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domenica 1 marzo 2015

TERAPIA NATURALE del dott. G. RUFFINI

TERAPIA NATURALE del dott. G. RUFFINI (Ematologo)
                                ***
 
TRATTAMENTO NATURALE del dott. G. RUFFINI (Italy) - Ematologo
Vogliamo portare a conoscenza della realtà medico sanitaria, relegata nella Congiura del Silenzio dalla Sanita’ ufficiale….. .
Gilberto Ruffini, medico ematologo, nel 1991 durante la cura di una malattia di un suo paziente resistente agli antibiotici ha intuito un possibile ritrovato terapeutico... e così provò a variare le percentuali e assemblare varie sostanze che unite e usate nella corretta modalità hanno dato origine ad un prodotto davvero unico e rivoluzionario.
Da allora ad oggi (senza alcun fine di lucro voglio premettere) sono state curate e guarite oltre 700 persone e le patologie che questo ritrovato può risolvere sono oltre un centinaio fra patologie di origine virale, micotica o batterica.
Vorremmo avere la possibiltà di portare a più gente possibile questa scoperta poichè in questi lunghissimi 15 anni abbiamo ricevuto troppi silenzi e ancor peggio pesanti minacce. Siamo stanchi di questa omertà intrappolati dal silenzio dell'ignoranza.
Aiutateci a diffondere tale scoperta; vi forniremmo tutti gli elementi per illuminarvi che quanto vi ho detto non è un burla ne tanto meno una beffa.
Metodo Ruffini - Sodium hypochlorite (Ipoclorito di Sodio opportunamente trattato secondo un brevetto depositato)
La molecola che dopo oltre 15 anni di studi e' stata messa a punto è un prodotto naturale. Questa sostanza è presente in quantità minime nel corpo umano… ciò che si e' intuito è l’aumento efficace della percentuale. Questa sostanza agisce in maniera profonda restituendo al corpo la sua integrità. Elimina anche il codice genetico del patogeno non causando quindi recidive… in pratica in una seduta veloce di circa 50-60 secondi il paziente è guarito.
Il trattamento, quindi, essendo un prodotto assolutamente naturale non causa reazioni allergiche di alcun tipo ne' controindicazioni. E’ meraviglioso osservarne l’effetto quasi immediato; sulle ustioni anche gravi quali possono essere quelle di II o III grado, eliminando istantaneamente le infezioni, favorisce velocemente la guarigione ed inoltre la sostanza ricostruendo la MEC (matrice extra cellulare) permette la guarigione perfetta della pelle (senza presenza di cheloidi…).
E’ nostra ferma volontà donare al mondo intero tale potente strumento di guarigione da più di 100 patologie siano esse di origine virale, microbica o fungina.
In fede
By Dott. Gilberto Ruffini (medico ematologo) - Il prodotto NON e' reperibile in farmacia, ma potete contattare il dott. Ruffini inviandoci una e.mail di richiesta
a = info@mednat.org.
IL METODO RUFFINI ovvero “Le Meraviglie dell’Ipoclorito di Sodio”
(a cura del dott. Gilberto Ruffini di Varese - Medico Ematologo)
Il Metodo terapeutico che dopo oltre 15 anni di studi ho messo a punto utilizza un prodotto largamente presente in natura: l’Ipoclorito di Sodio usato tra il 6% e il 12%.
Questa sostanza è presente in quantità minime nel corpo umano… ciò che io ho intuito è l’aumento efficace della percentuale ad uso terapeutico. Questa sostanza agisce in maniera profonda restituendo al corpo la sua integrità, eliminando addirittura il codice genetico del patogeno non causando quindi le recidive… in pratica, per molte patologie, in una seduta veloce che varia dai 30 ai 60 secondi il paziente è guarito.
Il trattamento non causa reazioni allergiche di alcun tipo ne ha controindicazioni se usato nelle modalità da me suggerite.
E’ meraviglioso osservarne l’effetto quasi immediato; sulle ustioni anche gravi quali possono essere quelle di II o III grado, eliminando istantaneamente le infezioni, favorisce velocemente la guarigione; aggiungo che questa sostanza ricostruendo la MEC (Matrice Extra Cellulare) permette la guarigione perfetta della pelle se si agisce tempestivamente entro 30 secondi dall’ustione (è consigliato quindi averne sempre una boccetta in casa o sul posto di lavoro).
E’ mia ferma volontà donare al mondo intero tale potente strumento di guarigione. Sono molti anni che combatto contro il silenzio ostinato degli organi competenti e di molte case farmaceutiche da me ripetutamente contattate oltre ad aver ricevuto minacce. Ora è tempo che la gente sappia quale opportunità sia alla portata di tutti poichè produrre questa molecola è molto facile e ha costi irrisori per le aziende. A te Lettore, chiedo un aiuto: divulga con i mezzi a tua disposizione quanto andrai a leggere in questo articolo.
Per ulteriori informazioni ho creato un sito ufficiale, l’unico che riconosco:
metodoruffini.it

L’ Ipoclorito di Sodio è una sostanza conosciuta in tutto il mondo ma mai fino ad ora utilizzata per uso  terapeutico. Potrebbe essere una Terapia utile per tutti sia sul piano strettamente sanitario sia su quello economico. Per  la grande efficacia ed efficienza , per il notevole beneficio fisico umano e animale in generale e per il risparmio economico conseguente al bassissimo costo di produzione e infine per il largo uso a tutti i popoli poveri e ricchi, dovrebbe porre tale Prodotto come insostituibile priorità d’utilizzo terapeutico per molti frequenti disturbi, calcolati in decine di milioni di casi all’anno e, con i suoi notevoli  risparmi economici potrebbe liberare agevolmente risorse utili altrove.
Una verità certamente scomoda questa ma il Medico con scienza e coscienza ha il dovere di curare il paziente secondo il più efficace e meno invasivo metodo di trattamento, a totale beneficio del sofferente, assicurandogli professionalmente e moralmente nel limite delle possibilità tecnico-scientifiche, tutti i rimedi di guarigione senza condizionamenti di qualsivoglia altro terzo soggetto (politico o commerciale). Il desiderio e il fine del Medico, è forse partecipare al marketing di questo o quel farmaco ?
E’ forse più rilevante il proprio ceto sociale o economico?… O piuttosto un’intima scelta, prodigandosi  al benessere esclusivo dei suoi simili con ogni lecito mezzo disponibile? Il Medico per definizione e istituzione è l’unico responsabile di ogni atto terapeutico alla persona, ed è solo lui che può indirizzare, consigliare e procedere secondo la sua migliore decisione verso il  benessere del paziente.
Questi sono i miei principi morali, umani e professionali perseguiti in 40 anni di professione medica da me svolti.  
Senza perdere di vista le finalità originarie della ragione medica, affermo qui con forza che,  per alcune patologie la guarigione attraverso il “Metodo Ruffini” è scontata ma troppo ignorata dall’ambiente medico-scientifico; risolvere problemi comunissimi a milioni di persone facendoli vivere meglio (spesso con una semplice applicazione di 30-60 secondi…) senza costringerli alla disperazione  fisica, sociale ed economica è un obiettivo raggiungibile ora.
L’Ipoclorito di Sodio è una sostanza fantastica, innocua e a tutt’oggi, sicuramente unica al confronto di tante altre più rivestite e di illusorie aureole ben pubblicizzate.  Il supporto scientifico è abbondante, per nulla pubblicizzato, a conferma di una risonanza conoscitiva a senso unico. La notevole Bibliografia è contenuta nel mio sito. Con questo prodotto è possibile trattare tantissime patologie sistemiche non infettive (qui non riportate per ovvi motivi ed estranei allo scopo di questo lavoro divulgativo) e infettive cutanee e/o mucose, umane e con ugual successo in veterinaria.
Gli ambiti di utilizzo di tale trattamento sono dermatologici, ginecologici, urologici, chirurgici, oculistici, odontoiatrici, otorinolaringoiatrici, tossicologici, immunologici, cosmetici, ecc. e finanche, alcune patologie infettive neurologiche, addominali, setticemiche.  Per la comunità una grossa opportunità… da accettare in tutta fiducia e serenità.
E’ con la stessa serenità con cui vi chiedo di scoprire questa metodologia che vi porto a conoscenza del fatto che con il “Metodo Ruffini” è possibile combattere efficacemente molte malattie della fascia equatoriale: ad esempio, la Malaria, la Lebbra e l’Ulcera di Buruli.
Ribadisco in conclusione di questo articolo, la mia ferma volontà di donare al mondo intero tale scoperta dando tutta la mia disponibilità per trasmettere le mie conoscenze acquisite in 20 anni di studi pratici con l’Ipoclorito di Sodio all’intera Comunità scientifica che mi voglia interpellare.
Qui di seguito è raffigurato il meccanismo attraverso il quale avviene la guarigione:
GUARIGIONE dal MICETO (FUNGO)

Come agisce il prodotto nei Miceti:
1) disfacimento della parete cellulare e della membrana citoplastica
2) Disfacimento dell'ergastoplasma e sua conseguente dispersione
3) Disfacimento e dispersione di tutti i granuli citoplasmici del vaculo, del mitocondrio e dei ribosomi
4) Disfacimento della membrana cellulare
5) Disfacimento e dispersione del nucleolo
6) Disfacimento, spezzettamento, dispersione e conseguente disorganizzazione del codice genetico senza piu' alcuna possibilita' di ripristino
 
