"La Chiesa è il luogo dove tutte le verità si incontrano"................. Gilbert Keith Chesterton
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lunedì 26 dicembre 2016
Egli viene.
E con Lui viene la gioia.
Se lo vuoi, ti è vicino.
Anche se non lo vuoi, ti è vicino.
Ti parla anche se non parli.
Se non l’ami, egli ti ama ancor di più.
Se ti perdi, viene a cercarti.
Se non sai camminare, ti porta.
Se tu piangi, sei beato perché lui ti consola.
Se sei povero, hai assicurato il regno dei cieli.
Se hai fame e sete di giustizia, sei saziato.
Se perseguitato per causa di giustizia,
puoi rallegrarti ed esultare.
Così entra nel mondo la gioia,
attraverso un bambino che non ha niente.
La gioia è fatta di niente,
perché ogni uomo che viene al mondo
viene a mani vuote.
Cammina, lavora e soffre a mani vuote,
muore e va di là a mani vuote".
Don Primo Mazzolari
martedì 20 dicembre 2016
Natale
Charles de Foucauld
abiezione, sempre lo stesso amore della povertà e dei poveri. Gesù non respinge i ricchi, è morto per essi, li chiama tutti, li ama, ma rifiuta di condividere le loro ricchezze e chiama per primi i poveri. Come sei divinamente buono, mio Dio! Se per primi tu
avessi chiamato i ricchi, i poveri non avrebbero osato avvicinarsi a Te, si sarebbero creduti obbligati a restare in disparte a causa della loro povertà. Ti avrebbero guardato da lontano, lasciando che ti circondassero i ricchi. Ma chiamando i pastori per primi, hai
chiamato a Te tutti. Tutti: i poveri, poiché con ciò mostri loro , sino alla fine dei secoli, ch’essi sono i primi chiamati, i favoriti, i privilegiati; i ricchi, perché da una parte essi non sono timidi e dall’altra dipende da loro il diventare poveri come i pastori. In un minuto, se vogliono, se hanno il desiderio di essere simili a Te, se temono che le loro ricchezze li allontanino da Te, possono diventare perfettamente poveri. Quanto sei buono! Come hai scelto il mezzo giusto per chiamare d’un sol colpo intorno a Te tutti i tuoi figli, senza eccezione alcuna! E che balsamo hai messo sino alla fine dei secoli nel cuore dei poveri, dei piccoli, dei disprezzati dal mondo, mostrando loro già dalla tua nascita ch’essi sono i tuoi privilegiati, i tuoi favoriti, i primi chiamati: quelli che chiami sempre intorno a Te che hai voluto essere uno dei loro ed essere fin dalla tua culla e per tutta la vita circondato da essi.
giovedì 15 dicembre 2016
Rodney Stark difende i cattolici: troppe «leggende nere» sulla Chiesa
Rodney Stark difende i cattolici:
troppe «leggende nere» sulla Chiesa
***
da : Cattolici diffamati: Rodney Stark e le «leggende ... - Corriere della Sera
«False testimonianze» (Lindau), il volume del sociologo e accademico protestante, affronta temi scottanti come la schiavitù, le crociate e l’antisemitismo
di PAOLO MIELI
La Baylor University di Waco (Texas) è nota dal 1845, anno in cui fu fondata, per essere il più grande ateneo battista, per la sua gloriosa squadra di football — i Baylor Bears — e per essere stata fino a poco tempo fa un centro mondiale dell’ostilità alla Chiesa di Roma. Quest’ultimo elemento accresce il valore di un libro, False testimonianze (edizioni Lindau), che un docente della stessa Baylor, Rodney Stark, ha ideato per «smascherare alcuni secoli di storia anticattolica». «Non sono cattolico», afferma Stark nella prefazione, «e non ho scritto questo libro per difendere la Chiesa; l’ho scritto per difendere la storia». «Confesso», ricorda Stark, «che quando per la prima volta mi sono imbattuto nell’affermazione secondo cui non solo l’Inquisizione spagnola sparse ben poco sangue, ma fu essenzialmente una forza di primo piano a sostegno della moderazione e della giustizia, l’ho liquidata tra me e me come l’ennesimo esercizio di bizzarro revisionismo da parte di qualche autore a caccia di notorietà». Poi però lo studioso iniziò a fare delle accurate ricerche e scoprì che era stata proprio l’Inquisizione ad impedire che la sanguinosa caccia alle streghe, dilagata in gran parte dell’Europa nel XVI e XVII secolo, attecchisse anche in Spagna e in Italia dove, per strano che possa sembrare, «invece di bruciare le streghe gli inquisitori mandarono sulla forca alcune persone colpevoli di aver bruciato le streghe».Bibliografia
giovedì 8 dicembre 2016
Il kuzu o kudzu (Pueraria lobata)
https://www.dionidream.com/kuzu/
Il kuzu o kudzu (Pueraria lobata)è una leguminosa rampicante di montagna dagli splendidi fiori viola-blu originaria del Giappone, usata da sempre in Oriente sia come alimento che rimedio naturale.
A scopo terapeutico vengono usate le radici, dalle quali si estrae un amido con cui si produce una bianchissima fecola idrosolubile molto digeribile e versatile in cucina che, oltre a carboidrati e sali minerali come calcio, fosforo e ferro, contiene una concentrazione di isoflavoni benefici ovvero composti fenolici di origine vegetale che hanno importantieffetti alcalinizzanti, antinfiammatori, antimicotici e antitumorali.
Tra gli isoflavoni del kuzu infatti troviamo:
Daidzeina: antinfiammatorio, antibatterico e antimicotico Daidzin: svolge attività antidipsotropica (ovvero aiuta a liberarsi dalla dipendenza dell’alcool) e previene il cancro Genisteina: antiossidante, antitumorale (mammella e prostata), ipocolesterolemizzante, antielmintico (ovvero elimina i vermi intestinali).Benefici del kuzu
1. Antiacido e gastroprotettore. Ad aver reso popolare il kuzu è stato soprattutto il suo effetto tampone sullo stomaco e la conseguente prevenzione delle irritazioni a carico di tutto l’apparato digerente, dal cavo orale al retto. Il kuzu assorbe i succhi gastrici in eccesso e da reflusso gastroesofageo (ernia iatale) donando immediato sollievo dal bruciore di stomaco, riducendo inoltre le recidive in caso di blanda ulcera.
