrebbe essere molto meno macabra e misterica di quanto immaginiamo ed equivalere semplicemente al nostro "nero su bianco".

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