GUARIGIONE dal MICROBO
Come agisce il prodotto in un microbo:
1) Disfacimento delle parti (spezzettamento della doppia parete nei Gram- e spezzettamento della parete nei Gram+)
2) Disfacimento dell'estroflessione e di tutti i pili
3) Disfacimento, spezzettamento, dispersione e conseguente disorganizzazione del codice genetico, senza piu' alcuna possibilita' di ripristino
GUARIGIONE dal PROTOZOO
Come agisce il prodotto nei Protozoi:
1) Disfacimento della membrana plasmatica
2) Disfacimento degli organuli e dispersione del citoplasma
3) Disfacimento della membrana cellulare
4) Disfacimento dei cromosomi e di tutto il nucleo con conseguente dispersione
GUARIGIONE dal VIRUS
Come agisce il prodotto in tutti i virus:
1) Disfacimento degli envelope erpetici (spezzettamento dell'involucro esterno del virus)
2) Disfacimento del capside (spezzettamento dell'involucro del nucleo)
3) Disfacimento e conseguente disorganizzazione degli elementi strutturali del core
4) Disfacimento, spezzettamento e conseguente dispersione delle basi chimiche strutturate di tutto il codice genetico (DNA ed RNA) non piu' ristrutturabile
Qui di seguito riporto tutte le patologie che il mio trattamento guarisce definitivamente senza effetti collaterali, senza recidive e senza reazioni allergiche di alcun tipo:
    ITALIANO  -  INGLESE
- Acaro folliculorum  -  Acarus folliculorum                                            
- Acne - Acne vulgaris                                                    
- Actinomicosi - Actinomyces                                               
- Adenovirus & Rhinovirus - denovirus & Rhinovirus
- Afte e Afte vere recidivanti - Aphtae                                                 
- Afta del cavo orale - Aphtae mouth                                                                                                                                   
- Aftosi volgare -  Aphtae                                                                                                                                             
- Aftosi, sindrome di Behçet  - Aphthous, Becket’s syndrome      
- Antrace cutaneo - Cutaneous anthrax                                                
- Ascessi cutanei - Cutaneous abscess                                                                                         
- Aspergillosi invasiva primaria superficiale - Cutaneous aspergillosis                                               
- Balamutiasi - Balamutiasis                                                                                                
- Calazi - Chalazion                                        
- Cancroide - Cancroid                                                                                                   
- Candida - Candidosis                                                                                                   
- Candida mucogenetica cronica - Candidosis genetic diseases                                                                  
- Carie (ambiente cariogeno)- Caries (cariogenic environment)                                       
- Cellulite Streptococcica et altre - Streptococcal cellulitis and other                                                              
- Chlamydia - Chlamydia                                                                                                 
- Coriza acuta ( solo prevenzione) - Acute coryza  (only prevention)                                                                  
- Cosmetica   (cellulite - odori) - Cosmetics (odors – cellulitis)                                                                          
- Cromoblastomicosi  - Chromoblastomycosis                                                                                   
- Cromomicosi  -  Chromomycosis                                                                                             
- Dermatite verrucosa - Dermatitis wart                                                                                  
- Dermatite seborroica - Seborrheic dermatitis                                                                              
- Dermatomicosi  - Dermatomycoses                                                                                         
- Dirofiliarasi - Dirofiliarasis                                                                                                
- Donovanosi - Donovaniosis                                                                                              
- Dracontiasi  - Dracontiasis                                                                                              
- Dracunculosi  - Dracunculosis                                                                                             
- Ematomicosi - Haematomycosis                                                                                              
- Epidermofizie - Epidermismycosis                                                                                            
- Erisipalotricosi  - Erysipelastricos                                                                                          
- Erisipela - Erysipelas                                                                                                   
- Eritema multiforme - Erythema multiform                                                                                     
- Eritema nodoso  - Erythema nodosum                                                                                       
- Eritrasma -Erythrasma                                                                                                    
- Faringodinie virali - Pharyngodynia viral                                                                                        
- Fascite necrotizzante - Fascitis necrotizing                                                                                
- Feoifomicosi  - Feoifomycosis                                                                                               
- Ferite - Wound                                                                                                        
- Ficomicosi  - Phycomycosis                                                                                                
- Filariasi linfatica - Lymph filariasis                                                                                              
- Fistole - Fistula                                                                                                         
- Follicolite - Folliculitis                                                                                                    
- Follicolite decalvante  - Follicolitis decalvans                                                                               
- Forfora - Dandruff                                                                                                          
- Foruncoli - Furuncle                                                                                                    
- Fuoco di s’Antonio  - Saint Anthony’s fire                                                                                    
- Gnatostomiasi  - Gnathostomiasis                                                                                           
- Granuloma inguinale- Granuloma Inguinal                                
- Granulomi  - Granuloma                                                                                                  
- Herpes Simplex  1 - Herpes Simplex  1                                                                                       
- Herpes Simplex   2 - Herpes Simplex   2                                                                                     
- Herpes Varicella Zoster   3  - VZV (Chickenpox) (CINGULUM)                                                                               
- HPV  - Papilloma virus                                                                                                          
- Idrosadenite suppurativa  - Hydrosadenitis suppurative                                                                           
- Infezioni  MRSA  - Methicillin-Resistant Staphylococc..Aureus                                                                                       
- Infezioni da Clostridi  - Clostridia infection                                                                                   
- Infezioni da Clostridi delle ferite  - Clostridia infection wound                                                                                         
- Infezioni da Filarie- Heartworms infection                                                                                       
- Intertrigo  - Erythema intertrigo                                                                                                     
- Larva migrans cutanea  - Creeping eruption                                                                         
- Lavaggio di protesi dentali - Washing dental prosthesis
- Lebbra  - Leprosy home                                                                                                    
- Leishmaniosi cutanea - Cutaneous Leishmaniasis                                                                               
- Loiasi - Loaiasis                                       
- Maduromicosi  - Maduromycosis                                                                                        
- Mal di gola   - Pharyngitis                                                                                                
- Malattia di Fournier  - Fournier’s disease                                                                                     
- Malattia di Verneuil - Verneuil’s disease                                                                                        
- Meduse -  Jellyfish                                                                                                       
- Micetoma  - Mycetoma                                                                                                 
- Mollusco contagioso - Molluscum Contagiosum                                                                                      
- Morbo di Hansen - Hansen disease                                                                                        
- MST - Sexually transmitted dise- Mucormicosis                                                                                           
- Oncocercosi   (river blindness) - Onchocercosis                                                                                            
- Onicomicosi   -  Onycomycosis                                                                                                
- Osteomielite - Ostomyelitis                                                                                                          
- Parassiti  - Parasites                                                                                                    
- Paronichie  - Panaris
- Paronychia                                                                                                 
- Paterecci - Felon - Whitlow                                                                                                       
- Pediculosi - Lousy                                                                                                 
- Penicilliosi  - Penicilliosis                                                                                                  
- Perifollicolite - Perfolliculitis                                                                                                
- Piede diabetico infetto - Diabetic infectious foot                                                                                 
- Piede di Madura  - Madura foot                                                                                          
- Piomiosite  - Pyomyositis                                                                                                   
- Pitiosi - Skin fungus Pythium insidiosum                                                                                                           
- Pitiriasi rosea - Pityriasis rosea                                                                                             
- Processionarie - Processionary                                                                                           
- Protozoi - Protozoa                                                                                                      
- Pruriti - Itching                                                                                                           
- Prurito dei pescatori di vongole - Itching of the fishermen of clams                                                                     
- Prurito del nuotatore - Itching the swimmer                                                                                    
- Pseudofollicoliti  - Pseudofolliculitis                                                                                           
- Punture d'insetti  - nsect  bites                                                                                        
- Rhinovirus  - Rhinovirus                                                                                                 
- Risciacqui orali  - Oral rinses                                                                                         
- Rosacea  - Rosacea                                                                                                  
- Scabbia - Scabies                                                                                                  
- Scabbia norvegese - Norwegian scabies                                                                               
- Schistosomi animali - Schistosoma animals                                                                                  
- Serpente di fuoco - Fire Serpent                                                                                     
- Sicosi - Sicos, Sycosis                                                                                                      
- Sifilide - Syphilis                                                                                                        
- Sindrome combustiforme da stafilococco- Combustiforme syndrome    staphylococcal                                                   
- Sindrome di Ritter-Lyell - Ritter-Lyell Syndrome                                                                             
- Sinusite cronica infetta microbica - Chronicsinusiti infectsmicrobial
- Sporotricosi  - Sporotrichosis                                                                                               
- Tinea barbae - Tinea barbae                                                                                               
- Tinea capitis   - Tinea capitis                                     
- Tinea corporis - Tinea corporis                                                                                             
- Tinea cruris - Tinea cruris                                                                                                
- Tinea facies - Tinea facies                                                                                              
- Tinea manuum  - Tinea manuum                                                                                          
- Tinea Nigricans Palmaris - Tinea Nigricans Palmaris                                                                         
- Tinea pedis  - Tinea pedis                                                                                                 
- Tinea unguium - Tinea unguium                                                                                            
- Tinea versicolor - inea versicolor                                                                                          
- Treponematosi endemiche - Treponematosi endemic                                                                        
- Trichosporon cutaneum  - Trichosporon cutaneum                                                                             
- Ulcera di Burulì  - Burulì ulcer                                                                                          
- Ulcera di Marjolin  - Marjolin ulcer                                                                                        
- Urticanti - Stinging                                                                                                    
- Ustioni  - Burns                                                                                                      
- Verme di Guinea - Guinea worm                                                                                     
- Vespe - Wasps                                                                                                   
- Zigomicosi - Zygomycosis
Milano 08 settembre 2009 - Dott. Gilberto Ruffini (medico ematologo)
Ipoclorito di Sodio - Posologia
Premessa: Questa sostanza viene utilizzata secondo i principi della Medicina Naturale anche come "sale tampone" per il riordino del Terreno (i liquidi del corpo - vedi anche: Vari Terreni), la Matrice cellulare del Tessuto Connettivo.
Questo prodotto puo' essere utilizzato in loco ove necessario oppure per il riordino del terreno organico o sistemico per mezzo della via venosa od arteriosa (fatta sotto controllo di medico-tecnico specializzato)
1) Uso terapeutico esterno: Bagnare abbondantemente (non massaggiare) tutta la parte da curare con
Metodo Ruffini (soluzione preparata appositamente questo uso) e lasciarla agire circa minimo 60 secondi (o 2-3 minuti), dopodichè lavarsi con dell'acqua e sapone a pH neutro.
Per le affezioni cutanee importanti batteri e/o da funghi, il trattamento puo' essere rifatto dopo 2 giorni, comunque NON piu' di 3 nella settimana, a giorni alterni, in quanto gia' 1 o 2 trattamenti sono in genere sufficienti, il terzo in genere, salvo certi casi speciali, e' solo per rifinire e riordinare il liquidi del tessuto (Terreno) sottocutaneo piu' profondo interessato.
Non bisogna mai strofinare il prodotto poichè crea arrossamenti; il prodotto bisogna semplicemente farlo scendere dalla boccetta bagnando bene la superficie interessata quindi lasciarlo agire (circa 60 secondi) dopodichè  lavarlo con della semplice acqua e sapone a pH neutro.
Il più delle volte (quasi in tutte le patologie) è sufficiente un' applicazione (soprattutto in presenza virale tipo gli herpes labialis, vaginali, oculi... oppure di infezioni o di ustioni...)... occorrono fino ad un massimo di 6 applicazioni intervallate a distanza di 2-3 giorni nei casi di funghi molto spessi, di psoriasi molto trascurata, di follicolite decalvante e altre patologie microbiche dove il microbo è calato più in profondità. In questi casi suggerisco di scaldare bene la superficie della pelle con un panno caldo o dell'acqua calda affinchè i pori e il tessuto si ammorbidiscano favorendo l'assorbimento del
Metodo Ruffini.
La guarigione è comunque certa in tutte le patologie elencate nei dossier precedenti.
La sostanza in questione è altresì efficacissima nella cura della forfora; in questo caso bisogna frizionare bene la cute ed i capelli  (la risposta è un gran calore alla testa ma è tutto positivo...) e lasciarla agire per circa 60-70 secondi, quindi lavare la testa con uno shampoo neutro. La testa tornerà libera dalla forfora e il capello apparirà pure lucente e privo di grassi. E' stupendo pure lavarsi le mani... la superficie torna rosa, morbida e la ricrescita delle unghie omogenea (questo è dovuto sempre al meraviglioso meccanismo di ricostruzione dei tessuti con una perfetta restituito ad interim grazie all'azione sulla MEC.
Questo meccanismo è stupefacente soprattutto sulle ferite e sulle ustioni poichè riporta la pelle ad essere normale senza le tipiche cicatrici; in questi casi è sufficiente bagnare bene la ferita o l'ustione una volta soltanto.