2. Intestino. Il kuzu, grazie sempre al suo effetto tampone, è in grado di attenuare l’irritazione di retto e colon. Inoltre produce effetti regolatori dell’attività intestinale in quanto: nei casi di dissenteria permette di contenere l’acqua aumentando la consistenza delle feci; in casi di stitichezza (anche cronica) facilita invece la morbidezza delle feci al pari di una nutrizione ricca di fibre.
3. Alcalinizzante. Il kuzu è l’unica fecola che ha un effetto alcalinizzante sul sangue e che quindi contrasta l’acidosi sistemica.
4. Osteoporosi. La genisteina, di cui il kuzu è ricco, agisce sui recettori estrogenici del tessuto osseo e interviene nei processi di riassorbimento del calcio a livello intestinale. L’assunzione di kuzu può essere quindi considerata un trattamento coadiuvante nella prevenzione e trattamento dell’osteoporosi.
5. Cuore e circolazione sanguigna. Il kuzu è in grado di ridurre la pressione arteriosa migliorando la circolazione del sangue sia nelle gambe che al cervello.
6. Attività antiossidante e ipocolesterolemizzante. Gli isoflavoni hanno la capacità di incrementare l’attività di diversi enzimi antiossidanti, inoltre agiscono come “spazzini” dei radicali liberi che possono degradare il colesterolo LDL nello sviluppo di malattie cardiache.
7. Menopausa. Il kuzu contrasta molti sintomi della menopausa, come sudorazione eccessiva, nervosismo e insonnia, imputabili alle variazioni dei livelli ormonali.
8. Antitumorale. Gli isoflavoni presenti nelle radici di kudzu esibiscono una serie di effetti biologici concernenti la regolazione della moltiplicazione cellulare e possono quindi avere un potenziale effetto nella prevenzione e nel trattamento di alcune forme neoplastiche.
9. Febbre e influenza. In caso di febbre non troppo alta (non superiore ai 38°C) è indicata l’assunzione del kuzu in quanto tende a far abbassare la temperatura corporea. La bevanda di kuzu e umeboshi, detta anche Ume-kuzu, è uno dei rimedi naturali più utilizzati per alleviare i sintomi di raffreddore e influenza e velocizzare la guarigione.
10. Tensioni muscolari. Il kudzu esercita un’azione miorilassante tanto che nella medicina cinese viene utilizzato anche per curare i dolori muscolari, soprattutto i crampi.
11. Stanchezza. Questo amido presenta specifiche proprietà per il recupero dell’energia e del buon equilibrio psicofisico, è particolarmente consigliato quindi in primavera e autunno, quando il corpo fatica ad adattarsi ai repentini cambiamenti climatici.
12. Dipendenze da droghe, tabacco, alcool, caffè, zuccheri. Il kuzu contrasta l’insorgere di crisi di astinenza in caso di dipendenze. Studicondotti presso le Università del North Carolina e di Harvard hanno dimostrato che, oltre a non presentare effetti collaterali rilevanti, il kuzu, per mezzo degli isoflavoni, agisce sui neurotrasmettitori come la serotonina, il GABA ed il glutammato, tanto da stimolare la produzione di dopamina che va a compensare il piacere che si prova attraverso l’assunzione di sostanze che creano dipendenza psicofisica. In Cina la tisana di kuzu è il rimedio più usato per smaltire i postumi di un eccesso di alcolici.
Infine, il kuzu è anche un lenitivo per: angina pectoris, dolori articolari, cefalea, emicrania, nausea e vomito, acufeni, sordità.
Precauzioni e controindicazioni
Prima di assumere qualsiasi rimedio naturale è necessario prestare particolare attenzione a quali farmaci già si utilizzano, o viceversa.
Nel caso del kuzu, essendoci un naturale apporto di estrogeni, si potrebbero avere effetti indesiderati sulla funzione ormonale se si seguono in concomitanza terapie ormonali farmacologiche; se ne sconsiglia inoltre l’uso nei casi di patologie della tiroide preesistenti.
Soggetti in terapia con antidepressivi, donne affette da tumori positivi ai recettori estrogeni (mammella, ovaie, endometrio) e uomini affetti da tumore alla prostata possono assumere questa sostanza solamente sotto controllo medico.
Non essendoci ancora studi specifici al riguardo, per estrema cautela il kuzu è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento.
Essendo un alimento molto ricercato (e abbastanza costoso), il kuzu è uno degli alimenti giapponesi più contraffatti; è fondamentale quindi accertarsi che sia di buona qualità.
Modalità d’usoPerfetto addensante di salse, zuppe, minestre, sughi, dolci, gelati, macedonie e composteAggiunto a fine cottura di verdure o frutta conferisce una consistenza vellutataMigliora la sofficità dei prodotti da fornoPuò essere utilizzato nella pastella delle fritture.
Purificare l’intestino. Ancor più semplicemente, si può sciogliere un cucchiaino colmo di kuzu in circa 1/4 di litro d’acqua e far bollire lentamente finché il liquido non diventa trasparente; questa modalità è particolarmente adatta per sfiammare l’intestino.
Il kuzu si trova in vendita nei negozi di alimentazione biologica, sotto forma di polvere o di piccoli agglomerati gessosi, indicativamente la proporzione da utilizzare è 10g di kuzu ogni 100 ml di liquido ma molto dipende dalla consistenza desiderata.
Trattandosi di un amido estremamente digeribile ed assimilabile è molto adatto come cibo per anziani ed infermi costretti a dieta liquida
I rimedi
Nella nostra esperienza clinica un rimedio fondamentale è il kuzu, un amido estratto dalle radici della Pueraria lobata, radici che penetrano profondamente nel terreno, quindi molto yang. Il kuzu si usa come addensante per le creme di cereali, le vellutate di verdura e le composte di frutta. Bastano poche settimane per risolvere il problema. Lo abbiamo constatato ripetutamente nel corso degli stage residenziali che La Grande Via organizza per le persone anziane. Il reflusso è una delle malattie più costose.
domenica 4 dicembre 2016
♥ MAGNESIO CLORURO e CANCRO ♥
*Prof. PIERRE DELBET *
1861 - 1957
Se si fosse seguito il pensiero
del Prof.Pierre DELBET
molti e molti anni fa, si sarebbe guadagnato un sacco
di tempo nella PREVENZIONE
se non di tutti i CANCRI, almeno degli EPITELIOMI...
Rispetto agli Epiteliomi infatti, il Cloruro di Magnesio ha efficacia
non solamente preventiva, ma anche curativa; se non nei Cancri in piena evoluzione, almeno negli stati Precancerosi e Cancerosi,
gli stati INFIAMMATORI delle MUCOSE che evolvono con cheratinizzazione dell'Epitelio, stati chiamati
* LEUCOPLACHIE *.
