CONSULTA L'INDICE PUOI TROVARE OLTRE 4000 ARTICOLI

su santi,filosofi,poeti,scrittori,scienziati etc. che ti aiutano a comprendere la bellezza e la ragionevolezza del cristianesimo


giovedì 15 gennaio 2026

PERCHÉ LE STATINE NON CURANO IL CUORE MA LO AFFAMANO DI ENERGIA

 DEPLEZIONE DEL COENZIMA Q10 E DANNI IRREVERSIBILI

PERCHÉ LE STATINE NON CURANO IL CUORE MA LO AFFAMANO DI ENERGIA


Il vero scandalo delle statine non è il colesterolo.

È l’interruzione della via del mevalonato, una via biochimica fondamentale che non serve solo a produrre colesterolo, ma è responsabile della sintesi di molecole vitali come il coenzima Q10, i dolicoli indispensabili per le meningi e la sintesi proteica, lo squalene da cui derivano testosterone ed estrogeni, il mevalonato stesso come precursore di vitamine essenziali come vitamina D3, vitamina E e vitamina K2, oltre ai terpeni, fondamentali per la funzione di mitocondri, neuroni, sistema immunitario e ormoni.


Bloccando l’enzima HMG-CoA reduttasi, le statine non si limitano ad abbassare il colesterolo: spengono la produzione energetica delle cellule. Il coenzima Q10 rappresenta il fulcro della vita mitocondriale. Non è un semplice antiossidante, ma l’interruttore biologico che consente ai mitocondri di produrre ATP attraverso la fosforilazione ossidativa. Senza coenzima Q10 il muscolo non produce energia, il cuore perde forza contrattile, i neuroni vanno incontro a degenerazione, il sistema immunitario collassa, aumenta lo stress ossidativo e i grassi, invece di nutrire, si ossidano diventando tossici.


Non sorprende quindi che i principali effetti collaterali delle statine comprendano mialgie, miopatie, fibromialgia, scompenso cardiaco, astenia cronica, neuropatie e disturbi cognitivi. Non si tratta di coincidenze, ma della conseguenza diretta di mitocondri affamati.


Il colesterolo non è il problema. Il vero problema è la sua ossidazione. Il colesterolo è un precursore indispensabile della vitamina D, degli ormoni steroidei come testosterone, DHEA e progesterone, e della vitamina E. Ripara le membrane cellulari, protegge i neuroni e stabilizza le cellule. La vera patologia cardiovascolare è l’LDL ossidata in un ambiente infiammato, non un valore elevato di LDL in sé. Una persona con colesterolo totale di 150 ma con elevato stress ossidativo è biologicamente più a rischio rispetto a una persona con colesterolo a 300 ma basso stress ossidativo, perché solo il colesterolo ossidato entra nella placca aterosclerotica.


Le statine aumentano il rischio biologico perché, riducendo il coenzima Q10, aumentano la produzione di ROS; riducendo i dolicoli bloccano la sintesi proteica; riducendo lo squalene danneggiano le membrane cellulari; riducendo il mevalonato indeboliscono il sistema immunitario. I dati osservazionali mostrano infatti che negli anziani con colesterolo basso si registra una mortalità doppia, con maggiore incidenza di Alzheimer, Parkinson e scompenso cardiaco. Non per eccesso di colesterolo, ma per carenza di steroli e coenzima Q10 nel cervello.


Anche il riso rosso fermentato non è innocuo. È a tutti gli effetti una statina naturale, poiché contiene lovastatina vegetale. La via biochimica bloccata è la stessa, la deplezione di coenzima Q10 è identica e i danni mitocondriali non cambiano. Naturale non significa sicuro.


Il cuore funziona prevalentemente a grassi, non a glucosio. Utilizza EPA, DHA e acidi grassi insaturi, che però, se ossidati, diventano tossici, mentre se adeguatamente protetti rappresentano una straordinaria fonte di energia. Senza un adeguato supporto antiossidante, gli omega 3 diventano benzina ossidata nei mitocondri. Le loro lunghe catene carboniose li rendono particolarmente avidi di ossigeno e quindi facilmente ossidabili. Per questo motivo, quando si assumono omega 3, è fondamentale associarli sempre a vitamine liposolubili e ad astaxantina, capace di superare la barriera ematoencefalica e di proteggere anche i neuroni dallo stress ossidativo.


La vera prevenzione cardiovascolare non consiste nell’abbassare il colesterolo, ma nel ridurre infiammazione, ossidazione e disfunzione mitocondriale attraverso un supporto mirato che includa coenzima Q10 nella forma attiva ubiquinolo, PQQ, carnitina, acido alfa-lipoico, vitamina E, omega 3 adeguatamente protetti, riduzione degli zuccheri raffinati e un’efficace rigenerazione epatica.


Gli zuccheri aumentano l’insulina, che a sua volta stimola la desaturasi-5, un enzima che regola l’allungamento e l’insaturazione degli acidi grassi. Questo processo favorisce la produzione di acido arachidonico dalla via endogena degli omega 6, con conseguente aumento dei mediatori dell’infiammazione, come le prostaglandine coinvolte in patologie cardiovascolari, trombosi, artrite, coaguli e allergie. Al contrario, un’alimentazione proteica e ricca di omega 3 a lunga catena blocca la desaturasi-5 e indirizza il metabolismo verso la produzione di mediatori antinfiammatori. Pochi zuccheri, insulina bassa, cortisolo e stress ridotti, un’alimentazione proteica ricca di grassi buoni come ALA e acido linoleico di origine vegetale, insieme a pesce azzurro di piccola taglia, rappresentano un vero elisir di longevità.


Conclusione biologica

Le statine non curano il cuore.

Lo privano della sua scintilla energetica.


Il coenzima Q10 non è un semplice integratore: è la corrente elettrica delle cellule. Senza di lui il cuore batte, ma non vive. L’ubiquinolo rappresenta la forma attiva e biodisponibile del coenzima Q10. Nelle persone che assumono statine è consigliata un’integrazione di almeno 120 mg di puro ubiquinolo OVF.


Dr. Fabrizio Marrone

Farmacista esperto in nutraceutica ed epigenetica 

https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Ubiquinol-Coenzima-Q10-Attivo-120mg-60cps-z-1581


https://www.parafarmaciaovf.it/Ovf-Coenzima-Q10.PQQ-120-cps-z-1698

Nessun commento: