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giovedì 15 maggio 2025

Senso Religioso

 Può l’uomo raggiungere, a partire dalla propria ragione naturale, la certezza dell’esistenza di Dio? Ogni prova dell’esistenza di Dio gode della medesima certezza o esistono delle differenze? A partire dalle classiche cinque vie di San Tommaso d’Aquino, attraverso l’integrazione con le riflessioni filosofiche successive, padre Réginald Garrigou-Lagrange O.P. (Auch, 1877 – Roma, 1964; filosofo, teologo e mistico domenicano, tra le più brillanti menti speculative del XX secolo), con mirabile capacità di sintesi, entra nel cuore della problematica riassumibile nel principio “il più non viene dal meno”. La rinuncia - pur sempre possibile – a questa riflessione, e al suo essere alla portata di tutti, condurrebbe inevitabilmente all’ammissione di una realtà assurda, dove si perdono sia Dio, sia l’uomo.


***


Capitolo IV - Enunciazione della prova generale che racchiuda tutte le altre 


Questa prova ha per principio questa verità per tutti evidente, ossia che il più non viene dal meno, o meglio, il più perfetto non può essere prodotto dal meno perfetto, come la causa pienamente sufficiente che ne dà ragione; in altri termini. Per esempio, la statua non si spiega soltanto con l’argilla, il legno o il marmo che ne sono la materia o la causa materiale. La statua suppone uno scultore, che ha conosciuto il soggetto da rappresentare, che è in grado di realizzare ciò che concepisce e che di fatto lo realizza. Il più non viene dal meno. 


Ugualmente, nell'ordine della natura, l'essere generato, pianta o animale, non si spiega solo con la materia bruta; bisogna che abbia avuto un seme proveniente da un generante perfetto almeno quanto il generato; oltre al fatto che solo l'adulto, arrivato alla perfezione della sua specie, può generare. Il più non viene dal meno e non può essere reso intelligibile da quest’ultimo. 


Così ancora solo un maestro che conosce una scienza o un'arte può insegnare, e soltanto colui che ama fortemente la virtù può ispirare effettivamente l'amore, un amore duraturo e fecondo. 


Il più perfetto non può essere prodotto dal meno perfetto come da sua causa pienamente sufficiente, poiché questa maggior perfezione sarebbe senza alcuna causa, giungerebbe all'esistenza senza che nulla possa spiegarla, contrariamente al principio di causalità: ex nihilo nihil fit: dal nulla senza alcuna causa non può venire niente. Più la terra è povera e più bisogna coltivarla, e affidarle una buona semenza per farle produrre qualcosa. Se la terra fosse stata ridotta al nulla, sarebbe necessaria una potenza attiva infinita per produrre dal niente (ex nihilo), il più piccolo granello di polvere e a maggior ragione il più piccolo chicco di grano. Ma senza nessuna causa efficiente tendente a questo piuttosto che a quest’altro, nulla può esser prodotto. Parimenti, l’inferiore non può produrre il superiore, poiché la perfezione di quest’ultimo sarebbe senza causa alcuna, senza ragion d'essere. Questo vorrebbe dire porre l'assurdità al posto del mistero della creazione. 


Il superiore non può essere spiegato dall’inferiore ma, viceversa, il superiore può spiegare quest’ultimo. Lo scultore che ha un pensiero vivo della statua ciò che costituisce il suo valore artistico. L'adulto che genera motiva la vita del generato. 


Dunque è una verità certa che il più perfetto non può essere prodotto dal meno perfetto. Questo principio illumina a sua volta i fatti più sicuri. 


I fatti. Nel mondo, questo è fuor di dubbio, c’è un movimento e persino del movimento incessante; inoltre, ci sono degli esseri che giungono all'esistenza. Tra questi, molti sono perfettamente organizzati e dotati di vita vegetativa (le piante); altri di vita sensitiva (gli animali); altri di vita intellettiva, che a volte si spinge fino alla genialità, e di vita morale e spirituale che, talvolta, si manifesta sotto forma di eroicità e di un’incontestabile santità, come avviene nel Cristo e nei grandi Santi del Cristianesimo, le cui opere feconde perdurano per secoli dopo la loro morte. 


