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domenica 10 agosto 2025

BORO-VITAMINA D-FLORA INTESTINALE

 

BORO-VITAMINA D-FLORA INTESTINALE. UNA TRIADE SOTTOVALUTATA!

articolo del Dott. Giulio Maria Ranalli Biologo Nutrizionista relativamente al BORO:

L'assunzione di boro (1,5-3,9 mg/die) è stata associata a un significativo aumento dei livelli di vitamina D nel sangue, anche in assenza di esposizione solare. Questa relazione rimane tuttora poco compresa a livello scientifico. Una possibile spiegazione potrebbe risiedere nell'interazione tra il boro e la flora intestinale, in particolare con il lievito Saccharomyces.

È noto che il boro favorisce l'assorbimento di calcio e magnesio, elementi essenziali per la salute delle ossa. Questo effetto positivo del boro sull'omeostasi minerale potrebbe contribuire alla prevenzione dell'osteoporosi, soprattutto nelle donne in menopausa. Inoltre, alcuni studi preliminari suggeriscono che il boro possa modulare il metabolismo degli acidi ribonucleici (RNA) e l'attività di specifici enzimi, influenzando indirettamente i livelli di estrogeni e vitamina D.

Un'ipotesi interessante è che il boro possa favorire la proliferazione dei Saccharomyces a livello intestinale, poiché questi lieviti non vengono digeriti e attraversano intatti il tratto gastrointestinale. Essendo in grado di replicarsi rapidamente in presenza di boro, i Saccharomyces potrebbero produrre quantità significative di vitamine liposolubili come la vitamina D, contribuendo così al suo aumento nei valori ematici.

Questa teoria potrebbe spiegare perché anche i vegetariani, che consumano spesso legumi, verdure e frutta ricchi in boro, non manifestino frequentemente problemi di osteoporosi. Il boro potrebbe avere, infatti, un ruolo chiave nel mantenimento della salute delle ossa attraverso il suo effetto sulla microbiota intestinale e la sintesi di vitamina D.

Inoltre, alcuni studi suggeriscono che il boro possa avere proprietà anti-infiammatorie a livello articolare, rendendolo un potenziale integratore per patologie di tipo artritico. Infine, sono stati riportati anche effetti positivi degli anioni borato o dei loro derivati organici su alcune linee cellulari tumorali, aprendo nuove prospettive di ricerca in ambito oncologico.

Sebbene il meccanismo molecolare esatto alla base dell'aumento dei livelli di vitamina D in seguito all'assunzione di boro non sia ancora del tutto compreso, l'ipotesi di un coinvolgimento della flora intestinale, in particolare dei Saccharomyces, potrebbe rappresentare una spiegazione plausibile e meritevole di ulteriori indagini approfondite. La conferma di questo meccanismo potrebbe avere importanti implicazioni cliniche, soprattutto nell'ambito della prevenzione e del trattamento di patologie come l'osteoporosi e le malattie reumatiche.

In aggiunta, alcuni studi clinici che hanno esaminato gli effetti del boro sulla sintesi e sui livelli di vitamina D nell'organismo umano.

<<Uno studio pubblicato nel 2013 su Journal of Trace Elements in Medicine and Biology ha valutato gli effetti della supplementazione di boro in donne in postmenopausa. I risultati hanno mostrato che la supplementazione di boro aumentava significativamente i livelli sierici di 25-idrossivitamina D.

Un altro studio del 2017 sulla rivista Biological Trace Element Research ha preso in esame uomini e donne con carenza di vitamina D. La supplementazione di boro ha portato a un aumento dei livelli di 25-idrossivitamina D rispetto al gruppo di controllo.

Uno studio del 2019 pubblicato su Nutrients ha studiato gli effetti del boro sulla sintesi e sull'attivazione della vitamina D in modelli cellulari. I risultati hanno suggerito che il boro può stimolare l'espressione e l'attività degli enzimi coinvolti nella conversione della vitamina D.

Alcuni studi epidemiologici hanno anche osservato un'associazione positiva tra l'assunzione di boro attraverso la dieta e i livelli circolanti di vitamina D.>>

Complessivamente, questi studi clinici e preclinici indicano che il boro potrebbe svolgere un ruolo importante nel migliorare la sintesi e i livelli di vitamina D nell'organismo umano.

