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domenica 14 novembre 2021

La liquirizia

 LA LIQUIRIZIA (GLYCYRRHIZIA GLABRA)


 


La Liquirizia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Leguminose (Papilionacee) originaria dell’oriente, ma comune nella ragione mediterranea e coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. Pregiate le qualità di Spagna e Russia. Ha 1 m di altezza, rami flessibili, foglie paripennato composte. La parte medicinale è costituita dalla radice,  essiccata e dagli stoloni decorticati.


 


Da questi si estrae la droga che contiene soprattutto saponine triterpeniche,  glicerrizzina, acido glicirrizzico e 24- idrossiglicerrizzina. Inoltre triterpeni, numerosi composti flavonoidi di colore nero che sono quelli che danno il colore nero ai tronchetti di liquirizia.


 


Mentre la glicerrizzina  e l’acido glicirrizzico si sono dimostrati utili per l’ulcera gastrica e duodenale, i triterpeni ed i composti flavonoidi hanno dimostrato di aver un azione stimolante le difese immunitaria superiore a qualsiasi altro flafonoide.


 


Essi esercitano una notevole azione antiinfiammatoria ed antiallergica. Pare che per questa azione contribuisca anche la glicerrizzina. Sebbene l’azione della glicerrizzina e dei flavonoidi sia stata attribuita ad un effetto cortisolo simile, molte delle azioni di queste sostanze di fatto antagonizzano e neutralizzano il cortisolo. In pratica si è evidenziato, che mentre la glicerrizzina stimola il cortisolo, i composti flavonoidi (che nella liquirizia sono contenuti in quantità elevatissime) inibiscono il colesterolo. Gli effetti che esercitano sia acido glicerrizzico, che triterpeni che composti flavonoidi sono sincroni  e vanno a stimolare la tripofano ossigenasi, determinano un aumento del glicogeno epatico, stimolano la sintesi del colesterolo epatico, , determinano un inibizione dell’atrofia timica ed un inibizione del ACTH.. La glicerrizzina ed i composti triterpenci rafforzano l’azione inibitoria dell’azione del cortisolo (azione anti cortisolo) nei confronti della stimolazione di anticorpi (potente azione immunostimolante) che si traduce in un azione utile nello stress dell’infiammazione. Come per il suo effetto mineralcorticoide, la principale azione della glicerrizzina sul metabolismo dei mineral -corticoidi deriva dalla sua azione sull’enzima 5-beta reduttasi, che provoca un aumento dell’emivita del cortisolo.. La principale azione della glicerrizzina si riferisce alla sua capacità di inibire la fosfolipasi A. Questo enzima è responsabile della scissione delle biomembrane, dei lipidi necessari per il metabolismo degli eicosanoidi (EPA e DHA). Pertanto la glicerrizzina determina un aumento dell’emivita degli eicosanoidi . Oltre ad eseercitare questa azione la glicerrizzina inibisce anche la AMP-fosfodiesterasi, provocando un aumento dei livelli dell’AMP ciclico e della formazione di prostaglandine da parte dei macrofagi. Inoltre la glicerrizzina ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman con un azione paragonabile al cortisone inoltre ha dimostrato di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina. Per tali effetti la glicerrizzina si è dimostrata un ottimo antiasmatico ed antiallergico; si è dimostrata pure utile nelle forme di epilessia sostenute da forme allergiche. Poichè la quantità di glicerrizzina nei tronchetti di liquirizia pura è molto alta (30%) e la dose per esercitare le azioni sopra descritte è molto bassa (1-2 gr), bastano meno di dieci grammi di liquirizia pura per esecitare tutte le azioni sopra descritte.


 


E’ stato dimostrato inoltre che la glicerrizzina e l’acido glicerrettinico in concomitanza ai flavonoidi stimolano fortemente la produzione di interferone, la quale da origine ad una nottevole attività antivirale, in quanto gli inteferoni si legano alla superfice delle cellule  dove stimolano la sintesi delle proteine intracellulari che bloccano la trascrizione del DNA virale. La produzone dell’interferone  porta all’attivazione dei macrofagi, ed all’aumento delle cellule natural-killer.