Si tratta di un fatto generale, tra i più complessi, ma molto certo, che abbraccia tutte le forme dell'attività, che si constata nell'universo dal punto più basso a quello più alto.


In virtù del principio “il più non viene dal meno” o “il più perfetto non può esser prodotto dal meno perfetto”, si deve dunque concludere: se nel mondo c’è movimento e perfino movimento incessante e universale, bisogna che ci sia un motore capace di produrlo. Se ci sono nel mondo degli esseri che giungono all'esistenza e che in seguito scompaiono, bisogna che ci sia, da tutta l'eternità, un Essere che esiste per sé, che non deve l'esistenza che a se stesso e che possa donarla agli esseri contingenti e corruttibili. Se nel mondo ci sono degli esseri viventi, bisogna che l'Essere che da tutta l'eternità esiste da sé abbia la vita, e che abbia la vita da sé, per poterla dare agli altri. Se nel mondo c’è intelligenza, una sapienza a volte geniale, se c’è moralità, bisogna che l'Essere che da tutta l'eternità esiste da sé sia intelligente, sapiente e veramente santo; oltretutto: bisogna che abbia da sé la sapienza e la santità per poterla comunicare agli altri. Solo il superiore può spiegare l’inferiore. 


“Chi disse che una cieca fatalità ha prodotto tutti gli effetti che vediamo nel mondo, disse una grande assurdità” (C.-L. Montesquieu, Lo spirito delle leggi).


Il più perfetto non può venire dal meno perfetto. 

Al principio di tutto, dunque, bisogna che ci sia da tutta l'eternità un Essere che non solamente abbia l'esistenza, la vita, l'intelletto, la santità, ma che sia l'Essere stesso, la Vita stessa, la Sapienza stessa, la Santità stessa; altrimenti parteciperebbe soltanto all'esistenza, alla vita, all'intelletto, alla santità, non ne possiederebbe che una parte. Pertanto, non potrebbe spiegare se stesso e richiederebbe una causa a Lui superiore. 


Al vertice degli esseri e dei valori è necessario che ci sia Colui che è l’Essere stesso, il Valore stesso. Se egli non fosse la Verità stessa tenderebbe soltanto verso di essa, come verso una perfezione a Lui superiore, per un impulso superiore a Lui che, in ultima analisi, non potrebbe che provenire da Colui che è la Verità stessa e dunque l'Essere stesso, la pienezza dell'essere e di conseguenza il Bene stesso. 


È per questo motivo che Gesù afferma espressamente la sua divinità e che è il vero Dio, quando dice non solamente: “Io HO la verità e la vita”, ma: “Io SONO la verità e la vita” (Gv 14,6). 


Questa prova globale che sviluppa tutte le altre possiede una grande forza; in essa si realizza quanto diceva Scheeben: “la prova necessaria ad ogni uomo per acquisire una piena certezza è così facile e chiara, che si percepisce appena il procedimento logico che implica […] essa fonda, a questo titolo, una convinzione più forte e più solida di qualsiasi convinzione ottenuta artificialmente, e non può essere smossa da nessuna obiezione scientifica”.

mercoledì 14 maggio 2025

Se senti vacillare la fede

 "Se senti vacillare la fede per la violenza della tempesta, calmati:Dio ti guarda.

Se ogni cosa che passa cade nel nulla, senza più ritornare, calmati: Dio rimane.

Se il tuo cuore è agitato e in preda alla tristezza, calmati: Dio perdona.

Se la morte ti spaventa, e temi il mistero e l'ombra del sonno notturno, calmati: Dio risveglia.