2) Come conservare
il Metodo Ruffini: è un prodotto assolutamente puro senza coloranti, stabilizzanti, ne’ conservanti e perciò, essendo una molecola instabile, si decompone abbastanza velocemente.
Dal momento del confezionamento il prodotto si può usare efficacemente per 35-40 giorni alle seguenti condizioni:
Conservarlo nella boccetta scura col tappo ben chiuso - in ambiente buio (tipo un armadietto o in frigo) - ad una temperatura la più bassa possibile (l'ideale sarebbe in frigo a +4 gradi).
vedi: Tecniche Naturali  +  Prodotti Naturali

Nota bene: questo prodotto puo' essere utilizzato anche per altri problemi ed in altri modi, es. in endovena, ma questa pratica deve essere effettuata sotto trattamento di tecnico-medico specializzato; altri esempi: risciacqui delle gengive, od eritemi veri, per rinforzare il sistema immunitario, ecc.
Qualita' del prodotto:
-  Ottima funzione germicida contro quasi tutti i tipi di microbi, virus, muffe e spore ma non in grado di disattivare la Giardia Lambia e  il Criptosporidio
-  Non funziona in condizioni di sporco ed inoltre, sui alcuni metalli, è corrosivo
-  Se viene a contatto con H2O2 (acqua ossigenata), si ha la totale perdita d’efficacia
-  Con il decadimento si modifica in sale da cucina (NaCl) e Ossigeno
-  Solo il rispetto di temperatura, chiusura e oscurità del contenuto facilita una ancora utile durata della formula da 30 a 60 giorni, per un contenuto medio di ppm (Cloro attivo) ancora utile
-   scolora gli abiti e li può danneggiare inesorabilmente   
-  La sua funzione è certa, solo se la superficie è pulita, quindi, la pulizia dell’area è imprescindibile ed essenziale al fine di una completa azione desiderata, inoltre, è una sostanza molto instabile e inattivata dalle sostanze organiche
-  Con gli acidi, sviluppa Cloro ed in soluzioni acquose libera lentamente Cloro tendendo quindi a disinfettare il solvente.
-  è il sale dell'acido ipocloroso e l'anione del Cloro
-  Alla temperatura ideale di conservazione, cioè attorno ai 2-4 gradi centigradi si ha un tempo minore di decadimento
-  Sopra i 37° gradi, aumenta l’idrolisi cellulare migliorando tutto il suo potenziale
-   Ossidante delle molecole biologiche, molto attivo sulle pareti procariote e particelle virali (envelope e core)
-  Ha proprietà ossidante molto inferiore rispetto a quelle dell' acido ipocloroso. Il suo potenziale di riduzione è pari a 0,878 Volt, mentre quello dell' acido ipocloroso è uguale a 1,61 Volt.
-  Vicino al 15%, la densità è superiore all’acqua e conseguentemente sedimenta
-  L’acqua di diluizione contenente metalli, la luce solare e la riduzione del pH lo rendono ancor più  instabile
-  La quantità di Cloro accettato dall’unione europea nell’acqua potabile è di 0.1 mg/L
-  Nei paesi dove il sapore di Cloro nell’acqua potabile è visto come garanzia di qualità   (es. USA), il valore accettato è 10 volte quello europeo: 1 mg/L
- 
L’O.M.S. accetta una concentrazione di 0.5 mg/L di Cloro nell’acqua potabile ma, osserva, non esiste nessun effetto negativo per la salute addirittura a 5 mg/L (10 volte)
-  E’ il disinfettante più usato
-  Il suo odore, velocemente scompare semplicemente con lavaggi di H2O2  (acqua ossigenata)
-  Non è velenoso
-  Non è allergizzante
-  Aiuta ad eliminare i dolori artritici ed infiammazioni prostatiche con semplici applicazioni seriali sulla cute lontane dalle sedi interessate (es. su faccia interna gomito)
-  Può diminuire la PCR (Proteina C Reattiva) e la VES (velocità di eritrosedimentazione) riducendone conseguentemente i dolori da infiammazione in relazione dei loro valori ematici
-  Fortemente più efficiente di tutte le altre alternative di disinfettanti
-  E’ usato nonostante tutte le chiacchiere come metro di paragone per tutti i disinfettanti
-  L’ Acido Ipocloroso, è dotato di un elevato potere ossidante ed è in grado di danneggiare tutte le cellule procariote e particelle virali 
-  A pH acido si forma Acido Ipocloroso con attività antimicrobica più elevata, a pH alcalino si forma prevalentemente Ione Ipocloroso ma con attività antimicrobica minore. Il massimo di attività dell’acido Ipocloroso si ha a pH intorno a 5 che consente solo una dissociazione Ionica minima, mentre diminuisce a pH superiore
-  Il potere disinfettante viene espresso come Cloro disponibile, in parti per milione (ppm)
-  Notevole ampiezza dello spettro antimicrobico, virale e fungino
-  basse concentrazioni di Cloro producono un forte aumento di permeabilità della membrana citoplasmatica. Il Cloro penetrato all'interno della cellula forma le Cloramine che, accumulandosi, danno origine ad effetti mortali         
-  già a circa pH 5 si ha denaturazione delle proteine e dei gruppi -SH enzimatici, coagulazione delle proteine strutturali del microbo
-  Sulle spore il Cloro, con l’aumentata permeabilità, provoca la rottura degli involucri esterni
-  pH, concentrazione, temperatura, materiale organico e ammoniacale, condizionano le attività antimicrobiche del Cloro
-  l’efficacia migliora a temperature più alte…..37 gradi
-  la maggiore quantità di Acido Ipocloroso non dissociato è presente circa a pH 5
-  le proteine integrano il Cloro nella loro molecola formando N-Cloro composti (Cloramine), i Lipidi, soprattutto gli Acidi Grassi polinsaturi, incorporano Cloro in valori ancora maggiori. Il fenomeno dell’incorporazione aumenta con la diminuzione del pH
-  aggiungendo piccole parti di Iodio aumentano le attività antimicrobiche
-  non permette mai la resistenza nei confronti di virus, batteri e funghi
-  A contatto con l’Ammoniaca si forma la Clorammina (irritante) quindi, aspettarselo per le IVU dove è giusto procedere prima a svuotamento e poi a lavaggio neutro vescicale preventivo
-  I sali dell’acqua (Fe++, Mn++, Nitrati) inattivano il prodotto
-  deve essere mantenuto al riparo della luce diretta del sole e in un luogo fresco. Può causare situazioni di pericolo, quali il rigonfiamento delle confezioni e la loro possibile esplosione
-  Ogni 10°C di incremento, (fino a 40C°), aumenta la sua forza antimicrobica del 50%
-  Il Cloro ha la capacità di distruggere le catene enzimatiche del citoplasma, (nelle cellule procariote)  bloccando in tal modo il ciclo vitale del microbo e, ancora più semplicemente nei funghi e virus                                
L'unità di misura ppm (parti per milione), deriva da un rapporto di unità di misura e, quando il risultato del rapporto è nell'ordine del milionesimo, si dice 1 ppm più pratico che 0,000001. Ad esempio il milligrammo (mg) si può scrivere come 1 ppm su di un Kg, (1 milione di milligrammi):
*  A lesione aperta:   ………………………………………………………...... :  5 - 10%  peso
*  Se si vuole un passaggio utile nell’agire anche nel sottocutaneo chiuso : 12 - 15%  peso (es. Follicolite decalvante).

Commento NdR
, IMPORTANTE all'articolo qui pubblicato, del dott. Ruffini:
Pur condividendo quanto scrive il dott. Ruffini ricordo, quale cultore della Medicina Naturale che le cause primarie di intossicazioni, infiammazioni, infezioni (che null'altro sono che stati infiammatori diffusi), di qualsiasi tipo, risiedono sempre nell'intestino e non solo nella zona ove compaiono i primi o vari sintomi !
Per cui per eliminare definitivamente qualsiasi tipo di sintomo, anche localizzato lontano dall'intestino, occorre lavorare contemporaneamente, oltre all'azione locale, anche al riordino della flora batterica del pH e del sistema enzimatico intestinale, e del metabolismo cellulare, altrimenti i sintomi (le cosiddette - falsamente - "malattie") si ripresenteranno dopo un po' di tempo, magari piu' intensi, perche' le cause interne non sono state eliminate. Ma cio' vale per qualsiasi sintomo, "malattia".
Quindi tutte le "malattie" qui indicate, per una possibile terapia risolutiva anche e non solo con questo prodotto, DEBBONO essere integrate contemporaneamente con il riordino dell'alimentazione che deve divenire di tipo Vegetariano - soprattutto Crudista, almeno durante tutto il periodo della terapia, cioe' da 1 fino almeno 3 mesi - per poi passare ad una salubre alimentazione vegetariana, o tendenzialmente vegetariana.
Cio' permettera' il naturale riordino del motore del corpo, l'intestino, eliminando le infiammazioni e le intossicazioni esistenti e
riordinando anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo, della mucosa intestinale e del metabolismo cellulare, perche' questi disordini influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo, manifestando i sintomi qui descritti e non solo quelli....fino al cancro.
Se non si lavora in questo modo e' impensabile poter guarire definitivamente dalla malattia ! - vedi anche: Amuchina

Il prodotto Metodo Ruffini, non e' ancora in commercio nelle farmacie; per cui occorre rivolgersi direttamente al dott. Ruffini per sapere come fare per averlo, a mezzo il consulente di questo sito.
Quando avrete acquistato l'Ipoclorito di Sodio al 14%, DOVETE diluirlo così, in una boccetta da 100ml miscelate:
- 80ml di Ipoclorito di Sodio
- 20ml di Acqua.
Applicate in loco e lasciate agire per 40-50 secondi poi si risciacquate con acqua e sapone.
Potete rifare il trattamento a distanza di 3-4 giorni per un massimo di 5 trattamenti.
Oppure acquistate anche l'ipoclorimetro per diluirlo al 6% e lasciate agire per 40 secondi poi risciacquate. Ripetete ogni 2 gg per 5 volte. Se volete fate foto prima e dopo il trattamento.