Questa precancerizzazione si
localizza sulla LINGUA,
sul versante interno delle
GUANCE, sulle LABBRA,
sulla LARINGE, sugli ORGANI GENITALI...
★Numerose persone colpite da *LEUCOPLACHIA* scrive P.Delbet, mi hanno segnalato per lettera la loro GUARIGIONE; ma io, prosegue non ho potuto seguire che due soli casi.
Un uomo di 45 anni circa mi fece visita per mostrarmi la guarigione della sua Leucoplachia per opera dei Sali
di Magnesio. Egli era guarito così bene che la sua Mucosa orale non presentava alcuna traccia di lesione.
Questo Paziente mi citò
i vari Medici Chirurghi che avevano diagnosticato
la LEUCOPLACHIA...
Poi il Paziente, come molti altri,
sospese il trattamento.
In capo a qualche mese
la LEUCOPLACHIA riapparve
ed il trattamento MAGNESIACO la fece scomparire, questa volta sotto i miei occhi .★
Il secondo caso, descritto
dettagliamente da P. Delbet,
riguarda una Leucoplachia
LINGUALE PAPILLARE E VEGETANTE, GUARITA totalmente in meno
di 7 mesi..
Il Prof. P. DELBET è
anche Autore di numerose comunicazioni circa il Trattamento di INFIAMMAZIONI CRONICHE del SENO con NODULI MULTIPLI O MASTOSI NODULARE...
Questo grande ricercatore
ha condotto esperienze
sugli Animali, tanto dal punto
di vista della Prevenzione che
da quello dell'Evoluzione
di CANCRI SPERIMENTALI...
Egli ha posto gli Animali
in condizioni Cancerogenetiche: escludendo un lotto di animali di controllo, ha sottoposto
gli altri a IPERMAGNESIEMIA per mezzo di iniezioni sottocutanee.
Tra i primi soggetti comparvero diversi EPITELIOMI nentre tra gli Animali trattati non se ne ebbe ALCUNO..
Riguardo ai Cancri già impiantati, Delbet scrive:
★ I Tumori si sono sviluppati molto più lentamente negli animali sottoposti a Terapia Magnesiaca che negli animali
di controllo; questo prova che è possibile rallentare l'Evoluzione dei Tumori saturando l'Organismo di SALI alogenati
di MAGNESIO.
Inoltre, impiantando in serie piccoli Tumori ormai sviluppati su animali sottoposti a MAGNESIO, ho constatato che ad ogni passaggio la capacità del trapianto diminuiva;
ciò prova che i sali alogenati
di Magnesio hanno un'azione
sulla CELLULA CANCEROSA...
Quando pensiamo che queste righe sono state scritte più
di 60 anni fa, e le avviciniamo all'ultimo importante lavoro
( molto più recente)
dello scienziato sovietico
K.L. Bazikian, non possiamo che rammaricarci ancor più
del fatto che non siano
state tratte le debite conseguenze dai lavori
di P..DELBET...
Con questo non si pretende di concludere affermando che il CLORURO DI MAGNESIO sia un mezzo per guarire i CARCINOMI.
Questo no: sembra infatti che i SALI MAGNESIACI siano invece inefficaci sui SARCOMI (Tumori Maligni di Tessuti Connettivi, come quello Osseo, Cartiligineo, Adiposo e Muscolare ).
Ma fortunatamente i Sarcomi sono di gran lunga meno frequenti, dell'ordine del 5 o 6% di tutti i Tumori...
Si conferma tuttavia che
il MAGNESIO è idoneo
a PREVENIRLI, e che possiede un'azione Citofilattica , ossia di *PROTEZIONE DELLA CELLULA*
Esso previene la formazione
di Cellule CANCEROSE
ed aumenta la RESISTENZA
e l'attività delle Cellule normali.
Abbassa l'ALCALINITÀ del SANGUE che negli Stati Precancerosi e Cancerosi
è TROPPO ELEVATA.
Sembra inoltre che l'INSUFFICIENZA o la caduta del livello di MAGNESIO CELLULARE (intracellulare) favoriscano la CARCINOGENESI. Il MAGNESIO EXTRACELLULARE rappresenta infatti all'incirca l'1% del Magnesio totale contenuto nell'Organismo:
resta, per il Magnesio INTRACELLULARE, il 99% e lo scheletro contiene, da solo, dal 65 al 70% del totale , ossia all'incirca 12 grammi.
La concentrazione del Magnesio nel tessuto Osseo dipende strettamente da quella del sangue, o più esattamente nel plasma sanguigno.
Per completare questa panoramica sul Magnesio
il lavoro effettuato dallo scienziato russo sopracitato, Bazikian era basato su un'analisi minuziosa di 24.557 TUMORI MALIGNI, e in particolare dei CASI di CANCRO allo STOMACO, documentati presso le Istituzioni Oncologiche della Repubblica dell'Armenia, nell'URSS.
Gli studi furono compiuti
in collaborazione con Studiosi del Suolo (Pedologi) e Igienisti.
Il suolo, l'acqua potabile e l'acqua di irrigazione in Armenia sono ricchi di Sali di Magnesio:nel lago di Sevan, le cui acque irrigano il 30% del suolo dell'Armenia, la salinità raggiunge i 60 mg per litro d'acqua. Il lago Sevan è uno dei 3 laghi più ricchi di MAGNESIO nel mondo.
Come si supponeva si è dimostrato che, nelle regioni in cui l'incidenza del Cancro allo STOMACO è ALTA, il suolo e l'acqua potabile contengono una SCARSA QUANTITÀ DI SALI DI MAGNESIO(meno 27 mg di magnesio per kg di suoloe meno di 15 mg di magnesio per litro di Acqua potabile); al contrario, nelle regioni in cui la frequenza del Cancro GASTRICO è BASSA, il Suolo e l'acqua potabile sono RICCHI di Sali Magnesiaci (55 mg di magnesio per kg di Suolo e 49 mg per litro di Acqua). Le esperienze di
Bazikian fatte poi in studi
ben precisi con i Topi...
misero in EVIDENZA le potenzialità anti Tumorali dei Sali di Magnesio e del Cloruro di Magnesio nell"ostacolare specie i Tumori Sottocutanei...
Fonte - Frank MIRCE
* MAGNESIO E CANCRO *
Fonte-raffaelebini.files.wordpress.c
Fu di nuovo il caso a far pensare
a Pierre DELBET che il CLORURO DI MAGNESIO potesse avere un ruolo nella
PREVENZIONE del CANCRO.