Dio ci ascolta, quando nulla ci risponde; è con noi, quando ci crediamo soli; ci ama, anche quando sembra che ci abbandoni".

Sant'Agostino ♥️


martedì 13 maggio 2025

La vitamina B12


La vitamina B12 è stata isolata e cristallizzata nel 1948, e dopo quasi un secolo, sono ancora numerosi gli studi volti a scoprirne nel dettaglio non solo le proprietà chimiche ma soprattutto gli effetti sull’organismo umano

La Vitamina B12: fatti e questioni irrisolte!

Di Elena Mutti

Editor: Olivia Candini

Revisori esperti: Malvina Prapa, Antonella Borreca

Revisori naive: Nicola Ganci, Andrea Mattia Marcelli

La vitamina B12 è stata isolata e cristallizzata nel 1948, e dopo quasi un secolo, sono ancora numerosi gli studi volti a scoprirne nel dettaglio non solo le proprietà chimiche ma soprattutto gli effetti sull’organismo umano. Sin da subito è stato evidenziato il suo ruolo fondamentale nel contrastare una pesante forma di anemia e gravi disturbi neurologici. Successivamente la vitamina B12 ha trovato coinvolgimento nei più disparati settori delle scienze mediche, a volte con notevole successo e a volte no. In questo testo si vogliono ripercorrere le principali applicazioni terapeutiche della vitamina B12, anche quelle prive di fondamento scientifico, esplorando allo stesso tempo gli studi più recenti che aprono la strada a nuovi impieghi terapeutici (es. nel campo immunologico).

Cenni sulla struttura e funzioni biochimiche della vitamina B1

La vitamina B12 (chiamata anche cobalamina) è una sostanza di colore rosso formata essenzialmente da un anello con al centro un atomo di cobalto (Figura 1). Nel corpo umano la vitamina B12 interviene in due importanti reazioni biochimiche: nella prima il metilmalonil-CoA viene trasformato in succinil-CoA, mentre nella seconda la vitamina converte l’omocisteina in metionina. I due prodotti, succinil-CoA e metionina, svolgono funzioni essenziali nell’organismo umano. In assenza di vitamina i due prodotti non vengono sintetizzati e i precursori delle reazioni, il metilmalonil-CoA e l’omocisteina, vengono di conseguenza accumulati nell’organismo.

 

Fonti alimentari della vitamina B12 e principali cause di carenza

La vitamina B12 non viene prodotta dall’organismo umano ma deve essere introdotta con la dieta e viene assorbita a livello dei primi tratti dell’intestino. In alcuni casi difetti genetici o malformazioni funzionali impediscono l’utilizzo della vitamina introdotta, determinando uno stato di carenza. Più spesso invece, un deficit di vitamina B12 è legato ad un’insufficiente assunzione con la dieta. La vitamina B12, a differenza di buona parte delle altre vitamine, è presente solo nei prodotti di derivazione animale. La troviamo nella carne (specialmente nelle carni rosse e in larga misura in fegato e reni), nel pesce, nei molluschi ma anche nelle uova, nel latte e nei suoi derivati. Nel regno vegetale è per lo più assente. Fanno eccezione alcune foglie di tè, un paio di varietà di funghi e alcuni prodotti tipici della cucina orientale, come certe specie di alghe e la soia fermentata.

L’assenza della vitamina B12 nei prodotti di origine vegetale, fa sì che la carenza della vitamina sia molto frequente in quelle popolazioni che, per ragioni sociali e/o culturali, non hanno accesso ai prodotti di origine animale (vegani, vegetariani, anziani e paesi poveri). Per questa ragione e a motivo della sua importanza, recentemente, la vitamina B12 viene anche aggiunta nella preparazione industriale di alcune bevande energetiche (Red Bull o Burn) e di alcuni snack (come le barrette di Ovomaltina o alcuni cereali Kellogg’s ).