IMPORTANTE NdR:
Come Portale segnaliamo vari personaggi che hanno avuto contrasti con le autorita' mediche, e per essere precisi,  affermiamo che NON condividiamo in TOTO le loro terapie, compresa questa del dott. Ruffini, anche se in loco alle volte puo' essere utile, in quanto per noi seguaci della Medicina Naturale  la malattia (cancro compreso) e' MULTIFATTORIALE, quindi NESSUN prodotto puo', da solo, guarire le vere Cause della malattia della quale si e' malati !
 

sabato 28 febbraio 2015

Testamento spirituale di Santa Bernadette


Testamento spirituale di Santa Bernadette
                                       ***                                         Bernadette Soubirous

"Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose: grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie!

Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE, MADONNA !

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Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella! Per la mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: "Buona a nulla". GRAZIE!

Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane della umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa Poteva dire :"Non me ne combinate mai abbastanza". Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: "Che fortuna non essere come Bernadette".Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa ! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: "Non è che questa?!". Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO!

Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!"




Il filosofo Williams: la conversione dal buddhismo al cattolicesimo

Il filosofo Williams: la conversione dal buddhismo al cattolicesimo

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Tra i massimi studiosi europei delle religioni orientali vi è Paul Williams, professore emerito di “Filosofia indiana e tibetana” presso il Dipartimento di Teologia e Studi religiosi dell’Università di Bristol, per oltre 30 anni è stato uno delle maggiori autorità accademiche sul buddismo. Tuttavia nel 1999 si è convertito con grande sorpresa al cattolicesimo, dopo aver seriamente riflettuto sul karma e l’aldilà.
Lui stesso era un convinto buddista, intellettuale e professionista fino alla conversione che, come dicevamo ha sorpreso i suoi allievi, colleghi e familiari. La rivista buddhista inglese, Dharmalife, la prese davvero male scrivendo: «Williams è uno dei principali studiosi inglesi del buddismo e un praticante buddista da molti anni. Come stupefacentemente è stato udito, ha deciso di diventare cattolico. Cattolicesimo!».
Nel 2002 ha pubblicato un libro con la sua testimonianza di conversione e riflessioni dove racconta come sia stato educato da anglicano, ma dopo la laurea in filosofia buddhista ha abbandonato. Scrive: «Nel 1973 ero tranquillo: avevo studiato il buddismo e sembrava coerente, Dio non era necessario ed ero considerato come un buddista». In qualità di professore ha creato la sua cerchia di buddisti. «Ho praticato la meditazione buddhista tenendo conferenze nelle riunioni, nei talk show e partecipando a dibattiti pubblici con il cattolico dissidente Hans Küng. Non credevo in Dio…o meglio, non sembrava esserci ragione di credere in Dio e l’esistenza del male era per noi un argomento positivo in questo senso. Nel buddismo si ha un sistema di moralità, spiritualità e filosofia immensamente sofisticato (ed esotico), non hai bisogno di Dio per nulla».
Nel cosiddetto buddhismo occidentale, spiega il docente in un articolo recente su Religion en Libertad,  alcuni leader buddhisti promuovono la “bestemmia terapeutica” per facilitare il distacco dal background cristiano, le cose offensive sono considerate sacre nella loro cultura. Anche altre cose sono sempre rimaste poco ragionevoli per Williams: l’infinita reincarnazione, anche in forme di animali e per sfuggire a tutto questo -che anche loro considerano terribile- il buddismo insegna che è possibile raggiungere l’illuminazione, il nirvana, la perfezione assoluta in questa vita e il distacco, cosa però rarissima e suprema. L’inesistenza di una spiegazione al dolore innocente è poi la cosa che lascia davvero spaesati: «non può essere visto come soddisfacente. Il buddhismo non aveva speranza per me. I cristiani hanno invece speranza, così ho voluto tornare ad essere cristiano. Mi sono reso conto che è razionale credere in Dio, molto di più del non credere».
Dopo aver esaminato la chiave del messaggio cristiano, la resurrezione di Gesù, «sono rimasto sorpreso di scoprire che la risurrezione letterale di Cristo dai morti dopo la sua crocifissione è la spiegazione più razionale di quello che è successo. Questo ha reso il cristianesimo l’opzione più razionale delle religioni teistiche, e come cristiano ho sentito che la priorità dovrebbe essere data alla Chiesa Cattolica. Il cristianesimo è la religione del valore infinito di ogni persona. Ogni persona è una creazione individuale di Dio. Qui sta tutta la morale cristiana dal valore di altruismo della famiglia e del sacrificio dei santi». Oggi Paul Williams è un domenicano laico e un grande ammiratore di San Tommaso d’Aquino, anche se continua ad essere professore e specialista di Buddismo.

domenica 22 febbraio 2015

. Lettera del beato Franz Jägerstätter, cattolico austriaco, scritta pochi giorni prima della sua decapitazione in un carcere nei pressi di Berlino, il 9 agosto 1943

6. Lettera del beato Franz Jägerstätter, cattolico austriaco, scritta pochi giorni prima della sua decapitazione in un carcere nei pressi di Berlino, il 9 agosto 1943

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Testo del manoscritto custodito nella Basilica

"Io credo che si possa anche prestare cieca obbedienza, ma solo se così facendo non si danneggia nessuno"
Scriverò solo qualche parola, così come essa mi esce dal cuore. Scrivo con le mani legate, ma è meglio così che se fosse incatenata la volontà. Talvolta Dio ci mostra apertamente la sua forza, che Egli dona agli uomini che lo amano e non preferiscono la terra al cielo. Né il carcere, né le catene e neppure la morte possono separare un uomo dall’amore di Dio e rubargli la sua libera volontà. La potenza di Dio è invincibile.
Siate ubbidienti e sottomettetevi alle autorità: queste parole vi arrivano oggi da ogni parte, anche da persone che non credono quasi per nulla in Dio e alle Sacre scritture.
Se ci si dedicasse con la stessa assiduità con cui si è tentato di salvarmi dalla morte terrena a mettere in guardia ciascun uomo contro il peccato mortale, e perciò contro la morte eterna, ci sarebbe davvero già il paradiso in terra.

C’è sempre chi tenta di opprimerti la coscienza ricordandoti la sposa e i figli. Forse le azioni che si compiono diventano giuste solo perché si è sposati e si hanno figli? O forse l’azione è migliore o peggiore solo perché la compiono anche altre migliaia di cattolici?
Forse anche fumare è diventato una virtù perché lo fanno migliaia di cattolici? Si può allora anche mentire perché abbiamo moglie e figli e per di più giustificarsi attraverso un giuramento? Cristo stesso non ha forse detto: “Chi ama la moglie, la madre e i figli più di me non è degno di me”? Per quale motivo preghiamo Dio e i sette doni dello Spirito santo, se dobbiamo comunque prestare in ogni caso cieca obbedienza? A che pro Dio ha fornito agli uomini un intelletto e una libera volontà se non ci è neppure concesso, come alcuni dicono, di giudicare se questa guerra che la Germania sta conducendo sia giusta o ingiusta? A cosa serve allora saper distinguere tra bene e male?
Io credo che si possa anche prestare cieca obbedienza, ma solo se così facendo non si danneggia nessuno. Se al giorno d’oggi gli uomini fossero un po’ più sinceri ci dovrebbe essere, credo, anche qualche cattolico che dice: “Sì, mi rendo conto che quello che stiamo  compiendo non è bene, tuttavia non mi sento ancora pronto a morire”.

Se Dio non mi avesse dato la grazia e la forza di morire, se necessario, per difendere la mia fede, forse farei semplicemente ciò che fa la maggior parte della gente. Dio può infatti concedere la propria grazia a ciascuno come Egli vuole. Se altri avessero ricevuto le molte grazie che ho ricevuto io, forse avrebbero fatto cose molto migliori di me.
Forse molti pensano di essere tenuti a sopportare il martirio e a morire per la loro fede solo quando si pretenderà da loro di abbandonare la Chiesa. Io mi azzardo a dire molto apertamente che chi è pronto a soffrire e a morire, piuttosto che offendere Dio con il più piccolo peccato veniale, è anche disposto a morire per la propria fede. Questi avrà maggior merito di chi viene condannato pur di non abiurare pubblicamente la Chiesa, perché in questo caso si ha semplicemente il dovere, se non si vuol commettere peccato grave, di morire piuttosto che obbedire.
Un santo disse: “Anche se una sola menzogna detta per adeguarsi alle circostanze permettesse di spegnere tutto il fuoco dell’inferno, non bisognerebbe dirla perché mentendo, anche per necessità, si offende Dio”. Qualcuno potrà pensare che simili considerazioni nel XX secolo possono sembrare ridicole. Sì, è vero, noi uomini siamo cambiati in molte cose, ma Dio non ha tolto uno iota dai suoi comandamenti. Perché poi si vuole sempre cercare di rimandare la morte, come se non si sapesse che prima o poi dovrà arrivare? Forse i nostri santi si sono comportati così? Non credo proprio. O forse dubitiamo della misericordia di Dio, come se potesse davvero aspettarci l’inferno dopo la nostra morte. In realtà me lo sarei meritato, con i miei numerosi e gravi peccati, ma Cristo non è venuto nel mondo per i giusti, bensì per cercare ciò che era smarrito.

E affinché nessun peccatore debba avere dubbi, ce ne ha dato un esempio proprio in punto di morte, salvando il buon ladrone.
Non avremmo mai alcuna serenità su questa terra se sapessimo che Dio, il Signore, non ci perdona e perciò dopo la morte dovremo vagare per sempre nell’inferno. Se pensieri del genere non portano alla disperazione l’uomo, ciò significa che egli non crede più in una vita oltre la morte, o che si immagina l’inferno come un locale di divertimenti, dove c’è sempre allegria. Se un nostro buon amico ci proponesse un lungo viaggio di piacere, naturalmente gratis e con trattamento di prima classe, cercheremmo di rimandarlo continuamente o addirittura lo terremmo in serbo per la vecchiaia? Non credo proprio. E cos’è dunque la morte: non si tratta anche in questo caso di un lungo viaggio che dovremo fare, anche se da questo non ritorneremo? Ma può esservi un momento più gioioso di quello nel quale ci accorgeremo di essere felicemente approdati sulle rive del paradiso? Naturalmente non dobbiamo dimenticare che prima ci dovremo purificare nel purgatorio, ma esso non dura in eterno e chi in vita si è sforzato di aiutare con le proprie preghiere le povere anime dei morti ed è stato devoto alla Madre di Cristo può essere sicuro di non doverci stare a lungo. Si potrebbe quasi svenire nel pensare alle gioie eterne del cielo! Come ci rende subito felici una piccola gioia che proviamo in questo mondo! Eppure che cosa sono le brevi gioie terrene rispetto a quelle che Gesù ci ha promesso nel suo regno? Nessun occhio ha mai visto, nessun orecchio ha mai udito e nessun cuore d’uomo ha mai conosciuto ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano.

