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mercoledì 15 maggio 2013

Da Bonaria (Cagliari) a Buenos Aires, tira sempre Buona Aria

Da Bonaria (Cagliari) a Buenos Aires, tira sempre Buona Aria

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Madonna di Bonaria
Madonna di Bonaria prima dei restauri
Da Bonaria a Buenos Aires, tira sempre Buona Aria. La storia della Madonna di Bonaria. La fantastica storia di come arrivò in Sardegna e da lì “alla fine del mondo”, al di là dei mari.
Protettrice dei naviganti, quindi anche di quelli della rete.
In omaggio al nostro nuovo papa Francesco e alle sue origini, vi racconto come nacque la città di Buenos Aires. Tra storia e tradizione, una vicenda affascinante e misteriosa che lega ancor di più la nostra terra al papa che arriva “dalla fine del mondo”.
Quest’aria malsana si cambierà in Buona Aria
Il colle di Bonaria è situato a sud-est di Cagliari. Il nome deriva dallo spagnolo buen aire, buona aria,
Santuario di N.S. di Bonaria
Santuario di N.S. di Bonaria
dalla collina non si respirava l’aria malsana delle paludi malariche più a ovest. Nel 1324 il re Alfonso di Aragona vi pose il suo accampamento, per conquistare la città di Cagliari e vi fece costruire un castello fortificato e una chiesa. Nel 1335 il re fece donazione della chiesa ai frati dell’Ordine di Nostra Signora della Mercede per costruirvi un convento, che ancora abitano. L’Ordine di N.S. della Mercede fu fondato in Spagna, a Barcellona, nel 1218 da S.Pietro Nolasco per liberare i cristiani schiavi. Si dice che uno dei frati, il beato Carlo Catalano guardando verso il mare dicesse “di laggiù verrà la Regina e quest’aria malsana si cambierà in Buon’Aria”. Da quel momento tutti l’aspettarono. Ed ecco come arrivò.
Un processo canonico del 1592 sancisce la storia quasi leggendaria della Madonna di Bonaria
Marzo 1370. Un mercantile salpa dalla Spagna verso la penisola italica. La navigazione si prospetta tranquilla, ma all’improvviso si scatena una paurosa tempesta. La situazione si fa drammatica e l’equipaggio capisce di non avere più speranze. Il capitano, per alleggerire la nave, ordina di gettare in mare ogni cosa nella speranza di poter salvare almeno la vita degli uomini dell’equipaggio. Rimangono a bordo solo l’equipaggio e i viaggiatori.
Madonna di BonariaAll’improvviso la tempesta si placa, le nubi di diradano e ricompare il sole. Pieni di sollievo per il pericolo scampato, i marinai, guardando verso il mare, si accorgono che di tutta la merce gettata in mare solo una enorme cassa galleggia: nessuno sa che cosa contenga o a chi appartenga. Incuriositi, cercano di recuperarla. Non ci riescono. Il capitano cerca di rimettersi in rotta, ma inutilmente: la nave segue misteriosamente quella grossa cassa che, dopo qualche tempo, approda dolcemente sulla spiaggia antistante il piccolo borgo di Bonaria, ai piedi del convento dei Frati Mercedari. Scesi a terra, i marinai cercano di aprire la misteriosa cassa, ma non ci riescono. Tentano di spostarla, ma risulta impossibile per l’enorme peso. Anche la gente accorsa dal borgo sulla riva guarda incuriosita. La notizia ben presto si diffonde e da ogni parte della vicina città di Cagliari (Caller) sopraggiungono anche l’arcivescovo Bernardo, il vicerè Alberto Satrillas e altre autorità cittadine. Tutti sono sgomenti e non sanno cha fare davanti a quella cassa; ma a un certo punto si leva dalla folla una voce infantile che invitava la gente a chiamare i frati del vicino convento. I religiosi accorrono prontamente e, con molta facilità, aprono la cassa: agli occhi increduli di tutti appare una bellissima statua della Madonna con il Bambino e con una candela accesa in mano.
Era il 25 marzo del 1370, festa dell’Annunciazione.Nostra-signora-di-bonaria-th