Cenni storici e prime misurazioni

Nel 1849 un medico del Guy’s Hospital di Londra pubblicò la prima descrizione di un gruppo di pazienti con una grave forma di anemia ribattezzata anemia perniciosa. Verso la fine del 1800 si scoprì che i pazienti colpiti da anemia perniciosa presentavano anche una grave neuropatia chiamata inizialmente degenerazione subacuta combinata [1]. Studi successivi dimostrarono che questi pazienti potevano essere curati somministrando fegato crudo ma fu necessario attendere il 1948 per isolare dal fegato il fattore “terapeutico”, a cui fu dato appunto il nome di vitamina B12, e il 1955 per la definitiva comprensione della sua struttura [2]. A distanza di più di 150 anni gli studi condotti per capire e definire le caratteristiche chimiche e gli effetti della vitamina B12 si contano numerosi e le tecniche diagnostiche utilizzate per dosarne i livelli nel corpo umano sono state affinate. Ora sappiamo che avere un livello di vitamina B12 nel sangue più basso di 200 pg/mL, correlato ad un aumento di omocisteina e di acido metilmalonico, indica uno stato di carenza. Questo stato di carenza, se non curato, porta alle sopracitate anemia perniciosa e degenerazione subacuta combinata (ora ribattezzata neuropatia da carenza di vitamina B12). Ad oggi, possiamo dire che gli effetti di questa vitamina e in particolare della sua carenza riguardano numerosi campi, che vanno ben oltre quelli identificati in origine.

 

Ruolo nell’embrione e nel bambino

Alcuni studi indicano che un deficit di vitamina B12 nelle donne in gravidanza e di conseguenza un suo carente apporto durante lo sviluppo fetale, porta molto spesso alla nascita di bambini sottopeso, con probabili ritardi nella crescita [3]. Considerando che la carenza di vitamina B12 è frequente nelle donne in gravidanza, anche a causa dell’aumentato fabbisogno vitaminico per soddisfare le esigenze del feto (da 2.4 µg/giorno a 2.6 µg/giorno), viene spesso consigliata un’integrazione vitaminica durante il periodo pre-parto [4]. Sugli effetti della vitamina B12 nello sviluppo di difetti del tubo neurale (la struttura che nell’embrione dà origine al sistema nervoso centrale) invece, contrariamente a quanto si crede, il panorama scientifico non è unanime. E’ ancora da dimostrare infatti, se uno stato di carenza possa portare alla mancata chiusura del tubo neurale durante la gestazione e quindi, alla nascita di bambini con la spina bifida. E’ certo invece che se la carenza di vitamina B12 colpisce i bambini dopo la nascita (nei primi anni di età), questi sviluppino spesso dei danni a livello del cervello, con possibili deficit cognitivi e disfunzionalità motorie [5]. Le cause di carenza di vitamina B12 nei bambini in età pediatrica sono molte, ma un recente studio ha messo in luce come al quarto mese dal parto la concentrazione di vitamina B12 nel latte materno diminuisce considerevolmente, determi-nandone un’insufficiente disponibilità negli infanti nutriti solo con questo alimento [6].

 

Ruolo nell’adulto

La vitamina continua a svolgere un ruolo essenziale anche quando l’individuo diventa adulto.  

Malattie neurologiche. Alcuni studi sembrano dimostrare il coinvolgimento della vitamina B12 anche in alcune delle principali malattie neurologiche, diverse dalla neuropatia da carenza di vitamina B12, come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica e la malattia di Alzheimer [7]. Purtroppo, ad oggi, sappiamo solo che in alcuni dei pazienti affetti da queste malattie la concentrazione di vitamina B12 nel corpo presenta dei livelli alterati, ma non siamo ancora in grado di stabilire se ci sia e quale sia un nesso causale con la malattia. E’ importante però proseguire e approfondire queste ricerche, perché la vitamina B12 potrebbe essere utilizzata come supporto alle odierne terapie farmacologiche [8].

