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domenica 9 gennaio 2022

si ama con l’anima

Non si ama con il cuore, 

si ama con l’anima

che si impregna di storia.

Non si ama se non si soffre

e non si ama se non si ha paura di perdere

Ma quando ami vivi,

 forse male, forse bene, ma vivi.

Allora muori quando smetti di amare, scompari quando non sei più amato.

Se l’amore ti ferisce, cura le tue cicatrici e credici, sei vivo. 

Perché vivi per chi ami e per chi ti ama.

Alda Merini

Noi ci impegnamo

 Noi ci impegnamo

***

"Noi ci impegnamo.../ Ci impegnamo noi, e non gli altri; / né chi sta in alto, né chi sta in basso; / né chi crede, né chi non crede. / Ci impegnamo, / senza pretendere che gli altri si impegnino, / con noi o per conto loro, / con noi o in altro modo. / Ci impegnamo / senza giudicare chi non s'impegna, / senza accusare chi non s'impegna, / senza condannare chi non s'impegna, / senza cercare perché non s'impegna. / Il mondo si muove se noi ci muoviamo, / si muta se noi mutiamo, / si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura. / La primavera incomincia con il primo fiore, / la notte con la prima stella, / il fiume con la prima goccia d'acqua / l'amore con il primo pegno. / Ci impegnamo / perché noi crediamo nell'amore, / la sola certezza che non teme confronti, / la sola che basta / a impegnarci perpetuamente". (Don Primo Mazzolari)

 Noam Chomsky, uno dei piu' importanti intellettuali oggi in Vita, ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media. 


Dedicate 5 minuti e non ve ne pentirete.

Non foss'altro per ampliare le proprie conoscenze. 


1-La strategia della distrazione 

L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 

La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 

Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).


2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.


3- La strategia della gradualità. 

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.


4- La strategia del differire. 

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.


5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).


6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.


7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 

“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".


8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...


9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!


10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

GLI SPECIALISTI

GLI SPECIALISTI

 «Ma che filosofia e filosofia, quando tutta la parte destra del corpo mi si è paralizzata e io

non faccio che gemere e lamentarmi. Ho tentato tutti i rimedi della medicina: sanno fare la

diagnosi in maniera eccellente, conoscono la tua malattia come il palmo delle loro mani,

ma non sono capaci di curare. Mi è capitato di incontrare un piccolo studente entusiasta:

Se morirete”, diceva, “in compenso sarete perfettamente al corrente della malattia per la

quale morirete!E poi, ancora, quel loro modo di spedirti da uno specialista all’altro,

come a dire: noi facciamo soltanto la diagnosi, ma se andrete dallo specialista tal dei tali

quello vi curerà. Ti dico che non si trovano più, più, i dottori di un tempo che ti curavano

da tutte le malattie, adesso ci sono soltanto gli specialisti che si fanno pubblicità a tutto

spiano sui giornali. Se ti fa male il naso, vatti a curare a Parigi: lì, dicono, c’è uno

specialista europeo che cura il naso. Vai a Parigi, quello ti esamina il naso e ti dice: “Posso

curarvi soltanto la narice destra, perché non curo le narici sinistre, non è la mia specialità,

ma dopo la mia cura andate a Vienna, lì c’è lo specialista adatto che riuscirà a guarirvi la

narice sinistra”. Che fai allora? Io sono ricorso ai rimedi popolari, un dottore tedesco mi

ha consigliato di cospargermi di miele e sale durante il bagno a vapore. Io ci sono andato

solo per farmi un bagno di vapore in più: mi sono impiastricciato tutto e senza alcun

beneficio. Disperato, ho scritto al conte Mattei a Milano, che mi ha mandato un libro e

delle gocce, che Dio lo benedica. Ma pensa un po’: è stato l’estratto di malto di Hoff a

farmi bene! L’ho comprato per caso, ne ho bevuto una bottiglietta e mezza ed ero subito

pronto a ballare, mi aveva fatto sparire il dolore in un baleno. Mi ero proposto di far

assolutamente pubblicare un ringraziamento sui giornali, mosso da un sentimento di

gratitudine e, figurati un po’, che a questo proposito è venuta fuori un’altra storia: neanche

una redazione me lo ha accettato, con la motivazione: “Sarebbe molto reazionario, non ci

crederà nessuno. Le diable n’existe point. Pubblicatelo anonimamente”. Ma che razza di

ringraziamento è, se è anonimo? Ho fatto quattro risate con gli impiegati: “È retrogrado

credere in Dio ai nostri giorni, ma io sono il diavolo, in me dunque si può credere”, dico

io. “Lo comprendiamo benissimo, chi non crede al diavolo? Però non si può fare, potrebbe

nuocere alla nostra reputazione. Se volete, lo presentiamo come uno scherzo”, mi

rispondono loro. Ma io ritenni che come scherzo non sarebbe stato molto spiritoso. E così

non me lo pubblicarono. E - ci crederai? - mi rincresce ancor oggi. I miei sentimenti

migliori, come la gratitudine, per esempio, mi sono formalmente proibiti, unicamente a

causa della mia posizione sociale».

mercoledì 5 gennaio 2022

Dentro di me qualcosa di migliore

Dentro di me qualcosa di migliore


"Nel bel mezzo dell’odio, 

ho trovato che c’era, 

dentro di me, 

un invincibile amore.