Egli aveva due noduli ipercheratosici (l’ipercheratosi è una lesione precancerosa) sulle orecchie e, discendendo da una famiglia in cui il cancro era assai frequente, decise di farsi asportare chirurgicamente il più grosso dei due noduli, quello dell’orecchio destro. Poco tempo dopo fu costretto a togliere anche il sinistro, che stava aumentando di dimensioni. L’orecchio destro fu ben presto sede di una recidiva e fu di nuovo operato; la recidiva si presentò poi sull’orecchio sinistro. Non potendo continuare ad operarsi all’infinito, il Prof. Delbet si rassegnò e decise di dimenticarsi della faccenda. Quando iniziò a prendere regolarmente il cloruro di magnesio per il suo effetto tonico, egli aveva la recidiva sull’orecchio sinistro, e il nodulo destro che iniziava a proliferare per la terza volta. Ben presto il prurito e le punture che queste lesioni provocavano, diminuirono, cosicché Delbet si dimenticò della loro presenza. Qualche mese dopo, un suo assistente, nel fissargli la maschera chirurgica, notò che i noduli erano completamente scomparsi, le orecchie erano perfettamente sane. Delbet restò piacevolmente meravigliato e, da allora, non cessò più di prendere quotidianamente la soluzione di magnesio. Dopo ben 22 anni, al suo Novantesimo anno di vita, egli non aveva ancora avuto la minima recidiva.
Fra le relazioni di guarigione che gli giungevano regolarmente da ogni parte, Delbet trovò anche altri casi di precancerosi, ed alcuni li seguì personalmente. Diversi casi di Leucoplasia(come riferito sopra) guarirono in pochi mesi ma, una volta sospeso il trattamento, le lesioni riapparvero. Riprendendo il Cloruro di Magnesio queste Leucoplasie scomparvero di nuovo. Questa successione di fatti, da una lato confermava che il MgCl2 era da considerarsi non un medicinale, ma un alimento e, dall’altro, eliminava ogni possibilità di pura coincidenza fra la guarigione e l’assunzione di Magnesio. Delbet si interessò poi a casi di Mastiti Croniche, Mastopatie fibrocistiche, Mastiti nodose ecc.., oramai riconosciute in rapporto col Cancro della Mammella. Egli esaminò quindi malate, delle quali non solo nessuna si aggravò durante il trattamento Magnesiaco, ma tutte migliorarono e ben dodici guarirono completamente. Due di queste ultime interruppero il trattamento e, nel giro di qualche mese, i Noduli riapparvero. Ripresero la terapia e, come era successo per le Leucoplasie, essi scomparvero di nuovo.
2) Studi sperimentali
Questi fatti clinici permettevano di attribuire al Cloruro di Magnesio una certa azione, preventiva nei confronti del Cancro, ma da soli non bastavano a dimostrarlo in modo incontestabile. Delbet intraprese allora degli studi sperimentali sugli animali di laboratorio...
Un primo gruppo di esperimenti consisteva nel sottomettere a trattamenti che producevano tumori {pennellature di catrame nell’orecchio di conigli e piccoli sassolini introdotti nella vescicola biliare di cavie) animali testimoni ed animali ipermagnesizzati tramite iniezioni sottocutanee di MqCl2. I risultati furono molto netti in favore della protezione esercitata dal Magnesio; infatti nessuno degli animali ipermagnesizzati sviluppò Tumori Maligni cosa che invece fecero regolarmente i testimoni. Questo prova che si può diminuire la frequenza dei Tumori con l’uso regolare dei Sali alogeni di Magnesio. Un altro gruppo di studi consisteva nel trapiantare tumori di varia natura (epiteliomi, sarcomi, carcinomi) su cavie e topolini ipermagnesizzati e testimoni, per notare eventuali differenze. I risultati mostrarono non solo che i Tumori trapiantati si sviluppavano molto meno sugli animali magnetizzati , rispetto ai testimoni (e questo prova che è possibile rallentare l’evoluzione dei Tumori saturando l’organismo di Sali alogeni di Magnesio), ma che era addirittura impossibile mantenere una linea di tumori trapiantati sugli animali magnetizzati.
Ad ogni passaggio la capacità di attecchire diminuiva, cosicché dopo 1 o 2 passaggi, il trapianto diventava impossibile; nei testimoni, invece, il trapianto si poteva trasferire all’infinito. Questo prova che i sali alogeni di Mg hanno una azione sulla cellula cancerosa. Inoltre, alcuni tumori trapiantati furono asportati chirurgicamente, nei testimoni si ebbero recidive, nei magnesizzati, no. Questo trattamento sembra quindi in grado di impedire, in una certa misura, le recidive post-operatorie.
L’azione dei sali di magnesio sulla cellula cancerosa non è certamente di tipo tossico (tutte le cellule hanno bisogno di Magnesio, le sane come le Cancerose) ma è di tipo Citofilattico. Esso aumenta la resistenza e l’attività delle cellule, secondo Delbet (raddrizzerebbe l’evoluzione patologicamente iniziata) di queste cellule. Dimostrando che l’applicazione locale dei sali di Mg stabiliva la pigmentazione in peli e capelli imbiancati da tempo, egli pensava di aver fornito un esempio di questo raddrizzamento, di una funzione alterata. Riguardo al modo di azione del Cloruro di Magnesio, egli fece un’altra constatazione; paradossalmente un eccesso di SOSTANZE ACIDE comporta la modifica del PH del SANGUE IN SENSO *ALCALINO*! Questa situazione che si presenta in CASI COMPROMESSI, come ad esempio nei MALATI di CANCRO è corretta da un apporto di ALCALINI, e AGGRAVATA
da un APPORTO di ACIDI, che sembrerebbero invece
i più indicati...
Ammesso quindi che i Tumori
si sviluppano in soggetti
il cui SANGUE
è più ALCALINO di un PH 7.45
il Prof.Delbet adoperando i sali alogeni di Magnesio per portare normale il Sangue Alcalino,
non ha mai preteso
che la saturazione dei Sali
alogeni di Magnesio sopprima definitivamente il CANCRO; ma fu convinto che ne diminuisce la frequenza...
