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lunedì 5 gennaio 2026

IL CALCIO NELLE ARTERIE

IL CALCIO NELLE ARTERIE 

La diminuzione della probabilità di vita è correlata all'invecchiamento delle arterie dovuto all'eccesso di calcio che si accumula in esse.

L'eccesso di calcio circolante nel nostro sangue può provocare malattie degenerative come arteriosclerosi, cardiopatie, diabete, cancro, attacchi ischemici, cirrosi, malattie renali, invecchiamento etc. e patologie conse guenti all'ispessimento e all'indurimento dei vasi arteriosi. E senz'altro possibile vivere a lungo e in maniera più attiva semplicemente utilizzando questo insostituibile strumento di prolungamento di vita: "la terapia chelante".

Quando le arterie si restringono, il flusso di sangue alle cellule, ai tessuti, agli organi diminuisce sensibilmente. In ventiquattr'ore vengono sostituiti oltre 5 bilioni di cellule completamente grazie all'irrorazione sanguigna.

Il rimpiazzo di materiale strutturale consente di mantenere l'attività vitale dei tessuti. Se la circolazione sanguigna viene compromessa, questi processi divengono discontinui ed una determinata zona dell'organismo interrompe le sue funzioni. Questo è il meccanismo di insorgenza dello indurimento e dell'invecchiamento delle arterie.

Ma che cosa è la terapia chelante?

È la somministrazione per via endovenosa di EDTA, "un aminoacido fatto a mano", che ammorbidisce le arterie, ringiovanendo tutto il sistema cardiovascolare.
e alterazioni del sistema circolatorio sono appunto lo spasmo o la costrizione delle arterie e sebbene non ne sia stata ancora perfettamente identificata la causa si ritiene che il problema maggiore coinvolga alcuni disturbi del metabolismo del calcio nel sistema cardiovascolare.


Bisogna distinguere un'arteriosclerosi delle grandi, medie e piccole arterie (carotidi, coronarie, arterie dell'addome, renali, femorali etc.) che si estrinseca con una placca fibro-lipidica della tunica intima arteriosa sul la quale si deposita un'ingente quantità di calcio con conseguente, progressiva riduzione del diametro, da un'arteriosclerosi che interessa la tunica media della arteriole, provocandone la perdita della muscolatura e l'incapacità alla contrazione e alla dilatazione. Il primo meccanismo interviene nel 99% dei casi, il secondo, ovviamente, nell'1% La cellula, poco irrorata a causa delle lesioni stenosanti il lume delle arterie, va incontro ad una serie di fenomeni degenerativi, tra cui quello che riscuote attualmente maggiore interesse riguarda l'alterazione del metabolismo del calcio.

Questo è normalmente uno ione extracellulare che, in condizioni di ischemia tessutale, irrompe entro il citoplasma, scompaginando la membrana limitante e distruggendo il citoscheletro, impedendo i normali scambi con il tessuto circostante e sostituendosi agli altri elementi cito-plasmatici. Alla cellula così colpita non resta che mettere a disposizione tutte le riserve energetiche residue al fine di rimuovere l'abnorme accumulo di calcio in essa creatosi. Ne consegue un progressivo deterioramento che esita nella morte cellulare.

In conclusione, troppo calcio danneggia le cellule, talora irrimediabilmente. Megadosi di calcio non potranno essere assorbite dall'organismo; diffidate dunque dei consigli terapeutici tendenti ad avallare tale abuso. Alexander, direttore del dipartimento di cardiologia dell'Università di Harvard, ha dimostrato il ruolo del calcio nell'arresto del flusso vascolare arterioso. La terapia chelante rappresenta attualmente il primo strumento di un'intera nuova classe di farmaci altrimenti conosciuti come bloccanti dei canali del calcio: rimuovono il calcio ed altri minerali dalle pareti della intima delle arterie, diminuendo il dolore toracico, le aritmie cardiache ed altri sintomi che affliggono una popola-zione di circa 12.000.000 di americani.

 Da :Medicina Ortomolecolare 
Adolfo Panfili 
Tecniche Nuove

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