Quando sant’Agostino volle scrivere un libro sulle gioie celesti, san Gerolamo che, come si seppe più tardi, era morto in quello stesso giorno, gli apparve in sogno e disse: “Come non puoi contenere il mondo intero in una mano, così non potresti raccogliere le gioie del cielo in un libro prima di trovarti tu stesso in quel luogo nel quale ti sforzi di giungere”. Se dunque le gioie del Cielo sono così grandi, non dobbiamo disprezzare tutti i piaceri di questa terra?
Testo tratto dalle annotazioni stese in carcere nel periodo successivo alla condanna (6.7.1943)

  • Cenni BiograficiIl 9 agosto 1943, in un carcere vicino Berlino, mentre su gran parte dell'Europa gravava la notte oscura del domino nazista e della guerra mondiale, veniva decapitato un contadino austriaco di 36 anni, cattolico e padre di tre figli.
    La sua colpa: essere un oppositore del nazismo ed essersi rifiutato strenuamente, in nome della sua fede cristiana, di combattere agli ordini di Adolf Hitler. Quest'uomo si chiamava Franz Jägerstätter, e scelse di testimoniare con la sua vita la sua fedeltà al Vangelo ed il suo rifiuto di seguire l'ideologia e la prassi nazista.
    Franz Jägerstätter, vissuto in un piccolo villaggio a pochi chilometri dalla Baviera e dai luoghi in cui Joseph Ratzinger ha passato alcuni anni della sua infanzia, è stato proclamato beato da Benedetto XVI. La vicenda di Franz Jägerstätter è per molti versi impressionante. Nel pieno della guerra e del clima di isterica propaganda bellica creato dalle autorità naziste, questo giovane padre di tre figlie, nato e cresciuto a soli trenta chilometri dal villaggio natale di Hitler, ebbe molto chiara nella sua coscienza l'impossibilità per un cristiano di essere soldato in un esercito comandato da un potere iniquo e anticristiano.
    Tale chiarezza era per lui semplicemente un dono, una grazia, da accogliere con umiltà e riconoscenza. Affermava infatti: «Se Dio non mi avesse dato la grazia e la forza di morire se necessario per difendere la mia fede, forse farei semplicemente ciò che fa la maggior parte della gente». Si chiedeva poi con grande chiarezza: «Si può essere allo stesso tempo soldato di Cristo e soldato per il nazionalsocialismo, si può combattere per la vittoria di Cristo e della sua Chiesa e contemporaneamente combattere perché vinca il nazionalsocialismo?».
    Le sue lettere scritte in carcere, dopo la sentenza di morte, sono di una serenità che non può che stupire, considerate le condizioni nelle quali affrontava tale prova e le preoccupazioni evidenti che doveva serbare per la sua famiglia. Con estrema lucidità Jägerstätter considerava il dilemma morale nel quale si trovava, e di fronte al quale non era disposto a compromessi di alcun genere: «Per quale motivo preghiamo Dio e i sette doni dello Spirito Santo, se dobbiamo comunque prestare in ogni caso cieca obbedienza? A che pro Dio ha fornito agli uomini un intelletto ed una libera volontà se non ci e neppure concesso, come alcuni dicono, di giudicare se questa guerra che la Germania sta conducendo sia giusta o ingiusta?». Tali considerazioni sono contenute in una lettera scritta da Franz Jägerstätter alla fine di luglio 1943, mentre si trovava con le mani legate perché ormai vicino all’esecuzione della condanna.
    L'originale di questo prezioso documento è stato solennemente consegnato il 4 novembre 2005 dal Cardinale Schönborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca, a don Angelo Romano, Rettore della Basilica di san Bartolomeo, per essere esposto nella cappella dedicata ai testimoni della fede vissuti sotto il regime nazista. 
  •  
     
    ·Nella lettera indirizzata al cugino che diventerà suo figlioccio, Franz parla in modo esplicito dei dubbi di fede che lui stesso è riuscito a superare:
    “Se ti dovessero venire dei dubbi sulla fede, dai quali quasi nessuno viene risparmiato, se la nostra fede sia quella vera, allora pensa ai miracoli e ai nostri santi, che non esistono in nessun’altra religione tranne in quella cattolica. Dalla morte di Cristo ci sono state, quasi ogni secolo, persecuzioni contro i cristiani e ci sono sempre stati eroi e martiri che hanno sacrificato per Cristo e la fede la loro vita, spesso dopo un orribile martirio. Se vogliamo raggiungere il nostro traguardo, dobbiamo diventare anche noi eroi della fede, poiché se temiamo più gli uomini che Dio non avremo fortuna”.
    ·In una raccomandazione al figlioccio emerge l’importanza della lettura nella formazione religiosa e spirituale:
    “Un giovane deve leggere solo buoni libri e buoni scritti, in primo luogo perché l’uomo non necessita solo di nutrimento corporale ma anche spirituale. Non sempre abbiamo occasione di ascoltare delle prediche buone e belle, dal momento che non tutti i sacerdoti posseggono il talento di saper predicare bene.
    Si sente dire spesso che il leggere fa diventare l’uomo ancora più stupido di quanto non sia. Può anche essere, perché ci sono giovani che leggono molti libri ma principalmente romanzi d’amore o romanzi gialli, che sono belli ed emozionanti da leggere, ma per la formazione religiosa e spirituale non hanno alcun valore. I cattivi libri possono spesso creare più danni che giovamento. Perciò i giovani devono chiedere prima di tutto a sacerdoti o a buoni educatori che cosa devono leggere. Anche se non tutti hanno lo stesso entusiasmo per la lettura, possono leggere poco per volta, sfruttando ad esempio le lunghe sere d’inverno, poiché un uomo che non legge niente non si potrà reggere in piedi e sarà solo una marionetta nelle mani degli altri”.

anche pace e amore non durano a lungo, se non credi al tuo Dio e a nessuna eternità


anche pace e amore non durano a lungo,
se non credi al tuo Dio
e a nessuna eternità
***



“Non essere superbo, tu uomo ricco,
anche tu morirai,
cessa l’ingiusta lotta di classe,
poiché anche il figlio di Dio non era ricco sulla terra.
Ah, quanto sono colmi di dolore spesso i nostri giorni
nella nostra breve vita,
sulla quale viaggiamo tutti in modo diverso,
finché un giorno il treno deraglierà.
Ora chiedo a te, uomo superbo,
se la ricchezza personale ti basta,
finché Dio ti dona la salute
e nessun dolore t’opprime.
Salute ed intelligenza sarebbero altrimenti il dono più bello,
ed anche essere bello ed avere denaro è giusto
se si possiedono queste doti.
Ma tutti i bei doni
non ti portano la felicità sperata,
quando nel cuore ti manca l’amore,
perché anch’esso è un capolavoro.
Ma anche pace e amore non durano a lungo,
se non credi al tuo Dio
e a nessuna eternità”.
("Franz Jägerstätter. "3 ottobre 1932)
dal libroUn contadino contro Hitler
“

Abbiamo ragioni forti affinché San Pietro non conosca la stessa sorte di Santa Sofia?

Abbiamo ragioni forti affinché San Pietro non conosca la stessa sorte di Santa Sofia?

*** 


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febbraio 16, 2015 Fabrice Hadjadj

La sottomissione dei jihadisti di Parigi all’islamismo non è solo una reazione al vuoto culturale e spirituale della République. È una continuità con quel vuoto.