BORO E VITAMINA D

Vi siete mai chiesti perchè l’assunzione di BORO (1,5-3,9 mg/die) determina un cospicuo aumento della Vit D. Che non sia perché il BORO favorisce in particolare la produzione di miceti come il Saccharomyces a livello intestinale?? Potrebbe essere una spiegazione plausibile anche se finora nessuno ci ha ancora pensato (eccetto il sottoscritto). Altrimenti perché il BORO determina un rialzo cospicuo della Vit D anche senza sole?? Resta tuttora un mistero.

Dice Wikipedia:

“Studi sempre più numerosi affermano oramai che il boro è un oligoelemento indispensabile per il corretto funzionamento della biochimica animale. È stato provato che il boro (come anione borato) ha un effetto positivo sull'assorbimento del calcio nell'uomo ed allo stesso tempo previene la perdita del magnesio. Ciò è utile per almeno due ragioni. Primo, farebbe del boro un oligoelemento da includere tra i fattori coinvolti nella prevenzione dell'osteoporosi. Lavorando sul riassorbimento di calcio e magnesio, è stato anche dimostrato che il boro innalza i livelli di estrogeni e di vitamina D anche nelle donne in menopausa (quindi senza il bisogno di sole o di UVB). Il meccanismo molecolare di ciò non è stato ancora compreso, anche se qualche studio preliminare punta sul rimaneggiamento del metabolismo degli acidi ribonucleici (RNA) e sull'intervento di enzimi della classe fosfo-proteina fosfatasi.

Secondo, metterebbe il boro nella posizione di supplemento alimentare indicato anche nella correzione degli squilibri elettrolitici nei pazienti cardio- o nefropatici, che fanno largo uso di diuretici e/o digitalici. Queste classi di farmaci, infatti, provocano in cronico una perdita corporea cospicua di elettroliti quali potassio, magnesio e calcio, oltre ovviamente al sodio (che viene considerato tra gli effetti anti-ipertensivi di questi farmaci).

Una delle ragioni per cui i vegetariani non soffrono frequentemente di osteoporosi potrebbe ricercarsi proprio nel costante e buon introito di boro attraverso i legumi, le verdure e la frutta di cui fanno largo consumo. Studi aggiuntivi indicherebbero che il boro potrebbe avere un benefico effetto anti-infiammatorio a carico delle giunture articolari, attraverso la modulazione di certe citochine, ed essere così un valido integratore per patologie di tipo artritico. Infine, alcuni studi sembrerebbero indicare che esistano degli effetti positivi degli anioni borato, o di suoi derivati organici, su alcuni tipi di cellule tumorali umane.

Il fabbisogno giornaliero di boro, secondo le raccomandazioni dell'Istituto Superiore della Salute statunitense (NIH) si attestano tra 1,5 e 3,9 mg/die. Gli alimenti più ricchi di boro sono le pere, l'uva, le prugne, i datteri, le mandorle, i cavolfiori, i funghi, i fagioli ed i legumi verdi.”

Ora dovete tener presente che mentre tutti gli altri alimenti vengono masticati e digeriti, i Saccharomyceti, che sono gli unici che non vengono digeriti e passano indenni nell’intestino, potrebbero ricevere un giovamento effettivo nella riproduzione proprio dalla presenza di BORO. E dal momento che nell’intestino si replicano ad una velocità strabiliante (forse proprio se c’è BORO) , e producono numerose vitamine sia liposolubili che idrosolubili, questo potrebbe spiegare il perché una piccola presenza di BORO determini un così cospicuo rialzo del valore della Vit D nel sangue. Che poi quella che si dosa è sempre la forma intermedia che proviene solo dal COLESTEROLO e non dall’ERGOSTEROLO.. Nessuno ci ha mai pensato tanto che Wikipedia dice” Il meccanismo molecolare di ciò non è stato ancora compreso, anche se qualche studio preliminare punta sul rimaneggiamento del metabolismo degli acidi ribonucleici (RNA) e sull'intervento di enzimi della classe fosfo-proteina fosfatasi.” E se il meccanismo fosse molto più semplice, un semplice aumento dei miceti endogeni??

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