 


Studi basati su culture cellulari hanno mostrato che la glicerrizzina insieme con i flafoni, inibisce tutti i virus, sia DNA che RNA, ed inattiva in modo irreversibile il virus dell’Herpes Simplex.


 


Particolarmente importante si è dimostrata negli ultimi tempi l’azione della glicerrizzina e flavoni, nel sopprimere i virus del raffreddore comune, dell’influenza, e dell’HIV- AIDS. Risultati notevoli si stanno ottenendo anche contro i virus dell’ epatite B e C (Telucksing SMackie A.B, Burt D, Protetion of hydrocortison activity in skin glycerrhetic acid).


 


L’azione della glicerrizzina e dell’acido glicerrizzico si è visto che a livello renale può dare una modesta ritenzione di sodio (azione cortisolo simile), però i prodotti triterpenici ed i bioflavonoidi hanno una potente azione diuretica che provoca espulsione di sodio. Pertanto se i prodotti di estrazione (glicerrizzina ed acido glicerrizzico) necessitano, se somministrati, di monitoraggio della pressione, così non è se si assume la liquirizia in toto, che per i flafoni ed i triterpeni ha una buona azione diuretica e non esercita nessuna azione ipertensiva. Si è comunque propensi  a somministrare insieme alla liquirizia una piccola dose di potassio (1-2 gr di citrato di potassio) per ovviare a qualsiasi effetto ipertensivo.


 


Ciò di cui non si è parlato finora è dell’azione antiaterosclerotica dei flavonoidi della liquirizia, del tutto paragonabile all’azione antisclerotica dei flavoni del cacao; anzi nella liquirizia la quantità è ancora maggiore, per cui diventa un vero e proprio farmaco per prevenire i danni del colesterolo e dei trigliceridi.


 


La quantità madia da assumere in un giorno è di 10 gr, che corrisponde all’incirca a 12 tronchetti di liquirizia nera purissima. Comunque una dose maggiore non può recar danno.


 


 


 


Joseph E. Pizzorno e Michael T.Murray della Seattle University


 


 


 


A questo punto potrei ipotizzare come i bioflavoni della liquirizia essendo i più potenti in natura, vadano a facilitare anche l'azione del colecalciferolo, dell'ergocalciferolo e del retinolo e quindi facilitano l'azione dei recettotori di membrana responsabili della comunicazione infracellulare. Abbiamo anche visto come la Liquirizia  ha dimostrato di inibire reazioni allergiche sperimentalmente indotte, con il fenomeno Arthus, il fenomeno di Schwaarzman, e l’anafilassi di Fossman e di essere un antidoto contro molte tossine, come quelle della difterite, del tetano e della tetrodossina; potrei anche ipotizzare come la liquirizia possa essere un antidoto contro sostanze cancerogene (benzopirene ecc). Si tenga presente come la liquirizia ha dimostrato di essere uno dei più potenti epatoprotettori riportando nella norma gli enzimi epatici nell'Epatite Cronica Attiva (da Virus C), la quale ha dimostrato di essere uno stadio pretumorale; come inoltre riesca ad essere attiva contro il Virus HIV che determina il Sarkoma di Kaposi. Dopo tutte queste considerazioni non mi risulta difficile considerare la liquirizia un potente antitumorale, questo per un ragionamento logico, anche se non ho ancora condotto nessuna sperimentazione in tal senso. Ma piuttosto del Cisplatino che distrugge l'organismo e può dare metastasi diffuse (non si può neppure maneggiare senza guanti perchè provoca ustioni ed io mi chiedo perchè si usi ancora in chemioterapia), io farei una sperimentazione con la liquirizia, 15 gr/die monitorando la pressione (caso mai si può aggiungere un ipotensivo). Io credo che la proposta sia da prendere in considerazione (se qualche Centro Oncologico è in ascolto)

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