Aterosclerosi. Anche in molti pazienti con malattie cardiovascolari è stata diagnosticata una diminuzione dei livelli di vitamina B12. La vitamina B12 viene utilizzata, insieme ad altre vitamine, allo scopo di prevenire una malattia vascolare come l’aterosclerosi, sebbene gli effetti di questa terapia abbiano dato risultati contrastanti.

Medicina estetica e pratica sportiva. Negli ultimi anni, anche la medicina estetica e dello sport si sono occupate della vitamina B12. La vitamina B12 viene pubblicizzata come cura per alcune malattie dermatologiche ed è presente ormai in molti prodotti dermatologici e/o cosmetici. Sebbene alcuni studi abbiano dimostrato un miglioramento dei pazienti trattati con prodotti a base di vitamina B12, senza registrare fino ad ora la comparsa di effetti collaterali da sovradosaggio, altri studi indicano che solo un numero molto basso di soggetti con carenza di vitamina B12 presenta malattie come la vitiligine e la dermatite atopica. Non è quindi ben chiaro se esista una relazione tra i due fenomeni o se le cause vadano ricercate altrove [9]. Analogo discorso può essere fatto per l’alopecia areata. Troviamo sempre più spesso sul mercato prodotti tricologici a base di questa vitamina nonostante molti studi abbiano dimostrato l’assenza di legame tra la carenza di vitamina e l’alopecia [10]. Gli annunci pubblicitari spesso promuovono gli integratori a base di vitamina B12 utili a aumentare l’energia e la resistenza. Nessuno studio ha però dimostrato che questi integratori possano effettivamente aumentare l’energia o migliorare le prestazioni atletiche [11].

Effetti sull’osso. Uno stato di carenza di vitamina B12 è spesso associato al deterioramento della salute dell’osso. All’aumentare del livello di vitamina B12 infatti si osserva una diminuzione, seppur modesta, del rischio di frattura dell’osso [12].

Effetti sul sistema immunitario. Alcuni studi hanno portato alla luce il ruolo della vitamina B12 a livello del sistema immunitario: nei pazienti carenti in vitamina B12 è stata dimostrata una diminuzione di alcune delle cellule che devono difendere l’organismo (come le cellule natural killer e linfociti CD8). Queste scoperte potrebbero avere importanti risvolti nelle terapie delle malattie del sistema immunitario [13].

Nutrigenomica. Recentemente, si stanno sviluppando una serie di ricerche nel campo della nutrigenomica (quella scienza che studia se e come il cibo che ingeriamo, interagisce con il nostro DNA influenzando l’espressione dei nostri geni) [14]. Anche la vitamina B12 sembra avere un effetto “ nutrigenomico”. Infatti, è stato dimostrato che il nutriente vitamina B12 è in grado di regolare l’espressione di numerosi geni e/o proteine, nel sistema nervoso centrale, nel fegato, nell’intestino e in altri organi dei mammiferi. I geni e/o le proteine, per ora scoperti, sono essenzialmente alcune citochine, dei fattori di crescita e alcune molecole legate al trasporto e al metabolismo della vitamina B12 [15].

Questi studi, se sapientemente sfruttati, potrebbero portare allo sviluppo di nuove applicazioni terapeutiche per quelle patologie in cui è necessario modulare l’espressione dei geni, tra cui le malattie genetiche e i tumori.

 

Bibliografia

[1][2] G. Scalabrino, D. Veber, E. Mutti. Nuovi orizzonti biologici per la Vitamina B12. Caleidoscopio Italiana. Medical Systems S.p.A. Ed. Luglio 2005.

[3][4][5] M.R. Pepper, M.M. Black. Effects on embryonic development B12 in fetal development. Semin Cell Dev Biol. 2011;22(6):619-23.

[6] E. Greibe, D.L. Lildballe, S. Streym, P. Vestergaard, L. Rejnmark, et al. Cobalamin and haptocorrin in human milk and cobalamin-related variables in mother and child: a 9-mo longitudinal study. Am J Clin Nutr. 2013;98(2):389-95.