Una volta approdato a Cagliari, il bel simulacro doveva essere adeguatamente ospitato e ci si chiese dove esso meritasse di essere collocato: si pensò di portarlo nella Cattedrale, chiesa madre della città; i frati si opposero, sostenuti da tutta la popolazione e portarono la statua nel convento. Si pensò di collocarla in una cappella laterale, poiché l’altare maggiore era già occupato da un’altra prodigiosa statua, la Madonna del Miracolo. La statua della Vergine fu dunque collocata in una cappella laterale, ma il mattino seguente, i religiosi videro che le due statue si erano scambiate di posto. La Madonna venuta dal mare era sull’altare maggiore. Pensarono che qualcuno avesse voluto onorare nascostamente, durante la notte, il nuovo simulacro miracoloso, e rimisero le statue al loro posto. Il mattino seguente verificarono lo stesso spostamento. La terza notte decisero di vegliare per impedire che qualcuno effettuasse quello spostamento, ma, senza che riuscissero a rendersene conto, la Madonna venuta dal mare si spostò ancora una volta sull’altare maggiore. Era chiaro che la nuova venuta voleva essere onorata come regina del Santuario; perciò i religiosi la lasciarono nel posto che Essa stessa si era scelta. Da allora viene venerata come Nostra Signora di Bonaria, proclamata nel 1908 da San Pio X patrona massima della Sardegna. Come lui anche i successori le hanno reso omaggio.
Qui riporto i discorsi fatti dagli ultimi papi durante le loro visite
Paolo VI 24 aprile 1970
Giovanni Paolo II 20 ottobre 1985
Un’ovazione accoglie il tedesco papa Benedetto XVI quando pronuncia queste parole in sardo. “Sa Mama, Fiza, Isposa de su Segnore”, come amate cantare. Nell’omelia del 7 settembre 2008 per il centenario della proclamazione della Madonna di Bonaria a patrona della Sardegna.
Madonna di Bonaria
Nave coperta di filigrana d’oro, regalo di papa Benedetto alla Madonna di Bonaria
Una bella descrizione tratta dalla rete. Il Simulacro della Vergine e del Bambino, è stato ricavato da un unico pezzo di legno di carrubo, ( l’ultimo restauro del 2010 ha stabilito che si tratta di ontano), misura un metro e 56 centimetri di altezza.
“Ha il capo scoperto con la lunga chioma, senza inviluppi, sparsa maestosamente sugli omeri. L’angelico sembiante è di color naturale tendente al bruno, di esatte proporzioni, maestosa ad un tempo ed amorevole. Dal collo fino ai piedi veste un’ampia e lunga tunica cremisi, da cui spunta appena il piede destro, bellamente dipinta, quasi broccatelle d’oro, e strette ai fianchi da una elegante e ricamata cintura.
La copre un gran manto azzurro con i risalti di squisito lavorio a fiori dorati che, affibbiato al petto, ripiegasi dal braccio destro sotto il sinistro con molta grazia. Sporge dal manto la mano destra col braccio alquanto disteso; ed il pollice è ravvicinato alle altre dita riunite quasi in atto di sostenere una candela. Colla sinistra sostiene il Bambino di pari bellezza e nudo, il quale ha i capellialquanto ricciuti e discriminati sulla fronte, porta nella sinistra un globo, e colla destra è in atto di benedire”.
Da Bonaria (Cagliari) a Buenos Aires, è sempre Buona Aria. Come Nostra Signora di Bonaria arrivò “quasi alla fine del mondo”
ex voto alla Madonna di Bonaria
ex voto a Nostra Signora di Bonaria
La devozione dei navigatori spagnoli nei confronti della Madonna di Bonaria è tale che, il 2 febbraio 1536, Don Pedro de Mendoza fonda il primo insediamento di quella che sarebbe diventata la città di Buenos Aires, dedicandole il nome, che viene definitivamente sancito l’11 giugno 1580, quando Juan de Garay rifonda la città, precedentemente distrutta, battezzandola con il nome di
Ciudad de la Santísima Trinidad en el puerto de Santa María del Buen Aire. La città oggi chiamata Buenos Aires
La Madonna di Bonaria è arrivata alla fine del mondo.                                                                                                                                       
Buenos Aires  vista dal mare
Buenos Aires vista dal mare, Le monde du tour, 1860
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