A questo proposito egli ha scritto:
★che il magnesio ad alte dosi possa rallentare I’evoluzione
di certi Cancri,
ritardare I’apparizione
di certe recidive è indubbio;
che possa guarire
non lo credo.★
La questione del Cancro, dal punto di vista sociale, non è di ordine terapeutico, ma di ordine profilattico. Senza dubbio le cause della resistenza al cancro sono molte, ma Delbet sosteneva che fra queste ve ne è una della quale sarebbe facile fare beneficiare tutta l’umanità, e diceva
con sicurezza: “I’aumento del tenore in Magnesio dell’alimentazione diminuirà
il numero dei Cancerrosi.
★Delbet sapeva che un’affermazione simile era coraggiosa, e che richiedeva ulteriori conferme. Egli le cercò in studi epidemiologici, geografici, e pensò che, se era possibile dimostrare i punti seguenti:
●che il numero di tumori maligni nei paesi civilizzati cresce in rapporto alla diminuzione della razione di Magnesio...
●che in questi stessi paesi le regioni più colpite sono quelle dove il magnesio alimentare è più deficiente...
●Che i popoli non civilizzati fra
i quali il Cancro è pressoché sconosciuto, hanno una alimentazione particolarmente ricca in Magnesio e, come prova che questa Immunità è la conseguenza dell’alimentazione e non della razza, si può constatare che queste razze sono colpite come i bianchi se ne adottano lo stesso regime alimentare, sembrava logico poter concludere che una Carenza di magnesio era non una causa di Cancro fra le tante, ma la causa principale, e che sarebbe stata sufficiente una alimentazione più ricca in Magnesio per ridurre notevolmente il numero dei tumori.
Vediamo come Delbet riuscì a dimostrare tutte e tre le suddette ipotesi:
●il fatto che il cancro sia in continuo aumento è noto a tutti e non necessita di dimostrazione.
Ma l’alimentazione odierna
è meno ricca in Magnesio
di quella del periodo in cui
i tumori erano più rari?
Certamente si, e vi sono tre motivi principali:
● la raffinazione del sale
che lo lascia Cloruro di Sodio pressoché puro;
l’eccessivo abburattamento delle farine, che ha per conseguenza un pane completamente demineralizzato;
gli errori dell’agricoltura: errori nella scelta delle varietà, errori nella utilizzazione dei concimi che provocano enormi squilibri nella composizione minerale dei vegetali coltivati e particolarmente: aumentano il Potassio diminuiscono il Magnesio e diminuiscono il Sodio. Oggi giorno ci cibiamo
di vegetali che sono simili solo nell’aspetto a quelli di 80 o 100 anni fa, la loro composizione minerale é talmente alterata che non ha nessun senso riferirsi alle tabelle sulla composizione degli alimenti pubblicate qualche decennio fa, per stabilire la razione quotidiana di minerali.
● Nel 1928 Robinet ha stabilito per la Francia due carte; una geologica e l’altra cancerologia. E’ stupefacente notare la pressoché perfetta corrispondenza fra le regioni il cui terreno è povero di magnesio e quelle più colpite dal cancro. Robinet ha fatto lo stesso studio per l’Alsazia, la Lorena e l’Inghilterra; i risultati sono gli stessi. Studi che hanno dato risposte analoghe sono stati fatti anche per l’Algeria, l’Egitto e l’Indocina. In Italia, Carlo Marci pubblicò nel 1930 negli “Scritti Biologici” uno studio in cui confronta le mortalità per Cancro nelle varie province e la quantità di Magnesio presente nel sale utilizzato nelle stesse province. Anche qui i risultati sono i medesimi, più Magnesio, MENO CANCRO. Si va dai 14 casi per mille decessi di Cagliari (il cui sale contiene 0,25% di MgCl2) ai 96,77 casi, sempre per mille decessi, della provincia di Ravenna /il cui sale non contiene affatto Cloruro di Magnesio).
● i paesi civilizzati hanno una razione media di Magnesio di 350 -400 mg/die. I contadini Egiziani degli anni ‘30 che, secondo Schrumpf-Pierron avevano una mortalità da 10 a 50 volte minore, per Cancro, dei paesi più civilizzati, avevano una alimentazione 4 o 5 volte più ricca in Magnesio della nostra attuale (1.500-1.800 mg/die). Lo stesso vale per i negri che vivono in paesi primitivi dell’Africa. Ma questi stessi negri, una volta trasferiti in America o in Europa, e adottando la nostra stessa alimentazione, si ammalano di Cancro alla stessa stregua dei bianchi, dimostrando così che la loro immunità non è dovuta alla razza. Dimostrati i tre punti precedenti è evidente la conclusione che un aumento della razione quotidiana di Magnesio è auspicabile per evitare l’insorgenza non solo del Cancro, ma di tutta una serie di disturbi che possiamo avere in rapporto con una carenza di questo elemento. Ci sarà certamente chi, per contestare quanto più sopra dimostrato, sosterrà che i dati utilizzati sono oramai vecchi di 50 anni; ma a costoro vogliamo far notare che la prima edizione del libro di Delbet: “Politique Préventive du Cancer”, risale al 1944 e che, comunque, la verità non cambia, ciò che era vero 50 anni fa lo è certamente anche oggi, tanto più che le cause di Carenza di Magnesio denunciate da Delbet non hanno fatto che aumentare, dal 1944 in poi.
★ Cosa fare; come si può ottenere l’aumento della razione quotidiana di Magnesio auspicato da Delbet? Ci sono due possibilità:
Il metodo artificiale: consiste nell’ingerire il Cloruro di Magnesio., sotto forma di soluzione, in dosi sufficiente per contrastare la carenza. Questo método non è pienamente soddisfacente, e perché coloro che ne beneficeranno saranno sempre una minoranza, e perché è assurdo doversi procurare dal farmacista, come rimedi, sostanze che ognuno dovrebbe assorbire semplicemente con i prodotti di cui si nutre.
Il metodo naturale: è quello auspicato da Pierre Delbet. Poiché la carenza di Magnesio è dovuta ad errori della civilizzazione, si dovranno correggere questi errori... Bisognerà avere un Pane convenientemente mineralizzato; utilizzando grano ricco in MgO (almeno 2 gr /Kg) , e relativamente povero in potassio e sodio...Si dovrà vietare un abburattamento al di sotto dell’80%. Si tornerà integralmente al processo di panificazione di un tempo, cioè macine di pietra, lievito naturale di frumento e, possibilmente, forni a legna.
La riforma del pane dovrà essere completata dalla riforma dell’agricoltura. Analisi di vari prodotti vegetali hanno dimostrato che le quantità di minerali presenti variano in maniera enorme a seconda del terreno su cui crescono e dei concimi somministrati. Inoltre tutti i concimi attualmente usati provocano una perturbazione pericolosa dell’equilibrio minerale, alterando profondamente i rapporti K/Mg e K/Ca. E’ necessario creare concimi che invertano questa tendenza. A. Vilain ci ha dimostrato che questo è possibile...