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Cari Jihadisti, è il titolo di una lettera aperta pubblicata da Philippe Muray – uno dei più grandi polemisti francesi – poco dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. La lettera si conclude con una serie di avvertimenti ai terroristi islamici, ma a esser presi di mira, di riflesso e ironicamente, sono in verità gli occidentali fanatici del comfort e del supermercato. Cito un passaggio da cui si può facilmente cogliere lo scherno pungente e sarcastico:
« [Cari Jihadisti], temete la collera del consumatore, del turista, del vacanziere che smonta dal suo camper! Voi ci immaginate rotolati nei piaceri e nei passatempi che ci hanno rammolliti? Ebbene noi lotteremo come leoni per proteggere il nostro rammollimento. Ci batteremo per ogni cosa, per le parole che non hanno più senso e per la vita che queste si portano appresso. »
E oggi possiamo aggiungere: ci batteremo specialmente per Charlie Hebdo, giornale ieri moribondo e privo di qualsiasi spirito critico – perché criticare è discernere, e Charlie metteva nello stesso calderone jihadisti, rabbini, poliziotti, cattolici e francesi medi – ma proprio per questo ne faremo il simbolo della confusione e del nulla che ci animano!
Ecco pressappoco lo stato dello Stato francese. Invece di lasciarsi interrogare dagli avvenimenti, parla e parla, ne approfitta per lavarsi coscienza, risalire nei sondaggi, disporsi accanto alle vittime innocenti, alla libertà schernita, alla moralità oltraggiata, purché non si ammetta il vuoto umano della politica condotta da parecchi decenni, né l’errore di un certo modello eurocentrico che prevedeva la necessaria evoluzione del mondo verso la secolarizzazione, mentre altrove, quasi ovunque e almeno dal 1979, si assiste ad un ritorno della religione nella sfera politica. Ma ecco: questa coscienza lavata e questo accecamento ideologico stanno preparando per molto presto, se non la guerra civile, perlomeno il suicidio dell’Europa.
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La prima cosa che bisogna constatare è che i terroristi dei recenti attentati di Parigi sono francesi, che sono cresciuti in Francia e non sono incidenti di percorso e neppure mostri, ma prodotti dell’integrazione alla francese, veri figli della Repubblica attuale, con tutta la rivolta che tale discendenza può indurre.
Nel 2009, Amedy Coulibaly, l’autore degli attentati di Montrouge e del supermercato kosher di Saint-Mandé, era stato ricevuto all’Eliseo da Nicolas Sarkozy con altri nove giovani scelti dai loro datori di lavoro per manifestare i benefici del percorso studio-lavoro: a quel tempo lavorava con un contratto di formazione nella fabbrica della Coca-Cola della sua città natale di Grigny.
I fratelli Kouachi, orfani, figli di immigrati, erano stati accolti dal 1994 fino al 2000 in un centro educativo della Corrèze, centro che appartiene alla fondazione Claude-Pompidou. All’indomani della sparatoria alla sede di Charlie Hebdo, il direttore del centro educativo si diceva stupefatto:  « Siamo tutti scioccati da questa storia perché conosciamo quei giovani. Si fa fatica a immaginare che quei ragazzi, che erano perfettamente integrati (giocavano a calcio nei club locali), abbiano potuto uccidere deliberatamente in quel modo. Si fa fatica a crederci. Durante il loro percorso da noi non hanno mai dato luogo a problemi di comportamento. Saïd Kouachi […] era completamente pronto per la vita socio-professionale. »
Queste affermazioni rimandano a quelle del sindaco di Lunel – piccola cittadina del Sud della Francia – che si stupiva del fatto che dieci giovani del suo comune fossero partiti per unirsi alla jihad in Siria, proprio adesso che la municipalità aveva risistemato una magnifica pista da  skateboard nel loro quartiere…
vaticano-shutterstock_174665492Il legame tra martirio e maternità
Che ingratitudine! Come è possibile che questi giovani non abbiano veduto le loro aspirazioni più profonde compiute lavorando per Coca-Cola, facendo dello skateboard o giocando nella squadra di calcio locale? Come mai il loro desiderio di eroicità, di contemplazione e di libertà non si è sentito soddisfatto dall’offerta così generosa di poter scegliere tra due piatti surgelati, guardare una serie tv americana o astenersi alle elezioni? E perché le loro speranze di pensiero e di amore non si sono realizzate con tutti i progressi in corso, e cioè con la crisi economica, il matrimonio gay e la legalizzazione dell’eutanasia? Perché era precisamente questo il dibattito che interessava il governo francese fino al giorno prima degli attentati: la République era tutta tesa verso un’altra grande conquista umana, l’ultima senza dubbio, e cioè il diritto di essere assistiti nel suicidio o essere finiti da un boia la cui delicatezza sia attestata da un titolo di studio in medicina…
Mi spiego : i fratelli Kouachi e Coulibaly erano « perfettamente integrati », ma integrati al nulla, alla negazione di ogni slancio storico e spirituale, ed è per questo che alla fine si sono sottomessi a un islamismo che era non soltanto la reazione a tale vuoto, ma era anche in continuità con quel vuoto, con la sua logistica di sradicamento mondiale, di perdita della tradizione familiare, di miglioramento tecnico del corpo per farne un super-strumento connesso a un dispositivo senz’anima…
Un giovane non cerca soltanto ragioni per vivere, ma anche e soprattutto – giacché non possiamo vivere per sempre – ragioni per dare la propria vita. Ora, ci sono ancora in Europa ragioni per dare la propria vita ? La libertà di espressione ? Va bene ! Ma cosa abbiamo di cosi importante da esprimere ? Quale Buona Novella abbiamo da annunciare al mondo ?
Sapere se l’Europa sia ancora capace di portare una trascendenza che dia senso alle nostre azioni – dico che questa è la questione più spirituale e per ciò stesso anche la più carnale. Non si tratta solo di dare la propria vita; si tratta anche di dare la vita. Curiosamente, o provvidenzialmente, nell’udienza del 7 gennaio, il giorno stesso dei primi attentati, papa Francesco indicava, citando un’omelia di Oscar Romero, il legame tra martirio e maternità, tra l’essere pronti a dare la propria vita e l’essere pronti a dare la vita. E’ un’evidenza innegabile : la nostra debolezza spirituale si ripercuote sulla demografia ; che lo si voglia oppure no la fecondità biologica è sempre segno di una speranza vissuta (anche quando tale speranza è disordinata, come nel natalismo nazionalista o imperialista).
fabrice_hadjadj-foto-meeting-riminiL’insegnamento di De Gaulle
Se si adotta un punto di vista totalmente darwinista, bisogna allora ammettere che il darwinismo non è un vantaggio selettivo. Credere che l’uomo sia il risultato mortale del casuale bricolage dell’evoluzione non incoraggia granché a fare figli. Meglio un gatto o un cagnolino. O forse uno o due piccoli sapiens sapiens, per inerzia, per convenzione sociale, alla fine non tanto come figli ma come giocattoli adatti a esercitare il proprio dispotismo e per distrarsi dall’angoscia (prima di aggravarla radicalmente). Il successo teorico del darwinismo conduce inevitabilmente al successo pratico dei fondamendalisti che negano tale teoria ma che, loro, fanno tanti figli. Un’amica islamologa, Annie Laurent, mi ha detto a questo proposito una frase illuminante : « Il parto è la jihad delle donne. »
Ciò che a suo tempo spinse il generale de Gaulle a concedere l’indipendenza all’Algeria fu precisamente la questione demografica. Mantenere l’Algeria francese con giustizia avrebbe voluto dire accordare la cittadinanza a tutti, ma essendo la democrazia francese sottoposta alla legge della maggioranza e dunque a quella della demografia, essa avrebbe finito con il sottomettersi alla legge coranica. Il 5 marzo 1959 de Gaulle confidava a Alain Peyrefitte : « Lei crede che il corpo francese possa assorbire dieci milioni di mussulmani che domani saranno venti milioni e dopodomani quaranta? Se facessimo l’integrazione, se tutti gli arabi e i berberi di Algeria fossero considerati francesi, come impedirgli di venire a stabilirsi in Francia metropolitana dove il tenore di vita è talmente più elevato? Il mio paesino non si chiamerebbe più Colombey-les-Deux-Églises, ma Colombey-les-Deux-Mosquées ! »
Certo, c’è una liberazione della donna di cui possiamo essere fieri, ma quando tale liberazione si risolve nella militanza contraccettiva e abortiva, e la maternità e la paternità sono concepite come pesi insopportabili per individui che hanno dimenticato di essere prima di tutto figli e figlie, tale liberazione non può che fare posto, dopo qualche generazione, al dominio numerico delle donne col burqa, perché le donne con la minigonna si riproducono molto di meno.
E’ facile protestare : « Oh ! il burqa ! che usanze barbare ! » Quelle usanze barbare unite a un’immigrazione che compensa la denatalità europea capovolgeranno la nostra civilizzazione del futuro – di un futuro, infine, senza posterità…
In fondo, i jihadisti commettono un grave errore strategico : provocando reazioni indignate finiscono col rallentare l’islamizzazione dolce dell’Europa, quella che Michel Houellebecq presenta nel suo ultimo romanzo (pubblicato anch’esso il  7 gennaio) e che si realizza a causa della nostra doppia astenia religiosa e sessuale. A meno che la nostra insistenza sul non confondere le cose, e sul ripetere che l’islam non c’entra niente con l’islamismo (mentre sia il presidente egiziano Al-Sissi che i fratelli mussulmani ci dicono il contrario) e a colpevolizzarci del nostro passato coloniale – a meno che tutta questa confusione non ci consegni con ancor più grande quanto vana ossequiosità al processo in atto.
C’è in ogni caso una vanità che dobbiamo smettere di avere ed è di credere che i movimenti islamisti siano movimenti pre-Lumières, barbari come dicevo prima, e che diverranno moderati non appena scopriranno gli splendori del consumismo. In verità sono movimenti  post-Lumières. Essi sanno che le utopie umaniste che si erano sostituite alla fede religiosa sono crollate. E dunque ci si può chiedere con qualche ragione se l’islam non sia il termine dialettico di un’Europa tecno-liberale che ha rifiutato le sue radici greco-latine e le sue ali giudaico-cristiane: e siccome questa Europa non può vivere troppo a lungo senza Dio e senza madri, ma come un bambino viziato non riesce tornare da sua madre la Chiesa, essa acconsente finalmente a darsi a un monoteismo facile, dove il rapporto con la ricchezza è sdrammatizzato, dove la morale sessuale è più debole, dove la postmodernità hi-tech costruisce città radiose come quelle del Qatar. Dio e il capitalismo, le huri dell’harem e i guru del computer, perché non potrebbe essere questo l’ultimo compromesso, la vera fine della storia?
Una cosa mi sembra certa: ciò che c’è di buono nel secolo dei Lumi ormai non può più sussistere senza il Lume dei secoli. Ma riconosceremo che quella Luce è quella del Verbo fatto carne, del Dio fatto uomo, e cioè di una Divinità che non schiaccia l’umano, ma che lo accoglie  nella sua libertà e nella sua debolezza? Questa è la domanda che pongo a voi alla fine: siete romani, ma avete ragioni forti affinché San Pietro non conosca la stessa sorte di Santa-Sofia? Siete italiani, ma siete capaci di battervi per la Divina Commedia, o ne avrete vergogna, visto che Dante, nel XXVIII canto dell’ Inferno, osa mettere Maometto nella nona bolgia dell’ottavo girone?
Infine, siamo europei, ma siamo fieri della nostra bandiera con le sue dodici stelle? Ci ricordiamo ancora del senso di quelle dodici stelle, che rimandano all’Apocalisse di San Giovanni ed alla fede di Schuman e De Gasperi? Bisogna rispondere, o siamo morti: per quale Europa siamo pronti a dare la vita?

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mercoledì 18 febbraio 2015

Curare oltre 100 malattie della pelle con meno di un euro Intervista al padre del Metodo Ruffini

Ruffini: "La grande economicità del trattamento può liberare enormi risorse per la ricerca"

Curare oltre 100 malattie della pelle con meno di un euro
Intervista al padre del Metodo Ruffini

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di valerio droga | 20 dicembre 2013 | pubblicato in Cure e terapie

dott Ruffini

Ci sono ciarlatani e finti guaritori, venditori di illusioni e presunti taumaturghi che si approfittano di patologie incurabili diffondendo false speranze a chi la speranza ormai l’ha già persa. E poi ci sono medici e ricercatori che fanno del giuramento di Ippocrate la strada maestra, il cui unico obiettivo è prendersi cura dell’umanità, che mettono a punto trattamenti e cure efficaci lasciandoli a disposizione della gente, senza porle sotto chiave per specularci su. A volte si può trattare di metodi semplici, privi di effetti collaterali e a basso costo, al punto da suscitare legittimi dubbi, ma non per questo meno efficaci o meno scientifici.