[7][8] A. McCaddon. Vitamin B12 in neurology and ageing; clinical and genetic aspects. Biochimie. 2013;95(5):1066-76.

[9] J. Brescoll, S. Daveluy. A review of vitamin B12 in dermatology. Am J Clin Dermatol. 2015;16(1):27-33.

[10] D.T. Ertugrul , A.S. Karadag, Z. Takci, S.G. Bilgili, H.U. Ozkol, et al. Serum holotranscobalamine, vitamin B12, folic acid and homocysteine levels in alopecia areata patients. Cutan Ocul Toxicol. 2013;32(1):1-3.

[11] National Institutes of Health (NIH), Vitamin B12 – Fact Sheet for Consumers (2011).

[12] J. Tamura, K. Kubota, H. Murakami, M. Sawamura, T. Matsushima, et al. Immunomodulation by vitamin B12: Augmentation of CD8+ T lymphocytes and natural killer (NK) cell activity in vitamin B12-deficient patients by methyl-B12 treatment. Clin Exp Immunol. 1999;116:28-32.

[13] J.P. van Wijngaarden, E.L. Doets, A. Szczeci?ska, O.W. Souverein, M.E. Duffy, et al.Vitamin B12, folate, homocysteine, and bone health in adults and elderly people: a systematic review with meta-analyses. J Nutr Metab. 2013;2013:ID 486186.

sabato 10 maggio 2025

Guardare a Cristo

 “Guardare a Cristo!” Se questo noi facciamo, ci rendiamo conto che il cristianesimo è di più e qualcosa di diverso da un sistema morale, da una serie di richieste e di leggi. È il dono di un’amicizia che perdura nella vita e nella morte: “Non vi chiamo più servi, ma amici” (cfr Gv 15,15), dice il Signore ai suoi. A questa amicizia noi ci affidiamo. Ma proprio perché il cristianesimo è più di una morale, è appunto il dono di un’amicizia, proprio per questo porta in sé anche una grande forza morale di cui noi, davanti alle sfide del nostro tempo, abbiamo tanto bisogno. Se con Gesù Cristo e con la sua Chiesa rileggiamo in modo sempre nuovo il Decalogo del Sinai, penetrando nelle sue profondità, allora ci si rivela come un grande, valido, permanente ammaestramento. Il Decalogo è innanzitutto un “sì” a Dio, a un Dio che ci ama e ci guida, che ci porta e, tuttavia, ci lascia la nostra libertà, anzi, la rende vera libertà (i primi tre comandamenti). È un “sì” alla famiglia (quarto comandamento), un “sì” alla vita (quinto comandamento), un “sì” ad un amore responsabile (sesto comandamento), un “sì” alla solidarietà, alla responsabilità sociale e alla giustizia (settimo comandamento), un “sì” alla verità (ottavo comandamento) e un “sì” al rispetto delle altre persone e di ciò che ad esse appartiene (nono e decimo comandamento). In virtù della forza della nostra amicizia col Dio vivente noi viviamo questo molteplice “sì” e al contempo lo portiamo come indicatore di percorso in questa nostra ora del mondo.


(Papa Benedetto XVI - dall'Omelia pronunciata durante la Santa Messa a Mariazell - Austria, 8 settembre 2007)

giovedì 8 maggio 2025

Johann Sebastian Bach

 Pochi sanno che Johann Sebastian Bach attraversò una quantità immensa di dolore nella sua vita. Perse una figlia ancora piccola, poi tre figli e successivamente anche la moglie, Maria Barbara. Dopo essersi risposato con Anna Magdalena, subì nuove perdite: altre quattro figlie e tre figli morirono prematuramente. In tutto, undici dei suoi venti figli non superarono l’infanzia.

