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sabato 19 ottobre 2013

Holodomor, il genocidio per fame dei contadini ucraini e le morti per deportazioni nell'Unione Sovietica di Stalin

Holodomor, il genocidio per fame dei contadini ucraini e le morti per deportazioni nell'Unione Sovietica di Stalin 

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In un articolo del 30 Novembre 2012 sul sito de The economist, è apparso un articolo dal titolo "L'Ucraina ricorda l'Holodomor" (http://www.economist.com/blogs/easternapproaches/2012/11/ukraines-tragic-history). L'Holodomor è stato il genocidio per fame causato dai progetti di Stalin che aveva deciso di esportare il grano prodotto dall'Ucraina per ottenere in cambio i soldi per ammodernare il paese ed avviarlo all'industrializzazione. Molti storici infatti concordano sul fatto che quella fu una carestia artificialmente creata (vedi ad esempio http://www.worldaffairsjournal.org/blog/alexander-j-motyl/was-holodomor-genocide).

Si tratta di un numero difficilmente quantificabile di vittime ma sicuramente enorme; le stime vanno da 3 a 10 milioni di persone morte di fame, cui andrebbero sommate tutte le vittime ucraine delle deportazioni, sicuramente si tratta di un numero di vittime molto maggiore degli ebrei morti nei campi di concentramento nazisti. Le vittime furono i cosiddetti "kulaki" disprezzati dal regime sovietico, additati come "nemici della rivoluzione", ma che erano semplicemente contadini che si opponevano alla collettivizzazione della terra imposta dal regime sovietico e che furono per questo prima additati al pubblico disprezzo, quindi deportati in massa nelle tundre gelate della Russia europea e nelle zone disabitate della Siberia (dove pare ne morirono circa 15 milioni), e poi fatti oggetto di  sorta di "soluzione finale". 
Vedi anche il video qui sotto.



La fame fu così tremenda da generare episodi di cannibalismo a volte anche nella stessa famiglia, quando a volte il membro più fragile e debilitato della famiglia veniva ucciso e cucinato per sfamare gli altri, come riporta il libro Bloodlands - Europe between Hitler and Stalin di Timothy Snyder.


Questa orribile vicenda fu passata sotto silenzio dai corrispondenti dei media che ottennero l'accreditamento al Cremlino solo in cambio del loro silenzio. L'unico che fece eccezione fu il giornalista gallese Gareth Jones che morì giovanissimo durante un viaggio in Mongolia, quasi sicuramente ucciso da agenti dei servizi segreti sovietici.



L'articolo della BBC http://www.bbc.co.uk/news/uk-wales-south-east-wales-18691109 spiega infatti come durante il suo viaggio in Mongolia egli si fosse affidato (inconsapevolmente) ad agenti della NKVD (l'antenato del KGB, il servizio segreto sovietico).
Da notare che, mentre il nuovo leader dell'Ucraina Viktor Yanukovych (come ci informa l'articolo su The Economist) ha tolto la partecipazione statale alla commemorazione dell'Holodomor, lo stato del Quebec ha indetto il giorno della memoria per le vittime di tale genocidio avvenuto nel biennio 1932-1933 (http://ukemonde.blogspot.it/2009/11/bill-390-act-to-proclaim-ukrainian.html).

E' il caso di notare che l'Unione Sovietica vendette sottocosto il grano dell'Ucraina a Gran Bretagna, Germania e Italia e che Mussolini il 2 settembre 1933 stipulò con l’Unione Sovietica un Patto di amicizia, non aggressione e neutralità. Questo per far capire che nel ricordo dell'Holodomor la colpa ricade un po' su tutti i governi dell'epoca, governi totalitari fascisti e comunisti nonché stati cosiddetti "democratici".
 

Certamente fu il governo sovietico ad emanare la legge del 7 agosto 1932, detta «delle cinque spighe», che comminava la fucilazione o la detenzione superiore ai dieci anni per chi fosse sorpreso a rubare beni appartenenti ai kolchoz (nel 1934 il primo segretario del partito ucraino Kosior scriverà a Stalin che un milione di contadini era stato condannato in conformità a questa legge) ma le corresponsabilità sono equamente distribuite, come del resto è successo in occasione di altri genocidi generalmente (e colpevolmente) dimenticati.

Circa due milioni di armeni sterminati in Turchia tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento, circa due milioni di indonesiani sterminati dal dittatore Suharto (armato e sostenuto da Gran Bretagna ed USA) sul finire degli anni '60 del secolo scorso, per non parlare del mezzo milione di bambini uccisi dall'embargo imposto dall'ONU all'Iraq ed amministrato da USA e Gran Bretagna e si potrebbe continuare ancora.

Di fronte a ciò, e proprio mentre lo stato di Israele opprime gli arabi che vivono nella striscia di Gaza, entrando con l'esercito in mezzo al loro territorio, distruggendo le loro case e trattandoli di fatto da subumani, aggredendo militarmente le navi dei pacifisti che si muovono in loro soccorso a portare beni di prima necessità, assistiamo ancora annualmente ad un'ipocrita "giornata della memoria" che forse andrebbe rinominata "giornata delle memoria corta".

Come mai di fronte alle cifre enormi dei massacri sovietici non si celebra una giornata del ricordo dei morti nelle deportazioni nei gulag (i lager dell'URSS) e nell'Holodomor? Come mai di fronte ad un crimine molto più recente ed attuale non si celebra una giornata del ricordo dei morti dell'Indonesia? Come mai durante la giornata della memoria non si ricorda come le vittime di un tempo siano diventate oppressori dei palestinesi?
La risposta è molto semplice: per giustificare il progetto sionista dell'occupazione del territorio palestinese occorreva una sorta di "giustificazione". Ma da quando in qua l'avere subito un torto in tempi passati è una scusa plausibile per perpetrare simili violenze a propria volta? Lo stesso storico e scrittore ebreo Norman G. Finkelstein denuncia in un suo libro quella che egli chiama l'industria dell'olocausto, ovvero lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei.





Per approfondimento vedi anche:


http://www.homolaicus.com/teorici/stalin/kulaki.htm

http://www.coc.ilcannocchiale.it/?TAG=genocidio

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