Sopra, Chitignano (Arezzo), paese di origine e, sotto, Ruffini a 20 anni a un concerto.
Oggi parliamo di (e con) Gilberto Ruffini, medico chirurgo ematologo, padre del Metodo Ruffini. La sua storia profuma di un’Italia che non c’è più, in cui la forte motivazione personale e il merito poteva far dimenticare e superare le difficoltà incontrate. Così un giovane di origini contadine umbro-toscane, cresciuto prima con la madre e poi in orfanotrofio e collegio, comincia a lavorare da garzone in uno studio dentistico di Varese. Osservando il vecchio dentista si appassiona al mestiere e decide di conseguire il diploma di odontotecnico, alternando quindi le pulizie dello studio durante il giorno e la preparazione di protesi dentarie alla sera. Ma Gilberto Ruffini non si arresta qui, si iscrive alla facoltà di Medicina e chirurgia a Milano, ereditando poi lo studio del vecchio datore di lavoro. Esercita quindi come dentista (all’epoca le due carriere non erano ancora separate) e contemporaneamente prosegue gli studi a Pavia specializzandosi col massimo dei voti in Ematologia clinica e di laboratorio, sotto la guida di uno dei più autorevoli al mondo ematologi dell’epoca, Edoardo Storti. Per 42 anni continua però la sua attività di dentista nel centro di Varese, oltre a prestare servizio in ospedale e a insegnare all’università, affiancando il tutto alla libera ricerca, con un approccio estremamente pragmatico, concependo la medicina a 360 gradi e mai a compartimenti stagni. Ed è così, un po’ per caso, proprio mentre è sul lavoro, che ‘scopre’ un metodo risolutivo per tutta una serie di problemi dermatologici: chiede e ottiene il brevetto nel 1996 e da allora, pur dovendo lasciare più tardi per motivi di salute l’attività di dentista, prosegue instancabilmente quella di ricercatore, provando al tempo stesso a diffondere il più possibile questo trattamento perché sempre più persone se ne possano giovare.
Cominciamo da dove è giusto cominciare: cos’è il Metodo Ruffini, su cosa si basa?
“Il Metodo Ruffini, da me ideato, è un trattamento dermatologico ad uso topico a base di ipoclorito di sodio (NaOCl), ingrediente essenziale della comune candeggina, diluito tra il 6 e il 12 per cento. Questo range percentuale permette il trattamento di molte patologie dermatologiche. Quando il sale viene a contatto con la membrana cellulare dell’agente patogeno si modifica immediatamente in acido ipocloroso (HOCl) e la disfà: l’HOCl è a pieno titolo il principio attivo del metodo”.
Quali sono le patologie o i disturbi che cura? Quanto dura un trattamento, servono più sedute? E quali sono i margini di guarigione?
“Le patologie interessate possono essere di origine virale, microbica, micotica o protozoaria. Solitamente la maggior parte delle patologie richiede solo un trattamento fino ad un minuto mentre per alcune altre ne occorrono pochi di più. Per molte patologie il trattamento risulta essere risolutivo, alcune infezioni ricorrenti possono essere risolte o notevolmente migliorate. Cura l’acne, le afte, l’herpes. Lenisce i fastidi del piede diabetico, della varicella e del fuoco di Sant’Antonio e pruriti non allergici, ma anche di punture di insetti quali vespe e ustioni di meduse. Combatte la carie, elimina la candida e il papilloma virus. In tutto, al momento, sono oltre cento le patologie che risultano curabili con questo metodo”.
Ci può raccontare brevemente quando e come nasce questa sua scoperta?
“L’occasione è nata da una mia paziente affetta da afte. Era l’anno 1991 e a quel tempo, come tutti i miei colleghi, conoscevo appena l’ipoclorito di sodio per disinfettare i canali dei denti; ebbi l’intuizione di applicarlo sulle afte e dalla risposta molto positiva e inaspettata fui incoraggiato a proseguire gli studi che mi portarono al 1996, anno in cui depositai il brevetto, ottenendone l’approvazione due anni più tardi”.
Dove si può trovare l’ipoclorito di sodio e quanto costa?
“L’ipoclorito di sodio non ha alcuna restrizione formale quindi è possibile acquistarlo senza prescrizione o in una ditta chimica, o farselo preparare da una farmacia galenica, altrimenti, al giorno d’oggi, esistono alcuni negozi online per poterlo ordinare”.
Il metodo  prevede  anche l’automedicazione o serve sempre il supporto di un medico?
“Il metodo è nato con la semplicità e quindi è possibile per alcune patologie applicarselo in automedicazione (ad esempio per gli herpes). Preciso che però non esclude il medico curante ne alcuna forma di trattamento ufficiale; vuole essere una integrazione per un valido supporto laddove ufficialmente non esiste un rimedio efficace. La diagnosi è pur sempre necessaria e indispensabile”.
E se il medico non conosce il trattamento o semplicemente si rifiuta di applicarlo a chi si può rivolgere  il cittadino?  C’è una lista di medici che hanno sposato questo metodo?
“Sono presente sul web da ormai cinque anni e ad oggi dalle numerose email che ricevo mi sono fatto l’idea che i medici che conoscono e anche quelli che adottano il Metodo Ruffini sono in numero sempre più crescente anche in ambito ospedaliero. Non esiste ancora una lista di medici ufficiale. Confido di giungere al più presto a questo obbiettivo”.
Se costa così poco, mi consenta la domanda, lei che ci guadagna e a cosa serve il brevetto depositato, è solo un fatto di paternità?
“Il metodo non è stato brevettato al fine del guadagno ma per la protezione e la mia libera gestione dei dati di cui sono venuto a conoscenza attraverso le mie osservazioni cliniche”.
Considerato sempre il basso costo e anche il fatto che andrebbe a rimpiazzare un numero elevatissimo di creme, pomate, antibiotici e perfino vaccini, quale potrebbe essere il risparmio per il sistema sanitario nazionale?
“Il risparmio del sistema sanitario nazionale è, potrei dire, incalcolabile ma certamente notevole. Considerata la vasta quantità di patologie trattabili, si potrebbero investire i soldi risparmiati per altra ricerca medico-scientifica. Inoltre, i pazienti in ambito ospedaliero avrebbero meno rischi di infezioni (Mrsa) e gli ospedali ne beneficerebbero quindi anche in termini organizzativi per la estrema velocità e facilità della cura”.
Ci sono controindicazioni? Può procurare anche allergie o comunque effetti collaterali?
“Sostanzialmente non ci sono controindicazioni se non si sbagliano i tempi e le modalità di applicazione oltre che alle percentuali consigliate. Allergie non ne crea in modo assoluto in quanto la molecola è anallergica, già presente in quantità minime nell’organismo umano”.
Eliminando batteri e funghi può anche distruggere la microflora utile al funzionamento dell’organismo  intaccandone il delicato ecosistema? Penso ad alcuni batteri ‘amici’ che popolano per esempio la cavità vaginale e che necessitano di ambiente leggermente acido per sopravvivere o alla cosiddetta flora intestinale.
“Per quanto riguarda microflora intestinale non è da prendere in considerazione in quanto il prodotto non va ne ingerito ne inserito nell’intestino. Per quanto riguarda la cavità vaginale è vero che il prodotto elimina tutta la microflora ma questa io la considero più una grandezza che una povertà in quanto il ristabilimento della microflora è quasi immediato: in poche ore si ristabilisce il pH naturale e la popolazione batterica funzionale all’organismo, quindi tempi così brevi non sono tali da determinare danni o sconvenienze rilevabili”.
Il metodo quale accoglienza ha avuto da parte della comunità scientifica e medica e soprattutto da parte dei dermatologi? Viene consigliato da qualche medico e in quali situazioni?
“Il metodo inizialmente è stato accolto solo con derisione però, soprattutto in ambito accademico, si sono ricreduti subito, già dopo le prime osservazioni microscopiche. Preciso inoltre che io personalmente ho raccolto 88 bibliografie mondiali che a loro volta raggruppano decine di ricercatori. Via via la cosa si è espansa a partire dai medici, soprattutto i medici di famiglia, i dermatologi e i chirurghi ospedalieri. Viene generalmente consigliato dai dottori laddove sussistano infezioni antibiotico-resistenti o virali come gli herpes 1, 2, 3 e oggi sta prendendo piede tra i ginecologi per l’Hpv, il papilloma virus cioè”.
Quali sono le critiche che le vengono mosse più spesso e con quali argomentazioni risponde?
“La principale critica che mi viene mossa è quella per la quale un medico non può applicare candeggina ai suoi pazienti. Io rispondo sempre loro che la candeggina contiene ipoclorito di sodio e non il contrario. Io consiglio una molecola che è NaOCl tra il 6 per cento e il 12 per cento su pelle e mucose e mai accompagnata da altre sostanze”.
A rafforzare la sua teoria quali evidenze scientifiche ci sono? Sono state prodotte ricerche sul campo? Quante testimonianze positive sono state raccolte finora? È mai stata commissionata una sperimentazione terza?
“Le mie evidenze scientifiche raccolte ufficialmente (senza calcolare quelle, circa 900, dei ricercatori sparsi nel mondo che ne arricchiscono la bibliografia) sono ad oggi 551 a cui si aggiungono circa 600 di altri medici che spontaneamente hanno raccolto la loro casistica. L’unica sperimentazione terza riguarda quelle in vitro in alcune università”.
Per essere riconosciuto ufficialmente dalla comunità scientifica serve una particolare procedura, quali sarebbero eventualmente i passaggi?
“Per quanto riguarda le sperimentazioni e i protocolli ufficiali costano troppo e risulterebbero insostenibili per un semplice privato quale sono”.
Oltre all’applicazione topica ho sentito che sta studiando la possibilità di somministrarlo anche per via sistemica, se non sbaglio è il Metodo Ruffini 2, può anticipare ai nostri lettori di che si tratta?
“Sì, è vero, sto lavorando al Metodo Ruffini 2, che riguarda unicamente la via sistemica. Preciso comunque che il Metodo Ruffini 2 sarà ad esclusivo uso medico-scientifico e quindi non sarà mai possibile con esso la via della auto-medicazione. Gli ambiti del Metodo Ruffini 2 riguarderanno ben 13 patologie, oltre a tre ancora in fase di studio, che per il momento preferisco non anticipare”.
Cosa prevede il dottor Ruffini per il futuro del suo metodo e cosa spera, sempre che speranze e previsioni non coincidano?
“Il mio personale auspicio è che il Metodo Ruffini possa essere accettato dai sistemi sanitari nazionali in quanto lo reputo un validissimo contributo alla scienza medica e al sollievo di tante persone”

Io, cardinale, convertito dallo spettacolo moderno eppure cattolicissimo della Sagrada Familia

Io, cardinale, convertito dallo spettacolo moderno eppure cattolicissimo della Sagrada Familia 

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febbraio 16, 2015 George Pell

Il “ministro dell’Economia” di papa Francesco, George Pell, racconta la sua visita sconvolgente a Barcellona. Dove ha scoperto che la basilica di Gaudí sa parlare di Cristo alle persone come nessun altro posto al mondo