Inoltre, poiché non tutte le varietà, di ogni vegetale fissano allo stesso modo i minerali, sarà opportuno scegliere quelle più utili allo scopo che si vuole ottenere. Infine sarà necessario tornare al sale Marino di un tempo, Integrale e non Lavato, particolarmente ricco in Magnesio, malgrado il leggero inconveniente della sua igroscopicità. Attendendo queste modifiche potremmo correggere parzialmente lo squilibrio con il CLORURO di Magnesio; ma a questo proposito il Prof. Delbet scrisse: “la somministrazione di sali alogeni di Mg non corrisponde affatto a ciò che speravo. È un mezzo individuale utile transitoriamente, ma non è la soluzione sociale della profilassi del Cancro, ed è !a soluzione sociale quella a cui io ho sempre mirato. Ho detto e ripetuto all’Accademia di Medicina che il Ministero dell’Agricoltura dovrebbe essere unito a quello della Sanità; poiché è evidente che nessuna attività umana ha tanta influenza sulla salute quanto quella il cui scopo è di fornire degli alimenti”. ★ Ed è proprio per la soluzione sociale che sognava, che Píerre Delbet, ad oltre 80 anni di età, scrisse il suo “Politique Préventive du Cancer” e l’opuscolo “L’agricolture et la Santé”. Quest’ultimo è indirizzato al grande pubblico affinché tutti sappiano che “la frequenza e la gravità di molte malattie è aumentata da una agricoltura mal diretta …questa nozione è triste, ma anche consolante, perché è facile rimediare ai difetti dell’agricoltura” cosa che non esiterà a fare “quando agricoltori e consumatori capiranno che i loro interessi sono comuni”. E termina scrivendo: “se il rimedio non fosse stato vicino al male, non avrei scritto questo libro"....
Ma è veramente cosi facile mettere in pratica questi insegnamenti? Indubbiamente in teoria è facile; “tuttavia, scrive Delbet – nella pratica ci si troverà di fronte a delle difficoltà considerevoli, che non sono certo di ordine igienico”. Ma egli custodisce la speranza che venga un giorno in cui,
★la salute di tutti non sia più sacrificata all’interesse di qualcuno★, ed è rinnovando questa speranza, purtroppo ancora delusa dopo 40 anni, che terminiamo questo capitolo.
giovedì 1 dicembre 2016
microbioma Dr. David Perlmutter
La qualità, la quantità e la composizione dei batteri nel vostro intestino hanno un’ enorme influenza sul vostro cervello. Il Dr. David Perlmutter esplora questo fenomeno in grande dettaglio nel suo nuovo libro Brain Maker: The Power of Gut Microbes to Heal and Protect Your Brain-for Life.
Il dottor Perlmutter è neurologo, è membro della American College of Nutrition (ACS), ha una clinica in Florida ed ha pubblicato molti studi sulle sue scoperte in riviste mediche peer-reviewed.
Il suo libro precedente, Grain Brain, è stato in cima alla lista dei bestseller del New York Times per 54 settimane. A mio avviso, il dottor Perlmutter è probabilmente il massimo neurologo della medicina naturale negli Stati Uniti.
Certo, la maggior parte dei neurologi non riescono a considerare adeguatamente come lo stile di vita abbia un impatto sui disturbi neurologici che diagnosticano e trattano ogni giorno, e la prevenzione è un settore di estrema importanza dal momento che ancora non abbiamo trattamenti efficaci per molti dei disturbi cerebrali più comuni.
“Stiamo riconoscendo ora, grazie ad una ricerca presso i nostri istituti più rispettati da tutto il mondo, che i batteri intestinali brandiscono questa potentissima spada di Damocle”, afferma.
Essi determinano se avremo un cervello sano o no, se il nostro cervello funzionerà bene o no, e se il nostro cervello si ammalerà o no. Chi si sarebbe aspettato che ci saremmo riferiti in questi termini all’intestino? “
Perché ciò che mangiamo decide ciò che pensiamo
Il dottor Perlmutter spiega come una dieta sana regola, modifica e migliora la qualità del nostro microbioma intestinale (si definisce microbioma l’insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi in questo caso dell’intestino).
“Questi cento miliardi di batteri che vivono nel vostro intestino sono così intimamente coinvolti nel cervello a diversi livelli. Essi producono sostanze neurochimiche, per esempio, come la dopamina e la serotonina.
Essi producono importanti vitamine che sono importanti per mantenere il cervello sano. Mantengono anche l’integrità del rivestimento del vostro intestino,” spiega.
Quest’ultimo è importante perché quando il rivestimento dell’intestino si compromette, si arriva ad una condizione di permeabilità dell’intestino. Ciò aumenta l’infiammazione, fattore comune a praticamente tutti i disturbi cerebrali, dal morbo di Alzheimer alla sclerosi multipla (SM), passando per il morbo di Parkinson e l’autismo.
“Dobbiamo preoccuparci di capire che cosa nella nostra cultura occidentale, soprattutto dal punto di vista dietetico, sta minacciando la salute dei nostri commensali.
Chiamiamo ‘commensali’ questi batteri perché condividono la tavola con noi. Mangiamo insieme ai i batteri. In sostanza, mangiano ciò che mangiamo. Le nostre scelte alimentari hanno un effetto drammatico sulla prosperità della salute e anche sulla diversità di questi batteri intestinali”.
La ricerca mostra che scambiare i batteri intestinali può invertire il diabete di tipo 2 e altre malattie
Un ricercatore di Amsterdam, il Dr. Max Nieuwdorp, ha pubblicato una serie di studi entusiasmanti. In uno studio, è stato in grado di invertire il diabete di tipo 2 in tutti i 250 partecipanti allo studio facendo trapianti fecali su di loro. Per quanto possa sembrare incredibile, cambiando la composizione dei batteri intestinali, il diabete è stato curato.
Il dottor Perlmutter ha pienamente abbracciato questa nuova informazione, ed ha anche contribuito a sviluppare la rivista scientifica (peer-reviewed) Medicus, che si concentra su questo tipo di ricerca. Tengono anche una conferenza annuale a cui sono invitati i massimi ricercatori sul microbioma.