Nonostante queste tragedie, Bach continuò a comporre. Continuò a scrivere cantate, messe, concerti, suite per violoncello e molte altre opere che ancora oggi consideriamo tra le più sublimi mai scritte. La domanda non detta è: come riuscì a farlo? Dove trovò la forza?

Una possibile risposta si trova nelle annotazioni che lasciava sugli spartiti. All’inizio di molte sue composizioni scriveva “J.J.”, abbreviazione di Jesu Juva, “Gesù aiutami”. Alla fine, invece, lasciava quasi sempre “S.D.G.”, Soli Deo Gloria, “Gloria solo a Dio”. Per Bach, la musica non era soltanto arte: era preghiera, era fede, era un dialogo continuo tra l’uomo e il divino.

È per questo che si può pregare ascoltando la sua musica. Perché la musica di Bach è, essa stessa, una preghiera.

E forse è proprio questo il miracolo più grande: trasformare il dolore in bellezza, il silenzio in armonia, la perdita in speranza.

In ogni nota che ci ha lasciato, c’è un frammento di eternità.

domenica 4 maggio 2025

Guido d'Arezzo

 Quella scala musicale Do-Re-Mi che canticchiamo fin da bambini non è sempre esistita.

Prima dell'XI secolo, imparare musica era un'impresa titanica. Non esistevano spartiti come li conosciamo oggi e i musicisti dovevano memorizzare ogni melodia ascoltandola ripetutamente - un po' come imparare una canzone senza mai vederne il testo o le note.

Poi arrivò Guido Monaco, un geniale monaco benedettino di Arezzo. Nell'XI secolo, questo italiano rivoluzionò la musica per sempre con un'invenzione tanto semplice quanto brillante.

Guido prese un inno latino dedicato a San Giovanni, dove ogni verso iniziava con una nota più alta della precedente, e usò la prima sillaba di ciascun verso: UT-RE-MI-FA-SOL-LA (l'UT fu poi sostituito con DO).

Con questa intuizione, nacque il sistema di notazione musicale che usiamo ancora oggi, dopo quasi mille anni. Un metodo che permise di scrivere, conservare e diffondere la musica come mai prima.


Ogni spartito che leggiamo, ogni canzone che impariamo, deve qualcosa a quel monaco aretino che trasformò la musica da arte effimera a linguaggio universale scritto.

sabato 3 maggio 2025

Tre per sposarsi

 "Gli innamorati parlano spesso della immortalità del loro amore, e i cinici li deridono, ma gli innamorati hanno ragione. Il loro amore può diventare immortale. Basta che lo sommergano in Dio. Dio è Vita e Amore Eterno, e quegli amanti che siano uniti a Lui sono presi nell'incessante corrente di amore che circola tra le persone della Trinità. Povera cosa davvero sarebbe l'amore se consistesse soltanto in due fiamme entro due lanterne chiuse! In nessun luogo della terra può appagarsi il nostro anelito all'eternità"


Fulton J. Sheen 

(Tre per sposarsi)


venerdì 2 maggio 2025

Le parole sono vive

 "Le parole sono vive, entrano nel corpo, bucano la pancia: possono essere pietre o bolle di sapone, foglie miracolose. 

Possono fare innamorare o ferire. 

Le parole non sono solo mezzi per comunicare, ma sono corpo, carne, vita, desiderio. 

Noi siamo fatti di parole, viviamo e respiriamo nelle parole."


#massimorecalcati

La disobbedienza

 "L'uomo ha continuato ad evolvere attraverso atti di disobbedienza. Non solo il suo sviluppo spirituale fu possibile solo grazie ad uomini che osarono dire di no ai potenti in nome della propria coscienza o della propria fede, ma anche il suo sviluppo intellettuale dipese dalla capacità di essere disobbediente - disobbediente alle autorità che provarono a mettere la museruola a nuovi pensieri ed all'autorità delle opinioni dominanti che dichiaravano che il cambiamento fosse un'assurdità."


_Erich Fromm, “La disobbedienza come problema psicologico e morale”, 1963