Il mondo come a un miracolo o a un eterno mistero
Albert Einstein in Lettera a Maurice Solovine (in Opere scelte, a cura di Enrico Bellone, Bollati Boringhieri, Torino 1988) scriveva:
"Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo come a un miracolo o a un eterno mistero? A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Al contrario, il tipo d'ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall'uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d'ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del miracoloso, che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. È qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio ma persino di averlo privato dei miracoli".
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