A suo parere, la comprensione, la regolazione pratica e la modifica del microbioma è una parte importante del futuro della medicina. Quindici anni fa pensavamo che il Progetto Genoma Umano (HGP) avrebbe permesso alla medicina moderna di balzare in avanti grazie a nuove terapie basate sui geni che avrebbero risolto tutti i nostri mali.
Ciò non è accaduto, in quanto HGP ha scoperto che la genetica è responsabile solo per circa il 5% delle malattie umane, il restante 95% è indotto da fattori ambientali. Ora stiamo arrivando a capire che il vostro microbioma è in realtà un driver di espressione genetica, che attiva e spegne i geni a seconda di quali microbi sono presenti.
“Il microbioma dell’intestino è il 99% del DNA nel vostro corpo, ed è altamente reattivo e mutevole sulla base di scelte di vita, soprattutto le nostre scelte alimentari,” dice il Dott Perlmutter.
“C’è questa bella danza che avviene tra i batteri intestinali e il proprio DNA. I batteri intestinali in realtà influenzano l’espressione dei nostri 23.000 geni. Pensate a questo: i microbi che vivono con noi stanno cambiando la nostra espressione genica momento per momento.
Il nostro genoma non è cambiato nel corso di migliaia di anni. Ma ora, improvvisamente, poiché stiamo cambiando i nostri batteri intestinali, stiamo cambiando i segnali che arrivano al nostro DNA; essi sono in grado di aumentare cose come i radicali liberi, lo stress ossidativo e l’infiammazione. Si tratta di un fattore potente in termini di tanti processi di malattia…
Essendo uno specialista del cervello che si occupa di disturbi cerebrali, tutta la mia carriera è stata ostacolata dal non avere strumenti molto efficaci per portare cambiamenti e renderli effettivi in individui che hanno questi problemi. Ora stiamo cominciando ad avere questi strumenti, e sono nell’intestino. Chi lo sapeva?
Nella scuola di neurologia, non abbiamo studiato la composizione dei batteri intestinali e come avrebbero potuto influenzare il cervello, eppure questa è una scienza all’avanguardia.
Questo è ciò che i nostri ricercatori più rispettati e riviste stanno parlando: non solo i batteri intestinali sono fondamentalmente coinvolti nella salute del cervello, ma è possibile modificare i batteri intestinali tramite interventi – assumendo probiotici e scegliendo di mangiare alimenti che sono ricchi in probiotici e migliorare la crescita dei batteri buoni – e anche terapie più aggressive [come i trapianti fecali] “.
Nutrite il vostro microbioma ed esso vi nutrirà
Due strategie chiave per nutrire e proteggere il nostro microbioma sono limitare il consumo di antibiotici solo a quando assolutamente necessario, e di essere accorti in termini di alimenti che mangiate. Idealmente, optate per cibi integrali, crudi, non geneticamente modificate (GM), insieme ai cibi tradizionalmente fermentati e coltivati. Buoni esempi includono le verdure fermentate di tutti i tipi, tra cui crauti e kimchi, Kombucha (una bevanda fermentata), e gli alimenti ricchi di fibre prebiotiche come inulina, topinambur, aglio e tarassaco.
Evitare di mangiare carne è anche importante, in quanto gli animali allevati negli allevamenti intensivi (ed è da questi che proviene il 99% dei prodotti animali) assumono antibiotici, che e ciò che modifica anche il loro microbioma. Questa pratica di routine promuove anche i batteri resistenti agli antibiotici che oggi minacciano la vita di decine di migliaia di americani ogni anno. I pesticidi hanno anche dimostrato di alterare i batteri intestinali e favorire la farmaco-resistenza nel suolo e nel cibo, quindi i cibi biologici sono davvero la soluzione migliore.
“Queste sono scelte di vita, tutte molto importanti che possiamo fare per migliorare la salute e la diversità dei batteri intestinali. Sta per darci un vantaggio per tutta la vita in termini di resistenza alle malattie che temiamo di più,” afferma il Dr. Perlmutter.
“La vera definizione di simbiosi:…. Noi stiamo sostenendo la loro salute e loro stanno sostenendo la nostra salute. Facciamo ciò con i cibi che mangiamo. Essi sono, come ho detto, commensali. Stiamo condividendo questo pasto. Li trattiamo bene mangiando alimenti fermentati ricchi di batteri probiotici e alimenti prebiotici che contengono tipi di fibre prebiotiche come inulina e i fruttooligosaccaridi (FOS).
Questi sono i nutrienti che aumentano la crescita di batteri buoni, con una moltitudine di studi che indicano le cose come la perdita di peso, un migliore controllo di zucchero nel sangue, e la riduzione dell’infiammazione … Uno studio uscito solo lo scorso mese mostra come i bambini con rinite allergica e problemi di respirazione avevano miglioramenti semplicemente dando loro fibra per migliorare la crescita dei batteri sani. “
Il legame tra il Microbioma e malattie autoimmuni
L’infiammazione è un segno distintivo di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, il morbo di Lou Gehrig, la malattia di Crohn, e la malattia infiammatoria intestinale, solo per citarne alcuni. Come spiegato dal Dr. Perlmutter, molti dei fattori che influenzano la permeabilità della barriera emato-encefalica sono simili a quelle che interessano l’intestino, motivo per cui la permeabilità intestinale può portare a malattie neurologiche facilmente tanto quanto può manifestarsi come qualche altra forma di malattia autoimmune.
La permeabilità del rivestimento dell’intestino può essere misurata, cercando una sostanza chimica chiamata lipopolisaccaride (LPS), che è la copertura di alcuni gruppi di batteri nel vostro intestino. Quando si dispone di più alti livelli di anticorpi contro la LPS nel sangue, ciò è un indicatore di permeabilità intestinale.
LPS è anche in sé e per sé un potente istigatore delle infiammazioni. Livelli più elevati di LPS nel sangue aumentano drammaticamente l’infiammazione in tutto il corpo, compreso il cervello. La malattia di Lou Gehrig e l’ Alzheimer, per esempio, sono entrambi correlati con livelli notevolmente elevati di LPS.
“Nel libro Brain Maker presento alcuni trattamenti abbastanza aggressivi per mantenere e ripristinare la salute dell’ intestino usando una varietà di tecniche – dall’ utilizzare clisteri probiotici arrivando persino al trapianto fecale. E abbiamo successo? Sicuramente” afferma il Dr. Perlmutter .