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Già arcivescovo di Sydney e primate d’Australia, il cardinale George Pell è stato nominato da papa Francesco prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede. Proponiamo di seguito in una nostra traduzione il suo articolo dedicato alla Sagrada Familia di Barcellona, la basilica che secondo il porporato «può salvare la Chiesa in Europa». Il testo è apparso originariamente nel numero di febbraio 2015 del Catholic Herald ed è riprodotto integralmente in inglese in questa pagina.
Sono andato a Barcellona per caso. La moglie e le figlie di mio fratello erano rimaste deliziate da questa elegante città nel nord della Spagna, in special modo dalla basilica della Sacra Famiglia. Hanno convinto mio fratello che anche lui doveva vedere la città, e lui ha chiesto a me di unirmi alla visita.
Naturalmente sapevo di quella chiesa e dell’entusiasmo di papa Benedetto verso di essa. Anche uno degli architetti del nuovo Benedict XVI Retreat Centre di Sydney aveva scritto un articolo di elogio. Ma benché condividessi molti dei loro giudizi artistici, ero stato sviato dalle foto dell’esterno della basilica. Mi pareva tutto un po’ strambo: Picasso a Hollywood. Dell’interno della basilica, però, non sapevo nulla (e dell’esterno non molto di più, per la verità). Ero abbastanza preparato a non rimanere impressionato.
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La mia visita ha cambiato completamente la mia opinione, perché la basilica è opera di un genio. Quel luogo di culto parla di Dio alla gente di oggi (e di domani) in maniera più eloquente di qualunque chiesa che io conosca. Ci sono simboli cattolici ovunque, che parlano di Cristo, della Chiesa, della luce e della vita. Ogni anno 3.200.000 turisti paganti vi si recano in visita, permettendo così che la costruzione prosegua.
La chiesa è un prodotto della turbolenta storia religiosa della Spagna, e nel corso della sua vita relativamente breve è stata già danneggiata e chiusa per un certo periodo a causa della violenza anticattolica.
Nel XIX secolo Barcellona era un centro dello sviluppo industriale di una Spagna che stava cambiando la sua natura di società coloniale e rurale. Quando le forze democratiche anti-religiose e violente scatenate dalla Rivoluzione francese del 1789 si propagarono in tutta Europa, lo Stato spagnolo, nel 1836, espropriò tutte le terre e i beni della Chiesa.
Nella crisi spirituale conseguente l’ascesa dell’ateismo militante fu molto combattuta da parte di tanti preti e fedeli cattolici. L’Associazione dei Devoti di San Giuseppe fu fondata nel 1866 dal libraio filantropo Josep Maria Bocabella, e crebbe rapidamente fino a contare mezzo milione di soci. Nel 1878 essi decisero di costruire un tempio espiatorio di preghiera e di culto dedicato alla Sacra Famiglia. L’opera iniziò nel 1882, ispirata in parte alla devozione alla Santa Casa di Nazareth, che era stata traslata a Loreto, in Italia, nel XIII secolo, probabilmente da crociati.
La basilica non è la cattedrale di Barcellona e per la sua costruzione non sono stati usati fondi governativi o diocesani. Fin dal principio l’edificio è stato un esercizio donchisciottesco. Il primo architetto della Sagrada Familia, Francisco del Villar, convinse Boccabella a non costruire una riproduzione del santuario di Loreto, ma a seguire lo stile neo-gotico delle grandi cattedrali medievali, in voga all’epoca. Alcune controversie finanziarie e artistiche provocarono poi la rinuncia di del Villar, e nel 1883 Boccabella ingaggiò come architetto del nuovo progetto il 31enne Antoni Gaudí. Questi mantenne l’incarico per 43 anni, fino alla sua morte nel 1926.
Gran parte della cripta era già stata costruita e Gaudí ne corresse il progetto solo lievemente. Il suo genio creativo emerse presto nel disegno radicalmente diverso dell’abside, del chiostro e del portale della facciata della Natività, e nei dettagliati progetti per la costruzione di una chiesa sorprendentemente diversa che lasciò ai suoi successori.
Durante la Guerra civile spagnola degli anni Trenta i comunisti distrussero i progetti (ma non tutti), danneggiarono i modelli e fermarono il cantiere, che non ripartì fino al 1954. La chiesa in origine sorgeva isolata in campagna ma oggi è circondata da negozi e abitazioni. Alcuni di questi saranno demoliti per creare un ambiente più adatto e soprattutto un ampio piazzale d’ingresso.
Continueranno a essere scritti libri sulla Sagrada Familia, ed è difficile decidere da dove cominciare per descrivere così tanti tratti strani e belli. La chiesa è enorme e alta, in grado di contenere 14 mila fedeli, e il coro sopraelevato può accogliere 1.200 cantanti. La torre principale sarà alta 170 metri, dunque meno del vicino manufatto divino, il colle Montjuic, che misura 200 metri di altitudine.
sagrada-familia-george-pell-catholic-heraldOgni generazione di costruttori di chiese desidera offrire il meglio delle proprie capacità all’unico buon Dio e questo in genere – forse sempre – dovrebbe significare che ci mettano qualcosa della loro epoca e della loro nazione che vada oltre il contributo offerto dalle generazioni precedenti.
La Spagna ha molti begli edifici e monumenti tradizionali. Ma anche Picasso era spagnolo, così come Joan Miró e come pure Gaudí. Gaudí era profondamente cattolico, ma spagnolo nell’anima.
Non si è mai tentati di pensare a questa basilica come a un museo. Sebbene affondi le sue radici nello stile neo-gotico, essa appartiene al domani ancor più che all’oggi. I nostri contemporanei, soprattutto i non religiosi, sono rivolti al futuro, nella speranza che il progresso tecnico ed economico continui. Non guardano indietro alla venuta di Cristo come al punto di svolta della storia, né ad altri avvenimenti precedenti. Amano la novità e l’innovazione. Questa basilica parla a loro, perché racconta l’antica storia cristiana in un modo nuovo.
I 1.700 anni di civilizzazione cristiana e gli ultimi 300 di persecuzione intermittente, spesso ripetuta, in questa chiesa sono la rampa di lancio essenziale per gli insegnamenti della Bibbia, della liturgia e della natura stessa. Nessun dettaglio è appena una stanca rappresentazione del passato, come alcune immagini sacre. Ogni tradizione è rispettata, riconoscibile, ma sviluppata e cambiata. Le decorazioni sono insolitamente variopinte; non ci sono linee diritte ma piuttosto torsioni e curve come di tronchi d’albero.
La luce è dappertutto e illumina le potenti vetrate colorate con i loro arabeschi astratti e le tinte brillanti e forti. L’edificio è circondato da colonne scanalate, rivolte in direzioni diverse a ogni capo, spesso con la parte centrale più sottile.
Sospesa sopra l’altare maggiore, una enorme figura del Cristo sofferente e crocifisso, con le gambe quasi piegate in due, le braccia dolorosamente tese e la testa rivolta ai cieli, domina l’interno della chiesa. Sopra tutto questo c’è un baldacchino quasi tradizionale, un simbolo preso dalla tenda che le coppie ebree tengono sopra le teste quando si scambiano i voti matrimoniali. Qualcosa di simile si trova in molte chiese antiche (e a San Pietro a Roma) e ci ricorda del matrimonio di Cristo con la comunità della sua Chiesa. Le quattro colonne di porfido rappresentano i Vangeli e i pilastri i dodici Apostoli.
Intorno all’altare principale Gaudí voleva creare una foresta mistica con la luce che filtra in cento modi diversi attraverso le colonne, le volte e il tetto, come tra le chiome di antichi alberi. Faceva di tutto per evocare il trascendente, per indurre soggezione e per invitare all’adorazione, per incoraggiare la meditazione e la preghiera.
Le chiese gotiche, più di tutte le altre, con la loro altezza e la loro luce sono progettate per elevare i nostri cuori e menti a Dio.
Gaudí porta tutto questo a un nuovo livello, ben oltre quello che mi attendessi e che io abbia sperimentato nelle tante chiese belle e pie che ho visitato. Mi sono sentito sopraffatto; non dalla paura, ma dalla magnificenza e dalla sacralità. Ho realizzato che quella era davvero una casa di Dio.
L’interno è più che una semplice réclame al paranormale, o perfino al soprannaturale. È anche più di una predica, perché le belle prediche possono essere noiose a volte. È una chiamata alla conversione e un’introduzione ai misteri cristiani così come essi sono vissuti e compresi dai cattolici di rito latino.
Anche il tetto della Sagrada Familia è un po’ come una foresta, ricoperto da 18 torri di quattro tipi. Naturalmente la torre di Gesù è la più alta, seguita dalle quattro torri degli evangelisti, la torre della Vergine Maria sopra l’abside, che è poco più bassa, e poi le dodici torri campanarie degli apostoli, che circondano l’edificio e sono divise in tre gruppi sopra i tre portali.
Ogni guglia è coperta da pezzi di ceramica smaltata e colorata proveniente dall’isola di Murano, nel nord dell’Italia. Le guglie ricordano una collezione di cartoline esotiche o trofei sportivi, ma sono tutte protese verso i cieli.
Tre facciate decorate con molte figure diverse incorniciano i portali e sono dedicate alla Natività, alla Passione e alla Gloria. Un chiostro coperto circonderà in futuro la chiesa, separando il mondo esterno secolare da quello sacro.
La facciata della Natività fu cominciata negli anni Novanta dell’Ottocento e ha tre portici dedicati ognuno a una virtù teologale e a un membro della Sacra Famiglia. Gesù rappresenta l’amore o carità, sormontato dall’albero della vita; Giuseppe rappresenta la speranza e la Vergine Maria rappresenta la fede. Vi sono riprodotte scene dall’infanzia di Gesù con figure belle e tradizionali, rassicuranti nella loro pietà e nel loro realismo. Il contesto è rigoglioso e caotico, ma i fedeli allora come oggi amano la fantasia.
La facciata della Passione è diversa: sinistra e spigolosa, coglie il male e la violenza. Gaudí ritardò l’avvio della sua costruzione perché sapeva che sarebbe stata impopolare. La sua nascita fu accompagnata da proteste per le strade. Qui le figure sono severe, spesso lineari, con la testa squadrata, torve e sgradevoli. Fu commissionato allo scultore d’avanguardia Josep  Subirachs il compito di completare e riempire gli schizzi di Gaudí, e lui ci ha trasmesso la brutalità e la realtà dei patimenti di Cristo.
La Resurrezione è arrivata più tardi. Questo portale è una lezione provocatoria ma brillante. La costruzione della facciata della Gloria, che diventerà l’ingresso principale, è iniziata solo nel 2002. Le rappresentazioni delle Quattro Cose Ultime – la morte, il giudizio, il paradiso e l’inferno – con nuvole simili a palloncini rovesciati che rappresentano il Credo, sette porte che rappresentano i sacramenti e colonne con iscrizioni che rappresentano i sette peccati capitali e le opposte virtù cristiane, confondono e rassicurano allo stesso modo. Non so con quanta efficacia questo insolito immaginario parlerà alla gente, o con quanta efficacia abbia parlato a me.
Ovunque nel mondo occidentale la famiglia è sotto pressione a causa della rivoluzione prodotta dall’innovazione della pillola. Abbondano i divorzi e sempre più persone scelgono di non sposarsi e di non risposarsi. Una basilica dedicata alla Sacra Famiglia che sottolinea il ruolo di Giuseppe così come quello di Maria è provvidenziale.
Una delle guide mi ha detto che molti visitatori terminano il giro dicendo che la basilica ha dato loro davvero qualcosa su cui riflettere. Certamente questo è vero per me.

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