Nel bel mezzo delle lacrime, 

ho trovato che c’era, 

dentro di me, 

un invincibile sorriso.

Nel bel mezzo del caos, 

ho trovato che c’era, 

dentro di me, 

un’invincibile calma. 

Nel bel mezzo dell’inverno, 

ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate. 

E questo mi rende felice.

Perchè vuol dire che non importa quanto duramente il mondo mi remi contro, 

dentro di me c'è qualcosa di più forte, 

qualcosa di migliore che mi spinge nella direzione giusta."

Albert Camus

lunedì 3 gennaio 2022

E ti chiedi: dove sono mai i tuoi sogni? e scuoti la testa, dici: come volano in fretta gli anni

E ti chiedi: dove sono mai i tuoi sogni?

***

Quali ricordi! Mi viene in mente. Per esempio che proprio qui esattamente un anno fa,esattamente di quest'epoca, a quest'ora su questo marciapiede vagavo solo e cupo proprio come ora!E ricordi che anche allora i sogni erano tristi, e se anche prima non andava meglio, pur tuttavia senti sempre che in qualche modo era più facile e più quieto vivere, che non c'erano questi pensieri neri, che ora mi opprimono; che non c'erano questi rimorsi, rimorsi cupi, tetri, che ora non mi danno pace né di giorno, né di notte. E ti chiedi: dove sono mai i tuoi sogni? e scuoti la testa, dici: come volano in fretta gli anni! E di nuovo ti chiedi: cosa hai fatto dei tuoi anni? dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no? Guarda, ti dici, guarda come il mondo è diventato freddo. Passeranno altri anni, e con loro arriverà la tetra solitudine, arriverà con le grucce la malferma vecchiaia, e con loro l'angoscia e lo sconforto. Si farà pallido il tuo mondo fantastico, moriranno, appassiranno i tuoi sogni e cadranno, come foglie ingiallite dagli alberi.. Oh, Nasten'ka! sarà triste restare da solo, completamente da solo,e non avere nemmeno cosa rimpiangere -niente, assolutamente niente... perché tutto ciò che ho perduto, tutto ciò, era tutto un niente, uno stupido e tondo zero, era solo un sogno!»

Dostoevskij Notti bianche


domenica 2 gennaio 2022

L'unica nobiltà dell'uomo

L'unica nobiltà dell'uomo

«L'unica nobiltà dell'uomo, la sola via di salvezza consiste nel riscatto del tempo per mezzo della bellezza, della preghiera e dell'amore. Al di fuori di questo, i nostri desideri, le nostre passioni, i nostri atti non sono che "vanità e soffiar di vento", risacca del tempo che il tempo divora. Tutto ciò che non appartiene all'eternità ritrovata appartiene al tempo perduto».

 Thibon

 « L'incuria con cui l'umanità attuale dissipa i suoi beni sembra indicare che non si aspetti discendenti. »


Nicolás Gómez Dávila

sabato 1 gennaio 2022

 


Giovannino Guareschi - La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla

Giovannino Guareschi - La verità non si insegna

Brani scelti: GIOVANNINO GUARESCHI, Diario clandestino,(Milano, Rizzoli 1949).

La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla. Pensare, farsi una coscienza. Non cercare uno che pensi per voi, che vi insegni come dovete essere liberi. Qui si vedono gli effetti: dagli effetti risalire alle cause, individuare il male. Strapparsi dalla massa, dal pensiero collettivo, come una pietra dall'acciottolato, ritrovare in se stessi l'individuo, la coscienza personale. Impostare il problema morale.

Domani, appena toccherete col piede la vostra terra troverete uno che vi insegnerà la verità, poi un secondo che vorrà insegnarvela, poi un quarto, un quinto che vorranno tutti insegnarvi la verità in termini diversi, spesso contrastanti. Bisogna prepararsi qui, "liberarsi" qui in prigionia, per non rimanere prigionieri del primo che v'aspetta alla stazione, o del secondo o del terzo. Ma passare ogni parola loro al vaglio della propria coscienza e, dalle individuate falsità d'ognuno, scoprire la verità.

Prendi un sorriso,


 Prendi un sorriso,

regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fai bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

Mahtma Gandhi