“In Brain Maker ho descritto il caso di un giovane con sclerosi multipla che non poteva camminare senza due bastoni e che ha subito una serie di trapianti fecali in Europa, ed è tornato a passeggiare senza bisogno di alcuna assistenza. La sua videocassetta è abbinata al libro ed è sul nostro sito. Sono solito far vedere il video di quest’uomo che cammina di nuovo quando faccio lezione ai medici. Lo guardano e rimangono a bocca aperta, perché ancora una volta, per voi e per me, questo non è mai stato preso in considerazione nella scuola di medicina…
Chi presta attenzione all’intestino diventa un gastroenterologo normalmente. Ma si è scoperto che ciò è pertinente anche quando si è un neurologo, uno psichiatra, uno specialista in comune, uno specialista della pelle, o anche uno specialista di cancro. Dobbiamo prestare attenzione a coltivare questi batteri, se abbiamo intenzione di mantenere le persone sane.”
Sette chiavi essenziali per riabilitare il vostro intestino, dalla nascita alla morte
Nel suo libro, il dottor Perlmutter approfondisce sette chiavi essenziali per la riabilitazione del vostro intestino, a partire dalla nascita.
1. Parto vaginale. Fate tutto il possibile per evitare un taglio cesareo. Quando si decide di partorire un bambino tramite taglio cesareo – e ci sono momenti in cui deve essere fatto per salvare la vita della madre o del bambino- occorre capire che in linea di massima, si sta triplicando il rischio di iperattività da deficit di attenzione (ADHD) e si sta raddoppiando il rischio di autismo nel vostro bambino. Si sta anche aumentando notevolmente il rischio che il vostro bambino lotti contro l’obesità, il diabete di tipo 1, e le allergie. Sono tutte questioni infiammatorie che sono drammaticamente aumentate nei bambini nati con taglio cesareo.
2. L’allattamento al seno. Oltre a fornire i nutrienti più appropriati, l’allattamento al seno colpisce anche il microbioma del bambino tramite il trasferimento batterico dal contatto con la pelle.
3. Gli antibiotici. Quando si modifica il microbioma, alcuni gruppi di batteri tendono ad essere favoriti, come il gruppo Firmicutes. Quando presenti in eccesso, i Firmicutes aumentano il rischio di obesità. La ricerca sugli animali dimostra che quando si cambia il microbioma degli animali usando gli antibiotici, aumentano di peso. Diamo anche gli antibiotici al bestiame per renderli più grassi, più velocemente. La stessa cosa si verifica nel vostro corpo, per questo motivo evitare gli antibiotici inutili è importante. I prodotti disinfettanti come i saponi antibatterici e i gel per le mani rientrano in questa categoria e devono essere evitati il più possibile.
4. Zucchero raffinato e fruttosio elaborati. Lo zucchero e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFC) aumentano preferenzialmente la crescita dei batteri patogeni che causano malattie, funghi e lieviti, quindi limitare la quantità di zuccheri raffinati e trasformati nella vostra dieta è un principio fondamentale per alimentare la salute dell’intestino. Secondo il dottor Perlmutter, il fruttosio in particolare promuove la disbiosi intestinale, e c’è anche una buona correlazione tra il consumo di fruttosio e i livelli di LPS, l’ indicatore infiammatorio che mostra che il vostro intestino ha una perdita. Il fruttosio è anche molto più aggressivo nel causare la glicazione delle proteine rispetto agli altri zuccheri, cioè alti livelli di zucchero nel sangue che si legano alle proteine. Anche questo è correlato con la permeabilità intestinale, e potrebbe spiegare perché il consumo di fruttosio è legato ad un aumento della stessa, e di malattie infiammatorie come l’obesità.
5. Alimenti geneticamente modificati e pesticidi. Evitare cibi geneticamente modificati. Come osservato dal dottor Perlmutter: “Sì, c’è un pericolo chiaro e attuale nella nozione di modificare geneticamente il cibo che condividiamo con i nostri batteri intestinali. I batteri intestinali si aspettano il tipo di cibo che hanno ricevuto per un paio di milioni di anni. Improvvisamente, stiamo introducendo alimenti che sono geneticamente diversi da qualsiasi cosa il microbioma umano abbia mai visto. La ricerca che permette alla Food and Drug Administration (FDA) di consentire cibo geneticamente modificato non ha nemmeno preso in considerazione gli effetti degli OGM sul microbioma umano”. Il glifosato, che è liberamente utilizzato su colture geneticamente modificate e molte colture non-OGM e non biologiche, si è scoperto in grado di alterare il microbioma umano, così i cibi geneticamente modificati offrono un doppio assalto ai vostri batteri intestinali ogni volta che si mangiano. “Stiamo avvelenando il cibo che mangiamo. Se questo non bastasse, questo è il cibo con cui stiamo alimentando il nostro microbioma, che sta andando a determinare se viviamo o moriamo,” dice il Dott Perlmutter. “C’ è da preoccuparsi”
6. Alimenti probiotici. Focalizzarsi sul mangiare cibi probiotici, come le verdure fermentate, crauti, kimchi, kefir, e Kombucha. Un ampio spettro di integratori probiotici possono anche essere consigliabili, soprattutto se si deve prendere un ciclo di antibiotici.
7. Fibra prebiotica. Consumare un sacco di fibra prebiotica. Non tutte le fibre sono prebiotiche. I cibi integrali sono i migliori. Gli esempi includono tarassaco, che può essere leggermente saltato, le cipolle e porri sono anche scelte eccellenti. Questi tipi di alimenti permetteranno ai vostri batteri intestinali di fiorire, fattore chiave per la salute, la resistenza alle malattie, e la longevità.
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Riccardo Lautizi
Autore
Riccardo Lautizi
mercoledì 30 novembre 2016
La radice di tarassaco risulta più efficace della chemioterapia.
Inoltre:
- ha proprietà diuretiche,
- stimola la secrezione biliare,
- purifica il fegato,
- purifica i reni,
- fornisce sostegno per condizioni allergiche,
- riduce il colesterolo.
Contiene:
- il 535% della dose giornaliera di vitamina K e circa il
- il 110% della dose giornaliera di vitamina A.
La radice di tarassaco ha dimostrato essere efficace per uccidere le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane.
Dice che di aver schiacciato meccanicamente le radici con un apparecchio elettrico, e ha preso una tazza di estratto al giorno, diluito con acqua o succo di frutta fatti in casa – mai con una soda o bevande calde.
La natura sembra offrire tanti benefici che non si devono ignorare.
Come preparare un decotto con radici di tarassaco
Ingredienti:
- Radici di tarassaco 80 gr
- Acqua 150 ml
- Miele di tarassaco (facoltativo)
- Zucchero di canna (facoltativo)
- Colino e bottiglia di vetro scuro